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Corso di Laurea Triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali

Insegnamento di Economia Politica (Prof. Piero Bini)

1. Leconomia stata descritta come la scienza che studia le scelte di fronte alle quali individui e collettivit si trovano quando devono decidere come utilizzare mezzi scarsi per usi alternativi. Poniamo che debba usare dellacqua per lavarmi e dissetarmi e che mi trovi in situazioni diverse: 1.mi trovo in una regione in cui piove dalla mattina alla sera tutti i giorni dellanno: i mezzi non sono scarsi ed i fini non sono tra loro alternativi: posso avere tutta lacqua che mi serve per dissetarmi e lavarmi. Leconomia non ha nulla da dirmi. 2.mi trovo in una regione arida e piove solo raramente. La poca acqua che riesco a raccogliere deve essere usata per assolvere a bisogni che assumono importanza diversa in momenti diversi. Allinizio probabilmente avvertir il bisogno di bere in modo pi intenso di altri per la cui soddisfazione lacqua ugualmente necessaria, come, ad esempio, il bisogno di lavarsi. In un momento successivo, pu invece verificarsi che questultima necessit diventi quella pi impellente, e cos via. In generale, si pone un problema di scelta inter-temporale nel consumo di acqua: leconomia ha qualche strumento per comprendere meglio la situazione e fornire qualche indicazione di comportamento. Lesistenza di mezzi scarsi e fini alternativi significa che ogni scelta implica una rinuncia, un costo opportunit, che il nocciolo della riflessione economica. 2. Quali elementi influenzano le scelte dei soggetti economici? Come valutare il costo di una rinuncia? Nel caso di singoli individui possono incidere in misura variabile motivazioni psicologiche, retaggi culturali, giudizi di valore, routine, etc. Nel caso di soggetti collettivi, siano imprese o enti pubblici o altro ancora, possono assumere rilevanza, ad esempio, certi obiettivi condivisi, il contesto giuridico ed istituzionale in cui operano, oppure pressioni politiche e sociali, inerzie di varia natura, etc. Nella maggior parte dei casi, le scelte individuali non sono completamente libere da quelle effettuate da altri soggetti. Leconomia una branca delle scienze sociali che si trova a dover valutare le scelte di individui e collettivit che formano un sistema di relazioni complesso e fortemente interdipendente. La complessit delle relazioni economiche crea problemi di analisi. Per poter analizzare un fenomeno, risulta spesso necessario isolarne gli aspetti ritenuti pi significativi. In alcuni casi, per analizzare certe condizioni di scelta, si ricorre anche ad analogie con situazioni semplificate. E si inserisce unipotesi forte: che i soggetti economici, nel compiere le loro scelte, abbiano sempre un comportamento massimizzante. Si immagina che i consumatori tendano sempre a massimizzare il grado di soddisfazione dei propri bisogni, che le imprese massimizzino il profitto, e che lo Stato, a sua volta, cerchi di conseguire i livelli pi alti possibili di reddito, di occupazione ecc. 3. Le semplici esercitazioni di economia politica che seguono sono basate su alcune di queste analogie, descrivendo talvolta soggetti che, nelle proprie scelte, cercano di massimizzare qualche variabile a loro avviso importante. Altre volte rappresentano in maniera stilizzata alcune delle relazioni che si stabiliscono fra le variabili economiche.

ESERCIZIO N 1: EQUILIBRIO DI MERCATO (1) (da Lieberman M., Hall R. (2010), Principi di Economia, Apogeo Editore. Esercizio n. 4 pag. 107) La tabella di seguito fornisce dati ipotetici sulla quantit di appartamenti in affitto domandata e offerta a Peoria, nellIllinois. Affitto mensile 800 $ 1000 $ 1200 $ 1400 $ 1600 $ 1800 $ a) b) c) d) Quantit domandata 30 25 22 19 17 15 Quantit offerta 10 14 17 19 21 22

Tracciare il grafico delle curve di domanda e di offerta; Trovare il prezzo e la quantit di equilibrio; Spiegare brevemente perch in questo mercato un affitto di 1000 $ non pu corrispondere allequilibrio; Supponiamo che un tornado distrugga un numero significativo degli edifici residenziali di Peoria, senza tuttavia alterare il desiderio delle persone di vivere in questa citt. Illustrate sul vostro grafico gli effetti prodotti sul prezzo e la quantit di equilibrio.

Affitto

domanda 1800 1600 1400 1200 1000 800 600 400 200
5 10 15 20

offerta

22

25

30 Appartamenti

a) Per tracciare il grafico basta tenere conto del fatto che il prezzo e la quantit (domandata o offerta a
seconda che ci si riferisca alluna o allaltra curva) rappresentano le coordinate. In presenza di un prezzo di 800 la quantit domandata di case pari a 30. Se il prezzo 1800 la quantit domandata invece pari a 15 case. Trovati questi due punti possiamo tracciare la curva di domanda. La stessa procedura va seguita per la curva di offerta. In corrispondenza di un prezzo di 800 la quantit offerta di 10 case, con un prezzo invece di 1800 la quantit offerta di case 22. Abbiamo cos sul grafico i punti necessari per poter tracciare la curva di offerta.
2

b) Il prezzo e la quantit di equilibrio sono dati dai valori segnalati sulle coordinate in corrispondenza del
punto di intersezione delle 2 curve. In questo caso: p = 1400; q = 19. c) In presenza di un prezzo pari a 1000, la quantit domandata di case (pari a 25) superiore alla quantit offerta (pari a 14). Ci significa che non tutti coloro che sono disposti a prendere in affitto una casa al prezzo di 1000 al mese riescono a farlo. Spinti da questo eccesso di domanda, gli affitti tenderanno ad aumentare fino a che non verr raggiunto quel determinato prezzo ( 1400) in corrispondenza del quale tanto coloro che desiderano prendere in affitto, quanto coloro che intendono dare in affitto, riescono a realizzare le loro decisioni. Si tratta di una situazione di equilibrio. d) Se un tornado distruggesse parte delle case di Peoria, lintera curva di offerta si sposterebbe in alto verso sinistra: per ogni dato prezzo la quantit offerta sarebbe inferiore rispetto alla situazione iniziale.

ESERCIZIO N 2: EQUILIBRIO DI MERCATO (2) a) Rappresentare graficamente la seguente curva di offerta: S = -7 + p. Determinare mediante grafico e soluzione algebrica il punto di intersezione con la curva di domanda D = 21 3p. b) Spiegare il significato economico dei risultati ottenuti. a) In un mercato reale, un equilibrio conseguito quando dato un certo prezzo per il bene contrattato dai tanti compratori e venditori che si presentano su di esso tutti coloro che a quel prezzo intendono vendere e acquistare riescono effettivamente a realizzare integralmente queste loro intenzioni. Per analogia, si pu trovare lequilibrio come punto in cui le curve che rappresentano le funzioni di domanda e di offerta, si intersecano. - Curva di offerta: S = - 7 + p - Curva di domanda: D = 21 3p Poich per la condizione di equilibrio deve essere S = D allora -7 + p = 21 3p p + 3p = 21 + 7 p = 28/4 p = 7 Per verificare se la soluzione corretta basta sostituire il valore del prezzo dequilibrio individuato, ossia 7, nelle due funzioni di domanda e offerta. Se il risultato corretto la quantit domandata sar uguale a quella offerta. S = -7 + 7 = 0 D = 21 (3x7) = 0 Il risultato corretto. Lo stesso risultato riscontrabile graficamente. Si tracciano cio le curve (in questo caso semplici rette) che descrivono le relazioni funzionali della domanda e dellofferta. Ricordiamo che D = 21 3p significa che il punto in cui la retta intercetta lasse orizzontale in corrispondenza P del valore 211 (non visibile sullasse delle ascisse per ragioni pratiche di costruzione del diagramma) e che la pendenza della retta 1/3 (per ogni decremento unitario del S prezzo- movimento negativo verso il basso- si ha un incremento della quantit domandata di 3 unit: movimento orizzontale verso destra). 9 8 7 6 5 1 Per ricercare lintercetta relativa alla quantit domandata necessario ipotizzare un prezzo pari a 0. Ragionamento analogo D si faccia per lintercetta relativa alla curva di offerta. 4 3 2 3 1
1 2 3 4 5 6 7 8 Q

b) Il punto dequilibrio rappresenta il prezzo rispetto al quale la quantit di prodotto domandata ed offerta si equivalgono, in questo caso al prezzo di equilibrio pari a 7, domanda ed offerta sono entrambe uguali a 0. Questa situazione non di utilit n per le imprese n per i consumatori, ma non esiste alcun altro livello dei prezzi che possa soddisfare la relazione tra la domanda e lofferta. Se ad esempio il prezzo fosse pari a 6, la quantit domandata sarebbe pari a 3, mentre lofferta sarebbe pari a 1; non verrebbero cio prodotte unit sebbene la domanda sia pari a 3. Viceversa, se il prezzo fosse 8, lofferta sarebbe pari a 1, ma nessun potenziale acquirente sarebbe disposto, a quel prezzo, ad acquistare il bene in questione.

ESERCIZIO N 3: EQUILIBRIO DI MERCATO (3)

a) Rappresentare graficamente le funzioni: qd = 250 3p qo = -50+ p b) Indicare il prezzo di equilibrio di tale mercato.
a) Al fine di rappresentare graficamente le curve di domanda e di offerta conviene calcolare i loro rispettivi valori per p = 0 e q = 0. Per quanto riguarda la funzione di domanda si ha che per un prezzo nullo p = 0 la quantit domandata sarebbe qd = 250; mentre avremo una domanda nulla in corrispondenza del prezzo p = 250/3 = 83,33. Per quanto riguarda la funzione di offerta, si ha che per un prezzo nullo la quantit offerta pari a qo = -50; mentre la quantit offerta nulla per un prezzo pari a 50. Rappresentiamo le funzioni nello stesso grafico.

qd
4

qs

E P

b) Quale il prezzo in corrispondenza del quale la quantit domandata uguale alla quantit offerta? Graficamente, lequilibrio identificato dal punto di intersezione tra domanda e offerta (E). Algebricamente si devono mettere a sistema le due funzioni (sistema lineare): qd = 250 3p qo = -50+ p Nel punto E si ha qd = qo. Scrivendo le due funzioni nella forma data qui sopra avremo: 250 3p = -50+ p Risolviamo rispetto a p: 300 = 4 p risulta p = 75 che il prezzo di equilibrio. Per calcolare la quantit di equilibrio basta sostituire il valore trovato di p in qo o qd qo = - 50 + 75 = 25 qd = 250 3p = 250 3(75) = 250 225 = 25

Altri esercizi relativi allequilibrio di mercato: n. 5, 6, 7 pp. 107-108 ed esercizio 1 della sezione Per mettersi alla prova p. 109 del Lieberman M., Hall R., Principi di Economia, Ultima edizione.

ESERCIZIO N 4: LELASTICIT DELLA DOMANDA RISPETTO AL PREZZO (1) La quantit domandata del bene A in corrispondenza del prezzo p1 = 10 q1 = 15000. Invece, al prezzo p2 = 12 , la quantit domandata q2 = 10000. Si calcoli la relativa elasticit della domanda rispetto al prezzo e si commenti il risultato. Per calcolare lelasticit della domanda, dobbiamo applicare la seguente formula: % q

=
% p Nel nostro caso, fra i vari modi possibili di calcolare questa relazione, scegliamo il seguente: q2 - q1 p2 - p1 / (q2 + q1) / 2 (p2 + p1) / 2
5

Da qui abbiamo: (10000 15000) % q = (10000 + 15000) / 2 = 12500 5000 = 0,40 (40%)

(12 10) % p = (12 + 10) / 2 0,40 =

2 = 0,18 (18%) 11

=
0,18

= 2,22

La domanda decisamente elastica poich maggiore di 1: la variazione percentuale della quantit domandata superiore alla variazione percentuale del prezzo, cio la quantit domandata molto sensibile alla variazione del prezzo. ESERCIZIO N 5: LELASTICIT DELLA DOMANDA RISPETTO AL PREZZO (2)

La ditta Brr Spa, che produce ed esporta gelati in tutto il mondo, ha stimato che, su un campione di 1.000 abitanti, quando aumenta il costo al chilo del gelato, la domanda nei vari paesi cambia in maniera non omogenea. Non avendo particolare dimestichezza con complesse analisi econometriche, si rivolta a voi per avere un quadro della situazione rispetto a 3 paesi-tipo, i cui dati sono riportati nella tabella in basso. Calcolate le elasticit della domanda in ciascun paese.

PREZZO ($/Kg)

Quantit domandata SIBERIA DANIMARCA 10 500 1.600 12 400 900

MALTA 9.400 6.800

Ricordiamo ancora che = variazione percentuale della quantit / variazione percentuale del prezzo e che: variazione percentuale della quantit = (q1-q0)/[(q1+q0)/2] variazione percentuale del prezzo = (p1-p0)/[(p1+p0)/2]
6

Semplificando, abbiamo = [(q1-q0)x(p1+p0)]/[(q1+q0)x(p1-p0)] Da cui derivano i valori per i singoli paesi: Siberia: [(-100)x(22)]/[(900)x(2)] = -2.200/1.800 da cui = 1,22 Danimarca: [(-700)x(22)]/[(2.500)x(2)] = -15.400/5.000 da cui = 3,08 Malta: [(-2.600)x(22)]/[(16.200)x(2)] = -57.200/32.400 da cui = 1,76
ESERCIZIO N 6: IL VINCOLO DI BILANCIO (1) a) lo studente lo definisca; b) costruisca su un diagramma una linea di bilancio caratterizzata dai seguenti dati: il soggetto A dispone di un reddito complessivo di euro 150 e pu impiegarlo nellacquisto di due beni X e Y i cui prezzi unitari sono rispettivamente 30 euro e 10 euro; c) tracci successivamente sullo stesso diagramma unaltra retta di bilancio nellipotesi che il prezzo del bene Y aumenti da 10 a 15 euro; d) indichi infine il significato economico della pendenza della retta di bilancio. a) Il vincolo di bilancio rappresenta le combinazioni possibili di beni e servizi che il consumatore potr acquistare spendendo completamente il proprio reddito a disposizione e a seconda dei diversi livelli dei prezzi dei beni R = p1 q1 + p2 q2 . b) c) Con il reddito disponibile (R = 150,00) la quantit massima acquistabile del bene X (prezzo 30,00 ) sar pari a (150/30) 5 unit, mentre la quantit massima del bene Y (prezzo 10,00 ) sar pari a (150/10) 15 unit. In questo caso il vincolo di bilancio graficamente si rappresenta attraverso la linea di bilancio (5, 15). Quando il prezzo del bene Y sale a 15 la quantit massima acquistabile diventa (150/15) 10 e la nuova linea di bilancio rappresentata dalla linea tratteggiata del grafico (5, 10). d) La pendenza della linea di bilancio indica il costo opportunit di un bene, cio rappresenta la quantit di un dato bene che necessario sacrificare quando si sceglie di avere ununit aggiuntiva dellaltro bene.

Y 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 1 2 3 4 5 X

ESERCIZIO N 7: IL VINCOLO DI BILANCIO (2)


7

Un individuo consuma una quantit xa = 20 del bene A, il cui prezzo pa = 80; sapendo che il prezzo del bene B ( pb) pari alla met del prezzo del bene A, e che il reddito dellindividuo 3520, trovare la quantit xb del bene B che egli acquister. Poich il reddito viene speso interamente per lacquisto dei due beni xa e xb, R = (xa x pa) + (xb x pb) abbiamo xb = [R-(xa x pa)]/pb da cui (3.520-1.600)/40 = 1920/40 = 48

Altri esercizi relativi al vincolo di bilancio: n. 4, 5, 6, 7, 8 pp. 147-148 del Lieberman M., Hall R., Principi di Economia, Ultima edizione. ESERCIZIO N 8: I COSTI (1) I costi sostenuti nel breve periodo da una certa impresa sono descritti dalla seguente equazione: Ctot = 15 + 12 q2. Riempire con i dati opportuni la tabella sottostante: unit di prodotto q 1 2 3 4 costo fisso 15 costo variabile 12 costo totale 27

Il costo fisso per definizione quello che non varia al variare della produzione, quindi rimane 15. Il costo variabile quello che appunto si modifica in risposta allo sforzo produttivo ed espresso dalla parte della funzione: 12 q2. Quando le unit di prodotto diventano 2, perci, il costo variabile pari a CV = 12 x (22) = 12 x 4 = 48 e cos via per produzioni crescenti. Il costo totale la semplice somma di costo fisso e variabile. La tabella completa perci:
unit di prodotto q 1 2 3 4 costo fisso 15 15 15 15 costo variabile 12 48 108 192 costo totale 27 63 123 207

ESERCIZIO N 9: I COSTI (2) (da Lieberman M., Hall R. (2010), Principi di Economia, Apogeo Editore. Esercizio n. 5 pp. 194-195) Lautolavaggio Clean and Shine deve pagare 75 al giorno per ogni linea automatizzata che utilizza, ma in grado di attingere a una forza lavoro a costo inferiore, pagando i suoi dipendenti solo 50 al giorno. a) Completare la tabella seguente specificando la struttura dei costi di breve periodo;

b) Per quale intervallo dei livelli di produzione la Clean and Shine ha dei rendimenti marginali
crescenti del fattore lavoro? Per quale intervallo ha rendimenti marginali decrescenti del fattore lavoro? c) Allaumentare della produzione, i costi fissi medi seguono landamento descritto nel testo? Giustificate la vostra risposta. d) Allaumentare della produzione, il costo marginale, il costo variabile medio e il costo totale medio seguono landamento descritto nel testo? Giustificate la vostra risposta.

Q
0 30 70 120 160 190 210
Tabella 1

Capitale
1 1 1 1 1 1 1

Lavoro
0 1 2 3 4 5 6

TFC
75 75 75 75 75 75 75

TVC
0 *50=0 1*50=50 2*50=100 3*50=150 4*50=200 5*50=250 6*50=300

TC
75+0=75 75+50=125 75+100=175 75+150=225 75+200=275 75+250=325 75+300=375

MC
1,66 1,25 1 1,25 1,66 2,5

AFC
75/30=2,5 75/70= 1,07 75/120=0,62 75/160=0,46 75/190=0,39 75/210=0,35

AVC
50/30=1,66 100/70=1,43 150/120=1,25 200/160=1,25 250/190=1,31 300/210= 1,43

ATC
125/30=4,16 175/70=2,165 225/120=1,87 275/160=1,72 325/190=1,71 375/210=1,78

a) Il TFC (costo fisso totale) il costo di tutti i fattori che non possono essere modificati nel breve periodo.
In questo caso il costo fisso rappresentato dai 75 del costo della linea automatizzata. Il costo fisso rimane dunque identico per tutti i livelli di produzione. Il TVC (costo variabile totale) rappresenta invece il costo dei fattori che aumentano allaumentare della quantit prodotta. Tali costi sono dunque in questo caso quelli per la forza lavoro. Sappiamo che un lavoratore percepisce un salario pari a 50 al giorno. Per calcolare landamento dei costi variabili sar dunque sufficiente moltiplicare i 50 relativi al salario di un lavoratore, per il numero di lavoratori impiegati nella produzione (colonna 5) Il TC (costo totale) non che la somma del costo fisso e dei costi variabili (TC= TFC+TVC) (colonna 6). Il MC (costo marginale) cio lincremento del costo totale sostenuto per realizzare ununit aggiuntiva di prodotto, pari al rapporto tra la variazione del costo totale e la variazione della quantit prodotta (MC= TC/Q). Sar quindi necessario calcolare prima la variazione del costo totale e quella della quantit, nel passaggio tra un livello di produzione ed un altro. Solo successivamente potremo calcolare il costo marginale. Per poter meglio comprendere le modalit di calcolo del costo marginale nella tabella qui sotto vengono esplicitati i vari passaggi. Produzione (Q) 0 30 70 120 160 190 210
Tabella 2

Q 30-0= 30 70-30= 40 120-70=50 160-120=40 190-160=30 210-190=20

TC 75 125 175 225 275 325 375

TC 125-75= 50 175-125= 50 225-175= 50 275-225= 50 325-275= 50 375-325= 50

MC (TC/Q) 50/30= 1,66 50/40= 1,25 50/50= 1 50/40= 1,25 50/30= 1,66 50/20= 2,5

Una volta calcolati i costi totali possibile calcolare i costi medi, i quali non sono altro che i costi sostenuti per unit di prodotto. I costi medi sono: - AFC (Costo fisso medio): pari al rapporto tra il costo fisso totale e la quantit prodotta (TFC/Q);
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AVC (Costo variabile medio): pari al rapporto tra il costo variabile totale e la quantit prodotta (TVC/Q); - ATC (Costo totale medio): pari al rapporto tra il costo totale e la quantit prodotta. Effettuiamo i calcoli direttamente allinterno della tabella 1. b) nellintervallo 30-120: rendimenti del lavoro crescenti; nellintervallo 120-210: rendimenti del lavoro decrescenti.

c) I costi fissi medi in questo caso seguono landamento descritto nel testo. Infatti allaumentare della scala
produttiva i costi fissi totali rimangono costanti, dunque i costi fissi medi decrescono. d) Il costo marginale diminuisce in corrispondenza dellintervallo della produzione nel quale si verificano rendimenti marginali del lavoro crescenti, e aumenta al diminuire dei rendimenti marginali del lavoro. Tanto il costo variabile medio quanto il costo totale medio risentono, con un certo ritardo, del suddetto andamento del costo marginale, che dunque costituisce la variabile che meglio di altre indica, per ciascun livello produttivo, il grado di efficienza dellimpresa esemplificata. Altri esercizi relativi ai costi di breve periodo: n. 1 p. 193 e n. 9 p. 195 del Lieberman M., Hall R., Principi di Economia, Ultima edizione.

ESERCIZIO N 10: LA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO (1) Nella tabella sono riportati le combinazioni prezzi-quantit-costi di una determinata impresa. a) Quale il costo marginale se la produzione cresce da 4 a 5 unit? b) In corrispondenza di quanto prodotto il ricavo totale massimo? c) E in questo caso a quanto ammonta il profitto totale? d) Si tratta del livello che massimizza il profitto? Quantit 0 1 2 3 4 5 Prezzo per unit prodotta 225 225 175 150 125 90 Costo totale di produzione 200 250 275 325 400 500

a) Il costo marginale rappresenta lincremento dei costi totali che si registra a seguito di una variazione unitaria del prodotto. Passando da 4 a 5 unit il costo totale passa da 400 a 500, perci il costo marginale 500-400 = 100.

b)
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Il ricavo totale il prodotto del prezzo unitario per la quantit prodotta. Il ricavo totale perci 1 x 225 = 225 quando si produce una sola unit del bene, 2 x 175 = 350 quando se ne producono due unit, 450 per 3 unit, 500 per 4 e 450 per 5. Il ricavo totale massimo quindi per 4 unit di prodotto. c) Il profitto la differenza contabile fra ricavi totali e costi totali. In corrispondenza di una produzione di 4 unit il profitto perci TR TC = 500 400 = 100. d) Il livello di produzione che massimizza il profitto pu essere individuato con due criteri, tra loro equivalenti quando siamo in concorrenza perfetta (ossia con prezzo di vendita costante): 1. Max (TR TC), ossia quando maggiore la differenza fra ricavi totali e costi totali; 2. MC = MR, ossia quando costo marginale e ricavo marginale sono uguali. Nel caso esemplificato nella tabella, il prezzo di vendita non costante ma diminuisce con laumentare della scala di produzione e le quantit sono discrete, per cui risulterebbe fuorviante utilizzare il criterio 2. Pu facilmente essere utilizzato invece il criterio contabile della differenza fra ricavi e costi. Per verificare la massimizzazione del profitto, utilizziamo una tabella di appoggio, nella quale sono riportati costi e ricavi totali. Quantit 0 1 2 3 4 5 TR 0 225 350 450 500 450 TC 200 250 275 325 400 500 Profitto -200 -25 75 125 100 -50

Max (TR TC) = 450 325 = 125 in corrispondenza del livello di produzione pari a 3 unit. ESERCIZIO N 12: LA MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO (2) (da Lieberman M., Hall R. (2010), Principi di Economia, Apogeo Editore. Esercizio n. 5 pp. 194-195) La seguente tabella riporta diverse combinazioni prezzo/quantit/costo per un settore di produzione della Titan Industry:

Quantit
0 1 2 3 4 5

Prezzo per unit


Superiore a 225.000 225.000 175.000 150.000 125.000 90.000

Costo tot. di produzione


200.0000 250.000 275.000 325.000 400.000 500.000

a) Qual il ricavo marginale se la produzione cresce da 2 a 3 unit? (calcolate prima il ricavo totale
per ciascun livello di produzione);

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b) Qual la quantit di prodotto che la Titan dovrebbe realizzare per massimizzare il ricavo totale? E il profitto totale? c) Qual il costo fisso della Titan? Come si comportano i costi marginali della Titan allaumentare della quantit prodotta? Fornite una spiegazione plausibile del motivo per cui i costi marginali di un produttore di computer potrebbero avere questo andamento. a) Calcoliamo innanzitutto il ricavo totale per ciascun livello di produzione (Ricavo totale: prezzo per unit venduta * quantit venduta)

Quantit
0 1 2 3 4 5

Prezzo per unit


Superiore a 225.000 225.000 175.000 150.000 125.000 90.000

Ricavo Totale
225.000*1= 225.000 175.000*2= 350.000 150.000*3= 450.000 125.000*4= 500.000 90.000*5= 450.000

Il ricavo marginale il ricavo che deriva dalla vendita di una unit aggiuntiva del bene. Esso pari al rapporto tra la variazione del ricavo totale e la variazione della quantit venduta (MR= TR/Q) La variazione della quantit, passando da 2 a 3 unit evidentemente pari ad 1, la variazione del ricavo totale, sempre passando da 2 a 3 unit sar pari a 100.000 ( 450.000-350.000). Quindi, il ricavo marginale quando la produzione cresce dalle 2 alle 3 unit sar pari a 100.000 . b) Limpresa avr il ricavo totale pi alto quando vender 4 unit di prodotto (500.000 ). Possiamo verificare il livello di produzione che massimizza il profitto di questa impresa utilizzando lapproccio del ricavo totale e del costo totale. Dobbiamo in questo caso calcolare il profitto per ogni livello di produzione (profitto = ricavo totalecosto totale) e verificare per quale livello di produzione esso sia pi elevato.

Quantit
0 1 2 3 4 5

Costo tot. di produzione


200.000 250.000 275.000 325.000 400.000 500.000

Ricavo Totale
225.000*1= 225.000 175.000*2= 350.000 150.000*3= 450.000 125.000*4= 500.000 90.000*5= 450.000

Profitto
225.000-250.000=-25.000 350.000-275.000= 75.000 450.000-325.000= 125.000 500.000-400.000=100.000 450.000-500.000=50.000

Limpresa massimizzer il suo profitto quando la produzione sar pari a 3 unit. c) Il costo fisso della Titan pari a 200.000 , cio quella somma che limpresa spende anche in corrispondenza di una produzione pari a 0. Il costo marginale lincremento del costo totale sostenuto per produrre ununit aggiuntiva di prodotto. Calcoliamo i costi marginali (la variazione della quantit unitaria) Quantit 0 Costo tot. di produzione 200.000
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Costo marginale

1 2 3 4 5

250.000 275.000 325.000 400.000 500.000

250.000-200.000=50.000 275.000-250.000=25.000 325.000-275.000=50.000 400.000-325.000=75.000 500.000-400.000=100.000

I costi marginali della Titan prima diminuiscono (quando la produzione varia da 1 a 2 unit) e poi tornano a salire. Tale andamento dei costi marginali si verifica in quanto per bassi livelli di produzione lazienda acquista fattori variabili la cui produttivit crescente (es. il lavoro).Tuttavia da un certo punto in poi (a cominciare dal livello successivo alla seconda unit prodotta) le ulteriori risorse variabili utilizzate dallimpresa presenteranno una produttivit via via minore.

Altri esercizi relativi alla massimizzazione del profitto: n. 1 p. 220, n. 3, 4, 5, p. 221 del Lieberman M., Hall R., Principi di Economia, Ultima edizione.

ESERCIZIO N 13:
INDICE DEI PREZZI

In una regione di Atlantide, che ha adottato leuro, sono stati registrati i valori della seguente tabella: Anno 2001 2002 2003 2004 2005 CPI 100 108 116 125 140 Salario nominale 800,00 850,00 900,00 950,00 1.000,00

Si stabilisca quale sia il livello di inflazione che in ciascun anno ha interessato landamento dei prezzi, oltre che gli effettivi valori reali del salario negli anni considerati. Si valuti complessivamente landamento del potere dacquisto dei lavoratori della regione di Atlantide fra il 2001 e il 2005. Per risolvere lesercizio occorre ricordare due relazioni. La prima legata al concetto di inflazione, la quale, da un anno allaltro (ad es. fra il tempo 0 e il tempo 1), pu essere valutata come: CPI t - CPI t / CPI t
1 0 0

Occorre inoltre ricordare che la relazione fra variabili nominali e reali, riferite al salario, la seguente, per ciascun anno n compreso nellintervallo di tempo considerato: WRt = WNt / CPI t
n n n

Per trovare le soluzioni sufficiente quindi costruire una tabella con due colonne aggiuntive nelle quali vengono indicati gli incrementi dei prezzi e il salario reale.
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Anno 1 2 3 4 5

CPI 100 108 116 125 140

Salario nom 800,00 850,00 900,00 950,00 1.000,00

Inflazione (108-100)/100 = 8,0% (116-108)/108 = 7,4% (125-116)/116 = 7,7% (140-125)/125 = 12,0%

Salario reale 850,00 / 108 = 787,04 900,00 / 116 = 775,86 950 / 125 = 760,00 1.000,00 / 140 = 714,28

Complessivamente, si pu affermare che il potere dacquisto dei lavoratori della regione di Atlantide fortemente diminuito nel periodo considerato, per lesattezza di poco pi del 10%.

Altri esercizi relativi al CPI: n. 1, 2, 6 p. 493 del Lieberman M., Hall R., Principi di Economia, Ultima edizione.

ESERCIZIO N 13: LA DOMANDA AGGREGATA a) Calcolare la domanda aggregata (data dallequazione Y = C + I ) di un Paese nel quale il consumo
espresso dallequazione C = 60 + 0,7 Y e la domanda di investimenti I pari a 90. b) Spiegare il significato economico di 60. c) Analizzare come varia il livello della domanda se in un tempo successivo la propensione marginale al consumo sale a 0,8. a) La domanda aggregata Y uguale alla somma del consumo (C) e degli investimenti (I), quindi: Y = 60 + 0,7 Y + 90 Y 0,7Y = 60 + 90 0,3Y = 150 Y = 500 b) Nellequazione C = 60 + 0,7Y, 60 rappresenta il consumo autonomo cio il consumo che non in funzione del reddito e che comunque verr effettuato indipendentemente da esso. c) Quando la propensione marginale al consumo (MPC) 0,7 la domanda aggregata (AD) pari a 500, mentre quando MPC sale a 0,80, cio aumenta la parte del reddito destinata al consumo, la domanda aggregata aumenter, in questo caso AD = 750.

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