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ECONOMIA-MICROECONOMIA

Economia politica: una scienza giovane, nasce nel XVIII secolo. La prima grande opera dell'economia moderna stata scritta da Smith nel 1776, s'intitola "saggio sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni". Oggetto dell'economia moderna: Rapporto tra le caratteristiche della societ civile e la possibilit di realizzare il benessere della societ stessa. Al centro di questo studio c' l'idea di mercato, che ai tempi di Smith aveva raggiunto lo stadio dell'industrializzazione. Smith fece del mercato gli elementi che possono determinare l'arricchimento di un paese. Oggi l'economia si occupa poco degli aspetti naturali o tecnici della produzione e si occupa molto di pi di studiare come gli uomini si organizzano per aumentare la propria disponibilit di beni. Si tratta quindi di UNA SCIENZA CHE STUDIA LA SOCIET. Proprio perch scienza sociale: economia politica un modello di scienza diverso dalle scienze naturali L'economia politica studia la societ e le societ ma non una scienza. L'economia studia i comportamenti umani, individuali e sociali. Perch le condizioni degli individui e delle societ non sono mai le stesse? motivi : - Il progresso che muta continuamente le capacit prodotte e le relazioni sociali - Il processo d'interazione incessante tra gli uomini e il contesto in cui vivono A cosa serve l'Economia? L'Economia riuscita a creare pian piano gli strumenti conoscitivi che hanno permesso di accrescere la nostra comprensione della realt ed entro certi limiti la nostra capacit di trasformarla. Se il mondo "meno ignoto" e pi "controllabile" dei secoli passati, un po anche merito dell'Economia. Le conoscenze economiche sono affermazioni provvisorie, che non possono aspirare a diventare leggi in senso proprio. Le affermazioni delleconomia possono essere solo di tipo probabilistico. Ragionare in termini probabilistici non il modo pi avanzato che l'uomo abbia mai escogitato per muoversi in un mondo pieno d'incertezze. Perch l'Economia che studiamo definita Politica? Perch i primi economisti moderni nel XVIII sec. erano ben consapevoli del fatto che l'oggetto delle loro riflessioni era qualcosa che viveva solo all'interno delle istituzioni sociali e politiche. importante ricordare che: NON ESISTONO leggi e tutto determinato dai comportamenti degli individui e dalle caratteristiche delle societ in cui gli uomini vivono. L'Economia politica si distingue generalmente in due branchie: MICRO-ECONOMIA e MACRO-ECONOMIA. La micro-economia considera i fatti economici dal punto di vista dei singoli soggetti, i quali si muovono in un dato contesto sul quale non possono influire se non in misura trascurabile e dal quale sono invece fortemente influenzati. La macroeconomia studia, invece, situazioni in cui la maggior parte delle variabili economiche e sociali possono cambiare. La cosa che pu sorprendere che la macroeconomia spesso sovverte le conclusioni alle quali era arrivata la microeconomia. Ci non vuol dire che le prime non fossero valide, significa che le cose del mondo possono apparire in modo diverso a seconda del punto di vista da cui le si guarda. XVII sec. fece la sua apparizione il sistema produttivo di fabbrica, che determin conseguenze sconvolgenti per qualit e quantit. Gli elementi capitalistici e di mercato erano presenti anche nelle societ anteriori all'Inghilterra della fine del XVIII sec. La rivoluzione industriale per segna l'inizio di un processo di allargamento del mercato.

Perch un'Economia capitalistica possa dirsi tale, necessario che in essa svolga un ruolo centrale lo sforzo di produrre capitale. Il CAPITALE costituito da tutto ci che viene sottratto al consumo immediato degli individui e accumulato al fine di accrescere le capacit produttive future. Prende quindi la forma di mezzi di produzione utilizzati nei processi di creazione di beni economici: materie prime; beni gi parzialmente lavorati; edifici destinati alle attivit produttive. Il capitale pu essere trasformato sempre in DENARO. La forma monetaria quella in cui immaginiamo normalmente circoli il capitale all'interno dell'economia. Perch una societ possa dirsi capitalistica, bisogna che vi siano sviluppate le istituzioni (banche, societ di assicurazioni, ...) che favoriscono l'accumulazione e la circolazione del capitale. Nella societ moderna, i proprietari del capitale (capitalisti) prestano il capitale ad altri soggetti (imprenditori), che hanno le capacit necessarie per accrescerlo. Normalmente un sistema capitalista trova un potentissimo alleato nel mercato. Studiare il mercato perch: 1) tra "mercato" e "sviluppo" c' un nesso molto stretto. 2) ancora oggi il mercato rappresenta la forma di organizzazione economica e sociale prevalente. Il mercato esiste quando: - vi sono titoli di propriet o simili riconoscibili sui beni - questi titoli vengono scambiati sulla base di prezzi che a loro volta sono determinati dalle condizioni della DOMANDA e dell'OFFERTA. Sul mercato gli scambi avvengono in base al prezzo il quale determinato dall'incontro tra domanda e offerta. L'interazione della domanda e dell'offerta determina le condizioni alle quali avverranno gli scambi. Le considerazioni di tipo religioso ed etico erano fenomeni tali nel decidere il livello del prezzo del bene. I padri della chiesa insegnavano quello che doveva essere considerato il prezzo giusto e doveva essere un prezzo che rifletteva in modo adeguato la fatica di chi l'aveva prodotto e le condizioni di chi doveva acquistarlo. XIII sec. la vivace attivit economica far rivalutare la figura del mercante agli occhi dei canonisti. FEUDO: territorio sottoposto al dominio di un signore, il quale riceveva il proprio potere da un sovrano. L'Economia feudale era un'economia che non si sviluppava. I mercanti sono sempre esistiti nel sistema feudale, per essi svolgevano un ruolo marginale. Il loro compito si riduceva a facilitare quei pochi scambi che potevano avvenire tra i contadini del feudo e gli artigiani della citt. ECONOMIA FEUDALE: l'idea stessa di sviluppo era sconosciuta. Il commercio era regolato dalla morale e non dall'economia. Non esistevano n imprenditori n imprese. Il feudalesimo cominci a tramontare quando i sovrani dovettero cominciare a stipendiare i soldati che combattevano negli eserciti. Dopo il 1000 le campagne vennero riorganizzate secondo il modello dell'azienda agricola. I signori feudali cominciarono ad affittare i terreni per procurarsi il denaro necessario a pagare i tributi al sovrano. L'importanza del mercati del nuovo mondo significava in primo luogo leggi a tutela delle attivit di scambio, e tribunali in cui queste leggi venivano fatte rispettare. Nacquero i NOTAI: autorit imparziale riconosciuta. Il mercato prodotto dalla storia. Il mercato come forma base di organizzazione della produzione e dello scambio dei beni una caratteristica che si afferma nel corso del XIX sec. Il motore del mercato la domanda. Nelle societ di mercato la produzione avviene perch qualcuno mosso da un bisogno, cerca di entrare in

rapporto con qualcun altro che pu soddisfare quel bisogno: richiesta di beni. Una societ di mercato una societ in cui la produzione ha luogo essenzialmente come risposta alla domanda di beni. Per partecipare ad una societ di mercato e ricavare quanto ci serve per vivere, dobbiamo essere nello stesso tempo produttori-venditori e compratori. La domanda innesca le decisioni di produrre certi beni e di produrne altri. Secondo Adam Smith il mercato nostro da una sorta di "mano invisibile", cio l'interesse individuale. I beni di mercato (o privati) sono quindi beni per i quali: - possibile definire i diritti alla loro fruizione - pu essere trasferito il diritto di fruizione in modo completo - tale diritto viene trasferito soltanto dietro pagamento di un prezzo A volte i diritti non possono essere definiti, altre volte invece, possono ma non vengono definiti. Spesso i diritti non sono definiti perch non ancora divenuta chiara l'importanza del bene. In assenza di diritti chiaramente definiti, un bene sar accessibile da chiunque e ci potr portare ad un suo consumo eccessivo. La mancata assegnazione di diritti chiari, rende impossibile l'esclusione dal consumo del bene, anche nei confronti di chi non disposto a pagare alcun prezzo. RIVALIT NEL CONSUMO: c' differenza tra usufruire di uno spettacolo di fuochi d'artificio ed usufruire di un panino. Per il primo non bisogna necessariamente pagare, per il secondo si. L'ESCLUSIONE DAL CONSUMO di un bene implica il ricorsa ad un qualche strumento materiale, cio a qualche tipo di meccanismo di esclusione, tipo: - presenza di barriere - presenza di controlli - il possesso di licenze difficile immaginare beni il cui consumo non possa essere limitato e condizionato attraverso l'attivazione di meccanismi di qualche tipo. Per il suo funzionamento il mercato deve avere come oggetti beni provvisti di due caratteristiche dal punto di vista delle modalit di consumo: - RIVALIT NEL CONSUMO - ESCLUDIBILIT DEL CONSUMO Tramite queste due caratteristiche si possono fare tre distinzioni: - BENI PRIVATI (o di mercato) sono beni contemporaneamente escludibili e rivali - BENI PUBBLICI - BENI COMUNI Beni pubblici non sono rivali nel consumo e non sono escludibili dal consumo. Es. la difesa militare: non escludibile perch una volta realizzato non esistono meccanismi che possano tornare impedire di fruirlo a coloro che non intendono pagare alcun prezzo. Beni comuni sono beni escludibili ma di fatto non esclusi e rivali. Non neanche rivale perch il fatto che un cittadino sia difeso non diminuisce la quantit della difesa che gli altri cittadini ricevono. Quindi: Tipo di bene Privato o di mercato Propriet rivale nel consumo escludibile nel consumo diritti definiti

Comune Pubblico Esternalit

rivale nel consumo non rivale nel consumo dipende se privata o pubblica

escludibile dal consumo non escludibile dal consumo dipende se privata o pubblica

diritti non definiti ma definiti (ma di fatto non escluso) diritti non definiti a causa della non escludibilit diritti non definiti ma definibili

LE ESTERNALIT: un'esternalit un effetto prodotto sulla produzione o sul consumo di un secondo soggetto da parte di un primo soggetto senza che vi sia alcun pagamento di denaro tra i due. Es. negativo: vicino di casa batterista Qualcuno viene a godere di un beneficio oppure subisce un costo, senza che vi sia passaggio di denaro da uno all'altro. L'uomo moderno per soddisfare le sue necessit ricorre all'organizzazione sociale. Sul mercato gli individui si scambiano le merci volontariamente nel tentativo di soddisfare i propri bisogni. MERCATO: la divisione del lavoro. Il mercato la forma di organizzazione della produzione e della distribuzione prevalente nelle societ contemporanee. Informazioni ed incertezza: ci sono informazioni che non sono acquistabili in anticipo. Ci fa si che il futuro sia per tutti un po incerto. L'incertezza pu ostacolare o addirittura impedire l'accordo tra i vari soggetti, anche quando l'accordo stesso vantaggioso per tutti. CONTRATTI INCOMPLETI: - l'attivit di scambio che alla base del mercato richiede accordi tra le parti. - si intendono tutte le situazioni in cui uno o pi aspetti del rapporto economico sfuggono alla previsione delle parti e ad una regolazione efficace. Infine: cercare di regolare tutti gli aspetti di un rapporto attraverso accorsi, molto difficile (a volte impossibile) ed tanto pi difficile quanto minori sono le informazioni a disposizione dei contraenti e quanto maggiore l'incertezza. INCENTIVI: sono bonus che rendono pi probabile il conseguimento del risultato desiderato dal rapporto economico. L'economia ha ideato i termini di principale e agente per indicare il soggetto nell'interesse del quale viene effettuata una certa azione e il soggetto che viene incaricato di eseguirla. Rapporto di mercato: sul mercato, due o pi soggetti assumono posizioni indipendenti e non sono costretti a sottostare ad un ordine predeterminato. INTERDIPENDENZA: concatenamento di scelte. COMPERTAMENTI IMITATIVI: molti preferiscono sbagliare. Ma uniformandosi al comportamento della maggioranza, piuttosto che prendere le giuste decisioni. Keynes in parte sostiene giusto. COMPORTAMENTI STRATEGICI: FREE RIDING: rende improbabile la cooperazione tra gli individui perch ciascuno pu consumare il bene senza dovere necessariamente pagare. EFFETTI DI COMPOSIZIONE: il tutto non sempre la somma delle parti. Es. paradosso del risparmio, se la societ in crisi nessuno compra e nessuno guadagna. DILEMMA DEL PRIGIONIERO: 1; 1 0; 0 soggetto A e B in prigioni non comunicanti

INCERTEZZA E RISCHIO: Il rischio pu riguardare l'andamento economico di un evento. Es. investimento. L'incertezza arginabile tramite lo sviluppo di capacit di carico e di misurazione. Un modo razionale per affrontarla la probabilit. Probabilit oggettiva: guardando alla frequenza con cui un dato evento si verificato nel passato, si dovrebbe poter dedurre con quale frequenza si verificher in futuro. Le probabilit sono per per loro natura soggettive. LEGGE STATISTICA di grandi numeri: quando il numero di eventi molto alto le frequenze tendono alla probabilit GAUSS: valore modale, il pi frequente, se simmetrico, rappresenta il valore medio. RISCHIO: situazioni in cui esistono probabilit di un risultato negativo, ma tali probabilit sono conosciute. INCERTEZZA: situazioni in cui non sono note le probabilit dei differenti esiti di un evento o di una vicenda. VALORE ATTESO: il valore atteso di un evento incerto ricavato moltiplicando il valore di ciascuno dei possibili esiti per la sua probabilit e sommando i valori parziali ottenuti. UTILIT ATTESA: il soggetto valuta le alternative in base al rischio e alle sue aspettative. Il valore atteso non sempre una guida sufficiente alle scelte degli individui: spesso ci facciamo guidare dall'utilit attesa anzich dal semplice valore atteso. VARIANZA: distanza media tra i valori in questione. PARADOSSO DI S. PIETRO: l'aspettativa di un guadagno data dalle misure del guadagno ottenibile moltiplicato per la probabilit di ottenerlo. Ideata da Bernoulli, osservo che in teoria uno scommettitore "razionale" non dovrebbe rinunciare mai alla possibilit di guadagnare a ogni lancio. Il guadagno cos potrebbe essere infinito. ASSICURAZIONE: contratto mediante il quale un soggetto s'impegna a pagare ad un altro una somma di denaro nel caso in cui si verifichi un evento dannoso per quest'ultimo. una forma di scommessa. Mi assicuro contro il terremoto: se arriva, ho vinto; se non arriva, ho perso. L'assicurazione ha due caratteristiche: SELEZIONE AVVERSA: non avendo informazioni certe sul futuro, gli assicuratori tendono a farti assicurare su tutti i rischi, alti e bassi. RISCHIO MORALE: pu determinare costi sociali rilevanti. Se tolgo i limiti ed i divieti le persone saranno pi prudenti con gli altri e nelle loro azioni. Comportarsi in modo pi rischioso di quanto sarebbe normalmente. Chi assicurato pu abbassare il grado di prudenza normale richiesto nelle sue condizioni. HEDING: strategie per ridurre il rischio di perdite in borsa. Alla luce della crisi cominciata nel 2007 e protrattasi fino ad ora: il rischio in economia non mai completamente eliminabile. "HANO DECONOMICUS": un individuo che pone tutte le risorse della sua razionalit al servizio della massima civilt o del massimo profitto. VALORE DI UN BENE: - dato dalla soddisfazione del bene che produce - dato dallo sforza che stato necessario per produrlo - dato dalla scarsit del bene UTILIT: il valore di un bene dipende dalla sua capacit di soddisfare i desideri delle persone. Teoria utilitaristica del valore. quindi l'attitudine delle cose a produrre benessere per gli individui. Diversi tipi di utilit: DI RISULTATO: soddisfazione che viene generata dall'avere realizzato i propri fini DI PROCESSO: si riferisce al piacere che da il perseguimento in se stesso di un obiettivo.

UTILIT: quanto maggiore la soddisfazione (utilit) che un bene genera in un individuo, tanto maggiore sar la somma di denaro che quell'individuo sar disposto a pagare per ottenere il bene. Il denaro non sembra avere un'utilit fissa: molti indizi ci suggeriscono che l'utilit del denaro aumenta in realt sempre meno a mano a mano che il denaro di cui disponiamo aumenta. Il valore di un'unit di denaro cambia a seconda della ricchezza posseduta e quindi a seconda degli individui: quindi in sunto: Valore = la sua fonte identificata con l'utilit che tuttavia non si presta a misure soddisfacenti. Tuttavia, un surrogato dell'utilit pu essere trovato nella disponibilit a pagare per i beni e quindi dal prezzo dei beni stessi. VALORE ECONOMICO TOTALE (vet) DEI BENI NATURALISTICI: non tutti i beni possiedono un valore ed un prezzo: ai beni naturali si da un valore economico totale. Es. dugongo (mammifero) Il concetto di VET stato elaborato proprio per sottolineare la ricchezza delle possibili componenti del valore di un bene al di l del suo prezzo di mercato.

CAPITOLO 1
CONSUMO: qualunque attivit che porta alla completa utilizzazione di un bene. INVESTIMENTO: usare il bene per accrescere le capacit produttive future. Lo scopo economico del consumo quello di procurare una certa soddisfazione che a sua volta deriva dal soddisfacimento di un bisogno o di un desiderio. TEORIA NORMATIVA DEL CONSUMO: significa che il consumatore nella propria attivit deve tendere a realizzare un obiettivo e che rispetto al raggiungimento di questo obiettivo vi un comportamento obbligatorio. REDDITO: quantit di denaro che ci viene fornita in cambio del nostro lavoro. FLUSSO: perch pu assumere un significato chiaro soltanto in relazione a una data unit di tempo. Tra reddito e ricchezza vi un'importante differenza formale. Il reddito ha necessariamente una dimensione temporale. STOCK: indicare grandi quantit. Non necessariamente fisso ed immutabile nel tempo. Ricchezza: uno stock. VINCOLO DI BILANCIO DEL CONSUMATORE: PxX+PyY=M Possibilit massime di un consumatore in un dato momento. L'insieme di tutte le combinazioni "accessibili" da parte del consumatore dato da un triangolo che ha per lati i due segmenti OA e OB e il segmento di linea retta AO.
Se diminuisce il prezzo di un bene, fermo restando il reddito del consumatore, questi potr acquistare una quantit maggiore di beni. REDDITO NOMINALE (o monetario): quantit di denaro che l'individuo riceve in cambio dei beni e dei servizi che fornisce alla collettivit. REDDITO REALE (o potere d'acquisto): quantit di beni che il consumatore pu acquistare dato il suo reddito nominale. CONSUMATORE RAZIONALE: coerente con gli obiettivi CONDIZIONI OGGETTIVE: relative al contesto in cui il consumatore si muove. CONDIZIONI SOGGETTIVE: capacit del consumatore stesso 1) soglie di percezione 2) elaborazione delle informazioni 3) informazioni e ricordi IN ECONOMIA TUTTI I COSTI SONO COSTI-OPPOTUNIT: ogni volta per raggiungere un obiettivo, rinunciamo ad un altro LE EURISTICHE: STEREOTIPI: caratteri tipici presenti nell'immaginario collettivo

LEGGE DEI PICCOLI NUMERI: prendere decisioni sulla base di pochi elementi

IL FRAMING: modo in cui le alternative di una decisione vengono presentate FRAME: cornice.

CAPITOLO 2
OFFERTA: produzione, costi, imprese. IMPRESA: attivit dell'imprenditore, attivit svolta da un soggetto. AZIENDA: rappresenta l'insieme dei mezzi di cui si avvale l'imprenditore nello svolgimento della propria attivit e che quindi comprende i locali in cui l'attivit si svolge, gli impianti che vi sono installati. DITTA: denominazione commerciale dell'impresa. (Es. Mobilificio Bianchi) INDUSTRIA: insieme di imprese caratterizzate da una qualche forma di omogeneit La produzione di beni richiede l'utilizzazione di risorse che chiamiamo fattori o input. INPUT: MATERIALI: base pi appariscente dell'attivit produttiva IMMATERIALI: pi importanti (Es. istruzione)

Gli input danno luogo ad un prodotto o output che costituisce il fine dell'attivit produttiva. Il tutto si pu riassumere in: input-output input primari: quelli che vengono trovati in natura. input secondari: quelli che vengono ottenuti dai primi attraverso processi di trasformazione pi o meno complessi. BENI: entit alle quali viene attribuito un valore economico SERVIZI: entit alle quali viene attribuito un valore economico. Beni e Servizi rappresentano le merci che l'economia produce. CAPITALE: raggruppa tutti i mezzi di produzione fisici e riproducibili. il risultato di un processo di accumulazione che consiste nel rinunciare a consumare determinati beni per utilizzarli successivamente in modo produttivo. LAVORO: raggruppa i mezzi di produzione che consistono nell'applicazione della forza lavoro umana, manuale ed intellettuale. TERRA: si comprendono metaforicamente tutte le risorse che non sono producibili (Es. petrolio). L'esempio pi significativo di risorsa non riproducibile l'ambiente. Gli imprenditori forniscono un ulteriore input: assunzione del rischio/sforzo organizzativo. L'astinenza del consumo quindi la condizione necessaria per l'accrescimento delle capacit produttive dell'economia. Due fattori: IL TEMPO: durante il quale egli si sar dovuto separare dal proprio risparmio. IL RISCHIO: di non poter recuperare il prestito fatto. Il compenso della "astinenza" del capitalista viene chiamato interesse. Il rapporto tra il capitale investito e l'interesse ottenuto prende il nome di saggio (o tasso) d'interesse. Nelle economie il saggio d'interesse viene definito tout court come "il prezzo del denaro", proprio perch il denaro il

capitale per antonomasia. CAPITALIZZAZIONE: fenomeno dell'interesse composto. L'operazione mediante la quale possiamo tradurre una somma di denaro futura nel sud equivalente odierno (detto valore attuale) prende il nome di sconto: inverso della capitalizzazione. SALARIO: quando si tratta di lavoro dipendente operaio. STIPENDIO: quando si tratta di lavoro impiegatizio. RENDITA: quando un certo fattore riceve una remunerazione superiore al costo marginale di produzione. PROFITTO: compenso per l'apporto dell'imprenditore al processo produttivo. OBSOLENZA: logorio materiale degli input. FATTORI FISSI: vengono definiti quegli input la cui dotazione all'interno di un certo processo produttivo non pu essere cambiata se non previo passaggio di un certo arco di tempo (di norma lungo). FATTORI VARIABILI: vengono invece definiti quegli input la cui dotazione nel processo pu essere canbiata in modo istantaneo. In una data produzione un PERIODO si definisce BREVE, quando la maggior parte dei fattori della produzione impiegati non viene cambiato. In un'analoga produzione un PERIODO si definisce LUNGO, quando il suo termine tutti i fattori sono stati sostituiti. Rivoluzione industriale: introduzione di macchine nei processi produttivi PT: progresso tecnico LA DIVISIONE TECNICA DEL LAVORO: Adam Smith: considerato come il primo economista che abbia fornito una descrizione completa dei vantaggi dell'organizzazione moderna della produzione. Smith si concentr sui benefici della divisione del lavoro. Un artigiano svolge l'intero ciclo - la produzione: i compiti tra i vari operai - divisione del lavoro Se ogni operaio si pu SPECIALIZZARE in una operazione particolare, vi saranno considerevoli incrementi di produttivit, grazie ai seguenti fattori: - la maggior rapidit e precisione acquisite dagli operai attraverso l'apprendimento e la ripetizione delle medesime operazioni - riduzione dei tempi morti - la specializzazione in singole mansioni ripetute all'infinito favorisce la creazione di strumenti appositi che permettono l'applicazione di forme di energia superiori a quella umana. Divisione tecnica del lavoro: ogni operaio si dedica ad un compito semplice ed omogeneo. La grande novit della Rivoluzione Industriale : la STANDARDIZZAZIONE DEL PROCESSO PRODUTTIVO. Si passa quindi da operazioni complesse ed "eterogenee" a operazioni semplici ed "omogenee". Quindi si passa al passaggio successivo: applicazione delle macchine alla produzione dei beni. Il rapporto casuale tra il livello della produzione e le innovazioni tecnologiche circolare. aumenti di produzione aumenti di produttivit La divisione del lavoro determinata dall'ampiezza del mercato. L'applicazione del progresso tecnico e scientifico alle diverse attivit di produzione ha portato al fenomeno della meccanizzazione. MECCANIZZAZIONE: costruzione di macchine capaci di sostituire uomini e animali nello svolgere singoli compiti.

TAPPE DELLA MECCANIZZAZIONE: - introduzione del vapore - motori a combustione interna (utilizzano petrolio e benzina) - i motori a combustione interna segnarono una sorta di seconda rivoluzione: la produzione in serie I metodi finalizzati a valorizzare, attraverso l'organizzazione scientifica del lavoro operaio, la produttivit dell'industria moderna ha dato luogo al TAYLORISMO, (da Taylor) detto anche FORDISMO (dal nome della Ford) fabbrica in cui vennero applicati per la prima volta con enorme successo. Da qui nasce la CATENA DI MONTAGGIO. Il Taylorismo realizza al massimo grado i principi di scomposizione dei compiti dei lavoratori e di controllo tecnico del processo produttivo. AUTOMAZIONE: impiego di macchine in sequenza. ECONOMIE DI SCELTA: se aumentiamo del 10% tutti i fattori pur mantenendo costante il rapporto tra le quantit dei fattori stessi, probabile che la produzione aumenti pi del 10%, cio pi che proporzionalmente rispetto all'aumento degli input. Quali sono le cause delle eventuali economie di scala che possiamo riscontrare in un processo produttivo? LEGGE DI BABBAGS (inventore di altre macchine calcolatrici) - REGOLA DEI DUE TERZI: Es. silos per cereali - ACQUISTI DI MASSA: beneficiano della riduzione del prezzo - PROGRESSO TECNICO: applicata ai processi produttivi da vantaggio Il progresso tecnico pi la crescita dimensionale: sono fenomeni inscindibili DISECONOMIE DI SCALA: si verificano quando l'aumento della scala di produzione accompagnato da aumenti di produzione meno che proporzionali. (diminuzione della produttivit) L'applicazione Tayloristica pu portare col tempo a due tipi di effetti negativi: EFFETTI SUGLI UOMINI: disaffezione e successiva alienazione EFFETTI SULL'ORGANIZZAZIONE: la specializzazione richiede organizzazione, difficile coordinare. affiorare nel lungo periodo di "COLLI DI BOTTIGLIA": difficolt a superare un certo livello di produzione AUMENTO DEL PREZZO DEGLI INPUT: maggior scarsit -- prezzo pi alto SERENDIPITY: facolt di fare scoperte importanti in modo casuale

La STANDARDIZZAZIONE determina l'abbassamento dei costi di produzione, quest'ultimo a sua volta, permette la diminuzione del prezzo dei beni. Ma un minor prezzo induce una maggiore domanda che a sua volta costituisce la premessa per l'applicazione di metodi produttivi ancora pi standardizzati. Il circolo virtuoso: l'abbassamento dei costi si traduce in prezzi pi bassi MINORI COSTI DI PRODUZIONE il progresso tecnico abbassa i costi di produzione PROGRESSO TECNICO SOSTITUZIONE DI LAVORO CON CAPITALE MINORI PREZZI DEI BENI prezzi pi bassi stimolano una maggiore domanda MAGGIORE DOMANDA DEI BENI la maggior domanda giustifica l'applicazione di nuove tecnologie SALARI PI ALTI

Scarsit e prezzo dei fattori sono sempre facce della stessa medaglia: un fattore ha un prezzo elevato perch scarso rispetto a fattori che possono essere usati al suo posto. Le innovazioni di prodotto servono a stimolare la domanda di beni.

Ogni impresa costituisce una "isola" all'interno del mercato. All'interno di essa tutto avviene sulla base di programmi predisposti -- vi quindi un rapporto gerarchico. Nei rapporti che si svolgono sul mercato il coordinamento si ottiene attraverso contratti tra tornitore e acquirente. Il rapporto tra i costi di coordinamento interni e i "costi di uso del mercato" o esterni, decisivo nell'indurre l'impresa a rivolgersi al mercato o a provvedere attraverso la propria organizzazione. COSTI DI TRANSAZIONE: costi che le parti devono sostenere per raggiungere un accordo tra loro. I FATTORI DELLA LOCALIZZAZIONE: la distanza geografica e l'ineguale distribuzione delle risorse nello spazio hanno avuto un ruolo primario nel disegnare la localizzazione delle attivit produttive fino a non molti decenni fa. 1) ELEMENTI NATURALE: risorse minerarie 2) DISPONIBILIT DI MANODOPERA: lavoro umano 3) MERCATI DI SBOCCO: collocazione di un'attivit produttiva in prossimit delle concentrazioni di consumatori. 4) FONTI DI ENERGIA: prima bisognava insediarsi (Es. vicino ad un fiume), successivamente l'energia diventata un fattore ubiquitario, cio reperibile con uguale facilit in qualunque punto dello spazio geografico. Schema classico della localizzazione delle attivit produttive: mercato di sbocco impresa manodopera - caratteristiche dei beni trasportati - caratteristiche dei mezzi di trasporto usati - presenza di infrastrutture risorse naturali COSTI DI TRASPORTO: elementi che incidono sul processo di localizzazione fonti di energia

II LE DECISIONI PRODUTTIVE
L'IMPRENDITORE: persegue il massimo profitto, deve da un lato cercare di accrescere la quantit di beni che vende e dall'altra cercare di minimizzare i costi di produzione che derivano dall'impiego di input. I COSTI DI PRODUZIONE: rappresentano quindi alcuni degli elementi fondamentali del calcolo che i produttori devono eseguire prima di assumere le loro decisioni. COSTI FISSI: rimangono costanti al variare del livello della produzione. Sono quelli che l'imprenditore deve sostenere anche se non viene prodotta nessuna unit del bene (Es. costi affitto locali) COSTI VARIABILI: sono quelli relativi alle materie prime, al trasporto dei fattori della produzione e del prodotto finale. COSTI TOTALI (CT): la somma di costi fissi e costi variabili. COSTO MEDIO (CM): rappresenta il rapporto tra il costo totale (ct) e il livello della produzione, cio la quantit di unit prodotte. CT CM= ---Y COSTO MARGINALE (CMARG): rappresenta la variazione che il costo totale subisce in corrispondenza di un certo aumento della produzione effettuata. VAR CT CT CMARG= ------------ oppure ------VAR Y Y

I valori marginali rappresentano i dati primari e i valori medi rappresentano dati derivati da quelli marginali, cos i costi medi sono ricavati dai costi marginali. Lo stesso vale per qualunque tipo di grandezza quando ne consideriamo il valore medio e il valore marginale. Il produttore chiamato a compiere decisioni e scelte organizzative e l'assunzione della forma organizzativa costituita dall'impresa. Lo aiuta in molti modi consentendogli di ripartire compiti e rischi. L'obiettivo dell'imprenditore la ricerca del massimo profitto --- tende sempre a realizzare la massima differenza tra ricavi totali e spese --- somme di denaro ottenute dalla vendita di beni. PROFITTO: compenso dell'imprenditore. Quindi l'obiettivo dell'imprenditore la ricerca del massimo: EXTRA-PROFITTO L'imprenditore un organizzatore dei fattori della produzione e assume il rischio dell'impresa. Una delle principali scelte dell'imprenditore quanto produrre, di un certo bene, per rendere massimo il suo guadagno. Il prodotto non sar soddisfatto fino a quando non avr trovato il livello di produzione che gli assicura il guadagno pi alto possibile, cio il PUNTO DI EQUILIBRIO o ottimo del produttore. ricavo marginale = costo marginale La regola che permette di massimizzare il guadagno dell'imprenditore di concorrenza perfetto : scegliere la quantit in corrispondenza della quale il prezzo uguale al costo marginale. Il prezzo costante al variare della quantit perch s'ipotizza che l'impresa, di cui parliamo, sia molto piccola, cio che possa produrre soltanto una frazione trascurabile della quantit complessiva del bene offerto sul mercato da tutte le imprese del suo settore. Eccezioni alla regola "prezzo=costo marginale" - beni pubblici - economie di scala In sunto: perch non ci siano perdite: confronto costante tra ricavi totali e costi totali. Per raggiungere l'ottimo (o equilibrio) l'impresa dovr scegliere la quantit in corrispondenza della quale il prezzo uguale al costo marginale a condizione che il prezzo sia superiore o almeno non inferiore al costo medio. CURVA DI OFFERTA: la funzione che mette in relazione la quantit massima di prodotto che una data impresa pu offrire senza incorrere in perdite, con il prezzo al quale quel prodotto pu essere venduto sul mercato. Non altro che una funzione di costo marginale del prodotto. Un momento importante stato quando sono nate le imprese commerciali non familiari --- successivamente sono nate le societ di capitali, cio le societ per azioni (S.P.A.) in senso moderno. CARATTERISTICHE DELLA S.P.A.: limitazione della responsabilit citare in giudizio per stabilire rapporti economici libera trasferibilit delle quote atto di registrazione

Le imprese si dividono in: piccole e grandi imprese. CORPORATION: costituzione di un corpus distinto dalla persona dei soci e capace di sopravvivere anche a questi ultimi. Una societ in cui la propriet divisa tra molti soggetti permette: - divisione del rischio - efficace controllo sul comportamento degli amministratori

- trasparenza dei comportamenti societari Alla pluralit di soggetti corrisponde una propiet d'interessi e quindi di finalit. Il capitale necessario per l'attivit dell'impresa viene raccolto principalmente in tre modi: - prestiti alle banche (capitale di credito) - attraverso l'emissione di azioni (capitale di rischio) - attraverso la mancata distribuzione dei profitti Finanziamento delle imprese: finanziamento diviso il modo in cui le imprese raccolgono il denaro neccessario alla loro attivit. CAPITALE DI RISCHIO: il capitale contribuito alla societ da parte degli azionisti CAPITALE DI DEBITO: rappresentato, invece, dai prestiti forniti dalle banche. Il rapporto tra il capitale di rischi ed il capitale di debito detto LEVERAGE (=leva) --- rapporto che si dovrebbe basare sui criteri di prudenza. PRIVATE EQUITY: societ con capitale azionario privato. Tre varianti dell'impresa capitalistica: IMPRESA MARGINALE: tipo di organizzazione in cui la propriet del capitale divisa tra un gran numero di azionisti. IMPRESE COOPERATIVE: tipo particolare d'impresa in cui la titolarit spetta ai lavoratori, ai consumatori, ecc... Lo scopo dell'attivit dell'impresa diventa quello di fornire ai soci occasioni di lavoro. IMPRESE NO-PROFIT: tendono al profitto soltanto in quanto mezzo per il perseguimento di obiettivi d'altra natura (sociali, culturali, caritativi) TERZO SETTORE DELL'ECONOMIA: settore che comprende importanti realt economiche/sociali, come il volontariato, le fondazioni. IMPRESE PUBBLICHE: imprese attraverso le quali lo stato persegue obiettivi particolari economici e/o sociali. A volte fa parte della pubblica amministrazione ed in questo caso possiede natura giuridica pubblica.

CAPITOLO 3
LA CURVA DI DOMANDA: pone in relazione reciproca i diversi livelli del prezzo che un bene pu assumere e le quantit che in corrispondenza di ciascun prezzo possibile, i consumatori saranno disposti ad acquistare. PREZZO MASSIMO: che un consumatore sar disposto a pagare per acquistare la quantit corrispondente di un bene QUANTIT MINIMA: che un consumatore vorr ottenere in corrispondenza di un dato prezzo. Al variare del prezzo di un bene nella "testa" del consumatore si producono due effetti: - EFFETTO DI SOSTITUZIONE: determinato dal fatto che il bene risulta pi costoso, effetto che deriva dal puro e semplice confronto tra i prezzi di un bene "prima" e "dopo" la variazione. - EFFETTO REDDITO: la variazione nella quantit consumata di un bene che segue ad una variazione del suo prezzo, determinata dal fatto che il consumatore ha ora un potere d'acquisto maggiore. L'effetto di sostituzione necessariamente negativo o nel peggior caso nullo. Per capire: io compro pi di quel bene (Es. biglietti) perch ora mi costa meno di prima (effetto di sostituzione). Io compro pi di quel bene perch ho pi possibilit di spendere di prima. Al variare del prezzo di un bene, la quantit consumata del bene varia in senso opposto. INDICE DI LASPEYRES: usato dall'ISTAT e dall'EUROSTAT per misurare le variazioni del costo della vita. SOTTOVALUTAZIONE: causa che si verrebbe a creare se all'interno del paniere fossero offerti beni non pi in uso.

CAPITOLO 4
Il mercato e le sue forme. PREZZO DI EQUILIBRIO: prezzo in corrispondenza del quale compratori e venditori possono effettuare lo scambio. In corrispondenza del prezzo di equilibrio P, la quantit di equilibrio, cio, la quantit che verr prodotta dai produttori e acquistato dai consumatori, sar Q. La curva di domanda ricavata a partire da: determinate preferenze dei consumatori e dal loro reddito. Ci si deve aspettare che il mercato "corregga" da se gli effetti che derivano dal mancato rispetto dei valori che esso stabilisce. MERCATO NERO: mercato "parallelo" a quello ufficiale, che si sviluppa proprio per soddisfare l'eccesso di domanda. Se viene imposto un prezzo minimo superiore al prezzo di equilibrio, come P1, la quantit offerta si sposta di conseguenza fino a Q2; mentre la domanda rimarr fissa a Q1, vi sar quindi un eccesso di offerta sulla domanda, pari al segmento P1 Q2. La disoccupazione di una quota di lavoratori determinata da un salario minimo troppo alto. Non mai opportuno, in alcuni casi pu essere addirittura controproducente, interferire con le forze di mercato. I PREZZI SONO INDICI DI SCARSIT DEI BENI, se la quantit dei beni ridotta, la disponibilit a pagare del consumatore deve aumentare. I PREZZI SONO ANCHE INDICI DELL'EFFICIENZA DEI PRODUTTORI, quindi la maggiore o minore efficienza da parte dei produttori produce un'influenza sui prezzi. I PREZZI REALIZZANO IL MIGLIOR COMPROMESSO POSSIBILE, in quanto indicatori di valore, i prezzi informano i produttori su cosa produrre. Interferire con il mercato pu generare fenomeni indesiderabili. I prezzi sono strumenti da razionamento della domanda: quando la domanda rischi di superare l'offerta, i prezzi si elevano e riducono la domanda: ALLOCAZIONE DEI BENI (attraverso il meccanismo del mercato) Il mercato non obbedisce a nessuna forma particolare di giustizia (Es. un pranzo gratuito non esiste, se qualcuno ha un pranzo gratis vuol dire che qualcun altro l'ha pagato). Il mercato rappresenta una costruzione ideale ed una forma di organizzazione del mondo reale. In quanto costruzione ideale, il mercato possiede un significato molto forte. ECONOMIA MISTA: stato e mercato sono affiancati con compiti pi o meni equivalenti. ALTERNATIVE AL MERCATO: - quella pi radicale costituita dalla PIANIFICAZIONE CENTRALE In un'economia a pianificazione centrale, gli obiettivi sono fissati dal governo, il quale redige un piano, al quale tutti dovranno attenersi. Il piano riflette l'idea che il governo ha delle necessit del paese, delle priorit esistenti tra di loro e dei mezzi pi efficaci/efficienti per soddisfarle. In un mercato i produttori ricevono dai consumatori le "istruzioni" necessarie per fare le scelte pi efficienti semplicemente osservando il fatto che i secondi acquistano o rifiutano i beni ai prezzi che vengono loro proposti. - un'alternativa moderata al mercato rappresentata dall'economia mista --- questa soluzione prevede un ruolo di regolazione e di coordinamento da parte dello stato e in alcuni casi anche la sua partecipazione ad attivit economiche essenziali; cio, lo stato sostituisce il mercato l dove si ritiene che quest'ultimo non possa produrre risultati soddisfacenti sotto il profilo dell'efficienza e/o della giustizia.

Il pi grave tra i problemi non risolti dal mercato e dalla concorrenza quello della DISEGUAGLIANZA SOCIALE --- la logica stessa del mercato porta ad accrescere le differenze tra gli individui e tra i gruppi. CONDIZIONI DEL MODELLO DI CONCORRENZA PERFETTA: 1) PICCOLE DIMENSIONI E ALTA NUMEROSIT DELLE IMPRESE, cio un arricchimento per tutti --questa condizione garantisce una forma di democrazia. Il concetto di concorrenza proprio della visione liberista implica che le imprese cerchino di realizzare i loro profitti solamente attraverso il miglioramento costante della propria efficienza, che porta ad una progressiva riduzione dei costi di produzione e quindi permette di vendere la produzione a prezzi pi bassi. Perch si possa avere un mercato di concorrenza perfetta, le imprese devono essere talmente piccole da non poter influire singolarmente sul livello dei prezzi dei loro beni. Una caratteristica importante del modello di concorrenza perfetta : IL PREZZO A CUI VENDUTO IL BENE UGUALE PER TUTTE LE IMPRESE La curva di domanda dell'impresa di concorrenza perfetta rappresentata da una linea perfettamente orizzontale. PRICE TAKER: impresa che prende il prezzo come dato. Chi fa si che vi sia un prezzo comune a tutte le imprese che operano in un medesimo mercato? Date le condizioni tecniche di ciascun settore, cio, date le tecnologie, le conoscenze, le quali messe insieme, determinano i costi di produzione, il prezzo non pu essere inferiore a tale costo, perch ci comporterebbe una condizione di perdita e quindi la chiusura delle imprese. 2) OMOGENEIT DEI BENI PRODOTTI, i beni prodotti dalle varie imprese di uno stesso mercato devono essere tra di loro omogenei, nel senso di indistinguibili. 3) ASSENZA DI BARRIERE ALL'ENTRATA, tutte le circostanze che rendono difficile, o impossibile, a un'impresa entrare in un nuovo mercato. Le principali barriere sono: barriere tecnologiche barriere legali barriere di prezzo reputazione proliferazione dei prodotti switching costs (o costi di cambiamento) fedelt alla marca

4) CONTENDIBILIT (o contestabilit) di un mercato risiede quindi nell'assenza di circostanze che ostacolano l'uscita dal mercato. Un mercato per essere veramente concorrenziale deve essere contenibile PER QUANTO EFFICACE NESSUNA BARRIERA DURA IN ETERNO. Secondo il modello, il mercato di perfetta concorrenza soddisfa in massimo grado anche il consumatore. Una scelta soddisfacente per il consumatore presuppone: - informazione perfetta sui beni tra cui scegliere - razionalit totale nella scelta L'informazione disponibile per i consumatori pu essere limitata da: - l'atteggiamento dei produttori/venditori - dal costo implicito nell'attivit di ricerca e di confronto - dalle caratteristiche delle merci stesse Se per il consumatore le imprese sono molto numerose, anche il costo della decisione sar molto alto. Il mercato di concorrenza perfetta dunque un mercato in cui un gran numero di imprese produce beni omogenei

tra loro, ad un prezzo che nessuna impresa pu da sola alterare attraverso le sue decisioni. - no ostacoli per entrare o uscire - consumatori informati e razionali - unico modo per le imprese di farsi concorrenza: abbassare i costi. L'impresa diversa dall'industria. L'industria coincide con il mercato. Se le imprese non possono da sole alterare il prezzo dei beni che producono, tutto quello che possono fare per assicurarsi un guadagno p cercare di abbassare i costi di produzione e creare un'offerta tra prezzo di vendita e costo di produzione. La diminuzione dei costi di produzione determina un'extra-produzione per le imprese pi efficienti. Differenziare un prodotto rispetto a quello dei propri concorrenti, o favorire l'attaccamento dei propri clienti sarebbero modi per escludere la concorrenza. Il processo competitivo costituisce uno degli aspetti pi attraenti del mercato concorrenziale.+ Il modello del mercato di concorrenza perfetta rappresenta il paradigma fondamentale dell'economia politica del XX secolo. Elenco di condizioni minime per cui un mercato si possa considerare concorrenziale: 1) condizioni che riguardano la struttura dell'industria 2) condizioni che riguardano il comportamento delle imprese 3) condizioni relative alla performance delle imprese Queste tre condizioni; insieme, formano quella che stata chiamata WORKABLE COMPETION o concorrenza praticabile. In presenza di queste condizioni la legge dovrebbe astenersi dall'intervenire. In loro assenza, invece, dovrebbero essere prese misure per accrescere il grado di competitivit dell'industria. Il passaggio dalla concorrenza perfetta a forme di concorrenza imperfetta pu essere esaminato dalla prospettiva della domanda o da quella dell'offerta. LATO DOMANDA difficile immaginare che i consumatori siano completamente indifferenti alle caratteristiche del prodotto delle diverse imprese: le imprese fanno di tutto per acquistare nuovi clienti. LATO OFFERTA non tutte le imprese saranno in condizione di approfittare con la stessa efficienza dei risultati del progresso tecnico.

In sunto: le situazioni di concorrenza perfetta, quando sono presenti, sono destinate a durare poco. Qualcuno emerger e verr a meno delle regole di concorrenza perfetta. Poich prezzo e costo medio sono portati a coincidere dal meccanismo della competizione tra le imprese, la presenza di un divario tra queste due grandezze, indica che il prodotto riesce ad appropriarsi di una parte del ricavo finale che non gli spetterebbe se fossimo in condizioni di concorrenza perfetta. La misura di questa appropriazione dipende soltanto dal suo potere di mercato, cio dai fattori che limitano l'azione dei suoi concorrenti e non giustificata dalla sua efficienza. MONOPOLIO: un mercato sul quale opera solo un'impresa produttrice. A differenza del caso della impresa di concorrenza perfetta per l'impresa monopolistica, la quantit non un dato, ma cambiare la quantit implica cambiare il prezzo. Se l'impresa non concorrenziale deve abbassare il prezzo d'equilibrio tutte le volte che vuole accrescere la produzione, il ragionamento che avevamo fatto per trovare l'equilibrio nel mercato di concorrenza perfetta non pu essere pi valido --- ci fa si che il punto d'equilibrio si collochi in corrispondenza di una quantit minore di

quella che avremmo trovato nella concorrenza perfetta e data l'inclinazione negativa della curva di domanda in corrispondenza di un prezzo maggiore. COSTO SOCIALE: a sua volta ci significa che i mercati di concorrenza imperfetta comportano un doppio danno (concorrenza diretta costo sociale) per i consumatori. quindi sempre conveniente, dal punto di vista della collettivit, cercare di trasformare in concorrenza perfetta una situazione non perfettamente concorrenziale. LE FORME DI MERCATO NON CONCORRENZIALI: 1) IL MONOPOLIO: Su un certo mercato non vi sono due o pi produttori che producono beni abbastanza simili da poter essere considerati sostituti perfetti. L'unicit di un bene dipende spesso dalla percezione del consumatore, pi che dalle caratteristiche del bene stesso. Un monopolio continua ad esistere come tale perch vi sono cause che impediscono la concorrenza. Due casi: - quando la concorrenza non pu nascere per ostacoli materiali (Es. barbiere all'entrata) - quando avere pi di un produttore significherebbe produrre in perdita (Es. monopolio naturale) Definizione di G. Stigler di "barbiere all'entrata": costo di produzione che deve essere sostenuto da quelle imprese che cercano di entrare in un settore industriale --- monopoli legali a favore dello stato medesimo o di privati. Es. di condizioni all'entrata: ordini professionali, licenze commerciali (razionamento dell'offerta). 2) MONOPOLIO NATURALE Il monopolio naturale una forma di mercato presente in situazioni in cui l'offerta pu essere organizzata soltanto attraverso un produttore. Es. di monopolio naturale: le ferrovie e la tastiera "qwerty" In molti casi di monopolio naturale, l'elevato livello dei costi di produzione si spiega con la loro particolare struttura che ci appare conformata a rete. Tutto ci che pu contribuire ad abbassare i costi accelera il venir meno della ragione economica di un monopolio naturale. probabile che un monopolio naturale sia anche un monopolio statale. La presenza di monopoli pu rendere difficile l'ingresso nel mercato ad altre imprese. DISCRIMINAZIONE DEL PREZZO: far pagare di pi a chi ha pi disponibilit economica. MONOPOLIO: quando vi un unico compratore a fronte di una pluralit di venditori. MONOPOLIO BILATERALE: monopolio tanto dal lato del venditore, quanto da quello del compratore. 3) LA CONCORRENZA MONOPOLISTICA la forma di mercato pi frequente nella realt: a differenza della concorrenza perfetta e del monopolio estremamente facile imbattersi in es. di questo tipo di mercato. CONCORRENZA: ad un certo punto la concorrenza ricomincia a manifestarsi. MONOPOLISTICA: sia pure limitatamente le imprese godono di un potere di monopolio. Due caratteristiche: - differenziazione del prodotto - pubblicit 4) L'OLIGOPOLIO un mercato su cui operano poche imprese, nessuna delle quali domina il mercato in oligopolio, i comportamenti delle imprese sono interdipendenti e per definizione le conseguenze delle decisioni di un'impresa, necessario tenere conto delle possibili reazioni delle altre.

EQUILIBRIO DI MASSA: si ottiene quando ciascuna delle parti sceglie la strategia che realizza il risultato pi favorevole, data la scelta effettuata dalle altre parti. BENEFICI LOCAZIONALI: dipendono non tanto dallo sforzo del singolo produttore, quanto dal concorso di una serie di comportamenti, messi in atto anche da parte dei concorrenti. TEORIA DEI GIOCHI: accordo attraverso il quale tutte le imprese potrebbero ridurre simultaneamente le spese pubblicitarie. I CARTELLI (trust): accordi tra le imprese. La logica delle scelte imprenditoriali non porta sempre e comunque a soluzioni ottimali per la collettivit. Es. due gelatai equidistanti. ANTITRUST: qualunque azione volta a ristabilire la concorrenza sul mercato e quindi anche alle eventuali azioni rivolte contro i monopoli che sono cosa diversa dai trust. SHERMAN ACT (da John Sherman): una pietra della legislazione antitrust nei paesi occidentali. In questa legge, venivano dichiarati illegittimi gli accordi di diverso tipo che mirano a restringere la libert di commercio per altri soggetti e le condizioni dirette monopolizzazioni. Quindi l'oggetto della repressione esercitata dalle leggi antitrust tutto ci che limita la concorrenza. Principali finalit presenti nelle normative antitrust contemporanee: a) b) c) d) tutela della democrazia protezione delle piccole imprese unificazione del mercato europeo protezione dell'ambiente

POTERE DI MERCATO: questo concetto centrale nell'analisi dei comportamenti lesivi della concorrenza. la capacit dell'impresa di aumentare il prezzo di un bene o di un servizio in modo durativo e conseguendone un beneficio. La presenza o meno di condizioni lesive della concorrenza passa attraverso due momenti fondamentali: 1) definizione del MERCATO RILEVANTE dei beni oggetto d'indagine. 2) verifica della presenza di condizioni di CONCORRENZA POTENZIALE, Per mercato rilevante s'intende l'insieme dei beni/servizi fra i quali sussiste un grado di sostituibilit significativo e trae da determinate condizioni di concorrenza tra le imprese che vi operano. La concorrenza potenziale consiste nella possibilit che all'interno del mercato rilevante l'impresa di cui si esamina la condotta sia sottoposta ai limiti derivati dalla presenza di rivali attivi in mercati contigui i quali siano teoricamente in grado di farlo con sufficiente facilit. Negli ordinamenti moderni non riscontrabile un atteggiamento precostituito contrario ai monopoli in quanto tali --- quando un prezzo alto viene sanzionato, molto probabilmente ci avviene perch le autorit antitrust hanno a cuore la protezione del consumatore, pi che della concorrenza in se stessa. La POSIZIONE DOMINANTE non inizio certo di violazioni del principio della concorrenza, perch vi sia lesione della concorrenza, serve l'abuso della posizione dominante. Essere in posizione dominante vuol dire poter operare indipendentemente dalle strategie dei propri concorrenti e in alcuni casi dalle reazioni dei consumatori. Ci sono due forme di abuso di posizione dominante: - ABUSO DI SFRUTTAMENTO, cercare di realizzare extraprofitti approfittando del potere di mercato dell'impresa. - ABUSO DI ESCLUSIONE, tentare di estromettere i concorrenti mediante barriere all'entrata come prezzi troppo bassi (concorrenza diretta, prezzi predatori) INTESE: un'intesa consiste in un coordinamento fra due o pi operatori, che impedisce, riduce o falsa il gioco della concorrenza sul mercato a scapito del benessere sociale (Es. fissazione dei prezzi, spartizione dei mercati,

ecc...) CONCENTRAZIONI: una concentrazione un processo di crescita esterna che porta un'impresa da sola, o insieme con altre, a detenere un potere di mercato tale da permettere di ridurre in misura significativa la concorrenzialit del mercato. Ci sono due figure tipiche: - FUSIONE, si ha quando due o pi imprese ne costituiscono una nuova. La fusione avviene attraverso un processo societario formale. - ACQUISIZIONE, si ha quando un'impresa acquista il controllo di una o pi di altre, soltanto parzialmente. Pu avvenire in due modi: acquisto di azioni o di parti del patrimonio. ORIZZONTALE acquisizione di tutto a parte del capitale VERTICALE operazioni che avvengono tra aziende operanti in due fasi successive della cosiddetta filiera industriale CONGLOMERALE azioni che riguardano aziende presenti in settori non collegati merceologicamente fra loro

INDICI DI CONCENTRAZIONE: misure matematiche del livello di concorrenza. FORME DI LESIONE DELLA CONCORRENZA: - aiuti - discriminazione di prezzo - pubblicit ingannevole Rule of reason: "criterio della ragionevolezza: si devono valutare le conseguenza delle azioni poste in atto dalle imprese di volta in volta concentrando le sanzioni su ci che di fatto risulta pregiudizievole agli scambi. LE AUTORIT ANTITRUST: In Italia c': l'autorit garante della concorrenza e del mercato (AGCM) Al livello della Comunit Europea c': la federal trade commission (FTC) Il significato di una NORMA va al di l dell'affermazione di un principio di giustizia. ETICA: un insieme di norme che non corrisponde necessariamente alle norme dettate dalla legge. La pubblicit ha il fine di far diminuire l'elasticit della domanda al prezzo del bene o del servizio pubblicizzato. PUBBLICIT: tenta di persuadere gli acquirenti a comprare i prodotti. Permette ad un'impresa di vendere maggior quantit del proprio prodotto, perch i consumatori possiedono pi informazioni su di esso. La regola per determinare la quantit d'equilibrio quando siamo al di fuori del mercato di concorrenza perfetta, sar: produrre la quantit in corrispondenza della quale il costo marginale eguaglia il ricavo marginale. Ove possibile, sarebbe sempre conveniente trasformare un monopolio in un mercato concorrenziale. Disporre di una quantit minore di quella possibile in regime di concorrenza, significa che, in monopolio, produttori e consumatori, subiscono una riduzione di benessere rispetto al livello pi alto raggiungibile. Rende concorrenziale un'industria organizzata nella forma del monopolio genera un beneficio per la societ. L'impresa non concorrenziale potr verosimilmente fissare il suo prezzo in modo stabile al di sopra del costo medio. EXTRA PROFITTI: resi possibili dalla mancanza di concorrenti.

CAPITOLO 5
FALLIMENTI DEL MERCATO: s'intendono le situazioni in cui il meccanismo del mercato non opera nella maniera ideale che abbiamo visto essere propria della concorrenza perfetta. Nel mondo moderno, l'attivit dello stato e del settore pubblico ormai rivolto quasi esclusivamente alla produzione di beni che non possono essere prodotti dal mercato. Ci che analizzeremo si divide in due parti:

- beni senza mercato, prezzi di mercato, beni comuni, beni pubblici, esternalit. - limiti informativi, informazione assimmetrica, experience goods. BENI SENZA PREZZO: beni che per loro stessa natura non possono ricevere un prezzo provvisorio delle caratteristiche dei prezzi di mercato. BENI COMUNI: sono beni per loro natura escludibili ma di fatto non esclusi dal consumo. Es. - banchi di pesci o crostacei destinati alla pesca - selvaggina oggetto di caccia - pascoli aperti all'uso generale - corpi idrici (laghi, fiumi, ...) la cui acqua sia liberamente utilizzabile. ROAD PRICING: applicare all'utilizzazione delle strade un prezzo vero e proprio. Letteralmente: dare un prezzo alle strade. un esempio di come un bene che inizialmente non era di mercato, con l'aiuto di un po di tecnologia moderna, possa essere associata al meccanismo di mercato. Quindi i beni comuni sono potenzialmente beni privati, cio, beni di mercato. Per esserlo anche di fatto, manca loro soltanto un prezzo, ma il prezzo pu essere definito, quindi i beni comuni sono beni privatizzabili. Caratteristiche dei beni comuni: CONGESTIONE - sta ad indicare questa condizione di eccesso di domanda e quindi di eccesso di consumo. - rappresenta l'effetto della mancanza di un meccanismo di razionamento Alcuni economisti sostengono quindi che la mancanza di strumenti di razionamento del consumo, produca sempre effetti negativi che il bene. L'uso dei suoi beni comuni si presenta al free riding. TRAGEDIA DEI COMUNI: Estinzione della specie in questione. Es. la cattura delle volpi ha raggiunto una frequenza tale da impedire loro di riprodursi e ne ha determinato l'estinzione. (l'acqua, la tigre, il dodo). Le uniche alternative al mantenimento di risorse in condizione di bene comune sono costituite da: - privatizzazione - statalizzazione BENI PUBBLICI: in senso economico sono beni caratterizzati da: - non rivalit nel consumo - non escludibilit dal consumo In senso economico non sono necessariamente prodotti dallo stato: se spesso lo sono semplicemente perch i privati possono trovare poco conveniente la loro produzione. NON RIVALIT NEL CONSUMO: una volta che "A" ha determinato il proprio consumo del tal bene, la quantit del bene ancora a disposizione degli altri consumatori, la stessa che si aveva prima che "A" consumasse quel bene. Per possedere la caratteristica della non rivalit, i beni devono essere dotati di qualche forma di individualit nella loro natura tecnica o economica. NON ESCLUDIBILIT DAL CONSUMO: i beni privati sono escludibili, nel senso che pu esserne vietata la fruizione a coloro che non sono disposti a pagare il relativo prezzo. BENI PUBBLICI E COSTI FISSI: il bene pubblico appare come privo di un costo di produzione --- non cos: il costo che risulta nullo, o vicino allo 0, in realt il costo marginale --- costo variabile. La forma tipica di pagamento dei beni pubblici costituita da imprese --- nel caso di molto beni, alcune delle funzioni da essa svolte, hanno natura di veri e propri beni privati, mentre altre soddisfano esigenza che sono tipici dei beni pubblici. Un bene pubblico che ha entrambe le caratteristiche (non rivalit, non escludibilit) detto PURO.

Un bene pubblico che invece presenta solo una caratteristica detto IMPURO o spurio. I beni comuni sono beni privati (= di mercato) che sono tuttavia privi di prezzo. I beni pubblici, invece, rappresentano antitesi dei beni privati. FREE RIDING: il free riding una conseguenza della non escludibilit dei beni. consiste nel rifiutarsi di pagare un prezzo per un bene che nonostante ci, si desidera consumare. Questo comportamento nasce con i beni pubblici, a causa della loro caratteristica di non escludibilit. Si capiscono quindi i motivi per cui un bene privato potrebbe avere scarsi incentivi alla produzione dei beni pubblici. Un bene pubblico in quanto esposto al rischio di free riding, sar molto pi probabilmente prodotto dallo stato. BENI DI CLUB: sono beni pubblici ai quali per stato applicato un meccanismo di esclusione. LE ESTERNALIT: costi o benefici generati da un soggetto a carico o a favore di un altro soggetto e in corrispondenza dei quali non viene effettuato alcun pagamento. La legge ha lo scopo di risolvere, a favore di una delle parti, la situazione di incertezza, circa la titolarit dei diritti su una certa risorsa, che all'origine dell'esistenza di esternalit. Gli effetti esterni possono essere positivi (economie esterne) o negativi (diseconomie esterne). Parleremo di effetti esterni sulla produzione, quando si tratter di effetti positivi o negativi che colpiscono un'attivit di produzione. Parleremo, invece, di effetti esterni sul consumo, quando si tratta di effetti positivi o negativi che colpiscono un'attivit di consumo. Gli effetti esterni sono casi di fallimento del mercato. Molte esternalit nascono da un uso conflittuale di beni comuni --- si pu dire che alla radice di qualunque forma di esternalit, vi si ha un qualunque tipo di sovrapposizione tra i diritti di soggetti diversi. Come si possono riportare le condizioni di esternalit all'interno del mercato. Ci sono diverse strade: convenzioni sociali e tradizionali incorporazioni regolamentazioni tasse alla Pigou (o tasse correttive)

Una tassa Pigouviana, una tassa che colpisce ogni unit di inquinamento in una misura perfettamente uguale al danno marginale che tale unit causa alla societ. - sussidi Tutti i rapporti di mercato generano effetti esterni pecuniari, ma gli effetti esterni in senso stretto sono soltanto quelli che chiameremo reali, cio, quelli che si determinano senza che vi siano pagamenti di somme di denaro in un senso o nell'altro. Beni pubblici ed esternalit presentano, superficialmente, aspetti comuni --- entrambi non hanno prezzo. C', per, una differenza di fondo: - i beni pubblici non perdono mai la loro natura che p l'opposto di quella dei beni privati, quindi se sono beni rivali e non escludibili, tali restano. - un effetto esterno, invece, pu essere internalizzato, cio ricondotto all'interno del mercato. Per assegnare il diritto in una situazione di esternalit necessario provare una ragione pi forte di quella data dalla semplice presenza di un danno al quale potrebbe essere reciproco. Potranno esservi casi in cui la soluzione negoziale apparir quella meno costosa per la collettivit, ma ve ne saranno altri in cui risulter troppo costosa --- ci apre un possibile campo d'intervento allo stato. Quindi per eliminare le esternalit negative, minimizzando i costi opportunit, la soluzione migliore consiste

nell'introdurre incentivi all'uso di tecniche alternative per la produzione di beni. Informazione asimmetrica: in una contrattazione fra chi compra e chi vuol vendere la parte meno informale e riluttante a concludere accordi economici con una controparte che si dimostra desiderosa di strafare. Selezione avversa: nell'interazione tra consumatore e venditore, il venditore penalizzato perch non ha l'assoluta certezza di chi ha davanti. Segnalling: mezzi o segnali che il venditore invia ai consumatori per segnalare la bont dei beni offerti. SCREENING: strategie che gli permettono d'intravedere le caratteristiche del bene acquistato prima di avviare la contrattazione. DALLO STATO AL MERCATO Nel sistema feudale e in seguito fino al tramonto dello stato assoluto, lo stato si identificava con il sovrano: il sovrano offriva protezione ai sudditi, in cambio di tributi. Nell'insieme si pu dire che lo stato abbia rappresentato il nemico della borghesia. WELFARE STATE: lo stato provvede ad assicurare beni e servizi alla totalit della popolazione, in materia di istruzione, sanit, pensioni, abitazioni. Il credo economico del liberismo si riassume nella legge di Say: l'offerta crea la sua domanda. IRI: ISTITUTO PER LA RICOSTRUZIONE INDUSTRIALE Fatto da Mussolini per evitare il crollo dell'economia. La presenza dello stato italiano nell'economia e nella societ si manifest nel secondo dopoguerra, anche attraverso una serie di importanti riforme: riforma agraria cassa per il mezzogiorno poli di sviluppo programmazione

Il welfare sistem (o stato sociale) --- il benessere materiale e morale della popolazione, porta ricchezza alla nazione. --- copre: sanit istruzione, sicurezza sociale (pensioni), casa, lavoro. POVERT: - povert assoluta: manca la possibilit di procurare beni sufficienti per una condizione che non porti a emarginazione sociale. - povert relativa: preclude ad una parte della popolazione i livelli di consumo. CASO INGHILTERRA: evoluzione storica: la povert vista come la conseguenza della debolezza morale degli individui. Dopo la rivoluzione industriale, alla fine del XVIII sec, lo stato introdusse le Workhouse, cio le case di lavoro in cui venivano messi tutti quelli che cercavano sussistenza. Gli consentivano uno standard di vita appena peggiore di quello del lavoratore pi umile, per non incoraggiarli a scegliere questa strada. 1908: prima forma di assistenza finanziata dallo stato agli anziani. LIBRO BIANCO: 1948: idea chiave di Beyarioge, cio, quella delle assicurazioni sociali. Accentramento e suddivisione dei riscatti: Vengono assicurati gruppi di soggetti al cui interno i rischi sono distribuiti in modo casuale.