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Ossi di seppia.

La prima grande opera poetica di Montale fu Ossi di seppia, che il poeta pubblic nel 1925. Ad essa segu nel 1928 la seconda edizione alla quale modific in diversi punti la struttura interna del libro e aggiunse sei liriche. Il titolo del libro rinvia allimmagine marina degli Ossi di seppia che possono galleggiare nel mare oppure essere sbattuti sulla spiaggia come inutili relitti. I due simboli dominanti dell'opera sono la terra e il mare. Montale sceglie e sistema le varie poesie secondo un suo percorso e quindi queste non seguono una sistemazione cronologica ma ideale e poetica. La prima sezione dell'opera composta solo dalla poesia In limine a cui segue la seconda sezione Movimenti. La prima poesia di questa sezione I Limoni. La terza sezione Ossi di seppia, la quarta Mediterraneo, la quinta Meriggi e ombre, a cui fa seguito una poesia giovanile Riviere, la sesta sezione, che chiude lopera poetica. Ossi di seppia delinea un percorso: al momento felice dellincanto coincidente con linfanzia e con una adesione panica alla natura segue il disincanto della maturit; alla pienezza di un rapporto organico e simbolico con il cosmo segue una condizione di spaesamento e di frammentazione che investe non solo la realt oggettiva ma anche quella soggettiva. Montale con Ossi di seppia ha voluto anche torcere il collo al linguaggio poetico tradizionale. Nel 1946 in una intervista immaginaria, Montale ha chiarito che il primo obiettivo di Ossi di seppia era quello di rivoluzionare il registro poetico tradizionale, scrivendo: <<E la mia volont di aderenza restava musicale, istintiva, non programmatica. Alleloquenza della nostra vecchia lingua aulica volevo torcere il collo, magari a rischio di una controeloquenza>>. Da qui la scelta di uno stile aspro e arido che vuole aderire alla realt delle cose al di l dellinganno delle convenzioni ideologiche e linguistiche. Sul piano linguistico e stilistico nel libro montaliano sincontrano, e magari stridono, momenti alti e bassi, toni prosastici e un vocabolario tecnico, fitto di oggetti concreti e di figure precise, ma anche toni classici e aulici. Qui il piano fisico e metafisico di Montale, poeta realistico e astratto tendente al simbolico, pervengono gi ad una sintesi alta e raffinata. La poesia montaliana resta ricca di oggetti, di piccoli ed esatti particolari e nondimeno tende a condensarsi, in modi perentori, in immagini emblematiche, universali o esistenziali. Nella seconda sezione emerge gi il pessimismo razionale di Montale, mitigato da figure femminili giovanili come in Falsetto ispirata da una giovane donna, Esterina. Nonostante la presenza di questa giovane donna, il cuore del poeta resta uno strumento musicale scordato come si evince nella poesia Corno Inglese. Ma nella prima poesia della seconda sezione, I limoni, che emerge chiaro il pessimismo razionale di Montale, secondo il quale i limoni simboleggiano le speranze che luomo ha di poter conoscere la natura e di poterne carpire i segreti, ma essa resta comunque al di l della comprensione razionale degli uomini. Nella terza sezione Ossi di seppia, il poeta esprime tutta la sua visione pessimistica
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poich egli non conosce il significato della vita e quindi non lo pu comunicare agli altri come dice nella prima poesia Non chiederci la parola che squadri da ogni lato. La sua visione pessimistica prosegue, nella poesia Meriggiare pallido e assorto con una immagine di vita chiusa da una muraglia/che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. Il poeta ha incontrato direttamente Il male di vivere ed indica nella divina Indifferenza la possibile soluzione alla condizione desolante dellumanit. La quarta sezione dedicata al mare Mediterraneo visto come padre naturale, vario e pieno di vita, ma a cui il poeta guarda con rancore come scrive nella parte finale della poesia Giunge a volte, repente: <<Guardo la terra che scintilla,/ laria tanto serena che soscura./ E questa che in me cresce/ forse la rancura/ che ogni figliolo, mare, ha per il padre>>. Nella quinta sezione Meriggi e Ombre il poeta descrive la sua infanzia che finisce e il suo ingresso nella maturit, dove forse tutto scritto come scrive in Crisalide: <<e forse tutto fisso, tutto e scritto,/e non vedremo sorgere per via/la libert, il miracolo,/ il fatto che non era necessario>>. La maturit sempre uguale e monotona come scrive in Casa sul mare: <<Il viaggio finisce qui:/nelle cure meschine che dividono/lanima che non sa pi dare un grido. / Ora i minuti sono eguali e fissi/come i giri di ruota della pompa. /Un giro: un salir dacqua che rimbomba./Un altro, unaltra acqua, a tratti un cigolio>>. Lultima poesia Riviere, una poesia del marzo del 1920, improntata ad un certo ottimismo e soprattutto alla speranza di poter, un giorno, realizzare i sogni di fanciullo ma questa poesia non riesce comunque a dissipare il pessimismo razionale delle poesie precedenti. Il poeta, ormai giovane maturo, e cosciente del male di vivere, si rivolge alle rive delle spiagge del suo mare e ricorda quando nelle mattine fresche, da fanciullo, sognava ad occhi aperti e vedeva sballottati gli ossi di seppia nelle onde e credeva di svanire a poco a poco; il poeta voleva diventare parte della natura, fondersi nei colori del tramonto e morire lentamente sorridendo. Ora, da giovane maturo, ritorna in queste rive, ma ormai cosciente che la vita un inganno e la sua anima triste; comunque spera ancora che: un giorno sar ancora linvito/di voci doro, di lusinghe audaci,/anima mia non pi divisa. Pensa:/cangiare in inno lelegia; rifarsi;/non mancar pi./Potere/simili a questi rami/ieri scarniti e nudi ed oggi pieni/di fremiti e di linfe,/sentire/noi pur domani tra i profumi e i venti/un riaffluir di sogni, un urger folle/di voci verso un esito; e nel sole/che vinveste, riviere,/rifiorire!>>. E' evidente che il pessimismo di Montale riprende quello di Leopardi, ma con una grande differenza: il pessimismo leopardiano era cupo, eterno, universale e precludeva ogni speranza agli uomini, mentre quello montaliano chiaro, temporaneo, terreno e aperto agli uomini, poich non preclude ad essi la possibilit di trovare il varco verso la liberazione fisica e metafisica. Forse un giorno gli uomini riusciranno a sconfiggere il male di vivere, tuffandosi nella religione di un DIO trascendente, come pare che abbia fatto il poeta negli ultimi anni della sua vita, ritornando a credere a Dio.

La poetica di Ossi di seppia.


La poetica di un autore comprende due aspetti: linsieme dei temi e degli argomenti affrontati e sviluppati nel libro e il modo di scrivere del poeta ossia la sua lexis, che, a sua volta, comprende la scelta del lessico e dellespressione personale. La poetica dei contenuti di Ossi di seppia riguarda il male di vivere e il suo pessimismo. Ecco come lucidamente M. Dardano spiega la poetica di Ossi di seppia: <<Gli ossi di seppia sono le conchiglie interne tipiche delle seppie e di altri molluschi, fatte di sostanza porosa e leggera: capita spesso di trovarle sulle spiagge, insieme ad altri detriti trasportati a riva dalle onde del mare. Scegliendo questo titolo, apparentemente impoetico, Montale intende riferirsi a cose morte, inaridite, inutili: in questo modo il lettore subito introdotto alla visione pessimistica del poeta, al suo male di vivere... Montale infatti rifugge da effusioni sentimentali e da ripiegamenti interiori, cos come da ogni compiacimento vittimistico, e per comunicare il proprio disagio di fronte alla vita ricorre ad alcuni oggetti-simbolo, di valore universale. Per questo si parla di poetica degli oggetti nella produzione montaliana>> (Da I testi, le forme, la storia Palumbo Editore Volume 2 Pagine 820 821). La poetica del linguaggio di Ossi di seppia radicalmente nuova rispetto al modo di poetare degli anni venti. Ecco come M. Dardano spiega questa poetica linguistica in polemica con DAnnunzio: <<La polemica di Montale contro i poeti laureati si svolge in primo luogo sul piano del linguaggio. Questo intento viene realizzato in due modi: 1) attraverso un tono discorsivo, colloquiale, che percorre tutta la poesia (a cominciare dallimperativo di apertura Ascoltami); 2) attraverso singole scelte lessicali. Vengono rifiutati i luoghi comuni e le formule generiche, ormai usurate, del linguaggio poetico tradizionale, che annovera solo bossi, ligustri e acanti tra gli alberi degni di essere nominati. Montale al contrario preferisce usare vocaboli estremamente precisi, privi, della caratteristica ritenuta fondamentale per la poesia: la gradevolezza. Compaiono anche termini tecnici accanto a espressioni letterarie. In questo modo si riproduce un forte attrito tra elementi aulici e prosaici>> (Da I testi, le forme, la storia Palumbo Editore Volume 2 Pagine 821). Ecco, invece, come Francesco Puccio delinea la poetica di Montale: <<Il primo correlativo oggettivo resta per il titolo di questa sua prima raccolta poetica, ove gli Ossi di seppia, in se stessi una formazione calcarea costituente una sorta di conchiglia rudimentale, si caricano di una drammatica evidenza allegorica. Essi raffigurano la lotta delle cose e degli uomini per non <<svanire>>, ma per durare, per resistere al destino ontologico che vuole ridurli a scarti, a rottami, a outcast (fuori da ogni casta), a pezzi fuori dellingranaggio, restringendoli nel tormentoso delirio dellimmobilit, riducendoli a vita implosa e relegandoli a <<razza/di chi rimane a terra>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori Volume 2 a pagina 564). Inoltre Puccio cos delinea la novit del lessico montaliano: <<In Ossi di seppia alla negativit e alla pietrosit del reale corrispondeva un linguaggio <<pietroso>>, asciutto, privo degli orpelli e dei diaframmi letterari della poesia tronfia e
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accademica della tradizione, e portato a consegnare alloggetto una vasta gamma di valori. Molto frequenti le suddivisioni strofiche, fra strofette e strofe di diversa lunghezza. Dietro la pietrosit del verso si cela per una diffusa musicalit: abbondanti le figure stilistiche, come i continui enjambements, lossimoro, lasindeto, lanastrofe, la sineddoche, lanafora, la paronomasia>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagine 578-579).

Introduzione alla poesia: I Limoni.


La poesia I Limoni fu scritta tra il 1921 e il 1922 da Montale. I Limoni una poesia simbolica, o meglio una poesia polisimbolica perch i Limoni del titolo hanno pi significati. Infatti, i Limoni simboleggiano innanzitutto la possibilit che ha luomo di potersi raccogliere in meditazione per iniziare il viaggio verso il soprannaturale. Ecco come Elio Gioanola esprime questo significato: <<I Limoni, nella loro struggente umilt, sanno regalare una ricchezza pi autentica e radicale, quella dapertura verso una dimensione che sta al di l della rete stringente della contingenza realegli umili limoni, con il loro profumo edificano, alludono alla trascendenza, in una direzione che va dal naturale e dallumano al divino>>. Secondo Romano Luperini I Limoni rappresentano: <<laspirazione allarmonia, alla pienezza, alla integrit psichica, e dunque a un inno che viene riconosciuto ormai impossibile, ma cui si continua a pensare con nostalgia>>. Gli altri significati dei Limoni sono: la ricerca di scoprire la verit sulluniverso e il significato della vita attraverso momenti solitari a contatto con la natura. Ma la natura resta muta e non comunica alluomo i suoi segreti per cui il tentativo della scoperta ricomincia di nuovo in un nuovo tentativo pi conscio e pi aperto. Ecco come Maurizio Dardano spiega questo significato: <<I Limoni attraggono lattenzione del poeta perch, al di l del loro aspetto esteriore, essi sembrano nascondere un significato pi profondo, che il poeta si sforza di decifrare. I versi di Montale dunque nascono dal desiderio di comprendere il mondo che lo circonda, piuttosto che da un atteggiamento contemplativo o sentimentale: ma questo desiderio di conoscenza destinato a rimanere inappagato, e le cose restano chiuse nel loro <<segreto>>, senza che luomo riesca a scoprirne il senso>> (Da I testi, le forme, la storia Palumbo Editore Volume 2 - Pagina 821). Laltra grande novit della poesia riguarda il linguaggio poetico. Esso aspro ed irto di suoni duri e molto vicino al linguaggio parlato, ma solo apparentemente, perch in effetti il linguaggio della poesia altamente poetico ed aulico, bench pieno di espressioni linguistiche vicine al parlato comune. La poesia esprime tutto il pessimismo razionale del poeta e si ricollega al celebre canto di Giacomo Leopardi Canto notturno di un pastore errante dellAsia. In questo canto il Leopardi chiede alla Luna di dirgli il significato della vita, ma questa rimane silenziosa e muta. Allo stesso modo Montale chiede alla Natura di svelare i suoi segreti, ma essa resta muta e silenziosa, lasciando lumanit priva di una finalit che rimane nascosta. Ma
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gli uomini hanno la possibilit di ritentare, in un continuo ed estenuante tentativo di ricerca, fino a carpire i segreti della natura. Forse un domani questo tentativo non sar vano ma risulter utile. I limoni rappresentano la forza e il coraggio degli uomini di continuare nella ricerca del significato della vita. I limoni rappresentano anche un momento religioso espresso dal poeta nei versi 34 36: <<Sono i silenzi in cui si vede/in ogni ombra umana che si allontana/qualche disturbata Divinit>>. I limoni sono anche il simbolo della razionalit delluomo che pur costretto a vivere in una natura ostile ha a disposizione la mente che <<indaga accorda disunisce/nel profumo che dilaga/quando il giorno pi languisce>> (Versi 31 -33). Dardano scrive: <<questa sequenza di verbi esprime la tensione conoscitiva delluomo, la sua appassionata ricerca intellettuale. Laccento posto sulla parola mente ci fa capire come per Montale la poesia sia prima di tutto uno strumento razionale di conoscenza e di interpretazione della realt>> (Da I testi, le forme, la storia Palumbo Editore Volume 2 - Pagina 823).

I Limoni.
TESTO DELLA POESIA Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi Qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dallazzurro: pi chiaro si ascolta il sussurro dei rami amici nellaria che quasi non si muove, e i sensi di questodore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed lodore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose sabbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, lanello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verit. Lo sguardo fruga dintorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno pi languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinit. Ma lillusione manca e ci riporta il tempo nelle citt rumorose dove lazzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; saffolta il tedio dellinverno sulle case, la luce si fa avara amara lanima. Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo del cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe doro della solarit.

La parafrasi della poesia.


Ascoltami, i poeti laureati poetano soltanto piante dai nomi poco conosciuti: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo i sentieri che portano nei fossi erbosi dove i ragazzi agguantano in pozzanghere mezzo seccate qualche rara anguilla: amo i sentieri che seguendo i dirupi, discendono tra i ciuffi delle canne, e immettono negli orti dei limoni.

meglio se il vocio rumoroso degli uccelli finisce nel lontano cielo azzurro: meglio se il fruscio dei rami dei limoni si ascolta pi chiaro nellaria che quasi non si muove, meglio se il profumo dei limoni, che non riesce a staccarsi da terra, (che non si estingue e sembra permeare di s la terra) si percepisce pi intenso e fa sentire nellanima una dolcezza inquieta. Qui (tra gli orti) il tormento delle passioni distratte (dal profumo dei limoni) si placa per miracolo, qui la nostra parte di serenit tocca anche a noi poveri poeti ed il profumo dei limoni cio (il raccoglimento e la riflessione interiore). Vedi, talora ci si aspetta di scoprire, in questi momenti silenziosi in cui le cose si mostrano dirette e sembrano vicine a svelare il loro vero segreto, uno sbaglio di natura, un equilibrio infranto, una legge non eseguita, il filo da sbrogliare che finalmente ci sveli e ci faccia capire la verit sulla vita. Questi sono i momenti nei quali lo sguardo fissa attentamente dintorno, la mente indaga, collega e analizza nel mezzo del profumo dei limoni che dilaga quando il giorno finisce al crepuscolo. Questi sono i momenti assorti quando ogni ombra umana che si allontana sembra una disturbata Divinit. (luomo diventa quasi divino, perch ha lillusione di aver raggiunto la conoscenza ultima delle cose). Ma lillusione di scoprire la verit svanisce e il fluire del tempo ci riporta nelle citt rumorose dove lazzurro del cielo si mostra a stento, in alto, tra i cornicioni delle case. La pioggia si abbatte ripetutamente sulla terra, poi; il freddo dellinverno si infittisce sulle case,
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la luce del giorno si fa scarsa lanima si fa triste. Quando ad un tratto si mostra a noi, da un portone malchiuso tra gli alberi di un cortile, il colore giallo dei limoni; e allora la tristezza dellanima si scioglie, e allora il suono doro del sole ci fa sentire nel cuore una canzone di lietezza.

La sintesi della poesia.


La poesia composta da quattro strofe di lunghezza quasi uguale, per un totale di 49 versi. Essa espone un percorso logico ideologico e filosofico. Nei primi tre versi il poeta si contrappone alla ideologia e alla poetica dannunziana. Egli si distanzia dalleloquenza di DAnnunzio, come sottolinea A. Frattini: <<Indica una scelta sentita e perentoria. In questo amore per le strade semplici e inconsuete va colto il motivo polemico antiretorico e antidannunziano di Montale>> (Da Poeti italiani del XX Secolo Frattini e Tuscano Editrice La Scuola Pagina 582). Anche F. Puccio mette in rilievo la polemica di Montale contro la poetica retorica di DAnnunzio: <<Sin dai primi versi il poeta si dissocia da certa poesia laureata cui fa il verso con sottile ironia: non evita appositamente di ripeterne i termini rari di cui tale poesia ama paludarsi, ne riprende lincipit dannunziano de La pioggia nel pineto, gioca con ambiguit su un lessico gi presente in Pascoli e DAnnunzio, come saffolta>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori Volume 2 a pagine 492). Nella prima strofa Montale afferma di amare le strade che conducono nei fossi erbosi, i sentieri che seguono paralleli i ciglioni e le viuzze che conducono tra gli alberi dei limoni. Nella seconda strofa il poeta descrive il silenzio degli orti e lodore dei limoni, che discende nei cuori dei poeti poveri. In questi luoghi il tumulto delle passioni, per miracolo, si placa e qui la ricchezza dellodore tocca anche i poeti poveri. Nella terza strofa il poeta descrive i momenti magici del crepuscolo quando il silenzio del luogo pi alto e le cose si scoprono in un confidente abbandono, quasi a svelare la loro realt pi misteriosa. In questa pace solenne della natura il poeta sembra capire e carpire uno sbaglio di natura, oppure il punto morto del mondo, oppure lanello che non regge, il filo da disbrogliare che finalmente faccia conoscere una qualche verit ontologica. Il poeta guarda attentamente tutto dintorno, la sua mente indaga, accorda, disunisce in mezzo al profumo dei limoni nel momento incantato del crepuscolo. In questi silenzi stupiti si vede qualche disturbata Divinit dinnanzi a qualche ombra umana che si allontana (alla vista della Divinit). Nella quarta strofa il poeta, con uno stacco brusco e netto, dichiara che lillusione di raggiungere la verit viene meno e che il fluire del tempo riporta alla realt delle citt rumorose, dove il cielo si vede a stento in alto tra i cornicioni delle case. Il freddo
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dellinverno poi si infittisce, la luce del giorno diminuisce e lanima si fa triste. Allorch un giorno, allimprovviso, da un portone di cortile il giallo dei limoni si mostra a noi, di modo che il tedio dellanima si sciolga e i suoni della letizia si sentano nel cuore attraverso il giallo della solarit.

Il tema della poesia.


Il tema della poesia la disillusione, cio la perdita dellillusione di poter accedere alla scoperta del segreto delle cose e del significato della vita. Il poeta si rende conto che dopo il momento dellillusione viene il momento della realt che distrugge lillusione. Ma il poeta non conclude la poesia con la vittoria della realt sulla illusione, perch ad un certo punto i limoni ricompaiono a destare vitalit nellanima e incoraggiamento al cuore; anzi la poesia termina con un inno alla solarit e quasi capovolge la situazione dando la vittoria allillusione sulla realt. Il tema della poesia dunque la riproposta delleterna lotta tra illusione e realt. Per l'uomo, i limoni rappresentano la volont di vivere e di ricominciare la lotta e la speranza per sconfiggere il grigiore della vita quotidiana ogni volta che sopraggiunge la realt. Ma i limoni significano soprattutto la fede e la razionalit delluomo contro il mistero della natura e la sua incomprensione. I versi che rinviano a questi due temi sono pi di uno; dai versi 22 25 troviamo quelli che parlano della fede: <<Vedi, in questi silenzi in cui le cose/sabbandonano e sembrano vicine/a tradire il loro ultimo segreto>>. Questi versi fanno pensare al tradimento di Giuda contro Ges Cristo e lultimo segreto fa pensare allultima cena di Cristo. I versi della razionalit vanno da 26 al 32, e rinviano alla teoria scientifica di Boutroux. In definitiva i limoni simboleggiano, da una parte il momento di raccoglimento e di meditazione (spirituale e razionale) delluomo nella lotta contro la natura per scoprirne i segreti, e dallaltra rappresentano il punto debole della natura che dona alluomo la felicit della scoperta, che prima o poi gli permetter, attraverso la scienza o la fede, di scoprire il mistero dellesistenza e uscire vittorioso dalle catene che lo legano a questa terra.

Il messaggio della poesia.


Il messaggio della poesia, nel complesso pessimistico, ma un pessimismo razionale o dialettico come spiega F. Puccio: <<Ma - e qui appare il pessimismo dialettico di Montale la tensione conoscitiva non poteva essere del tutto annullata nelluomo, doveva pur lasciare qualcosa di s, se non come presenza, per lo meno come assenza, come energia di un inconscio sempre pronto a riemergere, anche allimprovviso, sotto la spinta di una molla casuale, come linatteso mostrarsi agli occhi del giallo dei limoni>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagine 493). O come scrive M. Dardano: <<Nel finale della poesia Montale, dopo avare sperimentato la disillusione, si affida a un oggettosimbolo, capace di sciogliere provvisoriamente il gelo del cuore, ma non di fornire alla mente indagatrice le risposte che cercava>> (Da I testi, le forme, la storia
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Palumbo Editore Volume 2 - Pagina 823).

La tesi della poesia.


La tesi della poesia svelata e spiegata molto bene da Beatrice Panebianco nella sua bella antologia quando scrive: <<I versi 22 49 contengono laltro nucleo tematico, la concezione montaliana del male di vivere, della vita come una catena di eventi di cui non si comprende il significato. Luomo sostenuto dalla speranza di scoprire il senso positivo della vita e di trovare un varco definito qui una disattenzione della Natura, un punto debole delluniverso, un anello che cede, un filo che ci permette di sbrogliare il groviglio dei segreti della Natura>> (Da Moduli di educazione letteraria Zanichelli Editore Pagina D281). Anchio credo che luomo sostenuto dalla speranza di scoprire il senso positivo della vita, bench la vita piena di sofferenze e del male di vivere. E voglio sperare e credere che allultimo, quando ormai abbiamo perso ogni speranza di salvezza, Dio interverr per salvare lumanit dalla morte eterna, come conclude Beatrice Panebianco nella spiegazione della poesia: <<Eppure quel magico momento pu ripetersi, quando tra gli alberi di un cortile appaiono allimprovviso i gialli dei limoni, che evocano, come lo squillo di una tromba, la luminosit del sole e dellestate e donano allanima, sia pure per poco, un sentimento consolatorio di gioia. La scoperta di un significato positivo della vita, qui rappresentato, dai limoni, esprime una concezione esistenziale che non appare ancora del tutto pessimistica>> (Da Moduli di educazione letteraria Zanichelli Editore Pagina D281).

Caducit e attualit della poesia.


Credo che gran parte della poesia sia ancora molto attuale, essendo assertiva e dimostrativa, senza tentennamenti o dubbi di sorta. Largomento delleterna lotta tra lillusione e la realt, tra la speranza di salvezza e il pessimismo della distruzione della morte sempre attuale. ancora attuale anche la lotta tra fede e ragione e concordo anche sul pessimismo razionale o dialettico di Montale. A distanza di molti decenni dalla sua pubblicazione la poesia, e lintera opera Ossi di seppia, non hanno perso la vibrante e appassionata ricerca intellettuale dello scoprire i segreti della natura e il significato della vita. Ancora oggi viva pi che mai nellumanit la passione della conoscenza e della ricerca della verit e quindi sempre viva la tensione conoscitiva delluomo, la sua appassionata ricerca intellettuale.

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Contesto sociale, culturale, filosofico e letterario dell'opera Ossi di Seppia.


L'opera Ossi di Seppia inserita in un contesto sociale medio alto, dovuto sia al fatto che Montale facesse parte di una famiglia agiata di commercianti, sia alla sua ideologia liberale. Montale scrive l'opera nel pieno dellattivit culturale italiana del 1920 1922. Essa riprende le tesi de La Ronda e interviene potentemente sul vivace dibattito culturale dellepoca sul dannunzianesimo. L'opera presenta molti richiami filosofici impliciti e sottesi alla poesia: dal pensiero filosofico di Leopardi a quello di Schopenhauer, da Boutroux a Bergson, da Dostoevskij a L. Scestov; presenta inoltre molti richiami letterari: da C. Sbarbaro, a G. Gozzano, da Pascoli a DAnnunzio, da Saba a Campana, da Rebora a Govoni. L'opera Ossi di seppia fu pubblicata nelle edizioni di Piero Gobetti, prestigioso esponente del movimento liberale. Montale stesso fu per tutta la vita un alto esponente del movimento liberale e della borghesia italiana, e difese in molte poesie la sua posizione di centralit e il suo spirito di indipendenza nella vita politica italiana.

Analisi della forma.


Il genere della poesia. Il genere della poesia discorsivo, dimostrativo, filosofico e assertivo. La poesia ha un andamento discorsivo narrativo. La prima strofa esprime la poetica realistica e quasi dimessa del poeta. La seconda strofa indica i momenti solenni e silenziosi nei quali i poeti ascoltano i suoni della natura che procurano agli uomini una dolcezza inquieta perch sempre cambiante e nascosta. La terza strofa descrive labbandono della natura che in certi momenti vorrebbe svelare i suoi segreti; nella stessa strofa il poeta mostra anche il suo desiderio di voler scoprire il mistero della vita e della natura. Il poeta con la sua mente analizza e collega ci che vede nella speranza di poter afferrare il significato della vita e svelare il mistero della natura; in questi silenzi meditativi Montale vede e quasi avverte nella natura una qualche divinit disturbata dalla presenza umana. La quarta strofa indica il momento della disillusione, che segue quello dellillusione, quando il tempo delle citt riporta gli uomini nella vita grigia e difficile di tutti i giorni, acuita dal freddo dellinverno. Ma di tanto in tanto lapertura di un portone malchiuso fa vedere il giallo dei limoni, i quali riportano gli uomini a riavere fede e speranza in una vita pi alta e serena. Il colore dei limoni ricorda il giallo oro delle trombe dei raggi del sole. La metrica della poesia. La metrica della poesia formata da versi in prevalenza endecasillabi e settenari a rima libera. La poesia ricchissima di assonanze e consonanze. Le rime interne e le rime al mezzo sono frequenti.

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Le figure retoriche della poesia. Le figure retoriche della poesia sono tantissime: dai continui enjambements agli ossimori, dallanastrofe allanafora, dalla sineddoche alla paronomasia, dallo zeugma alla sinestesia. Il tono emotivo della poesia. Il tono emotivo della poesia discorsivo colloquiale come scrive F. Puccio: <<La poesia poggia su una base dai toni prettamente confidenziali e colloquiali, dietro i quali si cela per una diffusa musicalit>> (Da Testi ed intertesti nel novecento Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagine 493). La poesia presenta comunque, secondo me, un tono emotivo neutro, quasi atono, perch soprattutto una poesia razionale e quindi non compaiono i sentimenti del poeta. Invece dalla poesia emerge chiaramente la Weltanschauung razionalistica del poeta. Il tono della poesia quindi dettato solo dalla tensione intellettuale del poeta e dalla sua ansia razionale e pessimistica della vita. Montale non manifesta i suoi sentimenti, n positivi n negativi, n tristi n lieti, ma lancia soltanto il suo messaggio tra il fisico e il metafisico, tra lagonistico e il rassegnato. La lexis della poesia. La lexis della poesia ha un carattere chiaro ed esprime pi che altro un pensiero lucido e vivace. una delle poche poesie di Montale in cui la lexis chiara e semplice. La sintassi prevalentemente piana, segue un periodare paratattico, evita il tono aulico e magniloquente di DAnnunzio, sfugge ai toni dimessi della poesia crepuscolare e si presenta invece con un Italiano medio e chiaro, nuovo e aperto a tutti i lettori. Da qui il tu iniziale, il quale riferito a ogni lettore di qualsiasi estrazione sociale. Il tono colloquiale non esclude una lexis ricercata e raffinata allinterno di un discorso narrativo - poetico. Il linguaggio poetico della poesia. Il linguaggio poetico della poesia chiaro e raffinato. La poesia riesce ad assortire sia termini del linguaggio comune, sia termini della tradizione poetica italiana; presenta anche preziosismi lessicali come <<riescono agli erbosi/fossi>>, parole di origine latina come <<divertite>>, verbi rari come <<saffolta>>. Il linguaggio poetico , dunque, alto e ricercato, ma la sua novit data sicuramente da suoni aspri e duri frammisti a suoni comuni e dolci. Le espressioni pi belle della poesia. Le espressioni pi belle della poesia sono le immagini nuove e singolari che il poeta crea nella terza strofa quando usa una serie di metafore per descrivere il tentativo degli uomini nel cercare <<di scoprire uno sbaglio di Natura,/il punto morto del mondo/lanello che non tiene,/il filo da sbrogliare che finalmente ci metta/nel mezzo di una verit>>. Anche il finale della poesia presenta una pregiata sinestesia: <<Quando un giorno da un malchiuso portone/tra gli alberi di una corte/ci si mostrano i gialli dei limoni;/e il gelo del cuore si sfa,/e in petto ci scrosciano/le loro canzoni/le trombe doro della solarit>>.

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La Weltanschauung del poeta. La Weltanschauung del poeta quella di un uomo che ha chiara in mente la lotta degli uomini contro la natura. Ecco come Beatrice Panebianco descrive la Weltanschauung di Montale: <<Di qui la ricerca di un varco attraverso il muro della vita, al di la del quale ci muoviamo in modo sconnesso, che ci permetta di intravedere la verit, lo sbaglio di natura, lanello che non tiene, qualcosa che infranga la regola, diventando unimprovvisa rivelazione del significato della vita, anche se il poeta consapevole che altri e non lui riusciranno a coglierlo>> (Da Moduli di educazione letteraria Zanichelli Editore Pagina C281). Aspetti estetici della poesia. Il carattere estetico della poesia dovuto soprattutto alla tensione alta e ferma, laica e razionale, sottesa ed espressa del poeta nella poesia. La poesia, del poeta, non presenta n sentimenti vittimistici n atteggiamenti sentimentalistici, ma un atteggiarsi nudo e crudo di fronte alla dura realt di tutti i giorni. La poesia presenta un taglio e un piglio assertivo, logico e razionale. Il poeta sicuro dei suoi argomenti e della sua Weltanschauung che non ha tentennamenti di sorta n verso toni magniloquenti n verso toni crepuscolari. La poesia presenta anche un aspetto fideistico implicito, che attenua laltezzosit della ragione e rende la poesia ieratica e solenne. Un altro aspetto bello della poesia quello della sua costruzione tramite un sapiente assemblaggio moderno di tanti richiami esterni ed interni: dal crepuscolarismo alla filosofia vitalistica, dagli enjambements alle sinestesie, dalle metafore al linguaggio simbolico. Commento e mie valutazioni personali sulla poesia. Trovo questa poesia molto bella e ancora attuale; la sua bellezza nel linguaggio nuovo e moderno, nelle sue belle immagini originali e singolari. Reputo la poesia molto attuale perch, bench la scienza abbia fatto tante scoperte sulla natura e sulluniverso e il desiderio di conoscenza non sia diminuito, anzi aumentato, allo stesso modo, il bisogno di fede in un Dio che salvi tutta lumanit dalla distruzione naturale, cresciuto insieme al senso del mistero che circonda luomo e la Natura. Concordo con F. Puccio quando scrive: <<In unatmosfera sospesa e quasi irreale, ma intrisa dellaridit della natura, il poeta, guardandosi indietro, prende <<miracolosa>> e improvvisa coscienza dellassurdit dellesistere>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagine 495). Io credo che solo Dio possa dare senso all'assurdit dellesistenza. Scritta domenica 21 ottobre 2001 Riveduta e corretta a dicembre 2007.

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Introduzione alla poesia: Non chiederci la parola.


La poesia Non chiederci la parola, scritta nel 1923, apre la sezione Ossi di seppia dellomonimo libro. La poesia riprende la carica polemica contro la retorica e leloquenza della poesia dannunziana ed esprime la consapevolezza di Montale sul ridimensionamento della poesia durante lascesa del fascismo. TESTO DELLA POESIA Non chiederci la parola che squadri da ogni lato lanimo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah luomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e lombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, s qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto oggi possiamo dirti, ci che non siamo, ci che non volgiamo. La parafrasi della poesia. Non chiederci la poesia che allinei da ogni lato il nostro animo confuso e con parole intense lo spieghi e lo faccia risplendere come un fiore di croco solitario che risplende in mezzo ad un prato asciutto. Ah dolore per luomo che se ne va senza preoccupazioni, fiducioso in s stesso e negli altri, e non fa attenzione alla sua ombra che la calura proietta sopra un muro con poca calcina. Non domandarci la formula poetica, o magica, che pu darti nuove verit, bens domandaci qualche verso scabro e scarno come un ramo. Oggi possiamo dirti solo questo: ci che non siamo, ci che non vogliamo.

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Il tema della poesia. Il tema della poesia il ridimensionamento del valore persuasivo della poesia nel tempo del fascismo trionfante ed imperante. Montale sa che la poesia di quel periodo storico non pu esprimere nessuna verit diversa dalle parole dordine del fascismo. La poesia non riesce a scrutare gli abissi dellanima per renderla chiara e visibile, cos come afferma F. Puccio: <<Il poeta non depositario di nessuna parola taumaturgica, di nessuna verit che possa far luce nel labirintico groviglio dellanima umana, che possa definirla nella sua essenza e illuminarla con i vividi colori del croco>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori Volume 2 a pagina 478). Il poeta consapevole della sua incapacit di poter dare una formula magica che possa aprire le porte della verit ai lettori, perch sa soltanto ci che non , sa soltanto ci che non vuole. Pu dare solo qualche verso disseccato e sliricizzato come un ramo secco e storto. Il poeta sa che non un fascista e non vuole essere un fascista. Montale si ricollega alla poesia del Palazzeschi che in altri termini aveva cantato la morte della poesia e dei poeti. La sintesi della poesia. Nella prima strofa la poesia esprime limpossibilit del poeta di poter scrivere poesie che abbiano la capacit di poter far risplendere lanima umana triste e di poterle dare quella forma lineare e chiara di modo che brilli come un fiore di croco in mezzo ad un prato arso e spento. Nella seconda strofa la poesia dichiara che doloroso vedere luomo sicuro di s stesso e degli altri, mentre invece l'uomo dovrebbe vedere la sua ombra stampata su un muro scalcinato. Fuori dalla metafora e dalla simbologia, luomo sicuro di s dovrebbe guardare con attenzione la sua ombra che invece lemblema della sua realt, opaca ed effimera. Luomo sicuro di s non guarda dentro di s, non si cura delle precariet della vita e non osserva quanto di oscuro c dentro di s (rappresentato dallombra proiettata sul muro scalcinato). Nella terza strofa il poeta ribadisce di non possedere formule magiche capaci di infondere fiducia al lettore, svelandogli i misteri della vita e delluniverso. Pu solo esprimere il sussurro di una forma poetica scarna ed essenziale, poich oggi capace di dire soltanto ci che non e ci che non vuole essere. La poesia rappresenta un esempio chiaro di poesia ermetica poich il poeta nasconde il suo pensiero sotto parole enigmatiche e ambigue. Ovviamente il poeta non vuole essere n un poeta vate n un fascista. Il messaggio della poesia. Il messaggio della poesia lo spiega chiaramente F. Puccio: <<Il poeta non possiede nessuna soluzione agli interrogativi delluomo, n in grado di disvelargli nuove dimensioni dello spirito, nemmeno pu offrirgli un linguaggio poetico ricercato, raro, estetizzante. Il suo verso disseccato, sliricizzato, antiaulico, prosaico, privo di artificiosit, non indugiante a forme di ricercata musicalit. Pu solo affermare non la positivit dellessere ma la sua negativit. In questa fase della propria evoluzione interiore luomo Montale dichiara la netta irriducibilit al s: non vuole guardare dentro di s per comunicarci ci che <<>>, ma solo ci che <<non >>; non ha ben chiaro ci che <<vuole>>, ma soltanto ci che <<non vuole>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagine 478 - 479).
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La tesi della poesia. La tesi della poesia <<...lincapacit delluomo di capire s e il mondo. La poesia moderna non pu essere pi (come era, o pretendeva di essere, una volta) spiegazione del mondo, e tanto meno pu essere consolatoria; essa pu solo, con scabra durezza, comunicare la tragica impotente desolazione delluomo>> (da Scrittori e libri di G. Petronio e V. Masiello, Volume 2 a pagina 423). E come concludono i due curatori: <<lunico messaggio di cui si senta capace quello di una condizione negativa: egli sa rendere solo la situazione di crisi delluomo contemporaneo che conosce, di s, solo la propria impotenza e lincapacit di volere>> (da Scrittori e libri di G. Petronio e V. Masiello, Volume 2 a pagina 423). Contesto storico, sociale, filosofico e letterario della poesia. Il contesto storico molto bene espresso da F.Puccio: <<Montale... faceva sua lalta lezione gobettiana. Essa si fondava su un modello di intellettuale liberale e laico, animato da una fede illuministica nei valori della ragione, conscio della forza etica presente nella cultura, eletta a luogo di resistenza e di opposizione alloscurantismo dei tempi>> (Da Testi ed intertesti nel novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 478). Il contesto sociale quello di un intellettuale della media borghesia che conscio del proprio valore etico, culturale ed economico diventava un forte oppositore del regime fascista e forte del suo valore etico firmava il Manifesto degli intellettuali Antifascisti redatto da Benedetto Croce nel 1925, come scrive F. Puccio: <<Montale era uno dei pochi intellettuali che diceva NO al compromesso sia con se stesso che con gli altri, laddove molti pseudointellettuali dichiaravano il loro S al sistema>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 478). Il contesto filosofico, quello liberale gobettiano e crociano. Il contesto letterario della poesia quello del simbolismo francese, del decadentismo italiano che va da Pascoli a DAnnunzio. Molto importanti sono anche i riferimenti a Gozzano, Sbarbaro, Saba, Campana. Inoltre, come gi accennato in precedenza, la poesia richiama la poetica di Palazzeschi, il quale nella sua famosa canzonetta Lasciatemi divertire aveva trattato lo stesso tema e cio la svalutazione della poesia e dei poeti. Mentre per Palazzeschi usava toni e modi burleschi ed ironici, Montale usa modi e toni severi e solenni. Confrontiamo i due finali: Palazzeschi conclude cos: <<Ahahahahahahah!/Ahahahahahahah!/Ahahahahahahah!/Infine/io ho pienamente ragione,/i tempi sono cambiati,/gli uomini non domandano pi nulla/dai poeti:/e lasciatemi divertire!>>. In questo finale evidente lamara ironia del poeta. Montale invece conclude cos: <<Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,/s qualche storta sillaba e secca come un ramo. /Codesto solo oggi possiamo dirti,/ci che non siamo, ci che non vogliamo>>. Qui evidente lo sconsolato pessimismo del poeta. Credo giusto riportare il bel commento che fanno Salvatore Guglielmino e Tomasina Scarduelli Silvestrini sullimportanza storica di Ossi di seppia di Montale: <<Questa concezione, che stata definita visione negativa o anche teologia
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negativa, constata la grande crisi culturale del suo tempo e la esprime lucidamente come difficolt a vivere e ancor pi come difficolt a capire, in un mondo in cui le apparenti certezze sono in realt illusione e solo la ricerca e il dubbio sono possibili e reali. Forse non facile per un giovane doggi comprendere il rapporto tra questo libro e il momento storico in cui nacque (gli anni del terribile dopoguerra e dellinstaurarsi del fascismo); ma per almeno due decenni esso fu per i giovani di allora pi che una raccolta di versi; fu un esempio di rigore morale, di onest intellettuale e divenne unindicazione di vita>> (da Guida alla lettura - Principato editore Milano 1986 - pagina 649). Salvatore Guglielmino dice inoltre: <<Da versi come questi a tutta una generazione deriv una lezione etica, il rifiuto di ogni facile ottimismo consolatorio, di ogni mitologia, la stoica consapevolezza del male di vivere, che in molti si tradusse in azione politica, in antifascismo militante>> (Da Guida al Novecento Principato Editore Milano - pagina 919). Caducit e attualit della poesia. Molti decenni sono trascorsi dal quel periodo e i tempi storici sono cambiati. Viviamo allinizio del XXI secolo e gi da qualche mese la distruzione delle torri gemelle a New York ha cambiato il corso della storia. Viviamo in piena guerra e in periodi di insicurezza sociale. Forse la guerra si estender in guerra mondiale o per usare un termine di modo diventer una guerra globalizzata. Penso che la poesia di Montale sia ancora attuale poich esprime in forma universale il male di vivere eterno, sociale ed umano di ogni tempo. Credo che abbiano ragione sia Montale che Palazzeschi: il primo ha descritto il male di vivere in forma metafisica e razionale, il secondo lo ha descritto in forma scherzosa, ma amara. Penso che la poesia rimanga ancora oggi un bel gioco e i poeti non debbano rinunciare a divertirsi ed appagarsi della poesia, ridotta a scanzonato libero gioco.

Analisi della forma.


Il genere della poesia. Il genere della poesia ha due piani di lettura: il primo quello simbolico ed ermetico; il secondo quello politico, sociale e metafisico. Questa una poesia simbolica perch lombra delluomo sicuro di s la sua coscienza che simboleggia anche la precariet della vita sociale di allora, dei miti fascisti. Il muro scalcinato rappresenta il mondo fascista di allora, privo di prospettive di progresso, provato dalla guerra. una poesia ermetica poich Montale non dice apertamente il suo pensiero politico e filosofico ma lo nasconde nel verso finale: <<ci che non siamo, ci che non vogliamo>>. Il genere della poesia anche politico perch si riferisce ai miti del fascismo da cui il poeta non si lascia ammaliare. Come scrive F. Puccio: <<La poesia esprime una posizione netta portata a non cedere a facili illusioni, a non lasciarsi ingannare da nessun mito imperante... una posizione sempre e comunque critica e autocritica, perch nella negazione assoluta dellessere e del volere salva lantieroe Montale, lo porta a livelli di crudo realismo che in ogni caso si fanno interpreti di una solidit etica: in un mondo informe che si lascia egualmente abbagliare da tante
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bandiere opposte, riuscire a capire ci che non si e ci che non si vuole una grande e alta conquista, perch si fa da sola indicativa di una chiara presa di coscienza>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 479). La poesia di carattere sociale perch si rivolge ai giovani antifascisti di allora ed metafisica perch come spiega sempre F. Puccio: <<Il suo cantare la negativit dellessere non per nichilistico, non si configura come conquista di una salvezza, ma si esplica come attesa di un <<varco>>, del possibile compiersi di un miracolo che improvvisamente possa svelare la verit>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 479). La metrica della poesia. La metrica della poesia composta da versi di varia lunghezza: prevalgono i versi endecasillabi (vv 3, 4, 8, 11, 12); i vv 1 e 9 sono versi doppi (ottonario pi settenario); i vv 2 e 10 sono versi martelliani cio doppi settenari. La rima segue lo schema ABBA, CDDC, EFEF. Le rime, legate da schemi tradizionali, congiungono talora dei significati sprigionati dallaccostamento di valori metaforici (fuoco/croco; sicuro/muro). I vv 6 e 7 hanno la rima ipermetra amICO - canICOla. La poesia composta da tre quartine. La seconda strofa si interpone come digressione che introduce un anti-tema luomo sicuro e si diversifica anche sintatticamente dalla prima e terza quartina che hanno una costruzione sintattica simile. La terza quartina riprende e ribadisce il tema e la tesi della prima quartina. Le figure retoriche della poesia. Le figure retoriche della poesia sono molte: la metafora (Parola al posto di poesia), la simbologia (le lettere di fuoco al posto di parole indelebili) la similitudine (come un croco, perduto in mezzo a un polveroso prato), la simbologia dellombra che rappresenta la precariet dellesistenza, ma anche linsicurezza interiore, linconscio, i dubbi e le incertezze della vita, la metafora (uno scalcinato muro al posto di un ambiente difficile cio la societ fascista con i suoi falsi e retorici miti), limperativo negativo dei versi 1 e 9 che equivale ad una apostrofe verso il lettore con la sua insistenza nel voler chiedere e domandare risposte che il poeta non ha. Il tono emotivo della poesia. Il tono emotivo della poesia dominato dai due inviti che il poeta rivolge al lettore nei vv 1 e 9. Il poeta non sa niente sul significato della vita e sul mistero delluniverso e quindi non pu rispondere a tali richieste. Il tono della poesia dominato dal risentimento del poeta verso i lettori che lo incalzano poich non riesce a rispondere alle loro insistite domande e nel frattempo il suo messaggio negativo sulla pena di vivere. Il tono della poesia esprime dunque un risentimento del poeta, un disagio verso la societ fascista e una disarmonia contro la natura ostile. La lexis della poesia. La lexis della poesia , apparentemente e superficialmente, chiara e semplice, quasi impoetica, ma in effetti ricca di figure retoriche e di allitterazioni e piena di parole dal suono duro e scabro. Come scrive F. Puccio: <<Il linguaggio asciutto, privo di orpelli e di diaframmi letterari, portato, a consegnare alloggetto una vasta gamma di valori>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori 18

Volume 2 a pagina 480). Il linguaggio pietroso esprime la concezione negativa del poeta e descrive anche la desolata aridit di certe immagini (polveroso prato, scalcinato muro) e lasprezza contorta di certe collocazioni (storta e secca). La lexis dunque una lexis nuova e dura che riesce ad esprimere in pieno lalta lezione etica che sottesa nella poesia. una lexis personale che esprime bene la constatazione del vivere arido descritto con tanta disincantata fermezza. Il linguaggio poetico della poesia. Il linguaggio poetico della poesia costituito da parole aspre e scabre, con suoni duri e allitteranti. Ma questo linguaggio poetico, nuovo e moderno, nella letteratura italiana lontano dal linguaggio aulico della poesia accademica. Il linguaggio poetico presenta anche una ambiguit teoretica e cio il dubbio se esso debba considerarsi un linguaggio soltanto metaforico o un linguaggio che corrisponde alla tecnica del correlativo oggettivo di Thomas Stearns Eliot. Molti critici sostengo che le immagini concrete di Montale sono dei correlativi oggettivi come Polveroso prato e scalcinato muro. Io credo invece che essi sono semplicemente delle metafore o delle simbologie della tradizione simbolista perch, secondo me, Montale ancora non conosceva la teoria del correlativo oggettivo di Eliot. Montale conoscer la poetica di Thomas Stearns Eliot soltanto pi tardi e lopera poetica nella quale metter in pratica l'uso dei correlativi oggettivi sar la bellissima Le occasioni. Le espressioni pi belle della poesia. La poesia ha molte espressioni belle, a cominciare dallincipit, inusuale nella letteratura italiana, con limperativo negativo: Non chiederci la parola che squadri da ogni lato/lanimo nostro informe, e a lettere di fuoco/lo dichiari e risplenda come un croco/perduto in mezzo a un polveroso prato. Bella anche limmagine dellombra che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro. Molte forte anche lultima strofa con il secondo imperativo negativo e con il suo finale pessimistico e amaro: Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,/s qualche storta sillaba e secca come un ramo./Codesto solo possiamo dirti,/ci che non siamo, ci che non vogliamo. La Weltanschauung del poeta. La Weltanschauung quella di un poeta che vuole essere chiaro e modesto, che non ha illusioni sulla bellezza e sulla felicit della vita. Il poeta esprime tutto il suo pessimismo esistenziale, ma n negativo n cupo, n ineluttabile, ma un pessimismo attenuato e fiducioso nel valore della cultura e della dignit delluomo. Come scrive F. Puccio: <<Latteggiamento di Montale quello delluomo disilluso che guarda a questi quadri di umanit con lo spirito dissacratorio di chi demistifica ogni ipocrita ideologismo, ma che nel contempo avverte in prima persona lisolamento dellintellettuale in una societ mercificata e tecnologica. Alieno da forme di cedimento a sterili sentimentalismi, egli resta solido su una posizione etica rigorosa che lo porta a dominare con fermezza una materia altamente drammatica>>. (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 479).

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Gli aspetti estetici della poesia. La poesia presenta diversi aspetti estetici che la rendono bella e piacevole. Il primo , senza dubbio, la musicalit interna della poesia, fatta da molte allitterazioni bench formate da suoni aspri e duri. Un secondo aspetto estetico della poesia dato dalle belle immagini delle due similitudini come un croco/perduto in mezzo a un polveroso prato e s qualche storta sillaba e secca come un ramo. Il terzo aspetto dato dal messaggio etico della poesia: io non so niente e quindi non posso rispondere sul mistero della vita, ma questa modestia solo indice di rigore morale e intellettuale. Il messaggio esprime il disagio del poeta di fronte ai miti e alle parole dordine del fascismo dai quali non si lascia ammaliare e anzi se ne distacca con una dignit e una altezza laica tutta montaliana. Come scrive Marisa Carl: <<La lirica di Montale non vuole pertanto esprimere un desiderio di fuga dalla realt e dalla storia, ma si pone come presa di coscienza di questo momento negativo dellesistenza. Solo a partire da questo momento possibile per luomo ricominciare a riflettere sulle scelte da compiere>> (da Epoche e culture volume 2 tomo II a pagina 643 Palumbo Editore). Commento e mie valutazioni personali sulla poesia. Io trovo questa poesia molto bella per diversi motivi. Il primo motivo dovuto al suo messaggio etico e cio al fatto che Montale non si faceva illusioni sulla vita e tanto meno sulle false certezze del fascismo. Questa presa di consapevolezza del poeta propria di chi conscio delle sue possibilit, di chi non vuole mettersi in mostra agli occhi degli altri ma di chi ha un alto senso della propria modestia. Il poeta ha una percezione giusta della realt e non si esalta per essa, anzi conosce perfettamente il male di vivere che la natura presenta agli uomini. Il secondo motivo conseguente al primo: come la modestia del poeta lo fa diventare misurato e realista cos il poeta ridimensiona il valore della poesia che non in grado di svelare nessun enigma esistenziale e naturale. Come scrive F. Puccio: <<Il poeta non possiede nessuna chiave decodificatrice della realt, pu solo trasmettere la negativit dellessere e del volere>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 477). Il terzo motivo lappello del poeta contro luomo sicuro di se stesso e incurante della precariet della vita. Il poeta contro anche a coloro che si credono tutti di un pezzo e non si guardano dentro, mostrando sempre ununica faccia e dicendo sempre di poter risolvere ogni problema: vale a dire il comportamento arrogante e presuntuoso dei fascisti di allora. Montale descrive molto bene questo atteggiamento nella seconda strofa che mi fa ricordare il bellissimo film Il federale con Ugo Tognazzi. F. Puccio spiega molto bene questa seconda strofa: <<Al contrario del poeta, c chi crede di raggiungere un sistema di certezze che gli consente di essere ottimista, coerente con se stesso e con gli altri, ignaro del proprio destino di precariet, non consapevole delle illusioni che si costruito dentro di s, non realt, ma apparenza di realt, fatue ombre, che lui giudica vere sostanze per il solo fatto, di vederle, al di l di ci che esse veramente possono rappresentare>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 478). Un altro motivo che mi fa amare questa poesia quello delle immagini e delle
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similitudini che il poeta ha saputo esprimere: come un croco/perduto in mezzo ad un polveroso prato che mi fanno ricordare la Ginestra del Leopardi, dispersa nelle campagne romane, profumate dal suo olezzo. La seconda similitudine, Non domandarci la formula che mondi possa aprirti/s qualche storta sillaba e secca come un ramo, davvero originale e onesta in quanto nessuno aveva mai paragonato la poesia ad un ramo contorto e secco. Scritta domenica 28 ottobre 2001. Riveduta e corretta a dicembre 2007.

Introduzione alla poesia Spesso il male di vivere ho incontrato.


Questa poesia la numero 7 della sezione Ossi di seppia, scritta tra il 1922 e il 1924. Essa riprende e completa il tema della prima poesia scritta da Montale Meriggiare pallido assorto, tema che sar completato dalla poesia numero 11 Gloria del disteso mezzogiorno. TESTO DELLA POESIA Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era lincartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori dal prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato. Parafrasi della poesia. Ho incontrato spesso il male di vivere: esso era il rivo strozzato che gorgoglia, esso era la foglia accartocciata riarsa, esso era il cavallo morto pesantemente a terra. Non ho mai conosciuto il bene, se non quello che la divina Indifferenza concede: esso era la statua immobile nel meriggio, esso era la nuvola, esso era il falco che vola alto nel cielo.

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Il tema della poesia. Il tema della poesia il male di vivere immanente nella natura e connaturato negli uomini. Il male di vivere costituito dalla sofferenza e dal dolore che tormentano tutti gli esseri animati e inanimati, accomunati dalla pena esistenziale del vivere. Il male di vivere identificato ed espresso con tre esempi di correlativi oggettivi: il rivo strozzato che gorgoglia, la foglia che si accartoccia quando diventa secca, il cavallo che muore violentemente e pesantemente stroncato dalla fatica. Ma, quasi paradossalmente, nella seconda strofa questo tema anzich venire sviluppato viene risolto nel suo opposto. Montale spiega che esso si pu superare con la divina Indifferenza, una sorta di stato miracoloso per luomo. Di questo stato di Indifferenza, Montale fornisce altri tre correlativi oggettivi: la statua immobile nella calura del meriggio, la nuvola eterea e sospesa nel cielo, il falco che vola alto nel cielo. Ecco come F. Puccio spiega il tema della poesia: <<Sei correlativi oggettivi, secca interpretazione di una concezione disperata dellesistenza, ma accettata con lucida consapevolezza e virile fermezza, nulla concedendo a lacrimevoli sentimentalismi. I primi tre correlativi scorrono lungo un asse discendente (stramazzato), sul quale si consumano le desolate realt del male; il secondo gruppo si eleva sullonda ascendente (levato) del bene e si configura come espressione miracolistica dellIndifferenza, personificata dalluso della maiuscola>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 485). Sintesi della poesia. La poesia si compone di due strofe: nella prima strofa Montale elenca tre esperienze connaturate al mondo naturale in cui insito il male di vivere: il rivo strozzato, la foglia accartocciata, il cavallo stramazzato. Nella seconda strofa Montale, inaspettatamente, dice che questo stato del male di vivere si pu vincere solo in condizioni prodigiose, cio quasi mai. Per vincere il male di vivere, secondo Montale, necessario il distacco dalle cose terrene e l'impassibilit stoica e porta tre esempi: la statua fredda, la nuvola nel cielo, il falco staccato dalla terra. Ecco come F. Puccio sintetizza i campi semantici della poesia: <<Il primo campo semantico esprime la sofferenza, loppressione, limpedimento, (v. 2 rivo strozzato, gorgoglia), larsura, linaridimento (v. 3 incartocciarsi), la fatica, la morte violenta (v. 4 cavallo stramazzato). Il secondo rappresenta il torpore, limmobilit, la stasi (vv. 7-8 statua, sonnolenza, meriggio), lassenza, la lontananza (v. 8 nuvola), il distacco (v. 8 falco alto levato)>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 485). Il messaggio della poesia. Marisa Carl spiega in questo modo il messaggio della poesia: <<Il male quindi connaturato nella vita stessa e si identifica con le cose reali e concrete, attraverso cui si rivelano il dolore e la sofferenza. Il bene consiste nellindifferenza che ci consente il distacco dagli eventi umani e limpassibilit per tutto ci che provoca dolore>> (da Epoche e Culture di Marisa Volume 2 Tomo 2 Palumbo editore pagina 648).

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La tesi della poesia. La tesi della poesia espressa chiaramente da Salvatore Guglielmino che nella introduzione alla poesia scrive: <<Una legge di sofferenza e di pena domina immutabile e onnipresente: e il poeta la constata negli aspetti pi dimessi e quotidiani, cari alla sua vocazione di poeta non laureato: nel cavallo stramazzato, nella foglia riarsa e accartocciata, nel lamento quasi di creatura umana di un ruscello strozzato. un pianto delle cose che testimonia un cosmico male di vivere>> (Da Guida al Novecento Principato editore - pagina 921). Oppure come spiega G. Petronio: <<Un male che , soprattutto, impossibilit di espansione e di libert, soffocazione degli impulsi vitali>> (da Scrittori e libri - Palumbo editore - pagina 425). Contesto storico, culturale, letterario e filosofico della poesia. La poesia richiama sicuramente il pessimismo leopardiano e la filosofia degli stoici. Caducit e attualit della poesia. Io credo che questa poesia oggi sia veramente datata per i seguenti motivi: secondo me i tre esempi di male di vivere portati dal poeta non sono pienamente rispondenti al male di vivere odierno; essi sono, per me, solo tre comunissimi fenomeni naturali e quindi non sono tre esempi di male di vivere. Allo stesso modo i tre esempi del bene di vivere non sono rispondenti alla realt attuale. Penso che esempi eclatanti di male di vivere, da sempre, siano stati la deformit fisica delluomo, le malattie del corpo, la povert materiale, le guerra, gli assassinii e tanti altri esempi simili di rovine contro gli uomini; parimenti il bene di vivere stato rappresentato, da sempre, dalla pace universale fra tutti gli uomini (speranza utopistica) e dal benessere sociale e individuale, condizioni che non saranno mai realizzate su questa terra.

Analisi della forma.


Il genere della poesia. Il genere della poesia di tipo lirico filosofico. La metrica della poesia. La poesia costituita da due quartine di endecasillabi, rimati secondo lo schema: ABBA, CDDA. Lultimo verso ipermetro. Le figure retoriche. Le figure retoriche sono diverse: lallitterazione, il fonosimbolismo (suoni aspri e duri), l'enjambement dei vv. 3 4, la rima interna (strozzato stramazzato), lassonanza finale (falco - alto levato), lanastrofe, lanafora, la simmetria delle immagini, la similitudine, e le metafore di valore universale. Il tono emotivo della poesia. Il tono emotivo della poesia , come in molte poesie del Montale, pacato, quasi atono e neutro. Prevale il tono logico e razionale del messaggio. Non vi nessun tono cupo, ma solo un lucido osservare la natura. Prevale soprattutto, oltre alla Indifferenza filosofica, lIndifferenza emotiva del poeta che esprime il suo pessimismo razionale e laico, senza dubbi ieratici.
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La lexis della poesia. La lexis della poesia ricercata e aulica; le immagini rare e preziose si susseguono con uno stile asciutto ed essenziale. La lexis inoltre tesa e lucida nel rappresentare la tesi della poesia con una tensione espressiva alta e personale. Il linguaggio della poesia. Il linguaggio della poesia chiaro e ricercato perch costruito con un lessico aulico e prezioso, fatto di parole aspre e suoni duri. Il pessimismo montaliano. Il pessimismo montaliano espresso, lucidamente, fin dalle prime poesie che formano l'opera poetica Ossi di seppia e che sar poi accentuato nelle successive opere poetiche fino ad arrivare allopera finale Diario Postumo. In questa opera il pessimismo sar attenuato e superato grazie allatto supremo, ma silenzioso, della conversione del poeta da ateo a credente. Questa conversione sar dovuta alla costante presenza, accanto al poeta, della poetessa Annalisa Cima che aiuter la sua conversione verso quella fede tanto cercata, tanta temuta, tanto deprecata: <<E fu cos che il tuo parlare/timoroso e ardente, mi rese/in breve da ateo credente>> (versi 16 18) (Dalla poesia numero 10 Il Clou dell'opera postuma Diario Postumo Pag. 12). Distinguo quattro generi di pessimismo montaliano che si evolvono nel tempo: 1) Pessimismo razionale, 2) Pessimismo laico e ateo, 3) Pessimismo Attivo o dialettico, 4) Pessimismo metafisico o soterico. 1) Il pessimismo razionale dettato dal fatto che la vita non ha un significato, assurda, e come spiega Marisa Carl: <<che lesistenza qualcosa di misterioso e drammatico, causale e precario, non interpretabile razionalmente. Tutto appare privo di senso e luomo in perenne disarmonia con un mondo chiuso e ostile, oppresso dal male di vivere, che fa apparire la vita come una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia...Montale non pu che proporre una forma di conoscenza in negativo, priva di certezze e di ipotesi prospettive, che non possono esistere in un mondo dove le leggi dellesistenza sono relative e discontinue. La poesia deve indagare questa condizione delluomo del Novecento e ne pu essere solo testimonianza. La mancanza di speranza non fa crollare in Montale la fiducia nella ragione, che deve continuare ad indagare per scoprire il senso dellesistenza anche quando sa che lindagine porter a scoprire nuovi dubbi e contraddizioni>> (da Epoche e Culture di Marisa Carl nelle pagine 641 - 642). 2) Il pessimismo laico e ateo dettato dal fatto che la vita dominata dal male di vivere. Il poeta non cerca rifugio nella religione o nella fede ma nellaccettazione atea e laica della vita e della realt. Montale vede la soluzione del suo pessimismo nella divina Indifferenza, concezione ereditata dalla filosofia stoica ed epicurea dellantichit classica greco latina. Ecco come F. Puccio descrive questo pessimismo montaliano: <<Il suo non un pessimismo disfattista di chi rinuncia alla lotta, ma il pessimismo attivo, dialettico, leopardianamente inteso, di chi, mentre nega ogni valore, infonde nel contempo il coraggio di affrontare con dignit la vita ed esalta la volont di lotta>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori 24

Volume 2 a pagina ). 3) Il pessimismo attivo e dialettico dato dal fatto che Montale, dinnanzi alla assurdit della vita, non rinuncia a vivere, bens combatte per scoprire il significato dellesistenza e il mistero delluniverso. Come scrive Marisa Carl: <<Ma il pessimismo di Montale di tipo dialettico, non statico: egli convinto che qualcosa nasconde la realt, ne fa schermo, ne impedisce la conoscenza. Di qui la ricerca di un varco che permetta di superare lostacolo, che ci metta in contatto con la vita autentica. Sul piano delle immagini lostacolo rappresentato da muri, orti, recinti, reti, e da parole come fuga, rottura, movimento. La possibilit, la libert invece data dal mare, che simbolo dell'esistenza ed emblema del mistero, e dalla donna che in Montale una figura dominante ed portatrice di salvezza, rivelatrice di occasioni. Ma molto spesso tutto si risolve nella incapacit di comprendere e la vita, che si presenta come caos, si risolve nel caos>> (da Epoche e Culture di Marisa Carl nelle pagine 641). Questo pessimismo attivo espresso chiaramente nella poesia Meriggiare pallido e assorto, dove la vita si presenta assurda ed incomprensibile. Marisa Carl su questa poesia scrive: <<Camminando nel sole che acceca, si accorge ad un tratto, di procedere lungo un muraglia senza trovare una via d'uscita, un varco. Cos anche la vita, simile, con le sue difficolt e dolori, a quel solitario andare lungo un muro sovrastato da cocci di bottiglia, che ne impediscono ogni evasione e ogni speranza di salvezza...Le immagini finali della poesia diventano simbolo del male di vivere, delle difficolt insormontabili della vita, dellimpossibilit per luomo di raggiungere la felicit. Limmagine del muro diventa muraglia, pi minacciosa, da cui del tutto impossibile evadere. Il verbo seguitare indica limmutabilit della condizione delluomo>> (da Epoche e Culture di Marisa Carl nelle pagine 645 646). Mentre Beatrice Panebianco scrive: <<Sintravede appena, lontano e irraggiungibile, il tremolio luccicante delle onde del mare quale fragile speranza in tanta desolazione: le scaglie di mare creano unatmosfera dinfinito e accendono nel poeta la speranza di uscire dal chiuso spazio del rovente muro dorto, simbolo dincomunicabilit e di isolamento. Nella quarta strofa il sentire evoca lintensa aspirazione ad intuire lintima essenza delle cose: la muraglia, oltre la quale forse esiste qualcosa che pu dare significato allesistenza, esprime il tema montaliano della vita come cammino assurdo lungo un itinerario di dolore, che non apre varchi e non rivela la sua finalit>> (Da Moduli di Educazione Letteraria Zanichelli editore Pagina C283). 4) Il pessimismo metafisico o soterico (salvifico) dettato a Montale dalla sua volont di cercare qualcosa che salvi l'umanit dalla morte. Tutta la sua produzione, dalla prima allultima opera, attraversata dalla ricerca del varco di un qualcosa che salvi l'umanit. Dalla prima poesia di Ossi di Seppia, In limine, gi presente la ricerca della salvezza quando scrive: <<Un rovello di qua dallerto muro./Se procedi timbatti/tu forse nel fantasma che ti salva: si compongono qui le storie, gli atti/scancellati pel giuoco del futuro./Cerca una maglia rotta nella rete/che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!/va, per te lho pregato, - ora la sete/mi sar lieve, meno acre la ruggine>>. E come scrive F. Puccio: <<E sempre la stessa esigenza
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soterica che si ripropone, pervasa dallanelito di mutare il sentimento dellassenza e della perdita (<<elegia>>) in presenza e conquista, in canto gioioso (<<inno>>)>> (Da Testi ed intertesti del novecento - Fratelli Conti Editori - Volume 2 a pagina 565). Il pessimismo metafisico si risolve in Montale in una tensione conoscibile di metafisica. Il mio genere tutta unattesa del miracolo cos scriveva Montale, esprimendo una lucida autocritica sulla propria poesia e sottolineandone la tensione gnoseologica e la natura dialettica. Prima c' la sua visione antinomica della vita, ove, accanto alla presenza necessaria della catena deterministica, si pone la costante ricerca dello sbaglio di natura, di un varco metafisico, dellattesa di un evento salvifico, pur con la coscienza della sua natura eccezionale e prodigiosa. Poi verranno le donne, da Arletta ad Annalisa Cima, che salveranno non solo lui ma anche lintera umanit. Il visiting angel (o angelo della salvezza) Clizia ed altre. Come scrive B. Panebianco: <<Lattesa di un miracolo, limmagine salvifica che riscatti il dolore della vita, lasciandone apparire anche solo un barlume di positivit, affidata talvolta a figure femminili care al poeta, che non sono delineate realisticamente, ma acquistano valore simbolico>> (Da Moduli di Educazione Letteraria Zanichelli editore Pagina C281). Scritta gioved 1 novembre 2001. Riveduta e corretta a dicembre 2007.

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