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ARCHITETTURA BIOCLIMATICA

PREMESSA
A. IL QUADRO DI RIFERIMENTO 01. Lemergenza ambientale. Il ruolo delledilizia 02. Le esperienze europee 03. Le soluzioni tecnologiche 04. Gli strumenti della scelta

B. LA PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA 01. Larchitettura e il clima 02. Progettare energia ambiente 03. I sistemi passivi 04. Accumulare energia 05. Geometria della radiazione solare 06. Superfici selettive

PREMESSA
Riprendere la d iscussione sullenergia i n campo ed ile sempre sti riproporre il tema dellarchitettura bioclimatica affascinante. trascorso un per iodo considere vole d i tempo dagl i alb ori della progettazione bioclimatica, tanto da farla d iventare pe r a lcuni i nsostituibile, m a per a ltri molante,

nuova. Natural mente b ioclimatica no n si gnifica traspa rente, non significa esposizione, non si gnifica natura, ma vuole in dicare una progettazione che coinvolga tutto c i che luomo i n grad o d i sfrutt are in man iera gratuit a o quasi, di ci che ci circonda, mettendoci un po di razionalit ed ingegno. In altre parole oggi potremmo asseri re che pro gettare b ioclimatico s ignifica u tilizzare l a natura come fonte d i energia , luce, e la tecnologia innovativ a come strumento per ottimizzare i rendimenti della macchina casa.

A. IL QUADRO DI RIFERIMENTO

01. LEMERGENZA AMBIENTALE IL RUOLO DELLEDILIZIA

Gli ed ifici resi denziali sono r esponsabili del 21 % delle emissioni di CO

e q uelli

terziari del 10,5 %; la maggior parte dei consumi sono i mputabili alle necessit d i riscaldamento degli ambienti.

Conformemente alle linee strategiche generali della pol itica comuni taria, i l Libro Verde indica nella drastica riduzione dei co nsumi il primo passo per garantire una pi efficace gestione energeti ca degl i ed ifici. Le stime p i re centi ind icano un potenziale di risparmio pari a circa il 22%, rispetto ai livelli attuali, da qui al 2010.

Realizzare questo ob iettivo sign ificherebbe ev itare consumi d i energia per 55 milioni di tep, con u n abbattimento del le emissioni pari a 100 milioni di tonnellate di CO2, che equivale al 20% dellobiettivo assunto a Kyoto dallUE.

Laumento drasti co del v alore d i resi stenza termi ca d i tutti i

c omponenti d i

chiusura, da quell i opachi (pareti p erimetrali, tetto, solai o a te rra) a qu elli trasparenti, permette infatti di ottenere riduzioni sensibili del fabbisogno energetico e quindi dei consumi.

Luso d i fonti r innovabili o d i tecnologie a elev ata effic ienza energeti ca non ha senso se non i n un quadro d i riduzione del fabbisogno, che per gli edifici significa, prima di tutto, un ottimo isolamento termico.

LE STRATEGIE GENERALI La nostra capac it tecni ca d i util izzare lenergia prov eniente dal sole, i nfatti, ancora piuttosto primitiva, se si considera che i n un anno , alle nostre latitudini , un metro quadrato d i superficie al suolo investito da 1000 1400 k Wh, pari a c irca dieci v olte i l fabb isogno per r iscaldamento di un ed ificio trad izionale; tuttavia la nostra incapac it d i conv ertire questo capitale i n energia utilizzabile, e di

immagazzinarla per i p eriodi di necessit, significa che ne p ossiamo sfruttare solo una m inima part e. Queste consi derazioni d imostrano che un approcci o

puramente captante al probl ema della minimizzazione dei consumi destinato al fallimento, come testimonia lesperienza degli anni Settanta. Al contrario, si rende necessario un lav oro preli minare per r idurre in man iera s ignificativa i l consumo energetico complessivo, tramite un approccio di tipo conservativo per poi affidarsi alle fonti rinnovabili.

02. LE ESPERIENZE EUROPEE

Il pragmatismo tedesco In campo edilizio, il miglioramento della qualit ambientale andata di pari passo con levoluzione dei l imiti massimi di consumo, resi progressivamente pi stringenti dopo la dimostrazione prati ca dellefficacia degli standard Niedrigenergiehaus e Passivhaus.

Lidea di base era d i ottenere un i nvolucro tanto effi ciente da r iuscire a garanti re le cond izioni d i comfort amb ientale cons ervando all interno dell edificio t utti i guadagni termici gratuiti disponibili,

La tabella seguente d un idea dell influenza percentuale delle d iverse v oci d el bilancio energetico, a seconda del livello di consumo delledificio.

Bilancio energetico simulato per edifici costruiti secondo diversi standard


Tradizionale Disperdimenti per trasmissione Disperdimenti per ventilazione Guadagni solari Guadagni interni Consumo residuo Consumo residuo specifico 5513 kWh 916 kWh 151 kWh 400 kWh 5878 kWh 370 kWh/m2 180 L. 373/76 2662 kWh 745 kWh 151 kWh 400 kWh 2856 kWh kWh/m2 150 L. 10/91 2260 kWh 618 kWh 151 kWh 400 kWh 2327 kWh kWh/m2 70 Std.NEH 1258 kWh 410 kWh 151 kWh 400 kWh 1017 kWh kWh/m2 15 Std. PH 625 kWh 82 kWh 250 kWh 200 kWh 260 kWh kWh/m2

Un fabbisogno energetico cos ridotto, equivalente a c irca 150 l itri di gasolio per i l riscaldamento di unabitazione da 100 m 2 lungo tutto un i nverno, corrisponde ad una riduzione dei consumi superi ore al 75% r ispetto ad una Niedrigenergiehaus, e del 85/90% rispetto ad un ed ificio costruito in Italia nel rispetto della legeg n. 10/91 (il cui consumo tipico pu essere individuato fra i 100 e i 150 kWh/m2.anno).

Accorgimenti tecnici Lo standard Passivhaus si basa sul mi glioramento prestazional e d i elementi

comunque necessar i in un ed ificio, v ale a d ire l involucro opaco , le fi nestre e limpianto d i v entilazione meccani ca, senza b isogno d i introd urre component i complessi, o addir ittura sperimentali, n r ichiedere cambiamenti significativi delle abitudini degl i utenti . Le strategi e da ad ottare per ottenere i l ivelli d i consumo previsti, pur preci sando che s ono valide nel cli ma continentale tedesco e, quindi, non possono essere acriti camente traslate in al tri contest i, possono essere cos riassunte: 1. iperisolamento delle chiusure opache e assente di ponti termici; 2. vetrate ad alte captazione solare; 3. tenuta all aria dell involucro ed im pianto d i v entilazione meccani ca con recuperatore di calore ad alta efficienza. prestaz ioni, oppo rtunamente di mensionate per l a

Iperisolamento delle chiusure opache Il ri spetto dello st andard P assivhaus, nel contesto tedesco , ri chiede v alori d i termotrasmittanza U attorno ai 0, 10 W /m2K pe r la copertura, 0 ,13 W /m2K pe r le pareti per imetrali verti cali e 0, 20 W/m2K p er i s olai su c antine o al tri sp azi n on riscaldati. Per raggiungere valori di questo tipo, evidentemente al di fuori della portata delle murature trad izionali, sono ne cessari sp essori d i isolante su periori a 2 5 c m, c he in alcune situazioni possono anche raggiungere i 40.

Finestre ad elevate prestazioni Nel clima tedesco , alle fi nestre viene generalmente richiesta una

termotrasmittanza U non superi ore a 0 ,80 W/m2K, calcolata sul complesso del serramento (quind i med iando i contr ibuti del v etro e della corni ce). Qu esto

richiede l adozione d i u n t riplo ve tro c hiaro, c on d oppia c amera d aria contenente gas inerte, di corn ici effi cacemente i solate ( superframes) e d i

canaline separatr ici i n mater iale plasti co (al posto del metallo comunemente usato). E necessar io che i l fattore sol are g del serramento sia super iore al 50% e che su u no de i vetr i s ia p revisto un trattame nto basso -emissivo, i n modo da garantire un suffi ciente sfruttamento del soleggiamento di retto senza

disperdimenti eccessivi durante la notte o nei periodi di assenza di sole.

04. GLI STRUMENTI DELLA SCELTA


I materiali utilizzati nel settore delledilizia sono moltissimi, sfruttano materie prime di natura diversa, vengono realizzati con processi diversificati e vengono utilizzati con modalit imprecisate. Questo quadro fa si che la situazione l egata all edilizia porti enorme confusione quando viene approcciato il tema della compatibilit ambientale. Metodi m agici s ulla s celta d ei p rodotti o d ei s istemi p i eco c ompatibili purtroppo, per il momento, non sono a nostra conoscenza ed a nostro uso. Esistono sistemi che tentano d i anal izzare nel modo p i completo e sc ientifico possibile le fasi della vita di un prodotto, creando cos un metodo che permett e di realizzare i l confronto anche se non i n modo esaustiv o. Il confronto pu essere basato sulla quanti t d i mater ie pr ime util izzate p iuttosto che sullenergia

consumata p iuttosto che sull emissioni di CO2 i n atmosfer a. Sono tutti ind ici che vengono raggiunti e calcolat i med iante metod i che lasc iano alloperatore un elevato gr ado d i flessi bilit e che qui ndi prov oca un confronto apparentemente corretto. La vera correttezza risulta dalla comparazione dei metodi di definizione e di calcolo degli indici piuttosto che dal confronto del dato finale. Vengono quindi proposti differenti sistemi per comparare i materiali.

1. Valutazione del ciclo di vita

Per stabilire l i mpatto ambientale di un prodotto (o servizio, o qualunque attivit), necessario ricorrere a metodi complessi di analisi che esaminino tutti gli effetti da esso causati. 10

Questa analisi viene defi nita Analisi del Ciclo di Vita (Life Cycle Analysis - LCA) ed un sistema d i contab ilit che tende a determi nare i l costo amb ientale delle attivit umane. La Soc iety of Envir onmental T oxicology and Chemi stry (SETAC ) h a i mpostato l e linee guida per red igere una LCA, recepite nella norma I SO 14040, defi nisce LCA come:

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Definizione del sistema di classificazione esigenziale


La definizione del sistema esig enziale di riferimento per la valutaz ione effettuata tenendo conto sia delle fasi del processo ed ilizio, si a degl i ob iettivi strategic i, al raggiungimento d ella identificati c ome c lassi di esigenze connessi compatibilit ambientale delle operazioni di progetto.

Tabella 1. Definizione delle esigenze


Classe desigenze
Salvaguardia dellambiente

Esigenza (classe dei requisiti)


Salvaguardia della salubrit dellaria e del clima Salvaguardia dellintegrit del suolo e del sottosuolo Salvaguardia della qualit dellacqua Salvaguardia dei sistemi naturalistici e paesaggistici Salvaguardia del sistema del verde Salvaguardia dei caratteri storico-culturali del sito

Fasi
PFO, POE, POM, POD, FAF PFO, POE, POM, POD, FAF FAF PFO, POE, POD, FAF FAF FAF PFO, POE, POM PFO, POE, POM, POD, FAF PFO, POE, POM, POD, FAF PFO, POE, POM, POD, FAF FAF FAF

Uso razionale delle risorse

Uso razionale delle risorse di materia prima Uso razionale delle risorse climatiche ed energetiche Uso razionale delle risorse idriche Uso razionale delle risorse derivanti da scarti e rifiuti

Benessere, igiene e salute dellutenza

Benessere termico, visivo e acustico negli spazi esterni Benessere connesso con i caratteri geo-biofisici del sito

Condizioni digiene ambientale connesse con le variazioni FAF del campo elettromagnetico da fonti artificiali Condizioni digiene ambientale connesse con lesposizione FAF ad inquinanti dellaria interna

PFO = Fase produttiva fuori opera; POE = Fase produttiva in opera: esecuzione; POM = Fase produttiva in opera: manutenzione; POD = Fase produttiva in opera: demolizione; FAF = Fase funzionale (duso)

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Esempio di pesatura del sistema di classificazione esigenziale

Pesi relativi alle fasi %


Tot. fasi Classe Salvaguardia dellambiente PFO 20 POE 15 POM 15 POD 10 FAF 40 Esigenza Aria e clima Suolo e sottosuolo Qualit dellacqua 40 35 30 50 30
Sist.nat. e paesaggistici

PFO 20

POE 15

POM 15

POD 10

FAF 40

35 35 30 100

35 30 35 100

85 35 100

35 35 30 100

25 10 15 20 10 100

Sistema del verde Car.storicoculturali Totali classe Uso razionale delle risorse Risorse di materia prima Risorse clima ed energia Risorse idriche
Risorse da scarti e rifiuti

26

22

22

26

26

22

35

50

60

65

70

50

40

26 22 100

26 26 100

22 34 100

25 40 100

25 25 100

Totali classe Benessere, igiene e salute dellutenza


Benessere spazi interni

60

Benessere geo-biofisico 30
Igiene ambientale (campi elettromagnetici artificiali) Igiene ambientale (qualit dellaria interna)

15 10 15 100

Totali classe

100

100

100

100

100

Totali classe

Nota: il peso, rispetto al totale delle esigenze, di ogni esigenza (classe di requisiti specifica di una determinata fase, si ottiene moltiplicando il peso della fase stessa (terza riga) per quello dellesigenza (rispetto alla classe) per quello della classe rispetto al totale delle classi nella fase).

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Fig. 1 Schema della sequenza operativa per lattribuzione del punteggio


PESO DI RIFERIMENTO (%) PUNTEGGIO ASSOLUTO (05)

Valutazione qualitativa

Sistema Esigenza/Requisiti

Valutazione quantitativa

Punteggio pesato

Analisi L.C.A.

Modelli di simulazione ambientale

Schede tecniche materiali e componenti

Expertise

Fig. 2 Sequenza relativa allattribuzione di punteggio con lutilizzo di un indicatore decoefficienza

ESIGENZA:

Uso razionale delle risorse climatiche ed energetiche (fase funzionale)

PESO 8% sul totale delle esigenze

REQUISITO:

Sostituzione fonti energetiche da idrocarburi con fonti rinnovabili

PESO 100% sul totale dei requisiti della classe

PARAMETRO:

Fattore defficienza energeticoambientale: Feea

8% sul totale dei requisiti

TECNOLOGIE:

Riscald. solare, raffr. passivo, vent. nat.le, solare FV

PUNTEGGIO PESATO: 0,32

FEPrif = 200 kWh/m2a


Feea =

FEPRIF FEPpro FEPrif

= 0,75

Classe prestazionale: 4

FEPpro = 50 kWh/m2a

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B. LA PROGETTAZIONE BIOCLIMATICA

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01. LARCHITETTURA E IL CLIMA

Oggi la casa ha funz ioni complesse, rest a s empre p rimaria q uella c ondizione d i comfort, in opposizione ad un clima esterno che invece non le garantisce.

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Lequilibrio termico casa-ambiente esterno, determinato dai seguenti fenomeni: riscaldamento delle superfi ci ester ne dov uto all irraggiamento solare (diretto, diffuso, riflesso); guadagni di calor e attra verso le solare (diretto, diffuso, riflesso); scambi conv ettivi fra superfi ci esterne ed ar ia, dal v ia amb iente finestre dovuti all irraggiamento

(dipentemente dalla temperatura dellar presenza o meno di pioggia);

ento e dalla

scambi r adiativi fr a superf ici es terne ed amb iente (d ipendenti d a temperatura ed remissivit del cielo, dal terreno e dalle ostruzioni).

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Scambi radiativi edificio-ambiente Lo scambio termico radiativi fra edificio ed ambiente avviene attraverso i seguenti canali: 1. radiazione diretta a lunghezza donda piccola proveniente dal sole; 2. radiazione d iffusa a lunghezza d onda pi ccola prov eniente dal la volta celeste; 3. radiazione a pi circostante; 4. radiazione a gr ande lunghe zza d onda r iflessa dal ter reno dagl i oggetti circostanti; 5. radiazione a grande lunghezza donda proveniente dal cielo; 6. radiazione a grand e lunghezza d onda emessa dalled ificio v erso cielo, verso il terreno e verso gli oggetto circostanti. ccola lunghezza donda riflessa dal terreno

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I v alori d i i rraggiamento te orico per gi ornate l impide su superf ici a d iverse orientazioni ed inclinazione sono disponibili sotto forma di tabella in alcuni manuali.

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Definizioni generali Un sistema per il riscaldamento solare dello spazio comprende i seguenti elementi: uno spazio (o , pi prec isamente, degl i oggett i contenuti i n qu esto spazio ) da riscaldare; un collettore dove la radiazione solare viene immessa nel sistema e convertita in calore da un assorb itore (questo pu e ssere ni entaltro che u na su perficie del normale involucro delledificio); un accumulatore termico (questo pu essere ni entaltro che la nor male

capacit termica della massa delledificio).

Scambi energetici possono avvenire tra: collettore e accumulatore, collettore e spazio, accumulatore e spazio.

Un sistema per il raffrescamento dello spazio comprende i seguenti elementi: uno spaz io (o , pi preci samente, degl i oggetti conten uti in q uesto sp azio) da raffrescare; un pozzo ambientale (cielo, atmosfera o suolo) in cui viene scaricato il calore; un accumul atore termico (questo pu essere n capacit termica della massa delledificio). ientaltro che la nor male

Scambi energetici possono avvenire tra: pozzo e accumulatore; 20

pozzo e spazio; accumulatore e spazio.

Riscaldamento Qualsiasi schema di classificazione dei sistemi passivi di riscaldamento solare deve tener conto di due fattori particolarmente importanti: 1. le caratteristiche dellapertura di captazione: orientazione rispetto al sud e alla verticale, posizione rispetto al resto della struttura delledificio; 2. il modo di cui lenergia viene diffusa nello spazio climatizzato: il meccanismo, o i meccanismi, energetici, il grado di controllo termico.

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Caratteristiche relative allapertura di captazione Nelle zone temperate dellemisfero boreale , dinverno il sole sorge a sud delle st e rimane generalmente basso nel ci elo me ridionale per poi tramontare a sud

dellovest. Destate, al contrar io, i l sole sorge a nord dellest e si leva a notev ole altezza prima di tramontare a nord dellovest.

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C un numero limitato di combinazioni vantaggiose di orientazione e di posizione dellapertura. unapertura a sud costituita d delledificio. Un apertura di a elem enti vetr ati ver ticali nell a p arete s ud tipo riceve la radiazione solare

questo

prevalentemente dalla parte meridionale del cielo (sole invernale). unapertura schermata sul tetto consiste di elementi vetrati verticali e di elementi opachi in clinati s ul t etto d elledificio. radiazione solare prev invernale). unapertura sul tetto costituita da elementi v etrati or izzontali sul tetto Unapertura di ques to tipo riceve la elo (sole

alentemente dalla parte mer

idionale del ci

delledificio. A meno che non sia controllata con metod i speciali, ad esemp io un isolamento mob ile, unapertura d i questo tipo riceve la radiazione solare

prevalentemente dalla parte superiore del cielo (sole estivo). unapertura separata , ci o che non fa delledificio, pu essere disposta a q solare da qualsiasi parte del cielo. parte dell involucro v ero e propri o

ualsiasi angolo per ri cevere la radi azione

Questa figura introduce anche una nomenc latura generale per la descr izione dei sistemi passivi.

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Muro ad apporto diretto Il sistema d i riscaldamento a muro ad apporto di retto sempli cemente lo spazi o abitato usato come un colle ttore solare. Per forni re comfort e r isparmi ener getici adeguati, il sistema dev e comprendere un metodo per a ssorbire e accumulare i l calore captato durante il giorno per usarlo nelle fredde notti invernali.

Muro termo accumulatore Invece d i d istribuire uni formemente la ccumulatore termico sulle superfi ci dello spazio in un s istema ad apporto d iretto, un s istema d i r iscaldamento a muro termoaccumulatore pone la massa ter mica direttamente d ietro la v etratura. La massa i ntercetta la radi azione solare su lla sua superf icie esterna e po i trasmette attraverso i l muro p er conduzione il cal ore cos ottenuto. Aprendo nel muro d ei passaggi per lari a, i l calo re pu ven ire tras messo immed iatamente nello spaz io per convezione.

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04. ACCUMULARE ENERGIA


Si distinguono tre principi di immagazzinamento del calore: a calore sensibile a calore latente termochimica

A calore sensibile

Pietra Propriet Acqua Con 30% di vuoti Con 40% di vuoti

Calore specifico (Kcal/Kg C) Densit (Kg/m3) 1000 Capacit termica (Kcal/m3 C) Corrosione possibi

0.2 1900

0.2 1600 350 no

1000 le

400 no

Propriet di alcuni materiali usati per laccumulo di calore latente Sali idrati
NaS2O3.5H2O Na2HPO4.12H2O CaCl2.6H2O Na2SO4.10H2O Temperatura c ambiamento fase (C) Densit (Kg/m3) Calore specifico (Kcal/Kg) H (Kcal/Kg) (Kcal/m3) Costo Lit/Kg 48 1700 .36 48 82,000 200 35 1500 .41 67 100,000 300 29 1500 .38 41 61,000 80 32 1400 .78 56 78,000 20 Paraffine 8-70 800-900 .58 35-60 40,-60,000 200

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Termochimica Sono sistemi in cui si sfruttano reazioni chimiche endotermiche reversibili, cio del tipo AB + Calore A+B

Le capacit di immagazzinamento sono grandissime, e consentirebbero, tenendo i prodotti A e B separ ati se s tabiliti un accumulo stagionale e una rest ituzione a temperatura costante.

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Guadagno diretto Con questi sistemi si possono avere rendimenti pari a 35-70%. Supponiamo d i restare nei l imiti, ci rca le d imensioni d egli amb ienti, sugger iti cio di ri ferirci a d a mbienti l a cui

dallesperienza acquisita nell a prati ca, e profondit non ecceda 2 v

olte e mezzo l altezza della superfi cie v etrata (dal

pavimento). Questo significa che, per finestre che arrivino a 2,10 m dal pavimento, si abb iano amb ienti profond i a 5 m c irca. Lesper ienza suggerisce, come prima approssimazione, che il rapporto tra superficie vetrata e superficie della stanza sia: 0,2-0,4 m 2 di v etro pe r m 2 di pavimento i n climi freddi, ov e cio le temperature medie invernali siano di qualche C sotto zero; 0 ,1-0,25 per cli mi temperati , con temper ature in vernali d i qualche C sopra lo zero. Normalmente il b isogno di calore di un ed ificio ripartito in un 3 5% di giorno e un 65% di notte, come si pu vedere in tabella seguente dove sono r iportati i gr adigiorno diurni e notturni per alcune localit italiane.

Bari Palermo Roma Venezia Milano Torino

GG diurni 366 210 570 925 998 1137

GG notturni 759 445 866 1169 1319 1414

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In fi gura mostrato i l ca so di una parete v erticale sormontata da una tetto ia sporgente. Come si gi vi sto la paret e stessa imped isce la vista d i met de lla volta celeste.

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06. SUPERFICI SELETTIVE


Le propriet rad iative del c ielo sono determi nate d a tre pr incipali sor genti

termiche che in esso hanno sede. Il sole. Questa sorgente si comporta appros simativamente come un corpo nero alla temperatura di 5760 gradi di Kelvin. La radiazione che da esso proviene (circa 1 kW/m2 al livello del suolo) praticamente compresa fra lunghezze donda di 0,3 e 3 m.

Latmosfera. Se questa s i co mportasse come un corpo nero alla temperat ambiente T


a,

ura

lo spettro d

i rad iazione da essa e

messo sare bbe quello

rappresentato dalla curva continua del grafico (area totale circa 450 W/m2) . Se il cielo nuv oloso, lo spettro d prossimo a quello d i rad iazione emesso dall atmosfera i n effetti r i l c ielo sereno , la atmosfera

i corpo nero. Se pe

sostanzialmente trasparente alla radiazione di lunghezza donda compresa fra 8 e 13 m (finestra d i tr asparenza atmosferica); essa emette q uindi opco i n questa zona d i l unghezza donda , e lo spettro da indicato dalla curva tratteggiata del grafico. essa emesso del tipo d i quello

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Lo spazio freddo extratmosferico. Qu esto ha una temperatura molto bassa, prossima allo zero assoluto. Pertanto non emette radiazione infrarossa, ma solo in grado d i assorb irne. Questo i l moti vo per cui , nella zona della fi nestra

atmosferica 8-13 m, lo spettro d i radiazione emesso dal c ielo resta quello emesso dallatmosfera (curva tratteggiata dal grafico): ci che sta oltre latmosfera, lo spazio, a ppunto, non emette i nfatti r adiazioni. Rozzamen te parlando, possi amo dire che il c ielo caldo (quando c i l sole) nella zona d i lun ghezze donda

inferiori a 3 m; esso freddo nella zona d i lunghezze donda compresa fra 8 e 13 m; ed alla temperatura amb iente in co rrispondenza delle rad iazioni infraro sse di lunghezza donda d iverse da queste. Usando superfi ci con pro priet otti che opportune, possi bile pri vilegiare lo sc ambio termi co rad iativo con ciascun a d i queste tre sorgenti, ottenendo effetti di riscaldamento o raffreddamento naturale. Vediamo come.

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Effetto serra Il vetro, pur essend o trasparente alla ra diazione dello spettro solare , opaco alla radiazione i nfrarossa. U no spaz io prote tto da un v etro r iceve la rad iazione dal sole; ma la rad iazione i nfrarossa da e sso emessa v erso i l c ielo rad iazione che tende a r affreddarlo v iene intercettata e assorb ita d al vetro ; una met c irca viene r iemessa v erso i l basso. Lo spazio tende qui ndi a riscaldarsi (effetto ser ra). Leffetto serra viene esaltato se i l ve tro i nternamente reso speculare alla

radiazione infr arossa (ad esempio med iante trattamento con ossi do d i stagno ). Anche un doppi o vetro esalta leffetto se rra. Molte mater ie plastiche (metacrilati, PVC, ecc.) hanno propri et ot tiche simili a que lle del v etro e fanno effetto serr a. Altre invece (esempio polietilene) sono tras parenti alla radiazi one infrarossa e non fanno effetto serra (nonostante siano spesso usate a questo scopo).

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Effetto serra inverso Estato recentemente sviluppato un materale con propriet ottice simmetriche r ispetto a quell e d i un vetro trattato con ossi do d i stagno. Questo materiale i nfatti r iflette la r adiazione solare, ed trasparente alla radiazione infrarossa. Un ambiente protetto con questo materiale non riceve energia dal sole, mentre interagisce r adiativamente con il cielo che, a causa dello spaz io fredd o retrostante, si trova a temp eratura media inferiore rispetto a quella amb iente. La temperatura d i 4-5 C al d i sotto dell a temperatura allo mbra. Notare che sotto un tendone normale per ombreggiatura si ha una temperatura superiore rispetto a quella dellar ia allombra. La radi azione solare assorb ita dal tendone , lo r iscalda infatti; e questo emette radiazione infrarossa calda verso lambiente protetto.

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Superfici selettive calde Una superfi cie nera esposta al sole, assorbe l a rad iazione solar e ed emette

radiazione infrarossa verso il cielo. La prima domina sulla seconda e la superf icie si riscalda. Un a su perficie di ra me lu cidato assorbe solo una parte della radi azione solare (50-60%), ma poich il suo coefficiente di emissione infrarossa p iccolo ( 0,10), esso emette poco v erso il c ielo. Essa s i porta d i conseguenza ad una

temperatura p i el evata dell a s uperficie nera. Opportun i t rattamenti su s uperfici metalliche (oss idi d i r ame, d i n ickel, di cromo ) esaltano questo effetto: aumentano lassor bimento solare se nza che v essi

enga aumen tata lemis sione

infrarossa (selett ivit). Il riscaldament o delle superfi ci selettiv e fav orito se la selettivit accopp iata con leffetto serra . Molt i collettori solar i so no basat i su questo principio.

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Superfici selettive fredde Una superf icie trat tata con p ittura b ianca rappresenta la p i sempl ice superf icie selettiva fredda. Essa infatti assorbe solo una piccola parte della rad iazione solare (un buon bi anco pu assorbi re dal 5 al 10% della rad iazione incidente); mentre emette r adiazione infrarossa tramite cui i nteragisce con i l c ielo che, in vi rt del la finestra at mosferica, s i tro va a una temperatura med ia i nferiore r ispetto a quella dellaria amb iente. In cli mi secchi , in cui latmosfera parti colarmente

trasparente, la temperatura di equilibrio pu essere di diversi gradi inferiore rispetto a quella della temperatura amb iente. Una su perficie il cui potere emissivo abbia landamento most rato i n figura seguente (si tratta d i tedlar alluminato )

rappresenta una superfi cie selettiv a f redda con caratteri stiche ancora p i convenienti; essa v a i n eq uilibrio a temperatur e notev olmente i nferiori (15-20 C ) rispetto a quella amb iente. Esemp i d i r isultati d a noi ottenuti anche i n un cli ma umido come quello di Napoli sono mostrati successivamente. Proteggendo queste superfici con il materiale per effetto serra inverso di cui al precedente punto 15.12, leffetto di raffreddamento naturale risulta ancor pi esaltato.

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C. LE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEI SERRAMENTI E DEI COMPONENTI OPACHI


SECONDO LE DIRETTIVE COMUNITARIE

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Confronto tra i livelli di isolamento termico per gli ediici in Europa

perv enuto lo stud io effettuato da COST IC per conto d i EDF (Electr icit de France) nellambito di un programma europeo, sul livello di isolamento termico dei paesi europei. Il rapport o redatto sulla base del calcol paese effettuato secondo le regole e le o pe r i l r ispetto delle le ggi di c iascun tecniche vigen ti in og ni pa ese, s u u n

edificio c ampione. Lo stud io r iporta d ue gr afici r iassuntivi che d imostrano c ome lItalia s ia il p aese d ove s i i sola m eno e si consuma d i pi (a eccezi one del Portogallo).

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