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Edward de Bono. Il pensiero laterale. traduzione di MARIO CARELLI. Biblioteca Universale Rizzoli.

(C) 1967 Edward de Bono (C) 1969,1981 RCS Rizzoli Libri S.p.A., Milano (C) 1994 R.C.S. Libri & Grandi Opere S.p.A., Milano. ISBN 88-17-13402-3. Titolo originale dellopera: THE USE OF LATERAL THINKING.

PREMESSA. Come mai certe persone mostrano di possedere una mente sempre fervida di idee nuove, mentre altre, che pur non sono meno intelligenti delle prime, si rivelano del tutto negate a tale attivit creativa? Da Aristotele in poi, la logica viene esaltata come lunico strumento in grado di trar buon frutto dallintelletto. Ciononostante, limprevedibilit stessa delle idee nuove sta ad indicare che esse non sono necessariamente il risultato di ragionamenti logici. Si avverte da qualche parte lesistenza di un diverso procedimento intellettivo, facile a riconoscere soprattutto quando riesce a formulare quel tipo di risposte semplici che appaiono ovvie soltanto dopo la loro formulazione; il presente volume si propone di esaminare questo procedimento, di mostrare come esso differisca radicalmente dal metodo logico e sia, spesso, pi di questo, fecondo di idee nuove. Per comodit, abbiamo coniato lespressione pensiero verticale per indicare il metodo logico, e lespressione pensiero laterale, per laltro metodo. Se si potesse risalire il corso dei pensieri fino alla loro prima sorgente, si arriverebbe a classificarli tutti in termini di impulsi della rete nervosa cerebrale. Oggi si sa ancora relativamente poco sui particolari del funzionamento del cervello; tuttavia possibile avere una visione generale della sua organizzazione. Come, per valutare lefficienza dellimpianto elettrico di un edificio, non necessario procedere a un esame particolareggiato della disposizione dei fili e del funzionamento degli interruttori, cos possibile arrivare a una certa comprensione del meccanismo intellettivo attraverso un esame delle manifestazioni esteriori del pensiero che rechi testimonianza degli schemi mentali di partenza. Unanalisi di questo genere dovrebbe occuparsi, per esempio, degli effetti della complessa interazione tra controlli mentali retroattivi negativi e positivi. Unorganizzazione mentale cos concepita pu tuttavia costituire soltanto un modello di comodo per lelaborazione del concetto di pensiero laterale. Anche in questo caso, lutilit del pensiero laterale non dipende minimamente dalla validit del modello. Chi veramente abile nelluso del pensiero laterale non ha bisogno di un modello, pur supposto valido, pi di quanto un autista, per guidare bene, abbia bisogno di nozioni di ingegneria meccanica. Nessuno del resto potrebbe sostenere che il retto uso del metodo logico dipende da una completa comprensione del funzionamento del cervello. Le nozioni raccolte in questo volume sono perci basate sulla semplice osservazione e su una conoscenza, sia pur limitata, dellorganizzazione funzionale della mente. Vengono usati termini comuni come pensiero, idea, e percezione, in quanto si crede che siano i pi adatti a questo contesto. Il pensiero laterale non una nuova formula magica ma semplicemente un diverso e pi creativo modo di servirsi dellintelletto. La matematica moderna ne fa un buon impiego, lo psichedelismo ne abusa. La matematica moderna ne costituisce anzi un esempio particolarmente calzante. Scartati i rigidi schemi entro cui in passato si presentava la materia, la nuova matematica fa in modo che lallievo le si accosti con scelte deliberate, dandogli, in misura maggiore, il gusto dellacquisizione personale. Questo metodo, incoraggiando attivamente lallievo a considerare un problema da molti e diversi punti di vista e a rendersi conto della molteplicit delle vie che possono portare alla soluzione giusta, favorisce un miglioramento assai pi rilevante della duttilit intellettuale dellallievo. Col tempo questi principi, che stanno tutti alla base del pensiero laterale; potranno permeare altri campi dinsegnamento. Alla fine di questo libro, qualche lettore potr concludere di aver appena intravisto il pensiero laterale ma di esserne stato, a tratti, affascinato; e potranno essere ricordati i casi in cui il suo impiego ha portato a brillanti successi.

Anche se, nelle pagine che seguono, si consigliano alcune tecniche che possono venir deliberatamente impiegate per sfuggire alle forche caudine della logica, sarebbe impossibile scrivere un vero e proprio testo di insegnamento sul pensiero laterale. Qui ci si limita a spiegare che cosa esso e come procede, e inoltre a invogliare i lettori a sviluppare la loro capacit di farne uso.

CAPITOLO PRIMO Molti anni fa, ai tempi in cui un debitore insolvente poteva essere gettato in prigione, un mercante di Londra si trov, per sua sfortuna, ad avere un grosso debito con un usuraio. Lusuraio, che era vecchio e brutto, si invagh della bella e giovanissima figlia del mercante, e propose un affare. Disse che avrebbe condonato il debito se avesse avuto in cambio la ragazza. Il mercante e sua figlia rimasero inorriditi della proposta. Perci lastuto usuraio propose di lasciar decidere alla Provvidenza. Disse che avrebbe messo in una borsa vuota due sassolini, uno bianco e uno nero, e che poi la fanciulla avrebbe dovuto estrarne uno. Se fosse uscito il sassolino nero, sarebbe diventata sua moglie e il debito di suo padre sarebbe stato condonato. Se la fanciulla invece avesse estratto quello bianco, sarebbe rimasta con suo padre e anche in tal caso il debito sarebbe stato rimesso. Ma se si fosse rifiutata di procedere allestrazione, suo padre sarebbe stato gettato in prigione e lei sarebbe morta di stenti. Il mercante, bench con riluttanza, fin collacconsentire. In quel momento si trovavano su un vialetto di ghiaia del giardino del mercante e lusuraio si chin a raccogliere i due sassolini. Mentre egli li sceglieva, gli occhi della fanciulla, resi ancor pi acuti dal terrore, notarono che egli prendeva e metteva nella borsa due sassolini neri. Poi lusuraio invit la fanciulla a estrarre il sassolino che doveva decidere la sua sorte e quella di suo padre. Immaginate ora di trovarvi nel vialetto del giardino del mercante. Che cosa fareste nei panni della sfortunata fanciulla? E, se doveste consigliarla, che cosa le suggerireste? Quale tipo di ragionamento seguireste? Se riteneste che un rigoroso esame logico potesse risolvere il problema ammesso che esista davvero una soluzione ricorrereste al pensiero verticale. Laltro tipo di pensiero infatti quello laterale. Chi si servisse del pensiero verticale non potrebbe per essere di grande aiuto a una ragazza che si trovasse in simili frangenti. Il suo modo di analizzare la situazione la metterebbe in llm(e tregonnecibilit Ti~ r~ si preoccupano del fatto che la ragazza debba estrarre un sassolino.
1 In questo contesto, coloro che si affidano, per qualsiasi tipo di ricerche, esclusivamente al procedimento logico, negando ogni validit a quello laterale. [N.d.T.]

I lateralisti a si occupano invece del sassolino bianco che manca. I primi affrontano la situazione dal punto di vista pi razionale e quindi procedono alla sua risoluzione con circospetta logicit. I secondi preferiscono esaminare tutti i possibili punti di partenza invece di accettare il pi invitante e di impostare su di esso la loro indagine. Ebbene: la ragazza dellaneddoto introdusse la mano nella borsa ed estrasse un sassolino, ma senza neppur guardarlo se lo lasci sfuggire di mano facendolo cadere sugli altri sassolini del vialetto, fra i quali si confuse. - Oh, che sbadata! - esclam. - Ma non vi preoccupate: se guardate nella borsa potrete immediatamente dedurre, dal colore del sassolino rimasto, il colore dellaltro.

Naturalmente, poich quello rimasto era nero, si dovette presumere che ella avesse estratto il sassolino bianco, dato che lusuraio non os ammettere la propria disonest. In tal modo, servendosi del pensiero laterale, la ragazza riusc a risolvere assai vantaggiosamente per s una situazione che sembrava senza scampo. La ragazza, in realt, si salv in un modo molto pi brillante di quanto non le sarebbe riuscito se lusuraio fosse stato onesto e avesse messo nella borsa un sassolino bianco e uno nero, perch in tal caso avrebbe avuto solo il cinquanta per cento delle probabilit in suo favore. Il trucco che escogit le offr invece la sicurezza di rimanere col padre e di ottenergli la remissione del debito.
2 Espressione di comodo per indicare coloro che, pur non disconoscendo la funzione essenziale del pensiero logico, pensano che il pensiero laterale sia lunica fonte di idee nuove. [N.d.T.]

Il metodo verticale sempre stato ritenuto lunico degno di considerazione. Nella sua forma pi compiuta, ossia come logica, esso costituisce il tanto decantato ideale a cui ogni mente esortata a tendere con tutte le sue forze, a prescindere dallinsufficienza dei risultati. I calcolatori ne rappresentano forse il modello migliore. Il problema, infatti, impostato dal programmatore il quale traccia anche la via da seguire nellelaborazione dei dati. Il calcolatore procede quindi con una logica e unefficienza incomparabili a risolvere il problema stesso. Gli ordinati, graduali e sicuri procedimenti del pensiero verticale sono ben diversi da quelli del pensiero laterale. Una pila di cubi nella quale ciascun elemento sia stato collocato con cura e precisione su quello sottostante pu darci unidea della natura del pensiero verticale. Nel caso del pensiero laterale, invece, la disposizione dei cubi non prestabilita. Essi possono essere liberamente collocati uno accanto allaltro o addirittura sparpagliati alla rinfusa; ne potrebbero tuttavia risultare combinazioni utili quanto una struttura verticale. Il pensiero laterale si pu pi facilmente apprezzare nelle sue realizzazioni pratiche, come nellaneddoto dei sassolini. Sar capitato a tutti di trovarsi di fronte a un certo problema che sembrava insolubile finch, tutta un tratto, se n scoperta una soluzione straordinariamente semplice. Una volta trovata, questa soluzione sar apparsa cos ovvia che diventer pressoch impossibile capire come mai non sia venuta in mente prima. Problemi di questo tipo possono veramente essere difficili da risolvere finch si insiste nellimpiegare il metodo verticale. Il pensiero laterale non si propone solo la soluzione di problemi singoli, ma si preoccupa anche di trovare nuove interpretazioni della realt e si interessa di idee nuove di ogni genere. Se un aneddoto come quello dei sassolini verr raccontato tutto di seguito e si sveler subito la soluzione, gli ascoltatori saranno indotti a chiedersi dove stia mai questa gran difficolt. solo se si far una pausa affinch possano cercare la soluzione da soli che essi si accorgeranno di quanto sia difficile trovarla. Anche nei migliori esempi di pensiero laterale, la soluzione, una volta trovata, appare addirittura logicamente ovvia. molto facile dimenticare che tale soluzione era stata raggiunta non con la logica ma grazie al pensiero laterale. Anzi, una volta che si sar trovata la soluzione, molti saranno pronti a spiegare come la si sarebbe potuta ottenere col pensiero verticale. In retrospettiva, infatti, diventa facile scorgere il filo consequenziale che partendo dai dati iniziali di un problema, lo guida fino alla sua soluzione. Durante un esperimento di ipnosi, possibile istruire un soggetto a esibirsi, dopo che sar uscito dallo stato di trance, in un certo comportamento bizzarro.

Venuto il momento, il soggetto eseguir le istruzioni ricevute dallipnotizzatore, come quella di aprire un ombrello in salotto, di offrire a tutti i presenti un bicchiere di latte, o di mettersi carponi sul. pavimento e abbaiare come un cane. Se gli si chieder perch mai si comporti in quello strano modo, il soggetto dar prontamente una spiegazione che non fa una grinza dal punto di vista logico. Tale spiegazione offre una memorabile dimostrazione dei poteri della razionalizzazione. Tutti i presenti saranno a conoscenza della vera ragione di quello strano comportamento, eppure il protagonista riuscir ad architettare una spiegazione perfettamente logica, capace di convincere qualsiasi nuovo arrivato. Non vi nulla di male nel rendere razionale col pensiero verticale una soluzione trovata grazie al procedimento laterale. Il pericolo sta nel presumere che, per il fatto che tale via verticale sia ricostruibile a posteriori, tutti i problemi possano essere risolti con il pensiero verticale con la stessa facilit con cui potrebbero esserlo con quello laterale. Una delle tecniche del pensiero laterale consiste nel fare deliberato uso di queste facolt razionalizzatrici dellintelletto. Invece di procedere un gradino alla volta nel solito senso verticale, si prende in considerazione, allimprovviso, un elemento nuovo e del tutto arbitrario. Si cammina poi a ritroso cercando di costruire un collegamento logico tra questo nuovo elemento e il punto di partenza. Nel caso che si manifesti la possibilit di allacciare un collegamento, esso devessere collaudato secondo i criteri della logica pi scrupolosa. Se lallacciamento risulta solido, veniamo allora a trovarci in una posizione favorevole, irraggiungibile con il consueto procedimento verticale. E quandanche tale posizione arbitraria non si rivelasse sufficientemente solida, pu sempre darsi che, nel tentativo di giustificarla, si siano trovate nuove ed utilissime idee. . Vi sono alcuni che arrivano a preferire il procedi~`ento laterale al punto da tentar di sostitirlo in ogni `caso a quello verticale. Molti altri (la maggioranza) sono invece contrari al concetto di pensiero laterale e insistono nel ritenere del tutto sufficiente quello verticale. Di fatto i due procedimenti sono complementari. Quando il normale procedimento verticale non riesce a trovare la soluzione di un certo problema, o quando serve unidea nuova, allora si dovrebbe usare il procedimento laterale. Per trovare idee nuove questultimo indispensabile, a causa dei limiti intrinseci propri dellaltro procedimento. Limiti che dobbiamo tenere ben presenti perch, considerati sotto un altro punto di vista, costituiscono proprio i vantaggi specifici del pensiero verticale. La mente umana, per il modo in cui organizzata, ha, come sistema ottimale, la funzione di interpretare le varie situazioni secondo il criterio della probabilit. Il maggiore o minor grado di questa sar determinato dallesperienza e dalle necessit del momento. Il pensiero verticale si basa sul massimo di probabilit. Se ci non fosse, la vita di ogni giorno diventerebbe impossibile perch bisognerebbe analizzare profondamente ed esaminare con cura qualsiasi azione o-impressione, non potendo dare nulla per scontato. Come un millepiedi che si rendesse consapevole dei propri attributi fisici, la mente umana sarebbe paralizzata dalla sua stessa complessit. Dopo aver preso in considerazione una determinata situazione di fatto, il pensiero ha il compito di autoeliminarsi per dar direttamente posto allazione; e ci possibile soltanto se alla interpretazione pi probabile di una situazione segue lazione che ha la maggior probabilit di risultare efficace.

Come lacqua scende per i pendii, si raccoglie negli avvallamenti e affluisce nei fiumi, cos il pensiero verticale scorre lungo i declivi della maggior probabilit che, per ci stesso, diventano vie di scorrimento sempre pi probabili. Se il pensiero verticale significa alta probabilit, quello laterale significa bassa probabilit. Si scavano nuovi canali per deviare a forza il corso delle acque, e i vecchi vengono sbarrati, nella speranza che la corrente si trovi un letto diverso e migliore. A volte, lacqua, contro la sua tendenza naturale, viene persino risucchiata verso lalto. Quando il pensiero laterale conduce alla gioiosa scoperta di una idea veramente nuova, allora la bassa probabilit del suo metodo si trasforma in altissima probabilit. In questo momento, lacqua, faticosamente risucchiata verso lalto, diventa un sifone che, di colpo, fluisce liberamente. Ed a questo risultato che il pensiero laterale mira costantemente. Proprio perch si volge alla ricerca di idee nuove, il pensiero laterale sembrerebbe avere dei rapporti con il pensiero creativo in senso stretto. In realt lo include ma abbraccia un campo dazione pi vasto. Talora il pensiero laterale giunge a risultati genuinamente creativi, talaltra si limita a rivelare aspetti insoliti di una data cosa o situazione, e in questi casi si resta al di qua di una vera e propria creazione. Il pensiero creativo richiede spesso particolari capacit espositive, mentre il pensiero laterale aperto, pi genericamente, a tutti coloro che si interessano di idee nuove. Non ci serviamo, in questo volume, per illustrare il pensiero laterale, dellattivit creatrice intesa come fenomeno schiettamente artistico, perch essa d risultati troppo soggettivi. facile dimostrare lefficacia del pensiero laterale sulla base di risultati che si prestino a una chiara valutazione di utilit o di inutilit; altrettanto facile decidere se esso ha, o non ha, effettivamente risolto un problema; la valutazione di una nuova creazione artistica dipende invece dal gusto personale o dalla moda estetica del momento. Il pensiero laterale sembra avvicinarsi alla follia nella misura in cui si allontana dalle regole della logica e del pensiero verticale. dunque solo una forma di temporanea e deliberata pazzia? Il metodo della bassa probabilit in qualche modo differenziabile dalle caotiche - associazioni mentali della schizofrenia? Fra le maggiori caratteristiche di questa infermit non c forse quella per cui la mente del malato svolazza da unidea allaltra come una farfalla? E poi, se uno desidera vedere temporaneamente il mondo sotto un aspetto diverso dal normale, perch non ricorre alle pratiche psichedeliche? Ci che caratterizza fondamentalmente il pensiero laterale il controllo a cui sottopone lintero suo procedimento. Se il pensiero laterale sceglie il caos, perch vuol servirsene come metodo, e non perch rifiuta di adottare un metodo qualsiasi. La logica attende costantemente allelaborazione, e poi, allesame e alla selezione di soluzioni nuove di qualsiasi specie. La differenza tra il metodo laterale e quello verticale sta nel fatto che, nel secondo caso, la logica guida il pensiero, mentre, nel primo, lo serve. Le prestazioni dellintelletto restano a un livello costante e immutabile, oppure sono suscettibili di miglioramento grazie a incentivi o a circostanze particolari? Pochi posseggono una naturale attitudine al pensiero laterale, ma tutti possono acquisirla in una qualche misura, applicandovisi con impegno. I metodi didattici tradizionali normalmente non fanno nulla per incoraggiare la gente allacquisizione di una mentalit-laterale; anzi, di fatto la ostacolano per la loro esigenza di adattare il pensiero alle strettoie di una serie di controlli. Il pensiero laterale non una formula magica che si pu apprendere a tambur battente e utilizzare subito dopo. unattitudine e un abito mentale. Le varie tecniche che descriveremo dovranno servire a illuminare il lettore sui vari modi di procedere del pensiero laterale, ma non vogliono essere un ricettario di pronto impiego per la soluzione dei problemi. impossibile abiurare improvvisamente la fede nella onnipotenza del pensiero verticale per abbracciare il credo dellutilit di quello laterale. Questultimo presuppone consapevolezza ed esperienza, e non il frutto di una rivelazione improvvisa.

CAPITOLO SECONDO Quante saranno le persone che, almeno una volta nel corso della loro esistenza, riescono a inventare qualcosa di nuovo? Quanti sarebbero in grado di inventare la ruota, se non fosse gi stata inventata? Molti assumono, nei confronti delle idee nuove, lo stesso atteggiamento che adottano per gli incidenti stradali: suppongono cio che siano cose che possono capitare solo agli altri. E questi altri, essendo i pi qualificati a trovare idee nuove, sarebbero in grado di produrne con maggior facilit. Se le idee nuove costituissero la giusta ricompensa di un duro lavoro e di un lungo sforzo, tutti ne saremmo lietissimi. Limpegno e la buona volont che molti ci mettono, i sacrifici che accettano pur di riuscire nellimpresa, sono certo meritevoli di successo. E, se le invenzioni sottostassero a questa prassi, anche la societ si sentirebbe molto pi a suo agio nellincoraggiare, sostenere e valorizzare tutti gli sforzi seriamente intesi a questo scopo. Invece, le invenzioni non sono necessariamente il frutto di questo diuturno lavoro di indagine e di elaborazione. Darwin aveva gi alle sue spalle ventanni di ricerche sulla teoria dellevoluzione il giorno in cui gli fu dato da leggere lo scritto di un giovane biologo, un certo Alfred Russell Wallace. Ironia della sorte, lo scritto recava una chiara enunciazione della teoria dellevoluzione basata sulla sopravvivenza del pi adatto. Sembra che Wallace lavesse formulata in una settimana e in stato di delirio, nelle Indie Orientali. La elaborazione completa di una teoria pu richiedere anni di duro lavoro, ma il principio ispiratore pu nascere da una improvvisa illuminazione interiore. In effetti, quando una teoria implica una visione delle cose completamente nuova, difficile pensare che possa presentarsi in maniera diversa. E non neppure detto che la elaborazione di una nuova teoria debba essere sempre il frutto di annose ricerche: linsoddisfazione per la vecchia pu costituire lo stimolo per uno sviluppo assai pi rapido. In realt, unelaborazione lenta pu persino ostacolare il successo finale di una concezione nuova, per la ragione che, nel frattempo, le vecchie concezioni, almeno quelle che hanno conservato una certa validit, possono venir arricchite di altri apporti utili. La scienza annovera schiere di zelantissimi cultori che affrontano il lavoro con logica e meticolosit impeccabili, ma che probabilmente non riusciranno mai a concepire unidea originale. Gran parte delle nuove teorie nasce dopo che dati nuovi, forniti dallesperienza o dagli esperimenti, hanno costretto a un riesame delle vecchie. I dati di nuova acquisizione sono probabilmente i pi idonei ad ispirare idee nuove, ma non si pu farci cieco assegnamento perch, per lo pi, vengono interpretati secondo i criteri della vecchia teoria e adattati ad essa in modo da rafforzarla. Al paziente di uno psicanalista pu accadere di accorgersi che questultimo cerchi abilmente di inquadrare tutti i sintomi offerti dai suoi sogni in una diagnosi prestabilita. Molti ritengono che le teorie freudiane resistano allusura del tempo anche grazie alla loro capacit di adattarsi a tui i dati sperimentali con cui si intenderebbe confutarle. Le nuove idee possono nascere da dati nuovi, questi per non sono indispensabili. Si pu benissimo partire da dati vecchi e riordinarli in un modo nuovo e validissimo. Lesempio migliore ce lo fornisce, senza dubbio, Einstein. Egli formul la teoria della relativit senza ricorrere ad esperimenti o ad apporti nuovi. Proprio perch non se ne avvalse, la sua scoperta consist in una mera rielaborazione originale di dati scientifici gi a disposizione di tutti.

Gli esperimenti vennero solo dopo, e confermarono la teoria. Einstein prese in esame e rielabor in modo assolutamente nuovo quei dati scientifici che gli altri scienziati non avevano mai messo in discussione in quanto si trattava di dati gi inseriti nel sistema newtoniano. ~ spaventoso (e stimolante) pensare a tutte le scoperte latenti nei dati scientifici disponibili, che andrebbero meglio ristrutturati. A tutta prima sembr che le teorie einsteiniane migliorassero, ma solo di poco, le precedenti. Avevano permesso di calcolare con maggior precisione la lunghezza donda della luce proveniente dalla stella Sirio e di correggere leggermente i valori dellorbita di Mercurio. Sembrarono modifiche di poco conto, e invece portarono alla scoperta dellenergia atomica. Molta gente quando parla di idee nuove intende riferirsi alle invenzioni tecniche e alle teorie scientifiche. E, in entrambi i casi, una adeguata preparazione tecnica appare loro come la premessa indispensabile a qualsiasi risultato creativo. Anche noi siamo daccordo ma aggiungiamo che la preparazione tecnica non basta, altrimenti tutti coloro che la posseggono sarebbero automaticamente in grado di concepire idee nuove. Una donna, in America, guadagn una fortuna per aver capito che, piegando un foglio di carta in modo che potesse servire da bolla di consegna, da fattura e da ricevuta, le ditte avrebbero realizzato un notevole risparmio di tempo, di fatica e di cancelleria. La sua invenzione fu largamente adottata. Pu non esistere un rapporto tra il tipo di elaborazione e limportanza dei risultati conseguiti. Idee banali e idee che cambiano il corso della storia possono scaturire da procedimenti identici: si racconta che a Napoleone costasse la stessa fatica debellare potenti armate nemiche e togliersi dai piedi il cane della moglie. Un ottimo esempio di come non basti disporre di conoscenze tecniche e di una adeguata attrezzatura per inventare qualcosa di nuovo si trova leggendo la storia dellinvenzione della valvola termoionica, linvenzione da cui nacque la tecnologia elettronica che compie miracoli nel settore delle comunicazioni. Edison il mago dellelettricit, teneva letteralmente nelle mani uno strumento come la lampadina che ora noi possiamo considerare un modello, sia pur primitivo, di valvola termoionica. Non solo laveva sotto mano, ma lo fece anche patentare. Nessuno pi di lui sarebbe stato in grado di apprezzare limportanza di un simile strumento, nessuno conosceva lelettricit meglio di lui. Dovettero invece passare anni prima che Fleming, a Londra, ne scoprisse limportanza e Lee De Forest, poi, la trasformasse in valvola triodica; e anche lui si rese conto pienamente del suo valore soltanto dopo che i tecnici della telefonia cominciarono a impiegarla. Per spiegare la straordinaria elusivit delle idee nuove, i pessimisti sostengono che si tratta in realt di scoperte dovute al caso. Secondo loro, unidea nuova non pu essere concepita finch i suoi elementi costitutivi non si riuniscono simultaneamente, con un procedimento tutto particolare, nella mente di un solo uomo. Si tratterebbe solo di aspettare che il caso realizzi questa feconda combinazione di elementi conoscitivi. Ci troviamo qui di fronte a una spiegazione del tutto negativa, anche se molti fatti parrebbero confermarla. Quando si tratta di migliorare uninvenzione gi fatta, la mente umana mostra capacit ed efficienza assai notevoli. Nel corso di una vita umana, laereo, da audace esperimento di due meccanici di biciclette, diventato il mezzo di trasporto per eccellenza, e nessuno contesta pi la sua comodit ed efficienza. Il fragile miracolo della radio si materializzato in un aggeggio banale, di basso prezzo. La mente- umana eccelle nl lavoro di elaborazione, e non ci sono limiti riconoscibili a questa sua abilita ch arriva fino alla progettazione di cervelli elettronici, in grado di estendere ulteriormente la sua capacit di elaborazione. A tutto ci fa contrasto la scarsa attitudine della mente umana a concepire idee nuove.

Esse nascono sporadicamente, anche quando la tecnologia che le rende possibili esiste da lungo tempo. LHovercraft poteva essere costruito assai prima che Christopher Cockerell lo concepisse. Daltra parte la tecnologia rende attuabili idee alla cui realizzazione prima si sarebbe dovuto rinunciare. Per esempio, il lucasiano Charles Babbage, professore di matematica a Cambridge, si sarebbe certamente impegnato per far costruire il primo computer gi verso il 1830 se fosse esistita allora la tecnologia elettronica necessaria per la costruzione di macchine di questo tipo. Le sue idee erano valide, ma disponeva solo di ruote dentate. Comunque, la tecnologia, da sola, non scopre nulla di nuovo. Se si accetta la spiegazione negativa della nascita delle idee nuove, non resta altro che aspettare, sperare e pregare. Ma il problema pu essere studiato da unangolazione diversa. Se le idee nuove nascono solo per caso, come mai alcuni uomini, come Edison per esempio, ne trovano molte pi dei loro simili? Di solito i grandi inventori, i grandi scienziati fanno non una ma tutta una serie di scoperte. Ci lascia supporre lesistenza di una particolare attitudine distribuita in misura ineguale tra gli uomini. E questa attitudine non sembra attribuibile a una intelligenza particolarmente acuta, ma piuttosto a uno speciale abito mentale, a un particolare orientamento concettuale. Le invenzioni possono procurare la ricchezza a chi le fa, ma ci non accade sempre. Linventore della mietitrebbia ha guadagnato una fortuna, quello della prima seminatrice, invece, non ne ricav utili di sorta. La sola ricompensa certa la soddisfazione del risultato raggiunto. una soddisfazione del tutto diversa da quella che si prova ottenendo successi di altro genere: di una classe superiore. Dal momento in cui una scoperta si rivela non pi possibile ignorarla: c in essa una scintilla di immortalit.

CAPITOLO TERZO Riconoscere che le idee nuove sono utili, redditizie ed entusiasmanti ben diverso dal sostenere che la loro ricerca deliberata possa portare, da sola, a qualche risultato positivo. Tutti si sentirebbero di condividere la prima affermazione, ma solo una minoranza accetterebbe incondizionatamente la seconda. E possibile aumentare lefficienza di un procedimento in due modi. Il primo consiste nel migliorarne le prestazioni in modo diretto; il secondo nellindividuare e poi rimuovere gli inconvenienti che ne ostacolano il funzionamento. Se unautomobile marcia al di sotto della velocit desiderata, il conducente pu premere di pi sullacceleratore, oppure assicurarsi che il freno sia stato del tutto allentato. E se un progettista dauto vorr creare una macchina pi veloce potr dotarla di un motore pi potente oppure potr ridurne il peso e la resistenza allaria, che diminuiscono la velocit della vettura. Per comprendere lintelligenza, forse pi utile studiare la stupidit. E pi facile scoprire quel che manca a uno sciocco che individuare quel quid per cui la persona intelligente emerge sulle altre. Invece di cercare le qualit che mettono una persona in grado di inventare qualcosa di nuovo, avrebbe pi senso indagare perch altri ne sono incapaci. Se si riuscissero a identificare, in qualche modo, in un dato individuo o, pi in generale, nelluomo, gli ostacoli che impediscono la concezione delle idee nuove, diverrebbe possibile migliorare la capacit umana di produrne. Il pensiero laterale una necessit imposta dai limiti di quello verticale. Luso dei due aggettivi laterale e verticale, stato suggerito dalle considerazioni che seguono. Facciamo, tanto per intenderci, lanalogia della miniera. La logica lo strumento logico usato per approfondire una miniera, per allargarla e dotarla dlle strutture necessarie. Se per la miniera stata scavata in un posto sbagliato, nessun accorgimento riuscir a rimuoverla e a trasportarla in un posto adatto. Sono cose che anche un semplice minatore sa benissimo, tuttavia, in realt, riesce pi comodo continuare a scavare nella vecchia miniera che aprirne unaltra, in un punto diverso. Il pensiero verticale sprofonda sempre pi nella miniera gi in attivit; il pensiero laterale invece tenta nuovi scavi altrove. Si riluttanti ad abbandonare a mezzo uno scavo sia perch costato sforzi che andrebbero interamente perduti, sia perch pi agevole proseguire un lavoro in corso anzich arrovellarsi intorno ad altri progetti, comportanti grossi impegni di carattere pratico. Non possibile guardare in una direzione nuova appuntando sempre pi gli occhi nella vecchia direzione. Nel momento stesso in cui due concetti si collegano, essi si pongono in una determinata direzione, ed pi facile associare altri concetti ai primi due, e seguirne lorientamento, che ignorarli. Costa fatica non tener conto di un precedente, specialmente quando non esiste ancora unalternativa. La volont di portare a compimento unimpresa in cui sono stati investiti lavoro e capitali, e quella di realizzare un programma di attivit ormai gi impostato si tramutano in un duplice impegno a proseguire nello scavo della miniera. Gli sforzi di ricerca scientifica sono in gran parte impiegati nellampliamento logico di alcune miniere che generalmente sono ritenute redditizie. Gli addetti ai lavori sono molti; c chi riesce so!o a grattar via un po di terriccio e chi scava a grandi palate, tutti comunque rendono secondo la loro capacit. Spesso per, le geniali intuizioni e i grandi progressi scientifici sono merito di persone che hanno scavato una nuova miniera senza tener conto dei lavori in corso nella vecchia, a volte perch non la ritenevano produttiva, altre perch ne ignoravano semplicemente lesistenza, altre volte ancora per seguire il loro temperamento anticonformista, o per puro capriccio.

Certo, queste iniziative sono rare; in generale i metodi dinsegnamento sono efficaci e diffondono una linea culturale tutta tesa a valorizzare le miniere scavate dai Maestri. La cultura, del resto, non dispone di altri mezzi per sfuggire al caos. Non alimentando la sfiducia generale verso i metodi esistenti che si pu costruire una cultura omogenea e organica. Inoltre, linsegnamento non necessariamente legato al progresso: suo scopo di diffondere nozioni ritenute utili; informa, non crea. Chi d il primo colpo di vanga, non importa dove, a tln proprio scavo, e non legato a esperienze precedenti, favorito nei confronti di chi, dopo aver creduto alla vecchia miniera, labbandona per ricominciare da capo. Molti grandi inventori, come Faraday, non avevano alcuna preparazione culturale di tipo tradizionale, e altri, come Darwin e Clerk Maxwell, non ne possedevano a sufficienza perch la loro originalit ne restasse tarpata. Si tentati di pensare che una persona geniale, se non ha avuto occasione di conoscere la vecchia impostazione di un problema abbia migliori possibilit di elaborarne una originale. Uno scavo gi in corso offre una direzione entro cui incanalare un impegno di ricerca, e questo ha effettivamente bisogno di una direzione; poche cose danno un maggior senso di frustrazione di un impegno che cerca ansiosamente il modo di realizzarsi. Uno sforzo deve essere anche ripagato da qualche risultato tangibile, e quanto pi tempestivamente il risultato arriva, di altrettanto limpegno ne risulta stimolato. Lallargamento di una miniera preesistente costituisce un progresso concreto e una garanzia di risultati utili per il futuro. Infine, in una miniera costruita a regola darte ci si sente a proprio agio, quasi come a casa propria. La decisione di abbandonare una miniera che ha gi raggiunto dimensioni notevoli prima di aver stabilito dove iniziarne una nuova non sarebbe una decisione sensata e significherebbe pretender troppo dalIindole pratica della natura umana. Una tale decisione sarebbe abbastanza difficile da prendere anche quando si fosse gi scelto il punto dove iniziare un nuovo scavo. Forse gli addetti alle ricerche dei pozzi di petrolio sarebbero in grado di apprezzare il paradosso secondo cui pi produttivo mettersi a discutere sul punto pi adatto per iniziare una nuova trivellazione che proseguire quella del vecchio pozzo. Tale diversit di opinioni dipende dal fatto che un addetto al pozzo ha soprattutto sottocchio i costi di estrazione, mentre gli scienziati e gli industriali ritengono che linattivit costi ancora di pi. Senza uno scavo da approfondire, in che modo la mente umana potr esercitare lo sforzo di ricerca logica a cui stata adeguatamente addestrata? Gli strumenti logici dello scavo giacciono per terra inutilizzati. Non si va avanti e vengono a mancare i risultati utili. Oggigiorno questi risultati utili diventano sempre pi importanti per gli scienziati. unicamente sotto questo aspetto che il lavoro valutato, e, se vuole avanzare nella carriera, uno scienziato deve superare molte prove di questo genere. Chi ha doti di realizzatore viene pagato perch le metta a frutto, non perch si soffermi in ricerche teoriche. E poich non esiste ununit di misura per queste doti, saranno sostenute finanziariamente solo quelle iniziative da cui si sono avuti dei risultati positivi. molto meglio sfruttare fino a una profondit sbalorditiva una miniera dal rendimento mediocre (anche se si ammette lerrore di scelta) piuttosto che indugiare a chiedersi dove converrebbe iniziare lo scavo di unaltra. Pu darsi benissimo che il ricercatore sia arrivato a un passo dal punto in cui si potrebbe scavare una miniera assai pi produttiva, ma come si pu saperlo prima dellinizio dei lavori, e di aver constatato con i propri occhi che ne valeva la pena?

Alla lunga potrebbe rivelarsi pi conveniente lasciare che qualcuno si dedichi a11a ricerca di soluzioni migliori piuttosto che tenerlo impegnato, con gli altri, in lavori che danno un reddito mediocre; ma solo pochi industriali sono disposti a investire il proprio denaro puntando su un risultato aleatorio. Nellattuale sistema, chi pu permettersi di avere delle idee? Chi pu rischiare di non progredire per colpa di unidea che potrebbe fallire? Un esperto tale in quanto conosce la miniera meglio di tutti gli altri, fatta eccezione per i suoi colleghi, dalle opinioni dei quali dovr per aver cura di dissentire, in modo che possano coesistere tanti esperti quanti sono i punti di divergenza, e che tra di essi si stabilisca alla fine una specie di gerarchia. Un esperto pu anche aver contribuito sostanzialmente a dare alla miniera la struttura che ha. Per queste ragioni, di solito, gli esperti non sono mai i primi ad abbandonare la miniera che conferisce loro lo status di esperti, per iniziarne unaltra. Sarebbe ancor meno concepibile, per un esperto, Iidea di abbandonare lo scavo in corso per mettersi a meditare sul luogo pi adatto per cominciarne un altro. E non brucia certo dalla voglia di dimostrare la sua competenza tecnica con apprezzamenti negativi sullandamento dei lavori, perch e cos facile criticare e lo fanno gi, spesso assai energicamente, molte altre persone che non hanno la competenza necessaria per esprimere critiche motivate... Stando cos le cose, normale trovare gli esperti felicemente installati nei pozzi pi bassi delle miniere pi profonde, spesso cos profonde che sembra non valer pi la pena di riguadagnare la superficie per guardarsi in giro. Come conseguenza del triplice fatto che lintelletto umano preferisce approfondire con la logica una miniera gi in attivit; che vi incoraggiato dalla formazione culturale ricevuta; che la societ ha messo degli esperti a presiedere alla esecuzione degli scavi, noi disponiamo di un grande numero di miniere ampiamente strutturate e in continuo sviluppo sotto limpulso della ricerca logica. Molte miniere sono inestimabili per la quantit di nozioni pratiche che se ne pu ricavare, altre sono del tutto in passivo a questo riguardo. Una miniera improduttiva non deve far meraviglia. Si potr dire che si commesso un errore insistendo troppo negli scavi, ma non si dovr attribuire linsuccesso alla scelta sbagliata del luogo. augurabile invece che si scelgano di frequente dei posti insoliti per lapertura di miniere. Se molte potranno risultare un inutile spreco di denaro, altre al contrario si riveleranno probabilmente fertilissime. Perch vengano scoperte, per, bisognerebbe che fossero assai di pi le persone in grado di sottrarsi alla potente attrattiva della miniera dominante. Spesso si sottovalutano le conseguenze del predominio delle teorie generalmente ritenute valide. Esse sono considerate utili punti di partenza, in attesa del momento di compiere ulteriori passi in avanti. E questo un atteggiamento che, se pu portare a risultati pratici, pu anche impedire il manifestarsi di idee originali. Dopo che un buon cartellonista riuscito a fissare in pochi tratti essenziali le fattezze di un volto, gli sar molto difficile disfarsi di questa immagine e, guardando una seconda volta il modello, ritrarlo in altro modo. Gli appartenenti a quelle sette che, credendo allimminenza del giudizio universale, si raccolgono sulle cime dei monti ad aspettare la fine del mondo, non ne ridiscendono, poi, scossi nelle loro convinzioni bens con una rinnovata fede nella misericordia dellOnnipotente. Nuovi dati che potrebbero smantellare una convinzione diffusa vengono al contrario sollecitamente incorporati in essa, perch quanto pi numerosi sono i dati nuovi che le si possono adattare, e tanto pi bonificata essa ne risulta. come quando si posa qualche goccia di mercurio su una superficie piana. Allargando sempre di pi una goccia, lo spazio che la separa dalle vicine diminuisce fino a scomparire. NelIistante in cui sono raggiunte, le gocce piccole perdono la loro identit, incorporandosi in quella grande. Analogamente a quanto avviene per le idee dominanti, la goccia grossa ingloba senza scampo la piccola. Un esempio-limite dellinfluenza esercitata dalle idee dominanti offerto da quella malattia mentale conosciuta come paranoia.

Ci che stupisce particolarmente in questa malattia che essa non indebolisce le facolt logiche dellintelletto, come pu accadere in altre forme di malattia mentale. Talvolta tali facolt possono perfino acuirsi. Di anormale c solo il fatto che il paziente dominato dallidea di persecuzione. Egli crede che tutti i fatti che succedono, anche quelli banali o accaduti molto lontano, siano altrettante macchinazioni dirette contro di lui. Interpreta le gentilezze di cui fatto oggetto come subdoli tentativi di carpire la sua fiducia per poi ucciderlo. Teme sempre che nei suoi pasti sia stato messo del veleno. I giornali gli sembrano pieni di minacce in codice. Nessun fatto cos innocente da poter sfuggire alle sue interpretazioni deformanti. Non necessario che le idee dominanti siano semplici come lidea di persecuzione perch possano esercitare uninfluenza altrettanto grande sul modo di pensare e sulle scelte interpretative di una persona. Anche le concezioni vecchie e pienamente articolate finiscono col polarizzare tutto attorno a s, cos come avviene per le vecchie citt, dalle strutture urbane ormai compiute. Quelle concezioni costituiscono il punto di partenza e di riferimento di ogni elaborazione mentale; ci se ne pu discostare nella soluzione di problemi di scarso interesse, periferici, ma impossibile cambiarne radicalmente limpostazione, ed molto difficile crea |, re altrove un centro organizzatore. In che modo lintelletto pu liberarsi dallinfluenza di unidea dominante? Una delle tecniche utili del pensiero laterale consiste nel cercare con estrema cura lidea centrale di un determinato contesto, nel precisarne le componenti essenziali, e nel prenderne infine nota per iscritto. In questo modo sar pi facile identificarla e poi neutralizzarne linfluenza polarizzatrice. Anche se sembra facile e ovvia, questa tecnica richiede molto impegno e unanalisi assai attenta; una conoscenza vaga e generica dellidea dominante non serve a nulla. Unaltra tecnica laterale che consigliamo quella di individuare lidea dominante per poi gradualmente di `~ storcerla fino a renderla irriconoscibile e a distruggerla. La distorsione pu semplicemente consistere nel portare lidea allassurdo oppure nellesagerarne un singolo aspetto. Anche in questo caso bisogna agire con piena consapevolezza e decisione. Qualcuno potrebbe ritener pi facile, una volta identificata lidea dominante, passare subito a una sua diretta e vigorosa contestazione. Ma sarebbe solo un modo di trasformare da positiva in negativa la sua invadenza, col rischio di rafforzarla anzich indebolirla. Inoltre, la contestazione diretta di unidea dominante costretta a muoversi nello stesso ristretto spazio dialettico in cui si muove lidea dominante stessa. quel che capita spesso, sia pure in forma attenuata, ai giovani studenti che leggono molti libri di filosofia. Essi si trovano di fronte allimbarazzante dilemma di abbracciare le tesi che gli vengono proposte oppure di respingerle recisamente. In entrambi i casi la pura e semplice conoscenza di una determinata impostazione pu impedire la formazione di unimpostazione originale anche in quelle menti che ne sarebbero capaci. Converrebbe forse rinunciare del tutto a leggere e rischiare di proporre idee gi trovate da altri, piuttosto che assorbire le idee altrui tanto in profondit da non riuscir pi a formularne di proprie. Quando unidea nuova si sovrappone, con un processo inconscio, alla vecchia, facile che questultima distorca e soffochi la prima a causa della propria priorit. Gli allievi si schierano, per anni e anni, pro o contro le tesi dei loro migliori maestri, e in questo modo riescono sempre meno a formularne di proprie. Pi spesso, per, il pericolo non costituito da un eccessivo impegno nellesame di una tesi, bens dalla rinuncia a prendere in considerazione impostazioni diverse da quelle dominanti. Il macabro aneddoto del ragno saltatore servir ad illustrare il concetto.

Uno scolaro, formulata linteressante teoria che i ragni odono con le gambe, si disse in grado di dimostrarla. Colloc un ragno al centro di un tavolo e gli grid: Salta!. Il ragno salt. Ripetuto con successo lesperimento, il ragazzo tagli le gambe al piccolo animale e lo ricolloc al centro del tavolo. Gli grid di nuovo: Salta! -, ma questa volta il ragno rimase immobile. Ecco, - proclam il ragazzo tagliate le gambe a un ragno e questo diventer sordo come una talpa! Tutti gli scienziati conoscono questo aneddoto e molti di essi vorranno lealmente ammettere di essere stati, in certi momenti, cos convinti delle proprie idee da non prospettarsi neppure leventualit che i risultati dei loro esperimenti potessero essere interpretati in maniera diversa. Lo scienziato sostiene la propria teoria non solo perch gli pare convincente, ma anche perch lha trovata lui. Ci sono scienziati che hanno fatto una straordinaria carriera perch portati irresistibilmente a considerare una loro teoria come loro propriet privata. Ma sono cose che succedono anche fuori del mondo scientifico. Talora, senza aiuti dallesterno, pu essere addirittura impossibile sottrarsi allinfluenza di unidea dominante. In medicina capita regolarmente che un medico curante sia troppo vicino alla malattia del paziente per poter trarre dai vari sintomi una diagnosi sicura, mentre un altro medico, esaminando con occhi nuovi i dati clinici della malattia, in grado di formulare una diagnosi diversa e pi adeguata. In molte comunit di lavoro chiuse, siano esse scientifiche o industriali, le idee tendono a diventare notevolmente uniformi. Un estraneo in grado di apportarvi punti di vista originali pu invece costituire uno stimolo capace di suscitare idee nuove. Abbiamo detto che lideatore di una teoria continuamente dominato dal desiderio di svilupparla perch la sente propria; dobbiamo aggiungere che esiste un altro tipo di dominio: quello propiziato dalla pigrizia. molto pi semplice accettare unimpostazione concettuale gi completamente elaborata che non metterla in discussione e affannarsi a sostituirla con una personale. La radio, la televisione, la stampa diffondono informazioni e nozioni culturali seguendo modelli standard; esse hanno il diritto, e forse anche il dovere, di predisporre il materiale informativo in maniera accessibile a tutti, e ci implica limpiego di alcune idee dominanti, ma in tal modo risulta anche troppo facile per il lettore e lo spettatore accettare le impostazioni nitidamente delineate che ne risultano. Cos la grande quantit di notizie nuove messe a disposizione da questi mezzi di diffusione molto raramente riesce ad ispirare idee originali a un pubblico che, per pigrizia, resta dominato dalle impostazioni adottate dai presentatori di queste notizie. Lostinarsi a difendere una tesi sbagliata pu passare per morbosit, ma anche una discussione in cui alla fine si avuta la peggio pu liberare da una vecchia idea e far aprire gli occhi a una visuale nuova. Lesser nel vero serve di solito solo ad aumentare la stima in se stessi, anche se, in qualche caso, le idee buone migliorano difendendole. Chi accetta unidea nuova forse in grado di migliorarla pi della persona dalla quale lha ricevuta, la quale pu aver ormai dato fondo alla sua capacit di elaborarla. E quandanche la nuova idea venisse a sua volta scartata molto presto, sar sempre valsa la pena di aver onestamente perduto la partita; la nuova idea scartata avr sempre avuto il merito di debellare la vecchia. Probabilmente, la pi riuscita caricatura di verticalista interamente posseduto da unidea dominante fornita da quelluomo la cui cagna aveva partorito un cucciolo. Luomo, stancatosi di aprire e di chiudere la porta di casa ogni volta che essa voleva uscire o entrare, aveva pensato di praticare un foro nella porta perch lanimale potesse andare e venire senza disturbarlo.

Appena il cucciolo nacque, luomo si affrett a praticare un secondo foro, pi piccolo, nella porta. Nel primo capitolo abbiamo paragonato il pensiero verticale allacqua che scorre sempre negli avvallamenti in cui si prevede debba scorrere. Usando la stessa analogia, unidea dominante pu essere paragonata a un fiume dallalveo profondamente incassato nella pianura. Lacqua che avrebbe potuto ristagnare un po sulla superficie del terreno costretta a confluire nel fiume con tanta rapidit che non le possibile raccogliersi a formare laghi o altri corsi dacqua. Il primo obiettivo del pensiero laterale di dimostrare che le idee dominanti possono essere pi dannose che utili.

CAPITOLO QUARTO Lo scrittore che si dedica allanalisi dei processi mentali si smarrisce facilmente in un limbo di concetti rarefatti e di parole astratte. In questo capitolo si cercher di illustrare il pensiero laterale con esempi concreti, traducendo in rappresentazioni grafiche schemi concettuali di carattere generale, e ci allo scopo di offrire un indirizzo di base alluso del pensiero laterale stesso. Anche le pi astratte considerazioni formulate altrove si delineeranno in modo pi preciso grazie allesempio concreto offerto dalle articolazioni delle figure. Si pu definire ambiente di una persona quel!a parte del mondo che la circonda da vicino. Sotto un altro aspetto, si pu considerare come ambiente percettivo quello che fa parte dellesperienza immediata di una persona. Quando poi si prende in considerazione una sola parte dellambiente percettivo, si ha una percezione. Essa uninformazione che proviene da quel settore dellambiente percettivo su cui caduta lattenzione. Tutti i sensi possono contribuirvi, ma uno solo basterebbe. Il disegno n. 1 di pagina 41 rappresenta un ambiente percettivo, in bianco e nero, ma cosi semplice da poterlo considerare un tutto unico: come tale d origine a ununica percezione nella quale solo il senso della vista impegnato. La semplicit del dato grafico e la circostanza che la sua percezione sia soltanto visiva, rendono pi facilmente osservabili i processi mentali; il grafico per resta sufficientemente rappresentativo di situazioni pi complesse che possono richiedere lintervento di altri sensi. La forma del disegno semplice ma insolita, almeno nel senso che non ha una denominazione lessicale. Non esiste un sostantivo che da solo la contraddistingua, come nel caso, per esempio, del quadrato, dellesagono o della croce. La figura cos semplice da dar limpressione di poterla abbracciare ed esaurire con un solo colpo docchio, dopo il quale non resta pi nulla da capire o da spiegare. Una volta familiarizzatisi con una figura, al bisogno di capirla subentra quello di descriverla a chi non in grado di vederla. E la descrizione che se ne fa agli altri analoga a quella che se ne fa a se stessi, cio si identifica col processo di comprensione della figura stessa. Il bisogno di agire la molla pi potente che sollecita a capire una determinata situazione. E negli esempi che seguono, Iazione consiste nel descrivere la forma delle figure ad altri. Poich non esiste un sostantivo di uso corrente che, da solo, denomini la figura di pagina 41, e poich il linguaggio il solo mezzo di trasmissione dei concetti, occorre industriarsi a descrivere la figura insolita usando il vocabolario disponibile. Tale figura pu venir compresa solo riferendola a qualcosa di gi noto; si pu metterla a confronto con una figura assai conosciuta, e rilevarne le differenze. Un metodo molto usato consiste nel dividere la figura in parti note, nellindicarle e nel descrivere in che modo si sono raggruppate per formarla. Il disegno n. 2 di pagina 43 mostra uno dei modi in cui la figura n: 1 pu essere suddivisa. Con questo tipo di divisione, essa potr essere descritta come composta di: 1. Due segmenti paralleli separati da due traverse pi brevi e perpendicolari ai primi, inserite a una distanza uguale dai punti terminali dei segmenti; 2. Una lastra orizzontale sostenuta da unaltra lastra orizzontale, della stessa lunghezza, per mezzo di due pilastri verticali;

3. Un rettangolo con i due lati pi corti rientrati ed equidistanti dal centro. Si tratta di una descrizione di puro comodo ed solo una delle tante possibili; quando lascoltatore si sar reso conto degli elementi che la costituiscono e dei rapporti che tra di essi intercorrono, cercher di ricostruire linsieme della figura. un procedimento analogo a quello adottato per il trasporto di macchinario molto pesante. Lo si smonta e lo si spedisce in parti convenientemente piccole, accludendovi le istruzioni per il rimontaggio. La divisione di pagina 43 del tutto arbitraria. A pagina 44, in alto, troviamo unaltra divisione possibile della figura di partenza, che potrebbe essere descritta come due angolari a C coi bracci verso lesterno e separati da due segmenti paralleli, in alto e in basso, il tutto facente parte di una struttura unica e uniforme. Altra divisione quella di pagina 44, in basso. Qui la figura potrebbe essere descritta come una coppia di elementi a L incastrati in modo da formare un rettangolo nella parte interna, con laggiunta di due brevi segmenti che prolungano i bracci lunghi degli elementi a L. Questa descrizione piuttosto laboriosa e pu facilmente dar luogo a errori di interpretazione; dovrebbe essere usata solo se lespositore molto pratico di elementi a L. Non esiste un criterio ottimale di scelta dei termini comuni da usare per ogni determinato tipo di descrizione. Ogni espositore usa quelli che preferisce. Gli elementi, separati dallinsieme per ragioni esplicative o descrittive, diventano ben presto entit separate e a se stanti. Continuano ad esistere anche dopo che il fatto contingente che li ha posti in essere stato dimenticato. E quanto pi provata la loro utilit nel risolvere altre situazioni, tanto pi resta assicurata la loro sopravvivenza. In questo modo, entit create del tutto arbitrariamente si impongono grazie alla loro utilit fino al punto da non essere pi possibile dubitare della loro esistenza. Raggiunto questo stadio, esse possono costituire un reale ostacolo alla ricerca di soluzioni migliori. Perch ci non avvenga necessario tener costantemente presente la natura arbitraria di molte entit, a nessuna delle quali dovrebbe essere permesso di valere al di l della loro utilit, che la sola ragione dl loro diritto allesistenza. Il disegno n. 5, a pagina 48 in alto, un altro esempio di divisione della figura n. 1. Gli elementi che ne risultano sono pi notori di quelli delle precedenti divisioni. Tuttavia risulter pi laboriosa la descrizione dei rapporti in base ai quali i vari elementi potranno venir ricomposti a formare la figura completa. Per una buona descrizione non basta disporre di una lista degli elementi pi noti; bisogna anche tener conto del grado di usualit dei rapporti. Spesso elementi notissimi sono associati in rapporti del tutto insoliti. necessario bilanciare la notoriet degli elementi con quella dei loro rapporti. La suddivisione di una figura priva di denominazione in elementi noti dipende sempre dalla scelta personale. Gli elementi noti sono separati dalla figura in modo arbitrario. Non si cerca di scoprire gli elementi coi quali la figura pu essere stata costruita. E, purch la descrizione risulti soddisfacente, non ha importanza il sistema di divisione usato. Per quanto adeguata una descrizione possa sembrare, pu sempre esisterne una migliore, ma non si arriver mai a trovarla se il compiacimento per la descrizione precedente bloccher la spinta a fare altre scelte. Se si tratta soltanto di ricomporre accuratamente ad unit gli elementi nati da una divisione arbitraria, allora, agli effetti della descrizione, non ha molta importanza preferire un tipo di divisione a un altro. Se invece si vuol dare non una descrizione, ma piuttosto una interpretazione della figura, gli elementi non vengono ricostituiti ad unit, ma esaminati per quello che singolarmente sono.

In questo caso pu essere molto importante che la divisione avvenga in un modo invece che in un altro. Il fatto che vari elementi siano stati creati arbitrariamente per chiarire una situazione viene presto dimenticato. Anche se gli elementi, prima di essere stati creati nel modo che si sa, non esistevano ~ motfrfrlore che la figura o la situazione sotto esame, in realt, sia il frutto del loro accostamento. Che una struttura possa essere scomposta in determinati elementi, non significa che siano stati questi a costituirla. Spesso la creazione arbitraria di tali elementi, come nelle figure descritte in questo capitolo, r passa, a torto, come una geniale identificazione e separazione di elementi dal complesso di una struttura. Una divisione arbitraria viene definita come un analisi degli elementi componenti. Realt non ancora definite vengono sempre scomposte in elementi noti; ma il considerare tali elementi come i dati analitici pi appropriati a quelle realt significa precludersi una spiegazione migliore, che pu aver bisogno di elementi ancora troppo poco familiari per poter essere usati. La figura 6 a pagina 48 mostra una divisione in due elementi. Essi sono meno comuni di altri usati qui e possono essere chiamati elementi a I. Il loro rapporto spaziale estremamente semplice, essendo disposti uno accanto allaltro. Questa divisione serve ad illustrare come la scelta di determinati elementi possa portare ad una semplificazione dei rapporti spaziali. Sono stati mostrati cinque modi di suddividere, a scopi descrittivi, la figura 1. Ne abbiamo tralasciato altri, perch lesemplificazione ha di solito dei limiti. Ci si pu chiedere, a questo punto, quale di queste descrizioni sia la migliore. Sono tutte complete nel senso che lintera figura vi stata scomposta e nessuna parte ~ stata dimenticata. Tutte le divisioni sono ugualmente arbitrarie. Le migliori sono, presumibilmente, quelle che permettono descrizioni di pi immediata evidenza. Una spiegazione supplementare pu confe il necessario tocco finale alla descrizione; una divisione potr essere spiegata in poche parole, unaltra ne richieder parecchie, anche se la descrizione risulter, in entrambi i casi, altrettanto adeguata. Riassumendo: la divisione migliore quella pi utile, indi~ pendentemente da come viene eseguita. Nessun metodo, in s, migliore di un altro, ma pu diventallo L in un determinato contesto. Nel contesto compresa sia la disponibilit di elementi noti e di rapporti da parte del descrittore, sia anche la disponibilit certa o presunta) di tali elementi e rapporti da parte del destinatario della descrizione. Per esempio, se si descrive la figura 1 a un ingegnere, la soluzione della figura 6 apparir la pi adatta in quanto il termine elemento a I sarebbe, in questo caso, facilmente capito. La totale arbitrariet delle divisioni permette di scegliere di volta in volta quella pi adatta alla mentalit del destinatario. Se la figura n. 1 cadr sotto gli occhi con sufficiente frequenza, finir col diventar familiare e cesser la necessit di suddividerla in elementi noti. Potr anzi diventare tanto familiare da servire lei stessa a descrivere altre figure nuove. In questo modo la lista delle forme accolte e dei loro rapporti si allunga continuamente. Una volta in moto questo meccanismo procede da solo in quanto le figure dopo essere state spiegate in termini di figure note, diventano familiari quanto basta perch possano servire a spiegare altre figure nuove. Per diventare familiare, una figura deve ricorrere di frequente, e perch essa acquisti un significato necessario che ogni volta si ripeta un determinato comportamento, associato alla figura. In tutte le strutture continue molte estese, esistono parti che sembrano separabili dal complesso, e alcune linee possono suggerire la divisione

Le quattro figure di pagina 52 c 53 sono semplici, ma non abbastanza da poterle. indicare con una sola parola. E, bench siano molto diverse, si trova in esse sempre la stessa forma nota. La figura 8 di pagina 52 sembra offrire delle naturali linee di divisione in elementi minori. Si pu staccare lelemento a T in alto, e dividere la base in altri due elementi a T. Se ora consideriamo la figura 7 alla luce di quanto avvenuto alla figura 8, diventa ovvia anche l lutilizzazione dellelemento a T come divisore. Grazie a queste sia pur limitate applicazioni, lelemento a T diventa sempre pi familiare, cos familiare che si tenter di utilizzarlo come elemento descrittivo delle figure 9 e 10. Se pu sembrare spontaneo scomporre le figure 7 e 8 in elementi a T, la stessa cosa non si pu ripetere per le figure 9 e 10. Se questultima fosse stata esaminata per prima, lelemento a T non sarebbe mai potuto diventare cos noto. A pagina 54 e 55 compaiono le divisioni in elementi a T di ciascuna delle quattro figure precedenti. Nel procedimento seguito pi sopra, la figra diventata familiare per percezione diretta e non attraverso lintermediazione di figure gi usate in precedenza. Una volta partiti in questa direzione, ha inizio lintero processo di espansione e di aumento delle figure note. La creazione dellelemento a T stata del tutto arbitraria anche se la figura 8 suggerisce effettivamente un tale tipo di divisione. Una volta prescelto, lelemento a T riconferma la sua utilit mostrandosi applicabile alle altre figure di pagina 54 e 55. Questa sua disponibilit e utilit gli conferisce unesistenza autonoma. Ciononostante resta il fatto che, per adeguata che possa risultare la divisione delle figure in elementi a T, non possibile affermare che esse risultino da una composizione di tali elementi. La scelta di una diversa suddivisione della figura 8 di pagina 52 avrebbe forse permesso una descrizione del tutto adeguata di questa particolare figura, ma non avrebbe fornito gli elementi necessari per la scomposizione delle altre. Si potrebbe descrivere correttamente la figura 8 definendola una barra orizzontale sorretta, al centro, da una colonnina corta verticale poggiante su una sbarra orizzontale pi lunga che, a sua volta, sorretta da due colonnine verticali equidistanti dalle estremit della sbarra stessa. Questa suddivisione buona quanto quella in elementi a T. Ne deriva che, sebbene una descrizione possa apparire altrettanto efficace di unaltra, la sua utilit, in termini generali, pu essere ben diversa. Se il compiacimento per ladeguatezza della soluzione trovata riuscir a bloccare la ricerca di altre soluzioni, ci equivarr in pratica a una rinuncia a soluzioni migliori. Si supponga di aver scelto, per la descrizione della figura 8, la soluzione delle sbarre e delle colonnine, e che, in seguito, lesame della figura 7 abbia suggerito la soluzione con gli elementi a T. Molti potrebbero non andar oltre la constatazione del fatto, mentre altri potrebbero riprendere in esame la figura 8 per vedere se anche per essa sia possibile utilizzare gli elementi a T. Questo comportamento parrebbe ovvio, invece non n ovvio n usuale. Quante sono le persone che prendono liniziativa di reinterpretare, alla luce di dati nuovi, una materia che ha gi avuto una spiegazione soddisfacente? Perch mai lelemento a T, utilizzato inizialmente per una determinata suddivisione, dovrebbe risultare tanto utile da indurci a impiegarlo al posto dellaltra soluzione della figura 8? Lelemento a T accresce la sua importanza a mano a mano che il numero delle sue applicazioni aumenta, ma allinizio la sua importanza non maggiore di quella di qualsiasi altro elemento nato dalla divisione di una figura. Quanti rinuncerebbero alla prima e soddisfacente soluzione per adottarne unaltra che non ha il pregio di una maggiore adeguatezza? Coloro che sono abituati a questo tipo di reinterpretazioni non si sorprenderanno di trovare a pagina 57 una descrizione della figura l in termini di elementi a T, da poco individuati.

Da questa operazione nasce un altro elemento di discussione (figura 16 di pagina 57). Se la figura 1, riprodotta alla figura 15, fosse stata proposta solo dopo che gli elementi a T erano diventati unit di impiego la figura sarebbe stata subito suddivisa in elementi a T. Non sarebbero state prese spontaneamente in considerazione, e forse si sarebbero persino respinte, altre soluzioni. facilissimo dimenticare che, a prescindere dalla sua adeguatezza, la divisione in elementi a T personale e arbitraria, e non pu escludere altre soluzioni e descrizioni che risultassero pi utili. La crescente dimestichezza con gli elementi a T rafforza la tentazione di considerare la divisione in queste unit come pi valida delle altre. Lunit a T si consolida ogni volta che viene usata con successo come elemento di descrizione. Pi utile appare e pi di frequente viene usata, pi spesso viene usata e pi utile appare. Ladattabilit e lutilit degli elementi a T portano a considerare figure disparate come composizioni di una stessa unit base. In ognuna di queste figure gli elementi a T sono disposti secondo un certo tipo di rapporti che possono apparire come dei requisiti della figura stessa; in realt sono solo il frutto della decisione di descrivere la figura come unassociazione di elementi a T. Lunit base resta sempre quella, ma il suo continuo impiego pone in essere tutto un repertorio di rapporti tra loro diversi. In tal modo aumenta il numero di figure nuove che diventano familiari grazie alla loro suddivisione in elementi a T. La figura 17 a pagina 60 risulta abbastanza complessa: per descriverla indispensabile scomporla in elementi noti. Risolverla in elementi a T tuttaltro che facile. Se per questo elemento lunica unit nota di cui si dispone, diventa indispensabile tentar di descrivere la figura in tali termini anche se ci si rende conto della difficolt delloperazione. La figura 18 a pagina 61 mostra come si sia riusciti a scomporre con successo lintera figura. La completezza del risultato sembra giustificare la divisione adottata: tuttavia questa resta arbitraria. La disponibilit di elementi noti varia da persona a persona; t chi dispone di una scelta limitata non pu escludere soluzioni di tipo diverso che altri siano in grado di offrire. Nel descrivere la figura 17 in termini di elementi a T, come nella figura 18, ci si rende presto conto della difficolt di precisare i molteplici rapporti spaziali intercorrenti fra tali elementi. Questi sono, in se stessi, molto semplici, ma i loro rapporti risultano cos complessi da rendere la descrizione pressoch impossibile. La figura 19 certo pi semplice della 17, ma anchessa piuttosto complicata. Se si cerca di risolverla in elementi a T ci si accorge che, anche in questo caso, Ioperazione riesce. Tuttavia i rapporti tra le varie unit risultano, in fase di divisione descrittiva, complessi. La descrizione diventa pi facile se, invece di scomporre la figura in elementi a T, la scomponiamo in elementi a I, come nella figura 20 di pagina 62. Le relazioni fra le tre unit a I sono semplici. E ogni unit a I evidentemente composta di due unit a T unite al piede. Quanto pi~ grandi sono gli elementi prescelti, tanto pi semplici diventano i loro rapporti. Ne deriva una tendenza sempre pi pronunciata ad usare lunit base a T in gruppi standard anzich isolatamente. Col tempo, poi, queste unit ampliate vengono impiegate come unit base, e senza pi fare costante riferimento al loro contenuto in elementi a T. Si detto prima che tanto pi complesse sono le unit di divisione e tanto pi semplici risultano i loro rapporti, e viceversa. Bisogna quindi giungere a un compromesso tra il grado di semplicit delle unit base e quello dei loro rapporti.

La creazione di gruppi standard di unit base elimina il dilemma mettendo a disposizione unit base piil grandi che per restano semplici. In tal modo si ottengono unit base semplici disposte tra loro secondo rapporti altrettanto semplici. Questi gruppi standard sono utilissimi nel semplificare la descrizione di figure complesse, ma il loro impiego risulta conveniente in un numero pi ristretto di casi rispetto allunit a T. La disponibilit e lutilit generale di questunit fa s che non venga abbandonata, qualunque sia la frequenza dellutilizzazione dei gruppi standard. Collabbandono dellunit a T, Iincapacit dei gruppi standard a risolvere determinati casi potrebbe provocare confusione. Tanto pi semplice lunit e tanto maggiori sono le sue possibilit dimpiego. Si deve quindi poter disporre contemporaneamente sia dellunit a T che dei suoi gruppi standard. InternrPt~r.o nn~ sit nazione che si presenta per la prima volta gi abbastanza difficile quando si in grado di esaminarla in ogni sua parte, e si posseggono elementi noti che possono essere disposti tra loro secondo rapporti noti. Ma il compito diventa assai pi arduo qualora una parte della situazione sfugga allesame. Una parte pu essere inaccessibile per la mancanza di strumenti e metodi di indagine adeguati. Uno strumento di indagine- solo un mezzo per permettere ai sensi di esaminare un fenomeno che normalmente fuori dalla loro portata; Una parte di una situazione nuova pu inoltre restare inattingibile perch linterpretarla richiederebbe sforzi proibitivi. Pu infine accadere di trovarsi di fronte alla totale impossibilit di ottenere una qualsiasi informazione su una parte della situazione. Quale che sia la ragione di tale impossibilit, si cerca di af~errare la situazione nel suo insieme con un attento esame delle parti accessibili, e si formula una supposizione ragionata, unipotesi, per spiegare la parte rimasta sconosciuta. La figura 21 a pagina 65 risulta parzialmente nascosta da una macchia amorfa, ma si suppone sia dello stesso tipo a segmenti retti di quelle precedenti. Lesame attento e la misurazione delle parti visibili permettono di formulare varie ipotesi su ci che si nasconde sotto la macchia. Vengono tentate varie combinazioni di elementi a T nella speranza che una di esse, riproducendo la parte visibile, valga anche come descrizione dellintera figura. La combinazione di elementi a T della figura 22 pu costituire una soluzione. Essa descrive esattamente le parti visibili della figura precedente. Inoltre, esaurito lesame di tutte le altre possibili combinazioni di elementi a T, essa potrebbe risultare lunica funzionale. Ci~ indurrebbe a ritenerla la sola combinazione capace di interpretare la figura oscurata: se si togliesse la maccha, apparirebbe la figura 22. Questa conclusione il frutto della naturale tendenziosit concettuale, propria delle ipotesi. Pu benissimo darsi che esista una sola combinazione di elementi a T in grado di spiegare una figura oscurata, ma nulla autorizza a supporre che questa possa essere scomponibile soltanto in elementi a T. Lelemento a T ha dimostrato di essere utile nella descrizione. Pu anche essere lunico elemento noto a disposizione. Ma queste due circostanze non modificano la sua natura arbitraria. La sua esistenza giustificata solo dalla sua utilizzabilit. La forma di una figura nuova non pu venir determinata da una necessit di adattamento a un metodo di descrizione arbitrario. La rilevanza assunta dagli elementi a T, grazie alla loro utilit, pu facilmente indurre a ritenerli insostituibili. Altre persone, che dispongono di elementi noti di tipo diverso, potrebbero affermare che la figura oscurata pu essere scomposta solo in base a quei loro elementi.

vero che impossibile formulare unipotesi se non in termini di elementi noti (in questo caso di elementi a T). Tuttavia simile ipotesi, a prescindere dalla sua F esattezza in termini a T, resta una semplice congettura e non costituisce la prova-che la figura debba E avere questa determinata forma. Lunica conferma dellipotesi data dalla sua utilit, e finch questa permane, anche lipotesi pu essere mantenuta. Neppure questa utilit per deve precludere la ricerca di ipotesi migliori utilizzando eventualmente per lindagine altri elementi noti. Per le figure chiare in ogni dettaglio incontrate finora, una descrizione vale laltra, per qulle parzialmente oscurate invece tutte le ipotesi sono parimenti dubbie. Quasi tutta lattivit della mente umana assorbita nei tentativi di interpretare situazioni nuove di ogni genere. Ci si imbatte sempre in qualche figura che deve essere spiegata usando combinazioni di elementi gi noti. Tali combinazioni sono sempre fatte in vista di uno scopo. E questo un modo pratico di utilizzare le sempre crescenti disponibilit di elementi noti e delle loro correlazioni. Esiste, tuttavia, un altro modo di trattare gli elementi noti. Essi possono essere raggruppati seguendo la fantasia, il caso, o esigenze di armonia, dando luogo a combinazioni che non si propongono altro scopo che se stesse. Anche se questo gioco di accostamenti tra elementi noti, per lo spirito con cui vien fatto, non persegue alcuno scopo pratico, tuttavia pu dimostrarsi utile fornendo modelli interessanti che vengono ad aggiungersi al repertorio delle combinazioni note e che sono altrettanto utili di quelli acquisiti durante la descrizione delle figure nuove. Tali combinazioni nate dal gioco degli accostamenti fortuiti possono interpretare figure che fino a quel momento non era stato possibile descrivere. Dai procedimenti del tutto casuali del gioco nascono combinazioni che, per altra via, non si sarebbero mai escogitate. Le figure 23, 24 e 25 di pagina 69 mostrano tre liberi accostamenti dellunit a T. Essi non obbediscono a ragioni o scopi precisi. E non esiste alcun motivo per averli preferiti a un numero illimitato di altri possibil accostamenti. Unendo in figure complete questi tre gruppi, si ottengono le figure 26, 27 e 28 di pagina 70. Queste figure sono interessanti in se stesse; se non fossero state composte con elementi a T, la loro scomponibilit in tali elementi potrebbe anche non sembrare ovvia. Come le figure che nascono da un puro gioco di accostamenti di unit a T si aggiungono al repertorio delle figure note, cos avviene per i rapporti che diventano familiari nella stessa maniera. Il gioco degli accostamenti unoccasione per sperimentare e collaudare nuovi rapporti. Ed anche unoccasione per rendersi conto di rapporti che nascono fortuitamente. La grande utilit della composizione libera consiste nellessere, in quanto fonte aggiuntiva di figure note e rapporti, Ialtra fonte dellesperienza. Loriginalit degli accostamenti e dei rapporti nati casualmente dal libero gioco normalmente maggiore di quella delle composizioni e dei rapporti che nascono attraverso linterpretazione di situazioni reali. Il caso non ha limiti, limmaginazione invece ne ha. Anche se lutilit degli accostamenti fortuiti venisse riconosciuta, sarebbero in pochi a ritenersi adatti al gioco. difficile fare deliberatamente qualcosa astraendo dallintenzione di farla. difficile incamminarsi in una direzione e proporsi, nel contempo, di non andare da nessuna parte. A pagina 72 troviamo unaltra figura, gran parte della quale nascosta da una macchia grigia.

In questo caso la parte che sfugge allesame ancora maggiore che non nel caso precedente. lecito dubitare di cavar qualcosa di utile dallesame della parte visibile della figura. Analogamente al caso precedente, si possono tentare diverse combinazioni di elementi a T. Nel caso esista un certo numero di combinazioni che appaiano adatte allo scopo, Iimpossibilit di decidere quale di esse debba venir scelta rende necessario cercar di esaminare un po di pi la figura. Nel caso della figura 29 comunque, sembra che nessuna combinazione di elementi a T sia in ~rado di spiegare la figura. I La figura 30 a pagina 73 laccostamento di elementi a T che si avvicina di pi alla figura 29. ~ chiaro che non si tratta di unidentit. Se necessario formulare unipotesi, e talora lo per ragioni pratiche, allora anche una spiegazione approssimativa pu essere utile. Allutilit di questa ipotesi approssimativa, S1 accompagna sempre la speranza che essa possa essere perfezionata con la pratica o sostituita da una migliore. Quando sia necessario agire, attendere che si presenti lipotesi migliore prima di mettersi allopera potrebbe sembrare la soluzione meno soddisfacente. Ma potrebbe sembrar preferibile astenersi dallazione piuttosto che commettere un errore, dal momento che lastensione non , di per se stessa, un errore. Il pericolo maggiore, nellutilizzare unipotesi chiaramente inadeguata, sta nel fatto che essa pu bloccare la strada a una migliore. Labitudine a servirsi di unipotesi e la fruizione di quanto essa offre di utile pos. sono far dimenticare la su inadeguatezza; infatti ci si scorda presto del netto divario tra lipotesi e la situazione di partenza. Se si rimuove la macchia grigia dalla figura 29 a pagina 72, appare la figura 31 di pagina 75. Essa non composta di un gruppo di elementi a T, bens di elementi a L. Ci pu sembrare una mossa sleale da] momento che le sole figure note ammesse finora a questo artificioso gioco sperimentale sono state le unit a T. Ma non si tratta di slealt, tuttaltro: Iaver introdotto gli elementi a L mette in rilievo un punto molto importante. La stessa accusa di slealt ne accentua il significato. Si tratta di questo: ~li elementi a L non sono qual - 31 cosa di diverso da quelli a T. Lelemento a L non unnit nuova e poco conosciuta. La figura 32 a pagina 77 mostra che lunit a L ununit a T a cui stato semplicemente tolto uno dei due segmenti, in alto. Lunit a L esisteva da sempre implicita nelIunit a T. Lunit a T non ha nulla di sacro e di immutabile, anche se la sua lunga utilit ha potuto suggerire tale concetto. Essa rester sempre ununit arbitraria, di convenienza: ununit che utile perch adatta a risolvere, a scopi descrittivi, figure di forma nuova. Come ununit pi complessa pu essere suddivisa in elementi a T, cos lo stesso elemento a T pu essere arbitrariamente scomposto in unit minori. Si gi visto come gli elementi a T possano entrare in combinazioni standard originando unit base pi grandi che facilitano la descrizione di figure pi complesse. Si gi detto come queste unit pi grandi, proprio a causa della loro forma, hanno un raggio di applicazione pi ristretto degli elementi a T. Analogamente, questi ultimi possono essere considerati come combinazioni standard di un elemento a L pi una sbarretta. Talora una combinazione standard troppo complessa e specifica per descrivere una figura e deve perci venire spezzata in unit pi piccole che si prestano ad applicazioni su una scala pi vasta. Per questa ragione, lo stesso elemento a T pu venir suddiviso. Poich la scelta iniziale dellelemento a T come unit nota stata arbitraria, possibile sia riunirlo in combinazioni pi grandi, sia spezzarlo in unit minori.

Se la scelta iniziale fosse caduta sullunit a L allo 32 ~a la stessa unit a T sarebbe stata una derivazione dellunit a L. Una qualsiasi figura nuova che sia stata soddisfacentemente descritta in termini di unit a T, sarebbe stata descritta altrettanto bene da combinazioni di unit a L e sbarrette. I rapporti spaziali che tali descrizioni avrebbero implicato sarebbero per risultati pi complessi. lE sempre spiacevole staccarsi da figure note che ci sono ,state ripetutamente utili: ci si sente molto impegnati con loro. Riesce difficile ricordarsi dellarbitra-, riet di un elemento che si ha limpressione di aver creato e non semplicemente utilizzato per semplificare le descrizioni. Quando una figura nuova risulta difficile da descrivere, si preferisce compiere grandi sforzi per cercare ogni possibile combinazione di elementi gi noti e sperimentati, piuttosto che ricorrere a elementi nuovi. Ma arriva il momento in cui necessario mettere in discussione non il modo nel quale gli elementi noti possono essere raggruppati, ma gli stessi elementi noti. I~ spiacevole pensare a quante situazioni non vengono completamente chiarite perch i tentativi di spiegarle insistono nellusare modelli noti e ben sperimentati che dvrebbero essi stessi venir riesaminati. La figura 33 a pagina 79 mostra che lunit a T pu essere suddivisa in quattro sbarrette uguali raggruppate a forma di T. Ogni figura spiegata in termini di unit a T potrebbe altrettanto bene venire spiegata in termini di sbarrette. Lelemento a T pu essere considerato come una combinazione standard di ~barrette. La fi ura 34 di pagina 81 mostra come si possa sud 33 dividere la figura 1 in sbarrette. Lo si poteva fare fin dallinizio, ma i complessi rapporti spaziali tra il gran numero di sbarrette risultanti avrebbero reso tale descrizione assai meno conveniente di quella in unit a T. Una volta che si sia prescelta lunit a T e che essa venga usata come primo stadio della descrizione, pu essere utile fare un passo avanti e dimostrare anche lutilit della divisione in sbarrette, che sono di pi larga applicazione grazie alla loro semplicit. Pi ununit viene semplificata, e maggiore1 il numero delle figure che possono essere descritte nei suoi termini. Daltra parte, la disponibilit di combinazioni standard di tali unit base rende pi facile la descrizione delle altrimenti complicate correlazioni fra le unit stesse. Un procedimento simile trova applicazione nella fase di elaborazione delle nozioni scientifiche, anzi, nello sviluppo di ogni tipo di conoscenza. Da ogni nuovo apporto di informazioni emerge un modulo interpretativo, analogo allunit a T, che si dimostra utile per spiegare i fenomeni. Quando il procedimento diventa pi complesso, si dimostrano utili delle combinazioni standard di questo modulo originario. Infine, si presenta una situazione che non pu essere spiegta n dal modulo originario n dalle sue cornbinazioni standard. Improvvisamente appare un modulo addirittura pi semplice e pi universale, e il modulo originario viene riconosciuto come un suo particolare derivato. Questo nuovo modulo a causa della sua semplicit, spiega tutti i fenomeni osservati. La figura che abbiamo presentato allinizio di questo capitolo non poteva probabilmente essere descritta subito in termini di sbarrette perch non sarebbe sembrato opportuno ricorrere a~ una descrizione cos complicata. Anche i rapprti necessari per eseguire una simile descrizione, potevano non essere ancora disponibili. ~ attraverso due stadi facili che la descrizione arriva alluso delle sbarrette. La prima divisione in unit a T semplice; e dopo riesce altrettanto semplice scomporre la stessa uni~ a T. C un pericolo, e sta nel fatto che si pu non avvertire la necessit di suddividere anche lunit a T in unit minori se non insorge una certa situazione a dimostrare che lunit a T inadeguata. Fino a questo momento essa pu venir accettata come la pi semplice unit base.

Devono esistere molte situazioni che sono state analizzate solo fino allo stadio T e che aspettano chi si renda conto dellutilit di passare ad altri stadi. Persino la sbarretta pu non costitire lultima unit base, ammesso che questa esista. La sbarretta pu essere divisa in due quadratini, e cos via. Queste descrizioni che sono cominciate usando unit abbastanza articolate e relazioni semplici, finiscono con limpiego di unit piccolissime e universali, anche in questo caso disposte in relazioni semplici. Questa semplificazione tuttavia viene ottenuta soltanto passando per stadi in cui le unit base si riuniscono in combinazioni standard, in combinazioni standard di combinazioni standard e cos via. Il quadratino diventa barretta, la barretta ununit a T, lunit a T, una unit a I. Ad ogni stadio le unit, di descrizione sono arbitrarie, e sebbene esse possano tornare molto utili, affidarsi completamente a loro pu impedire lelaborazione di una descrizione migliore. Lo schema dazione del pensiero laterale pu essere articolato su quattro principi operativi, di contenuto estremamente vasto e che non esauriscono certo le possibilit dintervento del pensiero laterale. Tra questi principi esiste uno stato di fluidit; possono avere pi di un elemento in comune, e alcuni di questi elementi potrebbero anche diventare loro stessi dei principi autonomi. I quattro principi operativi sono: 1. Lidentificazione delle idee dominanti, o polarizzanti. 2. La ricerca di nuovi metodi dindagine della realt. 3. Levasione dal rigido controllo esercitato dal pensiero verticale. 4. Lutilizzazione dei dati e delle circostanze fortuite. Dellidentificazione delle idee dominanti si parlato nel terzo capitolo; in questo, ci si occuper della ricerca dei nuovi metodi di indagine della realt. Coi disegni elementari del capitolo quarto si inteso conferire al concetto di pensiero laterale quella maggiore evidenza che le parole, da sole, non potevano dargli. Si visto che la figura numero 1, per la sua semplicit, poteva venir descritta in vari modi, ciascuno dei quali era adeguato, nel senso che offriva una descrizione completa. La scelta del tipo di descrizione era arbitraria. Poteva dipendere dalla convenienza dalla semplicit o dalla notoriet degli elementi usati. Al momento della scelta, chi la compie dovrebbe essere consapevole della sua arbitrariet e che una scelta diversa potrebbe dare risultati altrettanto buoni. Col tempo, per, e quando appaiono pi evidenti i vantaggi della scelta compiuta, la SUZI arbitrariet viene dimenticata e si crede che quella scelta sia lunica in grado di interpretare la figura. Nella maggior parte dei casi, quella che allinizio era considerata uninterpretazione temporanea e provvisoria, passa poi, e specialmente se ha successo, come lunica possibile. La figura che, allinizio, era stata arbitrariamente scomposta in elementi a T, viene ritenuta, col tempo, esclusivamente una combinazione di tali elementi. La scelta di un determinato modulo interpretativo di una realt , di solito, dovuta al caso o a ragioni pratiche. Non si fa una ricerca accurata dellinterpretazione migliore, e non gi per linflusso traviante di unidea dominante, che qui non entra in gioco, ma per la semplice necessit di entrare, in qualche modo, in contatto con una realt. Una bottiglia, riempita a met di vino, sar considerata mezza vuota dal pessimista, e mezza piena dallottimista. Due modi, entrambi arbitrari, di definire una realt si equivalgono.

Questo pu valere per i casi in cui non si intende procedere al di l di una semplice constatazione; ma se si in presenza di un problema che richiede unelaborazione, allora, diverse scelte portano a risultati assai diversi. Laneddoto dei sassolini ha mostrato un problema irrisolvibile se affrontato in un certo modo, ma sorprendentemente facile se visto da unangolazione diversa. Per risolverlo, bastava prendere in considerazione non il sassolino estratto, ma quello che era rimasto nella borsa. Il gioco delle tre carte un esempio del tutto analogo. Il biscazziere baro mostra tre carte coperte e invita il giocatore a indovinare quale di esse la regina. Alle prime mani lascia, armeggiando con destrezza, che il giocatore vinca un po di denaro, ma in seguito, con lo stesso sistema, impedisce sistematicamente al giocatore di trovare la regina. A questo punto per, il giocatore potrebbe cambiare sistema e scommettere sulla non uscita della regina. Un leggerissimo spostamento del punto di osservazione pu portare a risultati profondamente diversi. Una delle pi importanti scoperte della scienza medica di tutti i tempi, quella del vaccino contro il vaiolo, avvenne quando Edward Jenner, che stava cercando le cause di questa malattia, spost la sua attenzione sullimmunit che le contadine parevano godere a questo riguardo. E fu grazie alla scoperta che il vaccino indebolito immunizza da quello virulento che venne introdotta la vaccinazione e che il mondo occidentale fu liberato dal flagello del vaiolo. Durante una delle inchieste poliziesche di Sherlock Holmes, il suo assistente dottor Watson espresse lopinione che la presenza di un certo cane era insignificante ai fini dellindagine, perch il comportamento dellanimale era apparso del tutto passivo. Sherlock Holmes espresse il parere contrario sostenendo che la passivit del cane costituiva un elemento della massi ma rilevanza in quanto era logico supporre che lani male, nella circostanza, avrebbe reagito in qualche mo do, e basandosi su questo indizio risolse il caso. Si racconta che gli uomini di stato europei dei primi decenni del secolo scorso temessero le mosse dellastuto diplomatico austriaco principe Metternich assai pi nei periodi in cui sembrava inattivo che in quelli i cui appariva impegnato. Pu bastare spostare lattenzione da un dato allaltro di un problema per passare da un tipo di ricerca ovvia a un tipo di ricerca pi originale. Ed cosa che si pu fare senza troppa difficolt una volta che se ne sia acquisita labitudine. Con lesperienza di venta possibile escogitare e sottoporre a verifica molti e diversi modi di affrontare un problema o una situazione concreta. Prima di tutto per occorre nutrire interesse a questi tentativi, credere allefficacia di un cambiamento di moduli interpretativi. Il vecchio e notissimo quesito dei due bicchieri, luno pieno di vino laltro pieno dacqua, spiegher chiaramente il concetto: si tolga una cucchiaiata di vino dal suo bicchiere e la si versi nel bicchiere dacqua, poi si tolga una cucchiaiata dacqua dal suo bicchiere e la si versi nel bicchiere di vino. Si ripetano queste operazioni. S tratta di dire se, alla fine, c pi acqua nel bicchiere di vino che non vino nel bicchiere r~ r, il rrn ~no e di acqua, la risoluzione del problema risulter sissima. Se invece si salter lindagine degli stadi intermedi dellesperimento fermando subito lattenzione sullo stadio finale, la soluzione apparir molto semplice. Poich da ciascun bicchiere sono state tolte due cucchiaiate che sono state sostituite da altrettante, la quantit di liquido in ciascun bicchiere rimasta invariata. Perci il vino versato nel bicchiere dacqua deve aver spostato un ugual volume dacqua e questa non pu essere finita che nel bicchiere di vino. Lindagine pu essere spostata da un elemento allaltro del problema, oppure da una fase ad unaltra della sua elaborazione, ma la valutazione complessiva, di fondo, di quel problema rimane invariata. relativamente facile concentrare in tal modo lattenzione su una parte, preferendola ad unaltra; assai pi arduo invece cambiare le parti stesse.

Il nostro intelletto divide l continuum della realt che ci circonda in unit distinte. In parte, vi costretto dal tipo di organizzazione funzionale del nostro sistema nervoso cerebrale, che pone dei limiti alla conoscenza. In parte per una scelta deliberata che permette di capire le cose scomponendole in elementi gi noti. Questultimo procedimento gi stato illustrato dai disegni del capitolo precedente. S proceduto, come si visto, alla sistematica e totale scomposizione delle figure in parti, che sono poi state ricombinate tra loro in determinati rapporti, per ripristinare la figura originaria. E cos una situazione che si evolve senza soluzioni di continuit, pu essere arbitrariamente divisa in due, in un punto adatto, e la met che precede il punto di divisione collegata a quella che lo segue col noto rapporto di causa ed effetto. La scelta delle parti in cui scomporre il tutto dettata dalla notoriet, dalla convenienza e dalla disponibilit dei rapporti semplici con cui ricomporre le parti ad unit. Un rapporto mostra come due parti erano combinate tra loro prima della divisione. Se questa viene ripetuta parecchie volte, le parti finiscono con lassumere una propria identit. Come i cibi in scatola sugli scaffali di un supermercato, cos le unit dinformazione risultanti dalla suddivisione in schemi convenzionali di una realt, attendono chi le scelga e le cucini per benino. Purtroppo, le unit di informazione riconnesse tra di loro in questo modo, tendono a confermare il punto di vista dominante. Accettare unit di informazione preconfezionate significa orientarsi verso laccettazione di rapporti attraverso i quali esse giungono a concettualizzarsi. Appena le unit di comodo, le unit dinformazione, ricevono un nome, questo le congela e le immobilizza per sempre, perch la denominazione di un prodotto pu essere usata solo se la qualit del prodotto resta immutata. Diventa necessario considerare la realt come un edificio di mattoni recanti la stampigliatura del marchio di fabbrica. Smantellando ledificio, baster esaminare i mattoni per capire comera fatto, mentre non passa neppure per il capo lidea di paragonare questa stessa realt a un edificio in calcestruzzo che possa venir demolito in blocchi di dimensioni arbitrarie. Potremmo descrivere un bastone da passeggio come un oggetto composto di un elemento curvo ad una estremit, di un elemento diritto, nella parte mediana, Linante, allaltra estremit, con una ghiera. Oppu potremmo vederlo come un oggetto formato di due ~rti, una delle quali curva. Oppure come un og~etto lungo e dritto, cui stato aggiunto un corto ele~hento curvo. La fantasia pu suddividere un bastone ~n cento altri modi restando del tutto indifferente al ~atto che esso, in realt, sia costituito da un unico pezzo di legno curvato a unestremit. Questa libert di descrizione dura finch alle varie parti del bastone non sono assegnati dei nomi. Dal momento in cui ci avviene, una sola descrizione diventa appropriata, e le altre sono considerate stravaganti. La disponibilit di parole e di denominazioni condiziona rigidamente il modo di affrontare un determinato problema. La fluidit dinamica del pensiero laterale, che riunisce, scompone e ricompone i dati del problema in forme sempre nuove, scompare e, con essa, la possibilit di trovare la combinazione migliore. Una volta che le unit dinformazione siano state orribilmente congelate dalle rispettive denominazioni, il massimo che si potr fare sar di combinare queste denominazioni tra loro in differenti schemi, operazione che spesso risulter inadeguata. Nel capitolo precedente si era arrivati a un punto in cui nessuna combinazione di elementi a T era pi in grado di spiegare la figura. Per farlo era necessario scomporre la stessa T. La rigidit della denominazione collegata alla rigidit delle classificazioni. A sua volta, la rigidit delle classificazioni conduce a una impostazione obbligata del problema.

Nella scena finale di un recente film~ si vedevano leroe-protagonista e i suoi amici assistere ~iubila~ n P fPQtP~T~riAn~f~ Q~ da guerra, allesplosione di unintera isola. Sullisola cerano i cattivi, cio un gruppo di scienziati malvagi che stavano tentando, con la potenza dei loro strumenti, di ridurre il mondo in loro soggezione. Ma quell isola era anche abitata da moltissime persone certamente innocenti che gli scienziati avevano ridotto allubbidienza con il lavaggio del cervello. Poich quegli scienziati erano classificati come cattivi, e la loro isola come un luogo di malvagit, sembrava assolutamente naturale che tutto quello che, per classificazione, faceva parte di quellisola dovesse essere difficile guidare senza urtare in qualcosa. Ma un bel giorno qualcuno pens di usare la freccia posteriore, ,~`cui vividi lampeggi illuminavano a intermittenza la ~trada. E lidea funzion molto bene. Presumibilmente nessuno aveva pensato prima a questa semplice soluzione perch nella stessa denominazione di freccia e nel fatto che venisse classificata tra gli strumenti di direzione era assente il concetto di illuminazione. Uno degli accorgimenti per evitare leffetto coartante delle denominazioni quello di pensare per immagini visive, senza usare per nulla i vocaboli. ~ dd tutto possibile formulare coerentemente dei concetti in questo modo, le difficolt sorgono solo quando necessario esprimere ci che si pensato. Sfortunatamente solo pochi sanno pensare per immagini visive e non tutto si pu esaminare concettualmente con questo sistema. ~ comunque un metodo che sarebbe utilissimo apprendere perch le immagini visive hanno una fluidit e una plasticit che le parole non potranno mai possedere. Pensare per immagini non significa semplicemente utilizzare le immagini come materia prima concettuale. Sarebbe un procedimento troppo grezzo. Il linguaggio visivo si serve di linee, di diagrammi, di colori, di grafici e di molti altri mezzi per illustrare rapporti che sarebbe molto laborioso descrivere con il linguaggio normale. La forma di queste rappresentazioni visive si adegua facilmente ai processi dinamici cosicch diventa possibile mostrare contemporaneamente, di un dato procedimento, le fasi passate, presenti e future. Un altro metodo per evitare la divisione definitiva di un problema in parti stereotipe, consiste nel suddividere queste stesse parti in altre minori, per ricomporle poi in unit pi estese, di nuovo tipo. Questo procedimento era implicito nel modo in cui vari elementi a T del capitolo precedente sono stati modificati. Di solito, molto pi facile riunire sottoparti in schemi nuovi che dividere subito il problema in parti nuove. La scelta dellangolazione da cui affrontare una situazione limitata non solo dalla rigidita delle unit di descrizione disponibili ma anche da un numero insufficiente di rapporti. Un repertorio limitato di rapporti denuncia inevitabilmente una visuale assai ristretta. Quanto maggiore la disponibilit di rapporti utilizzabili, tanto pi originali risulteranno le linee di divisione, e vari i tipi dindagine. Un po dimpegno e una lunga pratica renderanno possibile trovare ai vari problemi impostazioni originali in numero molto superiore di quanto non sia possibile col metodo probabilistico. La maggior parte di queste nuove impostazioni, forse tutte, potranno tuttavia rivelarsi sbagliate. Dopo essersi sforzati a trovarle ed essersi presa la briga di vagliarle attentamente una per una, si arriva, di solito, alla conclusione che i loro risultati sono meno buoni di quelli offerti dalIimpostazione pi ovvia del problema. In quali casi allora val la pena di ricorrere al pensiero laterale, e in quali altri ci si dovrebbe accontentare del pensiero verticale? Limpiego del pensiero laterale indispensabile in quelle situazioni problematiche che il pensiero verticale non stato in grado di risolvere.

Laneddoto dei ~ssolini ne un esempio Fu impossibile trovare una ~luzione finch non si tent di elaborare unimposta~ne diversa. Altri quesiti, come quello dellacqua e del ~no, si possono risolvere anche con il metodo verticale, ~on un procedimento lungo e noioso. In questi casi ~l pensiero laterale, anche se non indispensabile, pu aiutare molto a trovare una soluzione migliore. Per definizione, un problema un quesito che abbisogna ~di una risposta, e ci implica che la risposta non ovvia. Talvolta una situazione non problematica in s ma solo a causa dellaspetto sotto il quale la si considera. Vista sotto una luce diversa, la corrispondenza tra i suoi elementi pu risultare cos ovvia che il problema cessa di esistere. La frequenza con cui si ricorre al pensiero laterale varia da persona a persona. Se ci si rivolge al pensiero laterale unicamente per i problemi che qucllo verticale incapace di risolvere, si risparmia tempo, ma per i problemi che arnmettono solo una soluzione verticale lindagine laterale si concluder sempre con un insuccesso. Chi cerca una soluzione laterale a ogni problema sulle prime dovr dedicarvi moltissimo tempo, ma la pratica render il procedimento sempre pi rapido. Labito mentale cos acquisito permetter non solo di intervenire con maggiore efficacia nei casi in cui una soluzione laterale indispensabile, ma potr anche rivelarsi utile offrendo soluzioni pi esaurienti a problemi che hanno una soluzione verticale. Di fronte a situazioni chiaramente problematiche piuttosto facile riconoscere limpellenza di ricorrere al pensiero laterale e a interpretazioni nuove, ma al di fuori di questi casi arduo scorgerne qualsiasi necessit. Il guaio pi grosso per si verifica quando non ci si accorge della problematicit di una situazione. Allorch tutto sembra procedere nel modo pi piano e pertinente, pu diventare impossibile progredire perche manca quel tanto di problematicit che serva come spinta in avanti. Ogni iniziativa che non pone problemi non ha neppure molte possibiiit di sviluppo. Le difficolt di soluzione provocano i sobbalzi che fanno uscire le situazioni dal binario della comoda e mediocre routine. Spesso il problema pi difficile sta proprio nella formulazione dei problemi. E occorrer in certi casi molta pratica di pensiero laterale per rendersi conto dellesistenza di problemi che non erano mai stati individuati. Verso la fine del secolo scorso, gli scienziati di fisica erano molto soddisfatti di se stessi. Sembrava che tutto quel che cera da spiegare fosse stato spiegato. Teorie e calcolo sperimentale andavano damore e daccordo. Gli restava solo da riordinare i dati. Il loro compito in futuro si sarebbe limitato a una pi precisa elaborazione di calcoli entro le grandi linee della struttura teoretica nota. Ma poi arrivarono Planck e Einstein e presto tutti constatarono che la fisica era una scienza ben lontana dalla perfezione; era anzi solo agli inizi. In quanti casi il compiacimento per i risultati ottenuti e la mancanza di problemi non significano altro che accettazione di soluzioni mediocri e mancanza di immaginazione? Un determinato metodo ritenuto adeguato perch ne sono stati presi in esame altri e sono stati trovati meno adeguati di esso, oppure perch si ritenuto superfluo considerare impostazioni diverse o lavorare di fantasia per escogitarle? La solita risposta che bisogna accettare una soluzione come esauriente finch nuovi dati non provino il contrario.

Ma perch non rovesciare il procedimento trovando una nuova soluzione per poi vedere se si mostra utile? Non si deve attendere che si presentino fatti nuovi per riorganizzare il nostro bagaglio dinformazioni. Una riorganizzazione di questo genere pu essere fatta ogni volta che qualcuno si rende conto dellarbitrariet di una teoria e si mostri in grado di formularne una diversa. Linsoddisfazione per la vecchia teoria o la semplice curiosit possono costituirne una motivazione sufficiente. Non neppure possibile supporre che una teoria che permetta di spiegare tutti i dati a disposizione sia migliore di una teoria incompleta. ~, questa, una supposizione dalla quale, nellazione pratica, non si pu prescindere, ma non sono mancati casi di teorie, completamente articolate, che sono state soppiantate da altre che, sul principio, sembravano inadeguate, ma che poi risultarono pi esplicative. La spiegazione fisica delleclissi deve essere sembrata del tutto arbitraria a coloro che ritenevano questo fenomeno una manifestazione della collera divina, e ci finch fu possibile disporre di dati scientifici adeguati. Troppo spesso si ritiene che non si abbia il diritto di mettere in discussione una teoria finch non se ne presenti una migliore. Questo il sistema pi sicuro dimpedire la nascita di teorie nuove. Come possibile raccogliere i dati disponibili in una formula nuova se la vecchia deve restare intatta e valida finch la nuova non sia completa? Credere di trovare una soluzione originale cercandola nellambito della vecchia tempo sprecato. Allacciare il nuovo schema al vecchio inutile e inibitorio. Linterpretazione di un problema pu essere paragonata alla soluzione di un anagramma. Determinati elementi, accostati in un certo modo, acquistano un senso compiuto, ma ci non vieta che da un loro diverso accostamento se ne tragga uno migliore. Ognuno ha il diritto di mettere in dubbio qualsiasi cosa tutte le volte che vuole, e ha il dovere di far~o almeno una volta. Nessun sistema interpretativo cos sacro da non poter essere discusso, nessuna prassi cos perfetta da non essere suscettibile di miglioramento. Dovrebbe essere possibile riprendere in esame anche lefficienza della ruota. un errore ritenere, come comunemente si fa, che un problema sia sempre risolvibile qualunque sia limpostazione che gli sia stata data, a condizione che si proceda fino in fondo con sufficiente abilit logica. Ci sono dei verticalisti che si inalberano ogni volta che si mette in dubbio lonnipotenza della logica; essi ritengono che il pensiero laterale non serva a nulla. Per loro esiste un unico metodo dimpostazione dei problemi; gli altri sono soltanto delle tappe intermedie nello sviluppo di questo metodo. In ultima analisi, lintervento della logica preceduto da una scelta di comodo a livello percettivo. Se la percezione su cui si basa lintera costruzione logica sbagliata, la soluzione diventa introvabile. Il pensiero laterale sfugge a questa limitazione prospettandosi deliberatamente impostazioni di partenza di diverso tipo. Sceltane una, la porta avanti con tutto il vigore che gli proprio. Poi ne esamina una seconda e cos via. Per quanto un calcolatore elettronico sia perfetto, non pu risolvere un problema che sia stato mal posto dal programmatore. Quando si affronta un problema, prassi comune delimitarlo entro una determinata inquadratura e cercarne la soluzione allinterno di essa. Si accetta come un dato dimostrato che una certa linea rappresenti i confini del problema, ed entro questi confini che il pensiero verticale ricerca la soluzione. Molto spesso per questi confini non esistono nella realt e la soluzione pu trovarsi al di fuori di essi. Facciamo lesempio dellaneddoto delluovo, attribuito erroneamente a Cristoforo Colombo.

Una volta che i suoi amici lo schernivano dicendo che la scoperta dellAmerica era stata in realt unimpresa facile perch, pel raggiungerla, era bastato mettere la prua verso ovest e veleggiare sempre in quella direzione, Colombo chiese loro se erano in grado di far stare un nuovo dritto su una delle due punte. Gli amici provarono ma il tentativo fall. Allora Colombo prese un uovo, ne schiacci una punta e su questa lo fece star ritto. Gli amici protestarono dicendo che per essi valeva la condizione che luovo dovesse restare intatto. Cio essi ponevano dei limiti che in realt non esistevano. Allo stesso modo, avevano ritenuto impossibile prendere la rotta ovest e proseguire sempre in quella direzione. La grande impresa marinara era parsa facile a loro soltanto dopo che Colombo ebbe dimostrata linfondatezza delle loro prevenzioni. assai probabile che questo aneddoto riguardi, in realt, Filippo Brunelleschi che costru la cupola del duomo di Firenze, nonostante tutti avessero ritenuto che il suo progetto era impossibile da realizzare. Pi che laccuratezza storica dellattribuzione dellaneddoto, ci serve il riferimento a Colombo perch d modo di mostrare una certa mentalit. Molto spesso i verticalisti considerano una soluzione ottenuta col pensiero laterale come una specie di trucco. Ci prova, paradossalmente, Iutilit del pensiero laterale. Quanto pi vibrata ~ Iaccusa di mistificazione, tanto pi appare ovvio che essi sono legati a regole rigide e a preclusioni che non hanno riscontro ndla realt. In tal modo, predusioni di vario tipo costituiscono altrettanti sbarramenti che vietano laccesso alle soluzioni originali. I verticalisti sono i pi attrezzati per erigere tali sbarramenti perch la logica, per essere efficace, ha bisogno di un contesto preciso e rigidamente definit~. Certe premesse devono essere accettate per vere. La fluidit di una situazione in cui nulla determinato e tutto messo, in ogni momento, in dubbio, unesperienza estremamente penosa per il verticalista. Ma proprio grazie alle illimitate possibilit del caos che il pensiero }aterale riesce a formulare idee originali. Alla ricerca di impostazioni alternative non si portati da un impulso spontaneo. Per sua natura, la mente umana viene attratta dalla impostazione pi probabile e da essa prende le mosse. Per vincere questa tendenza naturale necessario agire con determinazione e non rifuggire nemmeno dalluso dellartificio. Una tecnica che pu sembrare troppo semplicistica consiste nello stabilire in anticipo un certo numero di impostazioni altemative, due, tre, cinque o pi. Tutti i problemi che cadranno sotto il nostro esame dovranno ~ essere affrontati in ciascuno dei sopraddetti modi. Sulr le prime` questo procedimento parr assai artificioso. Molte impostazioni elaborate su commissione parranno del tutto assurde se paragonate a quella ovvia e naturale. Ma necessario elaborarle tutte fino in fondo, senza curarsi del loro grado di assurdit e di forzatura. Col tempo e la pratica, la ricerca delle impostazioni alternative diventer meno laboriosa e queste sembreranno quasi altrettanto ragionevoli di quella ovvia. Unaltra tecnica utile consiste nel rovesciare deliberatamente i termini del problema capovolgendo alcuni r?pporti. Invece di supporre che siano le pareti di una camera a sostenere il soffitto, possiamo immaginare che le pareti pendano dal soffitto.

Invece di supporre che un aeroplano si alzi in volo grazie allimpatto delle ali contro laria, immaginiamolo fermo e che, per alzarsi, muova solo le ali, analogamente a quanto avviene per le eliche dellelicottero. Invece di supporre che il sole si muova attorno alla terra, pensiamo che sia la terra a girare attorno al sole. Invece di pensare al moto di un oggetto ndlo spazio, secondo una sua traiettoria curva, supponiamo che sia lo spazio stesso ad essere curvo. Il rovesciamento, o comunque lalterazione di un rapporto sono, nei casi ricordati, facili, perch, quando si stabilita na direzione, ne risulta stabilita, per implicazione, anche la direzione opposta. Unaltra tecnica, in grado di sciogliere i ceppi di una determinata scelta obbligata, consiste nellapplicare i dati di una situazione ad una seconda situazione, che sia pi facile esaminare. In tal modo possibile passare da considerazioni astratte- ad analogie concrete. Questo procedimento valido per due motivi. Anzitutto, le limitazioni nelle scelte di impostazione, proprie della situazione di partenza, non ricompaiono nella situazione analogica, che molto pi malleabile. Se si sar scelta unanalogia adeguatamente sfruttabile, allora potr essere facile stabilire un raffronto dei rapporti. Ogni tanto si riesaminer la situazione di partenza alla luce dei mutamenti intervenuti in quella analogica e ci sar uno stimolo a soluzioni nuove, a nuove interpretazioni. Il secondo vantaggio del ricorso alle analogie che queste utilizzano normalmente immagini concrete che suggeriscono aitre immagini concrete pi facilmente di quanto idee astratte suggeriscano altre idee astratte, con il risultato che la formazione delle idee avviene pi facilmente. Unaltra semplice tecnica consiste nello spostare deliberatamente lattenzione da una componente allaltra del problema. A questo fine non ha importanza che il problema venga impostato nel suo modo pi ovvio, purch le sue componenti vengano esaminate una dopo laltra. Anche lelemento pi insignificante del problema dovrebbe ricevere la sua parte di attenzione, e ci molto pi difficile di quanto si supponga. Laneddoto dei sassolini ha trovato una soluzione a lieto fine solo quando si spostata lattenzione` dal sassolino che era stato estratto a quello che era rimasto nella borsa. Forse la pi chiara dimostrazione dellutilit di disporre di una molteplicit di impostazioni alternative la fornisce proprio la matematica. Qualsiasi equazione non che la stesura di due descrizioni diverse di una stessa cosa. Anzi, Iutilit di avere due vie anzich una cos grande che essa la pietra angolare della matematica. Disponendo di due diverse descrizioni, al di qua e al di l del segno di uguaglianza, possibile giungere alla soluzione dellequazione. Tl metodo laterale permette di passare deliberatamente in rassegna, in rapida successione, diverse alternative. Lesperienza e la capacit dindagine probabilistica dellintelletto, permettono di associare automaticamente elementi tratti da alternative diverse fino ad ottenere una soluzione valida.

CAPITOLO SESTO Il terzo principio operativo del pensiero laterale nasce dalla constatazione che il metodo verticale non soltanto , per sua natura, sterile di idee originali, ma ne ostacola concretamente il sorgere. Esistono persone incapaci di ragionare senza sottoporre ciascuno dei loro pensieri a un rigorosissimo vaglio critico, e che devono farne, ogni volta, Ianalisi e la sintesi logica. C una tendenza ad essere precisi e meticolosi che altrettanto artificiosa della suddivisione di una sequenza cinematografica in una serie di fotogrammi immobili. Ci riferiamo a casi-limite, ma che indicano come questa tendenza, sia pure in forme pi attenuate, assai comune. Si detto nel capitolo precedente che il pensiero verticale ha bisogno di partire da una struttura base accettata come valida, che potr venire ampliata o modificata nel corso dellindagine. Questa indagine porter forse alla correzione della struttura ma difficilmente ispirer una soluzione dd tutto originale. Accettare e impegnarsi significa prendere la direzione opposta a quella che permette di sfruttare le illimitate possibilit del caos. Ndla palude dei concetti informi la logica si costruisce, pietra su pietra, il suo sentiero. Ogni pietra viene saldamente inserita al suo posto e laggiunta di nuove possibile solo quando la precedente ben fissa nella massicciata. La logica ha, per sua natura, lesigenza di controllare e collaudare il pensiero in ogni sua fase. Il pensiero laterale invece non richiede sempre la consequenzialit: quel che gli interessa che la conclusione finale sia esatta. Pensare lateralmente significa calarsi nella palude e percorrerla fino a scoprire un sentiero naturale. Il bisogno di essere conseguenti in ogni momento e ad ogni stadio probabilmente il pi grosso ostacolo alla scoperta di soluzioni nuove. Dopo che Marconi ebbe migliorata la potenza e lefficienza dei suoi strumenti di ricerca scientifica, scopr di poter irradiare onde elettromagnetiche a distanze sempre pi grandi. E alla fine os studiare la possibilit di trasmettere un segnale nientemeno che al di l dellOceano Atlantico. Per riuscirci sembrava che bastasse aumentare adeguatamente la potenza del trasmettitore e la sensibilit del ricevitore. Gli esperti, che la sapevano pi lunga, risero dellidea. Gli ripeterono che le onde elettromagnetiche si irradiavano, come quelle luminose, in linea retta, e perci non avrebbero potuto seguire la curvatura della terra e si sarebbero disperse nello spazio. Gli esperti erano a posto con la logica, ma Marconi tent ugualmente, insistette e alla fine riusc a trasmettere un segnale oltreatlantico. N lui n gli esperti sapevano dellesistenza della ionosfera, cio di quello strato elettrizzato dellalta atmosfera che riflette e rimanda le onde elettromagnetiche, le quali, diversamente, si disperderebhero davvero nello spazio. Fu lesistenza di questo strato a rendere possibile la trasmissione del segnale. Muovendo da una premessa errata, Marconi era arrivato ad un risultato al quale neppure la logica pi stringata sarebbe riuscita a condurlo. Anche la scoperta delladrenalina fu dovuta a un calcolo sbagliato. Un certo dottor Oliver aveva inventato un congegno capace, a suo giudizio, di misurare il diametro dellarteria del polso, quella su cui si prova la febbre, e con questo apparecchio aveva eseguito su suo figlio tutta una serie di esperimenti. Uno di questi, consistente nelliniettare al figlio un estratto di glandole adrenali bovine, lo convinse di aver scoperto che questo estratto riduceva il diametro dellarteria.

Noi ora sappiamo che impossibile rilevare su una grossa arteria restringimenti dovuti alladrenalina. Oliver si affrett a far conoscere al mondo la sua scoperta, ma il mondo, in persona del noto fisiologo professor Schafer, rimase scettico; tuttavia lentusiasmo di Oliver indusse il professore a iniettare un po di quellestratto a un cane di cui si stava misurando la pressione. Con sorpresa di Schafer, la pressione sanguigna sal rapidamente. Era stata scoperta ladrenalina. Si potrebbero ricordare molti altri casi di vere e proprie scoperte scaturite da procedimenti mentali non sempre impeccabili. Succede come quando si cammina su una spiaggia ghiaiosa. Si pu procedere piano e con precauzione, cercando di assicurarsi lequilibrio ad ogni passo, prima di compiere il successivo. Ma si pu anche passare in fretta da un sasso allaltro soffermandosi cos poco ad ogni passo da rendere inutile assicurarsi un equilibrio stabile prima di compiere il successivo. Quando si sar raggiunto il posto desiderato, allora sar venuto il momento di guardarsi indietro per individuare la via pi sicura per ritornarci la prossima volta. Talora litinerario migliore che conduce a una localit lo si scopre solo dopo averla raggiunta. ~: dalla cima di una montagna che si scorge il sentiero pi praticabile. Scopo della logica non dovrebbe tanto essere quello di arrivare a delle conclusioni, quanto quello di esaminare la loro validit a posteriori. Senza dubbio lesame dovrebbe essere il pi preciso e rigoroso possibile; ad esso potrebbero venir sottoposti, con altrettanta facilit, sia conclusioni di tipo verticale che conclusioni di tipo laterale. Si pu obiettare che non c nulla di male nellimpiego del pensiero verticale anche per quei risultati a cui si pu giungere attraverso il pensiero laterale. Purtroppo, in questi casi luso del pensiero verticale pu essere veramente svantaggioso; ogni reale risparmio di sforzi illusorio perch il metodo logico deve, ad ogni passo, fare scelte alternative, mentre il pensiero laterale non ha tale necessit. Il primo autentico svantaggio sta nel fatto che se il pensiero verticale riesce ad arrivare a un risultato, ad una meta, non sentir pi alcun bisogno di cercare una via migliore e pi diretta. Col procedimento laterale invece la via migliore per raggiungere la meta va cercata dopo aver raggiunto la meta stessa, e poich il pensiero laterale ~ion impegnato ad attenersi ad un determinato itinerario che sia solo discretamente percorribile, gli possibile trovarne uno migliore. Il secondo svantaggio sta neila direzione presa dal procedimento logico. Per cercare idee, soluzioni nuove noi ricorriamo al metodo logico se questo lunico che sappiamo usare. Per muoversi, per produrre uno sforzo ci allora necessaria una direzione. Se vogliamo recarci in un posto seguiamo la direzione prefe~F renziale indicataci dalla segnaletica. la strada mae1~ stra del metodo logico, che possiamo speditamente per~ correre. Ma andare in tal modo in una direzione sbaF gliata pu essere peggio che star fermi. Non , que~ sto, un invito alla pigrizia, ma un suggerimento: inE vece di procedere a tutta velocit nella direzione pi ovvia, sarebbe forse meglio, con qudlo stesso dispendio di energia, fare un lungo giro tuttattorno. La strada maestra del metodo logico conduce dritto a quella che pare la soluzione del problema; pu darsi invece che per arrivare ad una reale soluzione di questo si debba procedere nella direzione diametralmente opposta. Si pu fare un esperimento semplice, consistente nel collocare davanti a un animale uno schermo di flo metallico attraverso il quale possa vedere il cibo che sta dallaltra parte. Certi animali, come per esempio i polli, mireranno dritto verso il becchime e cercheranno ostinatamente di attraversare lo schermo. Altri, dotati di maggiore intelligenza, come il cane, si renderanno conto che, per arrivare al cibo, necessario prima di tutto allontanarsi da esso e poi aggirare lo schermo. ~ abbastanza facile effettuare

questa deviazione quando c un ostacolo che si frappone alla direzione di marcia pi ovvia; meno facile invece decidere di prendere la direzione opposta quando non si vedono ostacoli. Allorch le due donne che rivendicavano la maternit dello stesso`bambino furono portate al cospetto di Salomone, il re ordin che linfante fosse tagliato in due perch ciascuna delle pretendenti ne avesse una met. Salomone, che, come si ritiene, intendeva render giustizia e salvare il bambino, dette un ordine che pareva contraddire queste sue intenzioni ma che ottenne, in realt, lo scopo di scoprire la vera madre; infatti questa dichiar di lasciare il bambino allaltra donna piuttosto che vcderlo ucciso. Poich il pensiero laterale non ha direzioni obbligate, non gli difficile allontanarsi da un problema per poterlo risolvere. Se siete fermi con la macchina su una rampa e lauto che vi precede slitta allindietro verso di voi, vi sembrer naturale innestare la retromarcia se laltra corsia occupata. Pu essere invece pi sensato prendere la decisione opposta e andarle incontro. Ci diminuir limpatto e a questo punto il freno a mano della vostra macchina potr bastare a impedire allaltra di continuare a slittare. Se una prima limitazione del pensiero verticale deriva dal suo bisogno di essere conseguente in tutte le fasi dellindagine, una seconda sta nella necessit di trovare una definizione esatta per ogni cosa. Una mentalit rigidamente logica suddivide e riduce tutto alIosso, le varianti la mettono a disagio: una parola deve sempre indicare la stessa cosa, n pu mutare temporaneamente significato per far filare un certo ragionamento. Chi si serve del pensiero laterale pu sfiorare una parola appoggiandovisi sopra solo un attimo, prima di proseguire la corsa; chi usa il pensiero verticale deve invece sentirsi saldamente in equilibrio su ciascuna parola, riconoscerne la stabilit e lunivocit. Egli dovrebbe classificare tutto, non lasciare alcun F margine allindeterminatezza. Ricerca prevalentemente i criteri di separazione delle cose mentre chi si serve del pensiero laterale preferisce trovare il modo di accostarle. Alcuni spingono la loro passione per le classificazioni rigide fino al punto di imprigionare le idee rappresentandole con simboli che poi vengono collegati tra loro secondo certi rapporti. Questo tipo di-definizioni matematiche pu facilitare lesposizione delle idee, ma certo le coarta entro confini che non sono i loro confini naturali. La rigidit costrittrice del simbolo un vincolo che impedisce in effetti allidea di espandersi liberamente nella misura che pu essere necessaria al suo sviluppo. Lacqua di un pozzo non pu essere classificata in base alla forma dei recipienti usati per attingerla. Nessun dubbio che i popoli occidentali debbano la loro efficienza e il loro progresso al metodo matematico, ma ci sono aspetti dellattivit mentale che non possono essere sempre elaborati con questo metodo. Risulta molto pi utile alternare, a periodi di elaborazione rigida, periodi di fluidit creativa. Linconveniente pi grosso, nelle classificazioni, deriva dalla propensione dellintelletto umano a formulare definizioni statiche. Esso considera il grigio come qualcosa di precisamente definito e non soltanto come un momento del passaggio dal nero al bianco. La differenza fra una definizione statica e una dinamica che questultima non affatto una definizione, ma una mera possibilit. La fluidit del possibile non impedisce lemergere di idee nuove, come invece fa la rigidit dellessere. Qualche tempo fa mi venne voglia di scoprire se lintelletto poteva fare lesperienza di unallucinazione visiva rendendosi conto che si trattava di una contraddizione logica. Con lipnosi molto facile indurre il soggetto in trance a credere che quando verr pronunciata una certa parola, prover una determinata allucinazione. Poi il soggetto svegliato e, dopo un po, vien pronunciata la parola convenuta. Leffetto spesso scioccante.

Se gli era stato detto in trance che una persona sarebbe entrata nella camera, il soggetto si alza, stringe la mano alla persona che non c, la presenta agli astanti e conversa con lei. Il soggetto, inoltre, si turba moltissimo perch nessuno, al di fuori di lui, vede la persona. Seguendo lo stesso metodo ho cercato di indurre un soggetto a vedere, una volta uscito dal trance, un circolo quadrato, disegnato su una parete. Quando venne pronunciata la parola convenuta,~assistei a qualcosa di straordinario Il soggetto dichiar con enfasi di vedere il disegno e che questo rappresentava, al tempo stesso, un circolo perfetto e un quadrato perfetto; e riconosceva anche che la cosa era logicamente impossibile. Limpressione gli pareva cos vera che afferr una matita e cerc di riprodurre il disegno ma, tracciate poche linee, gi voleva cancellare tutto e ritentare; preso da una specie di frenetica insoddisfazione, cercava di riprodurre lirriproducibile. Con ci non ho inteso eseguire un esperimento di misticismo sintetico, ma fare un tentativo di accertarmi se una mente ipnotizzata potesse recepire nettamente, in stato di coscienza, esperienze che, in base ai principi della logica, ritiene impossibili. Nella sua fase emhrionale, unidea pu esistere in una for ma cos nettamente contraddittoria che la logica non ~ pu accettarla. Ci non significa per che non se ne E potr ricavare unidea originale e utile. Le prime manifestazioni di unidea nuova possono ~ essere troppo nebulose perch vengano riconosciute e F disposte in forma logica. Esiste tuttavia in molti una naturale propensione a interessarsi di idee del genere, a portarle alla luce e a rendersene pienamente consapevoli dandogli una forma e una struttura definite prima ancora che abbiano avuto la possibilit di svilupparsi a modo loro, in forme libre (e originali). Esse vengono organizzate e strutturate. Ma una struttura viene scelta in funzione di unidea e non qualcosa che pu crescervi dentro per virt propria. Il libero volo E dellidea in questo caso troncato ed essa viene immobilizzata come una farfalla sullalbo del collezionista. Lanciarsi su unidea appena si presenta equivale a ucciderla. Se la logica si interessa a lei troppo presto e con troppo entusiasmo, o la congela, o la costringe entro vecchi stampi. Concentrarsi su unidea significa isolarla dal suo humus e arrestarne la crescita. I riflettori abbaglianti dellattenzione impediscono quei fecondi processi semiconsci che possono farla maturare. ~ certamente vero che senza un tempestivo controllo logico la mente umana capace di perdersi in fantasticherie come quella della macchina del moto perpetuo. ~ anche vero che, in determinate circostanze, per esempio sotto leffetto dello LSD, la mente convinta di aver scoperto il mistero delluniverso. altrettanto vero che soltanto uno sbrigativo intervento della logica pu spazzar via dalla mente queste vane fanta 110 111 sie. Ma forse meglio correre il pericolo di albergare occasionalmente fantasticherie tipo moto perpetuo che rischiare di espellere dalla propria mente tutte le specie di idee utili con un vigoroso e prematuro impiego

della logica. ~ meglio avere tante idee da poter permettersi il lusso che alcune di essere siano sbaglite, piuttosto che saper ragionare sempre in modo impeccabile ma non avere nessuna idea. Definire unidea un eccellente modo per organizzarla internamente, e organizzarla significa, di solito, disporla in un contesto logico. Una definizione prematura la vincola a una linea di sviluppo che pu non essere la sua naturale. Spesso, lintervento prematuro del pensiero verticale dovuto a mancanza di fiducia nel pensiero laterale. Se non si crede che unidea nuova possa maturare da sola, ci si far sempre un dovere di occuparsene. Essa non ha bisogno dessere foggiata, si potr osservarla e seguirla nelle sue fasi di sviluppo, e dimenticarla in quelle di stasi. Se unidea non riesce da sola a darsi una forma utilizzabile si ottiene ben poco costringendola ad assumerne una. i~ comprensibile che una mente povera di idee nuove ne cerchi cupidamente; ma in generale unidea conquistata con la seduzione risulter molto pi fecondaduna posseduta con la violenza. Una voita matura e disponibile per un esame attento, sar essa stessa a farsi avanti, imbarazzante, insistente; e non ci sar alcuna possibilit di sfuggirle. Ma se non ancora pronta, non sar il rigore logico ad accelerarne la maturazione. Il modo migliore di accertare la validit di unidea quello di sottoporla a verifica sperimentale. In pra 112 tica, per, esiste il pericolo di occuparsene troppo presto, e ci accade nei casi in cui facile procedere alla sua verifica. Succede che, appena si presenta un abbozzo di idea, esso venga elaborato in modo da rendere possibile la preparazione di un progetto sperimentale. Si tracciano le linee dd progetto e si ottiene lattrezzatura. Ci porta al congelamento immediato delIidea che di solito di trova in uno stadio -intermedio di sviluppo. E vero che essa pu maturare anche durante lesperimento, ma la cosa si verifica di rado, e inoltre sono pochi coloro che glielo permetteranno perch in questo caso le apparecchiature pi moderne e gli esperimenti rischierebbero di risultare superati mentre la verifica ancora in corso. Per certe apparecchiature, i lunghi termini di consegna permettono talvolta a unidea di maturare nel frattempo fino al punto da rendere necessario un tipo di attrezzatura diverso. successo spesso anche a me di aver ordinato attrezzi risultati superati prima ancora di usarli perch lidea, nel frattempo, aveva fatto un altro passo avanti. Non voglio con ci dire che sia un errore poter disporre sollecitamente di apparecchiature, ma solo illustrare i pericoli di una strutturazione prematura dellidea. Poich sarebbe poco pratico procedere alla verifica delle idee nuove una per una, bisogna farne una scelta. Fra la concezione dellidea e la verifica della sua realizzabilit si interpone un esame logico che valuta la convenienza pratica del tentativo. Solo le idee che hanno superato lesame sono ammesse alla verifica sperimentale. Con questo esame si cerca di confrontare, in un ambito esclusivamente mentale, lidea con la realt in cui dovrebbe inserirsi. Gi una prima valu tazione logica stata data dallinventore dellidea, ma anche se lentusiasmo le porta avanti, sono poche le idee che arrivano fino alla verifica sperimentale se le persone cui spetta decidere non ravvisano lutilit di compiere la verifica. Tale sistema funzionerebbe bSnissimo se lesame logiCO non fosse costretto a basarsi soltanto sullesperienza. Esso pu prendere in considerazione solo gli elementi che gli sono noti, e solo ndla misura in cui li conosce.

La conoscenza della realt nella quale la verifica viene inquadrata, necessariamente incompleta perch fondata sullincompletezza dellesperienza. La prima volta che fu proposta la costruzione di qudlapparecchiatura essenziale per lo sfruttamento dellenergia atomica che il ciclotrone, molti esperti Sl dichiararono scettici sul risultato. E fu una fortuna che si esperimentasse il progetto senza far ricorso alla loro collaborazione perch il loro parere, dal punto di vista dellesperienza, era probabilmente inattaccabile. Alla fine, fu un comportamento imprevisto del campo magnetico, osservato nellultima fase della prova sperimentale, a conferire al ciclotrone quellefficienza di funzionamento a cui quegli esperti non avevano creduto. In questo caso, come in qudlo di Marconi, lesame logico, in quanto basato su fatti noti, era stato impeccabile; quel che mancava era una sufficiente conoscenza della realt. Per anche lesame logico come tale pu commetterc i suoi bravi errori. Quando il dottor Robert Goddard svilupp le sue concezioni sulla propulsione a razzo e afferm che questa era lunica forma di propulsione utilizzabile nei viaggi spaziali, molti obiet 114 tarono che un motore a razzo non poteva funzionare ~ nello spazio perch non avrebbe trovato nulla contro F cui esercitare una spinta. Era un modo sbagliato di interpretare il funzionamento del motore a razzo. In realt, alla spinta allindietro dei gas surriscaldati corrisponde una controspinta la quale fa muovere il motore a razzo in avanti. Che le macchine pi pesanti dellaria non fossero in grado di volare era stato dimostrato da molti calcoli. Proprio nellanno del primo volo dei fratelli Wright, il congresso americano aveva emanato una legge speciale che proibiva allesercito di sprecare altri denari in esperimenti aeronautici perch Langley, dello Smithsonian Institute, aveva usato fondi dellesercito per un tentativo che era fallito. (Ironia della sorte, fu provato in seguito che il suo aereo, abbattutosi durante il decollo, era in grado di volare.) Negli stessi anni gli uffici brevetti rifiutavano di iscrivere gli aeromobili usando maggior severit di quanto non accada oggi per le macchine del moto perpetuo. Descartes, uno dei pi grandi pensatori di tutti i tempi, escluse, a perfetto lume di logica, che il- vuoto atmosferico potesse produrre gli effetti annunciati da Torricelli. Ma questultimo dimostr, a dispetto delle vedute del filosofo, la reale efficacia del vuoto atmosferico nel far salire a circa un metro di altezza la colonnina di mercurio del barometro, ed esegu anche un esperimento in cui quattro cavalli non ebbero la forza di separare due semicoppe dallinterno ddle quali era stata tolta laria. Per lungo tempo si pens che i ventilatori centrifughi, sul cui principio sono costruiti gran parte dei moderni condizionatori daria casalinghi, dallaspetto cos lindo, non fossero realizzabili. Qualcuno aveva dimostrato che, secondo le leggi della fisica, essi non avrebbero potuto funzionare. Qualcun altro invece, molti anni dopo, si fece avanti e scopr che essi, dopo tutto, potevano funzionare egregiamente. Nonostante gli errori in cui spesso incorre, lesame logico resta, in determinate circostanze, uno strumento di selezione indispensabile, perch non sarebbe pratico procedere alla verifica sperimentale di tutte le idee che si presentano. Se per si terr presente che non si tratta di uno strumento infallibile, lo si potr usare oculatamente, e si potr persino non tenerne conto quando la verifica di unidea non coster uno sforzo eccessivo. Talvolta utile esaminare unidea facendola oggetto di una ricerca deliberatamente aberrante. Invece di disfarsi in fretta di unidea che appare logicamente assurda, la si accetti, e, partendo da essa, ci si spinga il pi lontano possibile in ogni direzione, cio verso il basso per cercarne i presupposti, e verso lalto, per vedere a che cosa potrebbe condurre. ~: un esercizio assai pi difficile di quanto sembri e richiede una lunga pratica. Scopo di questa indagine, di questa prevaricazione intellettuale, di esaminare criticamente il punto di vista dominante che allorigine del rifiuto logico. Difendendo unidea palesemente errata, si possono spesso scoprire punti di vista pi validi.

Gli schemi logici entro cui ordinata lesperienza disponibile non soltanto portano a sbarazzarci di una idea con un giudizio sommario, ma possono anche far cadere nel dimenticatoio unottima idea che non si adatta ad essi. Non c nulla di pi rattristante di una scoperta che, al suo primo apparire, resta ignorata per venir rivalutata pi tardi. ~ risaputo che lesistenza nellatmosfera degli strati carichi di elettricit che permisero a Marconi di inviare le prime onde elettromagnetiche oltreatlantico era stata sostenuta da Balfour Stewart molti anni prima, ma lidea era allora troppo nuova perch fosse notata. Fu soltanto dopo che il successo di Marconi ebbe offerto uno schema adatto che lidea di Stewart fu ripresa, e che Breit e Tuve, nel 1925, provarono finalmente lesistenza della ionosfera. Quando Gregorio Mendel, con una modestia che non nascondeva la consapevolezza dellimportanza dei risultati raggiunti, lesse allAssociazione per lo studio delle malattie naturali di Brun le conclusioni dei suoi esperimenti sulle piante, tutti si mostrarono indifferenti. La genialit di-quella semplice trattazione e il fatto che con essa era nata quellimportantissima scienza che l genetica, sfuggirono a quella dotta assemblea alla quale Mendel sembr uno dei soliti giardinieri meticolosi che espongono le loro teorie predilette. Solo molti anni dopo la relazione di Mendel fu presa in considerazione e valutata in tutta la sua importanza. Chi si serve del pensiero laterale si guarda in giro e si pone mille domande in piena libert. Ci sono cose che si possono notare solo per il piacere di notarle. Nessun tentativo di spiegarle subito, di dargli importanza. Le si nota e basta. Se ispirano unidea, tanto meglio, se no, non si cerca di strizzarcela fuori. ~ questo, un metodo che pi tardi potr dar frutti. 116 ~ 117 Una cosa notata cos com, nella sua forma pura senza collocarla in una scala di valori, senza adattarla a un contesto. Grazie a questa larghezza e liberalit di recezione diventa possibile abbracciare tutte le nozioni che si presentano senza sentire ogni volta la necessit di spiegarle, classificarle, organizzarle. ~ in questo modo che il caso collabora allelaborazione delle idee nuove. Ma di ci si parler nel prossimo cal~itolo.

CAPITOLO SETTIMO Il quarto principio operativo del pensiero laterale prevede lintervento del caso nella formazione delle idee nuove. Sembrer forse paradossale affermare che si possa fare un qualsiasi affidamento sul caso dal momento che, per definizione, i suoi interventi non ubbidiscono ad alcuna regola. Ma proprio questo il motivo che li rende preziosi nella ricerca di idee nuove. Del resto non si pu neppure affermare che sia impossibile sfruttare sistematicamente gli eventi casuali. Basti pensare alla solidit finanziaria delle societ di assicurazione e ai profitti degli organizzatori di giochi dazzardo per avere unidea dei vantaggi derivanti da un abile sfruttamento del caso. ~ per possibile approfittare degli eventi fortuiti anche senza interventi diretti e sistematici. Basta creare talune condizioni adatte al loro verificarsi, e poi attendere i benefici del loro imprevedibile gioco. Immaginate di star giocando dazzardo, alla roulette per esempio, con i soldi di un altro. Le vincite le intascate voi mentre le perdite le subisce chi vi ha dato i soldi. Ne risulta un gioco a senso unico, in cui impossibile che perdiate. Ad ogni singola puntata non potete mai essere sicuri che il vostro numero uscir, ma sapete che, continuando a giocare, alla lunga vincerete. La consi 119 : derazione che landamento del gioco imprevedibile e sfugge in parte al vostro controllo non baster certo a trattenervi, anzi, cercherete di non perdere una puntata per aumentare le vostre possibilit di vincita. Questo esempio, per la sua analogia coi procedimenti casuali dellintelletto, vi permette di capire come dovete regolarvi con essi. In primo luogo occorre che vi rendiate conto che avete la possibilit di partecipare a questa roulette a senso unico, e ci implica anche la consapevolezza del tipo di utile che ne potete trarre. Poi bisogna che impariate a giocare. In terzo luogo, occorre che insistiate nel gioco pi che potete e che vi sbarazziate delle inibizioni che vorrebbero trattenervi. Infine necessario che impariate ad accorgervi delle vincite e a ritirarle senza indugio. ~ bene che ci soffermiamo un po pi a lungo su questultimo punto. ~ facile ritirare le vincite dal tavolo della roulette, ma supponete che si tratti di un gioco cos complicato che talvolta vi sia impossibile accorgervi subito di lma vincita (e se non la ritirate, la perdete). I procedimenti casuali restano quelli che sono, ma i vostri guadagni aumentano a mano a mano che il vostro occhio impara ad accorgersi delle vincite. Passando ora dallanalogia della roulette allosservazione dei fatti scientifici, dobbiamo dire che il primo passo da compiere sta nel riconoscere che determinati eventi fortuiti (verificatisi cio al di fuori di ogni intenzionalit) sono stati allorigine di scoperte che hanno contribuito al progresso umano. Hertz not un giorno che lapparecchio intorno a cui stava lavorando provocava scintille su un altro che si trovava nello stesso locale, e questa circostanza gli permise di scoprire le onde elettromagnetiche. Roentgen una volta si dimentic di togliere uno speciale schermo fluorescente dal tavolo su cui stava lavorando a una lampada a raggi catodici; questa dimenticanza port alla scoperta dei raggi X. In fotografia, la propriet dei sali dargento di sensibilizzare la carta alla luce fu scoperta da Daguerre e dal suo socio quando si accorsero che un cucchiaio dargento aveva lasciato la sua immagine sulla superficie metallica iodizzata sulla quale era stato posato. Questi sono solo alcuni esempi delle molte scoperte nate da accostamenti casuali di oggetti.

E spesso riesce difficile immaginare in quale altro modo esse avrebbero potuto nascere. Daguerre non sarebbe mai arrivato alla scoperta del pigmento sensibile alla luce se, per farla, avesse dovuto esaminare una per una tutte le innumerevoli sostanze chimiche conosciute. E sia Roentgen che Hertz non si sarebbero mai orientati verso la scoperta dei raggi X, o delle onde elettromagnetiche, dal momento che ne ignoravano persino lesistenza. Siamo quasi tutti in grado di ricordare, per esperienza diretta, fatti importanti avvenuti fortuitamente. Non molto tempo fa cercavo un articolo su una rivista scientifica. Di questa conoscevo il titolo, lanno, il volume della raccolta e il numero di pagina. Preso il volume della rccolta da uno scaffal della biblioteca, lo aprii alla pagina giusta e trovai un articolo che si rivel di grande importanza per il lavoro a cui minteressavo in quel momento. Non si trattava dellarticolo che io cercavo, era anzi del tutto diverso, ma si rivel assai pi utile. Ci era potuto accadere perch la rivista aveva un supplemento uguale per formato e per impaginazione; io presi per sbaglio il supplemento e larti 121 colo che poi utilizzai cominciava alla stessa pagina in cui figurava, sulla rivista, larticolo che cercavo. Oltre che da un evento fortuito isolato, le idee nuove possono scaturire da tutta una concatenazione di circostanze. Da giovane, Alexander Fleming non pot seguire gli studi di medicina per mancanza di mezzi. A Londra, mentre era occupato in unaltra attivit, gli capit di partecipare a una partita di water-polo contro la squadra del St. Marys Hospital. Poi gli mor un parente che, inaspettatamente, gli lasci un legato: quanto bastava per permettergli di frequentare una scuola di medicina; e Fleming scelse il St. Marys Hospital, proprio per il breve contatto che aveva avuto in precedenza con la sua squadra di waterpolo. Si dette il caso che al St. Marys Hospital lavorasse il grande batteriologo sir Almroth Wright, che stava studiando le reazioni dellorganismo umano alle infezioni dei batteri e stava elaborando e sperimentando la teoria sull vaccinazioni. Presto Fleming se ne interess e si trov a lavorare nellambiente ideale e con il maestro ideale per questo genere di studi. Durante la prima guerra mondiale, pOi~ Fleming dovette dedicarsi alla cura dei soldati feriti in combattimento e si rese conto sempre di pi della scarsa efficacia dei disinfettanti in uso, nocivi ai tessuti della ferita non meno che ai batteri. Molti anni dopo, coltivando una goccia di muco nasale, not che questo sembrava arrestare gradualmente la proliferazione batterica. A seguito di questa osservazione, scopr il lisozima, un antibiotico naturale nocivo ai batteri ma innocuo alluomo. Purtroppo la sua efficacia era molto scarsa. Fu con questa esperienza allattivo che Fleming un r giorno si accorse che un vetrino di coltura era stato contaminato da una muffa posatasi dallaria. Capitano tutti i giorni inconvenienti del genere, ma Fleming, invece di buttar via il vetrino, lo esamin e si accorse che la proliferazione batterica si era arrestata tuttintorno alla muffa. La straordinariet dellevento stava nel fatto che, sebbene il peniciuum notatum fosse solo una delle molte centinaia di muffe che potevano posarsi sul vetrino, era tuttavia lunica ad esercitare quel tipo di azione.

Difatti, tutti i tentativi compiuti sfruttando le enormi possibilit della scienza moderna e indirizzati specificamente alla ricerca di altre muffe, non sono riusciti a trovare nulla di altrettanto efficace di questa muffa, messa a disposizione dal caso. La concatenazione delle circostanze non si era ancora esaurita. Fleming aveva studiato il comportamento della penicillina nelle infezioni del corpo umano ma non aveva sufficienti nozioni chimiche per renderla abbastanza stabile da poterla usare come farmaco. Dovettero passare ancora molti anni prima che, a Oxford, Chaim e altri prendessero liniziativa, tutta personale, di studiare laspetto chimico del problema. Da questo momento le cose procedettero rapidamente e le necessit impdlenti della seconda guerra mondiale trasformarono la penicillina in un antibiotico pratico e di portentosa efficacia. La partita di water-polo che aveva determinato, da parte di Fleming, la scelta del St. Marys Hospital, e lo aveva messo indirettamente in contatto con sir Almroth Wright, linaspettata eredit, lesperienza acquisita in guerra, la scoperta del lisozima, il vetrino contaminato per caso dalla pi potente delle muffe, la decisio 123 ne di stabilizzare chimicamente la penicillina, ecco un~ catena di eventi che non fu il risultato di una scelta logica. ~ sempre possibile ricostruire a posteriori le grandi scoperte attraverso una sequenza di fatti che, irrilevanti in se stessi, sono diventati importantissimi proprio per la funzione che, nelle grandi scoperte, hanno avuto. Questi fatti dimostrano che il caso in grado di offrire occasioni di cui diversamente non si sarebbe mai pensato di servirsi. Se nellelaborazione delle idee nuove la parte del caso consiste nelloffrire occasioni determinanti, allora pu ben esistere un metodo per facilitare il suo intervento. Il gioco, inteso in tutta la vastit de~ suo termine, probabilmente il metodo migliore, purch si tratti di un esercizio disinteressato, senza scopi n direzioni prestabilite. Come ogni esperimento predisposto in tutti i particolari un tentativo di promuovere la ricerca logica, cos il gioco un tentativo di favorire il presentarsi fortuito di quei fenomeni che diversamente rimarrebbero nascosti. Giocare solo per giocare significa compiere un esperimento sul caso. Ed tuttaltro che facile giocare con questo spirito: metterci troppa determinazione, lasciarsi prendere completamente dal gioco significherebbe frustrarne leffic~acia. Il vero e proprio vanraggio del gioco sta nella sua illimitata disponibilit. la sua libert da schemi e da vincoli che permette al caso di accostare cose che altrimenti non sarebbero state disposte in questa maniera; che permette di costruire sequenze di eventi impossibili da realizzare in altro modo. Lapparente inutilit del gioco scoraggia tuttavia molta ~ente. I verticalisti si vergognano addirittura di giocare; la vera vergogna sta invece nel non saperci fare, al gioco. James Clerk Maxwell, uno dei pi grandi scienziati e matematici, riteneva che fosse necessario giocare continuamente. Invitato a pranzo, si dimenticava dei commensali e si trastullava con le posate, coi riflessi di luce di un bicchiere, con una goccia dacqua. Aveva capito lutilit del gioco fin dal giorno in cui, ancor giovanissimo, era stato condotto a una conferenza di Hay, un artista che creava le sue opere usando gli aghi e il refe. E fu proprio armeggiando con questi aggeggi femminili che Maxwell cominci la sua carriera di scienziato e riusc a tracciare le ellissi che gli permisero di stabilire le leggi di riflessione della luce. La sua relazione in proposito, alla Edimburgh Royal Society, fu letta da un altro perch era vietato lingresso ai locali della Societ alle persone in pantaloni corti. Come mai i bambini a un certo punto smettono di giocare? Forse perch ai loro occhi il mondo, da luogo inesplorato in cui possono accadere cose meravigliose, diventa un ambiente familiare nel quale ogni cosa riceve pian piano una sua spiegazione precisa, e il fastidio per questa raggiunta familiarit con le cose fa loro perdere il gusto di giocare? Chi ritiene questa spiegazione troppo semplicistica pensa invece che il mondo non possa mai diventare tanto banale per un bambino da allontanarlo dai suoi giochi.

Secondo questultima opinione la causa da ricercarsi nella logica degli adulti che influenza i ragazzi fino a indurli a considerare il gioco come unattivit inutile e non adatta a chi crescendo deve imparare a comportarsi secondo i criteri utilitaristici delladulto. Giocando, le idee si presentano da s e ne alimentano altre. Esse non si susseguono in ordine logico, e se la mente non tenta di impadronirsene ma curiosa abbastanza da seguirle, allora ne avr sempre in quantit sufficiente - e spesso anche troppe. Esse possono anche non rivelarsi immediatamente utili: dabitudine questa loro qualit emerge in un secondo tempo, ma anche se nessuna in particolare risultasse alla fine sfruttabile, la conoscenza profonda e generale di una situazione creata dal loro gioco fortuito pu risultare un terreno straordinariamente adatto alla germinazione di idee nuove di tipo diverso. Un altro sistema per incoraggiare gli incontri casuali ma fecondi tra le idee il vecchio sistema del brainstorming. Un gruppo di persone, riunite per discutere un problema, cercano di sbarazzarsi delle loro solite inibizioni logiche e di dire tutto quello che passa loro per la mente: nessun concetto cos assurdo o irrilevante da dover essere taciuto. Un notevole allenamento necessario perch una persona riesca a esprimere pensieri non del tutto logici e si trattenga dal contrastare tali concetti quando vengono esposti da altri. Si spera in tal modo che lo stimolo reciproco possa far nascere molte idee e che la loro interazione casuale ne produca altre, e nuove, alle quali i partecipanti non sarebbero mai potuti giungere in altro modo. Unaltra tecnica utile consiste nellesporsi di proposito a una grande quantit di stimoli aggirandosi in luoghi pieni di oggetti a cui non si sarebbe diversamente prestata affenzione. Un grande magazzino, unesposizione, e persino una biblioteca possono costituire lambiente adatto allo scopo, e sar tanto pi adatto quanto pi gli oggetti esposti sembreranno eterogenei. Non bisogna cercare deliberatamente qualche oggetto, ma esI sere pronti a osservare tutto ci che attira lattenzione. r Spesso sono le cose pi trascurabili a far nascere nella r mente idee originali. E non bisogna neppure analizzare o attribuire una valutazione qualsiasi a tutto quel che si osserva. Si faccia come il ferravecchi, che raccoglie tutt ci che, per una qualsivoglia ragione, attira la sua attenzione. Nei recessi della mente si nasconde sempre un problema in attesa di unidea. Mentre si gironzola qua e l, ci si pu imprimere nella mente un demento di novit che si suppone possa servire, anche se non si sa bene a che cosa. Dopo averlo acquisito, si lascia che si associ a tutti gli altri elementi del problema che si hanno in mente. Esso esercita uninfluenza passiva, forse uninfluenza organizzatrice. Un giorno si scoprir che lelemento di novita acquisito casualmente ha contribuito in misura notevole alla nascita di una nuova idea. Un altro metodo per facilitare linterazione fortuita delle idee consiste nellintrecciare, di proposito, le fila di molti concetti eterogenei che la mente sviluppa separatamente e in tempi diversi. Invece di far correre questi concetti su binari diversi, come di solito avviene, invece di concentrare lesame su di un solo tema, con deliberata esclusione degli altri che disturberebbero, si permetta a tutti di convergere, e si accettino le deviazioni da un binario allaltro ogni volta che si verifichino. Concetti nati nellelaborazione di un problema possono servire a svilupparne un altro; impostazioni del tutto convenzionali per un certo tema, diventano originali se usate arbitrariamente per un tema diverso. Gli scienziati parlano volentieri di serendipity1, quando vogliono ottenere fondi per esperimenti dai quali normalmente non si possono attendere risultati utili immediati. Sperano cio di giungere, durante lesperimento, a un risultato molto diverso da quello dichiarato, ma che sia di grande valore.

In generale i laboratori di ricerca sono concepiti come serre per la coltivazione intensiva dei dati scientifici. Un esperimento il tentativo di spremere direttamente dalla natura informazioni che non sarebbero ottenibili altrimenti, o che impiegherebbero troppo tempo per rivelarsi da sole. Nel tentativo di dimostrare la validit o la inadeguatezza di una teoria, lo sperimentatore predispone accuratamente le varie fasi della ricerca, usando tutte le cognizioni, lingegno e labilit tecnica che possiede, ma gli esperimenti non portano sempre ai risultati voluti. Molti scienziati, partiti per eseguire un dato esperimento, hanno finito per compierne uno diverso. Anche quando lesperimento fallisce completamente, dal suo fallimento si possono trarre talora insegnamenti pi utili di quelli che il successo dellesperimento avrebbe potuto offrire. Anche nel corso di una ricerca che procede benissimo, unosservazione accidentale pu a un certo punto condurre a una scoperta importante per cui lesperimento originario viene abbandonato. La differenza tra larticolarsi di una nuova idea, dovuto allinterazione di eventi casuali, e lelaborazione. accurata di una teoria ottenuta attraverso il procedimento logico pu essere illustrata servendosi dellanalogia delle graffette.
1 Sostantivo coniato da Horace Walpole a proposito del romanzo The Three Princes of Serendip. I protagonisti del romanzo erano tre principi di Ceylon che avevano il dono di fare scoperte in circostanze del tutto casuali. [N.d.T.]

Si pu costruire una catena di graffette allacciandole insieme con cura una per una. Ma si pu anche costruirla in modo del tutto diverso, aprendo cio un poco le graffette e poi agitandole tutte assieme in una bacinella. Se si agitano con vigore e abbastanza a lungo, alla fine ne uscir una struttura simile a una catena, che il frutto dellinterazione casuale e dellintrecciarsi delle graffette. Con questo secondo metodo, le graffette si combinano da sole in una struttura sempre inaspettata e, di solito, originale. Una volta che la struttura a catena formata, essa pu naturalmente essere sfrondata e modificata. Se si vuole che una catena di graffette sia molto solida allora meglio costruirla con le proprie mani; in tal caso per sar necessario seguire deliberatamente uno schema e, alla fine, la catena risulter una perfetta riproduzione dello schema stesso. Esiste una corrispondenza tra questo procedimento a schema e le elaborazioni concettuali impostate sul criterio della massima probabilit. Dal canto suo, la catena ottenuta per scuotimento rispecchia il criterio di minima probabilit, che sfrutta levento fortuito. Lefficacia dello scuotimento molto ridotta se le graffette nella bacinella sono poche e se, invece di essere aperte, sono gi unite in gruppi ermeticamente chiusi. Analogamente, le interazioni fortuite difficilmente riusciranno a creare idee nuove se i dati a disposizione sono soltanto quelli strettamente indispensabili e se essi sono gi uniti in piccoli gruppi. Se si vuole che i procedimenti fortuiti siano efficaci, i dati informativi imprigionati nelle vecchie e rigide strutture devono essere liberati perch possano interagire con altri. Se invece si raccolgono soltanto dati in logico rapporto tra loro, i procedimenti casuali non saranno pi in grado di produrre idee nuove. La ricerca esclusiva di dati in rapporto logico un tentativo di va1utare la loro piena adeguatezza prim ancora di averla presa in esame. Un rapporto di questo tipo viene necessariamente scelto in base a uno schema gi accettato, e la raccolta di dati fatta su questa base pu soltanto confermare lo schema. Il tentativo di sviluppare unidea nuova servendosi unicamente di dati informativi riferentisi alla vecchia non porta a nulla. Per definizione, il concetto di riferimento presuppone un rapporto con unidea precedente. Lideale, per lintelletto umano, sarebbe di poter raccogliere, senza metodo, dati informativi da qualsiasi fonte. Questi dati non andrebbero selezionati o catalogati per settori, ma lasciati liberi di interagire liberamente.

Lattenzione dovrebbe volteggiare rapidamente al di sopra di essi, mantenerli nel suo raggio di osservazione ma non organizzarli, soffermarsi su ogni idea emergente quanto basta per seguirne il delinearsi, ma non cos a lungo da immetterla in uno schema. Lideale, per lintelletto umano, sarebbe di diventare una casa ospitale dove ogni apporto informativo bene accolto e possano entrare non soltanto gli ospiti invitati o interessanti, ma anche il forestiero di passaggio e lintruso. In pratica, per, unospitalit cos liberale impossibile. Il numero delle informazioni disponibili cresce con un ritmo frenetico e la letteratura che le riguarda raddoppia ogni dieci anni. In qualsiasi ramo scientifico, la massa delle informazioni strettamente e logicamente pertinenti cos cresciuta che non pi possibile abbracciarla tutta neppure servendosi degli elaboratissimi metodi di ricerca dei computer. Lunica scappatoia sembra essere quella di restringere sempre pi il campo dindagine attraverso una crescente specializzazione. In queste condizioni diventa necessario fare una selezione delle nozioni disponibili scegliendo prima la nozione pi strettamente pertinente, poi quella meno e cos via. I risultati finiranno per essere uguali a quelli ottenuti dal pensiero laterale che adotta il solo criterio della massima probabilit. Scarsa speranza dunque di far emergere unidea nuova da dati mutuati da altre fonti. C veramente da restare perplessi. Se, dopo aver terminata la lettura dellarticolo di una rivista scientifica, si comincia a leggere quello che segue, si avr sempre limpressione che largomento di questo secondo articolo sia in stretto rapporto con quello del primo. Si pu sempre trovare, in una qualsiasi rivista medica scelta a caso, uno o due scritti che abbiano una palese attinenza con un determinato problema. Quando ero ad Harvard volli prendere labitudine di scegliere a caso un periodico fra quelli in mostra sugli scaffali allingresso della biblioteca. E non si dette mai il caso che un periodico da me scelto in questo modo non contenesse almeno un articolo utile per il mio genere di studi. Se una scelta tanto casuale dava simili risultati, cera da spaventarsi al pensiero di quel che una ricerca completa avrebbe rivelato. Sfortunatamente le cose peggiorano quando si voglia approfondire meglio un problema. Pi le idee diventano essenziali, e pi i rapporti con altri campi si fanno evidenti; i punti di contatto, anzick rarefarsi, infittiscono sempre di pi. Pasteur svolgeva indagini in campi diversi. Si interessava alla generazione spontanea della vita, alla fermentazione dei vini, alle malattie del baco da seta, al colera dei polli, allantrace e alla rabbia (contro la quale trov efficaci cure preventive) e a molti altri problemi. E in ogni occasione sembr che casi fortuiti lo avessero favorito. Uno dei suoi assistenti dedic scarsa attenzione a una coltura di germi del colera dei polli e questa perse il suo potere infettivo. Ma Pasteur not che questi germi indeboliti proteggevano i soggetti infettati con colture di germi virulenti. Fu cos che nacque la grande idea dellimmunizzazione attraverso inoculazione di germi di virulenza ridotta. In uno dei suoi primi esperimenti sullacido tartarico, Pasteur rilev che una soluzione fermentata per caso conteneva solo un tipo di acido tartarico, laltro era stato consumato dagli organismi fermentatori. Ci permise di stabilire un metodo per la separazione dei due tipi, di migliorare la conoscenza dellazione dellacido tartarico, e di aumentare linteresse per la fermentazione, attraverso la quale Pasteur miglior i metodi di produzione del vino e della birra.

Studiando il comportamento dei lombrichi in una fattoria colpita da antrace, Pasteur cap come uninfezione, prodottasi su carogne sepolte di animali, potesse raggiungere quelli sani che pascolavano alla superficie. Lo stesso Pasteur riconosceva in pieno gli apporti del caso, e precis che quello che veramente contava era di essere pronti a trarne profitto. Lintelletto che sfrutta al massimo le occasioni offerte dal caso pu essere paragonato a un meccanico che sia tanto abile da riparare quasi tutti i guasti che possono capitare a unauto. Davanti alle macchine rimesse puntualmente in ordine, sarebbe ingiusto provare invidia per la buona fortuna del meccanico. Acquisita labitudine di esaminare le varie situazioni da angolazioni originali, anche la capacit di trovare un contesto per un qualsivoglia dato informativo si accresce in misura notevole. Con una migliore padronanza del procedimento laterale, le offerte di informazioni del caso, le associazioni di idee, diventano sempre pi producenti. Il contributo del caso non sar mutato; migliorata sar invece labilit di trarne profitto. Una tecnica che talvolta facilita lacquisizione di idee nuove, o che permette di affrontare i problemi da nuovi punti di vista, consiste nellisolare un dato di fatto dal suo contesto e poi cercar di scoprire in che modo possa essere adattato a un problema di cui ci si sta occupando. Si parte dalla supposizione che s tanto il dato prescelto quanto il problema possono simultaneamente essere presenti alla coscienza, si svilupper gradualmente un certo contesto capace di inglobarli entrambi. E la scelta potr dimostrarsi utile se il dato offrir un nuovo modo di affrontare un problema; se suggerir nuovi rapporti o principi; se costituir un trait dunion con una materia diversa e pi pertinente; se indicher una linea di pensiero da evitare. Il dato in s non significante; significanti sono invece i motivi per cui la mente ne viene interessata, significante la capacit del dato di suscitare uno schema di pensiero o di adattarvisi. Questo schema pu preesistere o pu prontamente formarsi attorno al dato per dargli un contesto e, di conseguenza, un significato. Lassoluta impossibilit di abbracciare tutti i dati associabili rende paradossalmente pi indispensabile che mai di affidarsi agli apporti del caso per trovare nuove aperture. Labilita di concentrarsi su un problema escludendo tutti gli altri considerata motivo di merito. Isolati dal potere di concentrazione, si aspetta che un problema si risolva da s. Si evita il pi possibile laiuto del caso. Questo modo di procedere impedisce praticamente la formazione di idee nuove perch si esclude deliberatamente ogni influenza dallesterno che potrebbe condurre a un nuovo modo di trattare il problema. Concentrarsi su un problema serve solo a rendere pi rigido il modo in cui lo si sta considerando. Un noto rimedio alla sterilit della concentrazione consiste nel distrarsi ogni tanto per dedicarsi ad altri argomenti che non hanno nulla a che vedere col problema predominante. Sarebbe molto pi util; per lasciar entrare apporti esterni a modificare la rigida impostazione del problema proprio mentre questo in elaborazione. Nel primo caso uno si allontana semplicemente dal problema, nel secondo, invece, pu venir convinto ad abbandonare limpostazione iniziale e a seguirne una diversa. Latteggiamento di chi intende avvalersi del caso passivo ma vigile. Non facile togliere deliberatamente a un procedimento la sua intenzionalit. Non facile riuscire a impedirsi di essere consapevoli di una propria ricerca. Attendere che qualcosa cambi per lintervento del caso pu, a tutta prima, sembrare una impresa dallesito incerto. Gli eventi casuali, per definizione, possono anche non verificarsi, perci la tentazione di elaborare un qualche procedimento razionale forte. ~ necessario vincere questa tentazione e aver fiducia che, se lattesa sar sufficientemente passiva, qualcosa succeder sempre, e, di solito, non una cosa sola, ma troppe.

Dapprincipio, il rifiuto a dare al proprio pensiero una impostazione definita, provocher una grande inquietudine, e si cercher di distrarsi, ma appena si sar divenuti pi abili nelluso del pensiero laterale, le idee cominceranno a rivelarsi. La fiducia crescer e con essa diventer pi facile pensare senza dirigere consapevo}mente il pensiero: pi facile pensare e migliori i risultati.

CAPITOLO OTTAVO Lo scrittore che si occupa di pensiero laterale resta insoddisfatto della sua opera quanto e forse pi degli stessi lettori. Egli sa che non le disquisizioni teoriche ma soltanto i risultati pratici possono convincere dellutilit del pensiero laterale. I termini astratti usati per spiegarne i procedimenti lo fanno sembrare nebuloso e gli tolgono quella vivacit e quel potere di persuasione che gli stessi procedimenti esercitano invece nella loro fase di attuazione. Le spiegazioni, in genere, o sono poco chiare (e quindi allarmanti) oppure sono ovvie fino alla tautologia (e purtroppo un principio, ovvio sulla carta, non lo pi altrettanto quando si cerca di attuarlo). Se le applicazioni pratiche del procedimento laterale riescono pi convincenti di qualsiasi trattazione teorica, il miglior modo di illustrare tale procedimento di vederne i risultati concreti. A questo fine si potrebbero ricostruire nei loro vari stadi i processi mentali da cui sono scaturite le grandi scoperte e invenzioni della storia umana. Ma queste analisi darebbero scarso affidamento perch dovrebbero necessariamente essere di seconda mano e affidarsi al resoconto tramandato dagli stessi scopritori. Sono, di solito, informazioni fornite a scoperta avvenuta, e talvolta moltissimo tempo dopo. E possono anche non essere dello scopritore ma di qualche suo devoto allievo. A successo conseguito torna molto comodo ricostruire le varie fasi della scoperta, o dellinvenzione, in modo da conferir loro il crisma della logicit. Si propende a mettere in rilievo certi particolari e a sottacerne altri, affinch lintero iter scelto appaia il pi diretto al raggiungimento del risultato. E anche quando la falsificazione stata involontaria, il racconto rimane ugualmente tendenzioso. Non tutti gli scienziati sono onesti come Pasteur: molti fingono spesso dignorare i contributi del caso e preferiscono esagerare il rigore logico delle decisioni prese. Il pensiero verticale considerato lunica via rispettabile per giungere a risultati nuovi, e non d;.~icile dare a posteriori unarticolazione logica a ci che si era evoluto in tuttaltro modo. Esiste per unalternativa che ci esime dal ricorrere a queste ricostruzioni manipolate. Essa ci permette di osservare il pensiero laterale allopera offrendoci esempi di prima mano. Non sono esempi particolarmente importanti, e li abbiamo scelti fra molti altri solo perch ciascuno di essi permetteva di illustrare un aspetto particolare del pensiero laterale. Ci limiteremo quindi a vederli sotto questo aspetto, trascurando il resto. Questa scelta, operata fra i vari casi in esame durante i tre anni di sviluppo del pensiero laterale, non ha certo la pretesa di dare unidea esauriente delle possibilit del procedimento. Gli esempi sono troppo poco rilevanti per poter servire a questo. Si tratta di semplici occasioni che permettono di riesaminare, alla luce della ragione, i procedimenti formativi delle idee nuove. Come testimone di questi procedimenti, io non posso pretendere che mi si faccia credito pi di quanto possano pretenderlo gli spettatori entusiasti di una rappresentazione teatrale. Gli esempi prescelti hanno soprattutto il pregio della semplicit e della praticit, i due scopi principali del pensiero laterale. Sarebbe bello per noi illuderci di aver scelto la semplicit soltanto per compiere un tentativo di rovesciare la tendenza in corso verso una sempre maggiore complessit, ma in realt anche la nostra pigrizia e la nostra mancanza di abilit tecnica hanno influito su questa scelta. Gli esempi che illustriamo sono o delle trovate per semplificare una certa prassi, oppure delle piccole invenzioni meccaniche.

Le une e le altre contribuiscono in misura assai modesta allarricchimento della mente umana, ma hanno una loro completezza, cio un punto di partenza, uno stadio intermedio e portano a un risultato. Il test che illustriamo per primo era assai noto e semplice, ma richiedeva unattrezzatura di tale mole che la si poteva spostare solo con un grosso carrello. Sembr dunque necessario inventare un apparecchio pi agile, e che si potesse magari mettere in tasca. Lingombrante attrezzatura era composta di un misuratore elettronico di pressione munito di un amplificatore, e di un magnetofono che registrava il corrispettivo acustico delle variazioni di pressione arteriosa del paziente durante una determinata prova di respirazione. Dallesame di queste variazioni di pressione arteriosa era possibile risalire allorigine del disturbo cardiaco. Se si voleva costruire un nuovo apparecchio ci si doveva anzitutto convincere che la registrazione era unoperazione superflua. Lunica cosa che veramente contava era il rilevamento delle variazioni di pressione e questo lo si poteva fare direttamente durante la prova della respirazione. Cera una seconda operazione da scartare: la trasformazione delle variazioni di pressione in corrente elettrica che, attraverso lamplificatore, dava risultati di una precisione del tutto superflua per lo scopo che si voleva raggiungere. Il modo pi diretto di rilevare le variazioni di pressione starebbe, notoriamente, nellosservare le varie altezze che un liquido raggiunge in un tubo sotto la spinta della pressione sanguigna. Ma questo tubo avrebbe dovuto essere cos lungo e ingombrante da rendere lintero procedimento praticamente impossibile. Inoltre, i risultati sarebbero stati scadenti: linerzia della grande quantit di liquido necessario difficilmente avrebbe permesso di riprodurre le variazioni di pressione battito per battito. A questo punto, lulteriore elaborazione dellapparecchio era ormai legata alla felice combinazione di due idee. La prima fu offerta dal termometro clinico. Lapparecchio che si studiava doveva essere semplice come un termometro. La seconda si riallacciava al ricordo di uno strumento in uso una decina danni prima, che serviva per la misurazione della pressione arteriosa e consisteva in una colonna di mercurio molto pi corta del normale e chiusa in alto affinch il metallo, salendo, si comprimesse laria che stava al di sopra. Il tubo sottile, capillare del termometro, e il fatto che si potesse usare una colonna cortissima se si chiudeva il tubo in alto concorsero a far concepire lidea di uno strumento di vetro grande come un termometro e in grado di funzionare, per le prestazioni che gli si contava era il rilevamento delle variazioni di pressione e questo lo si poteva fare direttamente durante la prova della respirazione. Cera una seconda operazione da scartare: la trasformazione delle variazioni di pressione in corrente elettrica che, attraverso lamplificatore, dava risultati di una precisione del tutto superflua per lo scopo che si voleva raggiungere. Il modo pi diretto di rilevare le variazioni di pressione starebbe, notoriamente, nellosservare le varie altezze che un liquido raggiunge in un tubo sotto la spinta della pressione sanguigna. Ma questo tubo avrebbe dovuto essere cos lungo e ingombrante da rendere lintero procedimento praticamente impossibile. Inoltre, i risultati sarebbero stati scadenti: linerzia della grande quantit di liquido necessario difficilmente avrebbe permesso di riprodurre le variazioni di pressione battito per battito. A questo punto, lulteriore elaborazione dellapparecchio era ormai legata alla felice combinazione di due idee. La prima fu offerta dal termometro clinico. Lapparecchio che si studiava doveva essere semplice come un termometro. La seconda si riallacciava al ricordo di uno strumento in uso una decina danni prima, che serviva per la misurazione della pressione arteriosa e consisteva in una colonna di mercurio molto pi corta del normale e chiusa in alto affinch il metallo, salendo, comprimesse laria che stava al di sopra. Il tubo sottile, capillare del termometro, e il fatto che si potesse usare una colonna cortissima se si chiudeva il tubo in alto concorsero a far concepire lidea di uno strumento di vetro grande come un termometro e in grado di funzionare, per le prestazioni che gli si chiedevano, con sufficiente precisione.

Non si poteva ancora, per, generalizzarne luso, ed era di difficile costruzione: la soffiatura del vetro richiedeva delicate operazioni. La realizzazione dellidea fece un altro passo avanti quando a qualcuno, nonostante tutto, venne lidea di ordinare uno di questi strumenti. L sulla scrivania si trovava per caso un rotolo di sottile tubo di nailon ci fu chi, vedendolo, pens allimprovviso che un pezzetto di quel tubo poteva benissimo sostituire il tubetto di vetro. Conclusione: un aggeggio, delle dimensioni di una stringa e che costava poco pi di cento lire, sostitu (anche se solo per questo particolare tipo li esame) uningombrante apparecchiatura che costava pi di un milione e mezzo. Questo esempio mostra come si possano ottenere risultati utili evitando nozioni preconcette, insistendo in tentativi che a tuta prima possono apparire inconcludenti, servendosi della memoria e sfruttando gli stimoli costituiti da casuali incontri con oggetti inconsueti. Il convertitore di valuta il risultato pratico delleffetto esercitato da uno di questi stimoli. Doveva essere m semplice congegno di plastica e servire a chi faceva acquisti allestero per calcolare nella propria valuta prezzi esposti. Furono prese in considerazione molte soluzioni ma tutte si rivelarono troppo elaborate e complicate. La forma definitiva venne suggerita dalla X che compare in basso sui conti dei vagoni ristorante delle ferrovie inglesi. Questo simbolo, considerato non come una X bens come due V unite al vertice sugger m nomogramma che, con laggiunta di qualche linea tracciata col compasso, costitu la base del progetto definitivo. Il nomogramma un grafico che permette di eseguire con la massima celerit le conversioni proporzionali, e vi si poteva arrivare anche col procedimento verticale, ma in realt non vi si era arrivati. Analogamente, la ricerca del modo pi semplice per rendere visibile, rallentandolo, il comportamento di un flusso elettrico lungo un filo, fin con una collezione di quelle palline di vetro a vividi colori che pendono dallalbero di Natale. Si era nel periodo natalizio e questi gingilli, presenti dappertutto, ispirarono lidea di usarli come campo oscillante continuo con passaggio di energia rallentata da uno allaltro, su una base di risonanza. Il procedimento per cui uno stimolo casuale pu originare unutile concatenazione di idee venne deliberatamente impiegato per ideare un apparecchio semplice per lesame della respirazione polmonare. A questo scopo esistevano gi molti ottimi apparecchi, ma se ne cercava uno pi semplice e meno caro. Si pens che gli oggetti esposti allo Woolworth fossero i pi adatti a ispirare soluzioni nuove. Si part senza intenzioni preferenziali e con lunico proposito di gironzolare qua e l per il grande magazzino finch qualcosa si fosse presentato da s. I primi ad attirare lattenzione furono dei flauti di plastica che suggerirono subito lidea di un apparecchio che emettesse dei suoni quando il paziente vi soffiava dentro, e seguendo questa impostazione si arriv a pensare allancia di una concertina di plastica per ragazzi, che dava una debole vibrazione. Il flauto di plastica forn lidea di un tubo con fori laterali 1~ lln ficrhi~ottn z~ Pctr~mit~ .Ci nnt~ r~ nl~r~ quanti fori risultavano scoperti al momento in cui il fischio smetteva. Questidea fu poi scartata ma permise di scoprire unalternativa al principio dominante delle manichette e dei quadranti indicatori, in base al quale funzionavano gli apparecchi in uso. Secondo il nuovo principio, il funzionamento dei polmoni poteva venir controllato attraverso dei suoni ottenuti secondo una scala di difficolt. Questo metodo offriva il vantaggio della semplicit e permetteva la costruzione di apparecchi senza parti mobili e quindi non soggetti a guasti. Si provvide semplicemente a scambiare di posto il fischietto e i fori; il fischietto fu applicato lungo il tubo e allestremit si pratic un foro variabile. Per uno strumento cos concepito occorreva unancia sottile da concertina, ma sincontrarono difficolt per il foro variabile, che non poteva essere contemporaneamente sottile e robusto.

Per ovviare a ci si pens di fare a meno del foro variabile e di sostituirlo con pi fori fissi di diverse dimensioni. Questa soluzione sembr del tutto soddisfacente. Un giorno, mentre lo si suonava, si copr per caso lancia con un dito, e inaspettatamente ci si accorse che lo strumento continuava ad emettere un suono quando ci si soffiava dentro. Divent presto evidente che scegliendo bene la forma dellapertura terminale, questa funzionava come un fischietto naturale. La scelta di aperture terminali di diverse grandezze port allo costruzione di una serie di strumenti assai semplici, costituiti da normali tubi di plastica chiusi a unestremit da dischi recanti ciascuno un foro di diverso diametro. Per ottenere un fischio era necessario soffiarci dentro con una certa forza e la velocit dellaria poteva essere calcolata in base al diametro dei tubi che si riusciva a far fischiare. Sembr che il problema fosse cos risolto nel pi semplice dei modi. Rimaneva tuttavia una difficolt: se si soffiava con troppa violenza in un tubo che avrebbe dovuto emettere un fischio, talvolta questo non usciva. E qui lidea procedette per unaltra strada, lasciandosi indietro tutte le acquisizioni precedenti. Una mattina, mentre si stava preparando la colazione, il sibilo di una pentola a pressione ispir allimprovviso una soluzione nuova. Il fischietto della pentola, tolto dallutensile, venne fissato con un nastro adesivo a un tubo di cartone che una volta conteneva i fogli di un calendario di seta, e si ottenne cos un prototipo. Lungo il tubo vennero praticate delle fessure con una lametta da barba e si constat che pi si chiudevano queste fessure coi polpastrelli delle dita e pi facile diventava far suonare il fischietto. Bastarono poche modifiche per arrivare a dare al congegno la sua forma definitiva. Si fece cio scorrere un tubetto di plastica con fischietto incorporato lungo il bocchino di cartone che portava le fessure. Era un modello che somigliava moltissimo a quello di partenza. Il modo in cui si giunti allinvenzione del gioco della L illustra convenientemente lutilit della libera ricerca quando si ha unidea chiara dello scopo che si vuol ottenere. Un giorno, alla mensa del Trinity College di Cambridge, si parlava della difficolt, per un computer, di giocare una buona partita a scacchi a causa del numero considerevole dei pezzi in gioco e dellenorme quantit di combinazioni che ne risultava. E ci si divert a escogitare un gioco da tavolo che fosse molto semplice ma allo stesso tempo abbastanza intelligente da attirare il giocatore. Il mattino dopo qualcuno trov nella tasca della propria giacca un pezzetto di plastica di forma quadrata e si cominci a discutere se fosse possibile utilizzarlo per qualche gioco. Nacquero cos parecchie proposte, ma poich non era facile dire quale fosse la migliore, si ritenne indispensabile esaminarle una per una in pratica, e cio provandone i giochi corrispondenti nel pub, in modo da scartare quei giochi che non riuscissero interessanti. E fu per pura combinazione che questo procedimento condusse allinvenzione del gioco della L. Come gioco di abilit, esso fu considerato il pi semplice possibile. Ogni giocatore dispone di un solo pezzo (a forma di L) e lo muove su un tavolino a riquadri in modo da ostacolare il pezzo dellavversario. Sono presenti nel gioco anche due pezzi neutrali. ~ un gioco che richiede nel giocatore un alto grado di ahilit perch contiene pi di diciottomila mosse possibili, ma nello stesso tempo pi facile da imparare del gioco di testa e croce. Questa ricerca era stato un libero e piacevole esercizio, perch non si era tenuti a scoprire nessun gioco in particolare; lunico criterio da seguire era la semplicit.

Se si restii ad accogliere e ad elaborare gli stimoli pi disparati, a ricerche apparentemente senza scopo perch, spesso, non se ne vede un utile immediato e non si pensa che la loro utilit potrebbe manifestarsi in un secondo tempo. Un particolare tipo di controllo della circolazione renale sembrava richiedere una attrezzatura elaborata e una speciale tecnica di perfusione. Ma alla fine ci si accorse che si poteva eseguire lesame servendosi di unattrezzatura il cui elemento pi importante era costituito dal dito delluomo. Bisognava aumentare fino a un certo valore la pressione sanguigna allinterno del rene diminuendo ad intermittenza il deflusso del sangue invece che aumentandone limmissione come si usava fare di solito. Questa idea era venuta in mente ricordando un esperimento di tuttaltro tipo avvenuto due anni prima e durante il quale si era fatta parecchia confusione portando avanti e indietro in continuazione acqua e tubi. Ma ci che merita particolare rilievo il fatto che, in precedenza, un esperimento quasi analogo (a costante diminuzione di deflusso) non aveva dato risultati utili. Se coloro che realizzarono lesperimento di cui parliamo avessero conosciuto questo precedente, probabilmente non si sarebbero neppure messi allopera. Invece lo ignoravano; lo compirono, e lesperimento ebbe successo. In molti degli esempi precedenti, si visto come fatti ed oggetti osservati casualmente abbiano dato lavvio a tutta una concatenazione di concetti che ha portato a risultati utili. Invece di star l ad aspettare che questi stimoli casuali si presentino, o di andarli deliberatamente a cercare esaminandoli poi in un modo non sistematico, ci si pu limitare a prenderne in considerazione alcuni in particolare per il tempo necessario a scoprire in essi aspetti di una qualche attinenza con il problema di cui ci si sta occupando. Il dato devessere scelto a casaccio: non ha serlso prenderli fra quelli gi correlati al problema. Quando si tratt di studiare dei sistemi antifurto che impedissero ai ladri di aprire la portiera delle automobili con chiavi false, lattenzione cadde su un normale spillo. Bastarono pochi minuti per rendersi conto che esso poteva utilmente concorrere alla soluzione del problema. Infatti, inserendo lo spillo nel buco della serratura nessuna chiave avrebbe pi potuto entrarvi. Lo spillo poteva poi venir estratto con una calamita, quando si voleva usare la macchina. Un procedimento analogo, impostato su una ricerca ben delimitata, fu adottato per lideazione di uno strumento capace di arrampicarsi su una parete e di attraversare il soffitto. Era stata una rivista a proporne la costruzione lanciando un concorso tra i suoi lettori appassionati di invenzioni. Una prima versione di questo aggeggio (chiamato Suzie, sorella di Freddie, che incontreremo in seguito) funzionava gi soddisfacentemente quando un mattino, nella stanza da bagno, si volle vedere se il rotolo della carta igienica poteva servire come elemento di fissaggio. Il rotolo sugger lidea di una spirale che, con gli opportuni accorgimenti, divenne particolarmente adatta a fissare i nastri adesivi al congegno cosicch questo, nellarrampicarsi sulla parete, non solo non cadeva ma vi si incollava sempre meglio. Il procedimento si fa pi complicato quando si tratta di inventare nuovi attrezzi meccanici necessari per i lavori sperimentali. Una volta occorreva un attrezzo di presa meccanica abbastanza flessibile da poter venir facilmente installato, ma anche capace di irrigidirsi subito a sufficienza per poter esercitare la sua funzione di presa. Gli strumenti meccanici che vengono posti in luogo e poi fissati con viti sono fastidiosi da istallare e la loro tenuta lascia quasi sempre a desiderare. Tuttavia, dopo aver studiato senza successo soluzioni basate su altri principi, come quello del magnetismo, fu giocoforza tornare alla resistenza a vite. Nel corso di uno di quei tentativi capit sottomano una striscia di carta cromatografica (simile alla carta assorbente) e se ne speriment limpiego.

Era evidente che essa fosse abbastanza flessibile da modellarsi con facilit attorno a un oggetto, tuttavia non aveva la rigidit necessaria per tenerlo in presa. Si poteva per pressare un certo numero di fogli in strati per vedere se in questo modo fosse stato possibile stabilire tra i vari strati una resistenza sufficiente a non cedere alle sollecitazioni. La difficolt delloperazione consisteva nel tenere allinizio i vari strati abbastanza soffici perch fossero flessibili e poi riuscire a pressarli rapidamente insieme per farli diventare rigidi. Sembr impossibile trovare una soluzione fino al momento in cui, rovesciando deliberatamente i termini del problema, venne presa in considerazione lidea di pressarli per aspirazione. Allimprovviso questa soluzione apparve ovvia. Bast collocare dei fogli di carta in un sottile tubo di gomma chiuso a un capo e in contatto, allaltro capo, con un aspiratore. Appena laerocompressione funzion, i fogli di carta si compressero fortemente insieme e, da flessibili che erano (su un piano) divennero completamente rigidi. Durante una gita in campagna ci si sfid a chi inventava per primo un gioco di societ ispirandosi alla rete metallica a esagoni di un pollaio. Ci si scervell parecchio con figure esagonali da cui non si ricav nulla di utile. Parecchi mesi dopo, grazie al fatto che una rivista mi aveva chiesto con urgenza alcuni giochi nuovi, e alla circostanza che proprio in quei giorni mi era capitato di vedere un collettore di rifiuti pollini, Iidea dellesagono riaffior ma, questa volta, in un modo che si rivel subito sfruttabile. Contemporaneamente lo stesso collettore mispir lidea di un gioco completamente diverso, anchesso pubblicato dalla rivista. Le pareti a grata del collettore mi suggerirono lidea di sentieri che si ramificavano e si ricongiungevano. Questa idea mi permise di inventare un gioco in cui ciascun partecipante cercava di sopravanzare gli altri indovinandone le mosse e cercando al tempo stesso di camuffare, con mosse adatte, le proprie intenzioni. La vittoria andava a chi era stato pi abile nel prevedere il gioco degli avversari. Talora sorprendente constatare come due problemi del tutto diversi possano essere risolti quasi contemporaneamente. Lidea di usare le unit a T, come abbiamo fatto in uno dei precedenti capitoli, mera venuta in mente mentre mi trastullavo su una sedia a dondolo dallintelaiatura di acciaio. Quasi simultaneamente mi venne da pensare che il dondolio della sedia poteva servire anche a controllare alcuni aspetti dellattivit del cuore. notorio che, ad ogni battito cardiaco, il corpo riceve un leggero contraccolpo e che questo fenomeno pu essere rilevato dallindicatore di una buona bilancia. La sedia a dondolo dellufficio sembrava assai pi adatta allo scopo di molti altri strumenti macchinosi e pesanti presi in considerazione nei mesi precedenti e che si basavano sui medesimi principi. Se il paziente sta seduto su una sedia a dondolo, ad ogni battito del cuore il suo corpo ha un contraccolpo proporzionale che fa muovere leggerissimamente la sedia. Con un con~eFno a aneio (costituito dapprima di un gancio per tendaggi, di un pezzetto di filo per canna da pesca, di un po di plastilina e di una siringa) ho collegato la sedia a un apparecchio sensibile che registrava i lievissimi spostamenti e li trascriveva su carta, tracciando un diagramma che forniva alcune indicazioni utili sul funzionamento del cuore. Quando il gancio non era fissato, i movimenti, anche violenti, della seggiola non disturbavano minimamente il sensibile strumento. Ecco unidea che era costata molti e inutili sforzi e che, allimprovviso, si era, per cos dire, presentata da s, e si era dimostrata di facilissima realizzazione. Molto spesso la ricerca di una soluzione nuova resa difficile dal fatto che se ne ignora il principio informatore, e ci si basa su una delle sue applicazioni. Pu essere divertente mettersi alla ricerca di oggetti da utilizzare nellelaborazione di una idea nuova. Un giorno si cercava una piccola superficie paraboloide e Si fin per comprare allo Woolworth un portauovo di plastica che risult avere la forma pi adatta allo scopo.

Un altro giorno si voleva ideare un certo tipo di colino antischiuma per un ossigenatore a bolla e si collezionarono i seguenti oggetti: una spazzola da bagno, una pezzuola di nailon per lavare le pentole, una rete coprivaso di plastica, un bigodino e infine delle calze di nailon chieste in prestito allultimo momen~o ad una segretaria. La pezzuola per le pentole si dimostr alla fine la pi adatta allo scopo. Non c motivo di preferire gli oggetti duso comune ad altri strumenti pi elaborati, i quali, anzi, di solito danno prestazioni migliori; il solo vantaggio o~erto dagli oggetti duso comune che essi sono pi`a portata di mano e quindi in grado di soddisfare linevitabile impazienza di fare una prima, sommaria verifica della funzionalit di unidea, prima di procedere a una sua pi accurata realizzazione. Talvolta si esamina un oggetto per il puro piacere di cavarci fuori qualcosa di nuovo. In questo caso !indagine non mira a stabilire un rapporto tra loggetto e un particolare problema, ma a compiere un esercizio mentale fine a se stesso. Una sera a pranzo il discorso cadde, a un certo punto, sui rapporti che era possibile stabilire tra i coltelli e le bottiglie di vino che erano in tavola. E ci si divert a escogitare il modo di collocare dei coltelli sulla cima delle bottiglie senza farli cadere. Forse questa idea era da attribuirsi alla presenza tra noi di un architetto. La tavola non venne sparecchiata quella sera, cos noi il mattino seguente riprendemmo ad armeggiare attorno ad essi e riuscimmo a trovare la soluzione che venne poi pubblicata in un libro sul week-end (The Five-days Course in Thinkin~). In unaltra circostanza, alcuni palloncini vivacemente colorati visti in una farmacia diedero lo spunto per lelaborazione di un metodo che permise di risolvere un problema assai complesso. Proprio allora lo si stava programmando su un calcolatore elettronico perch sembrava non ci fosse altro modo per risolverlo. Quei palloncini da dieci cents al pacchetto bastarono invece a fornire una impostazione esatta dei termini del problema e lopera del compute~ da due milioni e mezzo di dollari divenne superflua. (Il costo dellelaborazione per mezzo del computer sarebbe in realt ammontato a poche centinaia di dollari ma la soluzione sarebbe 151 stata di una precisione inutile allo scopo che ci si proponeva). Un problema pu avere soluzioni facili o c~mplicate: tutto dipende dallangolazione dalla quale lo si affronta. Una domenica pomeriggio, mentre guardavamo una persona che fumava, ci venne da pensare ai pericoli del tabacco e al modo di scongiurarli. Ci prospettammo due alternative ovvie: eliminare le sostanze nocive dalle sigarette, oppure cercar di indurre la gente a fumare di meno. Nel primo caso si poteva filtrare il fumo togliendogli una parte delle particelle di catrame (ma era una soluzione imperfetta; si poteva pensare a un procedimento pi elaborato, cio ad alterare, chimicamente o per combusttione, le sostanze pericolose, evitandone cos la formazione). Si poteva per tentare il procedimento opposto e cio diminuire la concentrazione delle sostanze tabagiche nel fumo aggiungendovi, anzich togliendone, qualche elemento. Piccolissimi fori praticati con uno spillo nella sigaretta avrebbero permesso allaria di entrarvi e di rarefare il fumo. Indebolendo progressivamente laroma delle sigarette con un aumento graduale del numero dei fori si sarebbe forse riusciti a far perdere a molta gente il vizio di fumare. Per calcolare fino a che punto i buchi di spillo avrebbero permesso alla sigaretta un normale processo di combustione fu eseguito preliminarmente un esperimento alquanto approssimativo, si us cio un aspirapolvere come macchina fumatrice. spesso sorprendente constatare a quali strani impieghi si prestino gli oggetti di uso quotidiano.

In unaltra circostanza si trattava di trovare una sorgente - di gas ad alta pressione dalla quale per il ~as potesse uscire azionando un grilletto. Si doveva inventare una nuova arma di difesa personale e ci faceva parte di quel concorso di cui abbiamo parlato prima. La bottiglia di seltz che si trovava sul vassoio davanti a noi si dimostr la soluzione pi naturale: bastava levarne il liquido, riempirla di gas ad alta pressione e applicarle un grilletto adatto. Se ci si fosse limitati a pensare alla bottiglia a sifone come a qualcosa che serviva solo per le bevande o per spruzzare lacqua sotto pressione, non si sarebbe mai trovata questa soluzione; ma il sifone era l davanti e fu la sua presenza fisica a suggerirci un uso diverso da quello normale. Uno dei congegni che ci divert di pi escogitare fu Freddie, animale domestico dellera spaziale. Desideravamo avere con noi qualcosa che potessimo vezzeggiare come un cagnolino e che fosse adatto a tenere in una casa moderna. L animale doveva muoversi e comportarsi come un essere intelligente, non aver bisogno di cibo, di essere portato fuori o di altre cure particolari. Si pens a una morbida sfera nera che rotolasse per conto suo; se sbatteva contro un ostacolo doveva rimbalzare automaticamente in unaltra direzione, se fosse finito in una strettoia senza uscita avrebbe dovuto cavarsel da solo e ritornare al punto di partenza. La sua costruzione ci procur uno spasso davvero eccezionale perch, dopo aver elaborato tutta una serie di progetti complicatissimi, finimmo per trovare una soluzione assai semplice servendoci unicamente di una matita, di una gomma per cancellare, di una penna a sfera e di unautomobilina elettrica. Ci fu qualche difficolt a trovare la sfera adatta e un tentativo per costruircene una gonfiando un pal 15 lone e rivestendolo poi con fogli di cartapesta fall. Il pallone alla fine esplose. La sfera adatta fu trovata per caso nella vetrina di un negozio di Lexington Avenue, a New York, incorporata in un giocattolo. Alle trovate tecniche sopra ricordate si poteva certamente arrivare anche con il metodo verticale. E magari con risultati pi soddisfacenti. Ma la domanda da farsi se il pensiero verticale si sarebbe mai, di sua iniziatiya, interessato alla loro elaborazione. Molte idee vennero ispirate, o promosse e migliorate grazie a dati di fatto che nessuno aveva mai volutamente preso in considerazione. ~ facile dire che il pensiero lateralc ha bisogno di girare a lungo attorno a un problema prima di arrivare a risolverlo mentre il pensiero logico segue una strada assai pi diretta. Ma la logica si muove in una direzione obbligata mentre molte idee sono nate soltanto grazie a una illimitata libert di in dagine. Come abbiamo visto in altri esempi, sempre possibile arrivare a posteriori e per via logica agli stessi risultati ottenuti per via laterale. Di molte delle precedenti trovate tecniche abbiamo omesso di descrivere i particolari; invitiamo perci i lettori che lo gradisscro a completarne la descrizione per conto loro. A noi non interessava mostrare un risultato ma descrivere un procedimento. Coloro che non sono in grado di distinguere tra le due cose n di apprezzare limportanza delle piccole invenzioni che abbiamo descritte avrebbero detestato anche le abitudini dello stesso Einstein che si dedicava, spesso e volentieri, a esercizi di questo tipo. CAPITOLO NONO Lultimo capitolo pu aver dato limpressione che la funzione essenziale del pensiero laterale consista nellideare o nel progettare piccole invenzioni meccaniche.

Si sa bene che queste piccole invenzioni, nonostante linteresse che possono suscitare, non esercitano una grande influenza sulle attivit di tutti i giorni, e che solo pochi vi si dedicano. Ma abbiamo gi detto che esse, per insignificanti che possano essere quanto a valore intrinseco, si dimostrano quasi sempre di unutilit senza paragone come esempi di pensiero laterale in azione. Lesserci intrattenuti sulle scoperte scientifiche per mostrare come nascono le idee nuove pu, daltro lato, aver dato limpressione che il pensiero laterale sia un procedimento riservato a coloro che si dedicano a ricerche sperimentali. E poich la gente, in generale, non si occupa di esperimenti scientifici e non si interessa alle invenzioni, il pensiero laterale potrebbe sembrarle un lusso. Commetterebbe per un errore di valutazione, perch il metodo conoscitivo illustrato dalle scoperte scientifiche o da semplici trovate tecniche pu essere impiegato efficacemente anche in situazioni di altro genere. Il procedimento di applicazione generale. La madre che rinchiude il bambino nel 155 .~ r _ box dei giocattoli per impedirgli di smantellare lalbero di Natale pu seguire un tipo di ragionamento diverso da quello del marito il quale pu invece ritenere pi sensato mettere nel box lalbero di Natale. Cercando nel proprio passato tutti potranno ricordare di essere ricorsi, sia pure sporadicamente, al metodo laterale, ottenendone eccellenti risultati. Il giorno stesso in cui mi era venuta lidea di usare dei palloncini invece di un grosso computer per elaborare un certo problema, ebbi, a mie spese, una conferma della ristrettezza del campo dazione del pensiero verticale. Avevo prestato il mio appartamento a un amico per il week-end, e al ritorno mi accorsi che la lampada da tavolo non si accendeva pi. Mi accertai che linterruttore della lampada fosse aperto, tolsi la lampadina e constatai che nel suo interno i fili della resistenza elettrica erano intatti, poi smontai linterruttore. Fu soltanto dopo aver compiuto questo sforzo di ricerca logica che allimprovviso mi resi conto che il mio ospite, ignaro delle mie abitudini, aveva spento la lampada girando linterruttore sulla parete invece di servirsi, come facevo io abitualmente, di quello incorporato nel piedestallo della lampada. Se da questa situazione, in realt abbastanza semplice, avevo fatto nascere un problema, era perch avevo concentrato la mia attenzione sulla lampada e avevo impostato unindagine verticale partendo unicamente dai dati che la lampada mi offriva. Se anchio, come il mio amico, avessi preso in considerazione altri fattori, non mi sarei neppure posto il problema. La mente umana si mostra estremamente docile nel seguire il principio di prohabilit. Del resto, se non le interessa cercare soluzioni nuove, non le costa sacrificio rinunciare ai benefici che ne potrebbe trarre; ma poi disposta a riconoscere i limiti del pensiero verticale? Il procedimento laterale porta a soluzioni nuove, e questo il suo aspetto vantaggioso; coloro che per non vi ricorrono mai non solo rinunciano a questo aspetto positivo ma si mettono in una ben precisa posizione di svantaggio. Essi, infatti, proprio perch seguono il procedimento pi ovvio e prevedibile, possono cader vittima dellastuzia altrui. Nello ju-jitsu, se uno dei lottatori prevede le mosse dellavversario in grado di utilizzarne la forza e il peso e di volgerle contro lavversario stesso.

Allo stesso modo si pu prevedere il corso dei pensieri di una persona che ragiona verticalmente, e trarne profitto. Questo sistema usato con ottimi risultati dai prestigiatori nelle esibizioni in teatro. Tutti i trucchi di scena, eccetto gli effetti scenici e la prestezza di mano, sono impostati in modo da indurre luditorio a seguirc il ragionamento pi ovvio. Il grande Houdini nel numero delle manette invitava, a mo di sfida, il pubblico a procurargli un lucchetto da applicare alle manette, come garanzia che esse fossero ben assicurate ai suoi polsi. Lillusionista veniva poi messo in un sacco, dal quale usciva poco dopo con le mani libere. Uno degli artifici usati per truccare le manette consisteva nellinfilare uno spillo speciale nel pernio. Questo spillo poteva venire estratto solo con una calamita, dopo di che le manette si scioglievano. Mentre tutti facevano dipendere lesito del gioco dalla solidit del lucchetto, e non pensavano ad altre soluzioni, Houdini con tutta facilit smontava e ricomponeva il pernio. ~ r r ~ Utilizzava inoltre lo stesso principio nel numero della donna segata in due. Una ragazza entrava in un cassone vuoto posto sul palcoscenico, poi il cassone veniva sollevato ad una altezza tale da rendere impossibile scenderne o salirvi. A questo punto, Houdini apriva le due estremit del cassone per mostrare la testa e i piedi della ragazza. Poi aveva inizio loperazione di segatura del cassone in due parti, dopo la quale la ragazza ne usciva illesa. Gli spettatori, che avevano ragionato verticalmente, non riuscivano a spiegarsi lesito dellesperimento, dal momento che nessuno aveva potuto entrare o uscire dal cassone sospeso, e che la ragazza si trovava senza ombra di dubbio nel cassone allinizio delloperazione di segatura. In realt, il trucco era stato predisposto ancor prima che il cassone fosse sollevato in aria, e prima che gli spettatori di pensiero verticale cominciassero a prospettarsi il problema. Il cassone era stato collocato sul palcoscenico in corrispondenza di una botola e, dopo che gli spettatori lo ebbero esaminato, una seconda ragazza vi sera sveltamente infilata dal sottopalco, attraverso la botola. La testa e i piedi mostrati da Houdini dopo il sollevarnento del cassone appartenevano a due ragazze diverse, e la sega era penetrata in uno spazio vuoto tra di esse. In un altro trucco scenico di Houdini una ragazza entrava in scena adagiata su una lastra di cristallo portata da quattro indiani in turbante, ciascuno dei quali reggeva un angolo ddla lastra. Poi Houdini stendeva un lenzuolo sulla ragazza e quando lo toglieva la ragazza era sparita. In realt, uno dei quattro portatori indiani era un simulacro vuoto. La ragazza vi si infi lava e in quellarnese abbandonava la scena. Una volta svelati, questi trucchi sono diventati ovvi, ma al tempo della loro maggior voga possedevano una forza suggestiva, specialmente se erano accompagnati dal martellante imbonimento del prestigiatore che spingeva luditorio ad applicare i criteri della comune logica alle varie fasi dellesperimento: cosa che gli stessi spettatori erano ben contenti di fare. Per capire quel che stava accadendo sarehhe stato necessario deviare a un certo momento dalla strada maestra dellovviet e cercare una interpretazione laterale. Ma una volta perduta tale occasione sarebbe diventato impossibile ripercorrere a ritroso il pensiero verticale fino a ritrovarla. Per artificiosa che sia, la situazione creata dal gioco di prestigio non impedisce di vedere chiaramente come essa tragga profitto dal pensiero verticale e dalla ovviet delle deduzioni alle quali molta gente esclusivamente si affida. I dirigenti, gli uomini daffari, i politici, i persuasori dogni tipo rischierebbero di trovarsi senza lavoro se la mente umana, per sua natura, preferisse affidarsi al procedimento laterale invece che a quello verticale. Il loro successo dipende dal grado di abilit con cui sanno individuare il procedimento verticale pi utile ai loro scopi; laddove questo manca del tutto, essi possono inventare una dialettica di tipo normale, e metterla nel dovuto rilievo. (In questo contesto non sarebbe molto conveniente definire un procedimento mentale

normale come una scelta che la maggior parte della gente di regola compie, perch si cadrebbe in un circolo vizioso. Una scelta normale, vista nel suo aspetto funzionale e psicologico, il risultato l fi~ 159 di una assai marcata propensione per un procedimento divenuto familiare e su cui influisce la motivazione del momento.) Non facile modificare i dati dellesperienza ma, manipolando. Ia motivazione, anche leffettiva applicazione del concetto di normalit si sposta. I giornalisti e i pubhlicitari, per il lavoro che svolgono, sono i pi portati a far uso del pensiero laterale. Essi imparano sempre meglio a guardare alla realt da angolazioni diverse. Di rigida osservanza verticale sono invece gli avvocati, i medici e, fino a un certo punto, gli uomini daffari, i quali tutti preferiscono racchiudere la realt entro schemi rigidamente definiti e incontestabili, perch solo a queste condizioni loro possibile far prevalere lesperienza e la preparazione professionale acquisite. Ci si potrebbe chiedere quale sia la posizione dellartista a questo riguardo. Proprio per la sua ricerca di aspetti sempre nuovi della realt, per il suo continuo sforzo di rompere le vecchie convenzioni intellettuali, non lartista il maggior utente del pensiero laterale? Nel mondo dellarte, il pensiero laterale viene chiamato, piuttosto immodestamente, pensiero creativo. Lartista aperto alle idee, alle influenze e agli inviti del caso. Egli cerca di approfondire la propria consapevolezza delle cose, cerca di sottrarsi a una visione scontata della realt usando spesso di proposito lirrazionale. Il culto per le esperienze psichedeliche un deliberato tentativo di approfondimento de!la realt allo scopo di trovare mezzi pi significativi per interpretarla, E non sta proprio qui la vera essenza del pensiero laterale? Troppe volte per il pensiero creativo dellartista si 1~ interrompe~ a met del suo sviluppo. Agli artisti di poF CO talento non resta che lalternativa di ritenere che ~ il rifiuto delle vecchie posizioni sia gi di per se stesso una virt e che loriginalita sia tutto. Ci si sbarazza con entusiasmo delle regole vigenti per abbandonarsi allillimitato potenziale del caos, ma troppo spesso questo abbandono vien gi considerato un risultato concreto, mentre ne solo una premessa. Il pensiero laterale accetta di brancolare nel caos solo per emergerne con unidea nuova, e si augura che essa si esprima in una forma semplice e classicamente composta e ordinata, assai diversa quindi dal caos da cui proviene. Obiettivo massimo del pensiero laterale sono le idee che abbiano la semplicit dellestrema elaborazione; una semplicit cio in cui lefficacia pratica e lessenzialit della forma siano presenti in grado elevato. Non la semplicit del vuoto ma quella della compiutezza. Nellattivit artistica, proprio per lillimitata libert dei suoi obiettivi, troppo facile fermarsi allo stadio del caos e non oltrepassarlo mai. Un inventore che presentasse macchine mal concepite e non funzionanti non potrebbe nutrire molte speranze di successo perch non avrebbe saputo dare alla sua macchina la necessaria funzionalita. Ma in che modo lartista pu capire, in un momento qualsiasi, se sta ancora brancicando nel caos o se invece veramente riuscito a ricreare una sintesi? Non Gi sono criteri oggettivi e il giudizio soggettivo discutibile poich vien dato- o da persone incapaci di liberarsi dai vecchi schemi, oppure da persone per cui la novit gi unacquisizione in se stessa. 6. Il t~er~ie~o la~rale In questa situazione inevitabile che la stranezza debba aver successo e sia fine a se stessa. Il grottesco e il bizzarro sono le forme pi elementari delloriginalit e le pi facili da realizzare. Unidea veramente nuova non appare mai bizzarra perch ha una sua interiore indipendenza e compiutezza. Le idee bizzarre non sono idee nuove ma semplici distorsioni delle vecchie.

Abbiamo suggerito, in preceaenza, di distorcere deliberatamente le idee vecchie per ottenerne deUe nuove, ma abbiamo chiarito che si trattava solo di una tecnica e che ci non costituiva di per se stesso un risultato. Le prime automobili erano state costruite apportando modifiche ai modelli delle carrozze a cavalli e ancor oggi non ci si discostati del tutto da tali modelli. Parziali modifiche di questo tipo sono ovviamente del tutto giustificate, in attesa che unidea nuova possa gradualmente maturare, ma sarebbe presuntuoso far passare queste trasformazioni parziali come idee veramente nuove. Se introducete un sassolino in uno dei cilindri del motore di una macchina che funziona a meraviglia, sentirete dei rumori infausti, di unoriginalit unica. Due sono le possibili attitudini di una persona che assista a questo fatto. Pu andare in estasi per i meravigliosi concenti della distruzione. Oppure pu servirsi di questi rumori per escogitare idee nuove in fatto di meccanica (inventando, per esempio, un motore senza cilindri), o in fatto di acustica o daltro. Non colpa dellartista se la prima attitudine pu essere facilmente confusa con la seconda, nel mondo dellarte. Lautentico pensiero creativo pu essere una forma eccezionalmente valida di pensiero laterale ma il pensiero creativo spurio tuttaltra cosa. In un certo senso la scienza una forma superiore di arte, dal momento che la bellezza di unidea nuova vi si eleva al di sopra ddla discussione e della moda. La scienza non ha contenuti emotivi, non esercita unattrattiva universale ma ha una sua intrinseca compiutezza. La diversit tra le esigenze dellarte e quelle de]la scienza messa mirabilmente in evidenza nelle opere di Leonardo da Vinci. Sulla bellezza dellarte di Leonardo dubbi non ne dovrebbero esistere. Anche nelle sue opere scientifiche, per, spesso prevalgono nettamente le considerazioni dellarte su quelle della scienza. Uno schizzo della macchina per volare mostra come Leonardo si fosse preoccupato di pi di far scendere comodamente a terra il pilota che non della attitudine della macchina a volare; si era preoccupato di rifinire non il meccanismo di volo, bens quei particolari che i suoi estimatori avrebbero potuto apprezzare. La maggior parte degli scienziati avrebbe molto da imparare dalluso che gli artisti fanno del pensiero laterale, ma molti artisti si sentirebbero estremamente a disagio se dovessero seguire il pensiero laterale fino in fondo. Chi pensasse che il modo di vivere dellartista, almeno nelle sue tipizzazioni estreme, sia lespression pi completa possibile di un modo laterale di pensare, fraintenderebbe completamente la natura del procedimento. Il pensiero laterale non si limita a rifuggire dalle strettoie degli schemi rigidamente accettati, ma crca di pervenire, attraverso il disordine, ad un ordine nuovo e pi semplice. Il disordine solo un mezzo di evasione, non un obbiettivo. Tuttavia il pensiero laterale servirebbe a poco se si limitasse a costruire un nuovo ordine al posto del vecchio. Esso aspira ad idee nuove, pi semplici e pi efficaci, ma aspira soprattutto a una fluidit che permetta di sostituire unidea con altre, via via migliori. Anche quando si soddisfatti del modo in cui si risolto un determinato problema si continua a sentire un piacevole stimolo a tentare altre soluzioni. Lumorismo e il pensiero laterale presentano tra loro parecchie analogie. Lumorismo nasce nel momento in cui linterpretazione normale di una cosa viene scossa dallimprovviso presentarsi alla coscienza di uninterpretazione diversa.

La prima interpretazione continua a rimanere quella normalmente accettata; non si verifica alcun capovolgimento improvviso, non scocca il momento delleureka, in grazia del quale la nuova interpretazione diventi allimprovviso la pi immediata. Con lumorismo, la mente passa liberamente dalla considerazione del significato ovvio a quella del significato inaspettato ma plausibile, e viceversa. Questa oscillazione peculiare al pensiero laterale umoristico. Lefficacia delloscillazione dipende molto anche dalla motivazione che ha, di qui il successo dellumorismo di tipo sessuale. Un uomo dotato di humour sembra, in conversazione o sul palcoscenico, sempre pi spiritoso a mano a mano che conquista luditorio. Il quale, resosi attento al gioco dei significati, diverr via via pi pronto a cogliere le interpretazioni alternative dellumorista. A coloro che apprezzano lumorismo dovrebbe riuscire assai pi facile che agli altri di comprendere la natura del pensiero laterale.

CAPITOLO DECIMO Obiettivo del pensiero laterale la concezione di idee nuove. Ma, una volta concepite, chi si occupa di loro se non i loro stessi scopritori? Sarebbe ingenuo credere che chi ha i mezzi per promuoverne la realizzazione faccia molto per conoscerle. N potrebbe essere diversamente dal momento che, se abbastanza facile concepire unidea nuova, ben pi arduo risulta poi il realizzarla. Lentusiasmo che unidea pu aver sollevato nel suo stadio concezionale si attenua molto quando si tratta di attuarla. Molti si comportano come quelluomo che ringraziava Dio di avergli fatto entrare il sole dalla finestra, evitandogli in tal modo il disturbo di uscire di casa per goderselo. La gente non dimostra interesse per le idee in se stesse ma per lutile che pu ricavarne: questo il solo stimolo che la induce ad occuparsene. La loro attuazione dipende meno dalla loro importanza intrinseca che dalla particolare valutazione che ne fa chi le esamina. quando il successo o il fallimento di unidea comportano notevoli conseguenze sul piano economico o su quello del prestigio che sorge lesigenza di verificare con la massima cura se esistono premesse solide alla sua realizzabilit. Sfortunatamente, lesperienza costituisce la migliore base di valutazione, e le idee nuove, proprio perch sono nuove, non sempre possono essere giudicate sulla falsariga dellesperienza. Lo spirito di conservazione, in quarlto riluttanza a staccarsi dal passato, e lo spirito di iniziativa, come aspirazione a progredire sulla base degli schemi del passato, sono atteggiamenti che, pur avendo le loro brave motivazioni, non permettono di sfruttare appieno la possibilit di concepire idee nuove. La riluttanza che ha un imprenditore a rischiare capitali in uniniziativa dallesito dubbio spesso vinta soltanto dal timore che un concorrente riesca a realizzarla felicemente prima di lui. Lideale, per un imprenditore, sarebbe di lasciare liniziativa agli altri, e di sfruttarla, se ha successo, entrando sul mercato prima che esso sia saturato. ~ esattamente quello che capit per i pennarelli di fibra. Fu una ditta giapponese la prima che li lanci sul mercato, ma ben presto tutti gli altri produttori del ramo la imitarono. La riluttanza a imbarcarsi in una nuova iniziativa va di pari passo con la considerazione che se lidea che la ispira veramente buona, ci sar sempre qualcuno che alla fine la realizzer. Per anni nessuno volle prendere in considerazione il principio ispiratore della macchina per fotoriproduzioni Xerox, ma alla fine questa macchina fu costruita ed ottenne uno straordinario successo. Quando Walter Hunt ed Elias Howe inventarono la seminatrice, tutti si dimostrarono scettici sul suo avvenire. Nessun industriale accett le prime proposte di costruzione del tavoliere del monopoli, eppure questo gioco fin per diventare il pi diffuso dei giochi moderni, e gli stessi industriali trassero in seguito lauti guadagni dalla costruzione dei tavolieri. Ci si ricorda facilmente di unidea nuova che ha sfondato. ~uante per sono state dimenticate solo perch non hanno trovato chi se ne occupasse? Se si restii a prendere in considerazione le idee nuove solo perch si contrari a investirvi del danaro, a rischiare forti somme in iniziative il cui esito rimane incerto fino a cose fatte. Comunque, il pensiero laterale non si limita a studiare e a creare prodotti nuovi, ma interviene in tutti i casi in cui pu tornar utile impostare un problema secondo una formula nuova. La realizzazione delle idee nuove nn provoca necessariamente un aumento di spese industri~ali, pi spesso, anzi, consente di ridurle. Essa permette una maggior efficienza produttiva, lutilizzazione di materiali di scarto, una semplificazione dei progetti che rende la loro attuazione pi facile e meno soggetta agli inconvenienti di montaggio, una riduzione. di costi a parit di prestazioni. Il pensiero laterale non interviene solo nelle fasi di ricerca e di creazione del prodotto ma anche in quella organizzativa e di studio dei metodi, nelle analisi di valore`e nella ricerca operativa.

Ciascuno di questi campi dispone di una propria tecnica accuratamente elaborata e di un proprio bagaglio di esperienze. Hanno per in comune due esigenze fondamentali: lanalisi dell situazioni di fatto e la ricerca di soluzioni nuove. Pochi processi di produzione hanno raggiunto loptimum come efficienza ed economicit. Lanalisi della situazione di fatto e le tecniche a disposizione possono portare a grandi miglioramenti, ma lo sfruttamento delle idee nuove in grado di offrire vantaggi economici anche maggiori, che possono andare dallordine delle poche migliaia di lire a quello dei miliardi. Or non molto, un industriale mi confid che la realizzazione di unidea geniale cost a una ditta quasi venti miliardi di nuove installazioni, ma le permise di risparmiarne pi di centocinquanta. La cultura tradizionale non si preoccupa di educare le menti al pensiero laterale. La capacit di elaborare idee nuove sussiste solo come una dote naturale che lunghi anni di pratica verticale non sono riusciti ad ottundere Un po di abilit nel pensiero laterale comunque sarebbe utile a tutti coloro che hanno bisogno di idee nuove. In genere per si ritiene che spetti solo ai ricercatori di professione occuparsene, e che basti creare un reparto ad hoc per esentarsi dallimpegno di interessarsene direttamente. Ma il miglior laboratorio di ricerca conclude poco se le sue idee non vengono mai prese in considerazione, mentre un laboratorio dai mezzi modesti acquista in prestigio e valore se le sue proposte trovano una favorevole eco in sede decisionale. E ci dimostra quanto sia utile che la direzione generale di unimpresa sappia che cosa e come si evolve il procedimento laterale. Nella pila atomica ha inizio una reazione a catena nel momento in cui una prima particella si stacca dal nucleo di un atomo e urta contro il nucleo di un altro atomo staccandone una seconda particella che a sua volta urta contro un terzo nucleo e cos via. Se la massa del materiale abbastanza grande, la reazione a catena diventa unesplosione. La stessa cosa avviene per le idee. Unidea nuova pu suscitare una seconda idea nuova, nella stessa persona o in una persona diversa, dando origine a una specie di reazione a catena, e ci si verifica specialmente nei casi di scoperte scientifiche di tipo completamente nuovo. Nella pila atomica si evita lesplosione mediante linterposizione di barrette di cadmio che assorbono le particelle che gli scoppiano tuttattorno. In tal modo diventa possibile controllare lenergia prodotta dalla pila. Se le barrette fossero in numero eccessivo, la reazione a catena cesserebbe e la pila non potrebbe pi produrre energia. Le persone incapaci di apprezzare le idee nuove esercitano una funzione analoga a quella delle barrette. In numero limitato si rivelano indispensabili per evitare innovazioni distruttive, ma quando sono troppe impediscono una qualsiasi elaborazione di idee nuove. Tutti sono in grado di acquisire una mentalit laterale. Come si impara a giocare a golf o a sciare, come si apprendono le lingue straniere, cos si pu gradualmente imparare a servirsi del pensiero laterale. Ma, come nel caso del golf e dello sci, non se ne diventa esperti leggendo dei manuali, a tavolino. Non esistono formule magiche che basti conoscere e applicare per trarne risultati di grande efficacia. ~ vero che in precedenti capitoli abbiamo parlato e consigliato luso di alcune tecniche specifiche, tuttavia il pensiero laterale resta pi una forma mentis che una combinazione di tecniche. Questa forma mentis pu venir acquisita con esercizi adatti che dovrebbe essere possibile compiere sistematicamente. Come succede per il golf, sarebbe abbastanza utile fare una prova generale, ma si otterrebbero risultati migliori se ciascuno cercasse di scoprire le particolari difficolt che gli altri incontrano nellelaborazione dei

loro procedimenti laterali Il fanatico un realizzatore perch inquadra ogni cosa entro uno schema ben definito. La completa fiducia che ha nel proprio schema gli permette di operare in una direzione precisa e di valutare i risultati raggiunti secondo unaltrettanta precisa scala di valori. Avendo esclusa la possibilit di interpretazioni alternative delle singole situazioni, il fanatico non ha dubbi n perplessit. Si potrebbe pensare che lacquisizione dellabitudine ad esaminare varie alternative indebolisca lefficienza produttiva di coloro che, prima, stimavano la rapidit di decisione pi importante della natura della decisione stessa. Ma anche quando questa rapidit di decisione fosse giustificata, e cio non fosse solo una scusa per coprire la mancanza di attitudine ad andare in fondo ai problemi, non si vede quale grande danno potrebbero provocare gli apporti di una forma mentis laterale. Le persone che ragionano secondo un loro schema mentale ben preciso sanno benissimo di non essere mai state costrette a modificare radicalmente il loro atteggiamento verso un problema per il solo fatto di aver acquisito una certa abilit nelIuso del pensiero laterale. Costa fatica abbandonare una determinata impostazione per mettersi alla ricerca di una diversa. Molto spesso, per, tutti gli elementi base di una soluzione nuova sono gi disponibili: si tratta solo di comporli secondo una nuova formula. Compito di chi si serve del pensiero laterale dovrebbe essere quello di cercare e di trovare nuove correlazioni tra gli elementi del problema. In tal modo acquisirebbe maggior consapevolezza dellesistenza di soluzioni nuove implicite in nozioni che gi gli sono note. A questo scopo si possono pienamente utilizzare sia le nozioni fondamentali che quelle pi specifiche di un determinato campo del sapere scientifico. Per molti anni i fisiologi non riuscirono a capire lutilit delle lunghe spirali che si trovano nei tuboli del rene. Si riteneva che non avessero alcuna funzione specifica e fossero un residuato dellevoluzione di quellorgano. Un giorno per un ingegnere, osservando queste spirali, intu che esse potevano esercitare una funzione analoga a quella del ben noto counter-multiplier, uno strumento meccanico usato per aumentare la concentrazione delle soluzioni. Questo esempio mostra come nozioni estranee, appartenenti a un diverso settore scientifico, possano offrire una risposta a quesiti rimasti lungo tempo insoluti. Lutilit di un intervento dallesterno duplice. Il non addetto ai lavori non apporta soltanto il contributo di unesperienza specifica di tipo diverso, ma formula il suo giudizio al di fuori degli schemi cui gli esperti di un determinato problema sono vincolati. Chi persegue la soluzione per gradi di un problema facilmente indotto a dare come acquisiti determinati stadi di elaborazione della soluzione stessa, stadi che vincolano a una particolare impostazione. Chi invece non ha dovuto passare per questi stadi intermedi, ma esamina il problema nella sua interezza, pu impostarne la soluzione in un modo del tutto diverso. Lutilit degli apporti dallesterno chiaramente dimostrata dal fatto che le imprese si servono di consulenti, scelti fra esperti in vari campi scientifici. Da ciascuno di loro non si aspettano soltanto una sanzione definitiva su questioni di loro specifica competenza, ma che sappiano anche suggerire nuove impostazioni dinsieme ai vari problemi. Sfortunatamente, la competenza in un determinato settore non implica, di per s, la capacit di elaborare impostazioni alternative pi generali. In questi casi lintervento della mentalit laterale pu rivelarsi indispensabile. Il pensiero laterale si mostra efficace anche quando si limita ad unazione catalizzatrice, che permetta cioc lavvio di un nuovo corso di pensieri, o di un nuovo tipo di interazioni.

Talvolta unidea nuova a portata di mano, provocante, eppure impossibile configurarla chiaramente perch manca un ultimo tocco che ne assesti gli elementi. E, per contrapposto, opinioni chiaramente contraddittorie possono coesistere armonicamente se interviene un terzo concetto che funzioni da intermediario. Nel prendere una decisione non si pu mai essere certi che essa sia la migliore possibile. E la fiducia nella decisione presa non nasce dalla mancanza di scelte di tipo diverso (il che sarebbe indizio di scarsa immaginazione) ma dallaver, con la necessaria abilit, individuate, vagliate e poi scartate tutte le altre alternative. Nellelaborazione di una qualsiasi decisione pu essere utile ricorrere al procedimento laterale (proprio od altrui) per individuare le soluzioni alternative che, esaminate e respinte, potranno rafforzare la decisione che alla fine si prender. Una tale funzione di avvocato del diavolo da parte di una mentalit aperta allindagine non getta ombre di dubbio sulla bont di una decisione felice; al contrario, non potr che convalidarla. Indubbiamente il dono dellinventivit non ripartito fra gli uomini in modo uguale. Molti istituti di ricerca sanno riconoscere le persone particolarmente dotate di capacit inventive e si rivolgono ad esse ogniqualvolta si trovano di fronte a un problema difficile. lE raro tuttavia che sappiano sfruttare appieno le loro capacit. Lideatore, in genere, non sa organizzare la propria attivit. Egli portato a trascurare le molte idee che gi gli si affollano nel cervello per dedicarsi ogni volta allultima venuta, lasciando cos tutte le altre in uno stadio imperfetto di elaborazione. La metodicit, limpegno e la costanza non sono certo le caratteristiche dellideatore, il quale pi interessato alla concezione delle idee nuove che non alla loro realizzazione. In genere, non sa organizzarsi in modo da poter procurarsi i mezzi necessari per elaborare tutte le sue idee. interessante constatare quanta parte del successo di Edison sia da attribuirsi alleccellente organizzazione dei suoi interessi industriali. Fu tale organizzazione a fornire la piattaforma di lancio ideale al suo genio inventivo. Non sempre le persone arrivate a posti di potere devono il loro successo a speciali capacit creative. Le nuove idee possono essere pi di impedimento che di aiuto quando si traKa di impostare un progetto allinterno di unimpresa di tipo tradizionale. Metodo, decisione, costanza sono doti molto pi pratiche ed evidenti e come tali sono le sole che vengono ben compensate. Gli ideatori vengono spesso accusati di pigrizia e di mancanza di impegno, e laccusa pu essere perfettamente valida, in quanto una persona che mostra entusiasmo nellelaborare le proprie idee pu mostrarne assai meno nella realizzazione di quelle altrui. James Clerk Maxwell dimostr, da scolaro, un cos scarso interesse allo studio che fu scacciato da scuola come soggetto irrecuperabile. Darwin non ottenne lammissione alla Scuola di medicina di Cambridge e molte altre persone di talento hanno dimostrato unanaloga mancanza di interesse per linsegnamento scolastico. Sfortunatamente lideatore passa molta parte della sua vita di lavoro a sviluppare le idee di un organizzatore, idee che sono meno valide delle sue. Quanto poco siano adatti gli ideatori a svolgere mansioni esecutive lo dicono i loro capireparto che li considerano delle teste svagate e balzane, incapaci di concentrarsi nel lavoro affidatogli. Di solito i dirigenti non fanno alcuna distinzione tra gli ideatori (i pochi di cui unazienda ha veramente bisogno) e i tecnici che, per la loro esperienza e capacit, fanno il lavoro produttivo. Gli ideatori affettano disprezzo per i tecnici che di solito realizzano con grande esperienza e accuratezza idee mediocri. Non riescono a capire che sono questi ultimi a compiere il lavoro veramente utile, e che senza di loro le idee nuove non avrebbero alcun valore.

Pu anche darsi che i tecnici lavorino alla realizzazione di idee mediocri non perch siano incapaci di meglio, ma perch sanno applicarsi al lavoro appena gli viene unidea; non sono cos pigri da pretendere la superispirazione di una grande idea prima di mettersi allopera. Allo stesso modo, un tecnico pu affrontare la parte pi ardua di unoperazione perch capace di condurla in porto, mentre un ideatore deve escogitare la via pi facile perch troppo svogliato o incompetente per affrontare di petto le difficolt. Il gruppo di lavoro ideale dovrebbe essere composto di un ideatore e di un tecnico; essi collaborerebbero come fecero gli architetti Vanbrugh e Hawksmoor nella costruzione di Gastle Howard e del Blenheim Palace. Vanbrugh, ispirato amatore darte, forn le idee, che per non sarebbero state attuate senza la perizia tecnica di Hawksmoor. I giorni in cui un dilettante ricco come sir Humphrey Davy poteva giocare allo scienziato sono ormai lontani. I crescenti costi tecnologici hanno reso indispensabile una scelta accurata sia delle idee da sperimentare sia degli uomini cui affidare la loro realizzazione. In un modo o nellaltro, attraverso i progetti o la brevettazione si arrivati a controllare la ricerca (e non si vede come potesse essere diversamente). Il maggior inconveniente del sistema che le spese sono controllate da abili funzionari che assai di rado sono degli ideatori, perch raro il caso che un ideatore possieda buone attitudini al lavoro amministrativo. Il funzionario damministrazione devessere una persona molto pratica e coi piedi per terra soprattutto perch amministra soldi altrui. ~ preferibile, per lui, che il progetto di ricerca sia tale da garantire un certo esito positivo perch lui ha de`i rendiconti da stendere e dei fondi di cui giustificare lutilizzo. Un modo per assicurare un determinato risultato di favorire la realizzazione dl progetti gi sperimentati, apportandovi solo leggere modifiche. Ripetendo lesperimento si potr essere pressoch certi in anticipo del risultato. Un inconveniente che deriva dalla necessit di attenersi a un progetto che questo deve essere particolareggiato, con tutti gli stati di avanzamento minutamente previsti. Per non tutti i progetti possono essere cos descrittivi. Il corso di certe ricerche sperimentali imprevedibile, e progettare con tre anni di anticipo limpiego di una particolare tecnica pu rivelarsi un errore di previsione e bloccare un piano gi approvato. Il guaio che i progetti sperimentali completi in ogni loro parte sembrano pi realizzabili e quindi vengono preferiti a quelli lacunosi, la cui realizzazione dipende dalla capacit del ricercatore di trovare le soluzioni mancanti nel corso della ricerca. Il problema di far quadrare le necessit amministrative con le necessit della ricerca di quelli che diventano sempre pi difficili da risolvere. Questo capitolo ha trattato per sommi capi delluso del pensiero laterale e delle idee nuove, perch le due cose non possono essere in realt separate. Si visto in quali circostanze utile ricorrere al pensiero laterale e in quali altre da preferirsi il pensiero verticale. Unultima cosa ci resta da chiarire, e cio se esista un mezzo per riconoscere e quindi utilizzare appieno le persone dotate di vere capacit inventive laterali. I normali test dintelligenza, per il modo in cui vengono impostati, non sono utili a questo scopo. Essi sono concepiti in maniera da sollecitare il tipo di risposta che la maggior parte della gente d normalmente a una determinata domanda. Una persona vien giudicata intelligente se la sua risposta identica a quella che altre persone intelligenti hanno data prima di lei. In ogni caso la risposta giusta quella pi razionale, quella pi probabile. Ma proprio del pensiero laterale dare risposte insolite, cercare soluzioni inedite.

Tipico, a questo proposito, il quesito che viene comunemente proposto nei test dintelligenza: trovare, in una serie di figure, quella da scartare. Molto spesso, una persona dotata di fantasia pu considerare, per ragioni del tutto valide, come estranea al gruppo una figura diversa da quella indicata. La sua risposta considerata sbagliata, e gli si segna un punto di demerito, mentre bisognerebbe premiarlo perch la sua risposta era altrettanto azzeccata, ma pi originale delle altre. ~ possibile elaborare dei test atti ad individuare le persone con buone attitudini al pensiero laterale; essi per non dovrebbero essere impostati come una normale sequenza di domande e di risposte, ma consistere in una serie di esercizi pratici particolari a cui sottoporre gli esaminandi per valutare come affrontano determinate difficolt, per vagliare la loro duttilit men~ tale nellimpostazione generale dei problemi e la loro abilit nellaggirare gli ostacoli.

CONCLUSIONI E SOMMARIO Possiamo trattare un argomento sviluppandolo con rigore, punto per punto. E possiamo esaminare la struttura di un edificio seguendo i progetti dellarchitetto, piano per piano, e passandone in rassegna metodicamente i particolari. C per un altro modo di esaminare ledificio e consiste nel girargli attorno e guardarlo da tutte le angolazioni possibili. Alcuni aspetti della costruzione sfuggiranno, ma alla fine se ne sar acquisita una buona conoscenza generale, una conoscenza forse migliore di quella ottenibile con lesame particolareggiato del progetto. In questo volume il metodo laterale servito a spiegare il concetto di pensiero laterale. Allimpeccabile sottigliezza analitica del metodo logico abbiamo preferito tutta una serie di prospettive e di impostazioni nuove, nella speranza che, alla fine, esse possano dare unidea chiara della natura e degli scopi del pensiero laterale. Siamo incorsi in omissioni, in ripetizioni e in imprecisioni, ma ci era inevitabile nella esposizione di questo metodo creativo. E ora mi sembra utile tracciare le linee fondamentali del nostro metodo riassumendo i principali argomenti trattati nei vari capitoli: Capitolo Primo. Le differenze tra il pensiero verticale (alta probabilit, consequenzialit) e il pensiero laterale (bassa probabilit, lateralit). Capitolo Secondo. Lincapacit del metodo logico, rigidamente applicato, di trovare soluzioni originali. Capitolo Terzo. Leffetto polarizzante delle idee dominanti. Capitolo Quarto. Labitudine di pensare per immagini. Capitolo Quinto. La ricerca sistematica di una pluralit di impostazioni alternative dei problemi. Capitolo Sesto. Il prepotere del pensiero verticale come ostacolo al sorgere di idee nuove. Capitolo Settimo. Lutilizzazione degli eventi fortuiti e il riconoscimento della loro validit. Non interferire, ma favorirne levolversi per poi raccoglierne i frutti. Capitolo Ottavo. La dimostrazione dellutilit pratica di un tipo di applicazione del pensiero laterale. Capitolo Nono. Gli svantaggi che derivano dal mancato uso del pensiero laterale. Capitolo Decimo. Lutilizzazione del pensiero laterale e limpiego delle idee nuove. Col sommario che precede si cercato di articolare la materia; comunque i temi fondamentali del pensiero laterale sono essenzialmente tre e ricorrono in tutti i capitoli. Eccoli:

1. I limiti del pensiero verticale come metodo di ricerca di idee nuove. 2. Limpiego dei procedimenti laterali per lacquisizione di idee nuove. 3. La creazione di idee nuove semplici, valide e pratiche, come obiettivo del pensiero laterale. Le tecniche del pensiero laterale sono necessariamente considerate artificiali, in quanto la via naturale dei processi mentali quella verticale. In attesa che il metodo laterale sia diventato un abito mentale sar utile servirsi di proposito di questi canali artificiali per deviare il flusso delle idee dallalveo naturale dellalta probabilit. Lattrattiva del pensiero laterale sta, a mio parere, nelleccitante ricerca di idee nuove le cui caratteristiche siano la validit e la semplicit, e nel fatto che questa ricerca sia possibile a chiunque, in quanto non richiede unintelligenza particolarmente acuta. La necessit del pensiero laterale non trae certo la sua motivazione dalle stramberie semantiche di un gioco di parole, ma suggerita dallorganizzazione funzionale del cervello che determina i moduli concettuali. Questi aspetti forniranno il tema di una successiva opera. Abbiamo ritenuto nostro primo compito dimostrare lutilit del pensiero laterale, senza prendere in considerazione, per il momento, il problema delle origini.

SOMMARIO 103 1 19 13 7 l55 1 65 1 79 5 Premessa Capitolo primo Capitolo secondo Capitolo terzo Capitolo quarto Capitolo quinto Capitolo sesto Capitolo settimo Capitolo ottavo Capitolo nono Capitolo decimo Conclusioni e sommario Finito di stampare nel mese di aprile 1994 presso lo stabilimento Allestimenti Grafici Sud Via Cancelliera 46, Ariccia RM Printed in Italy BUR Periodico settimanale: 11 maggio 1994 Direttore responsabile: Evaldo Violo Registr. Trib. di Milano n. 68 del 1-3-74 Spedizione abbonamento postale TR edit. 51804 del .910 7 4fi dell:~ nir~7i~)n.o PP ~ li Milano ANNOTAZIONI ANNOTAZIONI ANNOTAZIONI ANNOTAZIONI Unable to recognize this page.

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