La nascita di una potenza: Roma prima dell'impero
Religioni e culti nella Roma antica
Animali domestici e selvatici in una città medievale: La Rimini malatestiana
Série de livres électroniques16 titres

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À propos de cette série

L'epigrafia funeraria romana della città di Rimini ci porta indietro nel tempo, a un'epoca in cui la scrittura su pietra si faceva portavoce di una società che solo attraverso di essa poteva lasciare un ricordo di sé. Questo catalogo accoglie ed onora il desiderio degli abitanti di Ariminum di non essere dimenticati: persone, mestieri, età... tutto questo ed altro ancora ci viene restituito dall'epigrafia funeraria riminese, un patrimonio storico e culturale che contribuisce a delineare l'identità della città.

L'autrice
Cecilia Barresi, nata a Torino nel 1988, ha studiato al Liceo Scientifico A. Volta di Riccione e ha conseguito la Laurea triennale in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Ferrara concludendo gli studi con la Laurea Magistrale in Italianistica, culture letterarie europee, scienze linguistiche, presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna con una tesi in Epigrafia Romana dal titolo La società di Ariminum: dati dal dossier delle iscrizioni funerarie.
LangueFrançais
Date de sortie24 sept. 2013
La nascita di una potenza: Roma prima dell'impero
Religioni e culti nella Roma antica
Animali domestici e selvatici in una città medievale: La Rimini malatestiana

Titres dans cette série (16)

  • Animali domestici e selvatici in una città medievale: La Rimini malatestiana
    Animali domestici e selvatici in una città medievale: La Rimini malatestiana
    Animali domestici e selvatici in una città medievale: La Rimini malatestiana

    Livre électronique #1

    Animali domestici e selvatici in una città medievale: La Rimini malatestiana

    Oreste Delucca
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    Bestiame da lavoro e da macello. Cani da caccia e falconi. Orsi tenuti in catene fuori dalle beccherie, cavalli da corsa e da giostra, uccelli da richiamo e da compagnia. Fino all'esotismo portato dai leoni, dalle scimmie e dagli elefanti, ricercati ospiti delle corti signorili. Gli animali nella città medievale. Una presenza costante che può assumere connotati diversi e che ha conseguenze di grande rilievo sulla vita delle persone e sull'ambiente urbano. Con ricadute notevoli sull'organizzazione produttiva, l'economia, il tessuto edilizio, l'impianto urbanistico, la salubrità, l'igiene, le relazioni sociali e l'alimentazione. Un fenomeno che coinvolge lo stesso immaginario collettivo al punto da utilizzare la rappresentazione zoomorfa come segno distintivo per i banchi giudiziari e le camere di locanda. Questo libro offre una panoramica che, partendo dalla Rimini malatestiana, può benissimo riferirsi ad una generica città dell'Italia centro-settentrionale nel tardo Medioevo.

    Bestiame da lavoro e da macello. Cani da caccia e falconi. Orsi tenuti in catene fuori dalle beccherie, cavalli da corsa e da giostra, uccelli da richiamo e da compagnia. Fino all'esotismo portato dai leoni, dalle scimmie e dagli elefanti, ricercati ospiti delle corti signorili. Gli animali nella città medievale. Una presenza costante che può assumere connotati diversi e che ha conseguenze di grande rilievo sulla vita delle persone e sull'ambiente urbano. Con ricadute notevoli sull'organizzazione produttiva, l'economia, il tessuto edilizio, l'impianto urbanistico, la salubrità, l'igiene, le relazioni sociali e l'alimentazione. Un fenomeno che coinvolge lo stesso immaginario collettivo al punto da utilizzare la rappresentazione zoomorfa come segno distintivo per i banchi giudiziari e le camere di locanda. Questo libro offre una panoramica che, partendo dalla Rimini malatestiana, può benissimo riferirsi ad una generica città dell'Italia centro-settentrionale nel tardo Medioevo.

  • La nascita di una potenza: Roma prima dell'impero
    La nascita di una potenza: Roma prima dell'impero
    La nascita di una potenza: Roma prima dell'impero

    Livre électronique #2

    La nascita di una potenza: Roma prima dell'impero

    Giambattista Cairo
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    L'Occidente, e non solo, deve molto alla civiltà romana. I mezzi e i modi con cui Roma affermò la sua supremazia nel corso dei primi secoli rivestono ancora oggi un valore esemplare. Rappresentano infatti una miniera inesauribile a cui attingere gli strumenti utili per comprendere la politica degli Stati attuali. Il libro, rivolto anche a un pubblico di non specialisti, ripercorre in modo chiaro e piacevole la nascita, lo sviluppo, l'espansione di Roma nel Mediterraneo prima dell'avvento dell'impero. Accanto ai principali episodi di politica estera è dato ampio spazio agli sviluppi istituzionali, ricostruendo il quadro di una società che per complessità non ha nulla da invidiare alle società contemporanee.

    L'Occidente, e non solo, deve molto alla civiltà romana. I mezzi e i modi con cui Roma affermò la sua supremazia nel corso dei primi secoli rivestono ancora oggi un valore esemplare. Rappresentano infatti una miniera inesauribile a cui attingere gli strumenti utili per comprendere la politica degli Stati attuali. Il libro, rivolto anche a un pubblico di non specialisti, ripercorre in modo chiaro e piacevole la nascita, lo sviluppo, l'espansione di Roma nel Mediterraneo prima dell'avvento dell'impero. Accanto ai principali episodi di politica estera è dato ampio spazio agli sviluppi istituzionali, ricostruendo il quadro di una società che per complessità non ha nulla da invidiare alle società contemporanee.

  • Religioni e culti nella Roma antica
    Religioni e culti nella Roma antica
    Religioni e culti nella Roma antica

    Livre électronique #3

    Religioni e culti nella Roma antica

    Roberto Pierpaoli
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    La grande eredità che Roma ci ha lasciato si è strutturata, considerando anche il periodo bizantino, in un lasso di tempo di oltre duemila anni. Il suo enorme patrimonio culturale è ancora oggi un faro di civiltà posto in essere da un popolo eclettico che seppe assorbire e mettere a frutto tutte le qualità dei popoli con cui ebbe modo di confrontarsi. Analizzando gran parte degli aspetti che la caratterizzarono abbiamo colto un anelito di grandezza e forse un desiderio di trasmettere a noi posteri dei messaggi capaci di farci riflettere sulle molteplici possibilità dell’animo umano.

    La grande eredità che Roma ci ha lasciato si è strutturata, considerando anche il periodo bizantino, in un lasso di tempo di oltre duemila anni. Il suo enorme patrimonio culturale è ancora oggi un faro di civiltà posto in essere da un popolo eclettico che seppe assorbire e mettere a frutto tutte le qualità dei popoli con cui ebbe modo di confrontarsi. Analizzando gran parte degli aspetti che la caratterizzarono abbiamo colto un anelito di grandezza e forse un desiderio di trasmettere a noi posteri dei messaggi capaci di farci riflettere sulle molteplici possibilità dell’animo umano.

  • Archeologia navale. Cronaca di un rinvenimento adriatico: Le stele di Novilara
    Archeologia navale. Cronaca di un rinvenimento adriatico: Le stele di Novilara
    Archeologia navale. Cronaca di un rinvenimento adriatico: Le stele di Novilara

    Livre électronique #4

    Archeologia navale. Cronaca di un rinvenimento adriatico: Le stele di Novilara

    Cristina Ravara Montebelli
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    La stele di Novilara è di certo la più famosa stele picena con raffigurazione navale ritrovata nel pesarese e, fin dal momento della sua scoperta nel XIX secolo, ha sollevato tanti interrogativi e molti studiosi si sono cimentati nell'interpretazione della sua rappresentazione figurata. Questo libro ripercorre come una cronaca i momenti della scoperta, la storia degli studi, i dibattiti sulla datazione e i tentativi d'interpretazione fatti fino ad oggi, non solo riguardo a questa stele, ma anche alle altre otto meno note, però ugualmente importanti, provenienti dal medesimo territorio.

    La stele di Novilara è di certo la più famosa stele picena con raffigurazione navale ritrovata nel pesarese e, fin dal momento della sua scoperta nel XIX secolo, ha sollevato tanti interrogativi e molti studiosi si sono cimentati nell'interpretazione della sua rappresentazione figurata. Questo libro ripercorre come una cronaca i momenti della scoperta, la storia degli studi, i dibattiti sulla datazione e i tentativi d'interpretazione fatti fino ad oggi, non solo riguardo a questa stele, ma anche alle altre otto meno note, però ugualmente importanti, provenienti dal medesimo territorio.

  • Halieutica. Pescatori nel mondo antico
    Halieutica. Pescatori nel mondo antico
    Halieutica. Pescatori nel mondo antico

    Livre électronique #6

    Halieutica. Pescatori nel mondo antico

    Cristina Ravara Montebelli
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    Il testo prende in esame, con dovizia di immagini, disegni esplicativi e fonti antiche, vari aspetti della pesca nel mondo antico a partire dall'epoca egizia e greco arcaica fino alla tarda romanità, iniziando dall'aspetto del pescatore nelle raffigurazioni artistiche e letterarie, dalle divinità preposte alla loro protezione, proseguendo con l'associazionismo, le leggi e analizzando tutti i tipi di attrezzature e tecniche di pesca, anche tipi particolari come quelli messi in pratica per la pesca della porpora, del corallo, delle perle e delle spugne, per finire con i luoghi deputati alla vendita del pescato e con un'ampia appendice documentaria di fonti letterarie antiche sull'argomento. L'autore Cristina Ravara Montebelli, archeologa di professione, organizzatrice di mostre e convegni. Da anni è impegnata in ricerche d’archivio riguardanti l’archeologia, il collezionismo e la storia del riminese nel XIX secolo. Ha partecipato in qualità di ricercatrice ai Progetti Europei ROMIT, ADRIAS, B.A.R.C.A, come relatrice a Convegni nazionali e internazionali, in veste di docente a seminari universitari ed a varie edizioni della International Summer School “Mediterraneo” dell’Università di Bologna (2007-2009). E' cultore della materia (Topografia antica) presso il Dipartimento Beni Culturali, Università di Bologna, Campus di Ravenna. Ha al suo attivo una cinquantina di articoli scientifici e varie monografie archeologiche: Crustumium, Archeologia adriatica fra Cattolica e San Giovanni in Marignano (2007); Archeologia navale. Cronaca di un rivenimento adriatico. Le stele di Novilara (2007); Halieutica. Pescatori nel mondo antico (2009); La valle degli idoli. Bronzi preromani da Casalecchio e dalla Valmarecchia. Fonti archeologiche d'archivio (2013) e la curatela del volume collettaneo Alea iacta est. Giulio Cesare in Archivio (2010).

    Il testo prende in esame, con dovizia di immagini, disegni esplicativi e fonti antiche, vari aspetti della pesca nel mondo antico a partire dall'epoca egizia e greco arcaica fino alla tarda romanità, iniziando dall'aspetto del pescatore nelle raffigurazioni artistiche e letterarie, dalle divinità preposte alla loro protezione, proseguendo con l'associazionismo, le leggi e analizzando tutti i tipi di attrezzature e tecniche di pesca, anche tipi particolari come quelli messi in pratica per la pesca della porpora, del corallo, delle perle e delle spugne, per finire con i luoghi deputati alla vendita del pescato e con un'ampia appendice documentaria di fonti letterarie antiche sull'argomento. L'autore Cristina Ravara Montebelli, archeologa di professione, organizzatrice di mostre e convegni. Da anni è impegnata in ricerche d’archivio riguardanti l’archeologia, il collezionismo e la storia del riminese nel XIX secolo. Ha partecipato in qualità di ricercatrice ai Progetti Europei ROMIT, ADRIAS, B.A.R.C.A, come relatrice a Convegni nazionali e internazionali, in veste di docente a seminari universitari ed a varie edizioni della International Summer School “Mediterraneo” dell’Università di Bologna (2007-2009). E' cultore della materia (Topografia antica) presso il Dipartimento Beni Culturali, Università di Bologna, Campus di Ravenna. Ha al suo attivo una cinquantina di articoli scientifici e varie monografie archeologiche: Crustumium, Archeologia adriatica fra Cattolica e San Giovanni in Marignano (2007); Archeologia navale. Cronaca di un rivenimento adriatico. Le stele di Novilara (2007); Halieutica. Pescatori nel mondo antico (2009); La valle degli idoli. Bronzi preromani da Casalecchio e dalla Valmarecchia. Fonti archeologiche d'archivio (2013) e la curatela del volume collettaneo Alea iacta est. Giulio Cesare in Archivio (2010).

  • Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d'Italia
    Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d'Italia
    Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d'Italia

    Livre électronique #6

    Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d'Italia

    Oreste Delucca
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    Quella dei draghi è una presenza costante in Italia e in Europa. Memorie che si perdono nei secoli, leggende dai contorni non ben definiti, resti e ossa ad essi attribuiti conservati in diversi luoghi. Partendo da una rassegna di queste presenze in tutta la penisola, e approfondendo casi celebri come quello del 'draghetto di Bologna' illustrato da Ulisse Aldrovandi, l'autore approfondisce con occhio da storico la leggenda del drago di Belverde, del quale alcune ossa erano visibili fino a qualche decennio fa in una piccola chiesa di campagna del Riminese. Edificio ora scomparso e, con esso, anche i resti attribuiti al mostro. Non un'opera di fantasia, ma la ricerca scrupolosa delle fonti storiche a supporto di una vicenda leggendaria, per comprendere le motivazioni che l'hanno creata, i documenti e i reperti che l'hanno comprovata, la memoria che tutt'ora la conserva.

    Quella dei draghi è una presenza costante in Italia e in Europa. Memorie che si perdono nei secoli, leggende dai contorni non ben definiti, resti e ossa ad essi attribuiti conservati in diversi luoghi. Partendo da una rassegna di queste presenze in tutta la penisola, e approfondendo casi celebri come quello del 'draghetto di Bologna' illustrato da Ulisse Aldrovandi, l'autore approfondisce con occhio da storico la leggenda del drago di Belverde, del quale alcune ossa erano visibili fino a qualche decennio fa in una piccola chiesa di campagna del Riminese. Edificio ora scomparso e, con esso, anche i resti attribuiti al mostro. Non un'opera di fantasia, ma la ricerca scrupolosa delle fonti storiche a supporto di una vicenda leggendaria, per comprendere le motivazioni che l'hanno creata, i documenti e i reperti che l'hanno comprovata, la memoria che tutt'ora la conserva.

  • La valle degli idoli: Bronzi preromani da Casalecchio di Verucchio e dalla Valmarecchia
    La valle degli idoli: Bronzi preromani da Casalecchio di Verucchio e dalla Valmarecchia
    La valle degli idoli: Bronzi preromani da Casalecchio di Verucchio e dalla Valmarecchia

    Livre électronique #7

    La valle degli idoli: Bronzi preromani da Casalecchio di Verucchio e dalla Valmarecchia

    Cristina Ravara Montebelli
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    In questo libro si ripercorre la vallata del Marecchia, indagando dapprima il ritrovamento ottocentesco di armi ed oggetti bronzei occultati nei "ripostigli" di Casalecchio di Verucchio, poi di idoletti, ovvero piccole sculture di bronzo raffiguranti divinità, scoperte a partire dalle pendici della collina riminese di Covignano, come il Marte oggi al Museo di Cleveland, fino alle località, apparentemente più impervie per gli antichi, del Montefeltro: Sant'Igne, Pennabilli, Scavolino, Carpegna e Sestino. In questo itinerario, scandito cronologicamente fra l'età villanoviana e la preromana, si mostrano relazioni politiche, cultuali e commerciali che, attraverso le vie marittime dell'Adriatico, aprono il Montefeltro non solo all’area padana, ma anche alla frequentazione di Etruschi, di Piceni e addirittura di Greci del Peloponneso. L'autore Cristina Ravara Montebelli, archeologa di professione, organizzatrice di mostre e convegni. Da anni è impegnata in ricerche d’archivio riguardanti l’archeologia, il collezionismo e la storia del riminese nel XIX secolo. Ha partecipato in qualità di ricercatrice ai Progetti Europei ROMIT, ADRIAS, B.A.R.C.A, come relatrice a Convegni nazionali e internazionali, in veste di docente a seminari universitari ed a varie edizioni della International Summer School “Mediterraneo” dell’Università di Bologna (2007-2009). E' cultore della materia (Topografia antica) presso il Dipartimento Beni Culturali, Università di Bologna, Campus di Ravenna. Ha al suo attivo una cinquantina di articoli scientifici e varie monografie archeologiche: Crustumium, Archeologia adriatica fra Cattolica e San Giovanni in Marignano (2007); Archeologia navale. Cronaca di un rivenimento adriatico. Le stele di Novilara (2007); Halieutica. Pescatori nel mondo antico (2009); La valle degli idoli. Bronzi preromani da Casalecchio e dalla Valmarecchia. Fonti archeologiche d'archivio (2013) e la curatela del volume collettaneo Alea iacta est. Giulio Cesare in Archivio (2010).

    In questo libro si ripercorre la vallata del Marecchia, indagando dapprima il ritrovamento ottocentesco di armi ed oggetti bronzei occultati nei "ripostigli" di Casalecchio di Verucchio, poi di idoletti, ovvero piccole sculture di bronzo raffiguranti divinità, scoperte a partire dalle pendici della collina riminese di Covignano, come il Marte oggi al Museo di Cleveland, fino alle località, apparentemente più impervie per gli antichi, del Montefeltro: Sant'Igne, Pennabilli, Scavolino, Carpegna e Sestino. In questo itinerario, scandito cronologicamente fra l'età villanoviana e la preromana, si mostrano relazioni politiche, cultuali e commerciali che, attraverso le vie marittime dell'Adriatico, aprono il Montefeltro non solo all’area padana, ma anche alla frequentazione di Etruschi, di Piceni e addirittura di Greci del Peloponneso. L'autore Cristina Ravara Montebelli, archeologa di professione, organizzatrice di mostre e convegni. Da anni è impegnata in ricerche d’archivio riguardanti l’archeologia, il collezionismo e la storia del riminese nel XIX secolo. Ha partecipato in qualità di ricercatrice ai Progetti Europei ROMIT, ADRIAS, B.A.R.C.A, come relatrice a Convegni nazionali e internazionali, in veste di docente a seminari universitari ed a varie edizioni della International Summer School “Mediterraneo” dell’Università di Bologna (2007-2009). E' cultore della materia (Topografia antica) presso il Dipartimento Beni Culturali, Università di Bologna, Campus di Ravenna. Ha al suo attivo una cinquantina di articoli scientifici e varie monografie archeologiche: Crustumium, Archeologia adriatica fra Cattolica e San Giovanni in Marignano (2007); Archeologia navale. Cronaca di un rivenimento adriatico. Le stele di Novilara (2007); Halieutica. Pescatori nel mondo antico (2009); La valle degli idoli. Bronzi preromani da Casalecchio e dalla Valmarecchia. Fonti archeologiche d'archivio (2013) e la curatela del volume collettaneo Alea iacta est. Giulio Cesare in Archivio (2010).

  • Castelli di Romagna nel Medioevo centrale. Forme, edifici, materiali, persone
    Castelli di Romagna nel Medioevo centrale. Forme, edifici, materiali, persone
    Castelli di Romagna nel Medioevo centrale. Forme, edifici, materiali, persone

    Livre électronique #9

    Castelli di Romagna nel Medioevo centrale. Forme, edifici, materiali, persone

    Marco Sassi
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    Da qualche anno la ricerca storiografica ha compiuto passi da gigante per quanto riguarda la nascita dei castelli in Romagna, che si può far risalire ormai senza più dubbi al X secolo. Strutture e centri che non avevano solo finalità militari, come si era ipotizzato fino a tempi recenti, ma realtà vive e popolate, talvolta anche complesse, sicuramente non statiche. Come erano 'fatti' questi castelli? Quali edifici comprendevano e quali difese? Chi abitava al loro interno? In breve: qual era la loro forma? Partendo da studi precedenti, l'autore indaga su questo aspetto, utilizzando nuove fonti documentarie e recenti indagini archeologiche.

    Da qualche anno la ricerca storiografica ha compiuto passi da gigante per quanto riguarda la nascita dei castelli in Romagna, che si può far risalire ormai senza più dubbi al X secolo. Strutture e centri che non avevano solo finalità militari, come si era ipotizzato fino a tempi recenti, ma realtà vive e popolate, talvolta anche complesse, sicuramente non statiche. Come erano 'fatti' questi castelli? Quali edifici comprendevano e quali difese? Chi abitava al loro interno? In breve: qual era la loro forma? Partendo da studi precedenti, l'autore indaga su questo aspetto, utilizzando nuove fonti documentarie e recenti indagini archeologiche.

  • Ancona 1870-1900. Storia narrativa della città.Dalla Comune di Parigi alla crisi di fine secolo
    Ancona 1870-1900. Storia narrativa della città.Dalla Comune di Parigi alla crisi di fine secolo
    Ancona 1870-1900. Storia narrativa della città.Dalla Comune di Parigi alla crisi di fine secolo

    Ancona 1870-1900. Storia narrativa della città.Dalla Comune di Parigi alla crisi di fine secolo

    Ercole Sori
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    L'opera narra, con le “voci del tempo”, la storia di Ancona dalla Comune di Parigi alla crisi di fine secolo, un periodo nel quale emerge un'opposizione politica e si realizzano i tentativi di industrializzazione, l'ammodernamento delle strutture fisiche e amministrative, l'espansione dei servizi collettivi, l'integrazione della comunità israelitica nella società cittadina. Devianza sociale, associazionismo, evoluzione demografica e segregazione topografica vengono esaminati come sintomi e motori del mutamento e della dinamica sociale. L'AUTORE Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria.

    L'opera narra, con le “voci del tempo”, la storia di Ancona dalla Comune di Parigi alla crisi di fine secolo, un periodo nel quale emerge un'opposizione politica e si realizzano i tentativi di industrializzazione, l'ammodernamento delle strutture fisiche e amministrative, l'espansione dei servizi collettivi, l'integrazione della comunità israelitica nella società cittadina. Devianza sociale, associazionismo, evoluzione demografica e segregazione topografica vengono esaminati come sintomi e motori del mutamento e della dinamica sociale. L'AUTORE Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria.

  • Ancona 1900-1922. Storia narrativa della città. Dall'età giolittiana all'avvento del fascismo
    Ancona 1900-1922. Storia narrativa della città. Dall'età giolittiana all'avvento del fascismo
    Ancona 1900-1922. Storia narrativa della città. Dall'età giolittiana all'avvento del fascismo

    Ancona 1900-1922. Storia narrativa della città. Dall'età giolittiana all'avvento del fascismo

    Ercole Sori
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    Il volume percorre, narrativamente, la storia di Ancona dall'età giolittiana all'avvento del fascismo, passando per il trauma della Grande Guerra. In questa fase la città sperimenta la paralisi e la crisi del sistema liberale, il consolidamento e il tracollo dei partiti di massa, la Settimana rossa e la Rivolta dei bersaglieri, le trasformazioni nell'associazionismo, ulteriori passi avanti nello sviluppo economico e nella dotazione di servizi, nonché importanti decisioni sul suo futuro urbanistico. Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria. ​L'autore Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria.

    Il volume percorre, narrativamente, la storia di Ancona dall'età giolittiana all'avvento del fascismo, passando per il trauma della Grande Guerra. In questa fase la città sperimenta la paralisi e la crisi del sistema liberale, il consolidamento e il tracollo dei partiti di massa, la Settimana rossa e la Rivolta dei bersaglieri, le trasformazioni nell'associazionismo, ulteriori passi avanti nello sviluppo economico e nella dotazione di servizi, nonché importanti decisioni sul suo futuro urbanistico. Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria. ​L'autore Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria.

  • Ancona 1922 - 1940. Dall'avvento del fascismo all'entrata in guerra
    Ancona 1922 - 1940. Dall'avvento del fascismo all'entrata in guerra
    Ancona 1922 - 1940. Dall'avvento del fascismo all'entrata in guerra

    Ancona 1922 - 1940. Dall'avvento del fascismo all'entrata in guerra

    Ercole Sori
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    Ѐ la storia narrativa e “totale” della città tra l'avvento del fascismo e l'entrata in guerra dell'Italia. Il regime dittatoriale vince ma resta debole e travagliato da faide interne su scala locale. Al di sotto dell'apparente uniformità politica, esso copre importanti eventi e trasformazioni demografiche, economiche e sociali: il declino dell'aristocrazia e l'affermazione dei ceti intermedi come processi definitivi; nuovi modelli di urbanizzazione; politiche sociali per l'integrazione (sport, abitazioni); terremoto e risanamenti urbanistici; politiche razziali e disintegrazione della comunità israelitica. L'autore Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria.

    Ѐ la storia narrativa e “totale” della città tra l'avvento del fascismo e l'entrata in guerra dell'Italia. Il regime dittatoriale vince ma resta debole e travagliato da faide interne su scala locale. Al di sotto dell'apparente uniformità politica, esso copre importanti eventi e trasformazioni demografiche, economiche e sociali: il declino dell'aristocrazia e l'affermazione dei ceti intermedi come processi definitivi; nuovi modelli di urbanizzazione; politiche sociali per l'integrazione (sport, abitazioni); terremoto e risanamenti urbanistici; politiche razziali e disintegrazione della comunità israelitica. L'autore Ercole Sori (Pievebovigliana, 1943), già professore ordinario di storia economica presso la Facoltà di Economia dell'Università politecnica delle Marche, attualmente dirige il Centro Sammarinese di Studi Storici presso l'Università degli studi di San Marino. I sui lavori, oltre alla storia economica, hanno riguardato temi come la storia dell'emigrazione italiana, la storia urbana, la demografia storica e l'ecostoria.

  • Isotta degli Atti. L'amore e il potere
    Isotta degli Atti. L'amore e il potere
    Isotta degli Atti. L'amore e il potere

    Isotta degli Atti. L'amore e il potere

    Oreste Delucca
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    Bella, colta, intelligente e saggia; dapprima amante, quindi sposa di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Protagonista, fin da giovanissima, di un amore travolgente col Signore riminese: l’amore più grande del Rinascimento, durato una intera vita, più forte delle convenzioni e delle convenienze. Coraggiosa nell’affrontare un rapporto prevedibilmente difficile; accorta nel saperlo coltivare e conservare. Splendente per la luce irradiata dalla figura del Principe; mitizzata dagli artisti e dai cantori di corte. Dopo gli anni della gloria, compagna e partecipe dell’inesorabile declino subìto da Sigismondo e dalla città. Sfortunata nella prole, perita prematuramente o tragicamente, sicché il suo seme non ha potuto dar frutti. Rimasta vedova ed esclusa dal governo cittadino, la sua vita si è conclusa nel silenzio e nella tristezza di un sogno inesorabilmente spento. Di lei ci restano i carmi dei poeti, le medaglie del Pasti, l’arca monumentale nel Tempio e la memoria imperitura del suo grande  amore. L'autore Oreste Delucca, riminese, da oltre quarant'anni è impegnato nello studio delle fonti d'archivio per documentare l'ambiente, l'economia, l'urbanistica, le strutture sociali della sua città e del territorio circostante, con particolare riferimento ai secoli finali del Medioevo. Su tali argomenti ha pubblicato 30 volumi monografici e circa 150 saggi in riviste specializzate ed opere collettive. È membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro. Nel 2013 ha ricevuto il 'Sigismondo d'Oro' dal Comune di Rimini. Con Bookstones ha pubblicato Animali domestici e selvatici in una città medievale (2011), Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d'Italia (2014), Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe (2016).

    Bella, colta, intelligente e saggia; dapprima amante, quindi sposa di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Protagonista, fin da giovanissima, di un amore travolgente col Signore riminese: l’amore più grande del Rinascimento, durato una intera vita, più forte delle convenzioni e delle convenienze. Coraggiosa nell’affrontare un rapporto prevedibilmente difficile; accorta nel saperlo coltivare e conservare. Splendente per la luce irradiata dalla figura del Principe; mitizzata dagli artisti e dai cantori di corte. Dopo gli anni della gloria, compagna e partecipe dell’inesorabile declino subìto da Sigismondo e dalla città. Sfortunata nella prole, perita prematuramente o tragicamente, sicché il suo seme non ha potuto dar frutti. Rimasta vedova ed esclusa dal governo cittadino, la sua vita si è conclusa nel silenzio e nella tristezza di un sogno inesorabilmente spento. Di lei ci restano i carmi dei poeti, le medaglie del Pasti, l’arca monumentale nel Tempio e la memoria imperitura del suo grande  amore. L'autore Oreste Delucca, riminese, da oltre quarant'anni è impegnato nello studio delle fonti d'archivio per documentare l'ambiente, l'economia, l'urbanistica, le strutture sociali della sua città e del territorio circostante, con particolare riferimento ai secoli finali del Medioevo. Su tali argomenti ha pubblicato 30 volumi monografici e circa 150 saggi in riviste specializzate ed opere collettive. È membro della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, della Società di Studi Romagnoli e della Società di Studi Storici per il Montefeltro. Nel 2013 ha ricevuto il 'Sigismondo d'Oro' dal Comune di Rimini. Con Bookstones ha pubblicato Animali domestici e selvatici in una città medievale (2011), Il drago di Belverde a Rimini e altri draghi d'Italia (2014), Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe (2016).

  • Amilcare Cipriani il rivoluzionario
    Amilcare Cipriani il rivoluzionario
    Amilcare Cipriani il rivoluzionario

    Amilcare Cipriani il rivoluzionario

    Marco Sassi
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    Émile Zola avrebbe voluto scrivere la storia della sua vita, ma non fece in tempo. William Butler Yeats lo incontrò in Irlanda e lo trovò un uomo bellissimo. Giuseppe Prezzolini rimase muto quando, a Parigi, volle intervistarlo. Indro Montanelli lo definì pittoresco e pasticcione e diversi autori, tra cui Oriana Fallaci, gli hanno fatto fare capolino nei loro romanzi. Amilcare Cipriani (Anzio 1843 - Parigi 1918) è stato un mito moderno. Il rivoluzionario per eccellenza, per la propria generazione e per quella successiva. Un garibaldino, un comunardo, un anarchico, un combattente, ma anche un socialista nel senso più vero della parola. Un uomo che ha messo da parte agi e tranquillità per difendere dalle angherie il popolo da cui proveniva, nel nome della democrazia e dell'eguaglianza sociale. Da Rimini a Parigi, passando per l'Egitto, la Grecia, l'Inghilterra, la Nuova Caledonia, è sempre stato pronto a dir la sua ed imbracciare un fucile dove ci fossero imperi e monarchie da far saltare. Pagando un prezzo carissimo fatto di prigioni, esili e lavori forzati. Di una delle detenzioni più celebri, scontata sull'isola d'Elba, ha lasciato un diario che qui si riproduce integralmente.

    Émile Zola avrebbe voluto scrivere la storia della sua vita, ma non fece in tempo. William Butler Yeats lo incontrò in Irlanda e lo trovò un uomo bellissimo. Giuseppe Prezzolini rimase muto quando, a Parigi, volle intervistarlo. Indro Montanelli lo definì pittoresco e pasticcione e diversi autori, tra cui Oriana Fallaci, gli hanno fatto fare capolino nei loro romanzi. Amilcare Cipriani (Anzio 1843 - Parigi 1918) è stato un mito moderno. Il rivoluzionario per eccellenza, per la propria generazione e per quella successiva. Un garibaldino, un comunardo, un anarchico, un combattente, ma anche un socialista nel senso più vero della parola. Un uomo che ha messo da parte agi e tranquillità per difendere dalle angherie il popolo da cui proveniva, nel nome della democrazia e dell'eguaglianza sociale. Da Rimini a Parigi, passando per l'Egitto, la Grecia, l'Inghilterra, la Nuova Caledonia, è sempre stato pronto a dir la sua ed imbracciare un fucile dove ci fossero imperi e monarchie da far saltare. Pagando un prezzo carissimo fatto di prigioni, esili e lavori forzati. Di una delle detenzioni più celebri, scontata sull'isola d'Elba, ha lasciato un diario che qui si riproduce integralmente.

  • Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe
    Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe
    Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe

    Sigismondo Pandolfo Malatesta controverso eroe

    Oreste Delucca
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    Forte, bello, raffinato, elegantissimo; desiderato dalle donne, invidiato dagli uomini, odiato da molti, ammirato da tutti. Condottiero geniale, reputato il migliore; coraggioso e temerario, sempre in testa ai suoi uomini; ferito innumerevoli volte, eppure mai domo. Signore della guerra, ma disastroso in diplomazia; assolutamente incapace di districarsi nella ingarbugliata situazione italica di metà Quattrocento. Passionale e impulsivo, mutevole nelle opinioni e nelle alleanze, tanto da venire spesso considerato inaffidabile e pericoloso. Presente su tutti i campi di battaglia per garantirsi la sopravvivenza della Signoria e le risorse necessarie a soddisfare le proprie smisurate ambizioni. Protagonista di infinite contese col nemico Federico da Montefeltro, nel tentativo (reciproco) di ampliare i rispettivi confini, troppo angusti per i loro grandi sogni. Reso feroce e crudele dalla durezza delle mille battaglie; e tuttavia dolce con la madre, tenero coi figlioletti, poetico con l’amata Isotta. Così attaccato alla sua Rimini, dove riposano le ossa degli antenati, da esser disposto a morire mille volte pur di non scambiarla con qualunque altra città. Qui e nei castelli del territorio permangono i segni forti e importanti della sua strategia militare. Estremamente colto e sensibile, ha avuto la capacità di cogliere prima d’altri i fermenti artistici che stavano sbocciando in Italia. Infatti il Tempio Malatestiano costituisce in assoluto la prima espressione di quella temperie fantastica e irripetibile che fu il Rinascimento; una testimonianza imperitura che il genio di Sigismondo ha lasciato alla città. Pur avendo concluso la propria vita in un triste declino materiale, la cultura, l’intelligenza e l’acume del precorritore gli hanno ottenuto quel che la diplomazia o le armi non gli avrebbero comunque saputo mai dare: l’immortalità.

    Forte, bello, raffinato, elegantissimo; desiderato dalle donne, invidiato dagli uomini, odiato da molti, ammirato da tutti. Condottiero geniale, reputato il migliore; coraggioso e temerario, sempre in testa ai suoi uomini; ferito innumerevoli volte, eppure mai domo. Signore della guerra, ma disastroso in diplomazia; assolutamente incapace di districarsi nella ingarbugliata situazione italica di metà Quattrocento. Passionale e impulsivo, mutevole nelle opinioni e nelle alleanze, tanto da venire spesso considerato inaffidabile e pericoloso. Presente su tutti i campi di battaglia per garantirsi la sopravvivenza della Signoria e le risorse necessarie a soddisfare le proprie smisurate ambizioni. Protagonista di infinite contese col nemico Federico da Montefeltro, nel tentativo (reciproco) di ampliare i rispettivi confini, troppo angusti per i loro grandi sogni. Reso feroce e crudele dalla durezza delle mille battaglie; e tuttavia dolce con la madre, tenero coi figlioletti, poetico con l’amata Isotta. Così attaccato alla sua Rimini, dove riposano le ossa degli antenati, da esser disposto a morire mille volte pur di non scambiarla con qualunque altra città. Qui e nei castelli del territorio permangono i segni forti e importanti della sua strategia militare. Estremamente colto e sensibile, ha avuto la capacità di cogliere prima d’altri i fermenti artistici che stavano sbocciando in Italia. Infatti il Tempio Malatestiano costituisce in assoluto la prima espressione di quella temperie fantastica e irripetibile che fu il Rinascimento; una testimonianza imperitura che il genio di Sigismondo ha lasciato alla città. Pur avendo concluso la propria vita in un triste declino materiale, la cultura, l’intelligenza e l’acume del precorritore gli hanno ottenuto quel che la diplomazia o le armi non gli avrebbero comunque saputo mai dare: l’immortalità.

  • Generali e battaglie della Linea Gotica
    Generali e battaglie della Linea Gotica
    Generali e battaglie della Linea Gotica

    Generali e battaglie della Linea Gotica

    Andrea Santangelo
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    Troppo spesso scrivendo di guerra ci si dimentica degli uomini che l'hanno combattuta per lasciare spazio ad armi, tattiche e strategie. Il francese Roland Dorgelés scrisse una volta "Io odio la guerra, ma amo coloro che l'hanno fatta". Le battaglie sono infatti il racconto collettivo di migliaia di vite, molte interrottesi per sempre nel luogo dello scontro. Posti vicini a casa che vediamo ogni giorno con occhio distratto, racchiudono storie di uomini e donne che hanno avuto a che fare con il flagello della guerra. Il ricordo di queste persone e delle loro azioni in guerra deve essere obiettivo prioritario dello storico militare. Attraverso le biografie di generali e comandanti e con la narrazione delle più importanti battaglie della Linea Gotica questo libro ricostruisce la grande e sanguinosa storia della guerra in Italia nel biennio 1944-1945.   L'autore ​Andrea Santangelo, archeologo e storico militare, collabora con il Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, la Rivista di Studi Militari e Icaro TV. Tra le sue monografie più recenti di storia militare: Le armi del Diavolo (con Marco Scardigli, Utet 2015), Cesare Borgia. Le campagne militari del Cardinale che divenne Principe (Salerno, 2017), Eccentrici in guerra. Storie e personaggi stravaganti della seconda guerra mondiale (Utet 2017), L'Italia va alla guerra, il falso mito di un popolo pacifico (Longanesi, 2017, Premio Cerruglio per l'editoria storica di difesa e sicurezza 2018).

    Troppo spesso scrivendo di guerra ci si dimentica degli uomini che l'hanno combattuta per lasciare spazio ad armi, tattiche e strategie. Il francese Roland Dorgelés scrisse una volta "Io odio la guerra, ma amo coloro che l'hanno fatta". Le battaglie sono infatti il racconto collettivo di migliaia di vite, molte interrottesi per sempre nel luogo dello scontro. Posti vicini a casa che vediamo ogni giorno con occhio distratto, racchiudono storie di uomini e donne che hanno avuto a che fare con il flagello della guerra. Il ricordo di queste persone e delle loro azioni in guerra deve essere obiettivo prioritario dello storico militare. Attraverso le biografie di generali e comandanti e con la narrazione delle più importanti battaglie della Linea Gotica questo libro ricostruisce la grande e sanguinosa storia della guerra in Italia nel biennio 1944-1945.   L'autore ​Andrea Santangelo, archeologo e storico militare, collabora con il Corriere della Sera, Il Resto del Carlino, la Rivista di Studi Militari e Icaro TV. Tra le sue monografie più recenti di storia militare: Le armi del Diavolo (con Marco Scardigli, Utet 2015), Cesare Borgia. Le campagne militari del Cardinale che divenne Principe (Salerno, 2017), Eccentrici in guerra. Storie e personaggi stravaganti della seconda guerra mondiale (Utet 2017), L'Italia va alla guerra, il falso mito di un popolo pacifico (Longanesi, 2017, Premio Cerruglio per l'editoria storica di difesa e sicurezza 2018).

  • Le iscrizioni funerarie di Ariminum
    Le iscrizioni funerarie di Ariminum
    Le iscrizioni funerarie di Ariminum

    Le iscrizioni funerarie di Ariminum

    Cecilia Barresi
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    L'epigrafia funeraria romana della città di Rimini ci porta indietro nel tempo, a un'epoca in cui la scrittura su pietra si faceva portavoce di una società che solo attraverso di essa poteva lasciare un ricordo di sé. Questo catalogo accoglie ed onora il desiderio degli abitanti di Ariminum di non essere dimenticati: persone, mestieri, età... tutto questo ed altro ancora ci viene restituito dall'epigrafia funeraria riminese, un patrimonio storico e culturale che contribuisce a delineare l'identità della città. L'autrice Cecilia Barresi, nata a Torino nel 1988, ha studiato al Liceo Scientifico A. Volta di Riccione e ha conseguito la Laurea triennale in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Ferrara concludendo gli studi con la Laurea Magistrale in Italianistica, culture letterarie europee, scienze linguistiche, presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna con una tesi in Epigrafia Romana dal titolo La società di Ariminum: dati dal dossier delle iscrizioni funerarie.

    L'epigrafia funeraria romana della città di Rimini ci porta indietro nel tempo, a un'epoca in cui la scrittura su pietra si faceva portavoce di una società che solo attraverso di essa poteva lasciare un ricordo di sé. Questo catalogo accoglie ed onora il desiderio degli abitanti di Ariminum di non essere dimenticati: persone, mestieri, età... tutto questo ed altro ancora ci viene restituito dall'epigrafia funeraria riminese, un patrimonio storico e culturale che contribuisce a delineare l'identità della città. L'autrice Cecilia Barresi, nata a Torino nel 1988, ha studiato al Liceo Scientifico A. Volta di Riccione e ha conseguito la Laurea triennale in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Ferrara concludendo gli studi con la Laurea Magistrale in Italianistica, culture letterarie europee, scienze linguistiche, presso l'Alma Mater Studiorum Università di Bologna con una tesi in Epigrafia Romana dal titolo La società di Ariminum: dati dal dossier delle iscrizioni funerarie.

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