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Santo Stefano Rotondo La Chiesa di Santo Stefano Rotondo, situata a poca distanza dal Colosseo sul Celio (uno

dei sette colli di Roma), un piccolo gioiello di architettura paleocristiana. La data della sua costruzione rimane incerta: alcuni studiosi la fanno risalire alla prima met del V secolo per volere di papa Sisto III, altri alla seconda met del V secolo ad opera di papa Simplicio. La Chiesa, inizialmente circondata da ville appartenenti alle famiglie patrizie, venne eretta sopra una parte dei Castra peregrinorum, caserma di un particolare corpo di soldati romani che avevano il compito di approvvigionare gli eserciti o svolgere operazioni di ricognizione e polizia segreta. Verso la fine del II secolo d.C., unaula di questa caserma venne trasformata nel santuario per la celebrazione del culto del dio Mitra: il Mitreo. Questo ancora oggi visitabile nei sotterranei della Chiesa ed caratterizzato da una bellissima decorazione parietale con affreschi rappresentanti figure associate a divinit astrali. La pianta originaria della chiesa, a tre cerchi concentrici, rappresenta un unicum a Roma. Il rotondo presbiterio centrale era circondato da una fila di colonne di spoglio che lo separavano dalla navata intermedia allesterno della quale correva un corridoio anulare, il terzo e ultimo anello, che conduceva alle quattro cappelle disposte radialmente. Questa struttura a cerchi concentrici ricalcava in realt quella della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, costruita allinizio del IV secolo d.C. dallimperatore Costantino. Eccoci dunque di fronte a unarchitettura complessa, non convenzionale e affatto diversa dalla classica basilica a tre o cinque navate che, fino a quel momento, caratterizzava gli edifici di culto cristiano a Roma. Nel periodo intercorso tra la caduta dellImpero romano doccidente e il Rinascimento, la popolazione di Roma si ridusse inesorabilmente passando da pi di un milione di abitanti a circa 40.000. Il nucleo abitativo si restrinse concentrandosi principalmente nellarea del Campo Marzio e la Chiesa si trov quindi immersa nel silenzio della citt ormai diventata aperta campagna. Nel VII secolo, una delle quattro cappelle radiali ospit le reliquie dei Santi martiri Primo e Feliciano. In quelloccasione il papa Teodoro I fece decorare la cappella con un bellissimo mosaico a fondo oro raffigurante i due santi ai lati della croce. Il mosaico di stile bizantino, le figure sono statiche e ieratiche anche se si possono gi notare timidi accenni di vivido naturalismo nel tappeto di erba e fiori alla base della composizione.