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Compendio di medicina legale

: guida alle perizie medicoforensi ad uso dei medici


esercenti / prof. A. Ascarelli,...

Source gallica.bnf.fr / Bibliothque municipale de Lyon

Ascarelli, Attilio (1875-1962). Compendio di medicina legale :


guida alle perizie medico-forensi ad uso dei medici esercenti /
prof. A. Ascarelli,.... 1912.
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PROPRIET LETTERARIA

Koiua, Tip. Nazionale d G. Rertero e C.

INDICE

Pasj.

PREFAZIONE

I.

CAP.

Periti
perizie
e

IL REFERTO

PERITI E LA PERIZIA. Il preambolo Criterio

storico, clinico, anatomo-patologico, chimico, micro-

scopico, tossicologico, antropo-psicologico, medicolegale Documenti

II

io

MEDICO PERITO AL DIBATTIMENTO

ONORARI DEI PERITI

12

ESEMPI DI VERBALI DI PERIZIE

18

CAP.

II.

Il sopraluogo giudiziario

....

25

1/AMBIENTE

27

Ir.

28

CADAVERE

IV
Pag.

CAP.
1-4k

III.

cadavere
visita
di
La

.....

DIAGNOSI DELLA MORTE

53
5|

Morte vera e morte apparente


Segni della morie
Fenomeni vitali posl-morlem

54
5fi
fio

1/E POCA DELLA MORTE


fenomeni cadaverici. "Raffreddamento, ipostasi,

evaporazione, rigidit
Fenomeni putrefattivi. Fattori esterni ed interni
Putrefazione
verde, gassosa, colliquativa Cro
nologia della putrefazione interna
Fenomeni trasformativi. Macerazione, mummificazione, saponificazione
Decorso della putrefazione nei diversi ambienti
Patologia e putrefazione
'

fi2

63

73

...

80
83
87

IyA VISITA DI CADAVERE IN RAPPORTO ALL'IDENTIT


.

93

...

identificazione del cadavere non putrefatto


Segnalamento anatomico. Ritratto parlato, connotati e contrassegni, cicatrici, tatuaggio, unghie e
capelli, caratteri professionali, anomalie e deformit
Segnalamento antropometrico
Segnalamento fotografico
Segnalamento dactiloscopico. Classificazione e rilievo delle impronte
Altri metodi di segnalamento e altri segni d'identit
Identificazione di cadavere putrefallo
Identificazione di parti di cadavere, Determinazione
del sesso e della statura
Il riconoscimento alta Morgue d Roma
I/A VISITA DI CADAVERE IN RAPPORTO
DELLA MORTE

94

94
101
102

104
109

ni

113
123

ALLA CAUSA

127

Morte naturale e morte improvvisa negli adulti.


127
. .
Morte improvvisa nei fanciulli
136
Morte violenta. Morti violente immediate e mediate
i39

Pag.

la causa

della morte dedotta dall'esame esterno del

cadavere

143

L'autopsia medico-legale. Istruzioni ministeriali


Misura e peso degli organi

IV. Le lesioni personali e


generi di morte violenta

CAP.

145

180

diversi
185

IVE ARMI

187

DETERMINAZIONE DELLO STRUMENTO FERITORE

188

Armi contundenti. Contusioni, ferite contuse, ferite da strappamento


Afmi da taglio
Ferite d'arma da punta
Ferite d'arma da punta e taglio
Ferite d'arma da fuoco
Quesiti medico-legali Distanza e direzione del

188
154
196
197
199

colpo
207
Le ustioni. Ustioni da fiamma e da liquidi
Ustioni per caustici
214

MORTE PER EREDDO

220

MORTE PER TEMPERATURA TROPPO ELEVATA

223

MORTE PER ELETTRICIT

225

MORTE PER INANIZIONE

230

MORTE PER PRECIPITAZIONE

232

MORTE PER CADUTA

237

MORTE PER INVESTIMENTO

238

I,ESIONI VITALI E POSTMORTALI

239

PREMORIENZA

24G

Illdeboliniento
permanente o perdita di un senso o dell'uso di un
organo Permanente difficolt o perdita della favella Sfregio permanente o permanente deformazione del viso Pericolo di vita Malattia di
mente o di corpo durata 20, o pi giorni, o proba-

IyE CONSEGUENZE DELLE LESIONI.

VI
Pag.
bilmente o certamente insanabile Perdita della
capacit a generare Acceleramento del parto
Produzione di aborto
248
Lesioni gravi e gravissime
251
L,A MORTE CONSEGUENZA DI LESIONI PERSONALI
. . .

255

SUICIDIO, OMICIDIO, ACCIDENTE

25G

Del suicidio in generale


257
Suicidio, omicidio, accidente nei seguenti generi di
morte. Morte per arma contundente, per arma

da taglio, per arma da punta, per arma da fuoco,


per ustioni, per inanizione, per precipitazione . . 262

L/E CONCAUSE

Concause
Concanse
Concause
Concause

271

preesistenti
sopravvenute
concomitanti
nelle lesioni personali

272
273
J7"

278

ESCLUSIONE DI ALTRE CAUSE DI MORTE

279

asfissie

281

L/E ASFISSIE IN GENERALE

281

CAP. V. Le
Sintomi

e meccanismo

282

Reperto cadaverico degli asfissiali.

ed interno

DIVERSI GENERI DI MORTE .ASFITTICA

I/ANNEGAMENTO

Esame esterno
2S3

287
287

Reperto cadaverico degli annegali. Esame esterno


ed interno
288
Quesiti medico-legali. Se la sommersione la vera
causa della morte Epoca della morte Omicidio, suicidio, accidente
298
I/lMPICCAMENTO

2Q9

Reperto necroscopico degli impiccati. Esame esterno


ed interno.
301

VII
Pag.
Quesiti medico-legali. Se vie stato impiccamento
Appiccamento in vita Durata della sospensione Suicidio, omicidio, accidente
305
STRANGOLAMENTO. Caratteri esterni ed interni
Suicidio, omicidio, accidente
307
STROZZAMENTO

310

Reperto necroscopico. Omicidio, suicidio, accidente 311


SOFFOCAZIONE. Occlusione delle vie respiratorie
Introduzione di corpi estranei nelle vie aeree
Compressione del petto e del ventre Sotterra-

mento

CAP.

312

VI. Gli avvelenamenti

GLI AVVELENAMENTI IN GENERALE

Criterio
Criterio
Criterio
Criterio
Criterio
Criterio

clinico. Intossicazioni alimentari


anatomo-patologico
chimico
fisiologico
antropologico
delle circostanze estrinseche

317

....

SINTESI

317
319
323
325
327
328
328
329

AVVELENAMENTO PER OSSIDO DI CARBONIO.

Avvele-

namento acuto e cronico

320

AVVELENAMENTO PER ARSENICO

333

AVVELENAMENTO PER FOSFORO

337

AVVEIENAMENTO PER MERCURIO

341

CAP.

VII.

medico-legali
Questioni
rela-
tive al matrimonio

347

DISPOSIZIONI LEGISLATIVE

347

1/ ERRORE DI

34S

PERSONA

Errore d sesso

Ermafroditismo

349

Vili
P<Tg.

V IMPOTENZA

3^1

Impotcntia coeundi nell'uomo Impotenza strumen364


tale e funzionale
374
Impotenti^ generandi nell'uomo
1

378

1/IMPOTENZA NELLA DONNA

Impotcntia coeundi Impotenza strumentale e funzionale

Impotcntia gcncrandi
CAP.

VIII.

378

379

relativi
legali
Quesiti
medico

alla gravidanza

&i

DISPOSIZIONI LEGISLATIVE

381

SEGNI DELLA GRAVIDANZA

383

ET IN CUI PU VERIFICARSI

L\

GRAVIDANZA

DURATA DELLA GRAVIDANZA

....

3S4

3S6

FECONDAZIONE DOPO IL PARTO

387

IGNORANZA DELLA GRAVIDANZA

387

SIMULAZIONE E DISSIMULAZIONE DELLA GRAVIDANZA


GRAVIDANZA IMMAGINARIA

3S8

QUESITI DIVERSI SULLA GRAVIDANZA

389

L.o STATO MUNTALE DELLA DONNA NELLA GRAVIDANZA 389

CAP.

IX. Questioni medico-legali relative


al parto e al puerperio

DIAGNOSI DEL PREGRESSO PARTO

IN CHE EPOCA DI GRAVIDANZA

391

LA DONNA HA PARTO-

RITO
CAMBIAMENTO D'INFANTE

391

304

SIMULAZIONE E DISSIMU-

LAZIONE DI PARTO

395

CONDIZIONI MENTALI DELLA PUERPERA

396

PARTO IGNORATO

379

OMISSIONE DI CURE

397

IX
Pag.

CAP.

X. Quesiti medico-legali sull'aborto

399

DISPOSIZIONI LEGISLATIVE

399

DIAGNOSI DELL'ABORTO

402

Esame del prodotto del concepimento


Esame della madre
ABORTO SPONTANEO O PROCURATO

Cause dell'aborto spontanei e procuralo

402
407

.....

409
. .

410

CONSEGUENZE DELL'ABORTO PROCURATO

416

DIAGNOSI DELL'ABORTO PROCURATO

418

1/ABORTO TERAPEUTICO

419

IL SEGRETO MEDICO NELL'ABORTO

419

CAP.

XI.

medico-legali
sull'inQuesiti

fanticidio

421

DISPOSIZIONI LEGISLATIVE

42:

VITA E VITALIT DELL'INFANTE

423

LE PROVE DI VITA
427
Le diverse docimasie. Docimasia polmonare ottica,
idrostatica, istologica, radiografica, gastro-intesti-

nale, auricolare, batteriologica Altre prove di


vita
427
SE IL FETO NATO VITALE

Cause di non vitalit


Epoca della nascila e della morie
CAUSE DELLA MORTE DEL FETO

Cause violente accidentali


Cause violente criminose
STATO MENTALE DELL' INFANTICIDA

j.28

42S

439
441

441

441
449

X
Pag.

XII. Quesiti medico-legali sui reati

CAP.

sessuali

451

VIOLENZA CARNALE Esame dei genitali muliebri


.
CONSEGUENZE DELLA CONGIUNZIONE CARNALE. De-

452

ilorazone L/CS.oni vaginali e vulvari L,esioni


extra-genitali. Malattie comunicate
458

RESISTENZA DBLI.A VITTIMA E IMPIEGO DEI MEZZI FRAU4^3


DOLENTI
VIOLENZA CONTRO NATURA

466

ATTI

468

CAP.

DT

LIBIDINE ,

XIII. L'antropo-psicologia forense

L,'IMPUTABILIT

472

I/antropologla crimiuulc
L/\

,71

474

SCUOLA POSITIVA

474

STUDIO DEL CRIMINALE

477

Caratteri somatici
Caratteri funzionali
Caratteri psichici. I sentimenti
CLASSIFICAZIONE DEI DELINQUENTI

478
480
4S1
486"

Delinquenti non infermi di mente. Delinquenti


d'occasione., passionali, abituali, minorenni, non
educati, criminaloidi, delinquenti nati
487
ha psichiatria forense.
491

r. FRENASTENICI
Idioti ed imbecilli,

491

II.

493

PARAFRENICT

Pazzi morali

491

, 493

NEUROPSICOPATICI

495

Epilettici
Isterici

495
501

XI
Pag.
PSICOPATICI SESSUALI

503

MATTOIDI, FOHIACI, OSSESSI

505

HI.

506

FRENOPATICI

ALCOOLISTI

507

SINTESI

5io

CAP.

XIV. Il medico legale in labora-

torio

513

Ricerche sui sangue

I. Si;

LA MACCHIA

513

REALMENTE DI SANGUI-:

I>

DIMOSTRAZIONE DELLA
SANGUE

SOSTANZA

514

COLORANTE

DEL

5I5

Prove di orientamento chimiche. Prova dell'acqua


ossigenata, del Van Deen, del Ganascini, del Ricgler.
di Adler-Ascarelli
515
Prove d certezza microchimiche e cristallografiche.
Cristalli di emina e di emocromogeno
521
Prove di certezza spettroscopiche. Diversi spettri
del sangue Spettro dell'ossiemoglobina, della
metemoglobina, dell' ematina, dell' emocromogeno.

dell'ematoporfirina, della carbo-ossiemoglobina


528
. .
Prove d certezza mcrospcttroscopiche. Microspettro
dell'ematoporfirina e dell*emocromogeno
538
.S peltro fotografia.
544
,

.....

PROVE DI CERTEZZA MICROSCOPICHE

544

Esame diretto dei corpuscoli rossi

549

ESAME SPETTROSCOPICO DIRETTO

552

II. ET DELLA MACCHIA


III. DETERMINAZIONE DELLA

553
SPECIE DI SANGUE

. . .

Siero reazione precipitante. Preparazione del siero


della prova biologica Valore della
Esecuzione

prova

Sierorcazione col metodo capillare di Hauser


Metodo dell'agglutinazione
Metodo anafilattico

....

557

558
57o
57*
572

XII
Pag.
IV. DIAGNOSI INDIVIDUAI.E DELLE MACCHIE DI SANGUE.
isoagglu Metodo di Weieiihard - Metodo delle
tiniuc
V. DA QUAL REGIONE DEL CORPO
SANGUE. Sangue

57-1

FUORIUSCITI.' IL

mestruale, lochi, sangue rettale,

vomito sanguigno

577

VI. PROVA QJ-ANTITATIVA IU':I- SANGUE


SINTESI

579
580

MACCHIE CHE POSSONO SIMULARE MACCHIE DI SANGUE

582

Escrementi
Escrementi
Macchie di
Macchie di

di pulci
di cmici
ruggine
sostanze vegetati

5H2

582
583
583

Ricerche sullo spenna


PROVI; DI ORIENTAMENTO.

584

Prova del Florence, del

Barberio, del De Dominicis


585
PROVE DI CERTEZZA. -- Metodo Corin-Stocks, Baccelli,
Gregoriew-Dc Dominicis, Marinile, Ferrando.
5S9
. .

Macchie di meconio
Esame diretto Prove biologiche

Ricerche su altre macchie


Macchie di sostanza cerebrale
Macchie di tessuto celialo -adiposo
Macchie di pus, di vernice caseosa
Macchie di liquido amniotico
Macchie di colostro e latte
Macchie di sputo, muco, leucorroichc
Macchie di urina e feci
Macchie blenorragiche
Ricerche su peli e capelli
Pelo di uomo 0 di animale
Da qital regione proviene il pelo
Identificazione individuale del pelo

595

595
.

599
599
600
601
602
(.02
G03
(104
(<o5

fio6
60G

607
608

PREFAZIONE.
La Medicina legale, non soltanto l'applicazione delle varie scienze biologiche alle esigenzedelia giustizia, ma anche scienza che ha contenuto proprio non compreso in nessuna delle
diverse comuni branche delle discipline mediche,

il medico si affannerebbe a ricercare anche nei pi voluminosi trattati di medicina, chirurgia, ostetricia, ecc.
Perch la Medicina legale studia, analizza,
illustra, una quantit enorme di problemi che
non hanno interesse alcuno per la patologia e
per la clinica, e che invece ne assumono uno
immenso per il medico legale.
Dove trover il medico i criteri per valutare
l'epoca della morie, o per riconoscere una ferita
vitale da una poslmortale? dove i metodi di ricerca di macchie e di impronte su cadaveri,
armi, indumenti ? dove i rapporti, tra forma di
e che invano

lesione ed arma feritrice? dovei criteri differenziali ira i diversi generi di morte asfittica? dove
i caratteri dell' impotenza, dello stupro? Quando
mai un sanitario, non medico legale, avr portata la sua attenzione sull'integrit o meno
dell'imene e sulle diverse forme che questa pu
avere, o sulle piccole lacerazioni che pu pre-

sentare?
Perci la Medicina legale ha un contenuto
originale che d a questa scienza il valore della
specialit.

XIV

Tal valore non si vuol riconoscere da molti


medici e da molti magistrati, tanto che questi
credono di poter adibire qualunque sanitario
alla risoluzione di quesiti medico-forensi talora
intricatissimi; e quelli, credono di poter fare i
periti con la massima competenza, perch conoscono a fondo la medicina e la chirurgia.
Oggigiorno, la Medicina legale, in tutti i paesi,
va smpre pi assumendo un indirizzo biologico,
che esige non solo

la conoscenza clinica, ma anche

la conoscenza fisiopsicologica dell'individuo,

quindi mal si appongono molli professori di Medicina legale, che credono si possa esercitare con
esatta coscienza l'opera di periti, esclusivamente
addestrandosi nelle pratiche di laboratorio e negli
esercizi sperimentali. Si crede che il laboratorio
faccia il medico legale e che si possa dissertare,
anche dalla cattedra, di medicina forense, senza
essere poi in grado di fare una diagnosi al letto
del malato, o di compiere un'autopsia al tavolo
anatomico.

Come grave errore quello di credere che la


Medicina legale non sia che applicazione delle
varie branche della medicina, cos gravissimo
errore oomprendere tutta la Medicina legale in
uno studio teorico e sperimentale, tenendo in
gran conto le vaste ed elaborate ricerche bibliografiche o gli esperimenti sugli animali, piuttosto
che la preparazione clinica ed anatomo-patolo
gica e la conoscenza dell'uomo.
No, solo il clinico e l'anatomo patologo, che
abbiano integrato la loro coltura, con i vasti e

difficili problemi propri alla nostra scienza, potranno utilmente ed efficacemente esercitare la
Medicina legale a vantaggio dell'umanit e della
giustizia, perch la Medicina forense ha una base
eminentemente clinica.
Tale coltura non pu esser acquistata solo
empiricamente e gradatamente facendo numerose
perizie, a spese talora della giustizia, talora

della scienza e della dignit professionale, ma


la si deve invece acquistare in appositi istituti d
perfezionamento e di addestramento alla pratica
medico-legale, nelle cliniche e nei penitenziari.
In questi Istituti, si potr apprendere quel
metodo obiettivo che f>ret>arer il buon perito.
La buona coltura e l'esatto metodo, dovranno
poi essere uniti ad una rigorosa coscienza medico-legale, condizione essenziale, perch il perito, sia tenuto in quel riguardo che gli dovuto, considerata la sua alta funzione nella
Societ.
Dato il nostro ordinamento peritale, e dato che
tuitii medici possano esser chiamati al compito
medico-legale, e che a tal funzione non possano
rifiutarsi, necessario dettare, a tutti i colleghi
dei piccoli centri e delle condotte, quelle norme
peritali cui essi debbono attenersi.
necessario dare il metodo d'indagine, prospettare le varie e notevoli difficolt che possono
presentarsi nei diversi quesiti, segnare i capisaldi, le pietre miliari delle pi importanti
questioni medico-legali, tracciare le linee da cui
essi non debbono discostsrsi.
Ed quindi encomiabile il concetto della benemerita Amministrazione del Policlinico, di
offrire ai suoi abbonati un manualetto vade mecum, del perito.
Ai concetti suesposti, mi sono io attenuto nella
compilazione di questo manuale.
In esso, invano il medico cercher tutte quelle particolari nozioni che potr trovare nei
comuni i-i aitati; vi sar invece esposta con sufficiente ampiezza la propedeutica medico-legale;
il modo di comportarsi appena egli chiamato
dal giudice nel sopraluogo giudiziario; la tecnica da seguire nelle diverse ricerche; il modo
di evitare e di sormontare le difficolt e gli scogli
che g'ingombreranno il cammino; i caratteri
differenziali tra le diverse lesioni e i diversi g-

XVI

neri di morte; i quesiti specifici medico-legali


pi sopra accennatisi ponga mente che le questioni medico-legali sono numerosissime ed ogni giorno ne sorgono
delle nuove, per le continue scoperte che vengono
man mano applicate ai bisogni della pratica
medico forense.

Si pensi inoltre che ogni singola questione si


presenta, in ogni singolo caso, sotto infinite variet e sfumature, complicata pi e meno da
altre questioni; e ben diffitilmente si ha nella
pratica il caso che s'inquadra esattamente in
una data descrizione; come appunto nella clinica, il malato non riflette la tipica riproduxione del morbo, come la si trova nei libri di
patologia.
Il sanitario, chiamato dal giudice, deve per
persuadersi che non tanto l'ampiezza della sua
coltura, che fa il buon perito, quanto l'esatta
nozione ch'egli deve avere di quel che sa e di
quel che non sa. Ci costiiuisue la sua prima
qualit, e ci potr dargli il criterio obiettivo
di giudizio.
Non mi lusingo di aver fatto con questo manualetto gran cosa; credo per che esso, per
quanto ristretto, potr riuscire utile ai colleghi;
e mi auguro di non essere venuto meno alla
loro benevola aspettativa, n alla fiducia in me
posta dall' Amministrazione e dalla Redazione,
dai professsori Morelli ed Ascoli, che qui sentitamente ringrazio.
Roma, ghigno 1912.

Il referto - I periti e la perizia - Il medico perito

al dibattimento - Onorari dei periti - Esempi


di verbali
perizie.
di

a) II referto.
Ciascun medico, di citt o di campagna,
anche non esercitante la professione, pu trovarsi in condizioni di dover fare atto di medicina legale: ed anzi uno dei pi importanti
e delicati, quello cio che serve di base ad
ogni procedimento penale, il referto medico.
Il referto infatti costituisce un atto peritale
reclamato da speciali disposizioni di legge cui
nessun medico pu sottrarsi. Infatti l'art. 439
del codice penale dice:
Art 439 C. P. - 1 II medico, il chirurgo, la
levatrice o altro ufficiale di sanit, che avendo
prestata l'assistenza della propria professione
in casi che possano presentare caratteri di delitto contro la persona, omette o ritarda di riferirne all'autorit giudiziaria o di pubblica sicurezza, punito (eccetto che il referto esponga
la persona assistita ad un procedimento penale)
con l'ammenda sino a Lire Cinquanta .

Certo l'obbligo della denuncia compito


molto ingrato per il sanitario, specie quando
il medico chiamato alla casa del suo cliente
e non presta il suo soccorso in un ospedale.
Ma per fortuna sono conciliate le esigenze
della giustizia con la dignit professionale, dalle
limitazioni che lo stesso legislatore ha dato
all'obbligatoriet del referto, il quale deve esser

fatto soltanto :

i) Quando non esponga la persona assistila a procedimento penale (e ci va interpretato con larghezza di vedute).
2) Quando la lesione non presenti i caratteri di delitto contro la persona. Ed il giudizio
di ci lasciato completamente al medico, il
cui ufficio non quello del magistrato.
L'obbligo del referto subisce poi altre limitazioni dal segreto professionale (art. 163 C. P. e
288 C. P. P.), per cui, il sanitario non pu
rivelare, senza giusta causa, ci che venuto
a sapere nella sua qualit di medico se la sua

rivelazione pu portare ad altri nocumento


materiale o morale.
Il referto deve esser fatto e indirizzato secondo le modalit stabilite dagli articoli 102-103
del Codice di P. P.,
La formula del referto pu essere semplicissima, p. es.: Il sottoscritto, dichiara di aver
visitato il giorno
il signor .
che
.
.
presenta lesioni guaribili in
le quali
.
hanno il carattere di lesione personale da
crimine .

.... ...

Ma bene, nell'interesse della giustizia, che


il sanitario, il quale si convinto che nessuna

giusta causa vi sia per non fare il referto,


compia questo preciso dovere della sua funzione sociale, nel miglior modo possibile.
Cosi, il referto, assume l'importanza di una
piccola perizia, e di questa deve contenere i
principali elementi, cio: una parte espositiva
con la descrizione delle lesioni, facendone emergere i caratteri con cui si presentano; e
ima parte di apprezzamento che comprende il
giudizio del perito sulla qualit dell'arma,
sulla natura della lesione, sulla prognosi.'

I periti e la perizia.
Ricevuto il referto, l'autorit competente
b)

inizia il procedimento penale e requisisce uno


o pi periti.
Questi possono esser chiamati dal magistrato,
tutte quelle volte che egli creda di aver bisogno dell'assistenza tecnica di un sanitario, per
raggiungere la prova generica in un qualsiasi
atto giuridico.
Cosi il medico pu esser chiamato in varie
contingenze: sia per procedere sul vivente
all'apprezzamento di una lesione, di una malattia, di un dato carattere d'identit fisica od
altro; sia per procedere alla visita o all'autopsia di un cadavere; sia per dare il proprio
parere su macchie di qualsiasi natura, o sui
corpi di reato in genere; sia per procedere ad

investigazioni e a ricognizioni sul luogo di


un supposto reato.
In ogni caso il medico, chiamato dal magistrato, non pu rifiutarsi senza allegare giusti
motivi (art. 210 Cod. Pen.), come sarebbero lo
stato di malattia, malattie gravi di congiunti,
imprescindibili doveri professionali, ed anche,
secondo il Filippi, il non sentirsi capace ad
assumere il grave ufficio di perito. Qualunque
medico pu essere adibito all'ufficio di perito,
anche nelle pi ardue ed intricate questioni,
poich l'autorit giudiziaria non si lascia guidare, come sempre dovrebbe, solo dal criterio
della competenza. Di modo che il medico si
pu trovare a compiere, questa desiderata o
non desiderata funzione, in ogni momento della
sua vita professionale.
Appena il perito inizia le sue funzioni, deve,
stando in piedi, prestare il giuramento di rito,
pronunciando la formola:
0 Giuro di bene e fedelmente procedere nelle
operazioni che mi vengono affidate, e di non
avere altro scopo che quello di far cono scere ai giudici la pura verit (art. 298-299
C. P. P.).
Poi il perito comincia le sue indagini, diverse secondo l'oggetto della perizia, e attenendosi a quanto prescrivono gli art. 125 fino
al 136 incluso del C. di P. P., servendosi di
appositi moduli, che qui sotto riportiamo.
In genere la perizia pu riguardare: lesioni
personali che debbano esser descritte nel modo

5
pi esatto e completo; esame esterno ed interno
di cadaveri; esame di persone viventi per stabilirne lo stato di salute o di malattia, lo stato
sessuale, l'idoneit, la capacit lavorativa, le
attitudini psichiche, ecc. ; esame di parti staccate del corpo umano o secrezioni del corpo
umano; indumenti, mobili, armi, oggetti diversi.
Nei casi pi difficili si d al perito il cosiddetto incarico.
Il giudice chiama il perito, gli fa prestare
il giuramento e poi detta in apposito modulo
i quesiti ai quali egli dovr rispondere concedendogli un dato termine per la risposta.

Avuto l'incarico il perito ne firma il verbale ,


formulato su uno stampato simile a quello a
pagina 16.
Nel momento poi, in cui, consegna la perizia viene redatto un altro verbale.
La perizia deve, possibilmente, esser compilata con metodo induttivo; le induzioni non
devono prendere origine da presupposti aprioristici, ma secondo il risultato di indagini fatte,
e ci per evitare la suggestione ed il preconcetto, che tanto facilmente prevalgono nella
condotta del perito.
La forma della relazione deve essere divisa
in pi parti:
i II preambolo. In questo si espongono
tutte le formalit compiute, si ricorda come,
quando e da chi l'incarico stato affidato, il
giuramento prestato, i quesiti da risolvere

riportandoli integralmente dal verbale d'incarico, ecc.


2 Criterio storico. Vi si fa il riassunto e
l'esposizione storica delle circostanze antecedenti al fatto, e di quelle nelle quali il fatto
accaduto.
E cio, l'anamnesi remota e prossima
Trattandosi, per esempio, di un supposto
omicidio, vi si riassumeranno tutte le circostanze in cui l'omicidio avvenuto; trattandosi di un caso d'impotenza, tutti i motivi
che al processo per impotenza da parte dell'uno o dell'altro coniuge hanno dato luogo;
trattandosi di un infortunio sul lavoro, le circostanze in cui l'infortunio avvenuto, ecc,
Tutto ci, deve essere trattato molto sobriamente e deve riferirsi esclusivamente ai fatti
che sono in stretto rapporto con l'oggetto della

perizia.

In questa parte della perizia non va fatto


alcun apprezzamento, ma solo una semplice

esposizione storica degli avvenimenti.


3 Criterio clinico. In quelle perizie in cui
si reso necessario l'esame di un individuo,
al criterio storico seguir il criterio clinico.
Si far cio la storia clinica, precisa, esatta,
completa dell'individuo esaminato, comprendendo sia l'anamnesi diretta e collaterale, importantissima per i casi sospetti di simulazione, per i quesiti di omicidio e suicidio, per
le malattie mentali, per l'acccertamento di responsabilit, ecc., sia l'esame obiettivo.

Poi seguiranno la discussione clinica secondo


7

le risultanze dell'esame, le ricerche fatte sulla


letteratura, la casistica, ecc.; e si verr infine

ad una diagnosi puramente clinica, astenendosi anche qui da qualsiasi apprezzamento


medico-legale. Si dir, per esempio, il tal dei
tali malato di tubercolosi, d'insufficienza
aortica, ma non si dir di tubercolosi traumatica, d'insufficienza aortica traumatica; si far
diagnosi di ferita da taglio al volto, ma non
di sfregio; si far diagnosi di aborto, ma non
di aborto procurato; di vulvite blenorragica
e di lacerazioni vulvari, ma non di stupro, ecc.
4 Criterio anatomo-patologico. Nel caso
che sia stata eseguita un'autopsia, un'esumazione, od altre ricerche di anatomia patologica, al criterio clinico si far seguire quello
anatomo-patologico, che dovr essere compilato con gli stessi criteri.
5 Criterio chimico-microscopico-tossicologico.
le
si
riferiranno
indagini eseguite
Vi
tutte

per l'esame di macchie, per l'esame istologico


dei tessuti, per l'esame chimico del contenuto
gastrico, anche qui formulando una diagnosi
chimico-istologica-tossicologica, ma non me-

dico-forense.
6 Criterio antropo-psicologico. un criterio moderno e discusso, e costituisce un completamento al criterio clinico Consiste nello
studio antropologico (conformazione fisica dell'individuo, stigmate di degenerazione congenita, patologica, rilievo di deviazioni etniche,

sessuali, rilievo di tatuaggi, ecc.), e nello studio psicologico (del carattere, dell'intelligenza,
della volont, dei diversi sentimenti, degli
scritti e degli atti, ecc.), del delinquente o della

vittima.
Tutto ci serve ad integrare la conoscenza
clinica dell'individuo, con la' conoscenza della
sua personalit fisica e psichica, e a darci criteri importantissimi sulla capacit a delinquere di un supposto reo, o sulla capacit a
suicidarsi di un supposto suicida, o sulla capacit a mentire di un supposto simulatore, ecc.
7 Criterio medico-legale. Sar compilato,
alla stregua di tutti gli altri criteri esposti. Qui
troveranno luogo le discussioni medico-legali
sui diversi quesiti proposti dal giudice, il riferimento dell' opinione dei trattatisti di medicina forense, i casi analoghi riscontrati nella
letteratura, il giudizio medico-legale, ecc.
Questa certo la parte pi difficile della
perizia, e per la quale non si possono dar norme
precise. Per compilarla bene son necessarie
tre cose, il mestiere, la scienza e l'arte. Il mestiere s'impara con la pazienza e con il lavoro,
la scienza si acquista, l'arte deriva dalle qualit naturali istintive. Si abbia sempre presente alla mente, l'antica divisa del collegio
chirurgico di Lione: Et vigil et prudens. Essa
si adatta sopratutto alla medicina legale, di
tutti i tempi, di tutti i paesi, ed la formula
che ci d lo spirito e il metodo dei pi grandi
medici legali.

trattazione dei singoli


argomenti, debbono seguire in capitolo a parte
le conclusioni, esposte nel modo il pi sintetico
8 Conclusioni. Alla

possibile, espresse con linguaggio semplice,


ordinario e prive per quanto possibile di ogni
incertezza.
I giudici esigono le diagnosi chiare e precise
e corredate da argomenti; diagnosi dimostrative, non ipotetiche. Ma purtroppo talora non
sempre dato al medico la possibilit di precisare la sua diagnosi.
In tali casi si potr adottare p. es. questa
formula: Nulla si oppone a ritenere che .
.
Documenti.
Alla relazione peritale utile aggiungere
documenti di varia natura : disegni, fotografie,
preparati che confermino e documentino le
conclusioni, e che diano la possibilit di giudizio e di controllo a qualunque altro perito

sopraveniente.
Per ci, nelle indagini cliniche e microscopiche, non si deve usare tutto il materiale
messo a disposizione, ma lasciarne sempre una
parte perch possano, al caso, i nostr esami
esser ripetuti e controllati.
La perizia deve portare la firma del perito
in ogni mezzo foglio, e deve essere in ultimo
sottoscritta per intiero e chiaramente.
La perizia dovrebbe esser manoscritta con
inchiostro nero, ma in questi ultimi tempi sono
tollerate anche le scritture a macchina.

Se il giudice, ritiene insufficiente la perizia,

potr richiedere ulteriori schiarimenti (art. 158


C. P. P.) o consultare altri periti. Schiarimenti,

spiegazioni sui giudizi espressi possono al perito esser richiesti anche al dibattimento.
e)

Il medico perito al dibattimento.

I periti

possono non solo esser assunti dal


magistrato nel corso dell'istruttoria, ma anche
esser chiamati a dare il loro parere nel dibattimento, sia isolatamente che in confronto ad
altri periti addotti dalla difesa dell'imputato,
o dalla parte civile. E questo uno dei compiti pi delicati e difficili del perito medico
legale.
II perito al dibattimento deve esprimere il
suo giudizio, e le ragioni che a ci lo inducono, molto sinteticamente ma seguendo norme
non diverse da quelle dette per le perizie.
Deve rimaner tranquillo, sempre presente a
s stesso, sempre obiettivo, non lasciandosi intimidire dall' irruenza dei contraddittori, n
dalle innumerevoli ipotesi di possibilit che
questi per solito traggono fuori.
Egli deve rimaner sempre medico, quindi
delucidare solo fatti e circostanze di carattere
medico, non portar mai in campo elementi
aggravanti od attenuanti, non rivestendo egli
n veste di difensore n di accusatore.
Ma purtroppo, ci non accade che raramente,
e quasi ad ogni processo, sorgono gravissimi in^

convenienti che si ripercuotono dolorosamente


anche nella pubblica opinione con grave discapito della giustizia, della scienza e della dignit professionale Ci, sia perch i periti
chiamati dall'accusa o dalla difesa, non possono prescindere*e dimenticare di esser periti
ufficiali di parte, e pur essendo in completa
buona fede cercano tutte quelle sottigliezze che
l'esame del caso offre, per sostenere le ragioni
di quella parte che l'ha chiamati; sia perch
i periti cercano di far buona figura e di
convincere con ornata ed impressionante parola, pi che con scientifico ragionamento, il
pubblico ed i giurati, sopraffacendo nel dibattito il contro-perito, talora meno pronto e
meno abituato al dibattito pubblico; sia infine
per incompetenza medico-legale delle questioni.
Non qui il caso d'indicare i rimedi, a
questo stato di cose da tutti deplorato; certo
la prima radice del male sta nel perito primo
chiamato. Quando questi adempia seriamente
e scientificamente al suo mandato, quando
questi abbia preparazione sicura, la perizia
da lui redatta rester inattaccabile.
Ci, eloquentemente illustr il senatore Tamassia al Senato, proponendo altres l'istituzione in Italia, come in Germania, del perito
di Stato, che certo varrebbe a diminuire molti
inconvenienti. Del resto alcuni seri provvedimenti circa tutto l'ordinamento delle perizie,
sono compresi nel nuovo codice di procedura
penale ora in via d discussione parlamentare.

12

L'illustre senatore Mortara nella dotta e lucida relazione presentata al Senato, sul codice
di P. P. s'ispira ai pi moderni criteri scientifici su tutte le questioni procedurali.
d) Onorari

dei periti.

I periti in Italia sono compensati coll'anti-

quato ed ingiusto sistema della vacazione;


cio in rapporto al supposto tempo impiegato
a compiere una data operazione.
Qualunque sia la facilit o la difficolt di
un atto peritale, qualunque la persona cui la
perizia affidata, questa viene sempre ricompensata secondo un medesimo concetto di apprezzamento.
Per ogni visita e relazione, compresa la prima medicazione, lire tre, se il medico risiede
in un Comune sede di Tribunale, lire due se
risiede negli altri Comuni.
Per ogni autopsia, o per altra operazione
pi difficile di una semplice visita, e richiedente pi di due ore e meno di quattro, lire 6
e 4; se l'atto peritale dura pi di quattro ore,
ogni due ore rispettivamente lire 3 e 2.
Non si possono mai avere pi di quattro
vacazioni al giorno, cio di lire 12.
Negli incarichi (cio quando vengano anidati al sanitario delle indagini ch'egli non pu
compiere alla presenza del giudice e per i
^uali gli sono necessari pi giorni) il perito
chiede un dato numero di giorni, e consegnata

richiede il
13

la perizia egli ne
pagamento, non
superando nella richiesta pi di quattro vacazioni al giorno.
Conseguenza di questo sistema illogico gli
, che molti periti nel ricevere l'incarico, moltiplicano le difficolt della perizia, e cercano
di ottenere un lungo periodo di tempo per
compilarla, con pochissimo vantaggio, ben si
comprende, della giustizia e della seriet della
scienza.
Presentata la perizia, questa viene apprezzata dal magistrato, il quale incompetente a
giudicarne il valore, che il pi delle volte
viene attribuito secondo il numero delle pagine scritte, o secondo altri criteri pi o meno

obiettivi.
Di tutto ci, soffrono, a grande ironia della
giustizia, i sanitari onesti e coscienziosi, che
per aumentare il volume delle loro perizie non
copiano pagine e pagine dai trattati, non abbassano la loro dignit a raccomandarsi ai magistrati, e non creano difficolt per ricerche anche semplicissime, intralciando tutto il lavoro
di istruttoria, ecc.
Non si comprende perch non si fondi un
ufficio tecnico per la distribuzione e tassazione
delle perizie, levando al magistrato questa
fonte di continui guai e fastidi.
Ad ogni perito chiamato fuori del luogo di
residenza sono rimborsate le spese di viaggio
in 3a classe (!), e se il viaggio fu fatto in
carrozza o a piedi son dati centesimi 7 per
chilometro. Per ogni giorno di residenza

14

fuori del Comune sono concesse lire 1.50 al


giorno.
Al perito vengono inoltre rimborsate le spese
fatte nell'adempimento della sua perizia (medicinali, reagenti, ecc ). In questa nota di spese
non possono per venir compresi strumenti,
biancheria, ecc., perch tutto ci si presuppone
che dovrebbe essere consueto corredo d'un
sanitario, per il disbrigo delle sue pratiche
professionali.
Le note di spese, che si allegano alla perizia, debbono esser redatte in doppio esemplare, e qualora superino le dieci lire, debbono
esser quietanzate e giustificate con pezze di
appoggio.
Consegnata la perizia, e tassata questa dal
Pretore o dal giudice istruttore, (se per atto
semplice) o dal Procuratore del Re e presidente del Tribunale negli atti pi difficili di
una semplice visita, il perito deve aver cura
di recarsi dal cancelliere a richiedere la tassazione della perizia, cio il mandato di pagamento, e a riscuoterlo con sollecitudine; ci
perch le perizie semplici si prescrivono dopo
due mesi, e le altre dopo sei.
Quando il perito non contento del pagamento, pu reclamare contro la tassazione del
suo onorario al presidente del Tribunale o al
presidente della Corte, i quali in Camera di
Consiglio o in sezione di accusa decideranno
sul reclamo. Ma non abbiano i periti troppa
fiducia in tali reclami
1

- 15

Alquanto pi elevati sono gli onorari concessi ai periti per operazioni in materia civile, in cui ogni vacazione di due ore calcolata 5 lire, e le spese di trasporti in centesimi
60 a km., o in ferrovia in prima classe; e le
spese di soggiorno in lire 6 al giorno.

i6

Esempio di

TRIBUNALE

VERBflLEJI_PERIZIJl

di
UFFIZIO
\

di

(I>

1,'anno millenovecento undici il giorno 8


del mese di gennaio in Roma, Ufficio di
istruzione, palazzo di Giustizia, alle ore...
Avanti di Noi Giudice Istruttore avvocato

assistiti dal Cancelliere infrascritto


N. .. del reg gen.
dell' Uff. del lroc.
del He

compars
. . .

il sig

di
.,

di arni

....

domiciliato a
. . . .,
N. . . del reg. gen. medico chirurgo
perito eletto di ufficio
dell'Ufi, d'istruz.

nato a

,
. .

Premessa al perito sig, dott


del registro da Noi
N.
suddetto,
la
pre.
..
.
della Pretura
tersul
giuramento
ammonizione
scritta
a
Mandamento
di
mini degli articoli 298 e 2gg del Codice
di
di procedura penale, modificato il primo
colla legge 30 giugno 1876, n. 3184, serie 2a, e il secondo colle disposizioni di
coordinamento al Codice penale, il medesimo ha pronunziato la formula: Giuro di
bene e fedelmente procedere nelle mie operazioni, e di non aver altro scopo che
quello di far conoscere ai giudici la pura
verit.
Quindi istruito detto perito su di che
debba emettere il suo giudizio questi risponde :
Ho visitato

il qui Presente
ho
e
,

(1) L,e

riscontrato:

a) nella regione temporale destra, a


centim. 3 al disopra dell' angolo esterno
dell'occhio, una soluzione di continuo lunga
parole in corsivo figurano come scritte dal perito.

17
centitn. 4 con direzione dall'alto al basso, da sinistra a destra,
con i margini lievemente frastagliati, beanti, con V angolo an-

teriore alquanto pi acuto del posteriore, con i bordi ecchimosati; interessante cute e sottocutaneo, tessuto muscolare, apo- ,
nevrosi epicranica. Il fondo della lesione di continuo costituito dall'osso, il quale non mostra lesioni. All'intorno di
tale soluzione di continuit, si osserva una zona irregolarmente
circolare, di circa 5 centim. di diametro, di color rosso-fosco.
Giudico trattarsi di una ferita lacero-contusa interessante le
parti molli del capo con ecchimosi circostante.
Reputo tale ferita prodotta da arma contundente e guaribile
in dodici giorni.
Dall' esame obiettivo, non mi risultano dati per giudicare, se
tale ferita fu prodotta accidentalmente 0 criminosamente. Nulla
si oppone a ritenere, che essa sia slata prodotta dal bastone
che la S. V. mi mostra.
Letto: confermato, sottoscritto.

Firma

del Giudice

del Cancelliere

2 Asearelln

18
TRIBUNALE

Esempio di

VERBALE

di
UFFIZIO

di giudizio definitivo di perito

DI ISTRUZIONE

I/anno millenovecento undici il giorno 21


N. ... del reg. gen.
dell' Uff- del Proc. del mese di gennaio, in Roma, Ufficio di
del Re
istruzione.
Avanti di Noi Giudice istruttore avvoN. ... del reg. gen. cato
dell'Uff. d'istruz. assistiti dal Cancelliere infrascritto
. .

N.

del registro
...
della Pretura

di Mandamento

di

compars

a seguito di citazione il dot-

tor

gi in atti qualifieato
qual
abbiamo deferito il giuraa
mento, a termini degli articoli 298 e 299
del Codice di procedura penale, modificato
il primo con la legge 30 giugno 1876, numero 3184 (serie 2a), ed il secondo dalle
disposizioni di coordinamento al Codice
sulla importanza
penale, ammon endol
morale del giuramento, sul vincolo religioso Che credenti con esso contraggono
dinanzi a Dio e sulle pene sancite dal Codice penale contro i colpevoli di falsa perizia nell'articolo 217 del Codice penale,
e stess , stando in piedi ed a capo
scoperto, ha
giurato pronunciando la
formula ; Giuro di bene e fedelmente procedere nelle operazioni che mi vengono
affidate e di non avere altro scopo che
quello di far conoscere ai giudici la pura
verit.

19

lettura del
in data del
relaziou
ratifichi
medesim
1
dire
richiamat
se
a
e
modificafare
v'abbia.
a
confermi
se
o
e
zioni od aggiunte; quale fu l'esito dell'infermit e la durata
produsse
lesion
dell'incapacit al lavoro; se 1
debilitazione o deformit
pericolo di vita; se lasci
dichiarato
ha
medesim
permanente, i
quanto segue:
dichiaro che egli
Visitato il qui presente
le quali
guarito delle lesioni riportate il giorno
quindi hanno avuto un decorso complessivo di giorni
Dichiaro che la guarigione completa e che la cicatrice non
dar n sfregio n deturpazione.
Quindi data

Letto, confermato, sottoscritto.

20
TRIBUNALE

Esempio di

di

VERBALE
UFFICIO

di perizia di cadavere

di

Vanno millenovecento... il giorno...


del reg. gen.
...Uff. del Proc. del mese di
alle ore
ell'
del He
In

....

N.

N. ... dtl reg. gen.


dell'Uff. d'istruz.

Noi

...

assistiti dal Cancelliere


N.

del registro
...
della Pretura

Informati che
si trova il cadavere di persona la cui
morte si ritiene che possa costituire reato,
ci siamo colla scorta
recati sul luogo, che dista dalia nostra
ed ivi giunti, dopo
residenza
d'aver date le occorrenti disposizioni pel
completo esaurimento della operazione, e
facendoci assistere da

perit.. elett.. d'ufficio, !.. qual.. a termini degli articoli 298 e 299 del Codice
di procedura penale modificati, il primo
colla legge del 30 giugno 1876, n. 3184,
serie 2a, il secondo dalle disposizioni di
coordinamento del Codice penale e previo
adempimento di quanto ivi si prescrive,
l'altro,
stando in piedi, ha
l'uno
dopo
,
giurato, pronunciando la formula: Giuro
di bene e fedelmente procedere nelle ope-

21
razioni che mi vengono affidate e di non avere altro scopo che
quello d far conoscere a! giudici la pura verit.
Abbiamo in primo luogo riconosciuto che
nella casa in via
trovasi il cadavere di un uomo dell' apparente et di anni 50

In secondo luogo abbiamo rilevato che il cadavere suddetto


indossa le seguenti vestimenta, cio :

1,0 stato apparente e la posizione del cadavere presenta i

seguenti risultati:
II cadavere si presenta in terra disteso. Il corpo nella digli
arti
superiori distesi il
rezione da
,
sinistro lungo il tronco, il destro tiene impugnata una rivoltella (descrizione dell'atteggiamento della mano). Intorno al
cadavere si osserva une larga pozza di sangue (descrizione) ed
altre impronte sanguigne si veggono in altri punti dell' ambiente

Ci premesso, volendo procedere alla ricognizione del cada-

vere medesimo per mezzo di due individui che conoscessero


defunt
fatti
gli stessi comparire e deferto loro il
1
. .
. .,
giuramento, che prestarono a termini degli articoli 298 e 299
del Codice di procedura penale, modificati, il primo colla legge
del 30 giugno 1876, n. 3184, serie 2a, il secondo dalle disposizioni di coordinamento al Codice penale, e previo adempimento di quanto altro vi si prescrive, di dire tutta la verit
e null'altro che la verit, si sono primieramente interrogati
sulle rispettive loro generalit.
Ed hanno risposto:

medesimi ad attentamente esaminare il qui giacente cadavere, e a dichiarare a chi abbia appartenuto, hanno
l'un dopo l'altro risposto nei seguenti termini:

Eccitati

22
E si sono coli'Ufficio sottos. . . previa lettura e conferma

della loro deposizione

Dopo di che, fatto colle debite cautele spogliare il cadavere delle vestimenta che indossava, abbiamo, con l'assistenza
dei sopraindicati periti, proceduto alla ispezione esterna del
cadavere stesso rilevando (i):
i Caratteri d'identit:

2 Caratteri cadaverici:

3 Lesioni:

E quindi per accertare quale sia stata la causa della morte


dell'indivduo a cui apparteneva il descritto cadavere ed in
qual modo e tempo pi o meno prossimo possa essere avvesuddett perito d riferire in
nuta, si dato incarico a
proposito.
Ed i medesim perit , dopo aver praticate le occorrenti osservazioni, in presenza dell'Ufficio, e ritenuto non necessario di procedere allo esame interno del cadavere per dare
il loro giudizio, hanno riferito:
Giudizio medico-legale.

(i) Veggansi le istruzioni ministeriali a pag. 325 del Bolicitino Ufficiale, 1910.

23
TRIBUNALE PENALE

Esempio di

di

VERBALE
di presentazione di perizia
UFFICIO

di

Vanno millenovecento...
del mese di
nell'Ufficio

N. ... del reg. gen.


dell'Uff. del Proc.
del Re

del
reg. gen.
...
dell'Uff. d'isUuz.

il giorno

alle ore

...

....

Avanti di Noi

assistiti dal
compars

N.

d'ufficio,
i.
qual
. .
. .
.
. .
esecuzione
dell'incarico
da
in
A7.
del registro
affidato
con verbale
...
' della. Pretura
del giorno . .,
ed in conformit dell'obbligo assunt
. .
presenta. . . . N. . . . foglio di carta
scritta, dichiarando contenere il risultato
delle . . . operazioni, che sotto il vincolo del prestato giuramento secondo il
onore e coscienza cred
dover riferire alla giustizia.
Datasi lettura di tale relazione, che
dichiara.
1.
stess.
perit.
. .
. .
. .
. .
di confermare e riconosciutosi che colla
medesima avrebbe. . . esaurito l'incarico ad ess. . . affidato, si liquida la
tassa, fra indennit, onorari e spese, in

perit.

elett.

....

I*

e di tutto quanto sopra s fatto constatare


col presente verbale che assieme alla detta

relazione di perizia, fu, previa lettura e


conferma. . . da perit. . . e dall'ufficio

sottoscritto.

II.
IL SOPRALUOGO GIUDIZIARIO.
L'ambiente - Il cadavere - Gl'indumenti - Macchie ed impronte - Disposizioni ministeriali
sul sopraluogo giudiziario.

L'opera del medico-legale richiesta dal


magistrato, non solo nelle indagini che si ese guono ordinariamente sul cadavere o sul vivente, ma anche per le indagini che si eseguono sul luogo ove si suppone sia stato
commesso un delitto. Il magistrato cio, spesso
si serve di quella esperienza e di quelle cognizioni che solo a chi versato nelle discipline mediche dato di avere, (pur non essendo esse cognizioni comprese nella esclusiva
competenza medica), per esser coadiuvato nelle
indagini per la ricostruzione del reato e per la
ricerca dei rei.
questa una nuovissima psrte della medicina forense, che ogni giorno pi va estendendosi, in forza dei progressi ognora crescenti di un'altra disciplina, sortita dalla medicina legale italiana e per precipua opera di
medici legali italiani, tra cui primo il prof. S.
Ottolenghi. Voglio accennare alla Polizia scien-

26

tifica, che sempre pi acquista importanza,


perch man mano il concetto della sua pratica
utilit, penetra vittorioso nella mente dei magistrati e dei medici.
Il medico legale deve conoscere e saper risolvere le questioni che il magistrato pu
fargli nelle indagini sul sopraluogo; deve saper trarre dall'ambiente, ed eventualmente
dal cadavere esaminato sul posto, quei rilievi,
che non potranno, una volta sfuggiti alla sua
attenzione, pi esser ricostruiti ed utilizzati,
perch irremissibilmente distrutti. Come si
potr, ad esempio, con assoluta esattezza e
senza trascurare i pi minuti particolari (anzi
bisogna sopratutto rilevare questi) ricostruire
la posizione e l'atteggiamento del cadavere
dopo che il cadavere stato portato via?
Come la forma, il numero, la direzione delle
macchie, p. es., sul pavimento, dopo che nell'ambiente sono entrate tante e tante persone?
Come le impronte su diversi oggetti, se tali
oggetti sono stati da tante e tante persone
rimossi?
Balza da tutto ci, evidente, l'importanza
che assume la visita del sopraluogo fatta dal
medico, poich nessuno pi del medico-legale,
potr con esattezza valutare l'importanza
di un dato atteggiamento del cadavere, di
alcune macchie di sangue, di impronte lasciate
sul luogo del reato.
Per tutto ci, il medico-legale deve proceder sempre et vigil et prudens, poich i casi

27

in apparenza pi semplici possono essere i


pi complicati, e deve, tutte le volte che
possibile, fissare con fotografia o per lo meno
con disegno schematico, l'ambiente e la posizione del cadavere (prima che qualunque cosa
possa esser rimossa o messa in disordine), le
orme lasciate sul terreno, le impronte di dita,
di unghie, le macchie di sangue o di altre sostanze, ecc.
a) L'ambiente.
Nei rilievi da farsi sull'ambiente il medicolegale deve non lasciarsi sfuggire tutto ci
che pu aver rapporto con il cadavere nell'ambiente stesso rinvenuto, e con la presupposta causa della morte.
Per es., in una presupposta morte per colpo
d'arma da fuoco, non dovr negligere di rilevar tutti quei dati che possano esser utilizzati a conoscere la distanza da cui il colpo fu
esploso e la direzione del colpo; in un caso
di precipitazione, a qual distanza dalla finestra o dal luogo donde la precipitazione si
suppone avvenuta, sia caduto il corpo, ecc.
I/attenzione. del medico, dovr poi estendersi alle pareti e al pavimento, alle finestre
e agli oggetti nell'ambiente contenuti, (specie
resti di cibi, bevande, recipienti con medicine, ecc.) allo scopo di riunire nel maggior
numero possibile, tutti quegli elementi che, collegati con gli altri desumibili dall'esame e dal-

28

l'autopsia del cadavere, dall'esame del ferito


o del supposto reo, possano servire a risolvere
quei numerosi e importanti quesiti che il
magistrato potr rivolgergli.
Cosi ad esempio, se vi stata colluttazione,
si noter uno speciale disordine nell'ambiente
e si potranno osservare macchie di sangue in diversi punti; indumenti (bottoni di camicia, ecc.)
potranno rinvenirsi sul pavimento; si potr
anche, dal luogo in cui fu trovato il cadavere
messo in rapporto con la speciale topografia
dell'ambiente e la posizione dei mobili, stabilire la reciproca posizione della vittima e
dell'assalitore, e se al reato abbiano partecipato una o pi persone
In casi particolari si potr rilevare una pianta
dell'ambiente, o eseguire una fotografia, che
fissi in modo preciso e per sempre l'aspetto del
luogo e del reato, usando possibilmente, una
macchina fotografica, la cui scala di riduzione
sia costante e conosciuta (fotografia metrica).
In tal modo sar anche possibile rendersi conto
delle dimensioni reali degli oggetti rappresentati, delle distanze e dell'altezza dal suolo
alla quale gli oggetti stessi sono calcolati. In
questi casi si usano molto bene anche le macchine stereoscopiche.
b)

Il cadavere.

per nell'esame del cadavere, che comincia


veramente il compito specifico del perito.

2g

Parleremo nel seguente capitolo di tutto


ci che si riferisce alla Visita di cadavere
propriamente detta (constatazione della morte,
epoca della morte, ecc.). Ora qui rileviamo
molti altri dati importanti.
Si potr anche in questo esame ricorrere
alla fotografia per riprodurre l'intiero cadavere da diversi punti di vista, e le ferite che
esso presenta.
In ogni modo, non si deve mai trascurare di
prender nota, della posizione precisa in cui
il cadavere rinvenuto, e dell'atteggiamento
in cui esso si trova, poich da tutto ci si
possono trarre dati di indiscutibile valore medico-legale, sia per il quesito di omicidio o suicidio, sia relativi alla causa della morte.
Il ritrovare, ad esempio, un cadavere giacente sul letto in normale atteggiamento senza
traccie di ferite, far pensare ad una morte
naturale improvvisa alla quale possono soggiacere tutti gli uomini, in qualunque et;
speciali atteggiamenti assume invece talora il
cadavere in seguito a morte per veleni convulsivi, per ustioni, ecc.
Nei cadaveri degli impiccati p. es. non raro
il caso che si tratti, invece che di una morte
per impiccamento, di una sospensione di cadavere. Sempre nel cadavere di un impiccato
l'osservazione del nodo della corda (da marinaio, da tessitore, doppio, ecc.) pu fornire indizi preziosi, sia per l'identit del cadavere,
sia per il supposto assassino dato che si pensi
ad omicidio.

_ 30
Importantissimo sar l'esame delle mani,
eseguito subito prima che intervengano le
necessarie manovre per il trasporto. Il perito
dovr badare all'esistenza e alla disposizione
delle macchie di sangue sulle mani; se sotto
il letto ungueale si rinvengano peli, frammenti
di epidermide, o se si trovino capelli tra le
dita, segni tutti di violenta collutazione. Nelle
morti per arma da fuoco, si dovr subito constatare la presenza di eventuali macchie di
polvere pirica sulle dita (macchie che scompaiono con la massima facilit), e cosi se esiste
sul dito indice la depressione che talora lascia
il cane della rivoltella.
Alle volte si riscontrano sulla bocca bavagli,
o nella bocca corpi estranei (specie nei neonati)
che vanno rimossi con grande attenzione, e che
possono anche cadere durante il trasporto del
cadavere. Si dovr altres badare al colore, nu-

mero, estensione, forma, direzione e posizione


di macchie sospette di sangue o di altre sostanze
(feci, urine, ecc.), alle impronte di dita, di
unghiate che producono lesioni curvilinee carat
teristiche, e ai solchi, graffiature, escoriazioni
che il cadavere potr presentare.
Per fissar tutto ci, bene ricorrere alla
fotografia, la quale fissa la posizione esatta
del corpo, l'aspetto dei vestiti e degli oggetti
vicini, la ripartizione e la dimensione esatta
delle macchie e delle diverse impronte. La fotografia s'impone altres per fissare l'aspetto
esterno di una ferita, la direzione di un colpo

- 3i

d'arma da fuoco, le traccie di ustioni e di tatuaggio prodotte da armi da fuoco esplose da


vicino, e permette anche, con delle prove comparative, di risalire all'esatta distanza dalla
quale il colpo stato tirato.
e)

Gl'indumenti.

Talora per la fretta, per quell'agitazione


inconsulta che spesso prende nei casi gravi e
magistrati e periti, questi senza alcun accorgimento accorrono al cadavere, cominciano a
smuoverlo da ogni parte, e cercano di spogliarlo
strappando o tagliando gli indumenti, distruggendo cosi quegli indizi, che essi poi si
danno tanta pena per raccogliere.
Sar specialmente importante il rilevare se
gli abiti sono indossati pi o meno completamente, e se alle ferite che il cadavere presenta, corrispondano lacerazioni negli indumenti.
Il suicida, in generale, si ferisce denudandosi la regione sulla quale vuol dirigere il
colpo; l'omicida invece non pu prendere tali
precauzioni che in casi del tutto eccezionali.
Macchie di sangue che decorrono a striscie
parallele dall'alto al basso sulla giacca o sui
pantaloni di un ucciso per ferita al capo, faranno presumere che la ferita stata inferta
mentre l'individuo era in piedi; bottoni strappati dagli indumenti parleranno per una colluttazione, ecc.

32

Cos molto importante l'esame delle scarpe.


Talora affidato al medico l'esame microscopico del raschiato delle scarpe, e il microscopista potr, diagnosticando tracce di letame, di vegetali, di frutti di albero che non

si trovano che in certe localit, di frammenti


di minerali, di polvere di calce, di mattoni,
di tracce di sangue, dare indizi di straordinario
valore per la ricerca del reo e la scoperta del
reato.
Dagli indumenti propriamente detti, l'esame
va esteso agli oggetti negli indumenti rinvenuti; alle armi, p. es., in cui, prescindendo
dalle macchie di sangue, si possono trovare
altre macchie significative. Racconta il Gross
che sopra la sciabola di un dragone imputato
di omicidio, non si trov alcuna traccia di
sangue, ma un filuzzo d'erba, si seppe di poi
come l'arma fosse stata ripulita dal sangue sull'erba, e il filo d'erba costitu cos un indizio
di enorme importanza.
Nel caso dell'uccisione della contessa Trigona
per opera del Paterno, fummo incaricati anche
dell'esame dell'arma, e dalla disposizione delle
macchie di sangue si pot stabilire che il coltello doveva essere stato usato aperto come
nella fig. i e non chiuso come nella fig. 3
come era stato ritrovato e come l'imputato
asseriva.
Ci influ moltissimo nella ricostruzione del
delitto e gett gran luce, come ben pu comprendersi, sulla figura psicologica dell'imputato.

33

Molti altri indizi possono trarsi anche dal

Fig. i.

Mg..*.

l'esame degli indumenti per ci che riguarda


3 A scartili.

34

l'identit, non soloper le cifre, iscrizioni di forn itore, carte, ecc.,


ma anche per l'e-

same delle macchie


che possono rilevare la professione
e la condizione sociale, e per le misure dei medesimi
indumenti, dalle
quali si pu risalire
a dati antropometrici relativi alla
persona che li possedeva ed anche,
in casi favorevoli,
risalire a caratteri
professionali, a determinare la posizione sociale, ecc.
Si pu anche, noto il segnalamento

antropometrico di
un individuo, determinare le dimensioni dei suoi indumenti : scarpe, cap-

pello, calzoni,
giacca, guanti, ecc.,

risalendo cos

all' identificazione

Fig. 3.

individuale.

35

d) Macchie

su questo che maggiormente

rivolta la

attenzione del perito, perch specialmente in


tali ricerche il giudice si serve quasi sempre
dell'opera del perito medico-legale.
Nulla deve esser toccato o rimosso prima
di un attento esame. Ricordiamo che nel delitto di piazza di Pietra in Roma (uccisione
per strozzamento di due custodi d'una Banca),
i primi accorsi, non preoccupati dalla conservazione delle impronte, tutto toccarono e rimossero, in modo che indizi preziosissimi andarono perduti mentre poi si ritrovarono impronte di una enorme quantit di individui
(agenti, funzionari, ecc.) conosciuti e sconosciuti ! Il Bayard racconta di un medico, il
quale con i suoi piedi sporchi di sangue, dissemin qua e l orme misteriose che diedero
un gran da fare alla giustizia!
Macchie di sangue.

Tralasciamo ora di intrattenerci della diagnosi generica e specifica delle macchie


di sangue, che esige, per la sua importanza,
uno speciale capitolo (v. ultimo capitolo) e che
non pu essere eseguita che in laboratorio. Ci
intratterremo qui invece del compito del perito
su ci che riguarda le macchie e le impronte
nel sopraluogo .

-36
i)

Colore. Le macchie di sangue non

hanno sempre il colore rosso-bruno caratteristico, ma tal colore si modifica: secondo l'et
della macchia (divenendo sempre pi scuro),
secondo la temperatura (assumono col freddo
un color rosso vivo per l'ossidazione dell'emoglobina) secondo il substrato e la natura delle
diverse sostanze con le quali il sangue pu
venire a contatto, ecc.
Particolarmente difficile la ricerca delle
macchie sui pavimenti di natura porosa, sugli
oggetti e sui mobili di colorito bruno che le
dissimula completamente, sull'erba e sui terreni sprovvisti di vegetazione.
2) Forma. La forma macroscopica delle
gocce di sangue pu fornire indizi sulla posizione che aveva la persona ferita e sulla direzione con cui il sangue spruzzato.
Allorch l'individuo in piedi fermo, e dalla
ferita cade dall'alto il sangue a goccia, questa
assume la forma di sigillo; la goccia che. cade
invece quando l'individuo in movimento,
assume una forma allungata nella direzione del
movimento; e tanto pi oblunga, a punto ammirativo, quanto pi il movimento era rapido.
Da un'arteria ferita il sangue zampilla formando
sul luogo dove cade tante macchie l'una ravvicinata all'altra e di variabile dimensione,
per lo pi sempre allungate, a gocciola, in cui
la parte pi arrotondata rappresenta il punto
in cui dapprima la goccia di sangue venne a
battere (fig. 4). Questa forma delle macchie

37-

di sangue non dovuta solo a gettito arterioso, ma pu anche prodursi, per colpi di
fendente (specie se inferri con istrumenti ottusi), sia perch il sangue viene fatto spruzzare con forza dal tessuto lacerato, sia perch
pu essere asperso dall'istrumento feritore bagnato di sangue.

In una perizia che ci fu affidata per stabilire se trattavasi di omicidio o suicidio, causato da ferita d'arma da fuoco, dalla forma
e dalla disposizione delle macchie di sangue
ritrovate sul pavimento e sulle pareti, si pot
ricostruire la posizione in cui stava l'individuo
nel momento in cui si colpi o fu colpito, e
si poterono trarre elementi importantissimi

38_
che collegati con altri elementi dati dal sopraluogo e dall'esame del cadavere ci resero possibile la diagnosi di suicidio (v. fig. 5).

Fig

La disposizione delle macchie di sangue


ha anche importanza per stabilire i movimenti
che l'individuo ha fatto, gli atti da esso com-.
piuti, e, se le macchie si riscontrano su un
lungo tratto, il tragitto percorso dall'individuo
dal momento del ferimento alla morte. Importantissima in questo senso fu una perizia
dell'Ottolenghi : si trattava di un giovane, il
quale si era esploso un colpo di fucile al volto
e che era riuscito poi a percorrere due stanze
3)

- 39

e ad impiccarsi. La maggior parte degli elementi per stabilire il suicidio, o l'omicidio

come molte circostanze facevano sospettare,


furono appunto tratte da un accurato esame del
sopraluogo e delle macchie.
Molti indizi possono anche dare le macchie
di sangue nei casi di infanticidio, per precisare il luogo dove avvenne il parto, ed anche
il reperto negativo di macchie importante
in tali casi. Non si pu ritenere attendibile
infatti un parto precipitoso nella latrina (scusa
spessissime volte addotta dalle infanticide)
quando in quest'ultima non si riscontrino traceie di sangue, dopo il supposto parto.
S'intende che la ricerca e lo studio delle
macchie di sangue, oltre che al pavimento, ai
mobili, alle pareti, alle vesti e alla biancheria e
in genere a tutti gl'indumenti e specialmente alle
scarpe, va estesa anche a tutti gli oggetti che
si possono ritrovare nell'ambiente (armi, ecc.).
4) Conservazione. Ricercate e descritte le
macchie di sangue, queste vanno conservate.
Allorch esse si trovano su oggetti o su un
fondo in qualche modo asportabile, la miglior
cosa da fare naturalmente quella di portar
via la macchia con tutto il substrato.
Quando questo non possibile, bene prima
di raschiare la macchia, prenderne il disegno

su carta trasparente applicata ad un piano di


vetro posto sopra la macchia. Si pu anche
lasciarla in situ, proteggendola con una tela
da decalco ingommata sopra.

4o

Nell'asportazione della macchia con tutto il


substrato si procede nel seguente modo: se la
macchia sul legno si asporta addirittura la
tavola o il pezzo di legno, accuratamente segato e isolato; se si trova sui mobili la macchia pu essere asportata segando via la parte
pi superficiale; ci riesce molto facilmente nei
mobili cos detti placcati .
Quando la macchia sui muri, allora vi si
applica sopra una lastra di vetro cosparsa di
gomma (che non altera affatto) e si mantiene
per un certo tempo la lastra compressa contro
la macchia. Quando la gomma ben asciutta,
allora si stacca all'intorno un po' della calce,
e si cerca di asportare lo strato superficiale del
pezzo di muro corrispondente alla lastra di vetro. Staccatala, per rendere il preparato r>i
solido, vi si incolla nella superficie posteriore
un pezzo di tela o di carta (Gross). Se il substrato costituito da terreno, allora si distacca con un coltello il piccolo blocco di terra
corrispondente.
Bisogna star attenti di non prendere insieme
alla terra, vermi, che con grande frequenza
si trovano nei terreni, e che distruggerebbero
la macchia.
Altre macchie.

Oltre le macchie di sangue, potranno esser


rilevate nell'ambiente anche altre macchie: di
sperma, di feci, di pus, di orine, o di altre
impurit che andranno anche studiate con la

4i

stessa guida e con le stesse norme dette per


le macchie di sangue.

Impronte.
Anche di grande importanza e di innume
revoli risultati pratici lo studio delle impronte.
Queste possono essere di dita, mani, e
denti, od orme, o impronte di altri animali od
oggetti, e possono ritrovarsi nell'ambiente (terreno, neve, pavimenti, muri), sugli oggetti
contenutivi (carte, bicchieri, vetri, mobili) e
sugli indumenti ; sul cadavere e sul vivo, e pose)

sono essere visibili e invisibili.


Impronte digitali. Le impronte digitali
sono, come noto, la riproduzione delle linee
papillari dei polpastrelli delle dita, che formano per la loro disposizione, speciali disegni fin dalla nascita, immutabili per tutta la
vita, assolutamente diversi da un individuo
all'altro (Ottolenghi).
Tale riproduzione accade tutte le volte che
il polpastrello del dito pi o meno sudicio si
poggia con maggior o minor pressione su una
superficie cosparsa di polvere o di nero fumo,
su una superficie cedevole (creta, cera, stucco),
o su una superficie liscia (vetri, carte, ecc.)
sulla quale l'impronta digitale dovuta al sudore della cute, rimane poco visibile o non
visibile affatto.
Tralasciamo di dire i caratteri delle impronte
e il modo di classificarli, cosa che non rien-

- farsi nel
42

tra nelle indagini da

sopraluogo ma

nel capitolo dell'identit.


Noi richiamiamo qui l'attenzione, sulla ricerca delle impronte digitali.che i malfattori
lasciano a loro insaputa sul luogo del reato,
e sull'utilit che vi per la giustizia e per il
medico legale di rilevare con la pi grande
cura questi indizi, che possono spesso permettere di accertare l'identit del reo.
Le traccie infatti lasciate sui diversi oggetti
dalle dita insanguinate di un assassino o da
quelle di un ladro, costituiscono la firma del
delinquente ; firma che poi dovere e compito
del magistrato, coadiuvato dal funzionario di
P. S. e dal perito, di saper decifrare, paragonando l'impronte rilevate, con quelle degli individui sospetti. Tali traccie debbono esser ricercate e rilevate fin dalle prime constatazioni.
ricca ormai la letteratura, dei casi giudiziari (Bertillon, Reiss, Stoeckis, Falco, Gasti, ecc.)
in cui la impronta lasciata da un delinquente
sul luogo del reato stata sufficiente a designare il colpevole alla giustizia, e a far confessare il reato all'individuo caduto in sospetto,
ed anche a persuadere un giury della colpevolezza dell'imputato.
La ricerca delle impronte, non va fatta a
caso, ma seguendo un determinato metodo,
poich presenta talora serie difficolt. Nei
luoghi reconditi ed oscuri, la ricerca va fatta
a luce artificiale, per esempio con una bugia,

la quale si illuminano nel


43

miglior modo
con
i recessi pi riposti. In tal modo risaltano
specialmente le impronte sanguigne, sulle quali
il sangue disseccato risplende.
Molto frequentemente, le impronte (sanguigne p. es.) si riscontrano nel bordo inferiore
dei cassetti sprovvisti di maniglie, e nella superficie inferiore dell'orlo delle tavole, dove
la gente del popolo suole asciugarsi le mani.
Ritrovate le impronte digitali sjeno esse
sanguigne o no, vanno rilevate.
Parecchi sono i mezzi di rilievo delle impronte digitali. Se esse sono ben visibili (come
p, es. le impronte di dita insanguinate), baster fotografarle a luce molto viva ; e ben risponde allo scopo pi che la luce diffusa del
giorno, una sorgente luminosa artificiale data
da un lampo di magnesia.
Quando per, si tratta di impronte poco
visibili, od anche invisibili, lasciate da un dito
pieno di polvere o di grasso, su vetri, oggetti
lucidi, fogli di carta, ecc., allora bisogna anzitutto metterle in rilievo.
Per ci, si pu spolverare una soluzione
di nitrato di argento all'8 %, sull'oggetto (tale
metodo riesce specialmente bene, usato sui fogli di carta) ed anche sui pavimenti, muri,
oggetti lisci in genere, su cui si sospetta esservi l'impronta Questa appare in breve
tempo con tutti i particolari. Appena questa
apparsa, il foglio va fissato passandolo in un
bagno d'iposolfito di soda (10-15 %) poich

44

altrimenti per l'annerirsi del foglio alla luce


l'impronta scomparirebbe.
molto usata anche la piombaggine o la
polvere di talco, la cui polvere si spalma sul
foglio: essa si depositer sull' impronta mettendone in rilievo i particolari.
Dopo che l'impronta apparsa, si fissa, bagnando accuratamente il foglio in una soluzione alcoolica di gomma.
Le impronte sui vetri e sugli oggetti lucidi, si
possono rendere evidenti col metododella piom
baggine o soffiandovi del licopodio (gr. ioo) con
rosso scarlatto (gr. io), o bagnandole con una soluzione alcoolica (3-4 %) di Soudan III sostanza
che colora solamente i grassi. Anche usando
questi metodi, dopo che l'impronta stata rilevata, va fissata per esempio con acqua gr. 300,
gomma gr. 90, allume gr. io, formolo gr. 5.
Impronte di mani. Oltre che le impronte
digitali, si possono ritrovare impronte di mani.
Anche la palma della mano, come i polpastrelli delle dita, ha le sue linee caratteristiche
meno importanti di quelle digitali, ma che
possono pur essere utilizzate per l'identificazione individuale.
Per ricercare, rilevare, e fissare queste impronte, si proceder nell'istesso modo come

per le impronte digitali.


Orme. Le orme hanno un'importanza
straordinaria, spesso decisiva, e bisogna quindi
saperle utilizzare, conservare e ricostruire
quando esse non siano complete.

difficile ritrovar delle

45

orme, in ambienti
chiusi (stanze, ecc.); per lo pi si tratta di
impronte impresse nel fango, nella neve, nella
polvere.

-46della pianta; l'angolo C F J 1*obbliquit


delle dita.
Per rilevarla, vi sono oltre la fotografia vari
metodi dei quali bisogna scegliere l'uno o
l'altro secondo il substrato sul quale l'impronta si trova:
a) per le orme sulla sabbia, polvere, fa-

rina:
Nell'impronta si mette della polvere di stearina (ottenuta raschiando con un coltello una
candela) che poi si fonde sopraponendovi un
oggetto molto caldo per es. un ferro da stirare
Dopo che la stearina si solidificata vi si
pu versar sopra del gesso che consolida la
impronta gi rilevata (metodo di Sonnen-

schein);
b) per le orme sulla neve, argilla umida,
fango, si usa con successo la colla da falegname tiepida.
Prima di versare la colla, bene disporre
alcune cordicelle trasversalmente in modo da
poter afferrare il getto dell'impronta. Questo
metodo non riesce molto esatto per il rilievo
delle particolarit dell'orma (chiodi, ecc.) e
perch il getto si deforma facilmente sotto
l'azione del calore (metodo di Hugoulin);
e) per le orme su altri substrati si usa il
gesso. Si contorna l'impronta, dopo averne
tolto i sassolini ed averla ben asciugata, con
piccole asticelle di legno. Poi, dopo aver spalmato di un grasso (cera, olio, paraffina) l'in-

dell'orma, vi si

47

versa lentamente'una sospensione di gesso (2 di gesso 1 di acqua finissima e fluida). Prima di versare il gesso, si
possono disporre trasversalmente all'orma per
poi poter sollevare il calco, alcune cordicelle.
In caso di bisogno e in assenza di gesso
si pu usare la cera, il grasso di bue, il cemento, il sego, l'argilla, la pasta, la mollica di
pane.
Se poi l'impronta gi nettamente stampata sul pavimento, si pu riprodurre col
pantografo.
Per le orme di animali si procede nel medesimo modo.
Impronte di denti od altre impronte come
traccie di vetture, di carri, di bastoni, di
pietre lanciate, di proiettili, di vari strumenti,
si rilevano o con gesso o con altre sostanze
secondo i casi (mastice inglese per i denti, colla
di pesce sciolta in acqua al io % ecc.).
/) Disposizioni ministeriali sul sopraluogo.

terno

Tale l'importanza del sopraluogo giudiziario, che in questi ultimi tempi precise
norme, secondo l'ispirazione del prof. Ottolenghi, sono state impartite dal Ministero di
Grazia e Giustizia a tutti i magistrati; norme
che ancora trovano difficolt ed impedimento
nella loro attuazione, per il misoneismo di
di alcuni magistrati, funzionari e medici legali,
misoneismo in gran parte dovuto all'incompetenza.

_48

CIRCOLARE 24 luglio 1910, relativa agli accertamenti dei reali.


N. 1667 del reg. circolari.
Roma, 24 luglio 1910.

progressi delle scienze biologiche e fisiche


hanno additato nuovi mezzi efficaci di indagini nelle investigazioni giudiziarie, riguardanti gli accertamenti dei reati e la ricerca
dei rei, delle quali da alcuni anni sono stati
per disposizione del Ministero dell' interno
resi edotti i nuovi funzionari, Delegati e vice
Commissari di P. S., e gli allievi ufficiali dei
RR. Carabinieri.
E' indispensabile perch la giustizia possa
avvantaggiarsi di questo progresso, che l'autorit giudiziaria usufruisca dei nuovi metodi
di ricerca, ed intervenga anzi ad incoraggiarne
e favorirne l'applicazione per parte del personale, a ci preparato.
A questo scopo ritengo utile suggerire le
seguenti norme, riguardanti le nuove indagini
nei sopraluoghi e il personale, che dev'essere

adibito.

In ogni caso di sopraluogo si tratti


di reati contro le persone o di reati contro la
propriet si deve procedere col primo intervento ad un esame completo, ordinato, allo
scopo che nulla rimanga di non osservato, e
si evitino le contestazioni tanto frequenti sui
particolari del fatto e sulle circostanze nelle
1.

quali venne compiuto.


Giover poi procedere a fissare in uno schizzo
e meglio con la fotografia, in tutti i casi pi
importanti, i particolari pi interessanti del
sopraluogo e specialmente la posizione delca-

49

davere, dei mobili e di altri oggetti eventualmente trovati.


2. richiamata in modo speciale l'attenzione sulla ricerca e conservazione delle cosidette impronte.
La denominazione di impronte si riferisce a
tutte quelle tracce che si possono riscontrare
nel cadavere, nei mobili, nel pavimento, nelle
pareti, nei vetri, negli usci, negli oggetti, nei
cortili, sui tetti, sulla strada, ecc., e che furono lasciate dalle mani, dai piedi, dai denti
dei rei o della vittima, dagli strumenti adoperati, da liquidi organici (sangue, sperma)
da prodotti di secrezione (orina, feci, ecc.).
Le principali impronte che si possono riscontrare sono le seguenti:
Impronte di piedi (nudo o calzato) sui pavimenti, sul terriccio, sulla neve, sui terrazzi,
sui tetti.
Impronte delle mani ed anche solo delle
dita (visibili, poco visibili ed invisibili), che
si possono trovare sui mobili, sulle pareti, nei
telai delle finestre e delle porte, sui vetri,
sulle maniglie delle porte, sugli utensili, sulle
stoviglie, sui libri, sui fogli di carta, sulle
lampade, ecc.
Queste impronte possono essere dovute alle
sostanze di cui sieno sudicie le dita (polvere,
grasso di macchine, sudore, sangue) o prodotte dalla polvere spostata su superficie solida, resistente, levigata, dal contatto delle
dita e dalla pressione esercitate dalle dita
su superficie cedevoli (vernici fresche, creta,
ecc.).

Impronte lasciate da tutto il corpo o da parti


d esso, su letti, sof, poltrone.
Impronte di animali.
Impronte di ruote di veicoli, di oggetti e
corpi trascinati.
* A scarelli.

_ 50

Impronte lasciate da istrumenti, e arnesi, in


caso di scasso, sulle porte, sui mobili e cassetti.
Macchie di sangue nel cadavere, nel pavi-

mento, nel suolo, nei mobili, negli usci, nelle


pareti, nel soffitto, nelle maniglie delle porte,
nelle armi, nei libri.
Si avr poi speciale cura che non passino
inosservati o vadano dispersi frammenti di
vetro, pezzi di carta, resti di carta bruciata o
lacerata, carta asciugante, acqua di lavatura,
peli, ecc.
3. Agli scopi indicati nei numeri precedenti, indispensabile che l'autorit giudiziaria s'interessi anzitutto della integrit e
della conservazione delle tracce dei reati.
Occorre perci siano dai sigg. Procuratori
Generali impartite rigorose istruzioni per evitare che da parte del personale addetto alle
funzioni di Polizia Giudiziaria (ufficiali e agenti
di P. S.,arma RR. carabinieri o guardie municipali e campestri) e tanto meno da estranei, avvengano dispersioni, spostamenti delle
tracce del delitto, e peggio, sorgano nuove
impronte capaci di indurre in errore.
4. In caso di rinvenimenti nei sopraluoghi
di cadaveri di ignoti, prima che si proceda
alla autopsia o al seppellimento del cadavere, si deve regolarmente, sistematicamente
far procedere a tutte quelle indagini segnaletiche che serviranno in appresso alla identificazione del cadavere sconosciuto.
Tali indagini consistono nella assunzione
della fotografia, nei rilievi delle impronte digitali, dei connotati e contrassegni personali,
e, occorrendo, nelle misure antropometriche.
Tutte queste ricerche formano parte integrante delle prime indagini, che a norma
degli articoli 56, 63 e 121 C. P. P., spettano
agli ufficiali di polizia giudiziaria. Giova perci
che siano invitati i signori giudici istruttori a

5i

valersi dell'opera di quei funzionari di P. S.


che in queste ricerche siano convenientemente
preparati, avendo frequentati i corsi di polizia scientifica e spec'almente ai funzionari ad, detti all'istituto di polizia scientifica di Roma
presso la direzione generale di P. S. ed ai gabinetti di segnalazione che esistono nelle seguenti citt :
Milano, Ventimiglia, Torino, Palermo, Genova, Verona, Venezia, Napoli, Catania, Bari,
Bologna, Udine, Como, Padova, Messina e
Cagliari. I detti Gabinetti posseggono tutti il
materiale necessario per tali rilievi e per le
pi necessarie prime indagini (fissazione, conservazione, riproduzione delle impronte e dei
particolari del sopraluogo).
Per le ulteriori indagini, per la identificazione cio delle impronte eventualmente constatate e fissate, il magistrato si uniformer
alle forme procedurali, servendosi dell'opera
dei funzionari stessi.
Per qualsiasi bisogno, riferentesi alle norme
sopraesposte (per indicazioni, per la conservazione di speciali impronte, per speciali ricerche, ecc ) i signori magistrati potranno ricorrere alla Direzione Generale della P. S.
(Laboratorio di Polizia scientifica, che in
grado di corrispondere, naturalmente senza
che occorrano spese, in via ufficiale, ai bisogni del caso, con speciali indagini o con
l'invio occorrente del personale e del materiale adatto.
Le norme sopraesposte, volgendo a sistemare indagini che finora si facevano, ma incompletamente, a migliorare le escussioni, servendosi dei mezzi e del personale pi adatto,
a limitare l'uso di personale estraneo, specie
per la fotografia (non adatto per la delicata
funzione giudiziaria), riusciranno, lo spero, con
vantaggio economico, a rafforzare notevol-

52

mente l'opera delle investigazioni di Polizia


giudiziaria, dalle quali tanto dipende l'accertamento dei reati e la scoperta dei rei.
Gradir che la S. V. 111.ma mi accusi recezione della presente.
Il Ministro
FANI.

Ai Signori Procuratori Generali


delle Corti d'appello del Regno.

III.
LA VISITA DI CADAVERE.

La diagnosi della morte - L'epoca della morte


L'identit
del cadavere - La causa della
morte.

Secondo le disposizioni del regolamento di


Polizia mortuaria, tutti i cadaveri debbono
essere osservati dal medico, il quale assume le
funzioni di medico-necroscopo se nota la persona morta e la causa della morte, o se questa
pur essendo conosciuta non lasci adito a sospetti di causa delittuosa; e di medico-legale
in tutti gli altri casi nei quali egli funzioner,
accompagnato dall'autorit giudiziaria.
Il compito del medico necroscopo limitato
ad accertare la morte, e a rilevare (se ve ne
sono) i dubbi sulla identit personale del cadavere denunciato. Egli deve altres constatare se la causa e l'epoca della morte denunciata non contraddetta dai segni che il cadavere mostra, ed infine escludere la possibilit
di una causa criminosa.
Egli deve far denuncia all'autorit giudiziaria, tutte le volte che il cadavere esaminato
dia adito a sospetti e dubbi.

54

Il medico-legale visita il cadavere dietro invito dell'autorit giudiziaria che ha ricevuto


una denuncia in proposito, per accertare:
i) la diagnosi della morte;
2)
3)
4)

5)

l'epoca della morte;


l'identit del cadavere;
la causa della morte;
altre speciali particolarit.

La diagnosi della morte.


{Morte vera e morte apparente I segni della
morte Fenomeni vitali post-mortem).

I. Morte vera e morte apparente.


In un individuo supposto cadavere ci che
anzitutto preme, di accertarsi se trattasi di
morte reale o di morte apparente. I casi di
morte apparente non sono tanto rari come si
potrebbe credere ; e molti esempi vi sono nella
letteratura in cui pur trattandosi di morte apparente, si creduto ad una morte reale.
Rarissimi, per, sono i casi di individui sepolti in istato di morte apparente. Scarsa importanza va dato al fatto di ritrovare alla
esumazione, il cadavere in posizione diversa
da quella in cui fu adagiato nella bara o di
constatare un parto avvenuto nella cassa mortuaria, poich ci pu essere effetto di contrazioni postmortem non rare a verificarsi.
Per, qualche caso esiste, e basta ci per
comprendere come il problema della morte

apparente abbia occupato ed occupi la


55

mente
di molti sociologi ; e come vi siano numerosissimi libri di propaganda, societ e riviste che
si occupano della questione. Infatti tutte le
legislazioni prescrivono norme severe per la
constazione dei decessi, dalle quali prescritto,
per ogni cadavere, un periodo di osservazione
di 24 ore e di 48 se trattasi di morte improvvisa; e sono altres prescritti dei depositi di
osservazione in cui debbono esservi mezzi
adatti, perch qualunque manifestazione di
vita sia possibilmente avvertita dal custode
che deve rimanere nel locale in permanenza
(art. 15 Reg. Poliz. Mort.).
Sono stati inoltre escogitati numerosi apparecchi pi o meno complicati da adattarsi
ai cadaveri per sorprendere in essi ogni possibile residuo di vita.
Le condizioni morbose che pi delle altre pos
sono condurre l'individuo ad uno stato di morte
apparente sono specialmente: l'epilessia, l'isteria nello stato letargico, catalettico, estatico;
l'apoplessia, le forme sincopali, le asfissie, le
emorragie, l'elettricit, l'assideramento, l'alcooUsmo acuto, alcuni veleni narcotici ed anestetici, e gli stati di shock da qualunque causa provocati.
Dobbiamo ricordare inoltre alcune malattie
infettive tra cui va notato il colera. Tutti
questi stati morbosi possono talmente affievolire le funzioni respiratorie e circolatorie da
ridurle al minimum, come avviene normal-

animali ibernanti durante


--56

il pemente negli
riodo di letargo.
Nell'uomo per tale periodo di morte apparente sempre relativamente breve, durando
in media 15 ore; con un massimo di 31-42
ore nell'assideramento e nella letargia isterica,
ed un massimo di 2-8 ore negli stati sincopali.
Ora siccome le disposizioni legislative dispongono che le salme debbono rimanere in
oseervazione per lo meno 24 ore, e 48 nei casi
di morte improvvisa ; si comprende come siano
eccezionali i casi di morte apparente. Essi
per, possono accadere, specialmente nelle gravi
epidemie (molti ne sono stati osservati nelle
epidemie coleriche p. es. del 1837 in Roma) e
sui campi di battaglia.

II. Segni della morte.


La morte non un momento, ma un processo; la vita cio non si arresta in tutti i tessuti contemporaneamente, ma permane pi o
meno a lungo. Sono noti, infatti, i cosi detti
fenomeni vitali post mortem.
Per come momento della morte, in pratica
ci si pu riferire alla cessazione della funzione
cardiaca che costituisce il fatto culminante,
fondamentale del processo letale, e dal quale
permesso riconoscere il momento in cui il processo stesso si iniziato. E ci importante a
stabilirsi, p. es. nelle questioni di premorienza.
Come segni della morte reale, non hanno im-

57
portanza e citiamo solo per ricordo storico:

la facies cadaverica, la perdita della conoscenza, della motilit e della sensibilit, l'abbandono e la flaccidezza di tutte le masse
muscolari, la perdita di tossicit degli sfinteri, ecc., segni tutti che si possono verificare
in un'infinita variet di stati patologici e di
crisi nervose di vario genere.
Solo notiamo in ordine al pallore cadaverico, che le iperemie locali (morbillo, scarlattina, eresipela, ecc.) scompaiono nel cadavere.
Tra i vari segni della morte cominciamo a
considerare l'arresto permanente del respiro e
del circolo.
I mezzi a disposizione del perito per accertarsi del permanente arresto del respiro e del
cuore sono numerosi; molto incerti i primi
(appannamento dello specchio, oscillazione di
fiammella, tubo capillare., pneumatoscopio di
Icard, che introdotto nella bocca dovrebbe
con lo spostamento di una goccia di acqua
colorata indicare la persistenza della respirazione), abbastanza certi i secondi, i quali costituiscono i cosi detti mezzi di accertamento
della morte.
Trascurando tra questi la cardio-puntura
del Meddeldorf, l'arteriotomia, ricorderemo:
i l'applicazione di un ferro rovente sul
corpo, che nel cadavere non produce arrossamento per mancanza di circolazione periferica;
2 lo sfregamento sulla cute di una corda
che per la medesima ragione, senza produrre

58
fuoriuscita di sangue, da luogo ad una esfogliazione e a un disseccamento epidermico
e alla formazione dopo 2 od anche 8 ore, di
un'impronta a superficie dura e disseccata
(impronta cos detta pergamenacea);
30 l'istillazione nell'occhio, secondo propone
l'Halluin, di una soluzione di resorcina al ventesimo o di una goccia di etere che rileva,
mediante arrossamento del globo, la persistenza
della circolazione;
4 la iniezione sottocutanea di ammoniaca
che provoca una macchia rosso-vinosa sul vivo,
bruna sul cadavere, macchia che poi diviene
sempre pi appariscente;
5 la vacuit dell'arteria centrale della retina constastata in ambedue gli occhi con
l'oftalmoscopio, ma non utilizzabile al di l
di 12 ore per l'opacamento dei mezzi trasparenti dell'occhio;
6 la radiografia del bacino e dell'addome
che lascia nel cadavere vedere l'ombra dello
stomaco e dell'intestino per lo svilupparsi in
questi visceri dopo la morte dei solfuri.
Tutti questi mezzi per non sono di assoluta
certezza e alcuni potrebbero produrre nel caso
di morte apparente, danni non lievi.
Fermiamoci quindi a considerare altri mezzi pi sicuri e sopratutto pi pratici, tra cui:
a) il metodo della fluorescina dell'Ieard,
consistente in una iniezione sottocutanea di
fluorescina e carbonato di soda (ana gr. 5 - acqua 40). La fluorescina essendo una sostanza

- straordinaria
59

diffusibilit, per
colorante di
quanto affievolita possa essere la circolazione,
rileverebbe il suo colore in punti lontani dell'iniezione; p. es. nella congiuntiva, che due
minuti dopo prenderebbe una colorazione giallastra.
Ricerche per dell'Albani, han dimostrato
che la fluorescina pu diffondersi anche nel
cadavere dopo qualche ora;
6) l'acidit dei visceri. Poco tempo dopo
la morte, i protoplasmi da alcalini divengono
acidi per processi catabolici e formazione di
sostanze organiche diverse (acido lattico, sarcolattico, grassi). Questo segno messo in evidenza per primo dal Brissemoret e dall'Aubard,
e poi da me nel 1906, che eseguii esperienze
anche su individui in agonia e appena morti,
si dimostr pratico, sicuro e precoce, comparendo in media dai 7" ai 35" dopo la cessazione
del battito cardiaco. Per constatare il sintomo,
con un trequarti saggia-tumori, si prende un
piccolo frammento di fegato o di milza (cosa
del tutto innocua); liberato poi il frammento dal
sangue strofinandolo su un pezzetto di carta
bibula, lo si mescola con una goccia di tintura
di cocciniglia in una capsula di porcellana. La
tintura non cambia di colore se la reazione
acida (individuo morto), diviene di un bel colore violetto se alcalina (individuo vivo).
e) carte all'acetato di piombo. L'Icard ha
proposto l'applicazione sulle vie aeree di carte
reattive bagnate in soluzione al io % di acetato

6o

di piombo, che per lo svolgersi dal cadavere


di idrogeno solforato, si annerirebbero.
La reazione per spesso ritarda, fino a 20
ore dopo la morte, e pu, in rari casi, dare
risultati positivi in vita.
Altri segni della morte sono dati dalla cessazione graduale dei cosi detti fenomeni vitali
post mortem.

III.

post mortem .
Si sa, che dopo la cessazione del battito
cardiaco permangono per pi o meno tempo
movimenti e funzioni: quello delle ciglia vibratili (5 ore), degli spermatozoi (70 ore),'i
movimenti ameboidi dei leucociti, ecc.
Il Ferrai ha studiato, ripetendo classiche
esperienze dello Spallanzani, il permanere delia
funzione digestiva post mortem, questione molto
importante in Medicina Legale per stabilire
l'intervallo tra l'ultimo pasto e la morte, concludendo che la digestione permane nella misura di circa il 50 % nelle prime sei ore dalla
morte, raggiunge dopo io ore anche il 42 %,
ed pi attiva a temperatura elevata. Un' altra
prova della funzione digestiva post mortem
data dall'autodigestione della mucosa gastrica.
Permangono per un certo tempo anche la
funzione glicogenetica del fegato, l'ureogenesi,
la formazione della porpora retinica. (Non si
creda per che l'individuo conservi nel fondo
dell'occhio l'ultima immagine ed anche il ritratto dell'assassino !).
Fenomeni vitali

- 6i -

Alcun tempo post mortem permane anche


la contrattilit muscolare; a ci, p. es., dovuta la miosi e la midriasi post mortem per
la contrazione e il successivo rilasciamento
dei muscoli ciliari, che pu osservarsi sino a
2-3 giorni dopo.
Uno dei fenomeni vitali post mortem che
dura pi a lungo l'eccitabilit e l'irritabilit
muscolare; stato infatti possibile al Lochte
ripristinare mediante circolazione artificiale
l'eccitabilit autonoma del muscolo cardiaco
fin due giorni dopo che esso era stato tolto dal
cuore Secondo Nysten la eccitabilit muscolare
si perde nel miocardio dopo pochi momenti, nell'intestino crasso dopo 40 minuti; nel tenue,
stomaco, vescica, ventricolo destro dopo un'ora,
nell'esofago dopo un'ora e tre quarti, nei muscoli striati del tronco, arti inferiori, arti superiori, faccia, orecchietta destra del cuore
(ultimum moriens) dopo circa 27 ore.
A risultati presso a poco simili sono giunti
anche altri autori (Robin, Ominus, Pellacani,
Folli ecc.).
Si comprende come questa cronologia sia
sottoposta ad innumerevoli cause di errore
(causa di morte, temperatura, ambiente, ecc.).
All'eccitabilit muscolare sarebbero dovute
la masticatio mortuorum (smorfie e contratture
fisionomiche che si son viste nei cadaveri,
specie dei giustiziati); il vuotamente postmortale dello stomaco e il parto nella bara, di
cui si citano molti esempi ben accertati. (Sulla

62

produzione di questi ultimi due fatti pu aver


talora influenza la spinta data da gas putrefat-

tivi!).
Un altro fenomeno vitale post mortem molto
importante, la permanenza del potere riduttore dei tessuti, la propriet cio di assorbire
dall'ambiente l'ossigeno. Si dimostra infatti che
immergendo, p. es., un muscolo di animale di
recente morto in un po' di sangue arterioso
rutilante, il tessuto poco dopo diviene rosso
perch si appropriato l'ossigeno del sangue;
e questo diviene scuro perch ha ceduto il
suo ossigeno, che riacquista poi lasciandolo
libero all'aria.
La diagnosi quindi di morte viene accertata,
con la valutazione dei segni della morte, con
la constatazione del cessare dei fenomeni vitali post mortem e con la constatazione altres
dei fenomeni cadaverici e putrefattivi di cui
ora ci intratterremo.
L'epoca della morte.
{Fenomeni cadaverici Fenomeni putrefattivi
Fenomeni trasformativi Decorso della putrefazione nei diversi ambienti Patologiae putrefazione).

L'epoca della morte va valutata sia dalla


constatazione della permanenza pi o meno
lunga dei fenomeni vitali post mortem, sia

63

dalla comparsa pi o meno rapida dei fenomeni cadaverici e putrefattivi e dei fenomeni
trasformativi.

I.

Fenomeni cadaverici.

i Raffreddamento. Una volta spentasi la


vita, vengono meno la produzione e la dispersione del calore: la produzione per il diminuire fino al cessare della termogenesi (altra
funzione che pu permanere alcun tempo,
come lo dimostrano gli aumenti post-mortali
di temperatura che possono raggiungere in casi
di morte violenta, per traumi cerebrali o midollari, o per convulsioni, tetano, insolazione,
colera per fino i 4o-42);ela dispersione per la
legge fisica che qualunque corpo livella la
propria temperatura con quella dell'ambiente.
Per la funzione termogenetica pi o meno
attiva e prolungata post mortem, il raffreddamento sar pi rapido nella morte preceduta
da lunga agonia che nelle morti violente.
Per la legge fisica della dispersione, il raffreddamento sar pi rapido nei bambini (di mole
pi piccina), nei magri (perch il tessuto adiposo fa da coibente), e nei cadaveri nudi. Sar
poi in rapporto al dislivello di temperatura che
vi fra ambiente e cadavere, di modo che il
raffreddamento lento nelle prime 3 ore (perch ancora permane la termogenesi) nelle quali
la temperatura del corpo discende in media di
mezzo grado l'ora; rapido nelle seguenti 6-8 ore
in cui la temperatura discende di 1 grado l'ora,
lentissimo nelle ore seguenti, sicch in media

- fi*

dopo oltre 12-22 ore il cadavere raggiunge la


temperatura dell'ambiente, per andare talora
anche un mezzo grado al disotto e poi sollevarsi di nuovo dopo circa altre due ore (Greggio
e Valtorta).
S'intende che si parla sempre di tempera-

tura interna, rettale.

Per stabilire l'epoca della morte dal raffreddamento del cadavere (questione interessantissima nei casi di premorienza), in tesi generale si pu dire (tenendo per presenti le
numerosissime cause di errore) che la temperatura del cadavere, va progressivamente abbassandosi di un grado Celsius all'ora.
Una temperatura rettale inferiore a 26 C.
costituisce segno certo di morte.
20 Ipostasi o macchie cadaveriche.
Col cessare della circolazione i liquidi dello
organismo non obbediscono che alle leggi della
gravit; il sangue, quindi, datoche.il sistema
circolatorio pu paragonarsi ad un sistema di
vasi chiusi, si va ad accumulare nelle regioni
declivi del cadavere, dando a queste parti un
colorito speciale.
Dopo 12-15 ore, per imbibizione delle pareti
vasali, il sangue fuoriesce dai vasi infiltrando
vastamente i tessuti circostanti.
Essendo il decubito dorsale il pi frequente,
le ipostasi si trovano per lo pi al dorso, alle
natiche, alla parti inferiori e posteriori degli
arti. Se il corpo bocconi, le macchie si troveranno sulla faccia e sulle parti anteriori; se

mantenuto ritto, (appiccati)


65

compariranno
alla parte inferiore dell'addome e agli arti inferiori; se a testa all'ingi (annegati) specialmente nel capo; e cosi di seguito secondo il
decubito cadaverico.
Le ipostasi, anche nelle parti declivi, non
si formano nei punti che rimangono per qualsiasi ragione compressi da una superficie resistente, perch in queste regioni compresse, il
sangue non pu penetrare, e se vi esiste ne
ricacciato. Cosi nelle regioni scapolari, mancano le ipostasi perch le scapole sporgenti
comprimono la cute contro il piano su cui il
cadavere poggiato; come pure mancano nei
punti compressi da maglie, bottoni ed altri
corpi. Talora sulla cute arrossata per ipostasi,
si scorge una zona biancastra che riproduce
all'incirca la forma del corpo comprimente.
Cambiando la giacitura del cadavere, le ipostasi possono cambiar di posizione; ci per
possibile solo nelle prime 8-io ore dalla morte,
finch cio non si avuta la trasudazione vasale. Spesso dopo cambiamento di decubito, le
ipostasi permangono anche l dove si sono per
prime formate.
Epoca di comparsa. Le ipostasi in media
compaiono quattro o cinque ore dopo la morte,
raggiungendo il massimo di diffusione dopo
12-14 ore: Pero praticamente si verificano fortissime oscillazioni in rapporto con la diffusibilit e con la massa del sangue.
Sono pi rapide nelle morti violente (eccetto
5 A scarelli.

66

la morte per emorragia in cui ritardano moltissimo), meno rapide nelle morti a lunga agonia,
lentissime nelle morti per esaurimento.
Colorito. Dapprima rosso-chiare, vanno
man mano divenendo pi scure per il potere
riduttore dei tessuti. Il colorito varia secondo
diverse cause: sono rosso-vive nelle morti per
annegamento e assideramento ed anche nei
cadaveri tenuti in luoghi freddi (come comunemente pu osservarsi nell'inverno) perch il
freddo ha influenza diretta sull'emoglobina facilitandoin questa l'assorbimento dell' O atmosferico e la sua trasformazione in ossiemoglobina, e oppone d'altra parte resistenza al
potere riduttore dei tessuti. Sono anche rossochiare nell'avvelenamento per CO e acido cianidrico, veleni che fissano l'ossigeno nel sangue;
grigie nell' avvelenamento per clorato di potassa e per funghi (che riduce 1' Hb in metemHb); scure nell'avvelenamento da idrogeno
solforato (che riduce l'Hb in solfo Hb se il veleno ha avuto tempo di agire sul sangue); rossastre nei neonati per la sottigliezza della cute
che facilita l'ossidazione dell'emoglobina.
Le ipostasi assumono l'aspetto di chiazze
molto estese. Talora per, accanto a queste
estese chiazze, si osserva la cosi detta porpora
ipostatica, simile alla punteggiatura scarlattinosa, che si forma per lo pi nelle parti declivi (specie negli arti inferiori degli impiccati)
e che dovuta a rottura di vasi capillari cutanei o mucosi, le cui pareti sono poco resi-

-67 -

stenti, o"per malattia (avvelenamento per Ph.,


setticemia, alcoolismo), o perch non possono
sostenere la pressione della colonna sanguigna
che gravita su di essi (sui cadaveri tenuti a
testa bassa si formano spesso nelle congiuntive).

Fig.

7-

Questa porpora ipostatica costituisce' una


vera formazione di ecchimosi postmortali (vedi
fig. 7).

68

La diagnosi delle ipostasi facile: esse non


possono esser confuse che con le ecchimosi;
queste per non sono legate al decubito, non
scompaiono con la pressione digitale; incidendole si osserva che nelle ecchimosi il sangue
fuoriuscito dai vasi, mentre nelle ipostasi invece vi contenuto. Le ecchimosi sono sempre

un po' sporgenti sulla cute. Quando per parte


del sangue ipostatico avvenuta la imbibizione
dei tessuti, allora la diagnosi differenziale
pi complicata. A tal fine il Tamassia consiglia di lavare la parte, magari con acqua di
cloro, perch cos si detergerebbe il colore in
caso d'imbibizione sanguigna ipostatica. Altri
criteri, in casi importanti, si possono trarre
dall'esame istologico del tessuto, in cui, nei
casi di ecchimosi, si ritrovano i vasi lacerati
e i tessuti con molti fagociti (Pellacani).
Le ipostasi non mancano che in casi eccezionalissimi (noti solo pochi casi di morte per
emorragie imponenti e rapidissime), e sono
quindi segno certo di morte.
Oltre che nei tessuti esterni, si formano,
ubbidendo alle medesime leggi, anche nelle
parti declivi degli organi interni (specie polmone, cuore, aorta, organi del collo, meningi,
peritoneo) in cui non vanno confuse con edemi
infiammatorii, essudati patologici o traumatici
e altri processi vitali, ecchimomi, infiltrazioni
emorragiche, ecc.

-693 Evaporazione e disseccamento.

Durante la vita, dalla superficie del corpo vi


continua evaporazione alla cui conseguenza
ripara la circolazione mantenendo un certo
grado di umidit dei tessuti ; onde non si hanno
fenomeni di essiccamento se non quando il
fattore fisico della evaporazione prende il sopravvento.
Cessata la circolazione, il fattore fisico resta
padrone del campo e si iniziano cos pi o
meno rapidamente i fenomeni di essiccamento,
i quali sono pi manifesti sulle mucose, dove
la cute sottile o escoriata (specie sulle labbra
e sulle pinne nasali nei neonati), sicch queste
regioni possono assumere aspetto di zone contuse che talora inducono in errore, I fenomeni
di essiccamento sono anche molto manifesti
in quelle parti dove esistevano per processi
patologici, per vesciche contenenti liquido, per
ustioni, per flittene, per eczema, ecc., o dove
la cute o la mucosa riveste parti contenenti
liquido (testicoli, bulbi oculari): sono anche
molto manifesti se il cadavere posto in ambiente molto secco o se la sua superficie bagnata (annegato) poi esposta all'aria onde
avviene rapida l'evaporazione.
I fenomeni di essiccamento pi importanti
a verificarsi sono :
a) le impronte pergamenacee (o macchie da
disseccamento). Allorch il riassorbimento epidermico non protegge pi il derma, questo che
mantiene anche post mortem una certa succu-

7o

lenza rapidamente si essicca, e la cute prende


un aspetto duro, giallo, come di pergamena.
Quest' aspetto pergamenaceo lo assumono
non solo le lesioni fatte dopo morte, ma anche
quelle prodotte in vita, per es , le vesciche da
ustioni e da vescicanti, allorch la flittene
scoppiata; la superficie escoriata nei solchi
degli impiccati, ecc. Per l'aspetto pergamenaceo di una lesione in vita si differenzia dall'aspetto che assume la lesione post mortem
per la mancanza in questa, di tutti i caratteri
di essudazione infiammatoria.
Solo nelle lesioni agoniche la diagnosi differenziale difficile e talora impossibile
b) le modificazioni dell'occhio le quali sono
pi manifeste se il cadavere rimasto a palpebre aperte. Dopo poche ore dalla morte, (3-5)
e talora anche negli ultimi momenti di vita,
in casi di forte disidratazione (colera) cominciano i fenomeni di essiccamento; e si osserva
la cosi detta macchia scleroticale di Larcher,
per lo pi a forma di piccolo triangolo, di
color giallo-bruno, a livello dell'apertura palpebrale con la base rivolta verso la cornea.
L'occhio inoltre perde il suo splendore, la
cornea la sua trasparenza e poi la tensione,
e diviene sempre pi torbida ed opaca.
Il bulbo si affonda per diminuzione dei liquidi endooculari; e l'occhio pu ridursi ad un
sacco vuoto e retratto. (Negli annegati per
l'aumento della massa idrosanguigna ci non
avviene).

dei

71

peli e
capelli per la scomparsa della parte liquida del follicolo pilifero.
4 Rigidit cadaverica.
Quasi contemporaneamente alle macchie cadaveriche, s'inizia la rigidit che fa apparire
il cadavere tutto di un pezzo, in contrapposto
al completo rilasciamento che si ha subito
dopo la morte. La rigidit dovuta ad una vera
e propria contrazione muscolare determinata
dai prodotti di ricambio del muscolo (BrownSquard, Pellacani e Folli, Biondi, ecc.).
Essa compare in media 3-6 ore dopo la morte,
dapprima nella nuca e poi nel mascellare inferiore, per progredire verso il tronco e verso le
estremit superiori ed inferiori; con lo stesso
andamento scompare dopo circa 48 ore (legge di
Nysten). Nessun organo muscolare sfugge alla
rigidit cadaverica e perci la si osserva sempre
anche nel cuore. ( grave errore quel che spesso
si dice nelle autopsie medico-legali: cuore in
sistole o in diastole . Con ci si deve intendere cuore rigido o rilasciato , poich dopo un
certo tempo dalla morte, e appena sopraggiunta la rigidit, impossibile il riconoscere
il cuore in sistole o in diastole).
La rigidit si osserva inoltre neh" utero
(onde possibilit di espulsioni di feti), nelle
vescichette seminali (eiaculazioni post mortem),
nei muscoli erectores pilorum (orripilazione
dopo morte), e cos si spiegano la pelle
d'oca , il vuotamente dello stomaco, le defee) Caduta dei

11

cazioni, ecc.

72

La rigidit, una volta scomparsa o artificialmente vinta, pi non ricompare.


Anche la rigidit, come gli altri fenomeni
cadaverici studiati, va soggetta a molte variazioni.
Cos, per es., precoce e di maggiore durata negli individui robusti, e nelle morti
violenti specie se precedute da fenomeni convulsivi (emorragia, avvelenamento stricnico,
colera, gravi fatiche muscolari); quasi istantanea nelle temperature molto alte e molto
basse, fugacissima nei neonti e nei feti immaturi nei quali pu quasi trascorrere inosser-

vata.
Talora la rigidit coglie gl'individui nello
stesso momento della morte, senza cio che
avvenga il periodo di rilasciamento muscolare,
fissando cos il cadavere nell'atteggiamento
preso nell'ultimo alito della vita {rigidit catalettica o statuaria). Si ci osservato specie
sui campi di battaglia (cadaveri di soldati trovati nell'atto di caricare il fucile, ecc.). Sebbene la rigidit catalettica non possa essere
negata, pure in molti casi si pu dare al fenomeno un'altra spiegazione: un complesso
di circostanze cio possono mantenere in posizione di equilibrio il cadavere per un certo
tempo, finch sopravviene la rigidit, magari
precocissima, che fissa la posizione stessa.
La rigidit cadaverica segno certo di morte ;
si distingue dalla contrattura isterica non solo
per la contemporanea presenza di altri feno-

73

meni cadaverici, ma specialmente perch estendendo a forza un'articolazione rigida per fatto
cadaverico, la rigidit non ricompare e l'arto
rimane rilasciato; nelle contratture isteriche
invece, gli arti tornano alla primitiva posizione
quando cessa la forza che vuole cambiarne
l'atteggiamento. Si distingue il cadavere rigido
dal cadavere congelato perch in questo l'addome duro, conservando invece una certa
cedevolezza nell'irrigidimento, e perch estendendo a forza le articolazioni congelate, si
percepisce il rumore di rottura dei ghiaccioli
formatisi nei tessuti.
Tutto ci, il perito deve tener presente per
valutare il fenomeno della rigidit e trarne il
giudizio richiesto rispetto all'epoca della morte
ed anche alla causa della morte.

IL

Fenomeni putrefattivi.
La putrefazione, una fermentazione putrida d'indole complessa che scinde le costruzioni molecolari di natura superiore in corpi
sempre pi semplici fino ad effettuare la mineralizzazione dell'apparatoorganico.Per opera
di tale fermentazione si formano altres nuovi
composti organici, cio le cosiddette ptomaine
o veleni cadaverici, il cui studio dovuto
specialmente al Selmi.
La fermentazione dovuta ad alcuni batteri intestinali che assumono enorme vitalit subito dopo la morte e che durante la
vita son distrutti dai succhi digestivi; ed

74
ai microorganismi provenienti dall' ambiente

esterno.
I microorganismi intestinali invadono dapprima lo spessore della mucosa, poi i vasi linlinfatici e sanguigni, nei quali danno origine
a sviluppo di gas, che per vis a tergo spingono
i batteri e i loro prodotti nei grossi vasi centrali, da cui s'inizia una circolazione centrifuga dei prodotti putrefattivi che cos vengono
rapidamente diffusi per tutto il cadavere.
Ci costituisce la cosi detta circolazione posi
mortale. A questa segue per imbibizione delle
pareti vascolari un'essudazione che s'inizia
dalle regioni ipostatiche; l'imbibizione poi invade il derma e l'epidermide la quale rammollita si solleva in bolle e flittene che poi s
rompono, ed allora il cadavere viene invaso
anche per via cutanea, dai batteri dell'ambiente.
Oltre le modificazioni dovute ai batteri altre
ve ne sono, dovute ad artropodi ed insetti che
invadono il cadavere, poco dopo la morte, depositando su di esso le loro uova. Questi divoratori della morte, non compaiono sul cadavere a capriccio, ma seguono un ordine determinato in modo che ogni specie d'insetto corrisponde ad una fase di putrefazione cadaverica,
ed il Megnin ha potuto anzi stabilire a grandi
linee, dalla fauna cadaverica, una cronologia
della morte non solo, ma anche fino ad un
certo punto l'ambiente in cui il cadavere
stato deposto (criterio entomologico).

75

Trovando per es., nel cadavere, insetti delle


prime specie gi completamente sviluppati
(Lucylia Calliphora) si argomenter che la
morte risale almeno a 3 settimane, perch le
larve di tali insetti impiegano una settimana
a divenire crisalidi, e le crisalidi due settimane
a schiudersi.
Noi non ci intratterremo sul capitolo della
fauna cadaverica; il perito medico-legale apprezzi l'importanza del quesito; e in casi speciali ricerchi e conservi con diligenza le traccie
di insetti sul cadavere che egli chiamato ad
esaminare, onde poterli all'uopo studiare o far
studiare da zoologi.
L'epoca in cui appaiono i fenomeni putrefattivi e la rapidit del loro decorso, dipendono dai fattori esterni e interni molto difficili a valutarsi.

Fattori esterni: Tra questi notiamo l'aria,


l'umidit, la temperatura.
Aria. L'accesso dell'aria condizione indispensabile alla putrefazione e tanto pi facile questo accesso, tanto pi rapidamente
avviene il disfacimento cadaverico.
Temperatura. La rapidit della putrefazione in ragione diretta con la temperatura,
in inverno dopo 40 giorni si osservano appena
quei fenomeni che in estate si vedono gi
dopo due-tre giorni. Il Devergie dice che le
cifre indicano nell'inverno i giorni, nell'estate
le ore; e in certo modo ci relativamente
esatto.

_ 76Umidii. Pi l'aria umida pi la putrefazione rapida: gli annegati infatti, appena


estratti dall'acqua putrefanno con una rapidit
sorprendente.
Fattori interni: Tra questi notiamo il volume del cadavere e la causa della morte.
Pi sviluppato il pannicolo adiposo del
cadavere e pi grande il volume del corpo,
pi la putrefazione decorre rapidamente.
Putrefanno altres pi rapidamente i morti
per malattie infettive (specie setticemiche che
contengono maggior quantit di germi saproltici), che i morti per causa violenta. La putrefazione ritardata invece in molti avvelenamenti (piombo, mercurio, arsenico, acido fenico) forse per l'azine antisettica che queste
sostanze spiegano.
A. Andamento putrefattivo esterno.
Si distinguono quattro periodi (putrefazione
verde, gassosa, putrida colliquativa, riduzione
scheletrica). Per queste fasi non hanno netti
limiti di divisione.
Putrefazione verde. Il primo fenomeno
della putrefazione la colorazione verde che
si inizia alla fossa iliaca destra. Essa dovuta
alla decomposizione, per opera dei saprofiti,
delle sostanze organiche, con produzione di
acido solfidrico, il quale combinandosi alla
emoglobina, d luogo alla solfometemoglobina
di color verde. La macchia verde addominale
s'inizia prima della totale scomparsa della
rigidit cadaverica, in media dopo 40-50 ore

-rapidamente

estendendosi
77

dalla morte. Poi va


a tutto l'addome facendosi pi scura.
Talora la putrefazione verde non s'inizia
dall'addome ma su altre regioni. Nei nati morti
p. e. che non hanno respirato e hanno l'intestino sterile in modo che la fermentazione putrida solo dovuta ai germi che penetrano
dall'esterno, la putrefazione s'inizia dagli orifici naturali: negli annegati, in cui penetrano
molti saprofiti con il liquido di sommersione
(Malvoz), per la bocca e per il naso, e sui quali
la maggior parte delle ipostasi si raccoglie alla
testa, la putrefazione verde comincia dalla

testa.
Putrefazione gassosa. Per la circolazione
postmortale, di cui abbiamo fatto cenno, i gas
putrefattivi formatisi per opera dei saprofiti
nel circolo vasale, vengono spinti per i vasi
stessi dal centro alla periferia, e si vedono
sulla superficie del corpo e specie sugli arti
dopo 8-12 giorni in media, delinearsi dei cordoni sottocutanei di color verde-rossigno che
riproducono il disegno del reticolo venoso. Comincia poi ben presto l'imbibizione siero-ematica putrefattiva, la cute diviene succulenta,
"e l'epidermide si solleva in vesciche, che man
mano confluiscono; l'epidermide inoltre si distacca a lembi dal corion, e questo si presenta
umido, sporco poi poltaceo per ulteriore imbibizione.
Contemporaneamente, lo sviluppo dei gas
putrefattivi rigonfia la cavit addominale in

d ai tessuti
78

modo notevole, e
ma specialmente
a quelli lassi (scroto, palpebre, ecc.) una enorme
tensione. Si ha cosi l'enfisema putrefattivo:
le parti si presentano molli-elastiche, crepitanti,
di dimensioni enormi, e il cadavere assume il
cosidetto aspetto gigantesco di Casper (dopo
14-20 giorni) e un atteggiamento speciale, con
tutte le articolazioni in semiflessione.
Questi fatti, possono modificare l'aspetto
delle lesioni p. es. lo slabbramento di una ferita, l'aspetto tumefatto dei margini, la fuoriuscita di siero ematico anche nelle lesioni postmortali, ecc.
Nel medesimo tempo gli sfinteri e le aperture naturali si rilasciano, da esse fuoriesce
liquido ramoso e schiumoso, i bulbi e la lingua
si protundono, le mucose si prolassano.
Poi la imbibizione putrefattiva invade le unghie, e i capelli, e perci i peli si distaccano alla
minima trazione e anche spontaneamente cadono, e infine per enorme tensione gassosa, l'addome scoppia, rimanendo cosi ampiamente
aperta la via all' affluenza dei saprofiti dello
ambiente: ci avviene in media dopo 2-4 mesiColliquazione. In questo periodo le fermentazioni distruttive sono nella massima intensit, e i tessuti per il progressivo rammollimento si avviano alla completa dissoluzione.
Le orbite si vuotano, le ossa si denudano,
le articolazioni si aprono; non si ha pi traccia
di fisionomia e di sesso (3-5 mesi) e il cadavere man mano s'ischeletrisce.

79

- A ci

Riduzione scheletrica.
cooperano
potentemente gli insetti e altri animali. Tutte
le parti molli si consumano, scompaiono i tessuti unitari (1-5 anni), e le ossa giacciono disgregate in mezzo ad un humus grasso, di
odore spiacevole.
La riduzione scheletrica pu avvenire dopo
un anno, come anche dopo molti, secondo le
condizioni di ambiente.
B. Cronologia della putrefazione interna.
Anche negli organi interni si hanno i medesimi fenomeni di imbibizione e di trasudazione,
che cominciano in quei punti in cui si sono sviluppate le ipostasi.
Gli organi divengono dapprima rosso-bruni,
poi verdognoli, nerastri.
Si mostrano molli, untuosi al tatto, puzzolentissimi, su essi si sviluppano bolle di enfisema putrefattivo, ed infine per lo sviluppo
di gas divengono galleggianti, si fanno friabili, e si avviano alla distruzione. Questi fatti
putrefattivi interni, sono pi tardivi degli
esterni e diversi secondo i diversi organi. La
resistenza di questi alla putrefazione in rapporto al loro contenuto ematico, alla consistenza, all'accesso pi o meno facile del-

l'aria.

Secondo Casper i visceri putrefanno seguendo


questo ordine: trachea, cervello, stomaco, intestino, milza, mesentere, fegato, cuore, polmoni, reni, vescica, pancreas, vasi sanguigni.
utero, muscoli, aponeurosi.

8o

III.

trasformativi.
i Macerazione. La macerazione avviene
tutte le volte che il cadavere si trova sommerso' in un liquido sterile.
Quindi, praticamente ci non si avvera che
nei feti che muoiono nell'utero. Per parte del
liquido in cui il feto sommerso, avviene una
imbibizione completa dei tessuti, che d al feto
un aspetto speciale (epidermide che si stacca,
lasciando nudo il derma di color rosso bruno;
cuoio capelluto come un sacco semivuoto,
ossa craniche spostabili e mobili, addome floscio e cascante, articolazioni rilasciate, trasudamento ematico in tutte le cavit; il feto
cio acquista quell'aspetto che dicesi sangui Processi

nolentus.

In un ultimo stadio, la parte liquida si riassorbe, e si ha, se avviene trasformazione di


grasso in acidi grassi, il feto lipomatoso e il
litopedio se si avvera deposizione di sali di
calce.

Nel feto macerato difficile rimontare alla


epoca della morte intrauterina; ci si pu fondare sull'estensione del distacco epidermico
(Lempereur), iniziale al 4-5 giorno, limitato
al ventre, collo, arti verso il io0 120 giorno,
esteso a tutto l'addome, al torace, al volto e
accompagnato da grave rammollimento del
cervello dal i2-40 giorno; totale anche del
cuoio capelluto con diffluenza dell'encefalo al
di l del 400 giorno.

Una macerazione congiunta a putrefazione


si ha poi nei cadaveri degli annegati.
2 Mummificazione. Il cadavere si mummifica, allorch si trova in ambiente molto
secco e ventilato, in modo che si ha un rapidissimo disseccamento, che arresta il processo
di putrefazione per il quale abbiam visto esser
necessario un certo grado di umidit.
La mummificazione quindi pu sopraggiungere anche a putrefazione iniziale.
I caratteri del cadavere mummificato sono
dati anzitutto da un'estrema leggerezza (il cadavere non pesa pi di 6-7 kg.). La pelle si
mostra secca, bruna, pergamenacea, aderente
alle ossa, con persistenza di peli e di unghie,
denti e lingua ben conservati, notevole fragilit dei tegumenti. Anche istologicamente i
tessuti possono essere riconosciuti.
Difficile risalire all'epoca della morte, si
pu dire solo, nei cadaveri mummificati, che
la morte rimonta per lo meno ad un anno;
l'identit del cadavere, specie dalla presenza
di controsegni particolari, talora riconoscibile.
Saponificazione del cadavere o adipocera.
Il cadavere si saponifica allorch si trova in
un ambiente molto umido e con poca aria;
come per es. nell'acqua.
II cadavere saponificato, si presenta di un
color gialliccio, untuoso, di odore di formaggio
guasto, di consistenza compatta, ma friabile.
La superficie esterna della cute si presenta
mammellonata a forma di grosso cuoio. Se si
0 A scarelli.

82

pratica una sezione a tutto spessore, per es. su


un arto, si osserva che la sezione appare come
di tanti piani stratificati, il primo composto
della cute e sottocutaneo saldati insieme e
risultanti di sottilissimi strati disposti come
foghe di cipolla; il secondo, costituito dalle
sezioni dei muscoli, di aspetto uniforme grigiastro come carne lessata; il terzo costituito
dalle ossa.
Sul processo di saponificazione non esercita
grande importanza la temperatura (Ascarelli).
Essa si inizia nei tegumenti esterni non prima
di 40-60 giorni, nei muscoli superficiali dopo
circa 3 mesi, nei profondi dopo 4 5 mesi, nei
visceri dopo 5 6 mesi ed anche pi.
La saponificazione sempre preceduta da
un periodo pi o meno lungo di ordinaria putrefazione (Ascarelli); poi man mano che il
processo saponificante comincia ad evolversi
diminuisce quello putrefattivo, fino ad arrestarsi completamente.
Molte sono le opinioni circa l'origine del
grasso. Alcuni credono si tratti di trasformazione grassa postmortale dei muscoli ; altri che
l'adipocera provenga dai grassi preesistenti;
con grande probabilit l'adipocera proviene
dai grassi preesistenti e dagli albuminoidi.
I tessuti e i visceri trasformati in adipocera
perdono solo in parte le loro caratteristiche
macroscopiche ed istologiche.
L'importanza di tale studio, dal punto di
Vista medico-legale molto grande, perch
permette di rintracciare alcuni connotati del-

83

l'individuo, risalire con approssimazione all'epoca della morte, stabilire l'ambiente in cui il
cadavere stato posto, aver dei dati dall'autopsia e dall'esame esterno, sulla causa della
morte.
IV. Decorso della putrefazione nei di;'ersi
ambienti.
Il decorso della putrefazione da noi descritto, corrisponde alla putrefazione all'aria,
ma varia enormemente secondo i diversi ambienti in cui il cadavere esposto. Tralasciando
di parlare della putrefazione dei cadaveri inumati, diversa anche secondo i diversi terreni
d'inumazione, e della putrefazione nei letamai e
nelle fogne dove spesso vengono nascosti i ca daveri dei neonati, tratteggiamo brevemente
la putrefazione nell'acqua che ha tanta importanza pratica medico-legale per la tanatologia

dell'annegamento.
Il cadavere tratto dall'acqua dopo poche
ore di sommersione, fino a 2-3 giorni, di un
colorito roseo, pi accentuato nella met superiore del corpo dove specialmente si localizzano le ipostasi. Le mani e le unghie lividastre; le dita contratte e chiuse. L'epidermide
delle mani, dalla parte palmare, unpo'imbiancata e macerata. Dopo otto giorni tutte le parti
del corpo si mostrano molli e flaccide, la macerazione della cute palmare ed anche plantare evidente, ed estesa, sebbene meno
avanzata, anche al dorso delle mani. La faccia

-84 rammollita, di color rosso-verdastro e si dif-

ferenzia dal colorito del resto del corpo. Questo


si presenta tumefatto specie nel volto, addome,
scroto. Dopo quindici giorni il volto molto rigonfio, verdastro, e tale colorito esteso anche
alla porzione superiore del tronco; la cute
delle mani e dei piedi completamente macerata. La parte superiore del corpo ha un

Fig. 8.

aspetto del tutto diverso dall'inferiore; tanto


che, come dice il Tourdes, se si separasse il
corpo di un annegato nel suo mezzo, nessuno
potrebbe credere che parti cosi diverse appartenessero ad uno stesso cadavere (vedi figure N. 8, 9).
Dopo 20 giorni il corpo gigantesco, nero
sul volto, con i bulbi e la lingua protrasi, le
labbra rovesciate e rigonfie, enormemente disteso l'addome, lo scroto e gli organi genitali
rigonfi in modo estremo, tutti gli arti in se-

-sfinteri- rilasciati fuoriesce


85

miflessione, dagli

liquido putrido, sanioso e cos anche dalla


bocca.
Il cadavere assume il cosi detto tipo negroide e l'aspetto gigantesco, spaventoso,
tramanda un fetore orribile.
Dopo circa un mese, i fatti accennati sono
anche pi esagerati, i peli e i capelli cadono

Fig. 9.

alla minima tensione, l'epidermide che gi


dal 2o0-25 giorno circa, era sollevata in flittene, cade a grossi lembi lasciando scoperto
il derma di color verde rossastro, le unghie si
stanno per distaccare, l'epidermide della mano
e dei piedi si distacca come un guanto e dopo
circa 40 giorni cade.
Dopo 2-3 mesi, l'aspetto del cadavere si
cambia; si osserva che tutto il corpo com-

86

pletamente privo dell'epidermide; il guanto


alle mani e ai piedi caduto, le orbite quasi
vuote, il cuoio capelluto calvo, il colorito del
cadavere giallo-rossastro, sul volto e anche
su altre regioni s'inizia la saponificazione, e lo
scroto e l'addome appaiono meno gonfi. Il cadavere in seguito appare sempre meno tumefatto, alcune articolazioni cominciano ad
aprirsi, specie nelle mani e nei piedi, il cranio
del tutto scoperto; si osservano soluzioni di
continuo delle parti molli, erose per macerazione.

Dopo circa 4 mesi, la saponificazione dei


tegumenti esterni appare molto manifesta,
molte articolazioni sono aperte, le parti molli
del cranio e del volto quasi del tutto scomparse. Proseguendo, questi fatti di adipocera
aumentano, e si passa poi gradatamente ad uno
stato di putrefazione colliqutiva e poi di
riduzione scheletrica.
La descrizione da noi fatta, tolta in parte
dal Devergie, e pi che altro dalle nostre numerosissime osservazioni di cadaveri di annegati (circa 300) corrispondono ad una temperatura di 15-25 gradi; variano per in modo
da non si dire secondo la stagione, il vestiario,
la velocit della corrente, e specie nei primi
periodi, ogni giorno d'inverno corrisponde quasi
a 3 ore d'estate e talora anche a meno.
La macerazione della cute palmare e plantare, la formazione e il distacco del guanto
sono i caratteri meno mutabili e sui quali pi

fare assegnamento. Inoltre, ci si rife87

si pu

risce al momento in cui il cadavere si estrae


dall'acqua, perch subito dopo, la putrefazione
decorre in modo estremamente rapido, e di
ci bisogna tenere gran conto.
In un caso da noi ultimamente studiato
(nell'agosto del 1911 a temperatura di 34-35
stradi) il cadavere dopo 8 giorni di sommersione e 3 giorni di esposizione all'aria aveva
tutto l'aspetto di un cadavere di un mese;
l'epidermide era di gi completamente caduta,
il cranio in pi punti scoperto e alcune articolazioni aperte; tutto ci era dovuto oltre che
all'esposizione all'aria per tre giorni e a quella
temperatura, all'opera delle mosche e delle
larve di queste.
V. Patologia e putrefazione.

Molto spesso le alterazioni putrefattive sono


(e tutti possono immaginare con quali gravi
conseguenze medico legali) scambiate con lesioni anatomo-patologiche, e tale errore pu
accadere all'esame macroscopico come anche
all'esame istologico.
Tralasciando di parlare della diagnosi differenziale tra ipostasi esterne ed ecchimosi,
su cui gi ci siamo intrattenuti, rileviamo la
differenza tra ipostasi interne e alcuni fatti
patologici. Le ipostasi interne, danno alle parti
declivi degli organi (specie all'aorta, alla trachea, all'esofago, alle anse intestinali, alla met
posteriore degli emisferi cerebrali, ecc.) una

colorazione rossastra pi o meno scura, che


molte volte viene interpretata come iperemia.
Nelle iperemie si ha come un'arborescenza
rossastra che si disegna, per esempio, sull'intima dell'aorta o della trachea; nelle ipostasi
invece che sono sempre accompagnate da imbibizione ematica, il colorito diffuso. Inoltre
nelle ipostasi il colore rossastro legato alla
posizione tenuta dal cadavere, e ci non nelle
iperemie, queste sono localizzate ad un dato
organo, quelle estese a tutti gli organi.
Nei fenomeni cadaverici, alle ipostasi, segue
un trasudamento ematico, quindi si ritrova
nella cavit (pleura, pericardica, peritoneale) un
liquido sanguigno, che si differenzia da un essudato ematico intra viiam, sia per l'avanzata
putrefazione del cadavere, sia per l'assenza di
ogni fenomeno patologico che spieghi l'emor-

ragia (traumi, rotture dell'organo, aneurisma)


o l'essudato emorragico (tumori, tubercolosi),
sia per il reperto nel presunto essudato (fibrina, ecc.).
Cuore. Nelle autopsie, si trovano spesso
nel cuore ed anche nei grossi vasi dei coaguli
pi o meno grossi, i quali sono o sanguigni
(coaguli cruorosi), o fibrinosi. Questi si presentano di color grigio e poveri di sangue,
predominando in essi la fibrina, spesso molto
aderenti alle pareti miocardiche. Essi si formano sub finem (nelle lunghe agonie) o post
mortem. Questi coaguli vengono e spesso scambiati per trombi. In caso di trombosi bisogna

-8g
ritrovare la causa patologica che spieghi il processo trombotico (arterite, flebite, vasi valvolari). Si ponga attenzione poi, che i trombi sono
per lo pi molli, friabili, rossi grigio-torbidi, o
bianco-giallicci, stratificati, e sempre molto pi
aderenti che i coaguli. Questi, se pur si lasciano
staccare, e pi che altro districare con difficolt dalle trabecole miocardiche, non lasciamo
quasi mai, perdite di sostanza nel miocardio;
cosa che avviene con grande facilit nei trombi.
Spesso si confondono con le miocarditi, quelle
colorazioni giallo-striate, accompagnateda rammollimento e fragilit del tessuto, che sono
invece dovute a putrefazione. specialmente
la miocardite segmentarla (frgmentatio cordis)
che pu indurre in errore. Valgano per differenziarla e i sintomi generali della putrefazione e la causa della morte, e se mai, il criterio istologico (nella frgmentatio, le fibre muscolari appaiono tagliuzzate e strappate a
zig-zag).

Polmoni. Le ipostasi vanno differenziate


dalla iperemia e dalle polmoniti ipostatiche
che si formano per prolungata giacitura dorsale negli individui gravemente ammalati e a
forza cardiaca fortemente diminuita. Nella
semplice iperemia il sangue rimane nei vasi e
non si ha imbibizione del tessuto; nelle polmoniti ipostatiche si hanno poi anche fenomeni catarrali.
Cangrena e pneumomalacia cadaverica.
Quest'ultima dovuta al succo gastrico che

oc-

pu penetrare post mortem (decubito del cadavere) nelle vie aeree, giungere nel polmone e
formare in questo delle cavit per rammollimento. Per in questi casi manca ogni traccia di
processo flogistico e si possono trovare in tali
cavit resti di cibo.
Enfisema. L'enfisema putrefattivo si differenzia dal vero enfisema, anzitutto perch
si riscontrano enfisematici per putrefazione
anche gli altri visceri, e poi per l'ineguaglianza
e l'enorme grossezza e diffusione su tutto il parenchima dell'enfisema putrefattivo.
Fegato. Non vanno presi come fenomeni
morbosi, quelle colorazioni rosso-scuro sporche,
e poi verdi, accompagnate da mollezza e pastosit del tessuto che si osservano nelle parti
inferiori del fegato, dovute all' emosiderina
(prodotto regressivo dell'emoglobina) colorata
in nero dall'idrogeno solforato sviluppatosi
nella putrefazione (pseudomelanosi cadaverica.
Stomaco e intestino. Si hanno talora post
mortem per autodigestione della mucosa gastrica o intestinale (molto frequente nei lattanti per la fermentazione acida del latte) da
parte del succo gastrico, delle soluzioni di continuo che possono giungere sino alla perforazione. Mancano naturalmente in questi casi i
fatti reattivi sia nel peritoneo, sia nei dintorni della lesione di continuo, e la mancanza
del processo morboso fondamentale (nei casi
di perforazione) capace di produrre la lesione.

- gsi

Anche nello stomaco pu avere un colorito nerastro per pseudomelanosi che si differenzia dalla vera melanina perch scompare
versandovi sopra acido cloridrico diluito.
Reni. Nel rene si possono avere anormali colorazioni putrefattive, le quali danno
talora aspetti cos diversi al parenchima renale sia all'esterno che alla superficie di taglio
da mentire processi morbosi o a carico della
sostanza corticale o della midollare. Si stia
bene attenti, e si pensi che le alterazioni renali
non sono mai disgiunte da concomitanti alterazioni di volume del viscere, e da alterazioni
cardiache.
Qualora all'esame macroscopico venisse il
sospetto di lesioni putrefattive si deve ricorrere all'esame istologico. Anche per putrefazione si pu avere rigonfiamento torbido, necrosi, pigmentazione cadaverica istoltsi ed istoressi putrefattiva ; anzi si pu dire, come noi
per primi abbiamo dimostrato, che i tessuti
putrefacendosi seguono lo stesso andamento
del tessuto che si distrugge per processo patologico regressivo (i). I caratteri differenziali
sono specialmente dati dalla mancanza di uni-

fi) Cfr. ASCAREiii. La putrefazione del tessuto muscolare strialo. Soc. Lancis. Ospedali,
ottobre 1906 In questo lavoro, che non fu
mai citato dagli autori successivi sebbene in
molti di questi sia stata ad litteram copiato,
viene messo in rilievo questo parallelo tra patologia e putrefazione.

92

formit delle alterazioni putrefattive; (in modo


che nel medesimo taglio istologico, l'uno accanto all'altro si osservano i diversi gradi di
una stessa alterazione, e alterazioni di diverso
genere); dalla mancanza assoluta di fatti di
flogosi reattiva e di reintegrazione cellulare,
dal grado ed estensione delle alterazioni che
prendono oltre la fibra muscolare anche i vasi
sanguigni, i nervi, i tessuti unitivi; ed infine
dalla flora batterica disseminata irregolarmente
nel tessuto.
Pi difficile che la diagnosi differenziale tra
patologia e putrefazione, il riconoscere le lesioni morbose in mezzo alle alterazioni putrefattive.
Ci, secondo specialmente i lavori del Modica, sarebbe entro certi limiti riconoscibile
specie se il processo patologico fosse caratterizzato da essudato (polmoniti, p. es.) o da
neoformazioni connettivali (cirrosi) o da bacilli specifici molto resistenti (tubercolosi). Si
comprende che in tali casi, la diagnosi deve
essere sempre istopatologica.

93

La visita di cadavere

in rapporto all'identit.
Identificazione del cadavere non putrefatto. Segnalamento anatomico, antropometrico, fotografico dactiloscopico - Identificazione di cadavere putrefatto - Identificazione di parti di
cadavere - Il riconoscimento alla morgue di
Roma.

Tralasciamo in questo capitolo di parlare


di tutto ci che riguarda l'identit del feto,
e del neonato, di cui ci occuperemo inseguito.
Ogni volta che l'autorit giudiziaria procede alla visita del cadavere di uno sconosciuto, richiede l'opera del sanitario per esser
coadiuvata nell'identificazione del cadavere
(art. 127 C. P. P. e art. 8 della circolare sulle
autopsie giudiziarie, v. pag. 149). L'art. 23
del regolamento di polizia mortuaria, prescrive
inoltre che in tutti i comuni vi sieno depositi
di osservazione nei quali possa, secondo vuole
l'art. 127 C. P. P. esser esposto al pubblico il
cadavere per il riconoscimento (morgues, obitoites).

Nella identificazione del cadavere, bisogna


anzitutto distinguere se il cadavere in istato
di buona conservazione, o se putrefatto.

94

i) Identificazione del cadavere non putrefatto.

Per questa bisogna eseguire le pratiche dettata dalla Polizia scientifica, per il segnalamento, e che si riferiscono al
Segnalamento descrittivo anatomico,
antropometrico,

fotografico,

dactiloscopico,

pratiche che in breve riassumerem 1.


Segnalamento descrittivo anatomico (o ritratto
parlato del Bertillon). Consiste nella descrizione di ogni singola parte del corpo, rilevandone i caratteri salienti, e.i contrassegni
particolari (cicatrici, tatuaggi, segni professionali, ecc.).
La descrizione deve esser fatta con rigoroso
ordine topografico, procedendo dal generale
al particolare, e considerando i caratteri di
dimensione, proporzione, simmetria numero,
forma, direzione, colore.
Si comincier dal prendere in considerazione
la statura (alta, media, bassa), poi la corpo-

ratura considerata anche in rapporto alla statura, quindi la pelle e le appendici cutanee.
Dato cosi uno sguardo generale, si descriveranno le singole parti del corpo
Si considerer la testa nelle sue diverse norme

(facciale, laterale, occipitale, verticale, secondo


che il cadavere esaminato dal davanti,
di profilo, dal di dietro, dall'alto), dapprima
in totalit, poi nella sua porzione cranica e


nei singoli segmenti di questa: frontale,
95

parietale, occipitale; quindi nella porzione facciale in foto e particolarmente nei suoi segmenti superiore, medio, inferiore.
Nei segmenti cranici e facciali, hanno speciale importanza le assimmetrie (plagiocefalie nel cranio, plagioprosopie nel volto), la
sproporzione in eccesso o in difetto di un
segmento in confronto degli altri, il contorno cranico o facciale pi o meno regolare,
le rughe frontali o intersopracigliari, le diverse forme del naso e dell'orecchio che sono
svariatissime.
Descritti il cranio e la faccia, con lo stesso
metodo, si esamineranno il tronco, gli arti
superiori ed inferiori.
Fa parte anche del segnalamento descrittivo, lo studio dei contrassegni particolari
(cicatrici, tatuaggi) il cui rilievo deve esser
fatto coll'esame metodico completo di tutto
il corpo, e che acquista un peculiare interesse
potendo la presenza di un contrassegno accertare in modo assoluto l'identit di un individuo sconosciuto, come pi volte ci occorso.
Nel localizzare un contrassegno particolare,
bisogna non solo indicar la regione anatomica
in cui esso situato, ma riferirlo altres a
punti fissi di repere, indicando la distanza in
cui essi si trovano, da questo punto, in centimetri e millimetri.
a) Cicatrici. Di queste bisogna descriverne le dimensioni, la forma, i margini, la

-96 -

direzione, la superficie, la lucentezza e il colore (da cui si pu arguire l'et delle cicatrici,
perch le antiche cicatrici sono bianche e
spianate e eccezionalmente rosee; le recenti
pi o meno rosee e rilevate).
In molti casi, sar anche possibile risalire
all'origine.
Le cicatrici da arma contundente sono per
lo pi irregolari e abbastanza profonde; quelle
d'arma da punta, circolari ed ovalari profonde,
quelle da taglio, lineari, sottili, spianate; quelle
d'arma da punta e taglio, lineari e pi ampie
all'estremit che corrisponde al dorso della
lama.
S'intende che tutti questi caratteri possono
essere rilevati nelle cicatrici da ferite guarite
per prima intenzione, poich per le suppurazioni ed anche per altre cause che possono
intralciare il normale processo di guarigione,
la forma e l'estensione della cicatrice pu
variare in modo infinito.
Caratteristiche appaiono le cicatrici da ustioni
per la loro estensione, profondit, e per le
contratture e speciali retrazioni tendinee cui
possono dar luogo.
Alcune cicatrici da ustione chimica, assumono anche colorito speciale secondo la sostanza; cos son brune quelle d'acido solforico,
bigie da acido nitrico, giallicce da acido citrico, bianche da alcool.
Caratteristiche anche le cicatrici da fulmine,
che sovente acquistano un aspetto a zig-zag,

- 97

arborescente e assumono le forme pi varie e


curiose.
Talora l'origine di una cicatrice pu essere
desunta dalla regione in cui essa si trova;
nelle cicatrici chirurgiche, p. es. da adenite.
scrofola, laparotomia, ernia, appendicite.
In tali cicatrici, si osservano spesso ai lati
della linea cicatriziale, cicatrici punti- formi
simmetricamente disposte, che stanno ad
indicare la pregressa sutura, e fanno senza
altro diagnosticare la cicatrice chirurgica o
una ferita suturata e guarita per prima.
Vanno inoltre ricordate le cicatrici da sfregio
che si osservano sul volto, esito di ferite da
taglio per lo pi inferte dagli affigliati alla
camorra; e le cicatrici degli studenti tedeschi?
anche esito di ferite da taglio, inferte sul volto,
brevi e superficiali,
b) Tatuaggio. Altro segno importante
per l'identit, sono i tatuaggi, di ciascuno dei
quali bisogna descrivere le dimensioni, il disegno, il numero, la posizione, ecc.
Talora dallo studio del tatuaggio si pu risa lire o alla professione dell'individuo (tatuaggio
professionale), o alla patria (tatuaggio etnico), o
ai diversi sentimenti individuali (tatuaggi patriottici, sacri, politici, religiosi, osceni, criminali), e si pu anche stabilire la vera identit
individuale, perch vi si riscontrano date, nomi
ed altri segni d'identit di straordinaria importanza.
e) Unghie e capelli. Dalle unghie si
possono prendere indizi identificatori dal co7

Ascarelli.

lore, dalle sostanze estranee eventualmente


raccolte intorno e sotto il letto ungueale, dal
loro eccesso di sviluppo, dalla usura od erosione. Secondo il Beau la loro durata di accrescimento uguale per tutte le dita, ed di
circa i millimetro per settimana, salvo che
ai pollici e alluci in cui quattro volte meno

rapida.

Con questi dati si pu calcolare l'epoca di

una lesione ungueale o di fatti patologici,


(p. es. contusioni, ecchimosi sottoungueali) o
di colorazioni dovute a varie sostanze, e stabilire cosi un complesso di circostanze molto utili.
I capelli servono a constatare l'identit per
il loro colore, per la forma della pettinatura,
per la canizie, calvizie, ecc., e per la loro struttura. Stabilimmo una volta l'identit di un
individuo sconosciuto mediante il confronto
e la misura microscopica dei capelli del cadavere e di quelli che la moglie serbava in
un ricordo di fidanzamento).
I capelli per possono esser tinti, e si comprende come una artificiale colorazione possa
mascherare l'identit.
Se i capelli sono tinti col nerofumo anneriscono le dita e si stingono nell'acqua bollente, se con pomate a base di acido solfidrico e bismuto o sottoacetato di piombo
si trattano con acido cloridrico, e doponn'ora
saranno scolorati e il liquido di lavaggio precipiter con i reattivi dei sali di bismuto o
di piombo, ecc., ecc.

99

d) Caratteri professionali. Nelle visite

di cadavere in rapporto all'identit non bisogna mai dimenticare il rilievo di caratteri


professionali:
Questi possono consistere: in callosit in
quei punti di massimo contatto con gli utensili del mestiere; si hanno infatti le callosit dei
falegnami, muratori, carrettieri, calzolai, sarti,
scalpellini, facchini, ecc.
In speciali colorazioni della pelle, tra le quali
sono tipiche quelle dei fotografi, conciatori,
tintori, sigaraie, ecc.
In colorazione e alterazioni delle unghie : note
quelle dei conciatori (rosso-bruno); dei lustratori di mobili (nero-brune); dei.fotografi (rossoscure); degli incisori (usurate al pollice destro);
dei confettieri (onixi e perionixi), ecc. Non
parliamo poi di coloro che hanno l'abitudine di
rodersi le unghie perch queste divengono cos
corte da non trovarsene che una piccola lunula.
In tatuaggi metallici e picchiettature (cucitrici, scalpellini, minatori, ecc.).
In lipomi che si sviluppano in quelle regioni
che sono abitualmente compresse (nei facchini,
al dorso; negli arrotini, allo sterno, ecc.)

ioo

vallerizzi, gobbe dei carusi, deviazioni vertebrali nei minatori di carbon fossile che lavorano in cattiva posizione, ecc.
(Per maggiori particolarit su questo capitolo: v. GiGijcavi. Le malattie del lavoro, edito
dal Policlinico , anno 1902).
e) Anomalie e deformit. Bisogner inoltre
rilevare dal cadavere tutte le anomalie che
questo pu presentare, congenite od acquisite.
i Congenite:
a) di significato atavico: cio presenza di
caratteri somatici che non esistono normalmente nell'uomo di nostra razza, ma si ritrovano nelle razze inferiori e pi ancota negli
animali pi vicini o pi lontani all'uomo
(p. es. submicrocefalia, apofisi orbitarie molto
sporgenti, naso largo, corto, con aperture rotonde visibili (scimmiesco o da negro), orecchio ad ansa, o piccolo e rotondo, o con
grosso tubercolo (tubercolo di Darwin), con
la porzione posteriore e superiore dell'elice, o
con antelice molto sviluppata ed elice deficiente (orecchio di Wildermuth); prognatismo,
denti con diastemi, polidactilia, sindactilia, ecc. ;
b) arresto di sviluppo: come criptorchidia,
assenza di testicoli, fronte infantile, spina
bifida, persistenza dei denti da latte, ecc.;

deformit o mostruosit;
d) variet o atipie: cio deviazioni dalla
norma per dimensioni, proporzioni, forma, ecc.,
e di varia e incerta origine, Queste possono distinguersi in asimmetria (plagiocefalia, plagioe)

prosopia, ecc/), antieuritmia (sproporzioni notevoli di sviluppo fra le diverse parti del corpo
come cranio enorme con faccia piccola, mandibola molto bassa e fronte eccessivamente
alta, ecc.): atipie per invertimento infantile
senile, sessuale o etnico; atipie diverse (nei,
chiazze colorate o scolorate della pelle, nei di
diverso colore, ecc.), atipie infine di origine patoiogiea (stimmate cio di morbi costituzionali).
2 Acquisite:
quelle alterazioni permanenti dovute a
traumi o a processi morbosi sviluppatisi dopo
la nascita (p. es. spine ventose); a perdite o
deformit di una parte del corpo; a colorazione speciale della pelle (per morbo di Addison, melanodermia, ictiosi, ecc., ecc.).
Segnalamento antropometrico. Oltre il segnalamento descrittivo tratteggiato, il perito
deve saper rilevare tutti i dati antropometrici
di un cadavere. Il segnalamento antropometrico
poggia su tre postulati: fissit quasi assoluta
dell'ossatura umana, grande diversit di dimensioni che lo scheletro presenta nei singoli individui, facilit e precisione relativa con cui certe
parti dello scheletro sono suscettibili di esser

misurate.
L'antropometria fu applicata per scopo di
segnalamento dal Bertillon per identificare i
delinquenti, in modo da poter con le misure
antropometriche compilare dei cartellini segnalativi, da cui si potesse risalire al nome dell'individuo che venne gi altre volte segnalato.

Per ben misurare un individuo necessario


seguire certe norme tecniche, servendosi di speciali strumenti (craniometro, compassi da spessore, ecc.), norme che qui non il caso di dettare.
La base del segnalamento antropometrico
del Bertillon la ripartizione in tre gruppi
(massimo, medio, minimo) delle misure indispensabili a prendersi, che sono: lunghezza e
larghezza della testa, lunghezza dell'avambraccio e del dito medio e mignolo sinistro,
larghezza della faccia, lunghezza del piede sinistro, statura, altezza del tronco, lunghezza
dell'orecchio destro, apertura delle braccia.
Il segnalamento antropometrico, che tempo
fa aveva un valore di primissimo ordine,
stato ora surrogato in gran parte da altri
mezzi d'identificazione, e specie dal segnalamento dactiloscopico e fotografico.
Segnalamento fotografico. Anche per la fotografia segnalativa si seguono le norme dettate dal Bertillon. Secondo questi, la fotografia
giudiziaria non deve aver intendimento artistico; sue qualit essenziali debbono essere la
nettezza e la finezza dei dettagli.
Il cadavere o l'individuo, va fotografato di
fronte e di profilo; la fonte luminosa deve essere a sinistra, la riduzione fotografica al settimo della grandezza naturale (parallelamente
al viso del soggetto si applica un'assicella di
28 cm., e la macchina fotografica si pone a
quella distanza alla quale l'assicella nel vetro
opaco d un'immagine di 4 centimetri).

103

Per il cadavere, siccome sar ben difficile


porlo in posizione seduta, ci si potr servire
di un piano inclinato (a guisa di leggio) su
cui far poggiare le spalle del cadavere, rialzato
il pi possibile da una speciale sedia da posa,
secondo quanto consiglia il Minovici.
Si potr anche capovolgere sul cavalletto
fotografico la camera oscura, servendosi di
appositi cavalietti (p. es. cavalletto Ellero) o
di speciali supporti che si trovano in commercio, in modo che il piano dell'obbiettivo
sia parallelo al piano su cui si trova il cadavere.
Per ripristinare in parte l'espressione del
viso, si possono applicare per un'ora sulla
cornea delle compresse bagnate, ed anche, per
rimediare al disseccamento del bulbo, iniettare
nella camera posteriore dell'occhio della glicerina al 25 % (Gosse). Si posson anche applicare un paio di occhi artificiali (per le esigenze fotografiche basta disporre di due paia
di occhi artificiali, l'uno castano chiaro, l'altro
nero) e mantenere le palpebre aperte con una
strisciolina di piombo modellata sul contorno
palpebrale (Minovici). La bocca va tenuta
chiusa con un punto passato tra i due incisivi superiore e inferiore.
Per la fotografia del cadavere, in questi ultimi tempi, stata scoperta dal Bertillon la
cos detta fotografia metrica, (come gi si
accennato nel capitolo sul sopraluogo) la
quale riproduce le dimensioni e la distanza

104

reciproca degli oggetti fotografati per mezzo


di obiettivi a distanza focale nota e costante.
Segnalamento dactiloscopico. il metodo
di segnalamento pi esteso al giorno d'oggi:
esso basato sulla classificazione degli individui secondo le diverse combinazioni che
offrono i disegni delle linee papillari dei polpastrelli delle dita, disegni che, come abbiamo
detto, sono immutabili, ma diversi (nelle innumerevoli combinazioni che possono dare anche
solo cinque dita) assolutamente da un individuo all'altro.
Il segnalamento dactiloscopico fornisce un
carattere sufficiente per risalire all'identit di
un individuo (gi segnalato dactiloscopicamente), permette una classificazione comoda,
razionale delle schede di segnalamento, ed
di facilissima, rapida, e pratica attuazione.

105

Fig. io.

106

Classificazione delle impronte digitali


(Vedi figura io).

N. i. Arco semplice o triangolare o una sola


ansa ulnare (ansa aperta dal lato del mignolo).
N. 2. Ansa radiale (ansa aperta dal lato del
pollice).
N. 3. Ansa ulnare con io linee ni massimo
fra il centro della figura (C) e il delta (>)
(punto in cui le linee verticali divergono dalle
linee trasversali).
N. 4. Ansa ulnare con 15 linee al massimo
fra il centro e il delta.
N. 5. Ansa ulnare con pi di 15 linee fra il

centro e il delta.
N. 6. Figure chiuse in cui il braccio inferiore del delta sinistro sbocca sopra quello del
delta destro di pi di 2 linee almeno. ( sinistro il delta che si trova alla sinistra dell'osservatore, e viceversa).
N. 7. Figure chiuse in cui i 2 bracci inferiori
dei delta si incontrano, o il sinistro sbocca
al di sotto o al di sopra del destro di non pi
di 2 linee.
N. 8. Figure chiuse in cui il braccio inferiore del delta sinistro sbocca al di sotto di
quello del delta destro di pi di 2 linee.
N. 9. Figure chiuse composte o non classificabili nelle altre categorie.
N. o. Dita a falangi mancanti o impronte
permanentemente indecifrabili.

107

L'impronta di ogni dito si indicher col numero che porta la forma dell'impronta nella
classificazione sopra disegnata. Si avranno
quindi dieci cifre corrispondenti alle dieci dita.
Le cifre delle io dita saranno classificate nel
seguente ordine: Indice, pollice, anulare della
mano sinistra. Indice, pollice, anulare della
mano destra. Medio e mignolo sinistro; Medio e mignolo destro.
Si avranno perci tre numeri: i due primi
di tre cifre, l'ultimo di quattro II primo numero rappresenta la serie. Il secondo la sezione. L'ultimo il numero della sezione.
Nei casi dubbi e di impronte non chiare, dovranno farsi tanti cartellini diversi quante saranno le classificazioni a cui l'impronta dubbia
si presta.

Istruzioni pel rilievo delle impronte digitali.


Le impronte non devono venire rilevate col
metodo cosi detto PIANO del semplice contatto dei polpastrelli delle dita coll'inchiostro
e colla oarta ; ma si dovranno seguire le norme
sottoindicate :
Spalmare leggermente con rullo una lastra
di zinco, vetro o marmo di inchiostro tipografico, in modo da ottenere uno strato uniforme che lasci ancora intravedere il colore
della lastra. Premere (guidandoli col pollice e
indice delle due mani) i polpastrelli delle dita
del cadavere prima sulla lastra cos spalmata,
e poi sulla carta, imprimendo ai medesimi, in

108

entrambi i contatti, un leggero movimento rotatorio dall'interno all'esterno, di maniera che


non solo la parte centrale, ma anche i due
margini della impronta appariscano ben netti
e completi.

In tal modo l'impronta ottenuta sulla carta,

dovr raggiungere la larghezza di oltre cm. 2,5


pel pollice, di quasi cm. 2,5 per le 3 dita suc-

cessive e di cm. 2 pel mignolo.


In impronte meno estese, generalmente vengono a mancare i delta d'inserzione che sono
indispensabili per la classificazione.
Tecnica. Nello schema di un' impronta
(v. figura io) si debbono distinguere:
i linee papillari trasversali, parallele alla

linea interarticolare;
20 linee papillari curvilinee pi o meno
ellittiche all'estremit libera dell'ultima falange ;
3 linee racchiuse tra le prime e le seconde,
e che assumono, per la loro disposizione, forma
diversa pi o meno complicata, determinando
il disegno centrale dell'impronta. Nel punto
in cui si uniscono le linee trasversali e le
curve si forma un delta, il quale pu esser
duplice, cio uno per lato di ciascun polpastrello,
di modo che il disegno centrale compreso
in uno spazio chiuso fra due delta (forme
chiuse); oppure pu esser unico al lato destro
o sinistro, in modo che il disegno centrale
forma una figura aperta (ad arco, triangolare,
ad ansa aperta dal lato ulnare o radiale (rarissimo).

109
Molti sono i metodi di classificazione proposti (Galton, Vucetich, Bertillon, Gasti, ecc.).
Per il modo come si prendono le impronte, e
per la classificazione delle impronte noi abbiamo seguito il metodo Gasti, adottato dagli
uffici di Polizia del Regno d'Italia.

Altri me/odi di segnalamento.

In questi ultimi tempi il Tamassia ha pro-

posto come mezzo di identificazione il disegno


del reticolo venoso del dorso della mano ed
anche del dorso del piede, altri ha proposto
il disegno della vena centrale della fronte,
tutti mezzi per che, quantunque degni del
massimo studio, pur non sono ancora entrati
nella pratica.

Altri segni d'identit.


Applicando tutte le norme fin qui dette, e
tenendo conto dell'aspetto generale del cadavere e di tutte quelle particolarit per le quali
non possono essere date norme precise, per
es., apprezzamento dell'espressione del volto;
dell'avvizzimento pi o meno manifesto della
cute; della maggiore o minor estensione della
calvizie, della canizie, delle rughe, ecc il
,
perito sar in grado di risolvere i quesiti sul
l'identit dello sconosciuto,
La determinazione dell'et, talora non pu
esser fatta che con criteri sintetici e con molta
approssimazione. La pelle si comincia a rag

grinzare verso il 300 anno e le rughe appaiono


dapprima alla commissura esterna delle palpebre, poi alla fronte e alle altre porzioni del
viso. Nei vecchi la pelle secca, sottile, e si
formano qua e l per depositi pigmentari delle
macchie giallastre. Anche le unghie dei vecchi
sono secche e friabili.
La calvizie per solito non comincia prima
dei 30 anni, ma non raro di vederla completa anche prima. La canizie s'inizia sui 35
anni e dalla regione temporale, ma anche qui le
variet sono frequentissime. L'arco senile della
cornea (linea biancastra e opaca che occupa la
periferia corneale) appare raramente prima
dei 60 anni ed un buon segno per risalire
all'et, ma difficilmente apprezzabile nel cadavere. Anche la dentizione fornisce dati sull'et del soggetto, ma anche questo segno
soggetto ad innumerevoli cause di errore.
Altre nozioni utili sull'et si possono avere
dall'autopsia.
Per esempio, le pareti del tubo intestinale
si assottigliano, la vescica diminuisce di capacit e le pareti s'ipertrofizzano (vescica a colonne), i reni s'impiccoliscono, specie a carico
della sostanza corticale, e la capsula fibrosa
diviene aderente, le arterie divengono ateromatose (vi sono per ateromasie anche in gio
vani, il pi delle volte di origine sifilitica) i
testicoli si atrofizzano e cosi le ovaie e l'utero, ecc. Tutte queste modificazioni non sono
per costanti e possono apparire ad epoche

Ili

molto diverse, sotto l'influenza anche di cause


morbose, in modo che non forniscono punti di
repere assolutamente certi.
2 Identificazione del cadavere

putrefatto.

Allorch il cadavere putrefatto e i tratti del


viso sono cosi alterati da non potersi da esso
procedere al riconoscimento; avr specialmente
valore il segnalamento antropometrico e il rilievo di caratteri speciali (cicatrici, tatuaggi,
deformit scheletriche, particolarit, anomalie, ecc.). In alcuni casi l'identit, stata stabilita dal riscontro anatomico del mancinismo,
trovandosi le ossa lunghe della sezione sinistra
del corpo, pi sviluppate, specie l'omero.
Per il segnalamento antropometrico si deve
tener conto che la statura di 2-3 centimetri
pi alta nel cadavere che nel vivo, per il rilasciamento delle parti molli e degli apparecchi legamentosi.
Si tenga anche conto che alcuni segni, per
fatto cadaverico, possono scomparire, ed apparirne degli erronei. Per es., dopo un certo
tempo di immersione del cadavere, per macerazione della cute, cadono i peli, e la pelle
assume l'aspetto di una superficie mal rasata
che ha indotto talvolta in errore; d'altra parte
l'individuo raso poco prima della morte pu
apparire con peli pi o meno lunghi: alcuni
credono che ci avvenga per vero accrescimento anche post mortem (LegraudduSaulle),

112

altri credono che sia dovuto al corrugamento


ed alla depressione della cute che rende pi
sporgenti i fusti dei peli recisi. Negli annegati
io ho spesso osservato questo fatto, che dovuto
sia alla capacit igroscopica del pelo, sia alla
caduta dell'epidermide per macerazione, fa
apparire anche quella parte del pelo, compresa
negli strati macerati e caduti.
possibile rilevare anche in un cadavere
molto putrefatto le impronte digitali; ci eie
riuscito nei cadaveri degli annegati sin dopo
la caduta dell'epidermide
Per il rilievo dactiloscopico, che ben difficile possa riuscire perfetto, consigliabile
iniettare sotto la cute del polpastrello una
soluzione di glicerina al 25 % onde poter artificialmente rigonfiare la cute del polpastrello,
distendere i rilievi papillari, e "facilitar cos la
riproduzione dell'impronta. Si potr anche con
una buona lente classificare direttamente le
impronte senza riprodurle. Talora ci riuscita
la riproduzione dell'impronta, premendo il dito
del cadavere su stucco da vetrai, e poi fotografando o classificando l'impronta sullo stucco.
Per il ripristinamento delle forme del viso
del cadavere in putrefazione onde poterlo fotografare, e esporlo al pubblico nelle sale di
riconoscimento, oltre quanto bbiam detto
nel capitolo precedente sul segnalamento fotografico, (v. pag. 102) si pu anche tentare
qualcha mezzo atto a correggere lo sfiguramento putrefattivo. Tra questi il migliore

H3

quello dell'Horrmann, studiato e confermato


con lievi modificazioni dal Pellacani. S'incide
il cuoio capelluto, si asporta la volta cranica
e il cervello, e per 12 ore si lascia ad acqua
corrente la testa. In tal modo scompare in
gran parte il colorito e l'enfisema. Messa poi
di nuovo in sito la volta cranica si ricuce il
cuoio capelluto.
Il Minovici, fa precedere a ci l'apertura delle
cavit toracica e addominale; e poi mediante
molteplici scarificazioni, irrigazioni, e pressioni cerca di diminuire l'enfisema putrefattivi e disciogliere la solfoemoglobina causa
del color verde; poi spalmando il volto con
vasellina, spargendovi sopra un po' di polvere
di talco, applicando nelle narici appiattite e
deformate un po' di cotone, usando occhi
artificiali, pratica la fotografia del cadavere.
Il Minovici, crede che il segnalamento fotografico, che certo il pi pratico per l'identificazione del cadavere di uno sconosciuto,
possa con le cautele suddette, offrire molti
ed utili servigi!
3 Identificazione di

parti di cadavere.

Talora accade di dover cercare di stabilire


l'identit di un cadavere fatto a pezzi, di un
sol pezzo di cadavere, ed anche di un solo
frammento.
I mezzi secondo i quali si pu risalire all'identit individuale sono, oltre tutti quelli
8 Ascarelli.

ii4

fin qui esposti, anche molti altri che or ver-

remo citando.

a) Determinazione del sesso. Allorch gli


organi genitali sono completamente scomparsi,
i caratteri dello scheletro permettono quasi
sempre di determinare il sesso.
Nel complesso, lo scheletro femminile
composto di ossa meno grosse specie all'estremit delle ossa lunghe, con sporgenze meno
marcate, con inserzioni tendinee meno pro-

minenti.
Nel cranio di donna la glabella appena
pronunciata, i seni frontali e le arcate sopracigliari poco sviluppati. La mandibola pi
sottile, a branche strette. Piccoli i denti.
Il bacino femminile pi largo, pi svasato e
le fosse iliache meno concave. Il piccolo bacino
anche pi largo e pi svasato; la parete posteriore pi concava, la parete anteriore pi larga
e meno alta. I forami sottopubici, pi grandi
e quasi triangolari nella donna, irregolarmente
circolari nell'uomo; le branche ischio-pubiche
pi sottili, l'altezza totale del bacino, minore
nella donna che nell'uomo.
Per il piccolo bacino si possono dare le
seguenti dimensioni medie:
Diam. antero-poster.
. . mm.
trasverso massimo

obliquo

Lunghezza dal sacro .

.....

Uomo

Donna

104
130
128
108

106

135
131

109

ii5

Uomo

Donna

90

108

153

160

107

93

77
108

66
111

86

87

122

136

58

51

56

49

57

50

35

34

Distanza tra le spine sciatiche


mm.
Distanza fra le tuberosit ischiatiche....
Distanza dalla eminenza
ileo-pettineo all'ischio
Distanza dalla eminenza
ileo-pettineo alla sciatica

Diametro sacro-pubico .

coccigeo-pu-

bico

Diametro trasverso del


distretto inferiore. . .
Altezza della cavit cotiloidea
Larghezza della cavit
cotiloidea
Lunghezza del foro ischiopubico
Larghezza del foro ischiopubico

I femori femminili sono pi ricurvi in avanti,

e il collo forma col corpo un angolo pi pro-

nunciato.
II torace femminile ovoide, appiattito dall'avanti all'indietro, il maschile a forma conica.
Lo sterno meno obliquo nella donna che
nell'uomo.

n6

All'infuori dei caratteri dello scheletro che


abbiamo
importanti,
i
pi
fissi
i
pi
e
sono
poi nella donna il poco sviluppo del sistema
pilifero, l'abbondanza del tessuto cutaneo, la
rotondit delle braccia e delle coscie, la forma
pi sottile e pi snella della mano piuttosto
piccola, il piede piccolo e grasso, ecc.
b) Determinazione dell'et. Anche per ci,
i massimi dati vengono forniti dallo scheletro,
il cui sviluppo completo si ha verso il trentesimo anno.
Non occupandoci per ora, dell'ossificazione
prima della nascita e dei caratteri del neonato (v. capit. sull'aborto e infanticidio), citiamo quei punti di repere pi caratteristici
e l'epoca di apparizione dei punti di ossificazione nelle diverse parti dello scheletro (dal
Vibert).
Da i a 18 mesi si trovano delle parti ossee
nelle cartilagini dell'estremit inferiore dell'omero e del cubito, nella testa del femore e
dell'omero, nell'estremit inferiori e superiori
della tibia.
A 2 anni nell'estremit inferiore del radio
e del perone.
A 3 anni nelle piccole tuberosit dell'omero
e del gran trocantere.
Da 3 % a 4 anni nell'epitroclea e nella rotula.
Da 4 a 5 anni nella punta posteriore dell'olecrano e nell'estremit superiore del peroneo.
Fusione completa delle varie parti delle vertebre sacrali.

ti7

Da 5 a 6 anni nell'estremit superiore del


radio, e nella testa degli ultimi 4 metacarpi e

metatarsi.

Da 6 a 7 anni nell'estremit superiore delle


falangi delle mani, nell'estremit posteriori
delle falangi dei piedi.
Da 8 a 9 anni nell'estremit superiore del
cubito e nel piccolo trocantere.
Da 13 a 14 anni nella troclea epicondilo, tuberosit anteriore della tibia.
Da 15 a 16 anni nell'epifisi delle vertebre dell'osso iliaco.
Da 16 a 18 anni nell'epifisi marginale del
sacro e della scapola.
Da 18 a 20 anni nell'epitroclea, nell'epifisi
dell'estremit superiore dei femori, in quelle
dei metacarpi, dei metatarsi e delle falangi.
A 20 anni nella sutura delle epifisi superiori
e inferiori del peroneo e dell'epifisi inferiore
del femore.
A 25 anni sutura dell'estremit sternale
della clavicola e della cresta dell'ileo.
Da 25 a 30 anni sutura della prima vertebra
sacrale con le altre, dello sfenoide con l'occipitale e delle epifisi del corpo delle vertebre.
Lo stato della dentizione, completa i dati
forniti dallo scheletro.
Ecco le date dell'apparizione dei denti.

Prima dentizione.
Da 6 a 8 mesi i 4 incisivi mediani.
Da 7 a 12 mesi i 4 incisivi laterali.

n8

Da 12 a 18 mesi i 4 piccoli molari anteriori.


Da 16 a 24 mesi i 4 canini.
Da 24 a 36 mesi i 4 piccoli molari posteriori.
Seconda dentizione.
A 5 anni i 4 primi grossi molari.
Da 6 a 8 anni i 2 incisivi mediani inferiori.
Da 7 a 8 anni i 2 incisivi mediani superiori.
Da 8 a 9 anni i 4 incisivi esterni.
Da 9 a io anni i 4 piccoli molari.
Da io a 11 anni i 4 canini.
Da 12 a 13 anni i 4 secondi piccoli molari.
Da 12 a 14 anni i 4 secondi grossi molari.
I 4 ultimi grossi molari o denti del giudizio
appariscono da 20 a 30 anni o pi tardi ancora. Del resto vi sono delle eccezioni nell'ordine e nella comparsa dei denti.
Quando un soggetto ha passato i 30 anni
la sua et non pu esser determinata che in
un modo assai meno preciso dallo stato dello
scheletro. Ci nondimeno si pu ancora distinguere l'et adulta dal principio della vecchiaia o dalla vecchiaia avanzata.
Negli adulti le ossa acquistano il massimo
di densit (specialmente quelle del cranio):
le prominenze, le punte, le depressioni sono
molto accentuate.
Nella vecchiaia i tessuti spugnosi diminuiscono e si atrofizzano; il canale midollare delle
lunghe ossa aumenta di diametro' e di lunghezza; si affinano le pareti compatte dei tes-

suti.

119
Verso i 40 anni l'ossificazione dell'appendice
xifoide dello sterno quasi completa, il coccige si salda al sacro, le cartilagini costali
cominciano a presentare qualche nodo calcareo
che aumenta di numero e di estensione con
gli anni.
Il cranio fornisce degli indizi importanti.
Le suture coronali, biparietali e lambdoidi
cominciano a scomparire verso i 35 o 40 anni ;
la fusione delle ossa si fa in primo luogo al
livello del loro tavolato interno arrivando
poi fino alla faccia esterna.
Uno dei punti della sutura dispare prima,
poi la scomparsa procede lentamente ed
raro che sia completa prima dei 50-55 anni.
I crani senili presentano qualche volta anche
un affinamento parziale, un'atrofia limitata
ma molto visibile che si effettua a spese del
tavolato esterno dell'osso e che ha sede principalmente al livello delle fosse parietali.
Nella vecchiaia i dischi intervertebrali si affinano e si ossificano, le vertebre si saldano
pi o meno completamente e siccome i loro
tessuti si rarefanno cosi esse scompaiono nei
medesimo tempo che le loro faccie superiori
e inferiori si allargano.
Bisogna notare ancora come appartenente
a un'et assai avanzata l'ossificazione del laringe e degli anelli della trachea. Gi un po'
dopo i 30 anni dei depositi calcarei cominciano a formarsi nel laringe invadendo dapprima le cartilagini tiroide e cricoide per

finire poi nell'aritenoide. Ma raro di osservare prima dei 50 anni l'indurimento di una
grande parte del laringe e quella degli anelli
della trachea.
In generale i vecchi non hanno pi denti.
facile riconoscere sullo scheletro se i denti
sono caduti dopo la morte; se fosse cosi gli
alveoli sarebbero intatti, mentre quando i
denti cascano durante la vita gli alveoli scompaiono a poco a poco per riassorbimento.
La mascella inferiore d'un soggetto sdentato
da molto tempo, prende un aspetto particolare;
essendo scomparsi gli alveoli il corpo della
mascella perde la met della sua altezza, il
foro del mento si trova vicino al bordo superiore; e il canale dentario molto ristretto.
Inoltre (a meno che il soggetto non abbia
portata una dentiera) l'angolo formato per la
branca montante e per il corpo del mascellare s'ingrandisce di modo che l'osso riprende
le stessa forma che nei neonati.
I denti che resistono presentano un'usura
dello smalto e della dentina.
b) Determinazione della statura. Per aver
la statura di un individuo basta moltiplicare
la lunghezza di una delle ossa lunghe qui

indicate per il numero sotto corrispondente.

Femore Tibia Perone Omero Radio Cubito

3.66 4.53 4.58 5.06 6.86 6.41


Donna... 3.71 4,61 4.66 5.22 7.16 6.66
Uomo

121

Si pu anche consultare la seguente tavola :


Lunghezza in millimetri delle ossa
in relazione alla statura.
Arti superiori

Arti inferiori
u Ti
3

"

Tibia

Femore

Omero

Radio

Cubito

U.

U.

U.

D.

U.

D.

U.

D.

373

299

294

27I

379

..
..

304

..

299

..

275

305

278

..

314

..

310

315

..
-.

281

..

320

..

288

U.

D.

1.40

..

1.42

..

'44 .-

385

T.46

391

..

Perone

300

- .

D.

2 --

2I*

2C2

217

204

..

206

..

208

..

211

..
..
..
..
..

219
221

t-4*

397

t.50

..

403

C.5Z

415

409 334 329 329 325 298 292 223 213 233 229

..

319

324

285

1.54 421 415 338 334 333 330 302 295


1.56 426 420 343 338 338 334 307 299
1.58 431 424 348 343 343 339 311 303
1.60 437 429 352 347 348 343 315 307

226 21?

224
226

237 231

228 217 240 234


231

219 244 236

234 222 248 239

1.62 442 434 357 352 352 348 319 311 236 224 252 242
1.64 448 439 361 356 337 352 324 315 239 226 255 244

1.66 453 444 366 360 362 357 328 319 242 228 250 247
1.68 458 448 309 365 366 361 331 323 244 230 261 250
1.70 462 451 373 369 369 365 335 327 246 232

J4

253

1.72 467 458 376 374 373 370 338 331 249 235 266 256

..

3S0

1.76 477

383

1.74 472

78

481

1.80 4S6

. .

..

386
390

..

377

..
..
..

380
381
388

312

..

3(5

3l8

352

..

251

..

269

..

253

..
..
..

27r

255

..

258

273
276

..
..
..

..

122

Statura dei fanciulli e loro accrescimento nei


primi anni di vita (secondo Combes).
Com' noto, un neonato bene sviluppato e
maturo, misura in media 50 cm., con una variazione di 2-3 cm. secondo i soggetti. Nei
primi mesi il fanciullo guadagna prima 4, poi

centimetri al mese; ad un anno misura in media 70 cm., a due anni 80, a cinque
anni un metro, a quindici anni 1.50. L'accrescimento del primo anno tre volte pi rapido
che nel secondo, e cinque volte pi rapido
che nel quinto. Alla pubert spesso si ha improvviso e rapido accrescimento.
3, poi 2

Et

Statura

Nascita

m. 0.50
0.54
0.57

mese
2 mesi
1

4
5

.6

io

...
...
.

...

...

11

12

...
...
...
...
...
...
...
...

0.60

0.62
0.64
0.65
0.66

0.67
0.68
0.69
0.70
0.71

Et

Statura

Nascita .
1 anno
2 anni
3

6
7
8

io

11

12
13
14
15

m. 0.50

...
...
...
...
...
...
...
"...
.-.
...
...
...
...
...
.

>

0.70
0.80
0.87
0.93
o 98

1.04
1.10
1.17
1.23
1.29
1.34
1.40
1.45
1.50
1.54

123
4 Il riconoscimento

alla

morgue

di Roma.

Come sintesi del capitolo ora trattato sulla


identit indichiamo come impiantato l'ufficio

di riconoscimento degli sconosciuti alla Morgue


di Roma.
Appena giunge alla Morgue un cadavere,
questo viene denudato e viene eseguita una
minutissima visita degli indumenti.
Si procede poi al suo segnalamento descrittivo, antropometrico e dactiloscopico, secondo
le norme dettate. Quindi al segnalamento fotografico se il cadavere in buono stato di
conservazione, altrimenti si esegue prima la
toilette del cadavere.
Dopo, se le condizioni del cadavere lo esigono, questo vien posto nell'apparecchio frigorifero e congelato. La congelazione, nell'apparecchio tenuto a circa 14 gradi sotto zero,
si ha in media in 24 ore. Quindi il cadavere
viene esposto al pubblico in una camera anche
refrigerata mediante ventilatori e circolazione
di aria fredda, e tenuta alla temperatura di
circa 1 grado sopra zero; in questa camera il
cadavere gi congelato pu mantenersi inalterato per pi mesi.
Vicino al cadavere si pongono gli indumenti;
e in un quadro si espongono i cartellini segnaletici che riproducono i connotati salienti
dello sconosciuto e la sua fotografia (vedi
fig. 11-12).

124

Fig.

n.

Copia dei cartellini segnaletici viene inviata


alla scuola di Polizia scientifica per il con-

fronto con tutti i cartellini l deposti nel casellario centrale in modo che si possa stabilire
l'identit, del cadavere dato che lo sconosciuto
sia un vagabondo, o un individuo gi altra
volta arrestato o segnalato.

125

Fig. 12,

Spesse volte si potuto cosi accertare ed


anche scoprire l'identit di un cadavere, anche
dopo parecchi mesi dalla sua morte. Cito, per
es., il caso di via Prattina in Roma.
Era stato trovato il cadavere di un indi-

viduo in un baule, ove era rimasto inosservato per 22 giorni. Dalle fotografie prese sul

126

cadavere e dalle impronte digitali in special


modo, inviate a tutte le polizie del mondo, si
pot stabilirne l'identit e accertare che si
trattava di un tal Tarantowicz Edmonds gi
segnalato a Varsavia.
Talora, specialmente nelle Morgues, dove
tutti vengono ammessi a visitare i cadaveri
degli esposti, possono avvenire falsi riconoscimenti.
Per non cadere in errori, le cui gravi conseguenze ben si possono immaginare, bisogna,
allorch ci si presenta un individuo che crede
di riconoscere un dato cadavere, procedere con
metodo obbiettivo all'analisi del riconoscimento, controllandolo ed aiutandolo.
Se l'estraneo ha sospetto di chi si possa
trattare (un padre che cerca un figlio smarrito, p. es.), bisogna prima interrogare il teste
sui connotati e sui contrassegni che ricorda,
e poi controllare questi contrassegni.
Si comprende che i falsi riconoscimenti sono
specialmente frequenti nei cadaveri putrefatti
o in quelli in cui sono molto alterati i tratti
del viso; talora per, anche in cadaveri ben
conservati, si possono aver degli errori, influenzati dall'impressione e dall' emozione ed anche
dalla fotografia che per difetto di tecnica non
riuscita nettamente segnaletica.
I connotati e i contrassegni che pi valgono
per stabilire l'identit sono le cicatrici, i nei,
le deformit ossee, ecc. Ultimamente fu fatto il
segnalamento mediante la constatazione d'una

127

sindactilia al piede sinistro: un altro per alcuni denti impiombati : ancora un altro per
confronto microscopico nella struttura dei capelli; un altro infine per la constatazione di
una pregressa resezione di costole.

La visita di cadavere

in rapporto alla causa della morte.


Morti naturali e morti improvvise negli adulti
e nei fanciulli Morti violente immediate e
mediate La causa della morte dedotta dall'esame esterno del cadavere L'autopsia
medico-legale.

La morte pu avvenire per causa naturale


o violenta.

Morti naturali.

La morte naturale pu avvenire in seguito


a malattia (morte mediata), o improvvisamente.
Le morti naturali mediate non interessano
il medico legale che in rari casi; p. es , quando
entra in campo la responsabilit del medico;
o allorch la morte segue ad un processo morboso che si suppone conseguenza diretta o indiretta di un fatto colposo o delittuoso, di
una malattia professionale o d'infortunio sul
lavoro.

128

Morte improvvisa.

Le cause di morte naturale che interessano


il medico legale sono le morti improvvise,
cio la subitanea cessazione della vita, in se

guito ad effetti rapidi e imprevisti, dovuti a


cause interne o patologiche esclusa ogni azione

meccanica o tossica.
Siccome la morte improvvisa colpisce per
lo pi individui che sembrano sani o poco
ammalati, si comprende che spesso sorge il
sospetto che la morte abbia una causa non
naturale. Infatti il legislatore negli articoli 125,
127 C. P. P. impone l'obbligo della denunzia
in tali casi di morte, e dispone che non si possa
procedere all'inumazione senza il nulla osta
dell'autorit giudiziaria, il quale viene rilasciato solo dietro referto del perito che deve
pronunciarsi sulla causa della morte, o per lo
meno escludere che sul corpo o sui visceri si
riscontrino trac eie di violenza o veleno.
Ci perch, sia per putrefazione, sia per
altra ragione, in circa il io % dei casi di
morti improvvise secondo il Brouardel, nel
5 % dei casi studiati dal Loechte, nel 6 %
dei casi da me sezionati, malgrado il pi
scrupoloso esame necroscopico, confortato da
ogni possibile ricerca, non si riesce a rendere
evidente la causa della molte.
Nei casi di morte improvvisa, il perito si
trova quasi sempre di fronte ad un cadavere
che non presenta alcuna lesione apprezzabile,

I2g

dell'autopsia.
Non
quindi
l'obbligo
s'impone
e
si pu infatti assolutamente giudicare sulla
causa della morte senza procedere all'esame
interno, e agiscono con molta leggerezza coloro (e non son pochi) che fanno diagnosi di
paralisi cardiaca, di rottura di aneurisma, di
congestione cerebrale, ecc., senza far la sezione.
Quanti errori giudiziari, quanti reati rimangono occulti per ci: quante volte si deve
procedere ad esumazioni (e dai cadaveri esumati il settore medico-legale qual profitto pu
ricavare ?!) perch si diede un giudizio per
una supposta e non accertata causa di morte !
Non staremo qui a riportare esempi, n dai
diversi trattati, n da osservazioni personali;
la necessit della autopsia nell'accertare la
causa della morte cos ovvia che non ha
bisogno di dimostrazione, dato che solo in casi
eccezionali possibile dall'esame esterno del
cadavere risalire alla causa della morte.
Le cause che possono condurre a morte
improvvisa sono numerosissime.
Non si muore improvvisamente quando tutti
gli organi sono sani e fisiologicamente normali. Vi sono per delle malattie che evolvono
lentamente e clandestinamente senza provocare disturbi.
Ci si avvera tanto nelle malattie abitualmente a decorso cronico, che in quelle a decorso
acuto ed anche nelle malattie infettive, che talora e nemmeno raramente decorrono del tutto
latenti, specie nei vecchi e negli alcoolisti, e
9

Ascate!li.

13

ad un dato momento della loro evoluzione,


anche in modo fulmineo uccidono l'individuo.
Tutte le malattie conosciute, si pu dire,
possono condurre a morte improvvisa le pi
frequenti per sono:
i) Lesioni del cuore. Tra le lesioni del cuore
citiamo specialmente l'insufficienza e la stenosi
aortica e i vizi della mitrale, e tra tutte la stenosi mitralica, che spesso, com' clinicamente
noto, pu trascorrere latente.
Oltre i vizi valvolari abbiamo inoltre la
degenerazione grassa del cuore, le sclerosi cardiache, le miocarditi: queste possono cagionare
ia morte improvvisa per rottura del cuore, in
quanto la parete cardiaca resa insufficiente
a sostenere la pressione improvvisamente aumentata in seguito ad uno strapazzo fisico, o
ad una emozione morale, ad un coito, ecc.;
o per paralisi del cuore determinata dalle
stesse cause e da quelle altre che ci insegna
la fisiopatologia. Si pu aver inoltre la morte
improvvisa per pericardite acuta il cui essudato
comprima talmente il cuore da renderlo incapace in un dato momento alla sua funzione;
per sinfisi del pericardio; ed stata osservata
la morte improvvisa sin anche durante la paracentesi pericardica.
molto nota come causa di morte improvvisa l'angina pectoris: il dott. Forbes, un inglese, dice che 1' 80 % delle persone affette da
angina, muoiono all'improvviso. In tali casi,
se all'autopsia noi troviamo una alterazione

i3i

delle arterie coronarie (degenerazione, ispessimento, obliterazione pi o meno accentuata)


noi potremo far risalire la causa ad un'angina.
Per possiamo anche non trovar nulla, perch
noto che vi un'angina extracardiaca di
origine nervosa, e dovuta, secondo alcuni, ad
un'alterazione del vago, del frenico o dei
gangli nervosi del simpatico e in questi casi la
necroscopia negativa.
Lesioni delle arterie. Abbiamo lesioni congenite strutturali, p. es., un'ipoplasia del sistema arterioso, la quale pu condurre ad un
dato momento ad un'anemia cerebrale o cardiaca, causa di morte immediata.
Tra le lesioni arteriose annoveriamo anche
le rotture di aneurismi dei grossi tronchi, in
cui la morte avviene per 'anemia acuta, e facciamo rientrare in questa categoria anche le
morti per emorragia cerebrale dovuta a rottura di un aneurisma miliare delle arterie cerebrali e consecutiva compressione o dei grossi
gangli della base, o del ponte o del midollo

allungato, ecc.
Queste lesioni sono per solito prodotte dall'arteriosclerosi; che pu del resto determinare
la morte improvvisa di per s, prescindendo
dalla rottura di aneurismi arteriosi o miliari
ora accennata, sia per rottura della aorta stessa
per grave alterazione arteriosclerotica delle sue
tuniche, sia per paralisi del cuore divenuto insufficiente per la lesione vasale.
L'arteriosclerosi non . come comunemente

132

si crede una malattia della vecchiaia: nella


vecchiaia certo molto pi frequente, ma si
sono avute morti improvvise per arteriosclerosi anche in giovani al di sotto di 30 anni.
Lesioni delle vene. Citeremo tra queste le
rotture delle vene, p. es., delle polmonari, di
vene varicose delle gambe (Lochte); le trombosi
ed embolie sia dei vasi polmonari che dei cerebrali, ecc.
Morte improvvisa si avuta talora in individui che si erano levati bruscamente dal letto

dopo una lunga malattia, o negli ubbriachi,


o negli alcoolisti cronici dopo un pasto copioso,
o in disquilibrio forte di pressione atmosferica, ecc. In tali casi la morte dovuta a forti
ed improvvisi disordini circolatori generali e
locali per fenomeni di congestione o di anemia.
Lesioni dell'apparecchio cerebro spinale.
In questo capitolo rientrano le meningiti latenti
acute o croniche, l'ascesso cerebrale e i tumori
cerebrali. Tali malattie di rado evolvono nascostamente, per ne esistono nella letteratura
alcuni casi, e il Brouardel ne cita parecchi
esempi.
Tra le nevrosi va ricordata l'epilessia. Nel
grande attacco epilettico sono stati citati e
descritti numerosi casi di morte. L'autopsia in
questo caso negativa, si possono trovare
al pi, piccole ecchimosi congiuntivalf e sottocutanee, e talora i sintomi generali delle asfissie.
In questi ultimi tempi il Pieraccini ed il Viviani, hanno rilevato un segno di una certa

133
importanza. Secondo gli AA., quando si trova

in un individuo morto improvvisamente, il


pollice serrato sotto le dita, col pugno chiuso
(conte si osserva durante l'attacco epilettico),
si deve pensare ad una morte in diretto o indiretto rapporto con un attacco convulsivo.
Di casi di morte per isteria non ne stato
pubblicato, a quanto io sappia, che uno in
questi ultimi tempi dal Prof. Pende (morte
per emottisi isterica).
Rientrano in questo capitolo anche le cos
dette morti per inibizione, quelle morti istantanee che succedono a piccoli traumi dell'epigastrio (calcio, colpo), o del laringe, o per
l'impressione di dover subire un'operazione
chirurgica, o per riscontro vaginale, ecc.
Tali casi rientrano in quelli in cui l'autopsia
riesce negativa.
Lesioni dell'apparato respiratorio. Cominciando dalle alte vie respiratorie, noi troviamo
citato da Brouardel lo spasmo del laringe per
presenza di polipi, lo spasmo della glottide, la
tubercolosi delle glandole peribronchiali per
compressione di queste e dei tessuti periglandolari ipertrofici che comprimono la trachea,
dando la morte per asfissia.
Tra le malattie polmonari vien citata la
congestione polmonare, ma per solito questa
secondaria ad altre lesioni, a meno che non
si vogliano qui riportare le morti per colpo
di sole o di calore, nei quali entra in giuoco
anche una congestione cerebrale

134

Non raro il ritrovare all'autopsia di individui morti improvvisamente, reperto di polmonite decorsa latente (specie negli alcoolisti
e nei vecchi); o di pleurite fibrinosa, con sinechia pleurica totale, o di bronchiectasie o di
enfisema polmonare. Questi casi vengono spiegati con il grande lavorio cui soggetto il
ventricolo destro, che ad un certo momento soggiace ad una improvvisa paralisi. Nella puntura per toracentesi sono stati osservati casi
di morte per brusco cambiamento di pressione
nel territorio polmonare e quindi congestione
polmonare; cos pure la morte improvvisa
frequentissima nelle tubercolosi polmonari incipienti per emottisi.
Un altro gruppo di morti improvvise legato a modificazioni della tensione vasale per
le pi diverse cause come il freddo, il caldo,
la digestione, gli sforzi, i colpi di tosse. In tutti
questi casi la autopsia negativa e sarebbe
troppo lungo il determinarne qui l'intimo meccanismo.
Lesioni dell'apparato digestivo. stata citata da molti autori l'angina, il cancro dell'eso
fago e dello stomaco, l'ulcera gastrica semplice, malattie che possono piodurre la morte
di per s, ma pi frequentemente per schok
da perforazione o per emorragia. Tali morbi
possono decorrere del tutto latenti. Emorragie
mortali sono state osservate anche per rottura
di varici esofagee, frequenti nelle cirrosi epatiche.

135

Tra le malattie intestinali ricordiamo l'ulcera


duodenale, la perforazione da appendicite latente, il tifo ambulatorio, entit clinica che
tutti conoscono e di cui Thoinot ha riportato
3 casi in cui la morte avvenne fulminea; l'elmintiasi, ecc. (Lochte).
Tra le malattie epatiche la calcolosi epatica,
tra le malattie della milza, la rottura, specie
in milze malariche.
In questi ultimi tempi sono stati descritti
molti casi di morte improvvisa per emorragia
pancreatica e anche per tubercolosi delle glandole surrenali.
Lesioni genitali. Tra le cause di origine
genitale vanno annoverate la rottura di gravidanze tubarie, gli ematoceli retrouterini, le
rotture dell'utero e di varici vaginali, le sincopi durante il parto, ecc.
Lesioni renali. Tutte possono dar morte
improvvisa tanto pi che con grande facilit
tali malattie decorrono latenti.
Altre lesioni. Le malattie infettive pi
diverse possono dar morte improvvisa; di queste alcune ne abbiamo citate parlando dei diversi apparati; rammentiamo inoltre ancora
la malaria, l'eresipela del viso (citata da
Lochte), ecc.
Infine vi sono morti che non rientrano in nessuno dei quadri suesposti, come il coma diabetico, l'alcoolismo acuto e cronico.
Tutte le malattie citate, ed anche molte
altre che per brevit e per la rarit con la

i36

quale si riscontrano abbiamo tralasciate, posil


repentina.
Per
morte
di
causa
essere
sono
pi delle volte non si tratta di una sola causa
morbosa, ma di un complesso di cause, e
trovandosi all' autopsia lesioni pi o meno
accentuate in ogni apparecchio organico importante., spesso l'osservatore potr attribuire direttamente la morte a queste o a
quelle, senza essere ben certo di fissare la
lesione iniziale, e dovr citare un complesso
di fattori anatomo patologici ugualmente gravi
ed importanti.
Morti improvvise nei fanciulli.
Pi importanti che negli adulti, sono i casi
di morti improvvise nei fanciulli, specie nel
primo anno di et,
Non raro il caso, che dei bambini dall'aspetto completamente normale, placidamente si addormentino, e muoiano poi durante
il sonno; e tali generi di morte si attribuiscono
allora per lo pi a soffocamenti accidentali
prodotti da cuscini, coperte od anche dal corpo
della madre o della nutrice giacente nel medesimo letto.
Il dubbio viene facilmente risolto, se all'autopsia si riscontra una causa morbosa rimasta
fino allora latente, ma spesso l'autopsia rimane completamente negativa tanto nel caso
di soffocazione accidentale, quanto nel caso
di morte improvvisa; talora poi (quando si

tratta, p. es., di morte improvvisa per iper-

137

trofia del timo) il reperto del tutto simile a


quello di una soffocazione accidentale.
In tali evenienze, la questiona quasi insolubile, e il perito deve senza reticenze dichiarare nel referto la impossibilit in cui egli
si trova di rispondere con esattezza al quesito
proposto. Deve dichiarare che il fanciullo affetto da ipertrofia del timo, lesione capace di
condurre a morte improvvisa, ma che questa
ipertrofia non esclude la possibilit di una soffocazione accidentale, la quale spesso si realizza
senza lasciare sugli organi i segni dell'asfissia,
od altre alterazioni.
Le cause pi frequenti di morti improvvise
nei fanciulli sono date da:
Sincopi, dovute ad un'affezione cardiaca
congenita, o a malformazioni strutturali del
cuore, persistenza del foro di Botallo, canale
arterioso, ecc. Talora per una sincope mortale sorprende il bimbo, senza che se ne possa
stabilire la ragione.
Convulsioni. causa questa frequente e legata a molteplici condizioni come emorragie,
rammollimenti, tumori, tubercoli solitari, spesso
sifilide ereditaria, ecc.
Asfissie: a) per spasmo della glottide provocata da irritazione laringea, o pseudo-croup
che pu prodursi nel decorso di eruzioni o di
una laringo-bronchite. Questi spasmi della
glottide, cos pericolosi, sono dovuti ad una
infiammazione fugacissima della mucosa laringea.

138

b) Persistenza del timo, il cos detto asma

timico di Nullar. causa molto frequente; il


timo ipertrofico comprime la trachea, e la compressione d origine ad un lieve spasmo causa
della morte, o secondo Simon ad uno spasmo fonico o fono-glottico. Come si detto, l'autopsia
negativa; si possono trovare al pi piccoli
punti emorragici sul timo e anche sotto la
pleura.
e) Accesso di tosse canina.
d) Polipi laringei.
e) Rigurgiti di sostanze, alimentari, sono
tutte cause che possono improvvisamente condurre a morte
Congestioni polmonari provocate da bronchiti
capillari o dal catarro soffocante dei fanciulli,
di Laennec. In tali malattie si possono improvvisamente formare delle intense congestioni polmonari di breve durata che il pi
delle volte il fanciullo supera con facilit, ma
che talora riescono mortali
Cause intestinali. Le pi frequenti sono date
dal colera infantile, da emorragie intestinali
per tifo ambulatorio o da elmintiasi, ecc.
Cause diverse. Sono spesso citati come causa
di morte improvvisa gli eczemi cronici ; si pu
infatti ritenere che il bambino eczematoso
in uno stato di intossicazione cronica, e in
certi momenti, o per una cura troppo energica o per altra causa, si pu determinare
un troppo rapido e mortale riassorbimento di
tossine.

139

Slato linfatico accompagnato il pi delle


volte da ipertrofia o persistenza del timo. Lo
stato linfatico caratterizzato da pallore, da
tessuto sotto cutaneo abbondante, da milza
grossa, da gangli cervicali, ascellari molto sviluppati, da tonsille ipertrofiche. Esso predispone alla morte improvvisa durante il decorso di malattie infettive, o la determina
direttamente.
Pu esservi anche uno stato lirifatico famigliare, predisponente ad una morte improvvisa
famigliare, in modo che parecchi bambini di
una stessa famiglia ad un'et pi o meno tenera muoiono improvvisamente. Si comprende
l'importanza medico-legale di questi casi.
Morti violente.
Anche queste possono dividersi in morti
violente mediate ed immediate.
Morti violente immediate che si succedono
subito o poco dopo al trauma.
Possono essere provocate da :
a) Distruzione di una gran parte del corpo.
Ci si osserva come risultato di enormi violenze (disastri ferroviari, investimenti, esplosioni). Talora la violenza tale che del corpo
restano pochi residui riconoscibili, e da rendere persino difficile l'identit.
b) Lesioni di organi vitali. Specie in seguito a violenti lesioni locali (investimenti,

140

colpi contundenti, colpi d'arma da fuoco) si


osservano talora gravissime lesioni del cervello,
midollo, cuore, grossi vasi, polmoni, che spie-

gano senz'altro la causa della morte.


e) Emorragie interne ed esterne che possono
produrre la morte sia per compressione su organi vitali sia per vero dissanguamento. In tali
diversi casi, si comprende come il reperto
debba essere diverso.
d) Paralisi del sistema nervoso centrale e
d'importanti centri nervosi. In questa categoria
vanno compresi la commozione, la compressione e la contusione cerebrale e spinale ed anche quella dei pi importanti plessi nervosi, specialmente dello splacnico.
La commozione cerebrale costituita da
una alterazione immediata di tutti quei centri
la cui paralisi o il cui eccitamento d una
sindrome speciale (pallore, polso lento, coma)
che in brevi istanti, pu condurre a morte. Si
osserva specie per urti o per percosse sul
capo, e pu verificarsi senza alterazioni anatomiche apparenti, ma per lo pi legata a
lesioni cerebrali (emorragie intermeningee) e,
microscopicamente, a degenerazione delle fibre
e delle cellule nervose.
La compressione che offre una sindrome ben
netta (polso lento, miosi, papilla da stasi,
coma, ecc.) determinata da un aumento di
pressione endocranica o per emorragie (intrameningee o extrameningee); o per pressione,
determinata per es. da schegge ossee in seguito

141
a frattura del cranio, o per penetrazione nel
cranio di corpi estranei, ecc.
La contusione cerebrale effetto diretto o indiretto di una violenza traumatica, che per lo
pi accompagnata da commozione, si ha per
lo pi nei lobi frontali e temporali, in cui si

possono osservare zone violacee riunite a gruppi, dove la sostanza rammollita e seminata
di piccole emorragie, che non di rado si producono senza contemporanea lesione del cranio.
Commozione, contusione, compressione spinale, possono determinare le speciali sindromi
ora accennate, ed anche determinare un meccanismo d'inibizione o di shock rapidamente
o improvvisamente mortale.
In questo meccanismo rientrano le commozioni addominali (vedi morte per shock o per
inibizione).
e) Aria o grasso nel cuore e nel sistema
vasale. Perch ci si produca necessario lo
spappolamento del tessuto adiposo e la lesione
di vasi per i quali il grasso spappolato possa
penetrare. Tali condizioni si possono avere
nelle fratture, nelle lesioni del sottocutaneo
e nelle lesioni del fegato. Il grasso o l'aria
entrata in circolo, giunge al cuore destro e di
qui nelle arterie polmonari che possono rimanere occluse. Talora si ha in tutto il circolo
polmonare una vera scarica embolica adiposa,
che va ad occludere un vasto territorio polmonare; in tali evenienze la morte segue spesso
rapidissima per congestione polmonare.

I42
Anche a fresco, su un piccolo frammento
polmonare tagliato con forbici, disteso su vetrino e visto a piccolo ingrandimento, si riesce
facilmente a vedere i vasi obliterati dal grasso,
f) Asfissia. Abbiamo infine le asfissie
sia per lesioni che aprono il torace rendendo
cos impossibile l'espandersi dei polmoni, sia
per ferite del collo in modo che il sangue dai
vasi recisi penetra nelle vie aeree, sia per fatto
meccanico (soffocazione, strozzamento, strango-

lamento, appiccmento, annegamento) o tossico


(avvelenamento per gas irrespirabile) (v. capitolo sulle asfissie).
Morti violente mediate.

Queste susseguono ad una lesione violenta


in un tempo pi o meno lontano dalla lesione
sofferta.
Ci pu avvenire o per una di tutte quelle
cause che possono dare la morte immediata,
ma che nel caso in i specie non ha agito con
quella violenza necessaria per produrre istantaneamente o quasi la morte, o per condizioni
che aggravano il normale decorso di una lesione di per s non mortale, ma resa tale per
dette circostanze o per condizioni preesistenti
(vedi capitolo sulle concause).

x43

La causa della morte


dedotta dall'esame esterno del cadavere.
Come gi dissi nel precedente capitolo,
impossibile dedurre dall'esame esterno del cadavere la precisa causa della morte, specie

allorch mancano segni esterni manifesti


(grave ferita, caratteri d'impiccamento, strozzamento, annegamento, ecc.), per talora
possibile, data la supposta causa di morte,
dire se l'esame esterno contraddice o conferma fino ad un certo punto la causa esterna.
E' ci importante non tanto per il medico
legale, il quale chiamato a dare sicuro il
suo giudizio, che non pu esser fondato altro
che sull'autopsia completa ed esauriente, quanto
per il medico necroscopo, il quale secondo le
prescrizioni del regolamento di polizia mortuaria deve, sulla scorta del certificato di morte
dichiarare se dall'esame del cadavere attendibile la diagnosi del medico curante.
Quindi tracceremo qui alcune norme, le
quali per non sono assolute e possono anzi
esser soggette a numerose variazioni.
a) Malattie che danno anormali colorazioni
della cute (ittero, morbo di Addison, melanemie, anemie caucerigne, argirosi, malattie
discrasiche per presenza di emorragie puntiformi sottocutanee e sottomucose, tifo esantematico).

144

Malattie che alterano l'aspetto della superficie cutanea, cute edematosa, specie negli
arti inferiori (nefrite, malattie di cuore), erub)

zioni vescicolose (nel vaiolo, pemfigo, eresipela, ustioni), tumori esterni (cancri, sarcomi,
pseudoleucemie).
e) Malattie che alterano la forma di un
dato organo interno; riscontrabiie con la palpazione e percussione (leucemia, pseudoleucemia, cirrosi, malattie di cuore, ecc.).
d) Malattie che alterano la forma di alcune
parti del corpo (dita a bacchette di tamburo '
nelle malattie congenite di cuore, torace a

botte nell'enfisema, idrope-ascite nella cirrosi


e nella nefrite, depressione toracica unilaterale nelle pleuriti essudative a lungo decorso
e nell'empiema, ecc.).

Malattie che alterano il decorso dei fenomeni cadaverici: raffreddamento ritardato, e


talora elevazione postmortale di temperatura
nelle morti violente, convulsive e nel colera ; colorito anormale delle ipostasi ; rosse nell'avvelenamento per ossido di carbonio e cianuro di
potassa, grigie nell'avvelenamento per clorato
di potassa e per funghi, scure nell'avvelenamento per acido solfidrico. Le ipostasi sono
poco accentuate nelle anemie acute e nel marasma. La rigidit precoce e tenace nelle malattie convulsive, nel tetano e nel colera.
e)

145

Autopsia medico-legale.

Per le norme dell'autopsia medico-legale riproduciamo senz'altro la circolare ministeriale


Fani del 30 giugno 1910, sulle autopsie giudiziarie.
ISTRUZIONI.
Generalit.

L'autopsia giudiziaria viene eseguita


sotto osservanza delle norme di legge (art. 125
e seguenti del Codice di procedura penale) da
due periti scelti possibilmente fra i medici,
che per il posto che occupano o per la specializzazione dei loro studi hanno sufficiente
conoscenza dell'esame medico legale del ca1.

davere.
Il medico che ha curato il defunto nella
malattia immediatamente precedente la morte,
non potr essere chiamato come perito, ma
potr essere sentito per quelle delucidazioni,
che gli venissero richieste intorno al decorso
della malattia di cui si presume sia morto
l'infermo.
2. L'autopsia dev'essere eseguita il pi
presto possibile, ferme restando le disposizioni dell'articolo 9 del Regolamento di polizia mortuaria e le altre disposizioni di
legge

10 Ascttrelli.

146

putrefazione, anche avanzata, del


cadavere, sia essa constatata o anche solo
presunta in caso di esumazione, non costituisce motivo di rinunzia all'autopsia, potendosi sempre trovare reperti interessanti per
la determinazione dell'epoca e della causa di
morte (questioni d'identit, lesioni traumatiche, alcuni avvelenamenti, corpi estranei,
larve d'insetti, insetti, ecc.).
4. Alle esumazioni giudiziarie devono assistere entrambi i periti per dirigere l'isolamento, l'estrazione e l'apertura della bara,
nonch per raccogliere eventuali reperti importanti per il giudizio sullo stato di conservazione del cadavere, sulla posizione in cui
fu trovato e sulla provenienza di sostanze
contenute nei liquidi cadaverici.
Ove esista sospetto di avvelenamento si
asporteranno e conserveranno quelle parti della
bara che erano in diretto contatto col cadavere, e si preleveranno campioni, da conservarsi in vasi di vetro e separatamente, del
terreno sovrapposto, sottoposto e fiancheggiante la bara e di terra lontana qualche
metro da questa (vedi art. 23).
5. I medici periti debbono essere muniti
di istrumenti adatti alla sezione del cadavere,
e in ogni caso dei seguenti:
2 robusti bisturi d'autopsia;
1 bisturi piccolo da dissezione;
2 pinze;
1 paio di forbici ordinarie a estremit ottuse;
3. La

147

i paio di forbici piccole;


i bronchiotomo;

i enterotomo (cardiotom);
i
i
i
i

i
i
i

di 30

sonda scanalata e un catetere;


specillo;
sega ad arco e una curva (rachiotomo) ;
scalpello;
martello;
distacca-periostio;
paio di forbici condrotome;
asta metallica della lunghezza almeno
cm. graduata in centimetri ed in milli-

metri ;
1
1

metro a nastro;
vaso graduato con capacit almeno di

100 cmc. ;

bilancia della portata di almeno 5 chilogrammi ;


1 lente d'ingrandimento;
vetrini copra e portaoggetti per striscie di
sangue, preparati e batterioscopici, microscopici, in genere, alcuni tubi di saggio, un'ansa
di platino, una lampada a spirito e una pipetta graduata di io cent. ;
carte reattive di tornasole, capsuline e
vetri d'orologio, aghi per ricucire il cadavere,
spago, ecc., ecc.
I periti richiederanno che siano dall'autorit giudiziaria tenuti a loro disposizione delle
bottigliette e dei vasi per la conservazione di
liquidi e di pezzi anatomici, sia per l'esame
microscopico, sia come corpi di reato.
1

148

Per l'autopsia sar opportuno avere a propria disposizione una tavoletta per i ferri ed
una per l'esame dei visceri.
6. Quando di un organo sia rilevata
un'alterazione anatomo-patologica, la quale
sia importante per la determinazione della
causa, o delle cause coadiuvanti della morte,
fatto obbligo ai periti di conservare pezzi
dell'organo stesso, che saranno poi consegnati
all'autorit giudiziaria.
Per la conservazione dei pezzi si dovranno
adoperare soluzioni di formalina al io %, o
liquido di Miiller (1), o soluzioni al io % di
formalina al liquido di Miiller, quando sopra
tutto siano sospettati fatti degenerativi, oppure alcool rettificato negli altri casi. Il perito dovr curare che i liquidi aggiuntivi sieno
cambiati almeno una volta dopo 24-43 ore e
che nel fondo del vaso il pezzo riposi sopra
un po' di garza o di cotone.
Il liquido conservativo sar sempre messo
in quantit tale da raggiungere 5 volte almeno il volume del pezzo anatomico.
7. I periti chiederanno al giudice, dopo
esaurite le loro operazioni e quando lo credano necessario, informazioni sul luogo nel
quale il cadavere fu trovato, sull'atteggiamento che aveva, sugli abiti che indossava,
sul modo con cui fu trasportato da un modo
(1) Bicromato di

soda gr.

1,

potassa gr. 25, solfato di


acqua distillata gr. 100.

149

all'altro, e su quelle circostanze in genere


che possono interessare per le conclusioni peritali.
Ispezione esterna.
esterna si proceder in
primo luogo al rilievo dei caratteri relativi
all'identit della persona, che saranno particolarmente minuti e completi in caso di persona sconosciuta: sesso, et, statura, forma
del cranio, carattere dei pali, colore dell'iride,
nei, cicatrici, tatuaggi, deformazioni rachitiche, impronte professionali, vizi di conformazione, ecc., ecc. Possibilmente si trarr la
fotografia del cadavere.
In secondo luogo saranno esaminati i fenomeni relativi all'epoca della morte: ipostasi
(con rilievo delle sedi rispettive e con incisione delle medesime nei casi, nei quali si dubiti che s tratti di emorragia o di macchie
di altra natura), rigidit (con indicazione delle
articolazioni che si trovino rigide), macchie
da putrefa/jone (sede, estensione).
In terzo luogo si proceder ad un esame
del cadavere, rilevando anzitutto i dati rela
tivi allo stato di nutrizione, alla cute, alla costituzione scheletrica, ed eventuali alterazioni
morbose o deformit. Poi sar eseguito l'esame
metodico di tutte le regioni del corpo, alla ricerca di eventuali lesioni cominciando dal
cuoio capelluto, con particolare avvertenza
degli orifizi naturali. Se da questi esce liquido
8. Neil' ispezione

i5o

se ne rilevano i caratteri, e in caso di sospet

tato avvelenamento anche la reazione.

Se sul cadavere vi sono traccie di sangue o


di pus o di altre sostanze, che si possano

eventualmente spostare nei movimenti che


s'imprimono al cadavere, sar opportuno procedere al loro esame prima d'ogni altra parte
dall'ispezione esterna.
9. Di ogni lesione, che si riscontri sul ca davere, saranno determinate la sede, in rapporto a punti di ritrovo sul corpo, la forma
e le dimensioni. Nelle soluzioni di continuo si
aggiunger la descrizione dello stato dei margini, del fondo, e dei tessuti circostanti. Si
eviter di sondare le soluzioni di continuo,
salvo per ragioni speciali che devono essere
esposte nel verbale.
Per giudicare della profondit dei caratteri
del tramite di una ferita si incideranno la
cute e consecutivamente i tessuti sottostanti
tutto all'intorno dalla ferita stessa e si eseguiranno tante sezioni a strati, che verranno
arrovesciati l'uno sull'altro come i fogli d'un
libro rispettando la ferita cutanea.
Nelle ferite d'arma da fuoco si avr particolare riguardo alle traccie di ustione, di ta
tuoggio, di affumicatura.
In casi di particolare interesse raccomandabile di fotografare le lesioni ed ogni altro
reperto importante, od almeno di riprodurre
un disegno, e possibilmente di conservare il
pezzo, curando di non alterare la forma della

i5i

lesione (i). Si abbia anche cura di osservare e


occorrendo di conservare gli indumenti sovrastanti le parti ferite.
Esame interno.
Generalit.
io. In ogni autopsia si deve compiere
l'esame degli organi contenuti nella cavit
cranica, toracica ed addominale e degli organi
del collo. Si apriranno inoltre lo speco vertebrale e le cavit articolari quando se ne possano attendere reperti interessanti.
Ove si abbia un qualche sospetto sulla speciale causa di morte, si potr incominciare la
sezione da quella cavit nella quale si suppone che si trovino le pi importanti e caratteristiche lesioni, per poi completarla integralmente secondo le norme, vale a dire:
aprendo prima la cavit cranica, poi la cavit toracica, il collo e infine aprendo la cavit addominale.
(i) consigliabile, quando il perito si trovi

in circostanze opportune per adottarlo, l'uso


del liquido di Kaiserling, che conserva anche
il colore dei tessuti:
i. Formalina 200 cmc. Acqua 1000 cmc.
di
Nitrato
di
Acetato
potassa
po15
gr.

tassa 30 gr.
2. Alcool a 8o per riottenere il colore del
sangue.
3. Acqua 1000 cmc. Acetato di potassa
100

gr. Glicerina 200 gr.

152

Prima di ripulire in acqua un organo estratto


o tagliato, ne sar fatta un'accurata ispezione. Per le autopsie in caso di avvelenamento e dei neonati, vedi parag. 23, 24 e 25.
Cavit cranica.

L'apertura del cranio si fa incidendo


il cuoio capelluto da un orecchio all'altro intorno alla volta del cranio e rovesciandone i
due lembi all'avanti ed all'indietro. Se vi sono
lesioni sulla linea di taglio si potr deviare
oppure circoscrivere il tratto di cuoio capelluto comprendente la lesione.
Se le alterazioni sono molteplici si potr incidere il cuoio capelluto con un taglio circolare e distaccarlo cos in loto. Si esplora lo
stato di tegumenti molli, e poi distaccato
il periostio, la superficie ossea della volta
11.

cranica.
Il cranio si sega con un taglio circolare, che
passi un po' al disopra della glabella e sopra
la protuberanza occipitale esterna, salvo opportune modificazioni per risparmiare qualche
eventuale lesione importante : il distacco completo della calotta lo si ottiene introducendo
con precauzione nella linea di segatura lo
scalpello e movendolo come leva.
Della volta cranica si noter eventualmente
lo spessore delle ossa, determinandolo con misure che per il frontale e l'occipitale saranno
prese ai lati della linea mediana. Si rileve-

153

ranno inoltre lo stato delle suture, l'abbondanza della diploe, la forma della volta considerata nella norma verticale, la profondit
dei solchi dell'arteria meningea media e la
presenza eventuale di osteofiti.
Poscia si esplorer la superficie esterna
della dura madre, rilevandone l'aspetto, lo
stato dei vasi e il grado di tensione: se ne
aprir il seno longitudinale, rilevandone il contenuto; si recider tutto intorno la dura
madre seguendo parallelamente la linea di segatura del cranio, si arrovesceranno le due
met sulla linea mediana e si esaminer la
faccia interna o viscerale, e la faccia esterna
delle leptomeningi della volta. Indi, recisa la
inserzione anteriore della gran falce, si stirer la dura madre all'indietro osservando
con particolare attenzione e prima di reciderle

le vene cerebrali che sboccano nel seno longitudinale superiore. In seguito si proceder
all'estrazione del cervello con delicatezza no
tando tutto ci che di anormale presentasse
la base del cranio. Poi si esaminer lo stato
dei vasi componenti il circolo del Willis, e dei
nervi cranici e quello delle leptomeningi della
base e delle parti laterali del cervello, e particolarmente delle scissure di Silvio.
Infine, rilevate la quantit e la qualit del
liquido rimasto nelle fosse occipitali, si esplorer la dura madre che riveste la base del
cranio, si incideranno il seno trasverso e gli
altri seni e se ne annoter il contenuto; indi

154

rimossa anche la dura madre, si esamineranno


direttamente le ossa della base e delle parti
laterali del cranio.
Cervello.

cervello saranno rilevati il volume


e la configurazione esterna sia generale, sia
quella particolare delle circonvoluzioni e rispettive scissure. Si apriranno in seguito i ventricoli laterali, e con due tagli orizzontali si scoprir a destra e sinistra il centro semiovale,
rilevando tosto la consistenza, l'umidit, l'irrorazione sanguigna e il colore delle sostanze
midollare e corticale. Indi, rimosse le parti
giacenti sulla linea mediana (corpo calloso, tela
coroidea), lasciando in posto il setto lucido, si
rilever lo stato del terzo ventricolo e dei plessi
coroidei; poi notato l'aspetto dei corpi quadrigemini s'incider la volta dell'acquedotto
di Silvio, dopo sezionato in direzione anteroposteriore il verme cerebellare, e si descriver
il contenuto e lo stato del pavimento del quarto
ventricolo. Si incideranno gli emisferi cerebellari e si faranno tagli orizzontali paralleli sul
midollo oblunga to.
Indi si eseguir la sezione dei nuclei della
base con un taglio che dalla testa del corpo
12. Del

striato, dall'interno all'esterno e dall'avanti


all'indietro, comprenda il corpo striato e il
talamo ottico e si approfondi sino alle circonvoluzioni dell'insula di Reil. Si completer

155

l'indagine di questa parte rimovendo i plessi


coroidei, e rilevando lo stato del corno d'Aminone. Si faranno in seguito dei tagli frontali
paralleli che comprendano i gangli delia base
e i rispettivi emisferi, rilevandone particolarit eventualmente interessanti, e che consentiranno la ricomposizione del cervello, per collocarlo eventualmente in massa nel liquido
conservativo (Formolo io % o liquido di Miiller, o alcool).

Faccia, orecchio, cavit naso-faringea, occhi.

Quando sia necessario aprire le cavit


interne della faccia ed esaminare la glandola
parotide, l'organo dell'udito e la cavit nasofaringea si prolungher il taglio, gi eseguito
nel cuoio capelluto, all'indietro dei padiglioni
auricolari ed in basso sino al margine superiore dello sterno dissecando la pelle verso
l'innanzi.
L'esame dell'orecchio medio si eseguisce facendo saltare con alcuni colpi di scalpello la
met esterna dell'eminenza della rocca petrosa.
Per l'esame della cavit nasale e di quelle
accessorie si sega la base del cranio sulla linea
mediana in senso antero posteriore e si divaricano le due met del cranio che ne risultano.
Quando si debba esaminare l'occhio si enucler l'intero bulbo usando preferibilmente
forbici smusse e curve leggermente. Indi con
un taglio all'equatore si rilever lo stato del
vitreo, dellj knlc. della coroide e della retina.
13.

.-

156

Canale vertebrale e midollo spinale (i).

vertebrale
dello
l'apertura
Per
speco
14.
si eseguisce un'incisione della cute lungo la
linea delle apofisi spinose e, dopo dissecati
alquanto lateralmente la cute e il sottocutaneo,
si fanno due incisioni della muscolatura parallele alla incisione cutanea dissecando i muscoli dalle apofisi spinose e dalle arcate vertebrali, e poi con una sega (rachiotomo) si
segano le vertebre lateralmente alle apofisi
spinose, completando se del caso la linea di
sezione con prudenti colpi di scalpello, e con
una pinza robusta si asportano le apofisi spinose con la porzione di arco vertebrale ad esse
congiunta.
Si apre il sacco durale per mezzo delle forbici, si esamina la dura esternamente ed internamente raccogliendo prima con cautela il
liquido cerebro-spinale. Indi si estrae il midollo con molta delicatezza recidendo colie forbici, man mano che vengono stirate, le radici
spinali dei nervi. Si esamina la pia madre e
con piccoli tagli trasversali, paralleli e ravvi
cinati, il midollo, delle cui sostanze si noter
il colore, la consistenza, l'umidit, lo stato di
irrorazione sanguigna come pure si noteranno

L'apertura del canale vertebrale pu essere eseguita dopo di avere compiuto la necroscopia delle grandi cavit del corpo.
(1)

157

eventualmente le dimensioni del canale midollare.


Quando si sospettino delle alterazioni sar
preferibile eseguire pochi tagli trasversi nel
midollo riservando un ulteriore esame dopo
l'indurimento dei liquidi fissatori.
Infine si esplorer la parete del canale vertebrale, asportando, se necessario, porzioni
della colonna vertebrale per mezzo di sezioni
praticate colla sega, onde meglio rilevarne le
alterazioni.
Generalit per l'esame delle cavit toracica
e addominale e del collo.

Procedendo nella sezione si eseguir


una incisione della cute e del tessuto cellulare
sottocutaneo che partendo dalla sinfisi mentonira, seguendo la linea mediana anteriore
del corpo e passando a sinistra della cicatrice
ombelicale (per le autopsie dei neonati vedi
art. 24 e seguenti) arrivi alla sinfisi pubica.
Con tagli prudenti si aprir un occhiello sulla
linea mediana nella parte alta dell'addome
poco al disotto dell'apofisi xifoide, si penetrer
nella cavit addominale coli' indice ed il medio
della mano sinistra e tenendo sollevata la parete anteriore dell'addome fra le due dita divaricate si recider detta parete, procedendo
secondo l'incisione cutanea dall'alto in basso.
Si recideranno infine le inserzioni inferiri dei
muscoli retti dell'addome. Ove sia opportuno
15.

15*

si eseguiranno anche incisioni trasversali della


parete addominale sopra o sotto l'ombelico.
Della cavit addominale si esamiaer subito
il contenuto e la posizione dei visceri. Se non
vi sono ragiorii speciali di proseguire oltre
nell'esame dei visceri addominali si procede
di solito prima all'esame della cavit toracica.

Cavit toracica.
16.

rrima di aprire

il torace spingendo

in alto con due dita il diaframma se ne noter la massima altezza a sinistra e a destra,
indicando a quale costa, od a quale spazio intercostale essa corrisponda.
Indi si dissecano le parti molli del torace
scoprendo per un largo tratto anteriormente
la parete toracica, poi con un condrotomo si
tagliano le cartilagini costali lungo una linea,
che decorre pochi millimetri all'interno della
loro inserzione alle costole, evitando naturalmente di ferire i polmoni ed il cuore. A questa
direzione del taglio si possono portare modificazioni in rapporto alla presenza di eventuali
lesioni nella gabbia toracica.
Quando si sospetti che nella cavit pleurica
esista una raccolta di gas (aria), prima di tagliare le coste si faranno una o pi piccole
incisioni attraverso la pleura costale per avvertire ogni fuga di gas dall'interno. Oppure,
prima ancora di aprire il torace si verser
acqua nel cavo addominale, e si incider a

159

fondo la volta diaframmatica nel lato corrispondente al sospettato pneumotorace, cos da


vedere le bolle di aria che ne usciranno.
Dopo la sezione delle coste si distaccher lo
sterno dal diaframma e dal mediastino anteriore con tagli molto vicini alla faccia posteriore dello sterno; poi si completer la remozione dello sterno con tagli fatti posteriormente
lungo la linea d'unione delle articolazioni sternoclavicolari, aiutandosi al caso con una disarticolazione delle clavicole dallo sterno praticata dall'esterno, sempre per badando a non
ledere i grossi vasi sottostanti.
Aperta la cavit toracica si esamineranno
subito la posizione dei polmoni e del cuore, e
il contenuto dei cavi pleurici misurandone la
quantit e la qualit. Saranno pure descritti
i caratteri del mediastino anteriore e del timo.
Indi si aprir il sacco del pericardio, misuran
done il contenuto e rilevando la qualit di
questo. Si descriver lo stato del foglietto parietale del pericardio.

Sezione del cuore.

Prima di asportare il cuore lo si esaminer sul posto, indicandone innanzi tutto


il volume, lo stato di riempimento delle singole cavit (seni e ventricoli), la configurazione
generale e quella particolare della punta, mettendo in rilievo la parte che approssimativamente vi hanno i due ventricoli, il decorso e
17.

i6o

lo stato di riempimento dei vasi coronari, il


colore, la consistenza (rigidit cadaverica). In
caso di sospettata morte per embolia garsa,
prima di toccare il cuore si riempir d'acqua
i sacco pericardico e s'incider con un breve
taglio sott'acqua il ventricolo destro, osservando se vi gorgoglio di bollicine di gas. Nei
casi ordinari, mentre il cuore conserva ancora
i suoi rapporti normali, se ne apre ogni cavit
(seni e ventricoli) sul posto determinando in
ciascuna di esse la quantit del sangue contenuto e lo stato di coagulazione di esso e i
suoi caratteri generali, e inoltre si esplora la
dimensione degli orifici aurico-ventricolari introducendovi con molta precauzione direttamente due dita dai seni. Ove si tratti di morte
improvvisa si dovr sempre aprire sul posto
l'arteria polmonare fino all'ilo dei polmoni per ricercarvi l'eventuale presenza di emboli. Estratto
il cuore dopo recisione della vena cava inferiore appena uscita dal diaframma e delle arterie aorta e polmonare pi in alto che possibile, si rilevano la quantit e l'aspetto del
grasso sottoepicardico ei caratteri dell'epicardio
e si pesa il viscere dopo svuotate le cavit.
Indi, si esamina la sufficienza delle valvole
dell'aorta versando in questa, con cautela, del-

l'acqua, facendo per attenzione che qualche


coagulo sanguigno passando dal ventricolo sinistro nell'aorta non impedisca alle, valvole
semilunari di distendersi sotto la pressione
della colonna d'acqua, simulando cosi un'in-

I6I
sufficienza delle valvole aortiche. Seguir l'incisione delle grandi arterie alla loro origine
per esplorarne la tonaca intima e le valvole,
e si completeranno i tagli dei ventticoli e dei
seni cos da potere esplorare le valvole atrioventricolari, i rispettivi tendinetti e muscoli
papillari, e lo stato dell'endocardio ventrico-

lare.
Seguir la descrizione del miocardio per
quanto concerne lo spessore delle pareti (non
comprendendo nella misura lo stato trabecolare), e dove si sospetti una degenerazione
grassa, il cuore deve essere esaminato al microscopio. In ogni caso si conserveranno frammenti dell'organo nei liquidi retroindcati (formolo, liquido di Miiller) per potere in seguito
con opportuni reagenti verificare la supposta
degenerazione. In caso di sospettato annegamento si potr asportare il cuore, previa legatura dei vasi, e si raccoglier allora separatamente il sangue contenuto nel cuore sinistro e nel destro (ventricoli) per l'esame crioscopico e per altre ricerche raccomandate per
la diagnosi di questa causa di morte. In caso
di morte improvvisa si dovr asportare il cuore
senza previa apertura in situ della cavit, per
potere valutare con maggiore esattezza la
quantit di sangue contenuta nelle singole
cavit. Il cuore in caso di morte improvvisa
dovr sempre essere conservato in totalit in
formolo al io % per le eventuali ricerche sullo
stato del miocardio.
11 A scarelli.

162

Organi del collo e polmoni.


18. L'esame dei polmoni sar preceduto
da quello degli organi del collo. A questo scopo
si eseguir la dissezione della cute e delle
parti molli del collo fino agli angoli della mandibola. Si esplorer lo stato dei muscoli, dei
grossi vasi e tronchi nervosi, delle ghiandole

linfatiche e della ghiandola tiroide. Sopratutto nei casi di sospettata morte per impiccamento, per strozzamento e per strangolamento si ricerchino eventuali alterazioni nell'intima delle arterie del collo e nei muscoli
anteriori dello stesso e nella parte posteriore
della faringe, dissecando con delicatezza le
parti per evitare lesioni artificiali che si potrebbero confondere con quelle avvenute durante la vita.
Si potr eseguire in situ una incisione anteriore e mediana delle laringe e della trachea
allo scopo di ricercare, ove il caso lo indichi,
l'eventuale presenza di corpi estranei o di lesioni traumatiche di queste parti, e con particolare attenzione nei casi di sospettata morte
per asfissia da impiccamento, strangolamento
e strozzamento. In casi di annegamento l'apertura anteriore della trachea dovr essere
tralasciata; anzi, sar ben fatto legare la trachea e di estrarre in blocco i polmoni con le
vie respiratorie, aprendo poi tali vie dalla laringe in gi dalla parete posteriore fino alle
pi piccole diramazioni bronchiali.

163

Poi si incideranno a fondo i muscoli del pavimento boccale e si estrarranno la lingua, il


palato molle, la faringe, l'osso ioide, la laringe,
la trachea, e il tratto iniziale dell'esofago.
Ove il caso lo indichi, potranno queste
parti essere asportate unitamente ai polmoni
e anche allo stomaco. Nei casi ordinari, invece,
saranno recisi la trachea e l'esofago all'altezza
della incisura giugulare dello sterno, previa
legatura in basso dell'esofago. L'esofago e la
laringe saranno aperti colle forbici lungo la
parete posteriore, e la trachea di lato onde
risparmiare l'esofago. Si terr conto del contenuto di queste parti ed eventualmente lo
si conserver entro appositi recipienti.
Indi prima di estrarre i polmoni si ricercher se o no siano aderenti; e se lo sono si
recideranno le membrane connettivali, o al
caso si dissecher la pleura costale onde
asportarla insieme coi polmoni.
Esame dei polmoni.

osserver se i polmoni abbiano superficie levigata, non opacata umida e di


quale colore, o se sia la pleura viscerale intorbidita da sottile deposito fibrinoso, nel qual
caso conviene raschiare la superficie col tagliente bagnato del coltello sino a scoprire la
pleura lucida sottostante. Si esaminer il contenuto delle diramazioni delle arterie polmonari e successivamente si incideranno i bronchi
19. Si

164

grossi, medi e piccoli, rilevandone il contenuto


e lo stato della mucosa. Infine s'incider il
polmone a tutto spessore dall'apice alla base
e si ripeteranno i tagli nelle zone sospette

d'alterazione.
Si descriver la superficie di taglio e ci che
ne esce comprimendo il parenchima polmonare.
Se si sospetta che nelle vie aeree esistano
sostanze estranee, oppure vi ragione di sospettare un'embolia adiposa, sar opportuno
praticare esami microscopici del contenuto
bronchiale e del tessuto polmonare nel primo
caso: o del solo tessuto polmonare nel secondo,
oppure conservare il frammento sospetto per
le eventuali osservazioni.
Cavit addominale.

Per l'esame ulteriore della cavit addominale (vedi 15) si seguir il seguente ordine; i Peritoneo parietale, omento; 20 Milza;
30 Intestino crasso (fra doppia legatura);
4 Intestino tenue fino al duodeno (fra doppia
legatura) e mesenterio; 50 Reni, capsule soprarenali ed ureteri; 6 Stomaco duodeno e
pancreas; 70 Fegato; 8 Organi del bacino ed
organi genitali esterni; 90 Grossi vasi sanguigni decorrenti sulla colonna vertebrale ed annessi gangli linfatici; io0 Muscoli ed ossa della
colonna vertebrale e del bacino.
Per motivi speciali si potranno estrarre dall'addome tutti gli organi insieme o solo alcuni
20.

i65

di essi riuniti (come l'apparato urinario, il fegato insieme col duodeno e collo stomaco, ecc.).
21. All'esame dell'intestino si fa precedere quello del mesentere, delle sue ghiandole
linfatiche, dei vasi linfatici (chiliferi e sanguigni e quando si trovino alterati si esaminer subito la porzione corrispondente dell'intestino. Si separa poi, dopo esame in situ dell'appendice vermiforme, l'intestino lungo le
inserzioni dell'omento e del mesentere e lo
s'incide, dopo asportato, lungo questa linea
d'inserzione notandone prima il contenuto, e
poi dopo prudente lavatura lo stato della
mucosa e delle pareti con particolare riguardo

all'apparato linfatico.

Della milza, reni e fegato si misureranno


appena estratti la lunghezza, J.a. larghezza, lo
spessore e sar utile anche aggiungerei! peso.
Nella milza dopo la descrizione della capsula,
della consistenza e della superficie esterna si
eseguir un taglio nel senso della lunghezza,
notando il contenuto sanguigno, i caratteri
della superficie di sezione, la qualit e la
quantit della polpa, lo stato dell'apparato
trabecolare e dei follicoli linfatici.
Prima di estrarre i reni si esamineranno i
vasi renali e gli ureteri fino alla vescica.
Dopo l'asportazione si esamineranno la capsula adiposa e quella fibrosa, che si svolger
dopo inciso a tutto spessore fino ai bacinetti
il rene: poi la superficie esterna del viscere,
la superficie di sezione notando il comportarsi

166

delle due sostanze e misurandone lo spessore


in tolo, e di quella corticale in particolare,
Dei bacinetti si noter particolarmente il contenuto, la dilatazione e il grasso circostante.
Le capsule soprarenali si esploreranno con
un'incisione eseguita nel mezzo della loro superficie piana. In casi di variazioni notevoli

del volume sar opportuno pesarle.


Dalla porzione terminale di duodeno rimasta in situ dopo la remozione del tenue, s'incidono coll'enterotomo il duodeno e lo stomaco lungo la grande curvatura, previo esame
dell'orificio pilorico coli' introduzione di un
dito nello stesso, al fine di rilevarne l'eventuale stringimento.
Il contenuto della cavit dello stomaco deve
essere raccolto in vaso graduato, determinandone i caratteri particolari, l'odore e la reazione. Indi si descrive lo stato della mucosa
gastrica e delle altre tonache dello stomaco.
Si nota il contenuto del duodeno e l'aspetto
della mucosa, si rileva lo stato della papilla
duodenale, e comprimendo la cistifellea si
cerca, se possibile di far uscire dalla papilla
stessa la bile di cui si notano i caratteri.
Si asportano quindi insieme stomaco, duodeno e pancreas, avendo cura eventualmente
di rilevare lo stato del dotto wirsunghiano in
rapporto colla papilla del coledoco, e col resto
del pancreas. Dopo ci si potr asportare il
fegato, ma prima di tutte queste operazioni
si avr avuto cura di esaminare la faccia in-

167

feriore del fegato nei suoi rapporti col duodeno. A tal fine si sollever con un dito la
plic a epato duodenale collo scopo di rilevar
in essa la eventuale presenza di calcoli, o di
prodotti flogistici o di tumori.
Il fegato dovr essere tolto insieme con lo
stomaco col duodeno e col pancreas nei casi
di lesione che possono interessare ad un tempo
tutte queste parti, altrimenti dopo la sezione
dello stomaco, del duodeno e del pancreas si
asporter il fegato isolatamente svincolandolo
dai suoi rapporti col diaframma.
Del fegato si rileveranno il volume, il colore,
la consistenza, il peso. Si descriver la superficie di taglio in rapporto al contenuto sanguigno, all'aspetto degli acini e allo stato

eventuale dell'apparato biliare intraepatico.


Si rilever il contenuto della vena porta al
suo ingresso nel fegato, e lo stato dei dotti
epatici.
Si descriver la cistifellea e il suo contenuto
e i suoi rapporti colle parti vicine,
Per l'esame degli organi contenuti nella
pelvi e degli organi genitali esterni si procede
liberando prima, con tagli radenti all'interno,
le pareti del piccolo bacino, tutti gli organi
pelvici dai loro attacchi con queste pareti
(vescica, retto, utero ed annessi). Si divaricano
allora le gambe del cadavere, si fa all'esterno
un'incisione ovalare circoscrivente gli organi
genitali esterni e l'ano sino alla sinfisi pubica,
si dissecca e si mobilizza tutto questo lembo

168

e si possono allora tirar fuori in blocco tutti


gli organi facendoli passare sotto ia sinfisi
pubica. Degli organi cavi si esaminer allora
il contenuto, la mucosa e le pareti, rivolgendo

particolare attenzione sopratutto nell'utero


puerperale ai vasi venosi e linfatici, alle dimensioni e contenuto degli annessi. Si esamini
lo stato delle ovaja e si ricerchi la eventuale
presenza di corpo luteo. In caso di sospettato
aborto si osservino attentamente i fornici, il
collo e la bocca dell'utero, per l'eventuale presenza di lesioni.
22. Infine il medico legale ha obbligo di
esaminare anche tutti quegli organi, che non
sono stati esplicitamente enumerati nelle precedenti norme, come i grossi vasi, le articolazioni e le ossa degli arti, quando si possono
supporre in essi lesioni o anomalie : isolando e
segando, ove occorra, le ossa in varie direzioni.
Se si tratta del cadavere di sconosciuto, ed
in casi particolari, oltre la fotografia, bisogna
ancora prendere in particolare considerazione
i caratteri dello scheletro (lunghezza delle
ossa, grado di ossificazione delle suture e delle
cartilagini), per raccogliere dati sull'et, sulla
statura e con ci sulla identit della persona
sconosciuta.
Altrettanto si deve fare anche per i cadaveri depezzati. Del resto anche in tali casi
l'esame delle singole parti ritrovate si fa, per
quanto possibile, attenendosi all'ordine ed
alle norme esposte nella tecnica generale.

i6g

Avvelenamenti.
23.

In caso di sospettato veneficio si se-

guiranno le prescrizioni che seguono:


1" In caso di veneficio si raccolgano colla
maggiore possibile sollecitudine e diligenza
tutte le pi particolari notizie circa l'andamento e la fenomenologia del morbo che precedette la morte.
20 Nell'autopsia si debbono aprire, oltrech le cavit del torace, addome e cranio,
anche lo speco vertebrale, annotando gli eventuali odori che ne esalassero.
3 Si dovranno esaminare diligentemente
valendosi anche, ove ne sia il caso, dell'aiuto
del microscopio, le condizioni di ciascun viscere, dei tessuti e del sangue. Di quest'ultimo
sar opportuno conservare una certa quantit,
traendolo dalle cavit del cuore o dei grossi
vasi e tenendolo al di fuori del contatto dell'aria, per sottoporlo ad esami spettroscopici
nelle contingenze abbastanza comuni di avvelenamenti per gas carbonici o per gas luce.
4 Per la conservazione dei visceri e di
altre materie da sottoporsi alle ricerche chimiche dovranno adoperarsi vasi di vetro ben
chiusi con tappo a smeriglio nuovi, lavati con
acqua acidulata con HC1 e poi con acqua alcoolizzata.
5 I visceri e le altre materie saranno riposte nei vasi senza aggiunta di liquido con-

170

servatore e si curer che vengano con la massima sollecitudine inviati al chimico per i

necessari esami.
6 In uno dei detti vasi si conserva l'intera massa cerebrale ed il midollo spinale, in
altro vaso il cuore, in altro i polmoni colla
trachea e laringe (in vasi separati se si sospetta un'introduzione post-mortale di veleno),
in altro il sangue raccolto nella cavit del
cuore e dei vasi, che se ne dipartono; in altro
la milza; in altro i reni (in vasi isolati se si
dubita sia avvenuta un' introduzione postmortale del veleno); in altro l'urina raccolta
mediante cateterismo, in altro la vescica urinaria.
70 Dopo eseguite le debite legature si asportino lo stomaco e le intestina tenui; in un
vaso si riporr lo stomaco ed il suo contenuto
(se in questo si troveranno avanzi visibili microscopicamente del veleno, si riporranno in
vaso a parte; in altro vaso le intestina tenui
ed il loro contenuto, non prima per di avere
istituito sull'uno e sulle altre un diligentissimo esame per rilevare se vi siano alterazioni
anatomo-patologiche, la quale avvertenza
del resto applicabile ad ogni altro viscere od
organo. Collo stomaco saranno riposti pure
l'esofago ed il suo contenuto.
Se la parete dello stomaco molto rammollita e minacci di lacerarsi meglio raccogliere
subito il contenuto stomacale mediante una
incisione praticata verso il fondo.

171

In un vaso a parte si conservino le materie

raccolte nelle cavit addominali.


8 In un vaso a parte si porranno le intestina crasse ed il loro contenuto.
9 In un vaso a parte sar conservato
l'intero fegato, ed ove il vaso sia troppo piccolo, lo si ripartir in due vasi.
io Una buona porzione di muscoli, distaccata per modo dal cadavere da evitare
quanto possibile di comprendervi il pannicolo adiposo della pelle sar riposta in altro
vaso, nel quale si porr pure una porzione di
ossa (un capo articolare con una porzione
della dialisi, un osso largo del cranio o del
bacino).

Nei casi speciali di esistenza di traccie


di applicazione di vescicatori, di piaghe, di
seni fistolosi, di ferite, possibili vie d'introduzioni di veleni, dovr asportarsi una porzione
di tessuti della localit e conservarla in altro
vaso in cui si porranno, se si creder di preservarli, capelli peli ed unghie. In altro vaso
si metteranno i bulbi oculari, quando si trovino in buono stato di conservazione. In altro
vaso si raccolgano i resti di tessuti a contatto
dei tegumenti, particolarmente se sono inzuppati di liquidi organici.
12 La natura del sospettato veleno e le
particolari offese rinvenute nella cavit boccale e faringea indicheranno quando sia il caso
di praticare altrettanto per la conservazione

dei relativi tessuti.

172

Per la tecnica della sezione cadaverica


consigliabile cominciare l'autopsia dalla cavit addominale a meno che non si supponga un
avvelenamento con acido cianidrico o con i
suoi composti, nel qual caso meglio aprire
prima la cavit cranica, d'onde esala nel modo
pi netto il caratteristico odore.
140 In caso di esumazione si porranno in
vasi separati saggi di terra presa subito al
disopra della cassa mortuaria, al disotto e ai
fianchi della cassa stessa, ed il deposito raccolto dal fondo della cassa stessa, assumendo
pure saggi di terra circostante ad 1-2-3 metri,
per controllo.
150 La tavoletta o il piatto, in cui si sezionano gli organi, deve venire accuratamente
lavato dopo che si sezionato ciascuno di
essi, ed ogni organo deve essere riposto appena esaminato nel vaso perch non venga in
contatto con gli altri. Insieme coll'organo si
verser nel vaso il liquido che si trova nel rispettivo piatto incisorio. Gli organi non debbono essere sciacquati in acqua, l'impiego della
quale in tali sezioni dev'essere limitato per
quanto possibile. Prima di introdurli nei vasi
bisogna evitare di ravvolgere gli organi in
pannolini, o carte colorate, o porli su tavolette colorate. Il settore non deve adoperare
sostanze antisettiche di qualsiasi natura durante la necroscopia, e nulla che possa fuorviare il giudizio futuro dei periti chimici. Nel
suggellare e dissuggellare i vasi, se la suggel13

173

lazione fatta con ceralacca, bisogna aver riguardo che non ne cadano pezzi nel flacone.
Di ogni viscere in cui si notano alterazioni
saranno prelevati pezzetti per eventuali esami
microscopici, ed essi si conserveranno in soluzioni di formalina.

Infanticidio.
24. Nella sezione dei

neonati oltre alle

norme generali suindicate si deve rivolger l'attenzione ai seguenti punti:


Si debbono anzitutto rilevare quei caratteri
che ci danno indizi sulla maturit o sul grado
di sviluppo del neonato, e precisamente: lunghezza e peso, caratteri della cute (pelurie,
vernice caseosa) e del cordone ombelicale e
luogo di impianto di questo, lunghezza dei
capelli, ampiezza delle fontanelle, grande circonferenza orizzontale e diametri longitudinale
trasverso e obliquo del capo; caratteri degli
occhi (membrana pupillare), delle cartilagini
del naso e delle orecchie, ossificazione dei setti
interalveolari, lunghezza e aspetto delle unghie; diametro trasverso delle spalle e delle
anche; nei maschi l'aspetto dello scroto e la
sede dei testicoli; nelle femmine l'aspetto degli organi genitali esterni.
Finalmente si guarda se nell'epifisi inferiore
del femore esiste un nucleo osseo e di che dimensioni; per metterlo'in evidenza basta aprire
la articolazione del ginocchio con un taglio

174

trasverso che decorra sotto alla rotula, dopo


aver piegato flettendo fortemente la gamba
sulla coscia; poi si isola la rotula dissecandola con tagli laterali, e la si sposta verso
l'alto. Allora si eseguiscono sottili sezioni della
cartilagine perpendicolarmente all'asse del femore, procedendo dalla superficie articolare
verso la diafisi sino a che si arriva a questa;
si misura in millimetri il massimo diametro
del nucleo osseo che s'incontra.
Specialmente nei casi di feti immaturi si
ricercher la presenza dei nuclei ossei in altre ossa del corpo (sterno, astragalo, calcagno, ecc.).

caratteri esterni che


indicano la durata della vita; cio la presenza
di tumore di parto, di vernice caseosa, di
macchie di sangue, lo stato del cordone omSi ricercheranno poi i

belicale (mummificazione, linea di demarcazione


e grado di distacco nel punto d'impianto,
piaga ombelicale, ecc ), la presenza di meconio
(si esamina macro o microscopicamente il contenuto intestinale che si ottiene premendo in-

torno all'ano).
25. Per accertare la respirazione si proceder nel modo seguente:
Si pratica l'incisione della cute e del sottocutaneo del mento fino a raggiungere quasi
l'ombelico: di qui con due tagli laterali all'ombelico e divergenti verso il basso e l'esterno
si raggiunge l'osso pubico. Poi aperta la cavit
addominale rovesciando in basso il lenito che,

175

comprende Pombellico, si determina l'altezza


del diaframma rispetto alle costole. Si far
poi l'esame delle arterie e della vena ombelicale nel loro decorso intraaddominale per l'accertamento dei caratteri di neonascita, e per
rilevare eventuali processi patologici.
In seguito si prepara la trachea senza aprire
la cavit toracica e la si recide fra una doppia
legatura al disopra dello sterno.
Aperta dopo ci la cavit toracica si rileva
prima d'ogni altro fatto il colore dei polmoni,
quindi la loro espansione e la posizione specialmente in rapporto col pericardio.
Si estrae il moncone inferiore della trachea
insieme con tutti gli organi del torace dopo
aver reciso l'esofago fra due legature in vicinanza del cardias e si esamina l'aspetto esterno
dei polmoni con particolare attenzione alla
presenza di alveoli dilatati alla superficie polmonare.
Aperta l'arteria polmonare ed, ove occorra,
l'aorta dalla sua superficie posteriore, si esplora
se il dotto arterioso pervio; poi si separa il
cuore e lo si esamina col solito metodo cercando inoltre se il foro di Botallo pervio e
quale la sua larghezza. Indi separata ed esaminata la glandola timo si immergono i polmoni in un vaso d'acqua pura, fredda, e si
osserva se galleggiano.
Si aprono allora la parte inferiore della trachea e le sue diramazioni e se ne esplora l'interno.

176

Nei due polmoni si eseguiscono tagli ponendo


mente se essi al taglio crepitano; si rilevano
la quantit e l'aspetto del sangue e del liquido
che sotto una leggera compressione esce dalla
superficie di sezione, e tutti gli altri caratteri
del tessuto polmonare, come in ogni sezione

ordinaria ( 18).
I polmoni si debbono incidere e leggermente
comprimere anche sotto acqua per vedere se
se ne svolgono bollicine gassose.
Ambidue i polmoni si tagliano prima nei
loro lobi, poi si riducono in minuti frammenti
e di tutti si provano se galleggiano tenendo
conto della parte di polmone, a cui appartenevano.
Gli organi del collo debbono essere asportati
dal cadavere nel descritto modo ( 18) ed esaminati; devono essere particolarmente incise
la faringe e la laringe per verificare meglio in
che condizioni si trovano.
Ove si possa sospettare che i polmoni non
contengano aria perch le cavit aeree polmonari sono occupate da sostanze estranee abnormi (muco, vernice caseosa, ecc.), bisogna
sottoporne il contenuto ad esame microscopico.
Quando la docimasia polmonare idrostatica
d un risultato negativo o dubbio si prelevino
parti del polmone per la docimasia istologica
e le si associi la docimasia intestinale: per eseguirla si recider il duodeno prima di estrarre
lo stomaco, nella sua porzione superiore fra

177
una duplice legatura. Si prova se lo stomaco
cos estratto galleggia. Altrettanto si fa con
l'intestino tenue che si lega al disotto del
crasso e si estrae nel solito modo: poi lo si

immerge nell'acqua per vedere quali parti di


esso galleggino e quali affondino.
In seguito lo stomaco e l'intestino si apriranno e si descriveranno secondo le norme di
tecnica generale.
Per praticare l'esame della cavit cranica
si distaccher prima il cuoio capelluto risparmiando il periostio, poi si distaccher accuratamente il periostio stesso, e si esplorer
lo stato e la reciproca mobilit delle ossa craniche. In seguito si incider dal difuori il seno
longitudinale superiore, si apriranno le suture
tenendosi rasente al margine osseo, si divaricheranno le ossa, si esplorer l'interno della
cavit cranica ed infine si taglieranno le pareti ossee del cranio con robuste forbici lungo
la massima circonferenza cranica.
Per la ricerca della causa di morte si proceder nella sezione e nello esame degli organi colle stesse norme esposte nella tecnica
generale, tenuto conto delle modificazioni so-

pra enumerate.
Aborto.

In caso di aborto, oltre alla ricerca dei


caratteri che valgano a determinare l'et del
26.

feto (lunghezza, peso, diametri, nuclei di ossificazione, ecc.), si ricercher la presenza even-

ir A scarelli.

- i78

tuale di lesioni sul corpo stesso del feto, nonch i segni di processi morbosi ereditari (sifilide). (Vedi pure

22).

Il perito nei casi di infanticidio o di aborto

descriver ove ne sia in possesso, gli annessi


fetali.
Relazione peritale.

La relazione peritale di un'autopsia


consta di tre parti: nella prima si descrivono
esattamente i dati di osservazione raccolti nell'esame delle parti esterne e interne, e si espongono i reperti notati : nella seconda si formula
la diagnosi anatomica delle alterazioni riscontrate; nella terza si risponde con la diagnosi
medico-legale della causa di morte in relazione
ai quesiti proposti ed in rapporto ai dati di
fatto raccolti ed alle informazioni attinte o
avute dal magistrato.
Il reperto cadaverico dev'essere esposto dal
perito in manira concisa, esatta e intelligibile
anche ai profani, evitando perci nella nomenclatura e nella descrizione d'ogni reperto, per
quanto possibile senza nuocere alla chiarezza,
espressioni troppo ricercate od esclusivamente
27.

tecniche.
Le singole lesioni o i gruppi di lesioni identiche saranno distinti con lettere o cifre, che
serviranno per i necessari richiami,
A margine del foglio si noter l'organo di
cui si riporta l'esame ; le denominazioni : esame
esterno, esame interno cavit cranica, tor-

179
cica, addominale serviranno d'intestazione ai

capitoli diversi.
I vari reperti debbono essere riferiti nella
prima parte della relazione come fatti realmente ed obbiettivamente osservati limitando,
per quanto possibile, le espressioni interpretative (iperemia, anemia, infiammazione normale, ecc.).

I periti eviteranno una minuziosit

ecces-

siva nell'esposizione dei reperti pur procurando


di essere completi e precisi specialmente per
quelli pi importanti.
II giudizio peritale, ove possibile, dovr
essere fondato sopra a dati oggettivi sicuri, e
non solo sopra a presunzioni o probabilit.
Le presenti norme di tecnica si dovranno seguire come guida generica e razionale, dalla
quale secondo le particolarit e le esigenze
dei singoli casi sar lecito ed anzi opportuno
deviare, dando per ragione delle varianti seguite nella relazione d'autopsia.

Misura e peso degli organi.


liquido pericardico

Uomo

Donna

cm. 8-9
Q_Ia
9 io
.

em. 8-8,5

io ce.

lunghezza
|
Volume (il pugno destro rarehezza
^argnezza
del cadavere)
t

Spessore

3-4,5

Circonferenza (base dei ventricoli)


Peso (aumenta con

r^uore

Spessore delle pareti

et)

Ventricolo sinistro
\{ Ventricolo
, destro
_
,
.
T

Tricuspide

Orifici

Polmonare
Mitrale.
Aorta

Circonferenza dell'aorta.

Arco

.
_
L
\ Discendente

a8_0
9

3-3,5

cm. 2,5
280

Media

>
.

cm.

300 gr.
1

250

cm.

o, 4

1,5
o, 5

Uomo

Donna

cm.

cm. io

12

gr.

>

6,6

>

11

6,4

cm. 4 cm. 6
>

4,5

Segue Misura e peso degli organi.


Polmoni

.-.

Peso

Esofago
Stomaco
Tubo digerente

Intestino tenue

grosso
Appendice

sali-

dandole
vari

Pancreas

....

Destro
Sinistro
.

450-600-700 gr.
390-580 *

J
I

Neonato

Sottomasceilare
Sottolinguale

Peso

1400 1500 gr. (Neonato 118

larghezza

cm. 30

Peso

30 gr.
g

Altezza

lunghezza

Peso

90 gr.

lunghezza

cm. 2, 3

19

cm. 9, o

>

>

Altezza

gr.

cm. 4-8

Parotide

58

lunghezza cm. 25-cm. 28


Margine superiore > 9- > io
lunghezza
6-8 m.
m. 1,40-1,70

Fegato
Cistifellea

(
{

gr.)

Segue Misura e peso degli organi.

Dimensionicm.
Peso150-200
8

Peso
Reni

Prostata
Testicolo

Destro
Sinistro
.

'\
1

ti
5

(Strato corticale cm. 1-0,5)

Peso20-24
....
Altezzacui.
Peso40
. .

20 gr.

gr.
Nullipare

Utero

Ovaio

Larghezza

| Peso

gr.)

150

Peso

gr. (Neonato

160 gr. (Neonato 20 gr.)

cm.

Lunghezza
Larghezza
Spessore

X Ia X 4

| Bambina
Adulta

Menopausa

3,8
gr.

Plurpare
cm. 6,8

60 gr.

gr.

6-8

4,3

(Media 7 gr.)

Segue Misura e peso degli organi.


Tiroide.

Pituitaria

Peso

25-30 gr.

Peso

o, 50 gr.

A 9 anni
A 14

to-20 gr.

Timo

Surrenali.

. . .

Adulto

Lunghezza
Larghezza
S
. pessore. .
Peso

Encefalo

. .

|
1

Peso

3
3

cm.
*

*-5
2,25-3,5

6-7 gr.
(

Uomo

Donna

1100-1200 gr. \

990-1090

; Ogni emisfero 400

...

gr.

cm. 44

Lunghezza
midollo.

Rigonfiamento cervicale
Regione dorsale
Diametro
\ Pjgonnainento lombare
Peso totale (non compresi i nervi)

cm. o, g-crn r. 4

. .

&

>

o,S- t
0, 030 gr.

r, 2

LE LESIONI PERSONALI
E I DIVERSI GENERI DI MORTE
VIOLENTA.
Le armi Ferite d'arma contundente - da
taglio - da punta - da punta e taglio Morte
freddo
caldo
per
per

- per elettri-

cit - per inanizione - per precipitazione per investimento Lesioni vitali e postmortali Premorienza Le conseguenze
delle lesioni personali Suicidio, omicidio,
accidente Le concause Esclusione di
altre cause di morte.

La legislazione traumatologica forense


dettata, per il capitolo che ci accingiamo a
svolgere dall'art. 327, dall'art. 364 all'art. 374,
dall'art. 155 e dall'art. 470 (armi) del C. P.
Il legislatore per graduare la penalit delle
diverse lesioni partito da alcuni principi, e
specialmente dal concetto: dell'arma adoperata,
(art. 155, 365, 366, 470); dell'intenzione dell'autore del reato (art. 364, 366); della persona-

186

lit della vittima (art. 365, 366); del danno


materiale provocato (art. 367, 368 e seg.J.
Non vogliamo qui discutere se tali concetti
siano pi o meno giusti e scientifici, dovendo
noi, per la ristrettezza dello spazio concessoci,
bandire ogni dissertazione critica di psicologia
criminale. Questi concetti, che sono del resto
i predominanti in quasi tutte le legislazioni, si
trovano per in molti punti in contrasto, con
i nuovi e sani criteri della scuola positiva.
Questa infatti, tende a sostituire nella pena,
al concetto del danno provocato il concetto
della temibilit del delinquente, e al reato il reo.
Dei principi fondamentali da noi sopra enunciati, alcuni debbono essere stabiliti dal magistrato, come quelli per es. che si riferiscono
all'intenzione dell'autore del reato, (premeditazione, brutale malvagit, intenzione di ferire o
di uccidere, ecc.) e all'accertamento della personalit della vittima (coniuge, fratello, padre,
figlio, oppure membro del Parlamento, pubblico
ufficiale, ecc.); altri dal medico legale e dal
giudice; altri infine dal solo medico legale il
quale deve descrivere e precisare per quanto
possibile, la natura dello strumento (a questo
risalendo o dal meccanismo o dalla forma delle
lesioni); il danno provocato (gravit della lesione, pericolo di vita, sfregio, deturpazione,
ecc.) e deve anche giudicare se alla gravit
della lesione o eventualmente alla morte, abbiano contribuito oltre la lesione di per s,
anche cause preesistenti o sopravvenute.

i87

Le anni.

parola arma va considerata secondo un


concetto molto vasto, comprendendovi cio
non solo le armi propriamente dette, ma anche tutti gli oggetti atti a contundere e a ferire i nostri tessuti.
I,e armi, giuridicamente, si distinguono in
armi proprie ed improprie. I<e prime sono
quelle che per la loro essenza si manifestano
particolarmente adatte a ferire, e tra queste
sono comprese quelle che il Codice qualifica
armi insidiose, e che costituiscono un' aggravante del reato (stili e stiletti, pugnali, coltelli acuminati a manico fisso, armi da sparo
con canna inferiore a 171 millim., armi bianche o da sparo chiuse in bastoni, ecc., (art. 450
C. P.). I,e armi improprie sono costituite da
quegli oggetti che comunemente servono ad
altri usi o scopi, ma che per la materia di cui
sono composti, si rendono capaci di recar offesa
all'altrui persona (p. es. un bicchiere, un calamaio, ecc., ecc.).
Secondo l'arma adoperata, vengono prodotte
lesioni diverse; contusioni, ferite da taglio, da
punta, d'arma da fuoco, ecc. ; molte volte per
una stessa arma agisce con meccanismo duplice, e abbiamo cosi armi da punta e taglio;
armi contundenti e laceranti, ecc.
Iva

188

Determinaziouc dello strumento feritore.


Ferite d'armi contundenti.
a) Contusioni: Agiscono per mezzo della
pressione e provocano lesioni senza scontinuit
dei tessuti; cio provocano la contusione. Secondo l'estensione e la superfcie dell'arma, la
resistenza della regione colpita, e la forza del
colpo, la contusione pu essere di: i grado,

caratterizzata da un emorragia di poca importanza tra le maglie del connettivo (ecchimosi);di


2 grado, caratterizzata da emorragia pi grave
con rottura di endoteli vasali ed anche di fibre
connettivali, di modo che il sangue fuoriuscito si mescola ai frammenti delle fibre connettivali e degli altri elementi maltrattati e
distrutti formando un ecchimoma; di 30 grado
quando ,si ha lo spappolamento dei tessuti
molli in massa, dei vasi sanguigni, del connettivo, in modo tale che i tessuti non possono pi riprendere la loro vitalit.
La contusione propriamente detta in vero
caratterizzata dall'ecchimosi e dall'ecchimoma
(che in fondo una forte ecchimosi), perch
la contusione di 30 grado, di rado va disgiunta
da discontinuit dei tessuti assumendo cosi
l'aspetto di ferita contusa.
L'ecchimosi importantissimo segno in Medicina Legale; specie per la sua sintomatica
evoluzione cio per il cambiamento di colore
e per il cambiamento di posizione.

Cambiamento di colore. L'ecchimosi dapprima di color rosso fosco (quasi bronzeo) al


2 o al 3 giorno divien nerastra, poi turchina
dal 5 al 6 giorno, quindi verdastra dal 70 al 120,
infine gialla dal 150 al 200. La parte centrale

dell'ecchimosi rimane sempre pi colorata. Un


ecchimosi dura in media tre settimane.
Nei bimbi; le ecchimosi scompaiono pi rapidamente, nei vecchi e nei cachettici durano
di pi. Questi cambiamenti di colorito sono
dovuti al trasformarsi dell'emoglobina dei
globuli rossi stravasati, in ematina ed ema-

toidina.
La rapidit con la quale un'ecchimosi cambia
di colore dipende dalla profondit della lesione ;
dalla vastit del versamento, dalla regione
colpita.
Cambiamento di posizione. Avvenuto il
trauma contusivo e la conseguente emorragia,
per legge di gravit, il sangue stravasato
tende a portarsi nei punti pi declivi; ma in
questo suo decorso, pu incontrare inserzioni
di fasce e di aponevrosi che la facciano deviare. Da questi fattori dipende il cambiamento
di posizione delle ecchimosi, in modo che esse
non corrispondono spesso al luogo preciso su
cui il trauma ha agito.
Nelle ecchimosi si deve anche por mente
alla lor maggior o minor diffusibilit ed estensione, dipendente dalla natura del tessuto, lasso
(come scroto, palpebre, ecc.) o molto compatto.

igo

Spesso si possono avere delle forti contusioni, senza ecchimosi cutanea, o questa si appalesa molto tardivamente, perch i vasi cutanei hanno resistito all'azione traumatizzante
per l'elasticit del tessuto, mentre non vi hanno
resistito i tessuti profondi. Ci si osserva molto
frequentemente, e non raro il caso di vedere

individui caduti o precipitati da grandi altezze


che non presentano nemmeno la pi piccola
contusione esterna, e nei quali invece all'autopsia si riscontrano lesioni gravissime, sino a
rotture multiple dei visceri.
Nella sintomatologia dell'ecchimosi ricordiamo anche il dolore, e quel che pi interessa il
medico legale, la non rara concomitanza di disturbi generali (diminuzione e abolizione di
sensibilit e di motilit per alterazioni di terminazioni nervose, sincope, vomiti, ecc., fino
allo shock anche rapidamente mortale).
Tutto ci non sempre in rapporto con la
gravit della contusione; talora p. es. lo shock
sopravvenne anche in seguito a traumi contusivi lievi, specie se il trauma colpi regioni
di elezione per lo shock, come il laringe, l'epigastrio, i genitali.
Forma dell' ecchimosi e del corpo contundente.
Tal rapporto difficile a riscontrarsi; spesso
le contusioni sono rotonde o quasi, in rapporto alla configurazione generale del corpo,
e all'azione degli strumenti contundenti che non
lo colpirono che tangenzialmente. Talora per
si pu risalire dalla forma dell'ecchimosi al

IQI

corpo che l'ha prodotto; cos p. es. lasciano


impronte caratteristiche le ruote d'una vettura,
e pi che altro i colpi di frusta e di verghe, i colpi
di corda a nodi, gli schiaffi, le forti pressioni con
le mani, al collo o in altre parti del corpo (nel
qual caso si veggono le ecchimosi prodotte
dalle 4 dita l'una ravvicinata all'altra, con una
5a di fronte prodotta dal pollice).
b) Ferite contuse: Sono prodotte dalle stesse
cause delle contusioni, cui si aggiunge la soluzione di continuit della cute data dal
corpo vulnerante che ne ha vinto l'indice di

elasticit.
Le ferite contuse o lacero-contuse sono caratterizzate da margini irregolari, ed ecchimotici, talora scollati.
Si ponga mente che talora anche nelle ferite
da corpo contundente, i margini della soluzione di continuo sono cos netti da mentire
le ferite da taglio, ci si osserva p. es. molto
spesso nel cuoio capelluto. Del resto l'aspetto
della ferita contusa varia secondo l'intensit
del trauma e l'importanza della regione colpita, la direzione del colpo, e l'istrumento feritore. L'esame della ferita non sempre rileva
il corpo traumatizzante.
Le ferite contuse vanno dalle graffiature
alle escoriazioni e ai morsi, sino alle pi gravi
ferite della cute e dei tegumenti sottostanti.
Sono specialmente importanti per la Medicina legale le escoriazioni (e tra queste le unghiate) e i morsi.

192

colpi di unghia assumono, per lo pi,

aspetto curvilineo, e l'escoriazione, sul vivo,


presto si ricopre di una crosticina; sul cadavere invece la piccola soluzione di continuo
sprovvista di epidermide si dissecca, prende
una colorazione giallastra e diviene pergamenacea. Se si esamina la regione vicina, dalla
parte concava dell'escoriazione si riscontra
spesso a circa un centimetro di distanza una
lieve suffusione sanguigna prodotta dalla pressione del dito la cui unghia ha causato l'erosione. E ci come ben si comprende ha grande
importanza diagnostica.
Quando la mano che graffia animata da
rapido movimento parallelo alla pelle, si produce un'escoriazione lunga e stretta; quando
esercita contemporaneamente una certa pressione l'escoriazione piuttosto larga. Le escoriazioni sul lato interno delle coscie, sul collo,
sul viso, sulle mani, hanno speciale importanza; le prime per i reati contro il buon costume, le altre, sia per lo strozzamento, che
per risalire ad una eventuale colluttazione.
Caratteristiche sono le escoriazioni prodotte
da morsi, per la forma che assumono, per la
loro molteplicit e perch contornano una zona
pi o meno contusa ed ecchimotica.
Si pu anche risalire dalla diversit dell'impronta da morso, a distinguere il morso dato
da un uomo, da quello provocato da un animale, e di questo si pu anche in alcuni casi
distinguere la specie.

193

e) Ferite da strappamento. Sono ferite contuse, in cui la lesione cagionata da violenta


trazione e torsione. Quantunque il meccanismo
sia diverso da quello delle ferite contuse, pure
le lesioni finali sono, sebbene per lo pi molto
gravi, dello stesso genere. Nelle ferite di strappamento, i tessuti vengono scontinuati, perch
per stiramento vien vinta la loro coesione, e
quindi siccome i diversi tessuti oppongono una
diversa resistenza di coesione allo strappamento, cos spesso in tali traumi la separazione di continuit dei tessuti avviene pi o
meno profondamente e lontana dal punto di
applicazione della forza. La cute, per esempio,
cede moltissimo, ed anche pi i tendini, poco
i muscoli, quasi nulla le ossa. Cosi in una ferita
da strappamento del pollice, si pu vedere
dalla superficie lesa, fuoriuscire il tendine del
flessor proprio del pollice per una lunghezza

anche di molti centimetri.


Le ferite da strappamento, sono a superficie
molto irregolare, poco sanguinante, e dalla superficie di sezione fanno sporgenza brandelli di
tessuti diversi. Esse sono espressione di un
trauma di grande intensit e molto spesso sono
dovuti a disgrazie da macchine industriali.
Omicidio, suicidio, accidente (Vedi pag. 262).

13

A scarelli.

194

Ferite d'armi da taglio.

Tali strumenti (il cui prototipo il rasoio)


agiscono per il duplice meccanismo di pressione e strisciamento ; questo secondo predominante sul primo.
I sintomi principali sono dati dal : dolore
che prodotto dalla scontinuit dei filetti
nervosi sensitivi della parte lesa, e che diverso secondo la regione colpita, la sensibilit
individuale e le condizioni che si accompagnano al momento del ferimento (stato di ubbriachezza. per esempio) ; dall'emorragia data
dalla scontinuit dei vasi nel campo della ferita,
ed in rapporto con l'estensione della ferita,
colla natura del tessuto leso, con la maggior
o minor vicinanza della parte lesa al centro
circolatorio; dal divaricamento dei margini,
dato dall'interruzione dei legami elastici e contrattili delle parti tagliate, diverso quindi secondo la profondit del taglio e il tono di elasticit dei tessuti, in modo che tali ferite assumono spesso una forma ad imbuto, perch
l'ampiezza della soluzione di continuo della
pelle (di notevolissima elasticit), va man mano
degradando nel sottocutaneo, nei muscoli superficiali, in quelli pi profondi, e nelle ossa.
Inoltre le ferite da taglio sono pi lunghe
che profonde, hanno direzione spesso trasversale all'asse del corpo o degli arti, margini
netti poco o nulla contusi, angoli acuti.

195
Alcuni altri caratteri poi, importantissimi a
conoscersi dal medico legale, servono a diagnosticare la direzione del colpo. Per esempio : nelle

ferite inferte perpendicolarmente, i bordi sono


simmetrici; in quelle oblique o inferte con
strisciamento dello strumento sul tessuto, l'angolo iniziale pi accentuato e il terminale si
prolunga e si affina a guisa di coda, in modo
che la fine del taglio non interesssa che la cute
(la cos detta codetta delle ferite da taglio);
in quelle molto oblique si formano poi dei
lembi pi o meno vasti, e talora l'istrumento
che colpisce quasi tangenzialmente pu asportare delle parti di tessuto, dando lesioni con
perdita di sostanza.
Altri caratteri possono dipendere dalla forma
dell'istrumento, perch una lama, per esempio,
non affilata, anzi dentellata, dar una lesione
con margini non netti, irregolari, dentellati ;
dalla regione colpita, perch in una regione
con pliche cutanee u sol colpo pu produrre
pi tagli e ingannare cos il perito che pu
diagnosticare pi colpi, cosa che specialmente frequente nella regione del collo, della
piega del gomito, ecc. Nelle ferite del collo,
inferte a testa flessa allorch la cute ripiegata, il tagliente pu ledere la pelle pi volte
nel medesimo tempo, formando delle ferite
multiple, spesso a forma di Z.
Omicidio, suicidio, accidente (Vedi pag. 263).

196

Ferite d'armi da punta.


Gli strumenti da punta agiscono penetrando
fra i tessuti per pressione e divaricazione degli
elementi istologici che si trovano lungo la

traiettoria dell'istrumento acuminato. Tipi di


strumenti da punta sono lo spiedo e il punteruolo. Tali ferite sono caratterizzate da poco

dolore, poca emorragia, scarsissimo e quasi


nullo divaricamento dei margini ; grande profondit e frequente penetrazione nelle cavit;

penetrazione anche frequente di corpi estranei


che ristrumento trova sugli abiti e sulla cute
nella sua traiettoria, e che spinge innanzi a s.
Tali istrumenti, se cilindrici (aghi, punteruoli,
ecc.), determinano piccole feritine allungate, a
bordi eguali e ravvicinati, con angoli acuti; se
a spigoli (compassi, fioretti, baionette, tridenti,
forbici), danno impronte pi irregolari, e anche
assumono aspetto triangolare, a margini irregolari.

Talora tali strumenti producono con un sol


colpo pi ferite in regioni diverse (perforano,
per esempio un braccio da parte a parte e poi
il torace), producono cio ferite trasfosse, nelle
quali difficilissimo determinare l'orifizio di
entrata e di uscita.
Pi ferite possono anche con un sol colpo
determinarsi in quelle regioni ricche di pliche cutanee come accade nelle ferite da taglio.
Talora, se il colpo stato inferto tangen-

197

zialmente, si pu avere una ferita lunga, superficiale, a doccia.


La diagnosi differenziale anche difficile con
le ferite che si formano dal di dentro al di
fuori nei casi di caduta e fratture ossee esposte,
specialmente delle costole.
La gravit di queste ferite dipende naturalmente dalla natura degli organi lesi (vasi,
nervi, ecc.), dal volume dello strumento, dalla
profondit delle ferite.
Omicidio, suicidio, accidente (Vedi pag. 265).

Ferite d'armi da punta e taglio.

I comuni coltelli, i pugnali, ecc., sono armi

da punta e taglio, e sono dal punto di vista


medico-legale le armi pi importanti, perch
pi frequenti sono le ferite che esse determinano.
Tali ferite avranno predominanti i caratteri
delle ferite da punta o di quelle da taglio,
secondoch l'arma ha agito di pi col meccanismo della penetrazione o di pi con quello
della pressione e strisciamento.
Dall'esame delle ferite, talora si possono ricavare preziosi dati sulla forma dell'istrumento
feritore; cosi, per esempio una ferita ad angoli
disuguali, l'uno meno acuto dell'altro, far (con
maggior o minor probabilit) diagnosticare un
istrumento a lama mono tagliente, o per lo
meno bitagliente solo nell'estremit; mentre il

198

rinvenire gli angoli ugualmente acuti (e ci oltre


che sulla cute, anche sui muscoli), parler per
un'arma bitagliente (per esempio pugnale).
In tali ferite molto difficile stabilire la
lunghezza della lama; poich la lama penenetrando nei tessuti, li comprime in una misura che molto difficile precisare.
Se, per esempio, si riscontra una ferita profonda 8 centimetri, il perito potr dire che la
lama penetrata per lo meno per 8 centimetri,
ma ci non vuol dire che essa debba essere
lunga per lo meno 8 cm., poich potrebbe anche
essere minore. Cos ben difficile anche precisare la larghezza della lama dalla larghezza
delle ferite, questa potendo dipendere dall'obliquit con cui il colpo stato inferto;
dall'aver il coltello ampliata la ferita fuoriuscendo dalla lesione gi praticata; dalla maggior o minore elasticit dei tessuti.
Un criterio abbastanza esatto, sulle dimensioni della lama, lo danno solo le ferite ossee,
e spesso le rotture che si riscontrano sugli
abiti del ferito o dell'ucciso.
Il perito potr per sempre dire, allorch
un'arma gli presentata, se questa era, oppure no, adatta a procurare il genere e la forma
della lesione riscontrata.
Anche nelle ferite da punta e taglio, si possono avere ferite trasfosse, multiple, come pi
sopra detto.

igg

Ferite d'armi da fuoco.


Le ferite d'arma da fuoco non sono che ferite contuse, le quali sia per la particolarit
dello strumento feritore che per il meccanismo di azione, si mantengono nella maggior
parte dei casi nettamente distinte dalle ferite

contuse.

I caratteri speciali

che presentano le ferite

d'arma da fuoco dipendono da due principali


coefficienti : dalla forza viva del proiettile (forza
che in rapporto alla velocit, alla massa
del proiettile, ecc.); e dalla resistenza del tessuto colpito, diversa, secondo l'indice di elasticit del tessuto stesso.
Quindi il modo di agire dei proiettili in
rapporto con la perfezione dell'arma, con la
potenza della carica, con la forma pi o meno
allungata del proiettile, con l rigatura e col
calibro della canna, e con la sostanza con cui
il proiettile composto (di piombo, di piombo
compresso con antimonio, con camicia di rame,
di acciaio, di nikel, ecc ). in rapporto altres coll'azione della colonna d'aria spinta
avanti dal proiettile e con la pressione idrostatica, per cui i liquidi interstiziali dei tessuti
attraversati dal proiettile o racchiusi in cavit
naturali, rappresentando una raccolta fluida
non compressibile, sotto l'azione del proiettile
agiscono per conto proprio,come corpo esplodente, determinando lacerazioni pi o meno

, 20O

estese (ci molto importante per i crani, epifisi, ossa lunghe ecc.).Il perito inoltre'deve tener
conto del momento in cui il proiettile colpisce
nella sua traiettoria, poich la forza viva del
proiettile fermato nella sua corsa, da forza di
traslazione si muta in forza di penetrazione
e in parte in calore. (Si calcola che un proiettile animato da una velocit di 400 metri al
secondo, sviluppi 400 calorie).
Caratteri delle ferite d'arma da fuoco. Premesse queste poche nozioni di balistica, consideriamo i caratteri delle lesioni che si producono
per effetto delle armi da fuoco, e specie di quelle
cos dette civili (rivoltelle, pistole, fucili da
caccia) che cadono pi frequentemente sotto
l'osservazione del medico legale. Nelle ferite
d'arma da fuoco, bisogna distinguere :
A Lesioni senza ferite della cute, quando
il proiettile non riesce a vincere l'elasticit
della cute, pur riuscendo a vincere talora quella
del sottocutaneo od anche dei muscoli e dei
visceri interni. Ci avviene in colpi esplosi a
molta distanza, o con carica insufficiente, o
perch accidentalmente il proiettile ha incontrato un corpo resistente (bottoni, cinghie, ecc.).
La lesione esterna non differisce dalla semplice
contusione e non si vede che una chiazza ecchimotica pi o meno grande e circolare. Se
la palla morta ha portato lesioni profonde,
e si ha rottura sottocutanea di muscoli o di
un viscere, i sintomi saranno quelli noti dalla
patologia chirurgica.

La diagnosi talora difficilissima, e data


pi che altro dalla forma e dalla grandezza della
contusione. Talora non serve nemmeno l'esame
degli indumenti, che possono non mostrare alcuna rottura.
Lesioni, superficiali, anche senza ferite della
cute, si hanno anche qualora i proiettili colpiscano tangenzialmente (di striscio) i nostri tessuti.
In tali casi si formano delle ecchimosi a
forma allungata.
B Lesioni a fondo cieco.

Si hanno quando la forza viva del proiettile tale da vincere l'elasticit della cute, ma
non tale da ledere tutti i tessuti sottoposti e
la superficie cutanea opposta al punto colpito,
tenendo ben inteso conto della direzione in cui
il colpo fu tirato.
In tali lesioni si deve studiare il forame d'ingresso e il tragitto.

Ferite complete.
In cui si deve considerare il forame d'ingresso, il tragitto, il forame d'uscita.
Forami d'ingresso : Variano i caratteri di
questo, secondo la distanza dalla quale il colpo
fu esploso, la forza viva del proiettile, l'angolo
d'incidenza che il proiettile fa colpendo la superficie del corpo, il grado di resistenza del tessuto colpito. Nei colpi a breve distanza (i pi
importanti per il perito) si deve considerare :
i) Il forame. Questo si presenta per lo
pi come una perdita di sostanza a stampo,
C

202

pi o meno rotonda, che rispecchia abbastanza


fedelmente il calibro del proiettile. Per la
forma e la grandezza del forame possono molto
variare per le condizioni gi dette. Il foro appare, per esempio, molto pi ampio, quando
l'azione del proiettile si combina a quella dei
gas esplosivi, specie poi se la quantit della
polvere era molto grande (cos nei colpi di
fucile o pistole, si hanno fori pi ampi che
non nei colpi di revolvers). La forma anche
pu variare: da rotonda ad ovalare, pi o
meno allungata, a doccia (secondo l'angolo
d'incidenza), a stellata (specie sulle regioni
nelle quali la cute distesa su superficie ossee
(vedi fig. 13-A-F) ed anche a lembo, con lacerazioni multiple intorno al forame, determinate
dall'esplosione dei gas che si sono insinuati
tra la cute e l'osso. In rari casi la forma dell'orificio lineare quasi come una ferita da
taglio (fig. 14), e ci accade quando il proiettile dotato di media forza viva ed ha forma
conica o forma irregolare con spigoli pi o
meno acuti: infine, specie con i revolvers a
piccolo calibro si possono eccezionalmente
produrre anche lesioni simili a ferite da punta
(Vedi fig. 13 G).

I margini.

Sono spesso introflessi,


e se la regione colpita coperta di peli, anche
questi saranno introflessi, fornendo un carattere differenziale di certezza con il forame di
uscita. L'introflessione dei margini non si ha
quasi mai nelle ferite determinate da armi da
20)

203

guerra per la grande forza viva da cui il proiettile animato. Talora i margini possono anche
essere estroflessi per sporgenza del sottocuta-

Fig.

Diversi aspetti delle ferite


d'arma da fuoco.

13.

neo, o quando al di sotto del punto colpito vi


uno strato osseo, sicch i gas esplosivi espan-

204

dendosi fra cute ed osso spingono la cute all'esterno (frequente ci nei colpi a bruciapelo).
I margini possono inoltre esser netti, frastagliati, ecchimotici, anneriti con i caratteri delle
ustioni di 30 grado, secondo la forza del pro-

iettile, la sostanza
con cui il proiettile
formato (piombo,
piombo con rivestitura metallica
etc.) e la distanza
da cui il colpo fu
esploso.
3) Zona perife-

rica al forame d'ingresso. Vicino al


foro, si osserva una
zona relativamenFig. 14.
te stretta, pi o
meno nerastra, dovuta alla contusione ed abrasione della pelle;
pi perifericamente un'altra zona pi ampia e
annerita, per il tatuaggio che formano i granelli di polvere non completamente combusta,
e ustionata per l'azione della fiamma della plvere : pi perifericamente ancora un'altra zona
nerastra dovuta alla deposizione sulla cute di
granelli di fumo e di polvere, zona che scompare col lavaggio (Vedi fig. 13 D). Queste particolarit sono tanto pi evidenti, per quanto
pi il colpo fu esploso da vicino, e mancano
anzi nei colpi esplosi a distanza. Nei colpi

205

tirati, applicando direttamente la canna dell'arma sulla cute, l'annerimento pu anche

mancare, perch tutta la polvere si scarica


nell'interno della ferita.
Secondo la maggior o minor distanza, vien
dapprima a mancare l'annerimento prodotto
dal fumo della polvere, poi quello dell'ustione
per azione della fiamma, poi il tatuaggio.
Tali fenomeni sono inoltre legati alla potenza
dell'arma; alla qualit della polvere (senza
fumo), all'avere il proiettile attraversato indumenti (in cui si potr trovare traccia delle
ustioni ed anche deposito di granelli di polvere); etc.
Forame d'uscita. Per lo pi si distingue
abbastanza chiaramente da quello di entrata,
mancando in questo, i fatti dovuti alla azione
della fiamma (tatuaggio etc).
Il forame d'uscita, ha per lo pi l'aspetto
di ferita lacera, con margini sfrangiati, irregolari, estroflessi, poco contusi, assumenti spesso
figura a T, a L, a triangolo, a stella, a fessura con calibro superiore a quello di entrata
perch il proiettile, spinge avanti a s, pezzi
di tendine, di muscoli, di aponeurosi. La differenza molto notevole, quando si tratti di un
colpo di fucile a pallini, perch questi, man
mano che si allontanano dalla bocca dell'arma
si espandono. Quando per il proiettile si deforma, o si frammenta, quando il forame di
d'uscita non formato dal proiettile ma da
scheggie ossee che esso spinge innanzi a s,

206

quando trascina seco corpi estranei che poi


lascia durante il tragitto (indumenti, stoppacci, ecc.), quando colpisce obliquamente,
e poi per l'incontro di un'aponeurosi robusta,
o di un osso, perde l'obliquit, allora il forame
d'uscita pu esser anche pi piccolo di quello
di entrata.
Anche gli abiti si presentano pi irregolarmente lacerati dalla parte del foro di uscita
che da quello del foro di entrata,
Il tragitto. La direzione del tragitto varia
secondo la specie dell'arma e degli organi che il
proiettile incontra. Cos, se l'arma ha lanciato
un proiettile di forza impulsiva relativamente
debole, il tragitto sar pi o meno curvo,
perch la resistenza dei tessuti lo fa deviare.
Ci accade specialmente quando il proiettile
colpisce con direzione obliqua.
Se il proiettile colpisce tangenzialmente, si
possono formare dei tragitti a doccia pi o
meno profonda.
All'inizio del tragitto, nei colpi sparati da
vicino, si osserva un annerimento dei tessuti,
che si rende meno manifesto nelle parti profonde.
I caratteri del tragitto sono anche diversi,
come la patologia chirurgica insegna, secondo
la natura del tessuto che il proiettile attraversa; cos nelle aponeurosi spesso non si
osserva che una fenditura.
Nel tragitto si possono ritrovare oltre particelle di vestiti, anche granuli di polvere,

207

pezzi di stoppaccio, ecc. ; e tutto ci molto

importante dal punto di vista medico-legale


perch prova che il colpo fu tirato a brevissima distanza, e perch dall'esame di tali corpi
estranei si possono trarre preziosissimi indizi.
Quesiti medico-legali.

Oltre quanto si detto, nella esposizione


delle ferite d'arma da fuoco, dobbiamo anche
ampiamente trattare qualcuno dei pi importanti e pi frequenti problemi medico-legali che
il magistrato spesso propone al perito.
i). Distanza dalla quale fu sparato il colpo.

Per risalire alla distanza da cui fa sparato un


colpo d'arma da fuoco, bisogna specialmente
valutare esattamente le particolarit che presenta il forame di entrata e le zone periferiche a questo (tatuaggio, deposito di fumo, ecc.).

Dalle ricerche del Tourdes infatti, si rileva


che con un revolver Lefaucheux di min. 9 s
ha deposito di fumo esplodendo l'arnia fino
a cm. 40, e il tatuaggio dovuto ai granelli d
polvere si forma ancora netto a cm. 50. scomparendo a cm. 75.
Il Desfosses, sempre con revolver Lefamcheux di mm. 7, vide il tatuaggio prodursi
sino a cm. 32, e la bruciatura dei peli fino a

208

cm. 18, anche l'Hofmann trov che il tatuaggio si produceva fino a cm. 40.
Il Daake, con una rivoltella del calibro di
mm. 7, trov che l'ustione dei peli si produceva sino ad una distanza di cm. 15, il tatuaggio fino a cm. 75, l'annerimento da polvere fino
a m. 1.50, e con un revolver di mm. 9, l'abbruciacchiamento si produsse anche a cm. io.
Anche il Lombroso, il Crespi e il Tasca fecero esperienze, secondo cui le ferite di revolver
non presentano annerimento altro che quando
sono prodotte a 40, 30, 25 cm. di distanza.
Da mie esperienze, eseguite con rivoltelle
tipo Browning, caricate con cartuccie senza
fumo potei dedurre : che tali rivoltelle producono se esplose a pi di cm. 2 di distanza un
forame netto senza frastagliature, anche se il
proiettile colpisce una regione la quale forma
una piccola cavit, come, p. es., la conca dell'orecchio. Ci denota una vera forza di penetrazione del proiettile stesso.
Se esplose a meno di cm. 2 di distanza,
sempre nell'orecchio, il forame d'entrata mostra '
delle sfrangiature pi o meno estese, ma non
si riproducono lesioni nelle regioni vicine.
Se esplose, invece, mettendo l'arma a livello
dei margini dell'orificio esterno del condotto
uditivo, il forame d'ingresso presenta delle
smagliature pi o meno estese, ed oltre a ci
si producono costantemente delle ferite lacere
nelle regioni vicine; specialmente sul trago,
antitrago, conca.

2og

Queste lesioni sono evidentemente dovute


ai gas esplosivi la cui forza viene accresciuta
dall'aria contenuta nella piccola cavit, la
quale, aumentando potentemente la pressione
nella cavit stessa, produce le lacerazioni accennate.
L'annerimento prodotto dalla polvere, e il
tatuaggio, si osservano nei colpi esplosi fino
a cm. 15-25 di distanza nei quali si hanno
punticini tatuati per un raggio di circa 7-8
centimetri. Il massimo di estensione si ha
per a cm. 8 di distanza; dopo, l'estensione
della zona affumicata e tatuata diminuisce
gradatamente, per farsi sempre pi intensa e
pi circoscritta nei colpi sparati a distanza
minore.
Il massimo d'intensit della zona tatuata si
ha nei colpi esplosi a meno di due centimetri.
Con queste mie ricerche coincidono quelle
del Franckel eseguite anche con pistola Browning.

I granuli di polvere non combusti formano

una rosa tanto pi estesa per quanto maggiore la distanza da cui il colpo fu esploso.
L'abbruciacchiamento dei peli non si osserva
che nei colpi esplosi a meno di cm. 8.
Nello sparare pistole Browning, si pu avere
annerimento delle dita, per questo non costante. Quando lo si avvera sempre molto
lieve e facilmente scompare. Esso non si produce che eccezionalmente sparando ad una
certa distanza.
14

Ascarelli.

Nelle pistole tipo Browning, i bossoli cadono a distanza variabile da un minimo di


m. 0.50 fino ad un massimo di m. 2.50.
Preziosi indizi si potranno trarre anche dall'esame chimico e spettroscopico del sangue
dei tessuti periferici al forame, che potranno
contenere ossido di carbonio, per i gas che

hanno infiltrato la zona periferica dell'orificio


di entrata.
L'ossido di carbonio, la cui presenza d un
criterio differenziale sicuro tra forame di entrata e di uscita, si riscontra solo nei colpi
sparati a bruciapelo.
Si potr inoltre eseguire anche l'esame microscopico dei tessuti vicini al forame, ricercando sulla pelle o sui peli le traccie dell'abbrucimento (capelli coperti di particelle di
carbone le quali si presentano come granelli
neri amorfi esaminando il pelo in glicerina o il
frammento di tessuto, dilacerato con gli aghi
in una goccia di acqua).
Microscopicamente si riconosce l'abbruciamento e la presenza di granuli di polvere nei
colpi sparati sino alla distanza di 50-60 cenmetri.
Nei colpi a pallini, se il colpo fu esploso
molto da vicino, non oltre i 35 centimetri, i
diversi pallini formano come un proiettile
unico, determinando un orificio molto ampio;
ma a distanza maggiore, ciascun pallino segue
un tragitto isolato, e si ha un numero vario
di ferite ravvicinate l'una all'altra.

211

Ogni pallino produce quasi un'incisione come


una puntura con ecchimosi.
Negli indumenti, i caratteri di ustione non
si producono al di l dei 25-30 centimetri di

distanza.
Ogni qualvolta per il perito debba precisare la distanza cui fu esploso un colpo d'arma
da fuoco, necessario che risolva il quesito sperimentalmente servendosi possibilmente della
medesima arma che fu adoperata dal delinquente .
Potr in tal modo riuscire a determinare
con grande esattezza la distanza cercata. Infatti dalle esperienze del Poix si deduce che
la distanza alla quale il colpo stato sparato
pu essere determinata per i revolver di calibro superiore ai mm. 9, fino alla distanza
massima di cm. 80, per quelli di calibro di
mm. 7-5, fino alla distanza di cm. 45.
2). Direzione del colpo.

Per determinare pi o meno esattamente


la direzione del colpo non si hanno che due
elementi: la distribuzione e la forma che assnmono i granuli di polvere, perifericamente
al forame, e la direzione del tragitto.
La forma infatti pi o meno rotonda del
forame di entrata non ha grande valore, potendo esser modificata, non solo dalla direzione del colpo, ma, come abbiam detto, da
numerosi altri fattori.

Essa potr solo dirci, in modo molto impreciso, che il colpo stato tirato con una
certa obliquit dall'alto al basso, o dal basso
in alto, ecc.
Distribuzione dei granuli di polvere e aspetto
delle zone periferiche

al forame.

Le zone

periferiche al forame assumono una forma pi


o meno elittica secondo l'obliquit del colpo,
e indicheranno approssimativamente l'angolo
d'incidenza del proiettile.
Con maggior precisione si distribuiscono i
granuli di polvere secondo l'obliquit della
loro incidenza (Genonceaux, Welsch).
Allorch un colpo di revolver sparato perpendicolarmente ad un piano resistente, l'orificio di entrata contornato da una zona di
incrostazioni piriche presso a poco concentrica, un pochino pi estesa verso l'alto.
Allorch il colpo tirato in direzione obliqua, i granuli di polvere si ripartiscono in
modo diverso.
Questi granuli costituiscono tanti piccoli
proiettili, che disperdendosi a cono, fuoriuscendo dalla bocca del revolver, si ripartiscono sul piano colpito, in uno spazio pi o
meno circolare, se questo piano perpendicolare alla traiettoria; o a forma di ovoide se
il colpo tirato obliquamente. La parte pi
larga dell'ovoide corrisponde alla regione che
si trova pi lontana dalla bocca dell'arma, la
parte ristretta alla regione pi vicina.

213

Per, se l'obliquit del colpo considerevole, allora il cono di proiezione dei grani di
polvere pi inclinato, e secondo gli esperimenti degli autori su citati, tali granuli si
distribuiscono nel punto pi vicino alla canna
in numero maggiore ed in una maggiore estensione.
Quindi, se il perito, potr fare delle esperienze di controllo con la medesima arma e
con le medesime munizioni, sar in grado di
determinare non solo la distanza del colpo ina

anche la direzione.
Tragitto del proiettile nei tessuti. anche utilissimo, per risalire alla direzione del
colpo. Per il proiettile modifica con molta
facilit la sua traiettoria, durante il percorso nei tessuti, specie se attraversa tessuti di diversa resistenza. Si pu dire (Genonceaux e Welsch) che in tali casi il proiettile si comporta come un raggio luminoso
che passa da un mezzo meno denso ad uno
pi denso; la palla cio tende ad avvicinarsi
alla direzione normale.
Sono per frequenti, nei colpi d'arnia ila
fuoco, i cosidetti tragitti aberranti, specie se
il proiettile colpisce regioni ricoperte da poche
parti molli (cranio). In tali casi, s possono
avere tragitti curvilinei tra la cute e l'osso e
tra la parete cranica e il cervello. A ci contribuisce non solo la regione colpita, ma
anche il movimento rotatorio pi o meno per-

- 214

fetto, impresso al proiettile delle armi a canna


rigata. Si esplica cio lo stesso meccanismo
che si osserva nel gioco del bigliardo, allorch
il giocatore imprime alla palla un effetto, cio
un movimento di rotazione. Appena la palla
tocca la sponda, devia sensibilmente non solo
secondo l'angolo d'incidenza ma anche secondo l'effetto ricevuto.
Da tutto ci si deduce la grande difficolt,
che talora il perito incontra nel rispondere ai
quesiti sulla distanza e sulla direzione dei
colpi d'arme da fuoco; quesiti, ai quali spesso
il magistrato desidera si risponda su due

piedi.
Consigliamo perci i colleghi, ad avere le
maggiori riserve; e se il quesito, ha un' importanza capitale, a non rispondere se non
dopo aver eseguito esperienze di controllo.
Troppi sono i casi, in cui il perito stato
esposto alle pi meschine figure, e in cui le
sue deduzioni sono state contraddette da altri

fatti, ulteriormente accertati.

Omicidio, suicidio, accidente (Vedi pag. 265).

Le ustioni.
Tra gli strumenti atti a produrre lesioni
personali, dobbiamo considerare, intendendo
la parola strumento in senso molto lato, anche
i corpi urenti, siano essi liquidi o solidi, chimici o meccanici.

qui

215

Non ci intratterremo
a parlare, n dei sintomi delle ustioni di primo grado, caratterizzate
da un eritema cutaneo, rappresentato da un
semplice arrossamento e conseguente desquamazione epidermica; n dei sintomi delle ustioni
di secondo grado rappresentate da formazione
di vesciche in cui 1' epidermide si solleva per
trasudazione di linfa, vesciche che talora scoppiando lasciano il derma scoperto, il quale
poi si dissecca e forma una chiazza rosso bruna indurita (chiazza pergamenacea) nella
quale per l'aumentata trasparenza si distnguono i vasi sanguigni; n dei sintomi delle
ustioni di terzo grado caratterizzate dalla carbonizzazione dei tessuti. Cos pure non ci intratterremo sul meccanismo con cui avviene la
morte nei casi di ustioni pivi o meno-esteae
e gravi, poich sintomi e patogenesi, appartengono non solo alla medicina legate, ma an
cor pi alla patologia chirurgica. E a questa
anche rimandiamo, per la diagnosi differenziale
tra ustioni e pemfigo, eresipela, dermatite esfa-

liativa, ecc.
Dal punto di vista medico-forense interessa
determinare la natura del corpo urente, e conoscere il reperto cadaverico della morte per
ustioni.
Ustioni da fiamma e da liquidi. Le ustom
prodotte dai corpi solidi in generale sono poco
estese, ma profonde e gravi: quelle prodotte
invece da liquidi che scorrono sui tessuti, som
molto estese, ma, grazie al rapido raffredda-

2l6
mento, meno gravi. L'escara nelle ustioni da
corpi solidi nerastra, nelle ustioni da liquidi
molle e grigiastra; inoltre in queste ultime i peli
cutanei non vengono abbruciacchiati, non si
presentano cio anneriti, increspati e coperti
di particelle di carbone.
Nelle ustioni da gas o vapori combustibili,
la superficie ustionata anche pi estesa che
nelle ustioni da liquidi; ma spesso le lesioni
sono molto superficiali, e i capelli o i peli
si presentano bruciacchiati. Il vapor d'acqua ad alta temperatura, determina delle
bruciature spesso pi gravi nelle parti coperte che in quelle scoperte, ci per la sua
propriet di imbevere le stoffe, in modo che
gli indumenti conservano per molto tempo una
temperatura molto elevata.
Reperto cadaverico. La morte si pu avere
direttamente per le ustioni, sia per la loro
estensione (quando l'ustione occupa "pi della
met del corpo, anche se di primo grado,
riesce quasi sempre mortale), sia per la loro
gravit; e si pu avere anche per malattie
prodotte dalle ustioni stesse (nefriti, ecc.).
I cadaveri dei bruciati assumono un'attitudine caratteristica, cio la cosidetta posizione di scherma con gli arti flessi e il collo
in forzata estensione : ci per la retrazione dei
muscoli bruciati nella quale prevalgono i gruppi
muscolari pi potenti.
L'epidermide carbonizzata presenta lacerazioni e spaccature, che si formano special

217

mente nel perineo e nelle pieghe articolari.


Queste fenditure hanno le pi svariate direzioni. Si presentano a margini nettissimi, sicch
osservate superficialmente possono esser scambiate con ferite da taglio. Per tra i margini
si vedono tese delle bandereile a ponte formate
dai tessuti pi resistenti (vasi, nervi) e inoltre
la loro moltiplicit, la loro ubicazione, la forma
e le dimensioni diverse una dall'altra, la mancanza di codette ai bordi, l'assenza d'infiltrazione ai margini e di altri caratteri vitali, faranno distinguere queste crepature della cute
dalle ferite da taglio.
Nei cadaveri bruciati abbiamo spesso anche
sfaldature delle ossa e dei denti che divengono
fragili come vetro, fratture e fessure ossee che
assumono, secondo Hoffmann, una forma tipica
di strie longitudinali nelle diafisi, e di segmenti
arcuati o anulari ai capi articolari. Il cranio, per
l'azione espansiva dei gas, che si raccolgono
nella sua cavit, talora scoppia; allo scoppio
della teca ossea pu seguire quello della dura
madre, con fuoriuscita di parti del cervello.
Scoppiano talora anche la parete toracica e
addominale.
All'autopsia si trova tutto il sangue coagulato, come tanti pezzi di focaccia; i polmoni
vuoti di aria con abbondante schiuma dipendente dalla cottura dei polmoni; talora scoppiati
lo stomaco e gli intestini. In tutto l'albero respiratorio abbondante deposito di fumo; e nel
sangue cosi coagulato spesso l'ossido di carbonio.

218

Nei casi comuni, in cui non si giunge proprio


alla combustione, e nei quali in seguito alle
ustioni, l'individuo morto pi o meno rapidamente, si osserva grave iperemia cerebrale
e talora anche edema; numerose ecchimosi
sulle meningi, sul pericardio, sulla pleura;
sangue piuttosto denso che pu contenere ossido di carbonio, deposito di fumo in tutto
l'albero respiratorio fino nelle ultime diramazioni bronchiolari (carattere differenziale di
straordinaria importanza fra le morti per
ustione, e l'abbruciamento di cadavere), necrosi degli epiteli renali, degenerazione acuta
del fegato, infarti di emoglobina, Microscopicamente poi : nel sangue globuli rossi scolorati,
microciti, poichilociti (attenti a non confondersi
con reperti cadaverici ! ) ; nel sistema nervoso
dissoluzione della parte cromatica degli elementi nervosi con diminuzione della loro colo-

rabilit, ecc.
Sono molto importanti, in medicina legale,
quei casi d'individui uccisi criminosamente
e poi bruciati, allo scopo di distruggere ogni
traccia del delitto e simulare una disgrazia
accidentale.
I caratteri differenziali tra morte per ustione
e combustione di cadavere sono specialmente
i seguenti:
L'eritema non si produce nel cadavere,
quindi la sua presenza, sebbene non possa essere sempre constatata (anzi talora scompaia
dopo morte) dimostrativa. Le flittene, anche

2ig

difficilmente si producono sul cadavere, qualora esse si producano, scoppiano subito, non
contengono trasudati, e non sono circondate da
arrossamento. Nell'escara prodotta in vita si
osserva un'estesa iniezione vasale dovuta alla
azione coagulante del calore sul sangue, e che
non si osserva invece nelle escare post mortem
(solo eccezionalmente in quelle che si formano
nelle parti ipostatiche). La carbonizzazione in
vita o in morte non offre differenza, ma ci
ha poco importanza pratica perch eccezionalmente, e se mai solo una piccola parte del
corpo pu carbonizzarsi prima che l'individuo
muoia. Infine caratteri importanti sono la presenza di ossido di carbonio nel sangue che raramente e irregolarmente si osserva nel cadavere combusto (Vedi avv. per C O) e pi ancora
i depositi di fumo nell'albero respiratorio che
provano l'aspirazione. Si potranno poi riscontrare le traccie delle lesioni che produssero la

morte.
Ustioni per caustici. Acidi ed alcali che
vengono a cadere sui nostri tessuti producono
ustioni pi o meno profonde e pi o meno

estese.
Al medico legale interessano specialmente
quelle ustioni determinate da attentati criminosi che hanno per iscopodi sfigurare la vittima.
Sono reati commessi per lo pi da donne
che gettano contro il viso del seduttore o dell'amante infedele un caustico: il pi usato
fra questi l'acido solforico e l'olio di vetriolo.

Il vetriolo determina delle escare secche


nere, e se cade sulla cornea ne produce la
perforazione, cui quasi sempre seguono complicazioni infettive, che portano alla perdita
dell'occhio. Alle escare da vetriolo seguono
cicatrici deformi e retrattili.
L'acido nitrico produce escari gialle, il cloridrico giallo-pallide; tutti gli acidi per danno
luogo a cicatrici estese e gravi.
Gli alcali, sono meno usati e le ustioni da essi
provocate non hanno la gravit di quelle prodotte da acidi; producono escare molli, umide,
a superficie untuosa, colorate pi o meno in
rosso dall'emoglobina disciolta, che imbeve i
tessuti mortificati. Alla caduta dell'escara si
osserva un'ulcerazione pi o meno profonda, e
le cicatrici formate dalle ustioni da alcali
hanno meno tendenza alla retrazione e sono
meno marcate di quelle da acidi.

Omicidio, suicidio, accidente (Vedi pag. 267).

Morte per freddo.

La conoscenza di tal genere di morte interessa il medico legale, perch gli permette
di spiegare numerosi casi di morte di vagabondi, ubriachi, cocchieri che a tutta prima
sembrano sospetti; e gli permette altres di
valutare l'azione del freddo in caso di morte
d'individui feriti, abbandonati, o d'individui
fatti rimanere privi di alimenti e abbandonati (fanciulli), ecc.

All'infuori di questi casi il medico.legale


non ha ragione d'intervenire nella morte per
freddo, perch essa non mai frutto di un crimine, ed eccezionali sono nella letteratura i casi
d'infanticidio, in cui la morte dell'infante sia si
ottenuta coll'esposizione di questo al freddo.
Resistenza al freddo. Varia immensamente da individuo a individuo, secondo le
abitudini, la patria (individui di regioni set-

tentrionali, naviganti, sopportano temperature


anche di 300 sotto zero), l'et (vecchi e fanciulli
resistono molto poco, e i neonati muoiono in
breve ora esposti ad una temperatura appena di
zero gradi), la corporatura, l'alimentazione, il
vestiario, lo stato di sonno o di veglia, l'alcoolismo che diminuisce moltissimo la resistenza
al freddo. Oltre queste differenze individuali,
ve ne sono altre dovute a condizioni metereologiche. Il vento rende gl'individui meno
resistenti e il freddo umido sopportato meno
bene del freddo secco perch gli abiti bagnati
proteggono, per l'evaporazione che si opera
alla loro superficie.
Meccanismo della morte. Varia anche
questo, secondo che il freddo agisce pi o
meno rapidamente e intensamente e secondo
le condizioni in cui si trova il colpito. Cos
talora la morte dovuta a congestione polmonare e cerebrale per la costrizione vasale
periferica; talora a disturbi nervosi centrali
direttamente provocati dal freddo, o per la
eccitazione troppo violenta da freddo dei

nervi cutanei, talora a trombosi o embolie


per alterata crasi del sangue.
Aspetto esterno del cadavere. La cute pu
esser pallida, spesso per si presenta rossoviva, specie in corrispondenza delle ipostasi.
Ci non un carattere della morte per assideramento, ma solo indica che il cadavere
stato posto al freddo; cos si dica anche della
maggior consistenza che assumono i tessuti,
specie il tessuto adiposo.
Altri caratteri sono dati dalla cute anserina, dalla retrazione del pene e dello scroto.
Decorso tanatologico. La rigidit sopravviene in modo rapidissimo e non di rado catalettica, ed anche il raffreddamento del cadavere
naturalmente rapidissimo; i caratteri putrefat
tivi mancano fino a che il cadavere si trova nell'ambiente freddo; invece compaiono celermente tosto che si inizia il disgelo.
All'autopsia si osserva per lo pi una ripienezza del cuore e una congestione polmonare, ecchimosi muscolari, subpleuriche, submucose. Nello stomaco si possono produrre
(Blosfeld) delle piccole emorragie le quali
sporgono sul livello della mucosa e sono situate al disotto dello strato pi superficiale
di questa, in modo che si possono staccare
col bisturi senza che ne risultino notevoli
perdite di sostanza.
Alcuni caratteri si possono ritrarre anche
dall'esame del sangue, che sembra subire modificazioni, consistenti specialmente in una iper-

223

leucocitosi periferica e leucopenia centrale, in


un aumento di viscosit, e in una diminuzione
di coagulabilit.
Segni assolutamente caratteristici della morte
per freddo non ve ne sono. Il perito deve tener
gran conto delle circostanze del sopraluogo e
di quelle che favoriscono l'azione del freddo, e
dar molto peso all'assenza di ogni altra causa
che possa spiegare la morte.

Morte per temperatura troppo elevata.


Alla morte per freddo, fa riscontro la morte
per temperatura troppo elevata (colpo di sole,
di calore, ecc.), la quale non v.a confusa con
la morte per ustioni, su cui gi ci siamo intrattenuti (vedi pag. 214).
Resistenza al caldo. Anche la resistenza
agli effetti del calore, varia sensibilmente, sia
per ragioni individuali che atmosferiche. I
soggetti stanchi, debilitati, in istato di fatica o ubbriachi, resistono poco e sono frequentemente presi da colpi di calore anche a
temperatura di 40 gradi.
Le condizioni esterne che favoriscono i colpi
di calore, sono date specialmente da un'atmosfera non rinnovata e da un'aria satura di
vapor acqueo. Si osserva talora una specie di
contagiosit nel colpo di caloie; cos spesso,
nelle colonne di soldati in marcia, dopo che
un soldato stato preso dal colpo di calore
altri casi se ne verificano l'uno dopo l'altro.

224

Alquanto diverso dai colpo di calore, il


colpo di sole, in cui sono i raggi solari che
esercitano la loro azione traumatica, specialmente sul cervello, in rapporto all'intensit
della causa e alla reattivit del soggetto.
Meccanismo della morte. Pu essere legato a diverse condizioni patologiche tra cui
le principali sono: l'elevazione rapida della
temperatura del sangue, che determina un
difetto di ossidazione e una ritenzione dei materiali di rifiuto; le lesioni dei centri nervosi,
che determinano paralisi del plesso polmonare e cardiaco; la paralisi vasomotoria; le
lesioni del sistema muscolare, onde aumenta la
eccitabilit dei nervi motori; la coagulazione
ed acidit della miosina, l'anestesia dei filamenti nervosi terminali della pelle.
In rapporto quindi alla patogenesi si distinguono una forma principale, una convulsiva ed una asfittica.
La morte pu sopraggiungere anche improvvisamente o molto rapidamente, ma per lo
pi si ha dopo qualche ora e anche dopo
qualche giorno.
Esame del cadavere. La rigidit cadaverica molto precoce ed intensa, il raffreddamento lentissimo, frequenti le elevazioni postmortali della temperatura.
Quasi sempre si osserva scolo di liquido san
guinolento schiumoso, dalla bocca e dalle narici.
Rapidissima la putrefazione del cadavere.
All'autopsia si osserva spesso il sangue nero

225
e liquido, il cuore contratto e duro; una in-

tensa congestione viscerale, specie dei polmoni


in cui si ha quasi uno stato apoplettico, e del
cervello.
Nell'encefalo frequentemente si hanno stravasi sanguigni epidurali, emorragie, edema, e
talora un vero stato meningitico; in alcuni
casi furono trovati focolai apoplettici.
Del resto anche in questo genere di morte,
nessun reperto caratteristico, e il perito deve,
come nella morte per freddo, tener conto di
tutte le circostanze di fatto.
Morte per elettricit.
Morte per fulmine. Pu avere importanza
medico-forense, specie in rapporto alla legge
sugli infortuni, ed anche per eliminare altre
possibili cause di morte, sospettate criminose.
Il sopraluogo d spesso notizie importanti,
perch in esso si possono ritrovare le traccie
del passaggio del fulmine, che talora mancano
assolutamente sul cadavere, poich l'esame
esterno di questo pu essere del tutto negativo,
Sembra vi sieno diverse specie di fulmine
secondo che agisce l'elettricit positiva o negativa, primaria o indotta.
La morte pu essere istantanea, o anche
seguire pi o meno rapidamente alle lesioni e
allo schock provocato dalle fulminazioni.
Gli effetti del fulmine sono stranissimi, e si
possono trovare, per esempio, strappi e bru15 A scarelli.

226

ciature sugli indumenti profondi, senza che se ne


riscontrino sui superficiali; oggetti metllici
contenuti nelle tasche, fusi, o calamitati, ecc.
Il cadavere pu avere delle lesioni e delle
ustioni pi o meno estese e gravi, in punti
anche lontani tra loro: pi frequenti le ustioni
ai piedi ed ai capelli, punti d'entrata e di
uscita della folgore. Talora si osservano ustioni
di aspetto ramificato, e talora si riproducono
sulla cute anche immagini di oggetti vicini
(immagini foto-elettriche). Oltre le ustioni si
possono osservare lesioni diverse; come strappamento di membra, frattura del cranio, contusioni e rotture di organi interni, e in tal
caso la diagnosi pu esser ben difficile.
All'esame interno, per lo pi si riscontrano
i caratteri generali delle asfissie (specie iperemie polmonari eecchimosi subpleuriche)e talora
l'autopsia anche completamente negativa.
Morte per elettricit industriale. Avvengono abbastanza frequentemente, e interessano molto il medico legale nelle controversie
in tema di infortunio sul lavoro.
Si tenga anzitutto conto che una corrente
della stessa intensit e tensione, pu agire
molto diversamente secondo gl'individui. Le
cause di questa differenza individuale non sono
ben chiare; e talora dipendono dalla regione
colpita. Infatti quando la corrente traversa direttamente il cranio determina effetti pi gravi,
e cosi sono pi gravi le conseguenze anche se
i due poli agiscono vicino al cervello.

227

Una grande importanza assumono gli indumenti, secondo se buoni o cattivi conduttori
dell'elettricit, e correnti anche ad altissima tensione colpendo l'individuo vestito, per es. di
lana, non arrecano gravi danni. Cos considerevole l'influenza della forma dell'onda, e
correnti alternate ad alta tensione e ad alta
frequenza (anche di 100,000 volts con 10,00020,000 commutazioni al minuto) sono innocue.
Tutte queste differenze individuali, metereologiche, ecc., rendono molto difficile lo studio
medico-legale della morte per elettricit. Per
esempio una corrente anche di 170 volts pu riuscir mortale, laddove una corrente di 1000
volts pu essere appena pericolosa.
In media, il limite pi basso al quale la corrente elettrica pu essere ancora pericolosa per
l'uomo adulto di 500 volts; per secondo lo
Stricker, il limite minimo di tensione cui l'applicazione monopolare della corrente pu riuscir
pericolosa di 440 volts.
Quando si tratta di giudicare della pericolosit di una corrente, bisogna tener conto
dell'intensit di questa; quanti pi 0 ampres
vengono ad agire sul corpo umano, tanto
maggiore il pericolo. L'intensit della corrente, dipende poi da due momenti, tensione
della corrente e resistenza nel corpo umano.
La legge di Ohm indica questo rapporto, con
la formula:
(forza elettromotrice = Volts)
E
, .. , .... _ R (resistenza Ohnis).
=

228

Per comprendere quanta importanza abbiano queste diverse condizioni, basta pensare
alle enormi differenze di resistenza del corpo
umano; infatti quando la superficie cutanea
asciutta, la resistenza colossale ed arriva fino
a due milioni di Ohms; se invece la cute bagnata si abbassa anche fino a 4g,ooo Ohms, e
se poi stata strofinata con soda calcinata di scende fino a 500 Ohms (Jellineck-Hofmann).
In America, in casi di elettro-esecuzione, si
visto il condannato non soccombere nemmeno
dopo applicazione di correnti di 4600 volts.
Meccanismo della morte. Il meccanismo
della morte per elettricit ancora non ben conosciuto; si crede per che la morte sia dovuta
ad asfissia consecutiva a fenomeni d'inibizione

bulbare.
La morte pu sopravvenire istantaneamente,
come anche pu giungere dopo pochi minuti,
dopo ore, giorni, oppure pu la corrente determinare solo alterazioni pi o meno gravi.
Talora si ha paralisi respiratoria, mentre
il cuore seguita a battere per qualche tempo.
In questi casi di morte apparente si comprende come si possa salvare il soggetto con
adatte cure.
Il cadavere pu non presentare nulla all'esame esterno; spesso si osservano ustioni di
grado diverso, combustione dei peli, disegni
pi o meno netti e bizzarri, grossolane soluzioni di continuo che possono riprodurre la

22g

forma del conduttore che stato in contatto


con la cute; formazione di cavit, ecc.
L'autopsia pu esser del tutto negativa,
come anche si possono avere lesioni diverse.
Per lo Jelineck fa giustamente osservare che
tutte le alterazioni anatomo-patologiche che si
riscontrano nei morti per elettricit, non debbono necessariamente esser messe a causa dell'azione dell'elettricit. Infatti se l'agonia si
protrae per un certo tempo, si possono determinare lesioni secondarie, dovute alle convulsioni, all'asfissia, ecc.
Con una certa frequenza, all'autopsia stato
constatato il sangue fluido e nerastro, congestioni polmonari, piccole emorragie nel cervello
(specie del bulbo e sotto l'ependima del quarto
ventricolo) nel cuore, subpleuriche e mucose,
alterazione delle cellule encefaliche protoplasmatiche nucleari ed anche dei prolungamenti
(Corrado), degenerazione cromatolitica delle
cellule della sostanza grigia, frammentazione
miocardica (Capogrossi). Abbastanza frequentemente si osserva anche la replezione del
cuore sinistro (Corin). Questo segno, secondo
me, non sta per in rapporto con la morte per
elettricit ma con la paralisi ventricolare del
cuore che pu accompagnare questo genere
di morte. Infatti, spesso io ho ritrovato il ventricolo sinistro pieno di sangue, in casi di
morte improvvisa per vizi cardiaci.

230

Morte per inanizione.

Non sono molto rari i casi in cui il medico


legale chiamato a procedere all'autopsia di
individui (per lo pi fanciulli o vecchi), trovati morti sulla pubblica via o dentro cantine
in cui erano stati segregati da parenti per affrettarne la morte o per assoggettarli a sevizie,
e che si sospetta siano stati lasciati morir di
fame. N raro il caso, che un tal genere di
morte venga sospettato dall'autorit giudiziaria per neonati affidati a balie mercenarie; ed
appunto ultimamente nella provincia di Roma,
si sono avuti parecchi casi di questo genere.
In rapporto a tutto ci. si distinguono due
specie di morte per inanizione; brusca e lenta.
Inanizione brusca. Quando gli alimenti
sono improvvisamente tolti, la morte avviene
pi o meno rapidamente, secondo variabilissime condizioni individuali. Tali sono per es.
l'et (i neonati resistono pochissimo 1-5 giorni);
lo stato di nutrizione; la condizione in cui si
trova l'individuo (esposto al freddo come i
naufraghi o ad un lavoro e quindi ad una
dispersione di forze come gli operai sepolti in
pozzi, o dispersi in deserto, ecc.); la maggiore
o minore depressione morale, ecc.
Una grande importanza l'ha inoltre la privazione pi o meno totale delle bevande.
In media in un uomo adulto, senza alimenti
e bevande, la vita si prolunga per io 12 giorni,

231

dopo che ha perduto i quattro decimi di peso


iniziale (Chostars). raro trovare un caso in cui
la sola inanizione abbia condotto a morte in
tempo pi breve; mentre sono frequenti i casi
in cui individui sieno rimasti digiuni 17 giorni
ed anche pi; e alcuni esempi se ne sono avuti
anche nel recente terremoto Calabro-Siculo.
Inanizione lenta. Cade molto pi frequentemente sotto l'osservazione medico-legale. Si
intende che la morte sopravviene pi o meno
lentamente (dopo mesi ed anni) non solo secondo le condizioni individuali e di ambiente,
ma secondo la maggiore o minore insufficienza

alimentare.

Aspetto del cadavere. Il cadavere si presenta emaciato, marasmatico, senza grasso,


con la pelle secca e screpolantesi, lingua e fauci
disseccate, cornee torbide, molli, giallastre,
talora necrotiche. Tutto il corpo tramanda uno
sgradevole odore, non di putrefazione.
Talora si osservano anche emorragie con-

giuntivali.
La putrefazione rapida.
Autopsia. Alla sezione, il sangue si mostra
denso, secco e la sua massa ridotta a 3-4
decimi del normale; il grasso non si ritrova
che nel canale midollare e tutti i visceri sono
diminuiti di volume e di peso; il fegato e la
milza si riducono fino alla met. Caratteristici
appaiono gl'intestini, che sono ristretti con
assottigliamento delle pareti. Nel fegato manca
ogni accenno di glicogeno (docimasia epatica di

232

per la diagnosi di morte lenta).


trovare inoltre all'autopsia segni
sanguigna (emorragie, alterazioni
e talora anche segni di malattie
intercorrenti (specialmente enteriti dovute all'ingestione di sostanze improprie all'alimentazione), che possono creare grave imbarazzo al
perito chiamato a decidere se la morte dovuta
alla fame o alla malattia.
Lacassagne,
Si possono
di discrasia
vasali, ecc.)

Suicidio, omicidio, accidente (Vedi pag. 268).

Morte per precipitazione.

La morte per precipitazione da luogo elevato, in fondo una morte per arma contundente, ma ha questo di particolare, che nella
precipitazione si producono lesioni numerose
e gravi, le quali non hanno riscontro che in un
solo altro genere di morte; nell'investimento.
Le lesioni che pi frequentemente si osservano sono fratture ossee indirette, da contraccolpo, e fratture dirette, le quali non di rado
sono comminute ed esposte. Lo studio del sistema di fratture pu far diagnosticare al perito
il modo con il quale l'individuo caduto.
Il riscontrarsi, p. es., una doppia frattura
verticale del bacino, indicher una compressione del bacino dall'avanti all'indietro o viceversa, quindi una caduta sugli ischi; le fratture del tarso o del metatarso indicheranno
una caduta sui piedi, ecc.

233

Non mancano quasi mai inoltre nella precipitazione rotture di organi interni, le quali
si riscontrano con quest'ordine di frequenza:
fegato, milza, reni polmoni, cuore, aorta, stomaco, intestino, vescica, laringe, cervello, ecc.
Alcune di queste fratture (polmone, cuore) possono anche aversi senza fratture delle parti
ossee corrispondenti (costole).
Spesso, nella precipitazione, si riscontrano
ecchimosi e spandimenti sanguigni profondi,
non solo intorno alle lesioni, ma anche in altri
punti del corpo, che non presentano gravi lesioni. Ci si verifica specialmente intorno al
femore e alle altre ossa lunghe, negli interstizi
muscolari, ecc. Queste ecchimosi profonde sono
elemento diagnostico molto importante.
Caratteristica della morte per precipitazione
il contrasto che spesso si riscontra tra le
gravi lesioni interne e la scarsit ed anche la
assenza delle lesioni esterne.
E' specialmente molto frequente la integrit
della cute, sia per l'elasticit di questa, sia
perch la superficie cutanea sfugge al corpo
contundente senza presentar resistenza; sono
gli organi profondi presi tra la parete cutanea
compressa dal colpo e contratta, e il piano su
cui cade il corpo che offrono una superficie contundente molto estesa, che si rompono e si
contundono.
Il Tovo, p. es., su 17 casi di precipitazionedodici ne riporta in cui le lesioni esterne mancavano od erano insignificanti,'io in 40 casi

234

di morte per precipitazione che ho avuto occasione di studiare, 28 ne trovati con lesioni
esterne assenti o poco accentuate.
Moltissimi esempi ne riportano poi anche il
Casper Liman, il Mascka, la Schmidtmann, lo
Ziino, e tutti i trattatisti di medicina legaleTempo impiegato a percorrere lo spazio.
Un corpo cadendo dall'alto, soggetto a tutte
le leggi fisiche, animato da un moto vario
e accelerato, poich gli spazi percorsi in tempi
eguali sono diversi. Or quindi seguendo la
legge della cinematica, noto lo spazio percorso
dal corpo e il peso del corpo stesso, si pu
matematicamente precisare il tempo impiegato. Ma senza ricorrere a formule, per giudicare
del tempo impiegato dal corpo a percorrere
un dato spazio, ci si pu servire dei criteri
approssimativi che ci d il Brouardel, deducendoli dal Tourdes, secondo i quali, un corpo
cadendo:

da 6 m percorre n m. per 1"


da io
14

da 16 1 '
14

da 30
30

'

(20
(30
(40

piano)
piano)
piano)

Omicidio, suicidio, accidente (vedi pag. 268).

Caduta dall'alto 0 precipitazione di cadavere.


Se raro l'omicidio per precipitazione, non
rara la precipitazione di cadavere, eseguita
dal delinquente per sbarazzarsi dell'ucciso o
simulare un suicidio.

235

In tali casi si potranno trovare le traccie


del genere di morte cui realmente l'individuo
soggiaciuto, ma talvolta tali traccie potranno
essere scomparse per le lesioni prodotte dalla
precipitazione del cadavere, potranno esser dissimulate dalla stessa precipitazione (individuo
ucciso a colpi di martello, per esempio, e poi
precipitato) potranno non esser facilmente dimostrabili (p. es. morte per avvelenamento).
Un elemento di grande importanza certo
la constatazione delle lesioni fatte a corpo
vivo o a corpo morto. Ma ci, talora non pu
esser preso come elemento di giudizio. noto
infatti, che allorquando la morte avviene istantaneamente, o in stato di shock, o quando le
lesioni si sono prodotte pochi istanti prima
della morte, esse possono non presentare alcun
carattere vitale. D'altra parte anche noto,
che lesioni inferte contemporaneamenteo pochi
istanti dopo avvenuta la morte, possono al
contrario, presentare i caratteri delle lesioni
fatte in vita (vedi pag. 239).
Ora, tuttoci pu avvenire molto frequentemente, specie nella precipitazione, in cui la morte
spesso avviene istantanea; e ne citano casi l'Hof fmann, il Vibert, il Casper, il Liman; ed anche
io, ne ho descritto un caratteristico esempio.
Ma a parte la presenza o l'assenza dei caratteri vitali delle lesioni, il problema della
caduta dall'alto o della precipitazione di cadavere, pu essere talora risolto anche solo in
rapporto alle lesioni riscontrate sul cadavere.

236

Il Casper infatti, sin dal 1864 richiam l'attenzione sulla maggiore resistenza che offrono
i tessuti cadaverici di fronte ai tessuti vivi
contro le azioni traumatiche ; di modo che uno
stesso traumatismo produce lesioni di gran
lunga pi gravi nel vivo, che nel cadavere.
Sempre secondo il Casper, le lesioni di organi interni, specie se molteplici, attesterebbero che i colpi furono inferti in vita, perch
egli con numerose esperienze (confermate poi
anche dall'Hoffmann) afferma di non essre
riuscito a produrre rotture di visceri facendo
cadere un cadavere anche da 26 metri di altezza.
Tali concetti furon poi alquanto modificati
dagli A A. posteriori; per anche oggi si ammette, che le lesioni sul cadavere si producono
pi difficilmente che sul vivente, e ci secondo alcuni AA. per una postmortale coagulazione dell'albumina; secondo Hoffmann per
la minor turgescenza dei tessuti morti e per
la maggior pastosit e plasticit che le parti
assumono.
Un fattore importante quello messo in
evidenza dal Treves, la mancanza cio dell'azione muscolare. Un individuo che precipita
dall'alto, cerca istintivamente per le contrazioni muscolari volontarie di proteggersi contro
la violenza del trauma, in modo che le diverse parti del corpo si contraggono, e la violenza della caduta non s'indebolisce, ma al contrario s'aumenta, cos che la forza traumatica
si trasmette anche a parti lontane.

237

Il precipitato per difendersi non si sottrae


all'atto di protendere le mani, se la caduta
avviene per il capo; d'altra parte, se tende a
cadere sui piedi o sulle ginocchia, far i pi
intensi sforzi per sostenersi. Certo tutta la
massa muscolare entra in una violenta contrazione che naturalmente produce, con grande
facilit, fratture indirette. A conferma di ci,
non solo si hanno le statistiche riportate dai
lavori del Tovo e del Fischer, gi citati, ma
anche le autopsie di precipitati da me eseguite, in cui riscontrai lesioni indirette in 35
casi su 40; e nei 5 casi in cui le lesioni erano
su una sola regione del corpo, si trattava
sempre di precipitazione accidentale. Perci
nella precipitazione di cadavere, nella grande
maggioranza dei casi, non si producono fratture
indirette, le quali invece costituiscono la regola

nella precipitazione a corpo vivo.


Morte per caduta.
Come appendice alla morte per precipitazione, si deve brevemente dire della morte

per caduta, che non va confusa con la precipitazione da luogo elevato.


Talora accade, che accidentalmente, o in seguito ad una spinta ricevuta, un individuo
cada in si malo modo da morirne pi o meno
rapidamente.
In tali casi le lesioni sono semplici e localizzate ad una data regione, le rotture degli

le fratture mai commi238

organi interni rare,


nute. Nel cadavere inoltre si trovano frequentemente lesioni patologiche o provocatrici della
caduta, o nella caduta prodottesi (emorragia
cerebrale, ad esempio).
Il problema medico-legale limitato alla diagnosi differenziale tra la morte accidentale e
quella provocata da una spinta o da altro ; e
nella soluzione di tal problema solo l'osservazione metodica e completa, che potr portare qualche elemento.

Morte per investimento.


lesioni che risultano da un investimento
sono per lo pi fratture ossee e rotture di
organi interni, simili a quelle che si osservano
per cadute dall'alto. Negli investimenti per
sono pi frequenti gli spandimene sanguigni
sottocutanei e muscolari, gli scollamenti cutanei che sono talora di enorme estensione,
e le lesioni che sono pi localizzate.
Negli investimenti da vettura oltre alle ferite localizzate alla regione sopra la quale la
I<e

ruota passata, si trovano traccie del passaggio della ruota sulla cute (sia date da ero
sioni, impronte pergamenacee, sia da impronte

di fango, di olio, ecc.).


Negli investimenti ferroviari, o nei disastri
ferroviari il numero delle lesioni pu essere
tanto grande da ridurre il cadavere ad una
massa informe e irriconoscibile.

239

Lesioni vitali e postmortaii,


Spesso necessario al perito riconoscere se
alcune ferite sono state prodotte in vita o
post mortem, ed il quesito non talora facile
a risolversi. Ed i caratteri differenziali tra le
lesioni premortali e postmortaii vanno sempre
tenuti presenti, per non cadere in errori gravi
e ricchi di conseguenze.
Nei cadaveri degli annegati trascinati dalla
corrente, frequentemente si producono lesioni
pi o meno gravi ed estese; cosi nei cadaveri
rimasti per un certo tempo all'aria, specie per
morsicature o rosicchiamento di animali; cosi
negli impiccati quando vengono staccati dal
laccio con poca precauzione di modo che cadano a terra; cosi nei cadaveri degli infanti
che si cercato di nascondere; (cacciandoli a
forza in ripostigli, o sotterrandoli, ecc ).
Si possono produrre lesioni postmortaii anche
nel trasposto del cadavere da un luogo ad un
altro, o per manovre cui il cadavere stato
assoggettato. Io, per esempio, ho sperimentalmente dimostrato che sollevando un cadavere nello stato di rigidit, dalla nuca, flettendogli il capo, e poi abbandonandolo, si possono produrre lesioni e rotture della laringe.
Altre lesioni possono poi esser prodotte dal
settore (frequentissimo !) come, per esempio,
strappamenti muscolari nel distendere le membra irrigidite, fratture costali, ferite da punta

240

e taglio negli organi interni, specie nello sto-

maco, nell'intestino, ecc.


Oltre tutte queste cause che spesso inducono il perito in errore, altre ve ne sono anche pi importanti.
Lesioni postmortaii possono infatti venire
inferte per nascondere un omicidio e simulare
un suicidio, ecc.
I segni principali che possono far riconoscere che le ferite sono state fatte in vita sono :
l'emorragia, la coagulazione del sangue, la retrazione dei margini della ferita.

Emorragia.Le ferite fatte in vita sanguinano, e il sangue che sgorga dalla ferita s'infiltra nei tessuti vicini, o se la cute non
stata lesa si spande nelle parti pi o meno
profonde. Se la lesione invece colpisce un cadavere non si produce emorragia : eccezionalmente si pu avere un versamento di sangue
quando siano stati colpiti vasi di un certo

calibro ripieni di sangue liquido.


Ma si possono avere in vita ferite, che non
presentano aspetto sanguinolento p. e. nelle
ferite esterne in cui il sangue pu liberamente
versarsi dai vasi recisi nella ferita, e da questa
al di fuori; o nelle ferite penetranti nelle quali
si avuta un'emorragia interna per cui pu
mancare lo stravaso cutaneo; o quando subito
dopo una ferita ne sia stata prodotta un'altra
in cui si abbia rapida ed abbondante perdita
di sangue (Hofmann); o quando la lesione produca morte rapidissima o istantanea. L' Hof-

241

mann cita il caso di una donna, uccisa dal


marito, la quale fu prima colpita con ripetuti
colpi di marra che le spaccarono largamente
il cranio e poi scannata. Le lesioni al capo, non
mostravano traccia di suffusione sanguigna.
Ma un caso anche pi interessante quello
descritto dal Casper. Si trattava di un uomo
di 63 anni, che in seguito ad investimento riport lesioni per cui mor dopo dieci minuti.
All'esame esterno non presentava lesioni appariscenti. All'esame interno rottura della settima ed ottava costola nella linea mediana
senza alcuna traccia di versamento sanguigna
nelle vicinanze, come se la frattura fosse stata
fatta subito dopo la morie.
Ed un caso interessante ne ho descritto io
ultimamente. Si trattava di una donna gettatasi dal 5 piano e morta sul colpo.
Si riscontrarono numerose fratture (doppia
verticale del bacino, e frattura dell'omero) e
gravissime lesioni (rotture del fegato e dell'aorta). Ebbene, non si rinvenne nemmeno
una goccia di sangue nel peritoneo, e i tessuti
lesi, anche esaminati- istologicamente, non mostravano traccia di infiltrazione sanguigna.
Al contrario ferite postmortaii possono produrre emorragie sopratutto quando esse sono
state prodotte poco tempo dopo la morte, fino
a 2-3 ore secondo Toulouse
Talora all'inizio della putrefazione, da ferite
preesistenti si sviluppano emorragie, perch i
gas putrefattivi spingono il sangue alla perife18 A scarelli.

242

ria. In tutti questi casi, a meno che la ferita


non interessi un grosso tronco venoso, l'emorragia poco abbondante, e quel che pi interessa, il sangue non mescolato alle parti
con le quali rimasto a contatto, e un lavaggio accurato potr farlo del tutto scomparire.
Ecchimosi e spandimenti sanguigni sottocutanei, si possono avere anche post mortem ma
eccezionalmente, essi non si producono secondo
Devergie, che quando i colpi sono dati su regioni ricoperte direttamente dalle ossa. Per,
in questi spandimenti sanguigni il sangue
rimane liquido e imbeve, ma non infiltra le

parti vicine.

Di grande aiuto potr essere l'esame istologico dei tessuti.


Infatti se l'emorragia avvenuta in vita, e
il sangue anche lievemente ha infiltrato i tessuti, le traccie dell'emorragia non scompariranno con i successivi passaggi negli alcools e
nei liquidi di fissazione del pezzo, ma all'esame
microscopico si ritrover una infiltrazione ematica per quanto lieve, oppure si rinverranno
numerosi depositi d betrina, che stanno a
dimostrare la pregressa emorragia, dato che
le emazie si siano distinte per putrefazione.
Ci ho anche io sperimentalmente dimostrato.
dunque sempre possibile riconoscere la
emorragia postmortale da quella vitale, e riconoscere quindi una lesione postmortale che
mentisca caratteri vitali, anche a putrefazione

abbastanza avanzata.

243

Altrove poi abbiamo tratteggiato la diagnosi


differenziale tra ecchimosi e ipostasi cadaveriche (vedi pag. 68) e le ecchimosi postmortaii che si possono produrre negli arti inferiori degli impiccati.
Coagulazione del sangue. Il sangue che
scola da una ferita fatta in vita, si coagula
sempre, tranne circostanze del tutto eccezionali (p. es. diatesi emorragiche). Bisogna notare che non coagula il sangue mestruo.
Pu coagulare per, ma difficilmente, anche
il sangue cadaverico quando sia lasciato espo
sto all'aria, ma nelle coagulazioni postmortaii

il coagulo piccolo, piuttosto molle, poco o


nulla aderente ai tessuti. Il sintomo non
constatabile quando il cadavere putrefatto,
perch, i coaguli si dissolvono per putrefazione.

Retrazione dei margini. Nelle ferite a corpo


vivo, i margini si ritraggono e la ferita rimane
pi o meno beante. Questa retrazione, e ci
comune nozione di medicina operatoria, specialmente manifesta nei vasi, nei muscoli, nella
cute. Sul cadavere, i tessuti invece si retraggono
molto poco.
Ma la contrattilit dei tessuti non si perde
subito dopo la morte, cessa invece gradualmente; quindi allorch le lesioni saranno prodotte poco tempo dopo la morte, questo carattere di vitalit non sar possibile valutarlo

esattamente.
Altri caratteri vitali sono dati dal rigonfiamento dei margini, dalla tumefazione infiam-

dall'inizio di

244

callo osseo, ecc., ma non


matoria,
c'intratteniamo su questi, poich se la ferita
offre caratteri reattivi noti dalla patologia
chirurgica, non vi sar difficolt alcuna a riconoscere che la lesione fu inferta in vita.
In conclusione, in pratica sar spesso facile
riconoscere una ferita vitale, per la presenza
del sangue coagulato sulle labbra o nel tragitto della lesione, e per lo spandimento e
l'infiltrazione sanguigna nei tessuti, da diagnosticarsi al caso microscopicamente.
Ma vi sono casi, in cui la diagnosi assurge
a difficolt quasi insormontabili, e questi casi
sono specialmente due:
a) ferite inferte pochi istanti dopo la morte ;
b) ferite inferte pochi istanti prima della

morte.
Le prime possono mentire ferite vitali, ed
assumere di queste tutti i caratteri; solo si
tenga conto che il carattere pi difficile a
prodursi l'infiltrazione ematica dei tessuti,
esaminata al microscopio.
Le seconde possono mentire tutti i caratteri
delle ferite post moriem; ed quasi impossibile
riconoscerle.
Ci avviene specie in quelle lesioni che si
producono in quei momenti che segnano il
passaggio tra la vita e la morte.
Un individuo (per causa per lo pi naturale)
si trova in istato sincopale o di estrema debolezza e sta per morire; e contemporaneamente o poco dopo, per caduta o per altra

245

ragione riceve delle lesioni. In tali casi, quanto


pi impiovvisamente e completamente sopravviene la perdita della coscienza e dei sensi e
l'arresto del cuore, tanto pi queste lesioni
avranno l'aspetto di lesioni postmortaii. E l'Hofmann riporta al riguardo moltissimi esempi.
Per possono mancare fenomeni vitali microscopici e macroscopici anche in lesioni di
visceri importantissimi e ricchissimi di sangue
come p. es. nel caso pi sopra illustrato. E ci
si pu ben comprendere.
La prima condizione perch si produca uno
spandimento sanguigno, data dal fatto che
il sangue esista nei vasi che il trauma ha lacerato. Ora, durante la vita si possono avere
tali condizioni per cui i vasi lacerati si trovino
vuoti di sangue e ci accade quando l'indiyiduo,
si trova per il traumatismo o per le circostanze
che l'accompagnano, che lo precedono, o che
istantaneamente lo seguono, in stato di shock.
Infatti lo shock provoca una costrizione pi
o meno intensa nei territori vasali sui quali
lo shock si esplica; e la costrizione pu'giungere sino all'anemia pi o meno completa dei
tessuti. E, aggiungiamo noi: quanto pi intensamene agisce il meccanismo di shock, tanto
pi rapidamente sopravviene Ja morte, e tanto
pi scarsi e meno accentuati saranno i fenomeni vitali.
Per dare un esempio di ci, citer quelle lesioni superficiali che si producono quando si
fanno dei tentativi per richiamare in vita degli

246

individui (punture da iniezioni eccitanti, strofinazioni, applicazioni calde sul torace, respirazione artificiale, ecc. e che sono di comune
conoscenza di tutti i medici. Orbene, queste
piccole escoriazioni, fatte non si sa se allorquando l'individuo ancora in vita o da qualche istante morto, si presentano Mora come
piccole zone essiccate, giallastre, pergamenacee, simili del tutto a quelle che si hanno sul
cadavere; talora (specie nei punti in cui sono
state fatte iniezioni di etere) come zone arrotondate, grigiastre, a contorno rossastro simile
ad ustioni; talora (nelle applicazioni bollenti
eseguite per stimolazioni periferiche) come zone
rosso giallastre simili a dermatosi, a contorni
che sembrano iperemici, e la cui produzione d
anche l'illusione del richiamo in vita.
Un'altra enorme difficolt su tale argomento,
data dalla putrefazione, che ad un certo
grado, modifica talmente l'aspetto delle ferite
che impossibile riconoscerne l'origine vitale,
e solo gli spandimenti sanguigni profondi, e
l'esame istologico accurato, possono portare
qualche luce nella risoluzione del quesito.

Premorienza.
Talora avviene che nello stesso luogo del
reato, o pi frequentemente in occasione di
grave disastro, si trovano pi persone morte,
e che il perito sia chiamato a giudicare chi
sia premorto.

247
Ci per derimere questioni di eredit od
altro (art. 24 C. C).
Per delucidare la questione, il perito deve

cercare di determinare possibilmente l'ordine


di successione nel quale i singoli individui sono
stati colpiti dalla violenza mortale, e quale
sia quella (nel caso che queste siano di varia
natura) che pu aver avuto pi rapido effetto.
Il perito deve anche tener conto del criterio
clinico per stabilire la rapidit con la quale
decorrono i singoli generi di morte.
Deve tener conto inoltre del criterio antropologico, e della resistenza individuale che ad
una data lesione possono offrire diversi individui (fanciulli, giovani, vecchi, sani e malati,
uomini e donne, ecc.).
Bisogna in tali giudizi esser molto cauti,
perch l'esperienza dimostra che tali presunzioni sono spesso del tutto arbitrarie e non
corrispondono alla realt dei fatti.
Nelle asfissie, per esempio, i fanciulli sono
pi resistenti degli adulti.
Quando dalle circostanze del fatto, e dagli
altri criteri non si possono raccogliere dati
sufficienti, il perito deve dichiarare l'impossibilit in cui si trova di dare una sufficiente
risposta. Il Codice prevede ci; e infatti presuppone nella mancanza di prove, che i diversi
individui siano morti tutti ad un tempo, e
quindi tra l'uno e l'altro non ha luogo trasmissione di diritto alcuno (art. 924 C. C).

248

Le conseguenze delle lesioni.

Il perito deve valutare una lesione non solo


dal punto di vista medico, ma anche da quello
giuridico, classificandola cio secondo le distinzioni del codice penale, e valutandone il danno,
le conseguenze, ecc.
Tutto ci regolato dall'articolo 372 del C. P.
il quale dice :
Chiunque, senza il fine di uccidere, cagiona
ad alcuno, un danno nel corpo o nella salute
o una perturbazione di mente, punito con la

reclusione da un mese ad un anno. La pena :


i della reclusione da uno a cinque anni,
se il fatto produca l'indebolimento permanente
di un senso o di un organo, od una permanente
difficolt della favella, od uno sfregio permanente del viso, ovvero se produca pericolo di
vita, od una malattia di mente e di corpo durata venti o pi giorni, o, per ugual tempo,
l'incapacit di attendere alle ordinarie occupazioni, ovvero, se commesso contro una donna
incinta ne acceleri il parto;
20 della reclusione da cinque a dieci anni,
se il fatto produca una malattia di mente o
di corpo certamente o probabilmente insanabile, o la perdita di un senso, di una mano,
di un piede, della favella, e della capacit di
generare, o dell'uso di organo, od una permanente deformazione del viso, ovvero, se commesso contro donna incinta, le produca l'aborto. '

- 249

Fuori dei casi preveduti nel precedente capoverso e nell'articolo successivo, se il fatto
non produca malattia o incapacit di attendere
alle ordinarie occupazioni, o se l'una o l'altra
non duri pi di dieci giorni, non si procede
che a querela di parte, e la pena della reclusione sino a tre mesi, o della multa da lire
cinquanta a mille,
Secondo questo articolo il medico-perito deve
stabilire nel primo referto quanto tempo potr
durare la lesione o se essa sia pericolosa di
vita; nel referto definitivo (allorch cio
avvenuta la guarigione anatomica della ferita)
il tempo che essa effettivamente durata e
se ha lasciato conseguenze e quali.
Riguardo al tempo, quindi, le lesioni si distinguono in lievissime, se durano meno di
dieci giorni; lievi, comprese tra i dieci o i venti
giorni, gravi e gravissime.
Per rendere pi chiara la classificazione giuridica delle lesioni le raggruppiamo tutte in
un prospetto:

Prospetto delle lesioni personali secondo Varticolo 372 del Codice pe.iale (dall'Hofmann).
I/ESIONI LIEVISSIME.

I,ESION*I LIEVI.

Non si procede che a querela di parte e la pena


della reclusione sino a 3 mesi se il fatto:

pena della reclusione da un mese ad un anno


se il fatto produca:
a) danno nel corpo, nella salute, perturbazione di
mente da io a 20 giorni.

a) non ha prodotto malattia o incapacit al lavoro;


b) se ha prodotto malattia o incapacit al lavoro della
durata di meno di io giorni.

1/*

I/ESIONI GRAVISSIME.

LESIONI GRAVI.

pena della reclusione da 1 a 5 anni se il


fatto produca :
a) indebolimento permanente di un senso;
di un organo;
id.
id.
b)
Ia

e)
d)

..........

permanente difficolt della favella;


/) sfregio permanente del viso;
g) pericolo di vita;
li) malattia di mente o di corpo durata 20 o pi giorni:
i) o per egual tempo (20 e pi giorni) l'incapacit
di attendere alle ordinarie occupazioni;
k) se commesso contro donna incinta ne acceleri il
e)

parto.

I,a pena della reclusione da 5 a io anni se il


fatto produca:
a) perdita di un senso;
id. di un organo;
b)
id. di una mano o di un piede:
e)
id. della facolt di generare;
d)
id. della favella;
e)
/) permanente deformazione del viso;
S)

h) malatta di mente o di corpo certamente o proba-

bilmente insanabile;

i)

.
k) se commesso contro donna incinta le produca

l'aborto.

251

Dato questo articolo del C. P. dobbiamo dire,


senza fare discussioni psicologiche, e senza addentrarci nella facile critica di tale articolo
quale sia il significato medico-legale dei criteri

giuridici suesposti. Tali criteri hanno dato


luogo ad un'infinit di discussioni giuridiche
e medico-legali, che qui non il caso nemmeno di riassumere.
Danno nel corpo. Conci s'intende ogni nocumento alla integrit fisica della compagine
organica.
Danno nella salute qualsiasi alterazione
nella funzionalit.
Perturbazione di mente ogni modificazione
qualitativa e quantitativa di tutte o di una delle
facolt psichiche (volont, sentimento, ecc.).
Incapacit di attendere alle ordinarie occupazioni. Quest'incapacit s'intende che debba riferirsi all'abituale tenore di vita; cio si deve
riferire all'incapacit professionale al lavoro,
non all'incapacit generale.
Lesioni gravi e gravissime.
Indebolimento permanente o perdita di un
senso o dell'uso di un organo. Perch si abbia indebolimento o perdita di un organo, bisogna che una data funzione sia indebolita o
perduta; cos, p. es., l'asportazione di un dito
non sar la perdita di un organo, ma l'indebolimento della funzione prensile; cos la perdita di un occhio sar l'indebolimento dell'or-

252

gano visivo, non la perdita, perch vi rimane


sempre l'altro occhio.
Per indebolimento o perdita di un organo
va anche inteso un organo interno; cosi, p. es.:
la perdita di un rene sar indebolimento permanente dell' organo urogenetico, la perdita
della milza, della funzione emopoietica ecc.
Permanente difficolt o perdita della favella
Con ci ben si comprende cosa abbia voluto
intendere il legislatore. Pu aversi sia per
lesione traumatica dell'apparecchio fonetico
(lingua, bocca, palato, ecc.) che per lesione
centrale.
Sfregio permanente o permanente deformazione
del viso. Per sfregi si deve intendere un nocumento alla regolarit del viso, all'armonia
dei lineamenti e alla bellezza (p. es., una cicatrice che per la sua estensione e posizione turba
l'armonia delle forme). Quindi lo sfregio limitato alla faccia. Secondo l'intenzione del
legislatore, e anche della maggior parte dei
medici legali, la faccia si estende dall'inserzione
dei capelli fino al mento, e dall'uno all'altro
orecchio.
Per deformazione s'intende invece una modificazione molto grave nell'euritmia del viso
e tale da destar ripugnanza (p. es., cicatrici
da vetriolo, perdita del naso, paralisi facciale, ecc.). Nel valutare questi dati il perito
deve tener conto, non solo delle modificazioni
che pu subire lo sfregio o la deturpazione,
per opportune cure o per il normale evolversi

253

della cicatrice, ecc.; ma anche, del sesso, dell'et, della professione dell'individuo leso(p. es.,
una vasta cicatrice sul volto di un vecchio
con folta barba sar men grave di una piccola
cicatrice sul volto di una ballerina.
Il pericolo di vita. Molto si scritto sul
pericolo di vita in medicina legale. Il concetto predominante per questo: il perito deve
giudicare il malato in pericolo di vita, quando
questo pericolo realmente esista (sia cio attuale), quando cio le condizioni generali del
malato siano cos gravi da lasciar supporre al
sanitario che maggiori sono le probabilit per
l'esito letale che per la guarigione. Non si deve
al contrario giudicare il malato in pericolo di
vita, quando tal pericolo sia potenziale, quando
cio, esso possa sopraggiungere in seguito a
complicazioni nel decorso della lesione.
Errano quindi dal punto di vista medicolegale, coloro i quali giudicano in pericolo di
vita tutte o quasi tutte le ferite penetranti,
che reclamano l'intervento operatorio.
Tali chirurgi, trincerandosi dietro questa
frase pericolo di vita credono di coprir la
loro responsabilit e salvare il loro amor proprio nel caso che il malato muoia in seguito
all'atto operativo, e non pensano che recano
un danno gravissimo al feritore, aggravandone
in modo sensibile la responsabilit penale. Si
sar sempre in tempo, a fare al magistrato
un 2 referto, allorch il ferito presenti condizioni pericolose di vita, e dichiarare al ma-

- 254

gistrato che l'individuo, il quale il giorno tale


riport lesioni giudicate guaribili in tanti
giorni, entrato in pericolo di vita.
Malattia di mente o di corpo durata 20 0 pi
giorni, 0 probabilmente, 0 certamente insanabile.
Anche per questo concetto molto si scritto
e discusso. Per il concetto di malattia, secondo l'intenzione del legislatore, non va limitato ad un processo morboso vero e proprio,
ma esteso a qualsiasi fatto lesivo del corpo o
della mente, locale o generale, limitato o diffuso, acuto o cronico, lieve o grave, riassumendosi su tal concetto qualunque danno nel
corpo o nella salute per cui lesa l'integrit personale, sebbene nel rimanente l'attivit umana
possa esplicarsi (Sent. Cass. 12 luglio 1895).
Il giudizio dell'insanabilit probabile o sicura, esclusivamente medico o chirurgico.
Bisogna per distinguere l'insanabilit, dallo
indebolimento permanente, che conseguenza
di un processo morboso gi estinto; p. es., una
tubercolosi polmonare traumatica costituir
malattia insanabile, la perdita di un dito l'indebolimento di un organo.
La distinzione tra i due concetti non per
sempre facile, e il Severi consiglia di basarsi
sulla gravit del processo lesivo, considerando
che molto pi grave la malattia insanabile
che l'indebolimento di un senso o di un organo.
Perdita di una mano 0 di un piede. Ci va
considerato non solo dal punto di vista anatomico, ma anche funzionale ; p. es., la paralisi

braccio, costituisce perdita

255

permanente di un
dell'uso dell'arto e della mano corrispondente,
e non indebolimento (Cassaz. 20 aprile 1895).
Perdita della capacit a generare. Questa si
verifica sia che la lesione abbia prodotto perdita anatomico strumentale (impo lentia coeundi
strumentale), sia che abbia prodotto inattitudine al coito per perdita della funzione (impotentia coeundi funzionale), sia che abbia prodotto solo impotentia genefandi, pur mantenendosi l'attitudine al coito (Vedi anche capitolo sull'impotenza).
Acceleramento del parto. Produzione di aborto.
L'aborto pi grave dell' acceleramento di
parto perch non consente in nessun caso la
continuazione della vita del nuovo essere. Il
limite fra aborto e parto prematuro deve esser
pi che altro, stabilito dall'esame del prodotto
del concepimento. Si parler di aborto quando
il feto non sia pervenuto al necessario sviluppo
organico-funzionale da consentirgli di vivere
fuori dell'utero materno (in media dopo 210
giorni di gestazione). (Cfr. anche i capitoli sulla
gravidanza, aborto, infanticidio).
La morte, conseguenza di lesione personale,

La pi grave conseguenza che pu seguire


ad una data lesione, da taglio, da punta, da
fuoco, ecc., la morte dell'individuo pi o
meno rapida, e pi o meno direttamente legata al trauma.

256

Gi abbiamo detto (vedi pag. 127) delle cause


generali che possono condurre immediatamente
o in tempo pi lungo a morte l'individuo; ora
dobbiamo svolgere i quesiti medico-legali che
per solito ci vengono rivolti dal magistrato
allorch per dimostrata lesione personale avvenuta la morte dell'individuo.
I quesiti sono molteplici; tra questi i pi
importanti sono due:
a) trattasi di suicidio, omicidio, accidente?
b) la morte fu causata unicamente dalla
lesione, o a determinare l'esito letale hanno
contribuito altre cause (Questioni sulle concause) o pi lesioni?

Suicidio Omicidio Accidente.


Questo quesito presenta spesso difficolt insormontabili, specie se il perito sin dalle prime
indagini, non tiene presente, che le notizie
che gli sono fornite possono essere errate.
Un aforisma medico-legale dice che spesso
i casi pi semplici sono i pi complicati ;
e ci esattissimo: quindi il perito sin dai
primi suoi atti, non trascurer le minime particolarit del caso. Non si sarebbero certo
avuti i casi Modugno, Salaris e tanti altri, se
i primi periti accorsi, avessero proceduto con
cautela, con ordine, con obiettivit.
Per la risoluzione di questo quesito, infatti,
il perito deve trar partito dalle pi minute
circostanze del caso; tutto valutare con cri-

257

tica sana ed obiettiva, evitando conclusioni


affrettate e non diligentemente ponderate ;
procedere con metodo razionale d'indagine,

fissare, con tutti i mezzi che la scienza medicolegale, e la Polizia scientifica pongono a sua disposizione, le pi minute circostanze del cadavere e del sopraluogo secondo quanto abbiamo
gi scritto (vedi pag. 27); e fondare poi il proprio giudizio non sopra un sintoma isolatamente considerato, ma su tutto il complesso
sintomatico, aiutandosi, ove ne sia il caso,
con indagini psicologiche sul presunto reo,
sugli atti processuali, sulla vita retrospettiva
del supposto ucciso.
Quindi, per la risoluzione del quesito, non
si possono dare al perito norme fisse generali,
nelle quali tutto elencato e considerato; solo
si pu dare una guida sulle indagini peritali,

e sugli elementi sui quali chiamato a giudicare.


Del suicidio in generale.

Il numero dei suicidi va continuamente aumentando, e ci sia in conseguenza dell'aumento della popolazione, sia per la cresciuta
difficolt della vita in rapporto alle maggiori
esigenze del vivere e al vertiginoso svolgersi di
tutte le azioni sociali, sia per l'aumento continuo di malattie nervose e mentali, dell'alcoolismo e della sifilide.
Sesso. Le statistiche di tutti i paesi dimostrano che i suicidi sono pi frequenti nel
17 A scarelli.

258

sesso maschile; ci per la maggior debolezza


fisica e mentale della donna, per la sua minore
energia e per la parte meno importante che
essa esercita nella lotta per la vita.

Et. Il maggior numero dei suicidi si riscontra fra i 35 e i 50 anni, ma si hanno suicidi in tutte le et, dalla fanciullezza (anche
in bimbi di 5 anni) all'estrema vecchiaia.
I suicidi dei ragazzi al disotto dei 15 anni,
costituiscono l'i.8 %.
Genere di morte. L'esperienza dimostra che
certi generi di suicidio prevalgono grandemente
su altri, come per es., l'annegamento e l'impiccamento. Ci, sia perch possono esser messi in
esecuzione senza speciali e lunghi preparativi,
sia perch si credono di esito sicuro e di pronto
effetto, sia perch son ritenuti poco dolorosi.
II genere di morte prescelto varia molto
anche secondo la professione (p.es., nei militari
frequente il suicidio per arma da fuoco), e le
condizioni etniche (in Roma, p. es., dalle nostre statistiche risulta pi frequente di ogni
altro il suicidio per annegamento, poi quello per
arma da fuoco, precipitazione, avvelenamento
per sublimato).
Una influenza notevole l'esercita anche l'imitazione che si palesa non solo in quelle epidemie di suicidio che di tanto in tanto si succedono nelle grandi citt, ma anche nella scelta
del suicidio e del luogo ove esso viene compiuto. E in ogni grande citt esistono determinate localit (parchi, ponti, ecc.), dove i

259

suicidi avvengono di preferenza. L'imitazione


ha grande importanza specie nelle donne e nei
ragazzi.
Antagonismo col delitto. I suicidi sono in
maggior numero, dove gli omicidi sono rari,
e viceversa. In Italia, p. es., i suicidi sono
molto pi rari nell'Italia meridionale e insulare
che nelle regioni settentrionali.
In genere man mano che cresce la coltura
in un paese, ingrossa il numero dei suicidi e
diminuisce quello degli omicidi; il suicidio
infatti rarissimo nei selvaggi.
Cause del suicidio. Sono le pi diverse. Talora
avviene in stato di alienazione mentale (specie
nei malinconici e nei paranoici), talora per dissesti finanziari, per onore, sofferenze fisiche,
stato passionale, ecc. Per il pi delle volte
indice di debolezza mentale, pur non ritenendosi che ogni suicidio sia da attribuirsi ad
alienazione mentale.
Modalit del suicidio. Moltissimi suicidi vengono compiuti di nascosto, in luoghi occulti
o remoti, altri invece vengono eseguiti con
ostentazione. Talora il suicida cerca di render
difficile o impossibile l'identificazione del proprio cadavere, talora cerca di dissimulare il suicidio sotto l'apparenza di un reato. L'occultamento del suicidio pu esser opera dello stesso
suicida per riguardo ai suoi cari, per non far
incorrere questi in spiacevoli conseguenze dal
punto di vista sociale o finanziario (perdita
di pensioni, di assicurazioni, ecc.); pu d'ai-

26o

tra parte esser praticato dai congiunti per

riscuotere premi di assicurazione od altro; pu


infine esser eseguito dal personale di custodia
delle carceri, dei manicomi, per sfuggire ad
eventuali responsabilit.
Tutto ci di primaria importanza nella
valutazione del quesito omicidio o suicidio e
tali considerazioni vanno sempre premesse
nella trattazione medico-legale del problema.
Ma facendoci pi addentro nell'esame della
questione, richiamiamo l'attenzione del perito
sull'esame del sopraluogo (ambiente, armi, medicine, scritti) che deveessereminuzioso quando
il perito chiamato a dare il giudizio sulla
morte di un individuo, sull'esame del cadavere, degli indumenti, delle macchie e delle
impronte, ecc. (Vedi pag. 35). Il perito inoltre non deve tralasciare di rilevare e notizie sul presunto reo, valutando, se il genere
di morte constatata, le ferite, la regione colpita,
la forza dimostrata atta a produrre la lesione,
dimostrino nel delinquente un'agilit, un'astuzia speciale, un destrismo o un mancinismo.
Deve infine stabilire, se sul reo presunto si riscontrano traccie di lotta, (graffiature, colpi
d'unghie) e a che epoca approssimativa esse ri montano, notando la lunghezza e la resistenza
delle unghie, esaminando i suoi indumenti, ecc.
Il suicidio ammissibile solo alla condizione,
che la sede e la direzione delle ferite ammettano la possibilit che possa l'individuo stesso
essersele inferte. Le ferite del suicida risiedono

2I

in genere in quelle regioni corrispondenti a


quegli organi di cui, per conoscenza generale le
lesioni riescono pi facilmente mortali, mentre,
l'assassino colpisce per lo pi ad azzardo e replicatamente. La molteplicit delle ferite non
esclude per il suicidio, poich vi
sono molti esempi
di individui che
non solo si sono
uccisi con pi ferite, (ricordiamo un
caso personale, di
un individuo che si
uccise con 24 pugnalate) (Vedi figura 15) ma anche
impiegando diverse armi e multipli
mezzi di suicidio
(arma da fuoco e
Fig. 15.
precipitazine, avvelenamento e impiccagione, ecc.). N si deve escludere il suicidio
sol perch si riscontrano pi ferite tutte mortali, supponendo che l'individuo abbia dovuto
soccombere immediatamente ad una di queste
ferite, e si^ stato incapace di prodursi le altre.
Si tenga conto che ferite anche estremamente
gravi possono non uccidere subito, e possono
anche dar agio al compiersi di atti coscienti,
e al ripetersi di altri atti suicidi.

262

Tipico a questo riguardo il caso Schlosser,


illustrato dall'Ottolenghi e Serratrice, (Vedi

Fig. 16.

Fig.

17-

fig. 16-17) di un individuo il quale dopo essersi

esploso un colpo di fucile al volto, riusc ad im-

piccarsi.
Delineato cos, quale debba essere il compito
generale del perito, in tale importantissima
questione, veniamo ad illustrare il problema
sui vari generi di morte finora trattati.
Suicidio, omicidio, accidente nella morte per
arma contundente. I casi di morte per ferita
da arma contundente, sono quasi sempre dovuti ad omicidio. Solo pochi sono i casi, descritti nella letteratura, di suicidi compiuti con
tal mezzo (colpi di martello, ecc.), e riguardano
solo individui alienati.
Non molto rara, invece, la morte accidentale per arma contundente (ubriaco che sbatte

263

violentemente contro una spranga di ferro ; individuo colpito da un martello o altro oggetto
caduto dall'alto, ecc.), ed in alcuni casi, la
diagnosi differenziale riesce oltremodo difficile.
Poco vale talora la valutazione esatta della ferita, e la maggior parte dei criteri differenziali
deve il perito trarli dall'indagine del sopraluogo,
dall'esame esterno del cadavere, e dai criteri
generali che pi sopra abbiamo esposto.
Suicidio, omicidio, accidente nelle morti per
ferite d'arma da taglio. Scannamento. E' mezzo
di omicidio e di suicidio non raro. Il suicida
si pone per lo pi in posizione eretta o seduta,
ponendo la testa in estensione, e la ferita che
egli s'inferisce presenta per lo pi un decorso
dall' alto al basso, e da sinistra a destra (o viceversa se l'individuo era mancino); di rado si
osservano tagli trasversali. Si tenga in mente
per, che il punto d'inizio l'estremo pi alto,
perch il suicida inclina un po' la testa dal lato
opposto a quello della mano che tiene l'arma.
Il taglio, nei suicidi, per lo pi nella regione
laringea, e di rado interessa tutte le parti molli
fino alla colonna vertebrale per quanto possa
essere stato violento il colpo suicida e l'arma
tagliente; nell'omicidio la ferita trasversale
e molto profonda; inoltre la lesione interessa
pi una met del collo che l'altra, ed pi
profonda laddove ebbe inizio la ferita. Per
anche neh" omicidio se la vittima fu assalita alle spalle la ferita molto estesa verso

destra.

264
Il ritrovarsi pi tagli sul collo non ha grande
importanza, specie se vicino ad un taglio profondo altri se ne notano pi piccoli e superficiali. Spesso un sol colpo, infatti, produce pi
tagli, e frequentemente ci avverasi nella regione del collo, come anche in altre regioni
(piega del gomito, ecc.), nelle quali si formano
con facilit delle pliche cutanee, di modo che
la pelle, molto lassa in queste regioni e non
sufficientemente distesa, viene sotto il tagliente pi volte. Pi tagli, possono poi derivare da colpi multipli, infertisi dal suicida. Ha

invece molta importanza il rinvenire pi ferite


profonde in diverse parti del corpo.
Il suicida, frequentemente, complica il suicidio per scannamento, con altro mezzo, specialmente con la recisione delle vene; ci non
mai avvenuto nell'omicidio.
Non contraddice il suicidio, il trovare il cadavere lontano dal luogo dove si suppone essersi il suicida inferte le ferite, perch si son
visti compiere atti coscienti ad individui, anche
dopo la recisione della carotide (Hofmann).
Il perito deve anche badare alla disposizione
e all'aspetto delle macchie di sangue; se la gola
tagliata mentre l'individuo era a giacere '
(cosa che non accade mai nei suicidi), il sangue
cadr sui lati del collo, sempre che l'individuo
non siasi dopo la ferita rialzato; la mano inoltre
con cui il suicida si ferisce rimane sporca di
sangue, e il ritrovarla invece pulita forte indizio di omicidio.

265

anche importantissimo il ricercare segni


di lotta sul cadavere. Talora si riscontrano
nelle mani della vittima tagli trasversali sulle
dita, che stanno ad indicare come essa per difendersi abbia anche preso a ferme mani il coltello; tal'altra si trovano capelli dell'assalitore
sotto il letto ungueale della vittima, ecc.
Suicidio od omicidio per arma da punta.
Rarissimo il suicidio, frequentissimi gli omicidi. Il perito deve sopratutto badare se la regione ferita tale che contro di essa poteva
comodamente l'individuo vibrarsi il colpo, e se
il tragitto e la direzione corrispondono all'atteggiamento in cui doveva trovarsi il suicida. Ferite multiple in una stessa regione hanno poca
importanza, anzi ferite numerose in una regione limitata parlano pi per suicidio che per
omicidio Si osservi se il coltello ha attraversato molti indumenti, perch il suicida che si
ferisce, cercando di recarsi il maggior danno,
denuda quasi sempre la regione su cui vuol
colpirsi.
Suicidio, omicidio, accidente nelle ferite d'arma
da fuoco. frequentissimo il suicidio e l'omicidio. Di regola i suicidi si sparano il colpo alla
tempia, all'orecchio, alla bocca, alla regione
cardiaca, ma queste regioni possono anche esser
colpite dal colpo omicida, e, viceversa. Hofmann
cita il caso di un uomo che si suicid sparandosi un colpo di pistola alla nuca.
Un elemento importante dato dal ritrovare
i caratteri della ferita a bruciapelo; per un

266

assassino pu anche tirare a bruciapelo sulla


sua vittima, e, d'altra parte, anche nei colpi
a bruciapelo pu mancare, per es., il tatuaggio
quando l'arma e la polvere impiegata non ne
permettevano la formazione (Vedi pag. 205).
La posizione del forame d'entrata e la direzione del tragitto debbono essere in relazione
con la posizione che doveva avere il suicida.
Non bisogna per dimenticare che il tragitto
nelle ferite d'arma da fuoco pu esser profondamente modificato dalle frequenti deviazioni che subisce il proiettile (Vedi pag. 211).
Ed ben nota la frequenza dei tragitti
cos detti aberranti, capricciosi, dei proiettili,
che mettono spesso in serio imbarazzo il medico perito, poich sono quasi inspiegabili.
Il ritrovare l'arma scarica, non ha molta
importanza, e cos pure trovar il cadavere con
l'arma impugnata, sia perch questa potrebbe
esser stata messa dall'omicida fra le mani
della vittima, (prima del sopraggiungere della
rigidit), sia perch l'individuo potrebbe esser
stato colpito, mentre teneva un revolver impugnato.
Molto importante il ritrovare la mano del
cadavere annerita dalla polvere; l'annerimento
pu trovarsi nei suicidi su ambo le mani, perch questi per non far deviare il colpo, possono
aver tenuta fissa la canna dell'arma coll'altra
mano. Il non trovare per le dita annerite, ha,
relativamente, scarsa importanza, specie se i
proiettili sono a polvere senza fumo.

267

Talora, sul dito che premette il grilletto dell'arma, si riscontra una piccola depressione, che
costituisce elemento decisivo per il suicidio,
a meno che non ci sia stata rissa e tanto
l'assalito che l'assalitore abbiano esploso uno
o pi colpi d'arma da fuoco.
Molto importante anche la constatazione di
piccole lesioni dovute al rinculo dell'arma e prodotte dall'impugnatura o da altra sporgenza.
Non depone contro il suicidio, il ritrovarsi
pi colpi d'arma da fuoco anche quando il primo
colpo abbia leso organi vitali, perch, come gi
si detto, anche dopo gravissime lesioni, pu
persistere l'attitudine a compiere ulteriori atti
e oltre il caso gi ricordato (Vedi fig. 16-17)
moltissimi altri ne sono citati dagli autori.
Suicidio od omicidio, accidente nelle morii per
ustioni. Rari sono i suicidi, rarissimi gli
omicidi, ed impossibile dare criteri differenziali, i quali balzano fuori caso per caso
dalle numerose circostanze. Il Ziino, p. es., riporta un caso in cui pot fare la diagnosi diffe renziale dalla constatazione, che trovandosi le
regioni ustionate in punti diversi del corpo,
ed essendo le ustioni date da acqua bollente,
non poteva il liquido essersi riversato accidentalmente sull'individuo, (poich in tal caso
solo una parte del corpo sarebbe stata bruciata), ma doveva invece esser stato il liquido
gettato addosso alla vittima.
Spesso, l'assassino, cerca di nascondere le
tracce dell'omicidio, abbruciando il cadavere;

268

in tali casi si cercher di ritrovare quelle ferite che avranno cagionato la morte, e si cercheranno tutti i segni delle ustioni in vita ed
in morte [eritema cutaneo, vesciche con siero,
(eccezionali solo nei cadaveri edematosi) aspirazioni di fumo negli alveoli, ecc.J.
Suicidio, omicidio, accidenti nelle morti per
inanizione. Il suicidio per fame rarissimo,
lo si notato solo negli alienati e nei prigionieri (p es. gli scioperi della fame nelle carceri
russe).
Omicidi non se ne commettono che nelle
condizioni cui sopra abbiamo accennato (abbandono d'infanti o di vecchi, infanticidi).
(Cos in Inghilterra nel famoso Penge Fall
e nel processo contro la famiglia Barny che
fu accusata di sopprimere i bambini per mestiere, lasciandoli morir di fame). In questi casi

quasi sempre si ha a che fare con morte da


inanizione lenta.
Del resto pi frequente di ogni altra la
morte accidentale da inanizione (sperduti, naufraghi, operai minatori, ecc.).
I criteri differenziali sono dati dal rilievo di tutte le circostanze accessorie di
temperatura, di et, di sesso, di abitudini;
dalle indagini sul sopraluogo, dall' autopsia, ecc.

Omicidio, suicidio, accidente nella morte per


precipitazione. L'omicidio eccezionalmente
raro, e i pochi casi descritti non si riferiscono
ad adulti gettati a viva forza, ma solo ad

269

individui gettati dall'alto per sorpresa o in


condizioni speciali (stato di ubbriachezza, stordimento, ecc.), o a bambini in tenerissima et.
Infatti per gettare un individuo dall'alto, e specialmente da una finestra con davanzale di una
certa altezza, e di una ristretta ampiezza,
necessaria una forza dell'avversario straordinariamente superiore a quella della vittima ; e
ben difficilmente pu un individuo da solo essere capace di ci.
Il suicidio per precipitazione invece molto
frequente, esso rappresenta in media il io %
di tutti i suicidi, ed molto pi frequente
nelle donne che negli uomini.
Numerosi sono poi i casi citati in cui fu
potuto effettuare il suicidio per precipitazione
malgrado la pi attenta ed oculata vigilanza
esercitata sull'individuo.
Pochi elementi si possono trarre per tale
questione dall'esame del cadavere.
In generale nei casi di omicidio, il terrore e
la paura possono far perdere la completa coscienza, e cos restando paralizzato ogni movimento ed ogni sforzo, non si ha violenta contrazione muscolare, e sul corpo non si producono che raramente fratture e lesioni indirette. E su ci richiama l'attenzione il Treves,
il quale afferma che con grande probabilit si
pu escludere l'omicidio, quando si riscontrano
evidenti lesioni indirette.
Gli stessi criteri detti per l'omicidio valgono
anche per la precipitazione accidentale, es-

270

sendo l'individuo anche in questo, sorpreso


nella caduta.
Il Fischer detrae da una numerosa statistica
questi dati riguardo alle diverse lesioni nella
precipitazione accidentale e volontaria:
Suicidio Accidente

Rottura dell'aorta
della trachea.

...

del fegato
dell'arto superiore
del bacino

8.2

4.1

5.5
50.0
16.6
25.0

0.4
25.0
8.3
1.4

Nei 40 casi di morte per precipitazione che


ho avuto occasione di esaminare (29 casi di
suicidio e 11 di accidente) furono riscontrate:
Lesioni in pi parti del corpo : suicidio 29
(100 %), accidente (18.2 %).
Lesioni in una sola parte del corpo: suicidio zero, accidente 81.9 %.
Lo Schmidtmann dice che nei casi di precipitazione accidentale od omicida, il corpo cade
quasi perpendicolarmente, ed anzi in un caso
fu trovato con la schiena appoggiata al muro
della facciata. Nei suicidi invece, per la spinta
che essi volontariamente si danno, il corpo va
a cadere alquanto lontano; ed il Tovo su 14
casi di suicidio per caduta dall'alto, trov che il
corpo caduto dall'altezza di 13-15 metri and
a m. 1.50-2 di distanza; dall'altezza di 15-20 m.
and a m. 2-2.50 di distanza ; dall'altezza di
m. 22 and a m. 2.50-3 di distanza.

271

Oltre a tutti questi elementi, il perito deve


tener gran conto, nelle risoluzioni di questi
problemi che sono di estrema gravit e difficolt, dello studio dell'incartamento processuale e del risultato delle indagini psicologiche
ch'egli deve intraprendere sul supposto imputato, e che deve trarre dalla conoscenza della
vittima.
Le coneause.

La questione delle concause talora una


delle pi difficili a risolversi dal perito, ed
quella che nei dibattimenti d luogo al maggior numero di contestazioni e di discussioni.
Sono gli articoli 367 e 368 del C. P. che
pongono il quesito, e diminuiscono la pena nel
caso che la morte non sarebbe avvenuta senza
il concorso di condizioni preesistenti ignote al
colpevole, 0 di cause sopravvenute e indipendenti
dal suo fatto .
La concausa dunque quel fattore che insieme con altro produce un dato effetto (la
morte), che ciascuno dei due non sarebbe in
grado di determinare da solo. Quindi, per la
applicazione dell'articolo, bisogna: a) che sia
avvenuta la morte; 6) che la lesione di per s
non fosse tale da determinare l'esito letale;
e) che all'esito abbiano concorso cause preesistenti ed ignote, o sopravvenute e indipendenti.

272

I.

-T-

Coneause preesistenti.

Non compito del perito trattare se la concausa pi o meno nota al colpevole: ci


compito del magistrato.
Le concause preesistenti possono essere:
a) Fisiologiche. Condizioni fisiologiche
che tanto aggravano una data lesione da
renderla mortale. Per non debbono essere considerate concause le condizioni organiche, che
rappresentano quelle modificazioni di organi
che continuamente si avverano in tutte le
et ed in tutti i sessi, e che pur possono
rendere letale una ferita (p. es. stomaco pieno,
vescica piena). Vi questione nell'ammettere
la concausa nelle ferite dell'utero gravido (il Filomusi, p. es., non l'ammette, il Borri, 1' Hofmann s). Noi, con questi ultimi autori, crediamo
debba ammettersi la concausa se la gravidanza
ignorata, come pu frequentemente essere
nei primi mesi.
b) Anatomiche. Cio difetti congeniti o
ectopie vescicali pur compatibili con il pi
perfetto stato di salute [cos p. es., situs viscerum inversum - difettosa ossificazione della
vlta cranica (meningocele, ecc.)], ecc.
e) Patologiche. Condizioni morbose che
riguardano: sialo stato generale dell'organismo,
sia alterazioni puramente locali: (aneurisma,
ascesso epatico, tumori splenici da malaria).
Vi sono infatti individui predisposti, che ad

273

un trauma anche non grave, rispondono con


fenomeni i quali si discostano da quelli che
ordinariamente si avverano nei sani: la sifilide,
la gotta, l'emofilia, la tubercolosi, l'ateromasia
grave, ecc., sono tutte malattie generali che
modificano, aggravando e rendendo anche letale, il decorso di una lesione.

II.

Concause sopravvenute.

Sono estremi di queste : a) la lesione che di


per s non sarebbe stata letale; b) la sopravvenienza di una circostanza atta a turbarne il
normale'andamento; e) l'indipendenza di que-

sta circostanza.
Il dimostrare che il fatto violento non sarebbe stato da solo sufficiente a produrre la
morte, talora quesito difficilissimo che il
perito deve risolvere con esatta valutazione
dei criterio clinico e anatomo-patologico. Si
pensi che, con i progressi della moderna chirurgia, anche lesioni gravissime possono guarire; per questo criterio non va esteso ed applicato in modo cosi rigoroso, da far, p. es.,
non ritenere mortale una ferita anche del cuore,
perch talora le ferite del cuore sono guarite.
N si deve ricercare con estrema sottigliezza
qualsiasi causa, sia preesistente che sopravvenuta, per addossare a questa, quella importanza
che si vuol togliere alla lesione primitiva: p. es.,
una lieve infezione, una modica ipertrofia di
cuore, una tubercolosi latente, ecc.
18

Ascarelli.

274
Ci costituirebbe

un grave errore medicolegale, e pi che altro uno svisamento del concetto dal quale stato guidato il legislatore,
ed un meschino rimedio curialesco, cui purtroppo talora anche alcuni medici si abbando
nano per sostenere in pubblici dibattimenti, tesi
insostenibili, gettando il discredito ed il ridicolo
sulla scienza medico-legale e sulla classe medica, e offrendo quel turpe spettacolo di aspro
e violento dibattito tra cos detti periti di accusa e di difesa.
La maggior difficolt per sta nel valutare
il fattore di indipendenza. Il Filomusi parla
d'indipendenza assoluta, sia rispetto all'origine
che al decorso; d'indipendenza solo per l'origine
o per il solo decorso; di dipendenza e per l'origine e per il decorso.
Il Borri considera pure tre ordini, e cio:
i una dipendenza assoluta, con stretto nesso di
causalit, essendo l'evento conseguenza unica ed
esclusiva del fatto del reo. Inammissibile la concausa. Es. : ferite penetranti nell'addome,peritonite, morte. 20 Una indipendenza assoluta.
L'evento si effettuato per un fattore estraneo
che interrompe il nesso di causalit Es. : lieve
ferita, applicazione di ragnatela, tetano, morte.
complicazione,
avendo
origine
La
preso
pur

dalle ferite, indipendente dal fatto del reo,


perch avvenuto un nuovo fattore con la prepregiudizievole applicazione delle ragnatele che
inocularono il tetano. Il feritore non deve rispondere che di semplice lesione, e quindi non

275

si deve parlare di omicidio con concausa.


3 Un'indipendenza relativa.L'esito letale prende occasione esclusivamente dal fatto del reo.
Esiste la concausa. Es. : un tale riceve un colpo
di bastone, convenientemente medicato, ma
muore di tetano. La morte conseguenza della
lesione alla quale va esclusivamente attribuita, ma si tratta di complicazione non necessaria.
A noi sembra che tutte queste questioni di
dipendenza o indipendenza siano pi che altro
di valutazione giuridica e siano una disquisizione filosofica sul principio di causalit.
Il perito deve solo occuparsi del rapporto
che esiste tra ferita e morte, indipendentemente dal fatto giuridico. Esaminando caso
per caso gli eventi e le circostanze occorse,
senza generalizzare, facendo un' esatta critica dell'andamento clinico del morbo e dei
risultati necroscopici, il perito non deve emettere giudizi su criteri di possibilit. Secondo
noi, alla parola indipendenza non deve darsi
il significato letterale, poich quasi impossibile che si abbiano processi morbosi sopravvenuti, che abbiano concorso con la lesione
all'esito letale, senza aver con la lesione rapporto alcuno. Si deve applicare la concausa,
quando nel decorso della lesione, che da per
s non sarebbe riuscita letale, sia intervenuto
un quid fortuito, accidentale.
E detto ci, veniamo a considerare alcuni
fatti speciali che molto frequentemente si ve-

276

rificano nel decorso delle lesioni e sulle quali


spesso il perito chiamato a dare il suo
parere.
a) Infezione delle ferite. Il Modica crede
che l'infezione non rappresenti concausa, il
Filomusi di parere opposto. Anche qui non
si deve generalizzare, poich le infezioni possono essere tali da rappresentare una complicazione non rara delle ferite, (peritonite in seguito a ferita penetrante) e la concausa
inammissibile; possono invece rappresentare
una rara complicazione in seguito anche a
lievi lesioni, (tetano, eresipela, pioemia) e allora
la concausa va ammessa. E in tal senso vi
anche una sentenza di Cassazione.
b) Malattie polmonari. In tali casi
specialmente il criterio anatomico che deve
essere di guida alla condotta del perito. Per
es. possiamo avere a che fare con una polmonite ipostatica,, prodotta in individui i quali,
per la gravit della ferita, sieno costretti a
lunga degenza: in tal caso la polmonite ipostatica non costituisce concausa. Invece pu
trattarsi di una lesione non molto grave, ma
in un vecchio con attivit cardiaca affievolita,
oppure pu darsi che la ferita siasi complicata
con suppurazione prolungata, che abbia obbligato l'individuo a star molto tempo a letto
e quindi siasi in esso sviluppata polmonite
ipostatica: in tal caso questa assume l'importanza di concausa. Eppure, in ambedue
i casi, la morte dovuta ad una causa mor-

277

bosa sopravvenuta della stessa entit, polmo-

nite ipostatica.
Un altro esempio: il paziente muore per
polmonite crupale. Se questa sopraggiunse in
individuo non operato, che( non ebbe lesioni
toraciche, ecco che la polmonite rappresenta
una malattia intercorrente e l'individuo non
deve rispondere che di lesioni. Invece, se il
ferito fu cloroformizzato, conoscendosi la relativa frequenza delle polmoniti postoperatorie, e sapendosi come l'anestesia produca
frequentemente alterazioni polmonari (congestioni, focolai pneumonici), va ammessa la

discriminante della concausa.


Ugualmente si dica per le morti da cloroformio. Sebbene la narcosi sia stata necessaria,
siccome la morte per cloroformio rappresenta
l'eccezione non la regola delle cioroformizzazioni, cos anche in questi casi la concausa
va ammessa.
vSintetizzando, il criterio medico legale deve
essere questo:
Non si deve generalizzare il concetto della
concausa, ma studiare ogni singolo caso. Non
si deve pretendere per ammettere la concausa
un'indipendenza assoluta, ma sulla base e sulla
critica rigorosa del criterio clinico e anatomico,
considerare se la complicazione fu conseguenza
fortuita, rara, difficile ad avverarsi; e tener
conto specialmente della gravit della lesione.
Sulla scorta di tutto ci, il perito sar in
grado di formulare il giudizio.

278

Concause concomitanti.

Oltre le concause preesistenti e sopravvenute, sebbene non ammesse dal C. P., il perito deve tener presente anche le concause
concomitanti, p. es. il colpo morale e lo spavento possono esser tali da aggravare in molti
casi il decorso di una lesione e produrre la
morte.
Concause nelle lesioni personali.

Il

P. ammette le concause nell'omicidio


volontario e nell'omicidio preterintenzionale e
C.

non nelle lesioni personali.


Con tutto ci, se esistono queste concause
preesistenti o sopravvenute, che pur senza cagionare la morte abbiano aggravato il decorso
di una lesione, dovranno dal perito essere poste
in luce.
Esse costituiranno un fatto che sar valutato dal giudice per determinare la responsabilit del feritore dentro i limiti di pena stabiliti dal C. P. Una sentenza di Cassazione
stabilisce infatti, che in tema di lesione personale le concause siano calcolate sulla determinazione della pena, senza che si dia luogo ad
una speciale diminuzione della pena stessa.

279

Esclusione di altre cause di morte.

In un cadavere si possono trovare alle volte


pi lesioni, ciascuna di per s capace di produrre la morte. E ci molto importante,
quando l'individuo morto in seguito ad una
rissa cui han partecipato pi persone.
Per tale quesito valgono pi che altro i
criteri e l'esperienza clinica sulla gravit delle
singole ferite. Per es., riscontrando la ferita
di un grosso vaso arterioso e un'altra anche
gravissima, si dir che la morte dovuta alla
ferita dell'arteria: di fronte a due arterie ferite, si attribuir la morte a quella che pi
rapidamente pu aver condotto ad un dissanguamento, ecc.
Potr per esser ottimo indizio per risalire alla ferita mortale, cercare di stabilire
quale lesione fu inferta prima, e quale dopo.
Perci, bisogna prendere in esame il grado
con cui nelle diverse lesioni si presentano i
fenomeni vitali, perch si deve ammettere che
lesioni le quali colpiscono l'organismo nella sua
integrit, debbano presentare tali fenomeni pi
estesi e pi intensi,e la differenza potr esser
molto accentuata, se la prima ferita fu molto
grave e la seconda o le altre, inferte gi in periodo agonico.
Pu darsi poi il caso di riscontrare pi ferite, nessuna di per s mortale, ma che tutte

28o

insieme l'una aggravando l'altra, abbiati potuto produrre l'esito letale, per schock, pelle diverse emorragie, per il cumulo delle funzioni lese, ecc. In tali casi si incontrano notevoli difficolt e non si possono dare precise
e sicure norme peritali.

V.

LE ASFISSIE.
Le asfissie in generale

I diversi generi di morte

asfittica Annegamento Impiccamento


Strangolamento Strozzamento Soffocazione.

Le asfissie in generale.

La morte asfittica quel genere di morte che


si produce per cessazione del ricambio gassoso
respiratorio.
Secondo questo concetto generico, molte
sono le forme di asfissia, e abbiamo morti
asfittiche ;
a) per cause intrinsecheall'organismo (lesioni
del sistema nervoso, circolatorio, respiratorio),
determinate o da fattori patologici (es. pneumotorace) o da fattori tossici, che esercitano
la loro azione paralizzando i muscoli della reptazione (curaro) o tetanizzandoli (stricnina);
6) per cessazione della cosidetta respirazione
interna, sia per eccessiva scarsezza di sangue
nell'albero polmonare, (embolia polmonare) sia
per la perduta propriet del sangue di caricarsi

282

di ossigeno (asfissie tossiche per ossido di carbonio o per altri veleni ematici);
e) Infine una terza forma di asfissia quella
determinata da un impedimento meccanico
alla penetrazione dell'aria nei polmoni. questa appunto l'asfissia meccanica, e a ci
ristretto // concetto medico-legale dell'asfissia,
che comprende la soffocazione, la sommersione,
lo strangolamento, l'appiccamento, ecc.

Tutti questi generi di morte, presentano dei


tratti analoghi sia in rapporto ai disordini funzionali cui possono dar luogo, sia alle lesioni
a natomo-patologiche.

Sintomi e meccanismo.
Nel decorso dell'asfissia si notano quattro
periodi :
i Silenzio respiratorio. L'individuo cerca
di sbarazzarsi dell'ostacolo frapposto al respiro
sospendendo volontariamente i movimenti'respiratori. Non dura che 40-50 secondi al massimo.
20 Periodo dispnoico:
a) inspiratovio. Dura in media un minuto e consiste in una serie di movimenti a
carattere prevalentemente inspiratoriob) espiratorio o convulsivo. Dura pochissimi secondi, s'inizia con perdita di coscienza,
frequente perdita di feci e di urina, e specie
di sperma per rilasciamento degli sfinteri; seguono le convulsioni dapprima cloniche poi

di opistotono. In taluni

283

tetaniche, con accesso


casi le convulsioni possono anche mancare. Il
periodo termina con uno spasmo respiratorio
ed infine con una profonda inspirazione.
3 Pausa respiratoria o stadio asfittico caratterizzato da una pausa espiratoria accompagnata da scomparsa completa della sensibilit della motilit e dei riflessi. Dura circa
mezzo minuto.
4 Periodo terminale caratterizzato da inspirazioni attive espirazioni passive con pause
sempre pi lunghe: termina dopo un paio di
minuti con un gruppo di 4 o 5 inspirazioni
pi frequenti ed una espirazione terminale.
Tutto il quadro, oscilla in media dai 3
minuti e 50 secondi ai 4 minuti e io secondi;
pu anche durare poco pi o poco meno secondo l'et, la resistenza dell'individuo, ecc.
Il cuore seguita a battere ancora per
qualche tempo, arrestandosi in media dopo 7
minuti circa dall'inizio del meccanismo asfittico.
Le funzioni organiche nell'asfissia sono lese
in quest'ordine cronologico: funzioni cerebrali
(intelligenza); funzioni midollari (riflessi); funzioni respiratorie; funzioni cardiache.
Reperto cadaverico degli asfissiati.
Esame esterno. Talora il cadavere si presenta
con esoftalmo, lingua protrusa e tumescente,
organi genitali tumescenti e bagnati di sperma :

284

pi spesso questi segni mancano, specie la


cianosi, la protuberanza dei bulbi oculari,
l'iniezione congiuntivale.
Tutti questi fenomeni si producono durante
il periodo convulsivo dell'asfissia. Talora negli
asfittici le mani si chiudono con violenza tale,
che le unghie possono infossarsi nella palma,
per il fortissimo spasmo dei muscoli flessori
della mano e dell'avambraccio (Ziino).
Abbastanza frequenti e importanti sono le
emorragie puntiformi delle congiuntive e della
cute; emorragie che si formano pur esse durante
il periodo convulsivo asfittico, e che dimostrano
una fase dispnoica inspiratoria determinante
un aumento di pressione sanguigna, con conseguente rottura di capillari. Le ipostasi ca-

daveriche negli asfissiati sono precoci ed estese


per il mantenersi liquido della massa sanguigna, e precoce, per la medesima ragione, la
putrefazione cadaverica.
Esame interno. Sangue. Il sangue degli asfissiati quasi costantemente fluido; ed eccezionale il reperto di coaguli nel cuore; ci, in
parte per la rapidit con cui avvenne la morte,
in parte per altre ragioni inerenti a modificazioni dello stato chimico del sangue non ancora ben precisate. Il sangue asfittico ha anche una viscosit maggiore e un punto crioscopifico pi basso del normale (meno quello degli
annegati che mostra caratteri opposti: Carrara,
Ferrai, Serratrice), e presenta una mononucleosi, per un'azione diretta contrattiva che

285-

l'asfissia esercita anche negli organi linfatici


(Ascarelli), e inoltre un'aumentata tossicit
(Ottolenghi).
Iperemie nei diversi organi, edema polmonare,
enfisema. Un reperto frequente (non costante) l'iperemia degli organi interni specie dei polmoni (eccetto che nell'annegamento
in cui si ha ischemia polmonare), causata
dalla dispnea e dai movimenti inspiratori del
torace, e in rapporto diretto con tali fattori patogenetici (Donders).
Non di rado si osserva anche un edema
polmonare con reperto di schiuma nelle vie
bronchiali, e in rapporto con lo stato di congestione per un meccanismo di edema ex vacuo (Ceradini); un enfisema interstiziale pi o

meno esteso per rottura di pareti alveolari,


sempre in rapporto con la dispnea inspiratoria
(Legraux, Serratrice) e specialmentemanifesto
nell'annegamento.Questa enfisema si differenzia
dalla forma cronica, per mancanza di alterazioni
sostanziali nelle fibre elastiche (Serratrice).
Anche negli altri organi, specie nel fegato,
si riscontrano talora intense iperemie, che appaiono molto manifeste e costanti nell'annegamento, poco nelle altre forme (minimo nel
l'impiccamento).
Talora si osserva una congestione encefalica,
dovuta specialmente alla stasi passiva per disturbo circolatorio.
Ecchimosi sotto pleuriche, suberpicardiche, ecc.
(macchie di Tardieu (vedi fig. 18). Un sintoma

286

molto importante nelle asfissie il reperto di

emorragie subsierose nelle pleure, nel pericardio, ed anche sulla laringe, trachea, ecc.
Esse furono rilevate specialmente dal Tardieu, che le riteneva caratteristiche della soffocazione; si visto per che possono aversi in molti
generi di morte

(stato di alterata
crasi sanguigna,
epilessia, avvelenamento per fosforo, ecc. ), ma sono
quasi costanti nelle
asfissie, e nell'asfis-

Fig. 18. Macchie di Tardieu.

sia da soffocazione
in particolar modo.
Si presentano sotto
forma di macchie
piuttosto piccole,
per lo pi molto
numerose, a bordi

nettamente limitati, di color rosso ciliegia, o rosso bruno, che


subito si scorgono anche nei polmoni fortemente congesti. Sono formate da piccole emorragie capillari. Non si osservano nei casi di

aderenze pleuriche.
Esse si formano (Corin) nei momento in cui
si ha paralisi respiratoria mentre aumenta la
pressione sanguigna nelle arterie polmonari, e

287

sono facilitate dai movimenti convulsivi e dallo


spasmo vasomotorio. Dimostrano in ogni caso,
che si avuto uno sforzo inspiratorio intenso,
e una dispnea spasmodica che ha prodotto la
lacerazione dei capillari polmonari.
Valore dei reperti. -'Dei sintomi presi in
esame, cio:
a) stato liquido del sangue;

emorragie sottocutanee e sottosierose;


iperemia degli organi interni;
nessuno patognomonico della morte asfittica.
Tutti sono suscettibili di critica, tutti possono
riscontrarsi in altri generi di morte : per presi
nel loro insieme acquistano un indiscutibile
valore (specialmente le ecchimosi) tanto pi se
costituiscono l'unico reperto dell'autopsia.
b)
e)

I diversi generi di morte asfittica.


L'annegamento.
La morte per annegamento, si ha quando
l'orificio esterno delle vie aeree chiuso da un
medium liquido, quindi non vi bisogno che
tutto il corpo sia immerso. Infatti non sono
rari casi di annegamento anche in pozzanghere (bimbi, ubbriachi, epilettici, ecc.).
Si distinguono nel meccanismo della sommersione i diversi periodi di silenzio respiratorio, dispnea inspiratoria ed espiratoria, di
pausa o stadio asfittico e terminale.
Si tenga conto per, che talora si pu aver

la morte nel i periodo, appena cio avve


nuta l'immersione, per arresto riflesso del respiro, determinato da schock per il freddo o
per il colpo psichico, ecc. In tali casi si deve
parlare pi che di annegamento, di morte improvvisa nell'acqua; infatti anche il reperto,
non quello degli annegati.
Reperto cadaverico degli annegati.
Esame esterno:
i Pallore dovuto alla costrizione dei vasi
cutanei. Talora, per, specie se il liquido di
sommersione molto freddo, il cadavere si presenta roseo intenso. Le mani e le unghie sono
sempre cianotiche.
2 Ecchimosi sottocutanee e congiuntivali,
che dimostrano la intensa dispnea, e se con
giuntivali, la stasi nei territori vasali cefalici.
3 Pelle d'oca dovuta alla contrazione delle
fibre muscolari liscie della cute per freddo e
anche per emozione. reperto frequente e
di discreto valore, sebbene lo si riscontri in
alcuni casi di morte improvvisa e si possa
avere, raramente, anche post morlem (Robin).
4 Raggrinzamento del pene, dello scroto e
dei capezzoli: sintoma dello stesso valore e

significato del precedente.


5 Fungo schiumoso. Allorch il cadavere
dell'annegato fresco, si scorge all'apertura
delle vie aeree un'abbondante schiuma, a piccole bolle, bianca o rosea. dovuta all'inspirazione del liquido d'annegamento che fuoriesce

289

misto ad aria, dall'albero bronco-polmonare.


) sin toma di molto valore perch non lo si
osserva che eccezionalmente nella sommersione
post moriem.
6 Macerazione dell' epidermide. La si

avverte alla palma delle mani e alla pianta


dei piedi; molto raramente alla rotula. dovuta ad imbibizione, ed tanto pi notevole per quanto pi l'epidermide spessa
e per quanto pi lunga fu la permanenza
nell'acqua. Gi dopo un paio d'ore di sommersione la cute delle mani e dei piedi,
comincia ad apparir rugosa e biancastra, e
dopo cinque o sei ore, specie in estate, la cute
appare tutta macerata (come se sulle mani e
sui piedi vi si fosse applicato un impacco) e
tale si mantiene per pi giorni.
(Vedi tanatologia dell'annegamento).
7 Corpi estranei. Sotto le unghie, tra
i peli, capelli, ecc. si possono ritrovare alghe,
rena fluviale, insetti, larve ed altri corpi estranei, che possono fornire indizi preziosi sia sul
liquido di annegamento, sia su altri movimenti
fatti dall'annegato (tentativi di salvarsi, di
lotta, ecc.) sia sull'epoca della morte.
Caratteri interni.
I segni che pu fornire l'autopsia di un an negato sono molteplici, e molti di grande valore.
Questi segni possono essere microscopici, istologici, chimici, sicch di rado avviene che il
perito non sia in grado, anche in cadaveri
molto putrefatti e valutando tutte le partiio

Ascarelli.

290

colarit del caso, di non accertare la causa


della morte.
Ci pu avvenire quando si tratti, invece che di una morte per sommersione, di
una morte improvvisa nell'acqua, come abbiamo accennato.
La maggior parte dei sintomi speciali delle
morti per annegamento data dalla penetrazione del liquido di sommersione nelle vie respiratorie, circolatorie e digerenti.
i )Modificazioni dell'' apparatorespiratorio.
Nelle vie aeree il liquido di annegamento penetra dopo avvenuta la perdita dei sensi e
allorch l'eccitabilit riflessa spenta o grandemente diminuita. Non vi penetra posi
mortem che in casi eccezionalissimi (urti
violenti e ripetuti sul torace e sull'addome,
movimenti ripetuti di immersione ed emersione). Quindi allorch la sua presenza dimostrabile, il perito pu concludere con quasi
certezza trattarsi di morte per annegamento.
Inoltre allorch il iiquido penetra post mortem,
si hanno caratteri differenziali, dati specialmente dall'esame dei polmoni,
I polmoni si presentano (nell'8o % dei casi
di annegamento) soffici, crepitanti, dall'aspetto di palloni o di cuscini pneumatici,
enfisematosi, (iperaereria di Casper) sia per
enorme contenuto di aria, che per enorme contenuto di acqua {enfisema acquoso di Brouardel).
Si presentano di aspetto uniforme e pallidi,
perch il liquido penetrato negli alveoli porta

291

una compressione nei capillari e quindi un impedimento alla congestione dell'organo (Ascarelli).
1/ ipervolume non si avvera nei casi di
estese aderenze pleuriche, e scompare in caso
di putrefazione avanzata. Sulla superficie polmonare (come anche sulle altre sierose) si scorgono le macchie di Tardieu, di cui gi abbiamo
fatto parola, meno frequentemente che negli
altri generi di morte asfittica, e accanto a
queste ecchimosi punteggiate si osservano delle
suffusioni idroemorragiche (nel 22 % dei casi
secondo Reuter). date da rottura di capillari
sanguigni e da rotture di alveoli a contenuto
acquoso.

In tutto l'albero respiratorio, dalla trachea


alle ultime diramazioni bronchiali si riscontra
poi una schiuma, spesso molto abbondante,
uguale a quella constatata sulla bocca e sul
naso, e dovuta in gran parte, alla penetrazione
dell'acquanelle vie pulmonari, e in piccola parte

anche alla congestione e all'edema polmonare


che si forma per meccanismo asfittico. Anche
questo sintonia che nei cadaveri freschi ha
enorme importanza, scompare ben presto per
putrefazione, e manca quando la morte sopravvenne nel primo periodo asfittico.
Solo in casi eccezionali la schiuma pu prodursi post mortem, (cio nei casi di sommersione di cadavere), ma in tali evenienze l'aspetto suddescritto del polmone non uniforme, e anche la schiuma si ritrova solo in
alcune regioni polmonari.

292

Sintonia d Revensforf. Col liquido ambiente, vengono inspirate nel territorio polmonare anche le particelle minerali, vegetali ed
animali che questo liquido tiene sospese (il
plancton cio); e ritrovare questo plancton all'esame microscopico del raschiato bronchiolare
ed alveolare costituisce appunto la ricerca del
sintoma del Revenstorf, tanto importante
nella morte per annegamento.
Enfisema polmonare. Istologicamente inoltre, nei polmoni degli annegati si riscontra una
dilatazione dei dotti alveolari e degli alveoli, senza lesione delle fibre elastiche (Serratrice) come
se la sostanza polmonare si fosse rarefatta ; talora nelle zone marginali si osserva anche rottura di pareti e setti interalveolari. Ci non si
avvera mai nei cadaveri sommersi. Quest'alterazione si differenzia dall'enfisema cronico sostanziale, perch in questo le fibre elastiche sono
assottigliate, distrutte e le pareti alveolari mostrano fatti di degenerazione; si differenzia poi
dalle alterazioni putrefattive polmonari perch
in queste, le fibre elastiche si presentano accorciate, a spirale, raggruppate talora come
vere e proprie matasse (Rossi).
2) Modificazioninell'apparecchio circolatorio e
nel sangue. Il liquido di sommersione, raggiunge negli annegati anche la massa sanguigna.
Il liquido, aspirato nei polmoni viene assorbite
sia per i capillari, sia per la sostanza circostante, sia per le lacune nutritizie ; penetra nelle
vene polmonari e quindi nell'orecchietta e nel

293

ventricolo sinistro, ed infine per l'aorta, anche


nella grande circolazione.
Il liquido, penetrato in circolo induce nel
sangue alcune modificazioni, la cui dimostrazione segno certo di morte per annegamento,
perch non si riusciti mai a verificare queste
alterazioni post mortem. Esse consistono in una
grande fluidit del sangue con diminuita viscosit (Serratrice), diminuzione del residuo solido (Brouardel), enorme diminuzione della resistenza leucocitaria, specie polinucleare (Ascarelli), diminuzione del tasso emoglobinico (Ottolenghi), diminuzione della resistenza media
globulare (Petrangeli), linfocitosi con distruzione di polinucleati e conseguente inversione
della formula leucocitaria (Ascarelli), alterazioni morfologiche dei leucociti e delle emazie
(Ascarelli). Tra tutti questi sintomi, il pi importante per quello studiato dal Carrara
(1901), che si basa sull'abbassamento del punto
di congelazione del sangue () degli annegati,
specie del sangue del cuore sinistro.
Dalla diluizione della massa sanguigna, specialmente evidente nei polmoni che, come si
detto, sono imbibiti di acqua, si fonda la ricerca dell'indice emato^pneumo epatico nella
morte per annegamento (Ascarelli).
Si determina il tasso emoglobinico nell'estratto di un determinato frammento di polmone, mediante un qualunque emometro e lo
si divide per il tasso emoglobinico che si ot-

294

tiene dall'estratto epatico di un ugual frammento di fegato.


Hb estr polm
T1
.
Il quoziente
,
,
determina
,
...
rin-^r,
ite estr epat
,
dice, ch' sempre superiore ad uno, in tutti i
generi di morte, sempre inferiore ad uno, nel_.

l'annegamento.
Tutti questi segni per scompaiono ben presto
per putrefazione.
In questi ultimi tempi (1909) il Corin e lo
Stockis, hanno determinato un altro sintonia,
il quale sebbene presenti alcune difficolt tecniche, e non sia alla portata di tutti, pure
resistentissimo alla putrefazione, avendolo io
riscontrato fin quattro mesi dopo la morte.
Il Corin e lo Stockis, nella ricerca del loro
sintoma ebbero, come criterio informatore, i
seguenti dati sperimentali.
Il liquido di annegamento, penetrato che
sin negli alveoli polmonari, riassorbito dalla
circolazione polmonare e portato al cuore sinistro, donde va nella grande circolazione,
per ritornare infine al cuore destro.
Per, il liquido di sommersione non viene
conpletamente distillato attraverso il filtro
polmonare; esso conduce seco anche degli elemnti figurati e dei batteri, come dimostrarono dapprima il Malvoz nel suo studio batteriologico sulla putrefazione dei cadaveri, e
poi anche sperimentalmente il Corin nel 1900,
che ritrov numerosi batteri nel sangue raccolto durante la sommersione di animali, san-

295

gue che esaminato prima dell'esperienza si era


mostrato sterile.
Ora, come dei germi possono penetrare insieme con il liquido ambiente nelle vie circolatorie, cosi possono penetrarvi anche particelle pi voluminose.
Ed infatti il Corin e lo Stockis sperimentalmente dimostrarono che durante la sommersione, degli elementi solidi del volume di
un globulo rosso, passano attraverso le pareti
degli alveoli polmonari e dei capillari, e penetrano nella grande circolazione per il cuore

sinistro.
Dimostrarono altres, sommergendo cadaveri di animali e di neonati in acque contenenti bleu di Prussia, grani d'amido, ecc.;
prolungando l'immersione per diverso tempo,
ed effettuandola a diverse profondit collocando i cadaveri nelle pi diverse posizioni,
e mescolando incessantemente il liquido, ecc. ;
che mai avveniva il passaggio nel cuore dei
cadaveri degli elementi nell'acqua sospesi.
Conclusero quindi che il passaggio nel sangue del cuore di elementi solidi di un certo
volume contenuti nel liquido di sommersione
un fenomeno vitale, che indica cio in modo
indiscutibile la penetrazione del liquido durante la vita, e permette di affermare la diagnosi della morte per sommersione.
Essi, quindi, sperimentalmente ricercarono
nel sangue del cuoi e degli animali annegati
questi elementi solidi: e precisamente le par-

296

ticelle minerah, sia amorfe, sia cristalline, che


sempre e abbondantemente si trovano nelle
acque.
Le loro ricerche furono positive e i risultati
costanti; ed essi formularono cos questo
nuovo sintoma della morte per annegamento.
La tecnica consigliata dagli autori la seguente :
Essi prendono qualche centimetro cubo del
sangue del cuore sinistro e del cuore destro
degli animali annegati (e se il cuore vuoto,
l'acqua di lavaggio delle cavit ventricolari),
e vi aggiungono una certa quantit di acqua
distillata acidulata con acido acetico o con
aggiunta di un pochino di etere, in modo di
avere un'emolisi il pi che possibile completa ;
centrifugano quindi, ed esaminano il sedimento,
prima e dopo averlo trattato con acido cloridrico al microscopio a luce polarizzata, a
circa 500 diametri.
L'esame al microscopio ordinario non d
risultati molto caratteristici, perch le particelle cristalline appaiono di un colore nerastro,
e un osservatore non molto esercitato pu

confonderle con formazioni organiche ; invece


a luce polarizzata il campo microscopico appare scuro, e le particelle prendono l'aspetto
di punticini brillanti che danno al campo la
apparenza di un cielo stellato, veramente caratteristica. La resistenza di questi cristallini
all'acido cloridrico dimostra ch'essi sono formati da cristalli minerali.

297

Bisogna per guardarsi dalle molteplici fonti


di errore che possono provenire da una tecnica poco accurata; e cos, p. es., bisogna
non asportare il cuore, se non dopo averlo
strettamente legato alla base; non aprire le
cavit ventricolari se non dopo aver bene lavato con acqua distillata la superficie esterna
del pericardio, non praticare la ricerca altro
che in laboratorio.
3) Modificazioni dell' apparato digerente.
Sin dalle prime fasi dell'annegamento il liquido viene deglutito in maggiore o minore
quantit nello stomaco, donde passa poi nel duo
deno. Secondo Fagerlund il liquido di sommersione pu passar posi mortem nello stomaco,
non per nell'intestino, fino a che la putrefazione non vinca la chiusura pilorica.
4) Modificazioni in altri apparati. Altro
sintoma quello messo in evidenza dal Martin,
dato da un'enorme congestione deLfegato con
aumento di peso e di consistenza. Il sintoma
non per costante.
Altri segni infine sono dati dalla penetrazione dell'acqua nella cavit del timpano; da
alterazioni istologiche negli elementi del sistema nervoso centrale (minor nettezza e delicatezza del reticolo, imperfette differenziazione del nucleo, ecc. (De Mattei),) dei reni e
del fegato (numerosi e vasti stravasi di elementi figurati del sangue (Serratrice), ecc.).
5 Tanatologia dell'annegamento. (Vedi prima

parte, pag. 83).

298

Quesiti medico-legali.
il magistrato formula al perito, in casi in cui debba fare in-

I quesiti che in generale

dagini sopra un cadavere che sia stato estratto


dall'acqua sono:
i La sommersione la vera causa della
morte ?
Per ci, il perito deve valutare tutti i sintomi
da noi descritti, tenendo conto specialmente di
quelli che si riferiscono alla penetrazione del-

l'acqua nella massa sanguigna, (sintoma di


Carrara, Corin-Stockis, indice emato-pneumoepatico, inversione formula leucocitaria), nell'apparato chcolatorio (schiuma, sintoma di
Revenstorf, esame istologico) e nel duodeno
(sintoma di Fagerlund); tenendo conto che la
maggior parte dei sintomi possono scomparire
per putrefazione, e possono mancare allorch
la morte avvenuta subito dopo l'immersione,
per shock.
Deve valutare altres i reperti tanatologiei
putrefattivi che nei cadaveri degli annegati, o
negli individui posti in acqua subito dopo la
morte, hanno un andamento speciale.
2 A quanto tempo rimonta la morte?
Per stabilire ci deve il perito tener conto del
decorso putrefattivo dando il massimo valore,
come abbiamo detto nella prima parte, alla
stagione e al tempo in cui il cadavere rimasto
fuori d'acqua.

299
3

La morte

dovuta

a suicidio, omicidio,

accidente ?

L'omicidio per annegamento, si verifica solo


raramente negli adulti, mentre l'annegamento
volontario o accidentale molto frequente.
Per ci si terr conto massimo dell'esame
esterno del cadavere, della presenza di traccie
di lotta o di violenza, non dimenticando che
lesioni si possono produrre anche nella caduta,
nell'urto contro pilastri, scogli, battelli, ecc., e
che talora vi sono suicidi multipli, d'individui
cio che si scannano o si tirano un colpo di
revolver dopo essersi immersi nell'acqua, ecc.,
oppure suicidi d'individui che si legano, si
riempiono le tasche di sassi e poi si gettano
nell'acqua.
Nel caso poi che l'individuo sia stato in
altro modo ucciso e poi gettato in acqua, si
ritroveranno all'autopsia le lesioni proprie dell'altro genere di morte, e l'assenza delle note
di annegamento, a meno che non si tratti di
individuo gettato o caduto in acqua in istato
d'incoscienza.

Impiccamento.
La morte per impiccamento quella che
avviene in seguito alla sospensione del corpo
per mezzo di un laccio passato intorno al
collo. La sospensione pu anche essere incompleta, il corpo cio pu riposare sulle punta
dei piedi, sulle ginocchia, sulle natiche, sopra

3
una parte del tronco, ecc., in modo che (vedi

fig. 19) basterebbe alla

vittima un brevis-

simo movimento per far cessare la costrizione

Fig. 19.

del collo. Per tali movimenti il pi delle


volte la vittima non in condizioni di fare,
perch la perdita della coscienza sopravviene
nell'impiccamento in modo rapidissimo, e talora istantaneo.

301

La rapida perdita della coscienza quasi


del tutto dovuta all'anemia cerebrale per occlusione delle carotidi e delle giugulari.
La morte poi dovuta, oltre che all'anemia
cerebrale (che il fattore pi importante, tanto
che fu trovato impiccato un operato di tracheotomia nel quale il laccio stava al disopra
della cannula), anche all'interruzione del respiro per chiusura della trachea; (determinata
il pi delle volte dalla lingua respinta contro
la parete posteriore del laringe) alla compressione dei vaghi e all'inibizione laringea, e sopravviene in media dopo 5-8 minuti di sospensione con differenze individuali marcatissime,
Si hanno infatti casi di morte rapidissima, e casi
di morte protratta sino a 25 minuti di sospensione completa.
-,
Talora la morte avviene anche per shock
laringeo, al primo istante di sospensione.
Reperto necroscopico degli impiccati.
Esame esterno. Se il cadavere ancora
appeso, il perito deve, se possibile, far la fotografia del sopraluogo, e in ogni caso notare
con dettaglio la disposizione del corpo, del
nodo (nodi professionali), del punto d'attacco,
la distanza che separa i piedi dal suolo, la
lunghezza della corda, ecc.
Solco. Il solco, che si riscontra al collo
degli impiccati pu variare secondo diverse
circostanze. Si distinguono due specie di solchi: solco duro e solco molle.

32

Solco duro. Se la sospensione

fatta da

una corda o da un laccio duro, rugoso e


piuttosto sottile, il solco si presenta come una
depressione regolare pi o meno profonda, secondo la sottigliezza del laccio, la forza di
costrizione, il tempo di sospensione. La pelle
a livello del solco bruna, secca, dura, pergamenacea, perch l'azione del laccio ha portato una desquamazione epidermica ; sulla
cute desquamata ha agito poi il disseccamento
cadaverico, quindi tanto pi l'azione del laccio
sar stata violenta, desquamante, compressiva, tanto pi il solco sar duro, pergamenaceo.
Tale solco ben visibile anche molti giorni
dopo la morte e talora anche dopo mesi.
Solco molle. Si ha allorch l'impiccamento
stato effettuato con un pezzo di stoffa,
largo, pieghevole, come p. es. un foulard, una
salvietta, ecc. In tali casi, il solco pi largo,
meno profondo, a bordi indistinti, pallido,
poco manifesto, tanto che talora pu anche
passare inavvertito: scompare poi all'inizio
della putrefazione.
Spesso, il solco in parte duro e in parte
molle, ci dipende dalla natura del laccio di
sospensione. Il decorso del solco varia secondo
la disposizione dell'ansa di sospensione, che
per lo pi ovale, pi alta posteriormente
o lateralmente al punto del nodo, e riproduce
cio la posizione del laccio.

Spesso, nel punto di attacco della


303

sospen-

sione, il solco pu mancare.


B solco talora, pu esser duplice ad anche
multiplo, secondo che il laccio sospensore ha
fatto pi giri intorno al collo, e spesso si
trova duplice da una parte e unico dall'altra,
se per esempio, si fatto colla corda un
nodo scorsoio con un occhiello molto ampio,
ad una estremit del laccio.
In questi solchi multipli la cute tra l'uno
e l'altro congesta, spesso ecchimosata, e
pu presentare raramente anche delle vescicole piene di siero sanguinolento. Ecchimosi
non si osservano mai invece, a livello dei
solchi unici.
Aspetto dell'impiccato. Il volto dell'impiccato, al contrario di quanto abitualmente
si crede, non presenta per lo pi nulla di
particolare: raramente gli occhi e la lingua
sono protrusi, il viso congesto, ecc. ; e quando
questo aspetto si presenta, esso non assume

importanza caratteristica.
Si osservano qualche volta morsicature della
lingua, escoriazioni sulle labbra, dovute ai
movimenti convulsivi, nei quali le gambe
dell'impiccato hanno pi o meno violentemente urtato contro corpi duri. Sono segni
importanti per l'appiccamento in vita.
Talora si rimarca una semierezione e si trova
anche un'inizio di emissione di sperma.
Ci non caratteristico, perch lo si osserva in molte morti violente, ma frequente;

304

lo sperma fuoriesce poi facilmente per la posizione in cui si trova l'impiccato.


Spesso negli impiccati, si osserva una flessione delle dita, specie quando la sospensione
ha luogo in modo completo, e da una certa
altezza. In questi ultimi casi anzi, i pugni sono
chiusi e le dita fortemente piegate (Ziino).
Decorso, sintomi cadaverici. Si comprende
che se il cadavere deposto subito dopo la
morte, le ipostasi saranno in posizione normale,
se invece il corpo resta appeso alcun tempo, le
ipostasi si presenteranno nei punti declivi, data
la posizione, cio nelle gambe, e alle mani.
Per l'accumulo del sangue in queste parti,
si ha talora rottura di capillari e formazione
di ecchimosi post mortem ;. particolare interessantissimo a conoscersi dal medico legale,
perch permette di stabilire che la sospensione
durata molto tempo dopo la morte dell'individuo (vedi fig. 7).
Segni interni. Spesso l'autopsia di un
impiccato pu esser completamente negativa,
talora invece ricchissima di reperti.
Al collo, oltre i segni esterni cui abbiamo
accennato, si possono trovare lievi stravasi
sanguigni nel tessuto cellulare sottocutaneo e
intermuscolare, tra cui assume speciale importanza l'ecchimosi retrofaringea, ritrovata
dal Brouardel quasi caratteristica dell'impiccamento; rotture pi o meno estese di
fibre muscolari specie negli sterno-cleido mastoidei; ecchimosi nella avventizia carotidea


rottura dell'intima, frattura dell'osso ioide
305

per lo pi a livello delle grandi corna; frattura delle grandi corna della cartilagine tiroide e raramente rottura della cricoide; frattura e lussazione delle prime vertebre cervicali (molto di rado).
Negli altri visceri si osservano i segni generali delle asfissie: (emorragie subpleuriche
e submucose e congestioni viscerali e meningee, leucocitosi, lieve diminuzione della
resistenza leucocitaria polinucleare e aumento
della mononucleare, etc).

Quesiti medico-legali.

i Vi stalo l'impiccamento?
facile riconoscere che un individuo
stato appeso dai caratteri del solco, ma si ricordi che in taluni casi, il solco pu sparire
ben presto e pi non vedersi.
In tali casi, ogni sottigliezza dell' esame
esterno e interno del cadavere, acquista straordinario valore; si deve badare anzitutto ai
sintomi generali di asfissia, e non si deve
mai trascurare alcun sussidio diagnostico
(esame istologico dei polmoni, esame del sangue, ecc.).
2 l'abpiccamenlo avvenuto in vita?
La maggior parte dei principali segni dovuti
all'appicamento in vita si possono ritrovare anche nella sospensione di cadaveri (solco, lesioni
del collo, ecc.).
20 Ascarelli.

306

Nell'appiccamento post mortem, avvenuto subito dopo la morte, si avr anche la medesima disposizione delle ipostasi che osservasi
negli impiccati.
Nella sospensione di cadavere per, a parte
la possibilit di ritrovare la vera causa della
morte, (segni di strangolamento, di strozzamento, di avvelenamento) non si riscontreranno le suffusioni sanguigne retrofaringee ;
le rotture dell'aorta non saranno accompagnate da suffusioni ematiche tra l'intima e
la media; non si riscontreranno mai quelle
piccole lesioni sulle gambe, sulle mani, che
spesso si hanno negli impiccati e che su questi
si producono nel periodo convulsivo, allorch
il corpo dell'impiccato in preda a convulsioni
viene a sbattere sul sostegno che ha servito
per la sospensione (muro, albero, ecc.); non
si avranno morsicature nella lingua, ecc.
3 Quanto tempo durata la sospensione ?
Oltre l'apprezzamento dei comuni caratteri
cadaverici e putrefattivi, si deve anche tener
conto dei caratteri tanto pi profondi, per
quanto pi tempo la sospensione ha durato.
Le ecchimosi post mortem sui cadaveri degli
impiccati, non si formano che dopo parecchie
ore di sospensione.
4 Suicidio omicidio accidente. Suicidio frequentissimo, omicidio eccezionale poich quasi impossibile impiccare un individuo senza forte resistenza da parte sua, a
meno che non si tratti di fanciulli, o di indi-

37

vidui presi per sorpresa o in istat d'incoscienza. Quindi quando non si riscontrano sul cadavere traccie di resistenza o circostanze speciali, e siasi ben certi che trattisi d'impiccamento e non di strangolamento, non lecito
concludere per l'omicidio.
Spesso avviene, che individui uccisi in altro
modo vengano impiccati, e in tali casi, il
perito deve al solito indagare se esistono segni
di altro genere di morte, e se i caratteri del
solco dimostrano che questo stato prodotto
in vita.

Strangolamento.
Lo strangolamento una costrizione esercitata sul collo per mezzo di un laccio, che
non viene stretto dal peso del corpo pi o
meno sospeso, ma da altra forza, per lo pi
dalle mani.
Il meccanismo della morte simile a quello

descritto nell'impiccamento.
La perdita della coscienza avviene molto
rapidamente, specie se il laccio stato stretto
violentemente e rapidamente, e la morte sopravviene in pochi minuti, spesso anche per
shock.

Il reperto necroscopico degli strangolati


simile a quello degli impiccati.
Pi frequentemente in quelli che in questi,
si trovano sgraffiature, escoriazioni, ecchimosi
sul collo e sulla faccia, contusioni in diversi

- -vittima
3o8

punti del corpo, perch la


si dibatte
pi o meno violentemente, prima che il laccio
venga stretto.
Il volto degli strangolati facilmente congesto perch la chiusura dei vasi venosi pi
ostacolata che assolutamente impedita,
Il carattere differenziale pi importante,
l'unico anzi molto importante, dato dal
solco.

I caratteri di questo dipenderanno dal modo


con cui venne effettuato lo strangolamento:
nella maggior parte dei casi si trover l'impronta del solco uniforme e orizzontale nello
strangolamento, mentre neh" impiccamento il
solco ad ansa e ascendente; nello strangolamento lo si riscontrer intorno a tutto il collo e,
anche alla nuca mentre nell'impiccamento il pi
delle volte manca in tale regione, corrispondendo questo punto a quello della sospensione.
Si trover nello strangolamento un allargamento
dell'impronta in quel punto in cui il nodo
esercit la pressione, mentre nell'impiccamento
l dove si form il nodo, il solco o manca o
appena accennato. Negli strangolati inoltre,
il solco frequentemente multiplo, e in tali
casi la cute tra i solchi presenta emorragie
puntiformi ed ecchimosi.
Oli altri caratteri del solco dipendenti dalla
compressione pi o meno forte, dalla qualit
del laccio, ecc., e cosi i reperti interni, non
differiscono sostanzialmente da quelli degli
impiccati.

3og

Suicidio
suicidio
accidente.

rarissimo. Non se ne conoscono che pochi casi


di alienati. Frequente l'omicidio.
A differenziare le due forme, valgono le
minute circostanze del fatto e il ritrovare,
oltre le lesioni da strangolamento, anche quelle
da strozzamento, perch il pi delle volte
l'omicidio per strangolamento complicato
dallo strozzamento.
Segni di lotta, nell'omicidio per strangolamento possono mancare, perch gl'individui
vengono strangolati nel sonno, o il laccio
stato gettato di sorpresa dal di dietro e subito
Omicidio

stretto.
In un bel lavoro dello Jurgens si danno
questi caratteri differenziali per lo strangolamento suicida ed omicida:
SUICIDIO.

OMICIDIO.

Corda con nodi multipli o


intrecciati pi volte, girata intorno al collo.

Corda con nodo semplice.

Nodo nella parte anteriore


o. laterale del collo.

Nodo nella
nuca.

regione della

Tracce di violenza esterne (unghiate, escoriazioni, ecc.).


Seguo di costrizione uni-

forme.

Segni di costrizione poco uniforme e combinata con

strozzamento.

Numerose emorragie ed ecchimosi negli strati superficiali e profonde del collo;


lesioni frequenti del la-

ringe, osso ioide, carotide, ecc.

-- 3 io

Strozzamento.
Lo strozzamento determinato dalla compressione della gola, e specialmente del laringe,
per mezzo della mano
Il meccanismo della morte alquanto diverso dall'altre asfissie descritte; qui la morte
dovuta in parte all'occlusione del laringe (sia
pressine
digitale,
che
compressione
per
per
del laringe contro la colonna vertebrale), in
parte allo schok laringeo.

stato infatti sperimentalmentedimostrato,


che un lieve trauma del nervo laringeo superiore, pu determinare improvvisamente la

morte per inibizione, e moltissimi sono i casi


citati di morte improvvisa o rapidissima per
un colpo sulla gola anche non molto forte, e
tale da non lasciare alcuna traccia.
Reperto necroscopico.
All'esame esterno si ritroveranno per lo pi
sul collo e intorno alle aperture delle vie
aeree, escoriazioni, ecchimosi, erosioni a forma
semilunare, talora riproducenti esattamente

l'impronta dell'estremit laterale dell'unghia


(vedi fig. 20).
Talora, le escoriazioni non hanno questa
forma, perch sia per i movimenti della vittima, che per quelli della mano dell'assassino,
l'unghia scivola, e si producono escoriazioni
pi o meno lunghe,

3H
frequenti

Molto
e numerose sono negli strozzati le emorragie puntiformi, congiuntivali e

cutanee.
All'autopsia si riscontrano quasi constantemente emorragie

sottopleuriche

sottomucose, e in
rapporto alle altre
forme di- asfissia
meccanica sono
pi frequenti le
fratture del laringe,
dell'osso ioide, ecc .
Oltre a questi reperti, negli strozzati si possono talora trovare altre
Fig. 20.
lesioni determinate
Omicidio per strozzamento.
dalla caduta del
corpo, dalla pressione delle ginocchia sul petto,
o da altre sevizie contemporaneamente eser-

citate.

Omicidio, suicidio, accidente. Il suicidio


per strozzamento quasi impossibile, perch
se anche deve ammettersi che un individuo
compia atti diretti a strozzarsi, allorch sopravviene la perdita di coscienza, l'atto dello
strozzamento deve essere interrotto, e allora

la respirazione pu riprendersi. Non si pu


ammettere che una sola possibilit di suicidio ;
cio che l'individuo muoia per shock. L'omir

312

cidio invece frequente, specie nei neonati, e


si ritrovano negli individui strozzati, tutti quei
segni da noi sopra citati.

Soffocazione.

l'impossibilit respiratoria, dovuta sia ad


occlusione della vie respiratorie da corpi
estranei, sia ad impedimento delle escursioni
toraciche. Ed all'impossibilit respiratoria
che dovuta la morte.
i Occlusione delle vie respiratorie. Questa pu essere fatta sia per mezzo delle mani,
che per applicazione di un oggetto molle e
ben applicabile contro l'apertura delle vie
aeree (cuscino, pezzo di stoffa, ecc.). Nel primo
caso si troveranno sul cadavere intorno alla
bocca e al naso escoriazioni, segni di unghie
o altre impronte di violenza ; nel secondo caso
si comprende che non potr trovarsi nulla. Il
reperto esterno e interno del cadavere quello
generale delle asfissie; qui, molto frequentemente si ritrovano le macchie di Tardieu, cio
le ecchimosi subpleuriche; l'iperemia viscerale,
specie polmonare, sempre intensa; la leucocitosi manifesta, l'enfisema polmonare, notevole.
Suicidio, omicidio, accidente. Il suicidio
per soffocazione non esiste, invece molto

frequente l'infanticidio,

313

L'omicidio eccezionale, perch necessaria da parte dell'assalitore un'enorme forza


per vincere ogni resistenza dell'assalito, in
modo tale, che questi non abbia la possibilit
di difendersi e di respirare. Quando questi
rari omicidi accadono, sono quasi sempre accompagnati da segni di violenza: strangolamento, compressione del torace e dell'addome,
piccole contusioni, capelli e corpi estranei
sotto il letto ungueale, che mettono il perito
sulla via della verit.
Accidentalmente la soffocazione non rara,
specie nei piccoli bambini che vengono, p. es.,
soffocati da un'altra persona che dorme con
loro, o da un cuscino o altro corpo che viene
loro a cadere sul viso, e dal quale non possono liberarsi sia perch dormono, sia per mancanza di forza.
Negli adulti pu anche accadere una soffocazione accidentale; in coloro, p. e., che per
ubbriachezza o per altre ragioni (attacco epilettico, ecc.) cadono con la bocca e le narici
su di un ostacolo da cui non possono liberarsi.
2 Introduzione di corpi estranei nelle vie
aeree. Qualunque corpo che venga ad occludere le vie aeree in un punto qualsiasi del
loro decorso, porta la morte per soffocazione.
Nel reperto, si riscontrer anzitutto il corpo
estraneo che ha prodotto la soffocazione, poi
i segni della morte asfittica.
Nel caso che l'introduzione del corpo sia
stata omicida, si potranno ritrovare intorno

314

alla bocca e al naso, anche segni di violenza


pi o meno manifesta.
Questo genere di omicidio frequente specialmente negli infanti, in cui l'infanticida
soffoca il neonato con tamponi di ovatta, di
stoffa od altro, e se ne sono osservati anche
rari casi nei vecchi che non possono opporre
una troppo valida resistenza.
Si riportano anche casi eccezionali di suicidio, che si renderanno diagnosticabili tra
l'altro, per la totale assenza di segni esterni
di lotta.
Molto frequenti sono le soffocazioni accidentali, dovute a masse alimentari, a muco bronchiale, a boli di carne che abbiano anche incompletamente ostruito il laringe, (frequente
nei lattanti).
3 Compressione del petto e del verUre.
Rientra qui, la morte nella folla. I cadaveri
hanno il volto cianotico e presentano in generale lesioni gravi ed anche rotture di organi interni, cui direttamente legata la
morte; per talora questa pu avvenire solo
per soffocazione.
In tali casi si riscontrano sul cadavere una
quantit di emorragie puntiformi mucose,
pleuriche, ecc. Nei polmoni si osservano talora dei veri focolai emorragici. La morte
per lo pi lenta; secondo il Tamassia non
avviene prima di mezz'ora o tre quarti, anche
se il peso del corpo, comprimente sorpassa la
met del peso dell'altro corpo.

di

315

Questo genere
morte per lo pi accidentale; non mancano per casi di omicidio. In
questi si ritrovano i segni della compressione esercitata il pi delle volte col ginocchio, sul petto e sul ventre (contusioni, rotture di costole, contusioni toraciche e addominali profonde), e i segni della lotta alle
mani, al volto e in altre parti del corpo.
4 Sotterramento. anche questo un genere di morte per soffocazione. La morte sopravviene piuttosto tardi, non raramente dopo
molte ore. Qui per, si ritrovano all'attento
osarne del cadavere, dei segni, che lasciano
diagnosticare il sotterramento da vivo; e si
ritrova precisamente la sostanza in cui avvenuto il sotterramento, nelle vie aeree profonde (terra, sabbia, cenere, ecc.), e talora fin
negli alveoli polmonari.
Tale morte per lo pi accidentale (caduta
di frane, ecc.), ma non mancano omicidi, in
special modo di neonati.

VI.
GLI AVVELENAMENTI.

Gli avvelenamenti in generale: avvelenamento


per ossido di carbonio; per arsenico; per fosforo; per mercurio.

Gli avvelenamenti in generale.

La tossicologia forense, della medicina legale la parte pi lunga, pi difficile, pi complicata. Ma essa, non interessa in tutti i suoi
particolari il medico, poich la parte maggiore
e pi difficile opera di chimico legale pi che

di medico.
Questi deve tenere, allorch chiamato a far
l'autopsia in caso di avvelenamento vero o
supposto, una tecnica speciale da noi ricordata
nell'autopsia medico-legale (vedi pagina 169),
e deve cercare di non distruggere e di non
alterare quegli elementi, che dovranno poi
servire al chimico.
Spesso anzi, l'autopsia fornisce al medico
degli indizi, che gli fanno presumere la natura
della sostanza tossica, facilitando cos in gran
parte le ricerche del chimico. Vi sono per al-

spettano
318

cuni quesiti che

specialmente al medico, p; es : mettere in rapporto la natura del


veleno con la dose mortale di esso, valutare
la resistenza dell' individuo attossicato, apprezzare i sintomi clinici e i reperti anatomo-patologici, dimostrare che una sostanza venefica
agi in quella data persona o sopra pi persone,
stabilire il nesso di causalit tra il mezzo tossico
adoperato e i suoi effetti; coordinare infine i
diversi elementi della perizia e formulare le
conclusioni generali.
Quindi noi indicheremo degli avvelenamenti, solo, quelle particolarit utili a conoscersi da tutti i medici, considerando l'avvelenamento dal punto di vista traumatologico.
Infatti, l'avvelenamento, dice il Tardieu,
una causa di morte violenta, e come tale deve
esser studiata, essendo il veleno un' arma in
mano dei criminali .
Il C. P. considera l'omicidio, commesso mediante l'impiego di una sostanza velenosa, come
una circostanza aggravante (art. 365 C. P., n. 3),
e ci giusto, poich l'impiego di veleno indica
la grave temibilit del delinquente e la certa
premeditazione, avendo l'omicida dovuto ricercare il veleno, sceglierne il modo di somministrazione, somministrarlo, ecc.
In ogni caso di avvelenamento, il perito deve
valutare, slmilmente a ci che abbiam detto
per tutte le altre perizie, il criterio clinico, fisiologico, e antropologico, ed anche il criterio
delle circostanze estrinseche.

319

Il criterio clinico.

il primo, e di assoluta valutazione del

sanitario, sia perch uno di quelli che per


primi s'impongono, sia perch, sono i sintomi
clinici quelli che richiamano l'attenzione su
una sospettata sindrome venefica.
Primo indizio di cui si deve tener conto
il rapido passaggio tra salute, malattia e morte,
sebbene si diano casi di morte improvvisa anche in persone che non hanno mai accusato
sintomi morbosi. Si deve tener altres conto
della natura dei fenomeni morbosi (improvvisa
insorgenza di disturbi gastro-intestinali, sintomi di paralisi cardio-polmonare, accessi tetaniformi ecc.), bench molte malattie, per non
di origine tossica esogena, possano presentare
queste sindromi, cos p. es. le cos dette autointossicazioni. Il Selmi, sin dal 1872 dimostr
come non bastava il ritrovare basi alcaloidee
per fare la diagnosi di avvelenamento. Ed egli
separ sia dai tessuti cadaverici, (ptomaine) sia
dalle orine di individui colpiti da polmonite, nefrite, tifo e che presentavano sindromi d'intossicazione, alcaloidi simili agli alcaloidi venefici (cocaina, nicotina, ecc.).
Ora tra i sintomi prodotti dalle autointossicazioni, vanno specialmente ricordati i disturbi
intestinali gravi e talora improvvisi, e i disturbi
nervosi (delirio dispeptico del Murri, che si
ha specie per autointossicazione di origine ga-

320

strica; coma dispeptico del Kussmaul per autointossicazione acida, frequente nei diabetici;
vertigini a stomaco laeso , ecc ).
Un'altra sorgente di autointossicazioni possono essere i prodotti che si formano in cavit patologiche ascessuali (per decomposizione
putrida del pus da cui potettero essere isolati
alcaloidi velenosissimi come la guanina, e varie
ptomaine), o naturali (nella vescica per decom
posizione di urina, ecc.).
Infine veleni possono prodursi anche nel parenchima o nei succhi dei tessuti (autointossicazioni
da fatica, da stati uremici, colemici, eclampsici).
Intossicazioni alimentari.
Una speciale importanza hanno assunto in
questi ultimi tempi le intossicazioni alimentari.
Finora si credeva che tali intossicazioni fossero
dovute a prodotti tossici di decomposizione
degli alimenti guasti o putrefatti e tutto si
comprendeva sotto il nome di botulismo.
Niente di pi erroneo. Le ricerche del Gaertner, Saquepe, Uhlenhuth, Trautmami, Conradi, ecc. ecc., hanno dimostrato che tutte
quante le cosidette intossicazioni alimentari
non sono dovute, per la quasi totalit dei casi,
alle ptomaine o alle leucomaine ma ad infezioni batteriche, e specialmente ai bacilli paratifi e enteridi per l'8o %, al bacillum coli,
ai protei, ecc per il 20%, pervenuti nel nostro
intestino per ingestione.
Questi bacilli infatti sono enormemente diffusi e sono stati riscontrati negli animali sani

321

e malati, (Uhlenhuth)uell'acqua,ghiaccio, latte,


(Conradi), e in carni che non avevano dato
luogo ad alcun disturbo digestivo, ecc. Acquisterebbero virulenza solo in determinate condizioni (poca resistenza individuale, terreni
atti al loro sviluppo, ecc.). Siccome questi

germi, possono ritrovarsi, ospiti naturali, nell'intestino dei vari animali domestici, per spiegare l'invasione batterica nelle carni, molti AA.
pensano ad una circolazione post-mortem.
Le carni inoltre insaccate e lavorate possono essere inquinate artificialmente da operai portatori di bacilli o dall'uso di intestici,
usati come vesciche, non sterili. Le carni, mangiate crude ed anche cotte, possono portar

direttamente all'ingestione bacillare, tanto pi


che dimostrato che le tossine di tali bacilli
resistono ad alte temperature, e che difficilmente il centro della carne cotta, sorpassa
durante la cottura i 50-55 gradi.
La parola botulismo, va riservata a quella
intossicazione piuttosto rara, specifica data
dal b. botulinus (Van Ermengen) che un bacillo anaerobio che si sviluppa, indipendentemente dalla putrefazione, nei cibi conservati
fuori del contatto dell'aria. Il botulismo clinicamente, caratterizzato da disturbi prevalentemente nervosi; mentre le intossicazioni
alimentari da bacilli paratifi o dal b. enteridtis (Gaertner) darebbero gastroenterite a decorso semplice, dissenterico, coleriforme o ti-

foide.

21 Ascarelli.

322
Quindi, tutti gli avvelenamenti alimentari
producono accidenti in apparenza tossici e che

richiamano l'idea di intossicazione da agenti


chimici, e che sopravvengono all'ingestione di
un alimento, nel quale le ricerche permettono
di rilevare non la presenza di un veleno chimico nettamente definito (Saquepe), ma la
presenza di germi infettivi.
Si comprende d tutto ci, che nei casi di
botulismo non vi pu esser assolutamente alcun responsabile, e che nelle intossicazioni
alimentari la responsabilit limitata al caso,
di uso di carni provenienti da animali malati.
Tutte queste autointossicazioni, da noi ricordate possono, come gi ho detto, mentire
sindromi di avvelenamenti, e numerosissimi
sono i casi, nei quali l'autorit giudiziaria
intervenuta, pensando che si trattasse di veri
casi di avvelenamento criminoso.
Il perito quindi, oltre che sulla conoscenza
esatta di tutte queste forme, deve fondare la
diagnosi differenziale: sulle valutazioni dello
stato di salute della persona in esame, specie
riguardo alla regolarit delle sue funzioni intestinali; sui risultati dell'autopsia eseguita
con tutte le minuzie e le cautele possibili; sul
criterio chimico dedotto dall'analisi dei vomiti,
deiezioni, sangue, liquidi e visceri del cadavere, ecc.

323

Criterio anatomo-patologico.

L'autopsia talora risolve ogni quesito in


caso di avvelenamento per ingestione di sostanze corrosive e caustiche, talora di incerto risultato, talora anche negativa. L'esito
negativo pu dipendere: dal veleno, che ag
cos rapidamente da non permettere lo sviluppo di alcun fenomeno patologico; dai fenomeni verificatisi che non avevan nulla di
caratteristico; dall'azione del veleno, che si
era esplicata in modo da non produrre lesioni
anatomiche, ed infine dal processo putrefattivo
che modific e distrusse i fenomeni venefici.
Esame esterno del cadavere. Un colorito
itterico lo si riscontra negli avvelenamenti da
fosforo, e in lieve grado negli avvelenamenti
da arsenico e da piombo; un colorito rosso nell'avvelenamento per ossido di carbonio, bruno
diffuso in quello da idrogeno solforato, ecc.
All'esame esterno si potranno anche porre in
rilievo vicino alla bocca, escare gialle (acido
nitrico), bigie (acido cloridrico) e nerognole
(potassa, acido solforico).
Negli avvelenamenti per cianuri, alcool, cloroformio, etere, il cadavere tramanda spesso
odori che ricordano la sostanza venefica.
Si tenga conto, nell'esame dei sintomi cadaverici, che il decorso putrefattivo ritardato
negli avvelenamenti per arsenico^ alcool, sublimato, cianuri, ossido di carbonio; affrettato

324
in quello da fosforo. Il raffreddamento e la rigi-

dit sono precoci nei veleni convulsivanti, ritardati nell'avvelenamento per fosforo, arsenico,
funghi, ecc. Nell'avvelenamento da atropina si
ha midriasi; miosi nell'avvelenamento da eserina e muscarina.
Esame interno del cadavere. Nelle vie aeree
e nei polmoni si possono ritrovare traccie di lesioni da gas irritanti, o ecchimosi sub-pleuriche
per l'azione asfittica di alcuni veleni (stricnici);
nel miocardio degenerazione grassa da fosforo.
Reperti importantissimi possono trarsi dall'esame delle vie digestive, sia dall'odore del contenuto, odore di alcool, cloroformio, mandorle
amare (cianuro), aglio (arsenico); sia per la pre-

senza di escoriazioni, ulcerazioni, emorragie,


escare, le quali lesioni talora assumono caratteri
differenti secondo il veleno che le ha prodotte.
L'esame del fegato, pu essere sufficiente
talvolta ad accertare un sospettato avvelenamento da fosforo, presentandosi con una grave
ed estesa degenerazione grassa; e cosi l'esame
dei reni, con la presenza di una nefrite acuta
da coagulazione, con depositi calcarei, pu far
diagnosticare un avvelenamento per sublimato.
Il criterio anatomico va poi integrato con indagini istologiche e coll'esame del sangue, conoscendosi l'influenza che certi veleni hanno sulla
resistenza, sulla cristallizzazione (Ottolenghi) e
pi che altro sul comportamento spettroscopico
del sangue (ossido di carbonio, cianuri, acidi e
alcool).

~ 325

Il criterio chimico.

La dimostrazione chimica del veleno spetta


al chimico-legale. Il perito settore deve ricordare durante le autopsie quanto prescritto
(vedi pag 169) per la conservazione dei visceri.
Deve inoltre conoscere, che il risultato positivo di un esame chimico in caso di avvelenamento, non costituisce sempre la prova
che il veleno sia stato realmente propinato.
Per esempio nei vecchi si possono talora ritrovare traccie di rame, di zinco, di piombo,
e nelle ossa anche traccie di arsenico. Inoltre
il perito deve valutare se una data sostanza
ritrovata nell'organismo possa essere originata
da medicamento in antecedenza preso, o se
possa esser stata introdotta post mortem, sia
volontariamente che accidentalmente.
Si conosce infatti la diffusibilit dei veleni
nell'organismo, specie dell'arsenico. Si tenga
presente che la diffusione di un veleno introdotto post mortem procede in senso centrifugo,
ed ubbidisce di preferenza alle leggi della gravit. Per distinguere l'imbibizione post mortem,
da un assorbimento intra vitam, lo Strassmann
raccomanda di ricercare il veleno quantit
tivamente negli organi pari. L'arsenico non
raggiunge mai, introdotto post mortem, i muscoli.

Il veleno pu penetrare nel cadavere anche


accidentalmente, sia per non essersi usati nella

326

conservazione dei visceri recipienti puliti; sia


perch talora nelle casse si immettono fiori
artificiali fatti con diverse sostanze velenose,
(specie arsenico) le quali disfacendosi penetrano
poi nel cadavere; sia perch, per esempio, dell'arsenico pu esser contenuto nella terra di
inumazione. In tali casi le quantit di veleno
che si ritrovano sono esigue, e solo in quelle
parti di cadavere che furono a contatto con
detti oggetti, nei quali (cosa importante) il
chimico, rinviene anche lo stesso veleno.
Talora l'analisi chimica riesce negativa. Non
per questo pu sempre escludersi l'avvelenamento, sia perch per es. il veleno pu essere
stato eliminato prima che sia avvenuta la
morte e quando di gi aveva prodotto gravi
alterazioni anatomiche e funzionali ; sia perch
il veleno non pi dimostrabile data l'avanzata putrefazione (la morfina che uno dei
veleni pi resistenti non si ritrova pi dopo
13 mesi, e la stricnina che il pi resistente
dimostrabile al massimo dopo un paio di anni);
sia perch il chimico non ha potuto rintracciare la sostanza venefica, cosa non impossibile specie quando trattasi di veleni vegetali
od animali.
Bisogna infine tener conto che, per putrefazione, si possono formar veleni cadaverici. La
obiezione che il veleno ricavato dal cadavere
abbia origine putrefattiva, comprende tutta
la dottrina delle ptomaine messa in luce dal
Selmi nel 1872, alla quale, anche nel criterio

327

clinico, abbiamo fugacemente accennato, e nella


cui analisi non possiamo addentrarci.
Criterio fisiologico.

Consiste nel saggiare su dati animali l'estratto


viscerale, o il contenuto gastrico; ed analizzare
i sintomi che l'animale presenta.
La prova fisiologica, se condotta con rigidi
criteri sperimentali, riesce in alcuni casi estremamente utile, e talora anche pi dimostrativa della prova chimica.
S'intende ch'essa deve esser praticata da
medico esperto e pratico della tecnica di laboratorio. Bisogna anzitutto saper scegliere
l'animale, poich alcuni sono refrattari ai veleni umani, altri molto sensibili, altri meno.
La prova fisiologica , si pu dire indispensabile nella ricerca della stricnina, atropina,
curaro ed altri alcaloidi (cocaina, digitalina, ecc).
Anche qui, si deve por mente che alcune
ptomaine danno reazioni fisiologiche simili ad
alcaloidi; per es. la giusquiamina d reazione
simile alla digitalina, e la pellagrozina (estratto
del mais guasto [Lombroso]), d reazione simile
alla stricnina.
Bisogna inoltre tener conto dell'azione attenuante che su dati veleni (stricnina, atropina) possono esercitare i batteri della putrefazione (Ottolenghi).

328
Criterio antropologico.

La necessit di valutare il criterio antropologico deriva specialmente dalla recettivit diversa dei vari organismi ad un dato veleno:
p. es. nota l'assoluta incompatibilit degli
organismi infantili agli oppiacei; noto che
sostanze non velenose producono in alcuni individui fenomeni tossici; nota l'assuefazione
ai veleni.
Criterio delle circostanze estrinseche.

la valutazione di tutte quelle circostanze


che possono destare il sospetto di un avvelenamento; per es. il fatto che animali dopo aver
mangiato sostanze vomitate o resti di cibi,
ammalarono o morirono, il ritrovare una certa
dose di veleno in casa del morto, ecc.
Tutto ci ha grandissima importanza per
risolvere il quesito di omicidio, suicidio, accidente. Gli omicidi p. es. preferiscono quei veleni che possono somministrarsi senza che l'individuo se ne accorga; altre volte invece la
grande quantit di veleno trovato nel cadavere, o il ritrovare che l'avvelenamento fu
combinato a violenza di altra specie, ci che
depone per un suicidio.

329

Sintesi.

Esposto cos succintamente il valore che possono avere i diversi criteri medico legali nelle
questioni tossicologiche, si pu concludere:
i nessun criterio isolatamente considerato
pu esser sufficiente a stabilire una diagnosi
di avvelenamento criminoso;
2 non necessario l'isolamento della sostanza venefica per la diagnosi di veneficio
quando tutto il resto a ci concorra;
3 sempre necessaria la dimostrazione di
un nesso di casualit tra il veleno e le conseguenze di esso.
Passiamo ora, e brevemente, ad illustrare
solo alcuni degli avvelenamenti principali e
pi frequenti, e nei quali pi reclamata
l'opera del medico non permettendoci il ristretto spazio la trattazione completa della
tossicologia forense.
Avvelenamento per ossido di carbonio.

L'ossido di carbonio un gas incolore, inodore e insipido, che si decompone ad alta temperatura in carbone e acido carbonico.
Si produce nella combustione incompleta
del carbone, e cos lo si ritrova nel fumo delle
stufe, caminetti, ecc.
L'ossido di carbonio si ritrova anche nel
gas illuminante mescolato ad altri idrocarburi

330

che lo rendono anche pi tossico. L'aria che ne


contenga anche l'i %0 (Leblanc) tossica, e
se la proporzione raggiunge l'i % la.morte
rapidissima.
Essendo inodore, l'ossido di carbonio pu
accumularsi in quantit notevole in uno spazio,
senza che se ne possa sospettar la presenza.
Per la sua grande diffusibilit, non vi nemmeno bisogno che la sorgente del veleno sia
nell'ambiente ove si avvera l'avvelenamento.
Il gas pu esser filtrato attraverso i muri e
provenire da un'abitazione vicina, o da altra
localit pi bassa, e ci spiega alcuni avvelenamenti a prima vista inesplicabili.
L'ossido di carbonio spiega la sua azione
specialmente sul sangue, fissando l'emoglobina
e cambiandola in carbossiemoglobina.
Si possono avere avvelenamenti acuti e
cronici.
Avvelenamento, acuto. S'inizia con uno
stadio di stupore, caratterizzato da irrequietezza, dispnea, e talora rapida paralisi cardiaca.
Seguono poi, pi o meno rapidamente, cefalea,
sussurri, debolezza estrema, annebbiamento,
senso di pressione alle tempie, vertigini e completo stato di stupore; senso di soffocazione,
nausee e vomiti. Il vomito seguita anche
quando i malati sono portati all'aria libera.
In questo stadio, si pu avere nei malati
anche una mania transitoria, e vi sono esempi
di delitti commessi in uno stato di ebbrezza
da ossido di carbonio. Talora gli avvelenati

331

giacciono privi di sensi in uno stato soporoso. Segue un brevissimo stadio convulsivo
clonico e poi uno asfittico che talora succede subito al primo periodo, specie se il
gas ricco di CO. In questo stadio si osservano gravi disturbi della sensibilit fino

all'anestesia completa, e gravi disturbi della


motilit fino alle paralisi, che dapprima colgono gli arti inferiori e poi divengono generali. Si ha in questo stato perdita di urina e
di feci. in questo periodo che gli ammalati
muoiono, dopo un decorso morboso pi o meno
grave o rapido, secondo la concentrazione del
gas.
Se sopravvengono aiuti, l'individuo tolto
dall'atmosfera tossica, anche nello stato comatoso, pu guarire completamente. per
pi frequente che dopo un periodo comatoso
l'ammalato muoia, o, che, pur sopravvivendo,
permangano in lui stati morbosi a carico del
sistema nervoso (confusione mentale, disturbi
della memoria, psicosi varie, emiplegie, monoplegie, paralisi degli sfinteri, disturbi della
sensibilit, emorragie cerebrali), dell'apparato
digerente, (glicosuria) dei reni, (nefriti pi o
meno gravi) e della cute (pemfigo, dermatiti,
disturbi di nutrizione).
Si comprende come la valutazione di questi
disturbi, abbia un enorme valore medico-legale.
Avvelenamento cronico. L'ossido di carbonio aspirato in debolissime quantit e ripetutamente, come per es. negli operai dei

332

gassometri, nei minatori, ecc., pu dar luogo


ad un avvelenamento cronico, che si manifesta con cefalee, vertigini, convulsioni, disturbi mentali pi o meno gravi e persistenti,
anemie, perniciose con tumori di milza, ecc.
Reperto cadaverico. I cadaveri appaiono
con le mucose rosso-chiare e con ipostasi rossociliegia, e tal colorito si mantiene pure all'inizio della putrefazione verde. Ci pu anche
esser notato nei cadaveri esposti al freddo e
in individui morti per avvelenamento da acido
prussico. Le mucose del naso e della bocca
possono trovarsi cosparse di fuliggine nerastra,
specie se l'avvelenamento avvenne da gas di
carbone; la bocca piena di schiuma sanguigna
e di resti di vomito.
All'autopsia si riscontra un color cinabro
dei muscoli, i quali presentano spesso degenerazione grassa e granulare e infiammazioni
interstiziali. Possono riscontrarsi intense iperemie delle meningi ed anche versamenti
subduiali e ventricolari. Non sono rari nel
cervello processi necrobiotici, sotto forma di
rammollimenti rossi e gialli. Le mucose respiratorie sono anche rosso-cinabro, i polmoni ipermici ed edematosi, con emorragie
subpleuriche, ed enfisema. Anche gli organi
addominali si mostrano per lo pi iperemici,
e spesso furono osservate emorragie gastriche
ed intestinali, ed infiammazioni difteriche e necrotiche. Nei reni si notano frequentissime alterazioni di ordine infiammatorio che giungono

333

fino alla necrosi completa dei reni (Ottolenghi,


Nazari, Ascarelli). Ma il reperto il pi importante dato dal sangue, il quale contiene
l'ossido di carbonio che si rivela con mezzi
chimici e coll'esame spettroscopico (V. ult.
capit.). Il sangue ha inoltre un aspetto rosso
intenso con tendenza a coagularsi.
Per tutti i reperti possono esser negativi,
anche quelli del sangue, perch anche in coloro che furono tolti da atmosfera carbonica
in istato comatoso e che poi morirono, bastano poche ore di permanenza all'aria per
liberare il loro sangue dall'ossido di carbonio.
L'assenza di ossido di carbonio nel sangue,
si osserva anche in coloro che vennero a

morte nei primi periodi dell'avvelenamento,


per l'aspirazione di sostanze vomitate, o per
altra causa. La carboossiemoglobina resistentissima alla putrefazione; quindi allorch l'avvelenato muore nell'ambiente tossico ed il suo
sangue ricco di CO; si pu avere la dimostrazione chimica e spettroscopica del veleno, anche dopo parecchio tempo dalla morte.
Avvelenamento per arsenico.

L'arsenico, allo stato di metallo o di metalloide non velenoso, ma all'aria si ossida


e si ricopre di uno strato di acido arsenioso
il quale estremamente tossico.
L'acido arsenioso, che impropriamente nel
comune linguaggio si chiama arsenico, molto

334

diffuso in natura, sia perch si usa in molte


industrie, sia perch contenuto in molti prodotti farmaceutici. Oltre l'acido arsenioso,
molti altri composti arsenicali sono tossici,
come l'acido arsenico, il verde di Schweinfurt
(arsenito e acetato di rame), ecc.
L'avvelenamento per arsenico, specialmente
quello criminoso, era dapprima frequentissimo;
ora per, data la estrema sensibilit dei mezzi
che vi sono per svelare anche poche traccie
d'arsenico, questo avvelenamento va facendosi sempre pi raro. La dose letale dell'acido
arsenioso calcolato in gr. 0.1-0.2, sebbene
sianvi casi di ingestione anche di 3 gr. di arsenico seguiti da guarigione.
Sono anche conosciuti gli individui arsenicofagi. non rari, specie nella Stiria, che arrivano
ad abituarsi gradualmente ad alte dosi di arsenico fino a sopportarne un grammo per volta.
La via pi frequente dell'avvelenamento
la via orale, non sono per mancati avvelenamenti anche per via vaginale e rettale.
L'avvelenamento pu essere acuto, subacuto,
cronico.
L'acuto si manifesta dopo mezz'ora, un'ora
.
dall'ingestione del veleno, e pi frequentemente
assume: o una forma colerica caratterizzata da
violenti disturbi gastro-intestinali con anuria
e crampi, o una forma cerebro-spinale, caratterizzata da convulsioni, deliri, disordini sensoriali, coma, ecc., e scarsi disturbi gastro-intestinali. La morte sopravviene rapidissima.

335

La forma subacuta si presenta allorch vengono assorbite scarse quantit di veleno. La


malattia presenta i medesimi sintomi gastroenterici o nervosi, meno intensi s'intende, che
si protraggono per 8-10 giorni, fino a che sopraggiunge la morte. Talora si osserva una
remittenza dei sintomi, poi una ricaduta e
cos via.
La forma cronica, che si osserva spesso anche
in seguito a trattamento arsenicale troppo prolungato e a dosi troppo alte, e che la pi
frequente anche negli avvelenamenti criminali, si palesa con sintomi morbosi in diversi
sistemi organi.
In 296 casi, per es., furono riscontrati :
Disordini nervosi (specie sotto forma di nevriti con disturbi sensitivi e motori), 234.
Affezioni cutanee (cheratosi, eczemi, pigmentazioni), 107.
Affezioni enteriche, 39.
Disordini psichici, 9.
importante notare che questi quadri morbosi (sui quali non possiamo intrattenerci)
sfuggono molto di sovente al medico pratico,
il quale a tutt'altra cosa pensa, fuorch ad
una intossicazione per arsenico. Si raccomanda
quindi sempre, nei casi sospetti di ricercare
l'arsenico nelle urine.
Caratteri anatomici. Quando l'avvelenato
muore, in seguito ad un'intossicazione acuta
coleriforme, anche i sintomi anatomici sono
simili a quelli del colera (tumefazione ed emor-

336

ragie della mucosa o talora mucosa pallida


come lavata, con feci acqua di riso, ecc.). Palpando leggermente la mucosa si ha la sensazione di piccoli e minuti granellni, specie
nelle pliche mucose. Sono granuli di acido arsenioso non completamente disciolto; in corrispondenza di queste disposizioni la mucosa
presenta talora superficiali ulcerazioni.
Oltre che nel tubo gastro-enterico, alterazioni possono ritrovarsi nel fegato, nei reni,
nel^cuore, ecc. Le lesioni per talora, possono
mancare completamente, specie nelle forme
subacute e croniche.
Ricerca chimica. La ricerca chimica si fa
col metodo di Marsh, che consiste nel trattare
le sostanze sospette in modo da distruggere
la materia organica, e ottenere l'arsenico sotto
forma di un composto suscettibile di esser
trasformato, in presenza di idrogeno allo stato
nascente, in idrogeno arsenicale, di odore
agliaceo caratteristico e dal quale col calore
precipita l'arsenico metallico.
La ricerca si fa con l'apparecchio di Marsh
che estremamente sensibile e svela pure
l'i. 100,000 di arsenico.
La ricerca chimica dell'arsenico pu esser
fatta sul cadavere anche dopo parecchi anni,
conservandosi questa sostanza per lunghissimo
periodo di anni.
Oltre la ricerca chimica, vi quella biologica
del Gosio, fondata sulla propriet che hanno
alcune muffe (arsenio-muffe), e specialmente

337

il penicillum brevicaule, di scindere i composti


arsenicali sviluppando gas arsenicali, riconoscibili dal caratteristico odor d'aglio. Anche
la ricerca biologica del Gosio sensibilissima.
Si deve tener conto, che l'analisi chimica
e biologica pu riuscir positiva anche in
caso in cui la morte non sia avvenuta per
avvelenamento da arsenico; per es. quando
l'arsenico di origine terapeutica, o quando
esso proviene sul cadavere per dissoluzione di
sali arsenicali contenuti nel terreno del cimitero, nei vestiti e nei fiori artificiali delle
corone, ecc.
D'altra parte, in caso di avvelenamento pu
non ritrovarsi il veleno, specie in casi acuti
e subacuti in cui la vttima muore dopo aver
eliminato l'arsenico ingerito.
Avvelenamento per fosforo.

Il fosforo

si

trova in due stati, fosforo rosso

il quale non tossico, e fosforo bianco velenosissimo.


Il fosforo bianco non molto diffuso, nemmeno negli usi industriali, (fabbricazione di zolfanelli,) in cui si cerca di sostituirlo col fosforo
rosso.
In medicina, si usa il fosforo sotto forma
di olio fosforato e dosato all'i per mille.
Si hanno per lo pi avvelenamenti con le
capocchie dei zolfanelli, i quali contengono in
media ogni zolfanello da 0.062 gr. di fosforo
22 . Ascarelli.

- 338

a 0.028 (in media % milligrammo ogni zolfanello), e questi avvelenamenti sono per lo pi
volontari. raro l'avvelenamento criminoso,
specie per la difficolt di somministrazione;
abbastanza frequente invece l'avvelenamento
industriale e quello colposo, per prolungata ed
intensa somministrazione di preparati con fosforo, i quali sono talora adoperati anche come abortivi.
Il fosforo bianco estremamente tossico;
negli adulti la dose mortale si aggira intorno ai
quattro-cinque centigrammi ; nei bambini anche
un centigrammo ha talora provocato la morte.
Il fosforo ha azione accumulatrice, e ci
ne aumenta il danno; infatti i sintomi d'avvelenamento non appaiono che dopo qualche
giorno, e possono continuare sino alla morte
malgrado l'immediata soppressione del fosforo.
Non tutti i soggetti sono ugualmente sensibili all'azione del fosforo: molti bambini
hanno senza inconvenienti sopportato per pi
mesi una medicazione fosforata, altri invece
dopo breve tempo hanno presentato sintomi
tossici.
Sintomi. Si distinguono per lo pi due
periodi nel decorso dell'avvelenamento. Il
primo, che compare dopo qualche ora, da dolori gastro-intestinali, vomito ed eruttazioni
con odore agliaceo, sete, cefalea, ecc. Questi
sintomi a poco a poco diminuiscono; si ha una
apparente miglioria, fino a che, verso la fine del
secondo giorno, s'iniziano i sintomi del secondo

339

periodo, quello dell'ittero grave. Si ha cio


ittero pi o meno intenso con ingrossamento
del fegato, emorragie multiple, disturbi urinari, diarree, vomiti, ecc.; finch con grave
progressivo indebolimento sopraggiunge la morte, in inedia dopo 4-10 giorni. Rare sono le
forme acutissime che conducono a morte in
meno di un giorno. In tali casi, i sintomi itterici ed emcrragici non si osservano perch
non hanno avuto il tempo di apparire.
Talora, invece, anche quando il malato si
cred guarito o quasi, sopragiungono sincopi
mortali, o complicazioni che possono condurre
a morte il malato pi o meno rapidamente
(disturbi nervosi, nevriti, emorragie cerebrali,
paralisi, disturbi enterici gravi e persistenti,
cirrosi atrofica del fegato, ecc.). Nei casi a
lento decorso, come anche negli avvelenamenti cronici, si osservano lesioni sulle ossa,
e sono caratteristiche le necrosi del mascellare e le carie dentarie, necrosi che qualche
volta si estendono alle ossa del cranio e della
faccia. Taii necrosi spesso sono il primo segno
degli avvelenamenti professionali cui presto
si aggiungono sintomi gastro-intestinali e fenomeni cachettici.
Lesioni cadaveriche. Talora, gi all'apertura del cadavere si sente odor agliaceo, e
(al buio) possono vedersi vapori fosforescenti
all'apertura dello stomaco. La putrefazione
non sembra subire radicali modificazioni, il
cadavere itterico.

340

La maggior parte delle lesioni che si riscontrano nell'avvelenamento per fosforo, son date
dalla degenerazione grassa che il fosforo produce
uei diversi organi e tessuti, e dalle emorragie.
La degenerazione si manifesta: con speciale
intensit nel fegato che appare grasso, molle,
giallo chiaro come burro, poverissimo di sangue; con catarro nelle vie biliari, e con una
vera distruzione delle cellule epatiche trasformate in tante goccioline adipose. Si osserva degenerazione grassa anche dei muscoli, del cuore, della tunica muscolare dei
vasi sanguigni, dei reni specie nei tuboli con-

torti.

Le emorragie, salvo che nei casi a rapidissimo decorso, non mancano mai. Esse sono
dovute alla degenerazione grassa delle pareti
vasali. Si osservano per lo pi emorragie puntiformi nella mucosa gastro-intestinale, nel
tessuto cellulare retrofaringeo, sotto le pleure,
nell'epicardio, nel tessuto sottocutaneo e nello
spessore della pelle.
Sono anche frequenti le degenerazioni del
midollo spinale (Gurrieri) lungo il decorso dei
fasci piramidali crociati e dei cordoni di Goll
e di Burdach. Si hanno anche alterazioni del
sangue che si presenta liquido con una leucocitosi pi o meno intensa accompagnata da
linfocitosi.
Come si vede, tanto la sintomatologia che
l'anatomia patologica dell'avvelenamento per
fosforo, molto simile a quella dell'atrofia

341 ~

giallo-acuta; come caratteri differenziali note


remo nell'avvelenamento da fosforo, il decorso
meno impressionante, e l'ittero pi tardivo,
assenza di febbre, migliorie e recrudescenze.
Manca l'atrofia del fegato e se pur un impiccolimento nel fosforismo si osserva, questo sempre preceduto da grave ingrossamento; non si ha tumor di milza; e non si
riscontra abbondante leucina e tirosina nelle
urine e nel parenchima epatico.
Ma la diagnosi differenziale non pu esser
assolutamente accertata che con la ricerca
de) fosforo. Per tale ricerca vi sono moltissimi metodi, il pi conosciuto ed usato
quello di Mitscherlich che consiste nella distillazione dei materiali sospetti nell'oscurit.
In tale operazione si veggono fosforescenti
i vapori che si condensano nel refrigerante.
Il processo sensibilissimo e svela sino ad
i milligramma di fosforo in 200,000 parti di
liquido.
Avvelenamento per mercurio
(sublimato).

Il mercurio metallico preso per bocca, ad


alte dosi non e tossico, perch non si assorbe,
tanto che un tempo si usava somministrarlo
(fino ad 1 kgr.) per uso terapeutico. Per diviso in particelle finissime (come negli unguenti mercuriali, nelle pillole, ecc.), assorbibile e tossico. Sono anche tossici i suoi va-

342

pori e la maggior parte dei suoi composti, di


cui il pi importante il bicloruro o sublimato
corrosivo.
Gli avvelenamenti da sublimato sono frequen-

tissimi, e la maggior parte per suicidio (specie


femminile); abbastanza frequenti sono anche
per accidente, e per errato impiego terapeutico
(errori nel dosaggio, errori di farmacisti, prolungati lavaggi vaginali o rettali a dosi non troppo
tenui, ecc.). Rari invece sono gli avvelenamenti
criminosi, specie per il cattivo sapore del sale,
per i sintomi ed il reperto caratteristico.
La suscettibilit individuale variabilissima,
per la dose tossica letale media di 15.20 cgr.
Variabilissima anche ia suscettibilit individuale ai lavaggi mercuriali, e mentre puerpere non hanno risentito danno dopo 192 lavande endouterine di sublimato all'i per 2000, altre
morirono dopo appena due lavande intrauterine di una soluzione all'i per 4000, ed ebbero
gravi sintomi anche dopo una sola iniezione
senza ritenzione di liquido
Tali differenze si spiegano perch la soluzione
pu venir pi o meno ritenuta, sia per la maggior o minor facilit di assorbimento della superficie lavata, sia per le differenze individuali
su citate. Il corollario pratico che ne deriva
quello di non servirsi di soluzioni di sublimato
per lavande interne se non a dosi tenuissime,
(1.5000) e non ripeterle frequentemente.
Sintomi. Dell'avvelenamento per mercurio si ha una forma acuta ed una cronica.

343

I sintomi della forma acuta sono di tre or-

dini: quelli dovuti all'azione caustica del veleno (ulcerazioni necrotiche, boccali, esofagee,
gastriche, vomiti sanguinolenti, dolori e talora
perforazioni gastriche e intestinali) ; quelli dovuti all'assorbimento, e quelli dovuti all'eliminazione del veleno (stomatite in forma ulcerosa
e ribelle, colite a forma dissenterica, emorragica,
desquamativa, con violento tenesmo; nefrite acutacon iscuria e talora anche anuria completa, e accompagnata da tutta la coorte dei sintomi uremici).
Possono poi osservarsi altri sintomi secondari,
e tutt'altro che costanti: eruzioni cutanee, lelesioni del miocardio e del pericardio, ecc.
II decorso della forma acuta rapido; per
prima compaiono i sintomi dovuti all'azione
caustica, ultimi quelli dovuti al l'eliminazione
del veleno (stomatite e nefrite) che possono
comparire anche dopo 2-3 giorni.
La morte talora preceduta da agonia prolungata e straziante; talora improvvisa, e pu so>
praggiungere fin dalle prime ore per collasso,
come pu tardare 15 e 20 giorni. In media il
decorso di circa 6-7 giorni.
Le alterazioni anatomiche, di cui le pi importanti e costanti sono le intestinali e le renali, sono in rapporto alla sintomatologia.
Le lesioni intestinali sono di due specie : quelle
dovute all'azione caustica coagulante del veleno
(iperemie, tumefazioni, escare secche di color
bianco grigiastro) che possono trovarsi in tutto

344

il decorso del tubo gastro-enterico e che possono


anchemancare; e quelle dovute all'eliminazione
del veleno (ulcerazioni dissenteriche specie del
crasso, anzi terminanti quasi bruscamente alla
valvola ileocecale, emorragie sottomucose, iniezioni e tumefazioni dei gangli mesenterici).
La stomatite facilmente riconoscibile per
l'ulcerazione e suppurazione gengivale, per la
tumefazione e il rossore della mucosa, (meno
manifesti post mortem che in vita) per il tentennamento dei denti.
I reni appaiono molli, aumentati di volume,
pallidi nella sostanza corticale, congestionati
nella midollare, con emorragie sottocapsulari.
Al microscopio si osservano i segni di una
intensa necrosi epiteliale talora con calcificazioni e depositi calcarei caratteristici nei tubuli contorti.
Si possono inoltre riscontrare ecchimosi subpleuriche, congestione ed edema polmonare,
nodi di broncopolmonite.
Forma cronica. Accanto a questa forma
acuta di cui abbiamo descritto sintomi e lesioni anatomiche, abbiamo una forma cronica
professionale ; infatti non si verifica che negli
operai di fabbriche di specchi e di cappelli, per
la confezione dei quali molto si usa il nitrato
acido di mercurio, ecc. L'avvelenamento cronico non si avvera quasi mai in seguito a cure
mercuriali prolungate.
L'idrargirismo cronico si rende manifesto
per tre speciali sintomi : stomatite tremore
disturbi cachettici.

345

La stomatite assume una forma pi o meno


acuta e grave, talora anche ulcerosa.
Il tremore si stabilisce per lo pi gradatamente ed limitato nelle forme lievi, alle
mani e alle labbra. tremore intenzionale a
rapidi movimenti, che cresce in seguito ad
emozione, attenzione, ecc. Nelle forme gravi
accompagnato da contratture e da crampi
dolorosi ed esteso anche agli arti inferiori;
talora perfino complicato da movimenti coreiformi. I disturbi nutritivi e cachettici che
possono anche precedere gli altri sintomi,
sono limitati in casi lievi ad anoressia, dispepsia, lieve enterite, e quindi ad anemia e dimagramento che pu giungere ad altissimi gradi.
Si possono avere anche: disturbi nutritivi
della cute, come foruncolosi; disturbi nervosi,
come paralisi motrici pi o meno complete;
e disturbi delle sensibilit con tutta l'apparenza
di forme isteriche (isteria mercuriale), ecc.
La sindrome clinica acuta o cronica, o la
sindrome anatomica con la sua triade carat
teristica, stomatite, enterite ulcerosa ed emorragica del crasso, nefrite acuta con infarti calcarei, sufficiente alla diagnosi anche medicolegale. Ma il perito, deve per corroborare la
diagnosi anatomica con la ricerca del veleno,
ricerca che deve essere affidata ad un chimico,
il quale eseguir sia sui visceri, che sul contenuto gastrico o intestinale (repertati nel modo
da noi ricordato) le ricerche del caso.

VII.
QUESTIONI MEDICO-LEGALI RELATIVE
AL MATRIMONIO.

Disposizioni legislative. L'errore di persona.


V impotenza nell'uomo e nella donna.
Disposizioni legislative.

Le disposizioni di legge relative al matrimonio, sono quelle contenute negli articoli 55,
83, 105, 107, 150, 162, 164 del Codice civile.
In base a questi articoli, il perito pu esser
chiamato ad accertare :
a) L'et di un individuo: Infatti non possono contrarre matrimonio; l'uomo, prima che
abbia compiuto 18 anni, la donna prima che
ne abbia compiuti 15 (art. 55 C. C).
b) Lo stato di mente di un individuo

(art.

e)

C.

83 C.

C).

Il libero consenso al matrimonio (art.

105

C, primo capoverso).
d) L'errore di persona, perch pu esser

chiesto l'annullamento del matrimonio da quel


coniuge che fu indotto in errore (art. 105 C. C).
e) L'impotenza d uno dei coniugi (articoli 107, 162 e 164 C. C).

-348/) Gli eccessi o le sevizie patite da uno dei


coniugi.
Rimandiamo per la risoluzione del primo
quesito a quanto stato detto in tema d'identit e per la risoluzione del secondo, a
quanto si dir nel capitolo di psicopatologia
forense.
Errore di persona.
L'art. 105 del Codice civile dice : Quando
vi fu errore di persona, l'azione di nullit (del

matrimonio), pu esser promossa da quello degli


sposi che fu indotto in errore .

L'errore di persona, una volta era limitato

solo all'identit fisica del coniuge e precisamente all'errore di sesso.

La nostra giurisprudenza, in questi ultimi


tempi per, ha esteso il concetto di errore di
persona per l'annullamento di matrimonio,
comprendendovi quasi tutti i caratteri essenziali della persona.
E cosi in alcuni casi l'ignoranza del vincolo
religioso che legava lo sposo ad altra donna ha
costituito errore nella persona tanto da render
nullo il matrimonio; in altri casi la mancanza
di verginit, o la gravidanza della sposa, la
condizione sociale o religiosa dello sposo, e la
sifilide di uno dei coniugi, sono state tante altre cause di annullamento di matrimonio.
Dunque, da quando si sosteneva che il solo
errore sull'identit fisica della persona era
capace di scioglimento di matrimonio, ad ora, in
<

349

cui si sono avuti matrimoni annullati per tutte


queste altre ragioni, la differenza non poca.
E quest'estensione, nell'interpretare l'articolo 105 del C. C. va ogni giorno pi allargandosi, e gi, giustamente, si parla di applicare
gli errori di persona, agli errori sulla identit
psichica. Tutto ci avviene, perch il magistrato
ed i periti si trovano, specialmente nel nostro
paese, in cui purtroppo non vige ancora la legge
sul divorzio, a dover adattare le parole di un
vecchio Codice alle esigenze attuali della vita
moderna.
L'errore di sesso. L'errore di persona, per,
che pi di ogni altro interessa il medico legale
1' errore di se so. Questo si ha quando uno
degli sposi siasi congiunto in matrimonio con
persona dello stesso sesso o per lo meno di
dubbio sesso, con un individuo cio che abbia
quell'abnorme conformazione dell'apparato genitale che chiamasi ermafroditismo o pseudo
ermafroditismo.
L'ermafroditismo vero interno sia bilaterale
(testicolo e ovaia da ambedue i lati) che unilaterale (da un lato ovaio, dall'altro testicolo e ovaio)
o laterale (da un lato testicolo, dall'altro ovaio) .
stato osservato, sebbene in rarissimi casi, e
l'embriologia, ne spiega la possibilit. Quel
che non possibile, l'ermafroditismo vero
esterno, cio genitali esterni maschili e femminili; gli uni accanto agli altri, nello stesso
individuo; ci perch gli organi genitali esterni
derivano embriologicamente da organi unici

35

(tubercolo e cercine genitale), i quali nel loro


sviluppo possono prendere una direzione verso
il sesso mascolino o femminile, con anomalie
quanto mai eccentuate, ma non possono avere
un duplice sviluppo.
Molto pi frequenti, sono invece i casi di
pseudo-ermafroditismo, e baster ricordare il
grosso volume del Neugebauer, ultimamente
edito dal Klinkhardt di Lipsia (1908) in cui
sono raccolti circa 2000 casi.
Lo peudo-ermafroditismo pu essere esterno
(i genitali esterni presentano una forma corrispondente a quelli dell'altro sesso), interno,
(i genitali interni son quelli del sesso opposto),
e completo (i genitali esterni ed interni sono simili a quelli del sesso opposto, sotto le cui
apparenze l'individuo si presenta).
Si parla poi di pseudo ermafroditismo mascolino, o androgino quando un individuo di sesso
femminile si cela sotto apparenze maschili ; di
pseudo-ermafroditismo femminile o ginandro,
nel caso opposto.
La diagnosi di sesso fatta sul vivo, presenta
talora gravi difficolt, che sono maggiori nei
giovanetti che non hanno raggiunto l'et pubere. Nella pratica, il perito non deve limitare l'esame solo agli organi genitali ; ma osservare accuratamente tutta la personalit
dell'individuo, con speciale riguardo ai cosidetti caratteri sessuali secondari.
Questi possono essere anatomici, funzionali
e psichici.

35i

Anatomici. Notevoli differenze tra l'uomo


e la donna sono date dallo scheletro. La statura anzitutto relativamente pi alta nell'uomo che nella donna. Il cranio maschile ha
prominenze ossee pi rilevanti e tutto lo scheletro prominenze ossee pi robuste ; i femori
maschili sono pi diritti. Le maggiori differenze scheletriche tra i due sessi, si ritrovano nel bacino. Il bacino maschile pi alto
e pi stretto, con tutti i diametri trasversi
pi corti, l'arcata pubica meno aperta, ecc. Altri
caratteri sessuali secondari anatomici son dati
dal sistema muscolare relativamente pi valido nell'uomo, dal grasso sottocutaneo meno
abbondante, dalle glandole mammarie, e dalla
diversa distribuzione e abbondanza del sistema pilifero. I peli del pube mostrano una
diversit sessuale; infatti nell'uomo sono disposti a triangolo con l'apice in alto verso
l'ombelico, nella donna a triangolo con l'apice
in basso.
Funzionali. Le differenze funzionali, riflettono la sensibilit tattile, gustativa, olfattiva e dolorifica. Tutte queste sensibilit sono
minori nella donna, la quale al contrario presenta una maggiore eccitabilit. La forza muscolare, la marcia, l'agilit, la voce, ecc., sono
altri caratteri funzionali che presentano notevoli differenze nell'uomo e nella donna.
Psichici. La dote principale dell'intelletto
femminile la rapidit di percezione, appercezione e assimilazione ; e tutto ci sta in

^- 352
ragione inversa alla genialit ed alla originalit. La prova di questa scarsa potenza creativa nella donna, si ha nelle tendenze eminentemente conservatrici nel campo delle idee,
delle credenze, delle superstizioni, ecc. Per
quanto riguarda la volont, si osserva nella
donna una scarsa impulsivit in contrasto con
l'accentuata eccitabilit.
Nella vita sentimentale, molto si differenziano i due sessi ; cos noto come molto pi
sviluppato sia nell'uomo il sentimento politico
e il sentimento sessuale, ecc., mentre scarso

quello religioso, affettivo, famigliare, ecc. Caratteristica femminile il contrasto che talora
domina nelle diverse manifestazioni del sentimento morale, diversit che non qui il caso
di approfondire.
Lo studio di questi caratteri, lo studio delle
diverse attitudini (giochi, lavori, tendenze casalinghe, lavori donneschi, cucina, ecc.) faciliteranno molto nei casi di dubbio sesso, la diagnosi del perito. In tutti i trattati di medicina legale, sono numerosissimi gli esempi di
pseudoermafroditismo ; non ne riporteremo
che uno, originale e molto caratteristico da
noi stessi osservato e studiato.

Vetullia D. L- di anni 19, da Anagni. Iscritta


nei registri dello stato civile come donna.
Padre alcoolista, madre sembra normale. Ha
due sorelle che esercitano la prostituzione. Il
soggetto, vissuto ed educato come donna, esercita anch'egli la prostituzione.

353

Esame degli organi genitali. Vicino alla


regione della forchetta, si nota un orificio
direttamente comunicante con la vescica.
Questo orificio uretrale sormontato da una
escrescenza, a forma di cappuccio, la cui cute,
spostata all'indietro, lascia scoperto un organo
simile ad un glande imperforato.
Si riconosce ci per un piccolo pene in miniatura, regolarmente conformato, di dimensioni un terzo del normale, lungo centimetri 2.5,
di centimetri 3 di circonferenza, incappucciato
da un esuberante prepuzio. Questo piccolo
pene si erige durante gli eccitamenti sessuali,
assumendo una curva con convessit superiore,
come per solito avviene negli individui ipospadici. L'uretra che si apre al di sotto del piccolo pene. . piuttosto ampia, tanto da lasciar
introdurre la punta del dito, e mentisce cos
un ristretto orificio vaginale. Ai lati si osservano due grosse masse carnose rappresentanti le grandi labbra. Nel grande labbro sinistro si riconosce una massa ovoidale, tumefatta, dolente, di sensazione speciale, della
forma, consistenza mobilit e grandezza di un
testicolo. Nel grande labbro destro nulla si
scorge ; per risalendo lungo la regione del
canale inguinale, si riscontra un'altra formazione simile alla precedente, grossa la met
di quella, molto mobile, tanto che facilmente
sfugge tra le dita che palpano risalendo lungo
il canale inguinale.
S tratta dunque di uno scroto bipartito,
contenente a sinistra un testicolo affetto da
orchiepididimite, a destra un testicolo ipotrofico, in parte ritenuto nel canale inguinale.
(V. fig. 21, .22, 23).

Al riscontro rettale si palpa la glandola


prostatica completamente normale per forma
e volume, non si riesce invece a palpare nella
cavit addominale nulla che richiami anche
28

Ascarelli.

354

lontanamente la forma degli organi genitali


interni femminili.
Esame antropologico. Il soggetto presentaTstatura piuttosto bassa ; pelle bianca,
rosea su tutto il corpo e
sufficientemente delicata ;
premendola si sente che
il tessuto sottocutaneo
abbastanza sviluppato.
Corpo mancante di peluria, capigliatura folta,
capelli castano scuri, leggermente ondulati, abba
stanza lunghi, piuttosto
fini e delicati. Alle ascelle
peli notevolmente sviluppati; e cos al pube in
cui son disposti a triangolo con l'apice in basso.
Pochi peli biondo-chiari
finissimi, appena visibili
sul labbro superiore.
Cranio. Sezione facciale lievemente prevalente sulla cranica; testa
grossa e sproporzionata

alla statura. Contorno

della sezione facciale poligonale, abbastanza larga con prominenze ossee,


molto sviluppate. Arcate
sopraciliari ben sviluppate; occhi con iride castano-chiara, lievemente
obliqui inferiormente.
Fig. ai.
Sguardo mite, femminile.
Zigomi sporgenti ; naso
grosso, lungo, con grosso lobulo, lievemente
deviato a sinistra. Mento piccolo, bocca pic-

355

cola: mandibola a branche piuttosto sviluppate


e divaricate Denti grossi.
Collo. Rotondo, piuttosto corto, con pronunciata prominenza della cartilagine tiroide,
che ben palpabile.
Tronco. Nell'insieme molto lungo, in
proporzione delle estremit (brachischelia).

Il torace discretamente
sviluppato, e pi sviluppato dell'addome,
molto appiattito nella
parte superiore, con ac-

cenno a glandole mammarie, e con capezzoli


piccoli, erettili.
Le costole non presentano le convessit,
che normalmente si osservano nelle donne ;
nella parte inferiore il
torace ha forma alFig. 23.
quanto conica. Bacino
con distretto superiore
piuttosto ampio. Insenatura lombare molto

pronunziata.
Arti inferiori. Linea delle coscie e delle
gambe lievemente arcuata e femminilmente convergente alle ginocchia. Coscie rotondeggianti.
Ani superiori. Il braccio appare rotondo.
La mano grossa, di forma affusolata, nel bordo
radiale presenta una elegante e notevole convessit.
( Tralasciamo l'analisi dell'esame antropometrico e funzionale. )
Motilit. Nulla si riscontra di importante
nei movimenti attivi, passivi. Mimica notevole,
molto mossa ma non esagerata; bocca che si
atteggia facilmente al sorriso. Durante la pressione dinamometrica si osserva una contrazione
mimica forte, risoluta, mascolina.

356
Nel raccogliere gli oggetti, e nell'alzarsi da

terra il soggetto assume un atteggiamento del


tutto femminile. Si sa, infatti, che i maschi per
raccattar gli oggetti caduti in terra, s'inchinano,
per lo pi, su di un fianco, e contemporaneamente alzano una gamba; le donne, invece,
s'inchinano su tutte e due le gambe.

Fig. 23.

Marcia diritta, franca, con passi sicuri abbastanza lunghi, senza ondulazione del bacino.
Voce profonda con tono basso, linguaggio
lento, molto conciso.
Non si ebbe mai accenno a mestruazioni,
n per diretto scolo sanguigno delle vie genitali, n per emorragie vicarie.

357

Esame psichico. Intelligenza limitata; potere di attenzione abbastanza sviluppato; memoria, specie nella ricostruzione di fatti avvenuti anche da molto tempo, buona.
Immaginazione, fantasia, e tutto ci che si
riferisce all'ideazione e all'associazione delle
idee, abbastanza limitata.
Il soggetto si presenta senza nessun atteggiamento speciale, in modo composto, ordinato, alquanto depresso, con uno sguardo
vacuo traquillo, e con espressione indifferente.
La volont debole, ed infatti facilmente
suggestionabile (come potemmo accertarci nei
moltplici interrogatori, e come si pot dimostrare con prove elementari durante lo studio
della sensibilit dolorifica). La debolezza di
volont si esplica inoltre nella docilit di carattere, e nel non opporsi agli incitamenti e
agli esami cui senza alcuna difficolt si sottopone.
Sentimenti. Tono sentimentale completamente indifferente; abbastanza sviluppato
invece il sentimento della personalit; infatti
un giorno, durante la sua degenza all'ospedale,
alquanto beffeggiata dalle sue compagne, arrogantemente rispose, cercando disfar valere
la sua superiorit e dicendosi dispiacente di
non sentirsi forte come un uomo per poter far
loro vedere come avrebbe risposto ai motteggi.
Emotivit. Poco sviluppata; infatti non
si eccita emmeno ai ricordi d'infanzia famigliari, od anche personali. Il suo volto si
copre di un lieve rossore solo quando la si
interroga sui rapporti sessuali. Sulla sua emo
tivit non esercita influenza l'ambiente; infatti non si riscontr differenza di atteggiamento e di contegno interrogata isolatamente
o innanzi ad una studentesca di 40 o 50 persone. (Si deve por mente, nel giudicare ci,
che la V. D. esercita la prostituzione).

358

Anche l'affettivit appare, piuttosto deficiente; essa intanto non mostra affatto dispiacere di esser lontana dalla famiglia, e di
alcuni componenti di questa non sa nemmeno
notizie, Anche verso il suo amante, essa dichiara di non nutrire un vero affetto, ma
solo della simpatia.
Ci che pi di tutto deficiente nel . oggetto studiato il sentimento morale. Infatti
da circa un anno dedita alla prostituzione,
sebbene conscia della sua anomalia fisico-sessuale; ed esercita la pi bassa prostituzione
andando per le vie e frequentando postriboli
d'infimo ordine.
Oltre questa palese immoralit dimostra una
vera tendenza al vagabondaggio; non esercit
mai alcun mestiere ; una sola volta and come
domestica, ma solo per pochi mesi, perch
preferisce l'ozio al lavoro.
Altra prova della sua deficienza morale la
menzogna; mentisce infatti anche su circostanze insignificanti, p. es. sulla sua et, sulla
parentela, e su fatti riferentisi all'anamnesi,
alla vita che conduce, ecc.
In rapporto al sentimento morale dobbiamo
anche notare un contrasto che si osserva nel
suo contegno. Mentre per lo pi ossequiente,
docile e anche timida, talora invece scatta
con subitanea impulsivit; per esempio un
giorno attacc briga con una compagna e le
scagli contro un bicchiere, lievemente ferendola al sopraciglio.
Sentimento sessuale. Questo completamente invertito. Si era manifestato, come
vedremo pi particolarmente dall'anamnesi,
all'et di 13 anni, verso il sesso maschile presso
cui il soggetto si sentiva trasportato.
Sin da bimba, ci raccont, prediligeva i
giuochi femminili ai maschili, e le piaceva rimanere in casa a sbrigar le faccende casalinghe.

359

mai sentendosi attratta al lavoro dei campi,


o a divertimenti sportivi, militari, ecc.
Verso i 15 anni, corteggiata da alcuni giovani, che come donna la consideravano, cerc
sempre di farsi pi notare, badando a comparire e con acconciature e con vestiti e
con ninnoli pi interessante che fosse possibile. Una volta, s'innamor (aveva appena
16 anni) di un uomo, il quale, trattandola
invece sempre da bambina, l'indispettiva e la
canzonava; essa di ci ne piangeva e se ne addolorava fortemente.
All'et di 16 anni si mise ad amoreggiare con
un giovane: da un amore pass all'altro, ed infine venuta a Roma come domestica circa 3 anni
or sono, ebbe contatto carnale con un uomo
(fui disonorataci racconta il nostro soggetto).
In seguito cadde malata, e dopo guarita si
diede alla prostituzione.
Dice che durante i contatti carnali, essa
prova viva soddisfazione, e che il piccolo pene
(dal soggetto creduto clitoride) si erige fortemente non solo, ma che talora dall'orificio
pseudo vaginale fuoriescono poche gocce di liquido denso, lattiginoso. Dopo i contatti rimane
spossata, per con vivo desiderio di ripeterli.
Questo caso veramente importante. Non
vi dubbio che ci troviamo di fronte ad errore di sesso. Malgrado le apparenze femminili, si tratta incontestabilmente di un uomo;
poich non pu non ammettersi che tutti coloro che hanno i testicoli non appartengano al
sesso maschile. Questo soggetto infatti, ha due
testicoli, uno disceso nello scroto, l'altro ritenuto nel canale inguinale, testicoli che rappresentano quasi gli unici attributi del sesso
cui appartiene. Per la conformazione del suo
apparato genitale, un androgino cio un
pseudo ermafrodito mascolino esterno, secondo
la classificazione di Keebs. Mascolino per le

3<5o

sue glandole genitali, ermafrodito esterno, perch i suoi organi genitali esterni sin dalla
nascita sono stati creduti femminili, avvicinandosi infatti a questi per l'aplasia molto marcata del pene, per la divisione scrotale in due
pseudo grandi labbra separate, per una depressione pseudo-vulvare, in cui non vi che
un ampio orificio uretrale, mancando assolutamente ogni traccia di vagina. Si ha insomma una ipospadia perineale, o vulvifortne o di
terzo grado: forma abituale di quell'anomalia
genitale che porta alla nascita, nella determinazione del sesso, molto frequentemente ad
errori. Come quasi sempre accade, questo uomodonna ha i caratteri sessuali secondari e psichici del sesso cui non appartiene.
Si domander, come pu il soggetto esercitar
la prostituzione?
Evidentemente non pu aver luogo un vero
e proprio congiungimento carnale. Il soggetto
ci disse che alle volte essa fa di tutto per
ingannare la persona con la quale si congiunge; e che l'inganno la maggior parte delle
volte riesce. Molti poi, consci delle anomalie,
sono a lei spinti per predilezione di rapporti
abnormi, o per curiosit morbosa sessuale. Il
congiungimento carnale limitato al contatto
e alla tentata introduzione del pene tra le
pseudo grandi labbra, nel dilatato, sfiancato,
ampio, imbutiforme, orificio uretrale.
I rapporti sessuali e la prostituzione esercitata, non costituiscono quindi che un epifenomeno di tutta la sua vita, e della sua personalit anatomica, funzionale e psichica.
In sintesi noi ci troviamo di fronte ad un
uomo, perch soggetto provvisto di testicoli, e
di fronte ad una donna per la sua mentalit,
per le sue abitudini e per la sua professione; ed
appunto in questo contrasto che risiede in
gran parte la importanza del caso.

361

Impotenza.

L'articolo 107 C. C. dice:


quando
L'impotenza manifesta e perpetua
sia anteriore al matrimonio pu essere proposta come causa di nullit dall'altro coniuge

Cause di nullit di matrimonio per impotenza vengono non solo determinate da questo
articolo del Codice civile, ma prospettate anche da altri articoli, per esempio dall'articolo 162:

Il marito pu ricusare di riconoscere il


figlio concepito durante il matrimonio col provare che nel tempo decorso dal trecentesimo
al centoottantesimo giorno prima della nascita
<

del figlio, agli era nella fisica impossibilit di


coabitare colla moglie per causa di allontanamento o per effetto di altro accidente .
Sono cause costituenti la fsica impossibilit:
la lontananza della casa coniugale, la separazione legale e l'impotenza manifesta.
Perch abbia efficacia l'impotenza addotta
dal marito, occorre sia dimostrato dal perito
che questi fu nella fisica impossibilit di
coabitare con la moglie, e quindi di fecondare nel periodo di tempo fissato dal legislatore nel suddetto articolo 162 del Codice civile, cio nel periodo compreso dal trecentesimo al ccntottantesimo giorno prima della nascita del figlio.

362
Ma oltre questo articolo vi ancora

l'arti-

colo 164 del Codice civile, che ha in s una


questione molto simile alla precedente ; esso
dice :

Il marito non pu ricusare di riconoscere


il figlio, allegando la sua impotenza, salvo che
si tratti di impotenza manifesta 1.

Anche gli eredi possono impugnare, in caso


di successione, la legittimit della fecondazione, e quindi negare al bambino il diritto a
succedere al padre fondandosi sulla impotenza
di questo. In questo caso si ricorre, come
nei precedenti, al perito medico-legale per dimostrare che il marito prima della morte, in
quello stesso periodo crso dal trecentesimo
al centoottantesimo giorno da quello del concepimento, era impotente a fecondare la moglie.
Un'altra questione trattata nel Codice
penale nell'articolo 372 della lesione personale,
i 20 capoverso. Quest'articolo dice :

La pena :

Omissis.
i della reclusione da uno a cinque anni,
se il fatto produce l'indebolimento permanente
di un senso o di un organo, ecc.
20 della reclusione da cinque a dieci anni,
se il fatto produce la perdita,., della capacit
di generare, ecc. .

Questi sono i casi su cui il perito medicolegale pu essere chiamato a dimostrare la


impotenza dell'uno o dell'altro coniuge in caso

363

di richiesto scioglimento di matrimonio o di


oppugnazione sulla legittimit della prole concepita e nata durante il matrimonio.
Nell'impotenza, bisogna distinguere Vimpotentia coundi (la impossibilit cio al congiungimento) dall'impotentia generandi, o concipiendi, che nell'uomo, prende il nome di infecondit, nella donna di sterilit.
L'articolo 107 del Codice civile parla di impotenza manifesta, perpetua e anteriore al matrimonio; sicch giusta quest'articolo, il coniuge che invoca l'impotenza dell'altro coniuge
quale causa di nullit del matrimonio, dovr
provare che tale impotenza racchiude questi
estremi :
i che sia manifesta, cio che essa risulti
chiara ed evidente al perito medico.
Per impotenza manifesta non si deve intendere l'iimpotenza visibile ad occhio nudo
da tutti, come la mancanza del pene ad esempio ; la parola manifesta deve interpretarsi in
senso pi largo, cio deve esser tale da poter
essere dimostrata dal perito medico con tutti
i mezzi d'indagine che egli ha a sua disposizione ;
2 che sia perpetua, cio inguaribile, e
insanabile, ribelle a tutti i mezzi di cura di
cui dispongono la medicina e la chirurgia;
3 che sia inoltre anteriore al matrimonio.

364

L'impotenza coundi nell'uomo.

U impotentia coundi tanto nell' uomo che

nella donna, si distingue in impotenza strumentale e funzionale. Si ha l'impotenza strumentale, quando lo strumento genitale maschile
o femminile ha tali lesioni o anormalit da
non permettere il coito. Si ha invece l'impotenza funzionale, quando l'apparecchio genitale, maschile o femminile, che pure pu essere regolarmente conformatoanatomicamente,
non funziona normalmente.
Questa la prima e importante divisione della
impotentia coundi.
Impotentia coundi strumentale nell'uomo.
Malattie e deformit congenite e acquisite del
pene. "Li'impotentia strumentale pu essere
data da mancanza assoluta del pene, e da
malattia e deformit congenite e acquisite. I
casi di impotentia strumentale per malattie
congenite sono eccezionalmente rari, mentre
sono pi frequenti i casi di impotentia strumentale per malattie acquisite. Cos la mancanza totale del pene, che si ha raramente in
via congenita, si ha invece frequentemente
in via acquisita, per malattie le quali hanno
portato all'amputazione dell'organo. Possiamo
poi avere deformit, tra cui vanno specialmente
considerate l'ipospadia e l'epispadia di alto
grado.

365

Ipospadia ed epispadia. Quando l'uretra


ipospadica si viene ad aprire vicino al perineo,
necessariamente costituisce impotenza manifesta e completa.
Per l'ipospadia e l'epispadia, specie ' se si
presentano nelle forme di minor grado, non
sempre costituiscono un impedimento essenziale alla immissio penis nella vagina femminile. Anche nei casi pi gravi di ipospadia e
epispadia pu talora essere possibile la fecondazione, poich lo sperma eiaculato vicino all'orificio vulvare, pu riuscire fecondante, dati
i movimenti spontanei degli spermatozoi.
Malattie degli organi vicini al pene. Oltre
queste malattie e deformit congenite e acquisite del pene, vi sono le malattie degli organi
vicini, quali cause di impotentia coundi strumentale. Tali sono le malattie addominali, i
tumori o l'elefantiasi dello scroto, le ernie scrotali voluminosissime e le altre malattie di tal
genere, che rendono impossibile il coito per impotenza strumentale, essendo da esse assolutamente impedito l'uso dell'organo virile.Le grandi dimensioni del pene, non possono
ritenersi capaci di indurre impotenza, e cos
un'asta breve e sottile, ma ben conformata
in tutte le sue parti, non pu dirsi inadatta
al congiungimento, a meno che non si tratti
di un pene assolutamente rudimentale di
10-35 millimetri in istato di erezione. Anche
un'asta piccolissima in istato di flaccidezza,
pu raggiungere in istato di erezione una

366-

grandezza sufficiente all'introduzione in vagina.


Impotentia coundi funzionale nell'uomo.
Molto pi importante dal punto di vista
medico-legale, specie per la difficolt diagnostica, l'impotenza funzionale causata dalla

mancanza o dall'indebolimento dell'erezione.


noto come l'erezione sia un fenomeno riflesso che ha il suo punto di partenza da stimoli periferici i quali suscitano nell'uomo, pi
o meno prontamente e direttamente, l'idea
dell'atto sessuale. Tali stimoli periferici vengono trasmessi per mezzo dei nervi afferentes
al centro genito-spinale di Goltz (nel midollo
lombare), e di qui al pene per mezzo dei nervi
efferentes ed erigentes che producono la dilatazione dei corpi cavernosi e la loro turgescenza.
L'eccitabilit del centro, pu mancare o
esser diminuita per l'et, per disturbi psichici,
per malattie funzionali od organiche, e per
psicopatie congenite od acquisite, ecc.
Et. variabilissima l'et in cui si inizia
e in cui termina la possibilit di coire e, specialmente nei vecchi, bisogna esser ben guardinghi, di ammettere l'impotenza, solo basandosi sull'et. Se, l'individuo in esame, anche di 65-70 e pi anni, si presenta vegeto
e robusto, pu esser ancora capace all'atto
sessuale. La conclusione del perito in tali casi
dovr esser indeterminata. Si potr dire per
es. : il solo criterio dell'et non , nel nostro

367

caso sufficiente per non ammettere la possibilit di una erezione , o si potr parlare in
altro simile modo.
Disturbi psichici funzionali. (Impotenza psichica). Perch il meccanismo dell'erezione
sia completo, e funzioni con regolarit e precisione, necessario oltre allo stimolo periferico,
ed alla normalit delle vie nervose, anche uno
stimolo emotivo. Il fenomeno sessuale sempre
accompagnato da questo stimolo, che in esso
si accentua grandemente e potentemente. Allorch questo fattore emotivo alterato, sia
per eccesso che per difetto, si hanno disturbi
di origine psichica nel decorso normale dell'erezione, in modo che questa non si avvera.
questa la forma dell'impotenza psichica, che
pi frequentemente di ogni altra, d occasione
ed inizio a procedimenti giuiiziari e reclama
l'intervento del perito, il cui compito d'indagare se alcuno dei fattori dell'erezione sia
compromesso, in modo da impedire che essa
si compia.
L'impotenza psichica pu esser assoluta
(cio rispetto a tutte le donne) o relativa cio
per una sola donna.
L'impotenza psichica assoluta si ha specialmente nei frigidi sessuali, impotenti psichici
ricordati anche nel Diritto Canonico; e nei
nevrastenici. Nella nevrastenia l'impotenza

abbastanza frequente e caratterizza appunto


la forma di nevrastenia sessuale.
Un'altra categoria d'impotenti psichici data

368

oltre che dai frigidi, dagli invertiti sessuali:


da coloro cio, che presentano gli organi genitali generalmente ben conformati secondo
un determinato sesso, ma sentono sessualmente
per il sesso opposto a quello cui anatomicamente appartengono.
In tali individui, non solo alterata la funzione sessuale, ma tutta la loro psiche, che
corrisponde al loro modo anormale di sentire.
L'intelligenza, la volont, f sentimenti assumono una orientazione omosessuale. E spesso
anche le esterne apparenze del corpo si avvicinano al sesso opposto, si riscontrano cio pochi
peli, pelle delicata, andatura femminile. Sono
costoro degli ermafroditi psichici, che debbono
considerarsi del tutto impotenti. Talora l'invertimento sessuale va accoppiato anche ad un
pervertimento: l'individuo cio, che si sente
psichicamente trasportato verso gli individui
del proprio sesso e non ha soddisfacimento
del sentimento sessuale con gl'individui del
sesso opposto, portato a compiere atti pederasti passivi se uomo, o ad amori lesbici se
donna. Anche questi individui, ben studiati
dal Kraft-Ebing, sono molte volte da considerarsi impotenti.
Li'impotenza psichica relativa, si ha per lo pi
per difetto o per esagerazione dell'atto emotivo,
provocato talora da suggestione o da autosuggestione. noto che una forte emozione, una
qualsiasi suggestione, un eccesso di timidit
o magari di affetto, la strana convinzione che

369

il congiungimento carnale non debba riuscire,


possano cosi ostacolare l'erezione da non farla
avvenire.
Molta influenza hanno su tali fenomeni le
condizioni nelle quali si attua la copula, e
sono frequentissimi i casi d'impotenza nella
prima riotte di matrimonio, iinpotenza che pu
talora anche prolungarsi, e render verso la propria moglie impotente il marito, valido al
coito con altre donne.
Un esempio del genere dato dal Perrando. Il Perrando, fu chiamato perito in un
caso in cui il marito non aveva potuto compiere il coito con la moglie, poich l'amante
gli aveva predetto che egli sarebbe stato
impotente all'atto coniugale. Egli era suggestionato a tal punto, e quella profezia dell'amante formava per lui una sorgente cos
inesauribile d'inibizione, che non riusci a compiere il coito. Il matrimonio fu sciolto per
impotenza funzionale del marito.
In questi casi, l'impotenza funzionale considerata dal magistrato, perpetua, ma in rapporto solo ad una data donna. Molti altri
esempi sono riportati da tutti gli autori.
In questa stessa categoria d'impotenza relativa, vanno compresi quei casi d'impotenza
funzionale, in cui l'atto sessuale non pu compiersi per il ridestarsi nella mente del soggetto di una rappresentazione ideativa di
un dato momento, in cui non fu, per date
ragioni, compiuto l'atto sessuale. Per esem24 A scarelli.

37

pio : la sospensione brusca dell'atto sessuale


per l'intervento di una terza persona avvenuta una volta, pu sempre ripresentarsi
alla mente del soggetto, ad ogni atto sessuale,
s da impedire il coito.
Oltre la mancanza o l'indebolimento in grado
abnorme della eccitabilit dei centri che presiedono alle funzioni sessuali e alla erezione
in particolare, che possono esser causa di impotenza per mancanza di emozione, si pu
avere al contrario un'esagerata emozione che
ugualmente inibisce l'atto sessuale.
Frequente il caso in cui l'uomo nel desiderio ardente di una donna sia colpito da inibizione nel momento in cui deve avvenire il
coito. Egli dopo aver desiderato con ardore
quella donna, giunto al momento in cui gli
dato finalmente di raccogliere il frutto tanto
agognato, incapace a farlo. pure questo
un caso di impotenza per eccesso di emozione,
che produce l'inibizione dell'atto sessuale.
Alcuni autori considerano come impotenti,
accanto agli invertiti sessuali, ai frigidi, agli
impotenti per suggestione od emozione psichica, quegli individui nei quali l'erezione avviene, ma, o non seguita dall'eiaculazione
e il membro subito si affloscia, oppure l'eiaculazione tanto precoce, (actio brevis), che avviene prima dell'immissio penis.
Tutti questi casi, per, non rivestono i caratteri voluti dal Codice per l'annullamento di
matrimonio.

37i

Diagnosi. La diagnosi di tali forme


quanto mai difficile, perch non sempre si trovano i segni di un'impotenza psichica, e perch facile restare ingannati da tentativi di
simulazione o dissimulazione.
In altri tempi si tentava di ottener la dimostrazione dell'impotenza, mediante la prova
diretta della capacit al coito. L'uomo cio
accusato d'impotenza, doveva coitare in presenza di un medico, di un notaio e di alcune
matrone ; ma ben si comprende come molto
spesso la prova falliva anche con uomini tutt'altro che impotenti. Per constatare la capacit di erezione si ricorse anche all'immersione
dei genitali in acqua calda; a frizioni del
membro, ad eccitamenti elettrici, ecc. Ma tutto
ci era fallace, perch tali manovre potevano
esercitare un'azione inibitrice da impedire l'erezione, e d'altra parte se anche si aveva l'erezione, questa poteva esser dovuta ad un meccanismo del tutto diverso da quello con cui
si esplica il coito naturale.
Ora non si fa pi uso di queste manovre.
Il perito deve procedere non solo all'esame
della conformazione anatomica di tutto l'organismo, e in particolare degli organi genitali sia esterni che interni dell'uomo e della
donna, e delle funzioni e del meccanismo fisiologico di questi organi ; ma deve esaminare, e questo il compito suo pi diffcile,
tutto l'individuo dal lato psichico. Deve studiarne l'intelligenza, la volont, l'eccitabi-

372

lit, i sentimenti affettivi, il sentimento sessuale ; deve esaminarne insomma tutta la


personalit anatomica, fisica, funzionale e psichica. E dall'esame anatomico, fisiologico e
psichico, il perito potr formarsi un "concetto
esatto dell' individuo assoggettato alla perizia, e vedere e scrutare se la impotenza
che questi accusa sia veramente tale, e dipendente dalle cause dal soggetto addotte. E solo
dopo uno studio totale dell'individuo, potr
completamente rispondere al quesito proposto.
Da alcuni autori si suggerisce di ricercare
il battito dell'arteria dorsale del pene. Il ritrovare tale battito escluderebbe l'impotenza.
La ricerca non per molto facile, e spesso
vengono confusi i b.attiti del dito che palpa,
con quelli dell'arteria, e viceversa.
La prognosi. Nel fare la prognosi, il perito deve prevedere se la impotenza sia perpetua o temporanea. La prognosi delle forme
puramente psichiche per lo pi favorevole,
perch noto come questo maleficio , come
lo chiamavano gli antichi, guarisce. Basta che
l'individuo compia una volta l'atto sessuale
perch poi questo, possa esser normalmente o
quasi, ripetuto.
Gl'invertiti sessuali per hanno un substrato
psichicamente anomalo, e debbono esser considerati impotenti inguaribili.
Malattie dei centri e delle vie nervose. Impotenza veramente funzionale si pu avere
non solo per disturbi psichici del fenomeno ri-

373
flesso e per traumi, ma anche per malattie dei
centri nervosi cerebrali e specialmente spinali
che ledono il centro dell'erezione di Goltz, o il

midollo dal centro di Goltz in gi.


Ma, essendo l'impulso all'erezione, centrale,
si comprende come possa determinarsi impotenza, anche in malattie mentali; la paralisi
progressiva, per esempio, pu provocare da
principio uno stato di eretismo che ben presto
lascia il posto all'impotenza. E ricordiamo
anche molte cerebropatie tossiche, l'alcoolismo,
il morfinismo, l'abuso di caff, ecc.
Impotenza si pu avere anche nei casi di
arresto di sviluppo psichico e in coloro che
presentano dal punto di vista psichico note

d'infantilismo.
Si comprende come la prognosi di questi
diversi casi d'impotenza funzionale sia molto
diversa secondo le cause patogenetiche.
Malattie generali. Per compiere il coito
necessaria, oltre le condizioni su indicate,
anche la potenzialit fisica generale. Questa
circostanza viene in campo quando si vuole
stabilire se un dato infante possa essere stato
generato in un determinato periodo di tempo
da un determinato individuo, che in quel tempo
era malato.
In tesi generale difficile ammettere il coito
in gravi malattie febbrili, sebbene per si conoscano numerose eccezioni (Hoffmann racconta di un uomo sessantenne che comp il
coito al 5 giorno di polmonite crupale, ecc.).

374

Fanno poi molto spesso eccezioni i tubercolosi (phtisicus salax) che possonocoitare anche
a malattia molto avanzata. Oltre le malattie
febbrili possono dare impotenza altre malattie
generali, tra cui i! diabete.
Onanismo. Si pu avere infine impotenza
funzionale, non per cause psichiche o malattie
mentali, nervose, generali, ma solo in seguito
ad eccessi sessuali e specialmente alla masturbazione.
I casi sono per molto meno frequenti di
quel che si creda; il pi delle volte si ha una
diminuita eccitabilit del centro di erezione,
non un'abolizione completa. Ed inoltre, in tali
casi l'impotenza ha spesso una base psichica.
Costoro, cio, avvezzi ad eccitamenti sessuali
abnormi ed intensi, sono presi in alcuni momenti dal timore di non poter compiere un
coito normale, e sono quindi per diminuita
eccitabilit o per autosuggestione inibiti all'atto
sessuale.

Impotentia generandi nell'uomo.

meno importante dell'altra dal punto di


vista medico legale poich di per s non
causa di nullit di matrimonio; deve per
esser conosciuta e studiata per l'applicazione
degli articoli del Codice civile e dell'articolo 572 del Codice penale gi citato.

375

Impotentia generandi nell'uomo o infecondit.


"Lia. potentia generandi dell'uomo o altrimenti
fecondit, richiede due condizioni essenzialissime: la presenza dei testicoli funzionanti, e
uno stato normale delle vie seminifere, cio
delle vie di conduzione dello sperma.
Fissato questo, riesce facile comprendere che
la infecondit pu avvenire: o per mancanza
o malattie di organi secretori; o per mancanza
o malattia delle vie di conduzione; o per mancanza assoluta di secrezione. Quindi si hanno
diverse categorie di impotenti per infecondit:
iil Impotenti per mancanza, atrofia, o
malattia dei testicoli.
*
2a Impotenti per mancanza atrofia, o malattia delle vie di eiaculazione.
3a Impotenti per mancanza, atrofia o anomalie di secrezione.
ia Mancanza o atrofia, o malattia dei testicoli. La mancanza dei testicoli pu essere
congenita (eccezionalmente raraj o acquisita.
La mancanza dei testicoli non va confusa
con la criptorchidia, la quale anomalia non
porta incapacit alla fecondazione.
Oltre le malattie o mancanze di testicoli in
via congenita, si hanno quelle pi frequenti,
in via acquisita. Tra le mancanze acquisite
occorre ricordare la castrazione, la quale pu
esser fatta per malattia dei testicoli, ma ancha
per operazione rituale (come per es. nella
setta degli Skopzi in Russia).

376

Se la castrazione viene praticata nella fanciullezza prima della pubert, si ha impotenza assoluta. Se invece la castrazione viene
praticata dopo la pubert, non si deve escludere del tutto la possibilit che possa av-

venire una copula fecondante, per la presenza dello sperma rimasto nelle vescichette
seminali. Tanto pi che nell'eunuco, almeno
per un certo tempo, si mantiene la possibilit della erezione, non venendo per tale
operazione lesi n i centri nervosi erettivi
n le vie nervose relative, n venendo per essa
a mancare la normale eccitabilit sessuale
prodotta dallo stimolo periferico. Furono fatte
anche ricerche sperimentali sugli animali, per
decidere il tempo nel quale lo sperma rimasto nelle vescichette poteva conservare propriet fecondanti; e si concluse che nell'uomo,
si pu ritenere con ogni probabilit, che ci
duri non pi di dodici o tredici giorni.
Pi frequente della mancanza, l'atrofia le
sticolare per cui il testicolo si presenta raggrinzito. L'atrofia testicolare si pu avere
anche in via congenita, ma assai rara. assai
frequente invece quella in via acquisita, per
malattie dei testicoli o degli epididimi. Molto
pi frequente dell'atrofia si verifica la poplasia,
che un arresto di sviluppo, o per un arresto
generale di sviluppo di tutto il corpo, (come
p. es. in certe forme di idiotia); o per cause
morbose locali; (compressione, flogosi, ecc.) o
per lesioni traumatiche del nervo spermatico;

377

o per malattie di esso nervo o degli organi


nervosi centrali dai quali esso ha origine; o

per trombosi dell'arteria spermatica.

Malattia delle vie di eiaculazione. Delle


malattie delle vie spermatiche, quali cause
di impotentia generandi, occorre ricordare la
obliterazione di dette vie che pu essere prodotta da processi infiammatorii o da compressione; la deferentite, ecc.
2a

3a Mancanza o anomalia di secrezione (azoo-

spermia). La propriet dei testicoli di secernere sperma normale, assolutamente necessaria per la fecondazione. Tale propriet
influenzata da parecchie condizioni:
a) Et. E noto come solo alla pubert
i testicoli acquistano la propriet di secernere
lo sperma. L'epoca della maturit sessuale
varia molti-simo da individuo a individuo, da
paese a paese, da razza a razza, per le condizioni sociali, ed in rapporto a tutta una
serie di modificazioni fiso-psichiche del fanciullo. Non qui luogo d'intrattenerci sulla
epoca pubere, accenneremo come essa possa
variare dai 9 fino ai 17-18 anni (in media nei

nostri paesi

anni).
L'attitudine alla fecondazione, che s'inizia
dunque con la pubert, permane nella virilit, e decresce fino a scomparire, nella vecchiaia. Ma come non si potuto delineare
il momento preciso della sua comparsa, cos
non possiamo delineare quello della sua scomparsa. Da numerose osservazioni risulta che,
13

378

Pazoospermia si presenta in media verso i 60 70


anni ; per l'esperienza dimostra che essa
pu prodursi anche prima di questa et,
mentre qualche volta si trova liquido spermatico ricco di spermatozoi anche in vecchi
di 80 anni e forse pi, magari fino ai 90 anni
(nel 26% dei casi). Quindi per determinare la
impotentia generandi nei vecchi, si dovr avere
in considerazione, pi che l'et, lo stato fisico
dell'individuo, stato che presenta le maggiori
differenze individuali.
b) Cause patologiche. L'azoospermia si
pn avere anche per cause patologiche, fra cui
frequente l'orchite e l'epididimite blenorragica.
Questo quanto occorre ricordare della impotentia generandi nelP uomo o infecondit.
Concludendo diremo: Il perito medico-legale,
nel procedere all'esame diagnostico individuale
per fissare il grado e la natura di tale impotenza, e le cause che l'hanno originata, deve
studiare la conformazione anatomica e le funzioni fisiologiche degli organi genitali esterni
e interni di quel dato individuo, mettendole
in relazione a tutta la personalit fisica e
psichica del soggetto.
L'impotenza coundi nella donna.
Anche nella donna l'impotenza si distingue
in: coundi e generandi. La prima molto
pi rara nella donna che nell'uomo.

379

Nella donna la impotentia coundi si divide


come nel sesso maschile in impotenza strumentale e funzionale.
Impotentia coundi strumentale nella donna.
"Li'impotentia strumentale data:
a) da mancanza della vagina (molto rara);
b) da anomalie e deformit della vagina
come: saldamente delle grandi e piccole labbra, imperforabilit dell'imene, atresia vaginale,
sbocco anomalo della vagina nel retto o nel-

l'uretra;
e) da malattie degli organi genitali esterni
e degli organi vicini, come: cicatrici, ernie labiali, tumori della vulva; e degli organi genitali interni, come: prolasso uterino, ecc.

Impotentia coundi funzionale.


Si pu avere, anche nella donna, una impotenza psichica, per ripugnanza assoluta all'atto
del coito, da isteria, ed ultimamente si avuto
un annullamento di matrimonio per tale causa ;
per i casi sono piuttosto rari.
Pi frequenti sono i casi di impotenza per vaginismo, cio per morbosa sensibilit dei genitali
esterni, s che il pi breve contatto provoca violente manifestazioni dolorose e spasmi riflessi.
Impotentia generandi nella donna, o sterilit.
La donna pu essere sterile:

i per malattia, anomalia, mancanza dell'utero e dell'ovaio.

38o

Tra i morbi ricordiamo specialmente le cisti


dell'ovaio, richiamando l'attenzione sul fatto
che anche in ovaie che sembrano completamente cistici, pu esservi una piccola porzione
funzionante; e la blenorragia con tutte le gravi
conseguenze che essa pu apportare negli organi genitali muliebri. Notiamo inoltre le gravi
deviazioni uterine, tali da impedire allo spermatozoo di sorpassare l'angolo cervicale; l'obliterazione delle trombe di Falloppio, tumori
dell'utero, dell'ovaio, ecc. Una causa interessante di sterilit, e che spesso sfugge, l'acidit del muco vaginale; acidit che non permette la vita dello spermatozoo;
2 per et. (Vedi questioni sulla gravidanza).

Vili.
QUESITI MEDICO-LEGALI
RELATIVI ALLA GRAVIDANZA.

Disposizioni legislative. Segni delia gravidanza. Et in cui pud verificarsi la gravidanza. Durata della gravidanza. Fecondazione dopo il parto. Ignoranza, simulazione e dissimulazione della gravidanza.
Gravidanza immaginaria. Stato mentale
della donna incinta.
Disposizioni legislative.

Le disposizioni del Codice che possono venire nel campo medico-legale, relativamente
allo stato di gravidanza, sono date dagli articoli 55, 57, no, 160, 161, 180, 236 e 724 del Codice civile, e dall'articolo 372 del Codice penale.

Art. 55 Non possono contrarre matrimonio: l'uomo prima che abbia compiuto gli
anni 18; la donna prima che abbia compiuto
gli anni 15.
Art. 57. Non pu contrarre matrimonio
la donna se non decorsi dieci mesi dallo scioglimento o dall'annullamento del matrimonio
precedente, eccettuato il caso espresso nell'ar-

382

ticolo 107. Cessa questo divieto dal giorno che


la donna abbia partorito.
Art. no. Il matrimonio contratto da persone delle quali anche una sola non fosse pervenuta all'et fissata, non potr pi essere
impugnato: i quando siano trascorsi sei mesi
dopo compiuta l'et richiesta; 20 quando la
sposa, ancorch non giunta a tale et, sia ri-

masta incinta.
Art. 160. Si presume concepito durante
il matrimonio il figlio nato non prima di 180
giorni dalla celebrazione del matrimonio n dopo
300 dallo scioglimento o annullamento di esso.
Art. 161. Se il figlio nato prima che
non siano trascorsi 180 giorni dopo il matrimonio, il marito, e dopo la sua morte, gli
eredi di lui, non potranno disconoscerne la
paternit nei casi seguenti:

Quando il parto fosse dichiarato non


vitale.
Art. 180. Le indagini sulla paternit non
sono ammesse, fuorch nei casi di ratto o di
stupro violento, quando il tempo di essi risponda a quello del concepimento.
Art. 236. Se alla morte del marito la
moglie si trova incinta, il Tribunale, sulla
istanza di persona interessata pu nominare
un curatore al ventre.
Art. 724. Sono incapaci di succedere coloro che al tempo dell'apertura della successione non siano ancora concepiti.
Art. 372 C. P. Chiunque, senza il fine di
uccidere, cagiona ad alcuno un danno nel corpo
o nella salute o una perturbazione di mente
punito con la reclusione da un mese ad
un anno.
La pena : ecc.
30

383

Segni delia gravidanza.

Il medico perito, chiamato a constatare od a

escludere la gravidanza di una donna, deve procedere molto guardingo, senza preoccuparsi di
dare con troppa sollecitudine il suo responso.
Innumerevoli sono infatti gli errori cui sono
incorsi e ostetrici e periti nelle diagnosi di

gravidanza.
Si deve inoltre tener conto, che se una donna
la quale ricorre ad un medico di sua fiducia
per accertare una supposta gravidanza, ha
tutto l'interesse di non fuorviare le ricerche
cliniche, il perito al contrario deve rivelare
uno stato che spesso si cerca di nascondere.
Quindi il perito, non deve fare alcun conto
di tutta quella lunga serie di segni subiettivi
della donna incinta, n di tutti i segni obiettivi che non hanno carattere di certezza.
La diagnosi medico-legale non deve essere
basata che sui sintomi di certezza, cio: constatazione delle parti fetali, del battito cardiaco
fetale, e dei movimenti attivi del feto; non
prendendo per parti fetali, piccoli fibromi sottosierosi od altro; per battiti fetali, i battiti
propagati a distanza dal cuore materno o dall'aorta; e per movimenti attivi fetali, i movimenti intestinali della madre.
In questi ultimi tempi stato anche proposta la radiografia del feto attraverso le pareti addominali della madre, per l'accertamento
della gravidanza, e sono state anche compiute

384-

ricerche sulla siero-diagnosi della gravidanza


(Fieux e P. Mauriac, Journal de Mdcine de
Bordeaux, 1910).
Questi Autori hanno trovato che il sangue
della donna gravida contiene all'inizio della
gravidanza un anticorpo specifico della villosit coriale giovine.
Questo anticorpo spesso svelato in modo
spiccato ed evidente durante il secondo ed il
terzo mese.
Si attenua prestissimo verso il quarto mese,
e pu anche ritrovarsi in alcuna donne dopo
un aborto di recente data.
Nella donna incinta pare esista durante i
primi mesi una vera e propria villotossemia,
che conduce alla possibilit di una siero-diaguosi gravidica, utile al secondo e terzo mese
della gestazione.

Et entro cui pu verificarsi la gravidanza.

L'et in cui la donna atta al concepimento


non segnata dalla comparsa o scomparsa
delle mestruazioni, le quali si sono avverate
in tutte le et, da 2-3 anni dopo la nascita,
fino a pi che 100 anni. D'altra parte noto che
pu una donna concepire anche non mestruata
non essendovi costante rapporto tra ovulazione
e mestruazione.
Per il criterio delle mestruazioni importantissimo per giudicare sulla funzionalit ge-

nerativa.

- 385

La comparsa e la cessazione delle mestruazioni variano secondo le razze, i climi, la condizione sociale, ecc., ma in media nei nostri
paesi la comparsa delle regole, si ha sui 13 anni,
e la menopausa tra i 45 e i 50 ; in questi limiti
di tempo, oscilla in media anche la potenza generativa femminile.
Ma, si sono viste gravidanze precocissime
(8 anni) e, ci che pi importante in medicina legale perch ha dato luogo a dibattiti
peritali numerosi, gravidanze tardive.
Un'estesa trattazione dell'argomento fu fatta
dal Tovo, ed ultimamente, giusto a proposito
di una perizia per petizione di eredit, dal
prof. Borri. Questi, valendosi di tutte le opinioni espresse in merito, dai medici-legali, dagli
ostetrici e fisiologi concluse : a) che fatto
normale nella donna la cessazione della potenzialit generativa tra i 40-50 anni, b) che da
ritenersi possibile la gravidanza anche tra i
50-60 anni, ma tale avvenimento da ritenersi

del tutto eccezionale, quanto pi la donna si


va avvicinando al 6o anno. Al di l di 60 anni,
non vi sarebbe che un solo caso attendibile,
di una gravidanza al 620 anno, e al di l dei
65 anni non vi sono che 2-3 casi citati, nessuno
dei quali va esente da critiche fondate.

25

Ascarelli.

- 386

Durata della gravidanza.


Perch una donna possa portare alla luce
un feto vitale, . necessario che il parto avvenga non prima del 1800 giorno. Prima di
questo termine non si pu parlate di parto,
ma di aborto. Quando il parto avviene tra
il 180 e il 2600 giorno si ha il parto prematuro ;
quando avviene dal 2600 al 2750 giorno si ha
il parto precoce; quando avviene dal 2750 al 2850
si ha il parto a termine; dal 2850 al 3100 giorno
il parto tardivo. In linea eccezionale si sono
avuti, feti vitali anche prima del 1800 giorno,
e si sono avuti parti tardivi anche dopo il
3000 giorno, fino al 3200 giorno.
Il parto che avviene oltre il 3000 giorno
di una altissima importanza dal punto di vista
medico-legale e dal punto di vista giuridico,
poich il Codice fissa il 3000 giorno, come ultimo termine per l'avvenuto parto.
In tali casi pu nascere un'elegante questione di medicina forense. noto che la
donna pu durare nel sopra-parto, anche
pi giorni, quando questo, per condizioni fetali o per condizioni materne, si presenta difficile e si esplica laboriosamente. In tali casi
il 3000 giorno quando dev'essere calcolato ? all'inizio dei dolori del parto, o quando il parto
stato completamente espletato? Nel calcolo,
il medico-legale deve attenersi al momento in
cui le doglie del parto cominciano.

387

In tali casi, in cui

necessario stabilire

l'esatto computo dei giorni, bisogna partire


dal giorno in cui ebbe luogo il coito che si
sospetta esser stato il fecondante, e non si
deve fare il computo della gravidanza n secondo i comuni calendari ostetrici, n basandosi sulla mestruazione o sui movimenti attivi
del feto, ecc.
E talora nemmeno la data dell'ultima copula pu fissare in modo sicuro la data della
fecondazione, che potrebbe aver avuto luogo
in copule precedenti, sapendosi che i nemaspermi possono vivere nei genitali sino a 8-9
giorni pur conservando tutta la loro attivit
fecondante.
Fecondazione dopo il parto.

d'interesse medico-legale il determinare


dopo quanto tempo, un avvenuto parto, si

possa aver una nuova fecondazione, e gli AA.


sono concordi nel ritenere che possa ci avvenire dopo otto settimane e in casi eccezionali
anche in termini pi brevi.

Ignoranza della gravidanza.

L'ignoranza dello stato gravidico, pu ammettersi solo nelle prime fasi e nei primi mesi

di gestazione, e in tutte quelle donne che non


hanno conoscenza degli atti compiuti in un
dato momento e ci p. es. in frenastenici o in

388

donne che hanno subito il coito incoscientemente (stati ipnotici, sonnambulismo naturale
o provocato, sonno cloroformico).
N deve trascurarsi il fatto che in date circostanze la gravidanza pu confondersi con
malattie, e che la donna pu esser mantenuta
in errore anche da medici.
Simulazione e dissimulazione della gravidanza
e gravidanza immaginaria.

Pu la donna aver interesse a simulare uno


stato gravidico; o pi frequentemente per vergogna, per onore, ecc. pu dissimulare la gravidanza; ma tanto la simulazione quanto la
dissimulazione saranno svelate con accurato
esame obiettivo.
Pi importanti dal punto di vista medicolegale sono le gravidanze immaginarie, nelle
quali la donna crede veramente di esser incinta, e ha tutti i disturbi subiettivi della
gravidanza non mancando talora n la secrezione lattea, n la cessazione dei mestrui, n
lo sviluppo graduale del ventre. Tali soggetti,
giungono talora, credendosi gravide, fino alla
immaginaria epoca del parto, sentono perfino
i dolori, si mettono a letto, hanno un falso
parto, dopo il quale l'addome rientra nelle sue
normali condizioni. Ben s'intende che si tratta
sempre di soggetti neuropatici o psicopatici,
nei quali o il timore di rimaner incinte o il
desiderio, genera uno stato suggestivo morboso.

389

Spesso poi, l'idea falsa, accolta nella mente,


trova conferma dalla visita di una levatrice o
di un sanitario che accolgono la diagnosi di

gravidanza.
Il perito dovr quindi studiare attentamente
la donna, non solo ostetricamente, ma anche
ed ancor pi psichicamente.
Quesiti diversi sulla gravidanza.

Altri quesiti medico-legali sulla gravidanza,


possono esser rivolti al peritorelativamente alla
verginit e gravidanza , alla gravidanza da

fecondazione extra-vaginale , alla gravidanza


in donne non mestruate o alla sussistenza di
mestruazioni durante la gestazione, alla i fecon-

dazione artificiale ; quesiti

tutti che vanno

dal perito risolti affermativamente, potendo


ciascuna delle cosidette condizioni conciliarsi

con lo stato gravidico.


Lo stato mentale della donna nella gravidanza.

La gravidanza esercita anche sulla psiche


della donna perfettamente normale un'influenza
disturbatrice.
Spesso si notano stati morbosi nel campo
dell' ideazione, e in alcuni temperamenti queste
idee che predominano su tutto il modo di pensare della donna incinta, possono essere punto
di partenza di malattie mentali.

39o
Abbastanza frequente nella gravidanza la
manifestazione di idee cleptomani, e la donna
nello stato gravidico per attenuazione dei
poteri inibitori trascinata ad atti impulsivi e
violenti sia contro s stessa, che contro altri.

La gravidanza quindi, specie in individui


predisposti, pu esser causa occasionale allo
svilupparsi o al rincrudirsi di una forma mentale preesistente o latente. Il perito quindi
deve in tali casi, ricercare le condizioni fisiche,
morali, mentali della donna, presenti e pregresse, in rapporto all'ereditariet, all'educazione, ecc. ; e quando si convincer che l'atto
compiuto in completo disaccordo con il sentimento morale della donna, con le sue abitudini, ecc. riconoscer nella gravidanza la
causa occasionale del pervertimento mentale,
e dell'impulso che spinse la donna a commettere l'atto criminoso, e potr quindi dichiararla irresponsabile.

IX.
QUESTIONI MEDICO-LEGALI
RELATIVE AL PARTO E AL PUERPERIO.

Diagnosi del pregresso parto. Epoca della


gravidanza in cui avvenuto il parto. Cambiamento d'infante. Simulazione e dissimulazione di parto. Condizioni mentali della
puerpera. Parto ignorato, etc.

La legislazione che si riferisce al parto


data dagli articoli 57,160,161,190, 724 del C. C,
e 361 del C. P.
Diagnosi del pregresso parto.
Si ha occasione di constatare se una donna
ha o non ha partorito, e l'epoca del parto, non

solo in caso di aborto od infanticidio, ma in


casi di supposta sostituzione d'infante, legittimit di prole, ecc.
Non difficile constatare obiettivamente coll'esame deila donna, il recente parto, valendosi
dei dati ostetrici generali. Si bader special-

mente alla presenza e all'aspetto sanguigno o


mucoso dei lochi che permangono per 30 giorni

392

in media ; all'ingrossamento uterino la cui involuzione constatabile obiettivamente sul vivo


per 6-7 giorni; alla mollezza del collo dell'utero;

alle modificazioni delle mammelle ; alla presenza del colostro o alla sua scomparsa, (la
quale di grande importanza specie nella donna
che allatta); alle note traumatiche dei genitali
esterni che permangono per 7-8 giorni, ecc.
per arduo compito peritale, dimostrare un
parto avvenuto in tempo remoto e specialmente
la data del parto, perch non vi sono segni che
possono fare assegnare al parto un'epoca precisa.
Le traccie di antico parto sono specialmente :
le cicatrici sulle labbra dell'utero, e il mutamento di forma dell'orificio esterno dell'utero
che diviene pi ampio, a forma di fessura con
delle intaccature cicatriziali; le frequenti cicatrici della forchetta vulvare; l'aspetto liscio
privo di rughe della vagina; la distruzione dell'imene della quale non rimangono che le caruncole mirtiformi ; la linea bruna addominale
e le modificazioni dei capezzoli e dell'areola
mammaria, ed infine la presenza delle strie gravidiche sulla cute dell'addome, che dimostrano
come una volta siavi stata una forte distensione della cute addominale.
Queste smagliature, che si presentano sulla
cute del ventre, come linee serpiginose pi o
meno lunghe e larghe, decorrenti con disposizione raggiata partendo dalla sinfisi del pube
e dalle arcate del Poupart, sono segno importante per stabilire un pregresso parto.

393

Esse, per, dato appunto la loro origine, si


producono non solo in seguito a gravidanza,
ma anche a distensioni addominali per ascite,
cisti ovariche, forti dimagramenti ecc. D'altra
parte possono mancare anche in donne che
hanno regolarmente partorito, e l'assenza si
verifica circa nel io % dei casi.
All'autopsia, la diagnosi di pregresso parto
molto pi facile che sul vivo.
Se il parto avvenuto recentemente, si constateranno nell' utero tutte le modificazioni
dovute all' involuzione uterina che dura da
6-8 settimane; nell'ovaia si trover il reperto
del corpo luteo, e inoltre si costateranno tutti
gli altri segni gi presi in esame.
Se invece il parto avvenuto da mesi o da
anni, si deve prendere specialmente in considerazione il volume e la grandezza dell'utero.
Un utero gi stato gravido, non riprende mai
le dimensioni e il volume dell'utero vergine.
Questo ha in media un peso di 33-41 gr.,
una lunghezza di cm. 6, una larghezza di
cm. 3. 5-4, uno spessore di cm. 2-2. 5. L'utero
che stato gravido ha invece un peso di 60 fino
a 120 gr., una lunghezza di cm. 7-9, una larghezza di cm. 4,5-5,1 e una parete di cm. 2.
Inoltre nell'utero vergine il corpo lungo
quanto il collo, e il collo ha forma di fuso; nel
gravido, il corpo pi lungo del collo e questo
perde la sua forma caratteristica.
Si comprende che questi segni hanno valore
quando l'ingrossamento non dipende da ma-

394

latria, n l'impiccolimento da involuzione senile o patologica, o post-operatoria, ecc.


Diagnosi di parto unico o plurimo.
A questo quesito difficilmente si pu dare

risposta assoluta. Il perito deve valutare la


maggiore o minore evidenza delle note di parto
pregresso, procedendo con la massima obiettivit e prudenza, senza lasciarsi guidare da
apriorismi, sempre pericolosi.

In che epoca di gravidanza


la donna ha partorito.

parto avvenuto, nella prima met


della gravidanza, molti dei segni presi in esame
per la diagnosi del parto, possono mancare
anche se la donna visitata dal perito nei
primi giorni del puerperio; cos per es. i segni
di traumatismo, della filiera genitale, le smagliature addominali, ecc.
Nella seconda met della gravidanza invece,
le note del puerperio sono presso a poco quelle
del parto a termine.
Quindi, l'epoca della gravidanza in cui trovasi la donna di cui si constata il parto, non
si pu stabilire che esaminando lo sviluppo
del feto. Quando ci non possibile, la risposta al quesito non pu essere che approssimativa. Ed anche pi dubitativa sar la risposta,
Se il

395

allorch, il perito dovr risolvere il quesito


dopo mesi od anni da che il supposto parto
avvenuto.
Per giudicare dell' et del feto, si tenga
nota dei caratteri che esso presenta nei diversi
mesi di sviluppo. (Vedi pag. 402 e seg.).
Cambiamento d'infante.
Simulazione 0 dissimulazione di parto.
Nel caso di cambiamento d'infante, occorre
esaminare la donna e il bambino che si suppone essere stato da lei partorito, e mettere
in rapporto l'epoca del parto diagnosticata
dall'esame materno, con l'et che il feto presenta. E ci non pu farsi se non quando i
caratteri che possono dedursi dall'esame del
cordone ombelicale, non siano del tutto scomparsi (7-8 giorni). Quando fra lo stadio di involuzione del cordone e quello in cui si trova
il puerperio vi corrispondenza, il perito giudicher se il bambino sottoposto al suo esame
presenta quelle note anatomiche che fanno presumere che egli sia nato dalla donna osservata.
Quando le indagini non si eseguono al pi
presto dopo avvenuto il parto, non si potr
rispondere al quesito.
La simulazione e la dissimulazione del parto
possono talora essere difficili a riconoscere,
poich potrebbero esistere fenomeni di puerperio per espulsione dall'utero di prodotti non

396
derivati dal concepimento (grossi coaguli, polipi, mole).
D'altra parte la mancanza del prodotto
espulso forte criterio di probabilit per giudicare della simulazione, poich una donna
che asserisce di avere partorito deve avere
tutto l'interesse ad esibire il neonato; e cos
la donna che asserisce di non avere partorito,
ma di avere espulso dall'utero un altro prodotto, non avr ragioniper volerlo nascondere.
Condizioni mentali della puerpera.

ammesso che una puerpera possa- essere


presa da improvvisa follia, atta a farle com-

piere atti violenti specie contro il proprio nato.


Queste follie puerperali associate ad allucinazioni con eccitazioni erotiche, a pervertimento
del senso della maternit, non sono frequenti.
Pi frequenti sono gli atti impulsivi ed anche
criminosi, commessi durante il delirio di febbri
puerperali, specie in quelle donne in cui la
nascita di un bambino costituisce la prova
della disonest od infedelt, in modo che i
centri inibitori della puerpera resi deboli, o dal
delirio febbrile, o dallo stato anemico post
partum, non reagiscono pi con la normale
energia e non trattengono la donna dall'atto
criminoso.
Per giudicare di tali stati, il perito deve
tener conto di quanto stato detto per la
psicosi della gravidanza.

397

Parto ignorato.
Codesta possibilit non si pu negare in tesi
astratta. Cos, per esempio, pu una donna
incoscientemente partorire in coma, in ubbriachezza, in letargo, in stato sonnambolico, in
stato ipnotico, o sotto narcosi. Anche per particolari forme mentali (idiozia) la donna pu
non valutare i fatti che in lei si compiono. Sono
per casi particolarmente rari, che vanno ben

vagliati e studiati.

Omissione di cure.

Non si pu poi porre in dubbio che la intensit dei dolori, in donna specialmente primipara, il parto clandestino, la vergogna dell'imminente propagazione della sua colpa, il
presentimento delle minaccie o della vendetta,
lo stato di anemia, la depressione delle forze
fisiche, sieno tante cagioni morali e fisiche,
atte ad esaurire una puerpera e renderla incapace ad occuparsi del proprio nato.
Il perito, valutando tutte le ragioni scientifiche e pratiche nel caso concreto, giudicher
se l'omissione delle cure fu colpa, o naturale
conseguenza dello stato speciale in cui si trovava la donna.

X.
QUESITI MEDICO-LEGALI SULL'ABORTO.

Disposizioni legislative. Diagnosi dell'aborto.


Aborto spontaneo o procurato. Conseguenze dell'aborto procurato. Diagnosi dell'aborto procurato. L'aborto terapeutico.
Il segreto medico nell'aborto.
Disposizioni legislative.

Le disposizioni legislative italiane che si riferiscono all'aborto sono date dagli articoli 381,
382, 383, 384, 385 del Codice penale.

Art. 381. LA donna che, con qualunque


mezzo, adoperato da lei, o da altri col suo
consenso, si procura l'aborto, punita con la
detenzione da uno a quattro anni .
Art. 382. Chiunque procura l'aborto ad
una donna, col consenso di lei, punito con
la reclusione da trenta mesi a cinque anni.
Se, in conseguenza del fatto dell'aborto o
dei mezzi adoperati per procurarlo, avvenga
la morte della donna, la pena della reclusione da quattro a sette anni; ed da cinque
a dieci anni, se la morte avvenga per essersi
adoperati mezzi pi pericolosi di quelli ai quali
essa abbia consentito .

Art. 383. Chiunque fa uso di mezzi diretti


a procurare l'aborto a una donna, senza il
suo consenso o contro la sua volont, punito con la reclusione da trenta mesi a sei
anni: e da sette a dodici anni, se avvenga
l'aborto.
Se in conseguenza del fatto dell'aborto o
dei mezzi adoperati per procurarlo, avvenga
la morte della donna, la pena della reclusione da quindici a venti anni.
Le pene stabilite nel presente articolo sono
aumentate di un sesto, se il colpevole sia il
marito .
Art. 384. Quando il colpevole di alcuno
dei delitti preveduti nei due articoli precedenti sia persona che esercita una professione
sanitaria od un'altra professione od arte soggetta a vigilanza per ragione di sanit pubblica, che abbia indicati, somministrati o adoperati i mezzi per i quali sia procurato l'aborto
o sia avvenuta la morte, le pene stabilite in
quelli articoli sono aumentate di un sesto.
La condanna, ha sempre per effetto la sospensione dall'esercizio della professione o dell'arte per un tempo pari a quello della reclusione inflitta .
Art. 385. Nel caso di aborto procurato per
salvare l'onore proprio o della moglie, della
madre, della discendente, della figiia adottiva,
o della sorella, le pene stabilite nei precedenti
articoli sono diminuite da uno a due terzi, e
alla reclusione sostituita la detenzione .

L'aborto reato frequentissimo anche in


quei paesi, in cui esso punito e severamente

punito. Ci, sia per le condizioni che la societ


offre alla madre illeggittimamente fecondata, e
al figlio; sia per i pregiudizi della nostra

401

societ, che rendono cos difficile il matrimonio tra sedotta e seduttore; sia per le condizioni della vita moderna, che rendono difficile il nutrire e l'educare una numerosa figliuolanza.
Per tali ragioni la scuola positiva vorrebbe
che la madre che acconsent ad abortire fosse
poco o nulla punita, tanto pi che per tale
reato non si ha allarme sociale, non si ha una
parte lesa vera e propria, ed il reato sfugge,
nella gran maggioranza dei casi, alla giustizia
punitiva, restando quasi sempre punite solo le
donne meno astute e quindi meno pericolose
alla Societ.
Le pene invece dovrebbero essere molto severe per coloro che provocano su altri l'aborto,
in modo che la donna, se avesse dannose conseguenze, sicura della impunit, accuserebbe
colui o colei che l'ha fatta abortire.
Per aborto, nel senso ostetrico, s'intende la
provocazione del parto prima del i8o giorno
della gravidanza, vale a dire prima che il prodotto del concepimento sia atto alla vita extrauterina. In medicina legale invece, per aborto
s'intende la interruzione della gravidanza in
qualunque periodo di essa, indipendentemente
dalla vitalit o no del feto (Filomusi-Guelfi),
anche se la distruzione del feto avvenuta
dentro l'alvo materno. Allorch invece ci si
avvera fuori dell'utero e quando il feto atto
a vivere di vita propria si rientra nella figura
giuridica dell'infanticidio.
26 A scartili.

402

'

Al perito interessa solo l'aborto procurato,


che il solo che costituisce reato, e i cui elementi essenziali sono la gravidanza, il dolo
(la conoscenza di essa e la volont di espellerne il prodotto), la morte del feto, i mezzi
violenti impiegati.
Diagnosi dell'aborto.

La diagnosi dell'aborto basata sull'esame


della madre e su quello del prodotto del concepimento.
Se possibile esaminare l'uno e l'altro, la
diagnosi non presenta difficolt, ma per solito
ci non avviene che di rado, perch nell'aborto
criminoso i colpevoli sono solleciti a nascondere il feto espulso che costituirebbe la miglior prova del reato.
Esame del prodotto del concepimento.

Il perito pu trovarsi dinanzi ad un feto di

un certo sviluppp Che anche i profani riconoscono per tale, oppure davanti a prodotti
espulsi nei primi mesi della gravidanza e che
facilmente possono esser presi per semplici
coaguli.

In tali casi bisogna tenere il coagulo in acqua

corrente, liberarlo dal sangue, e vedere se nel


coagulo si ritrova l'uovo, o, formazioni membranose che bisogna bene esaminare per non

4o3

confondere i prodotti abortivi con quelle membrane, che si eliminano talora con forti contrazioni e ragguardevoli emorragie, nella dismenorrea membranacea o nella a endometrite esfoliativa , ecc.
La diagnosi differenziale data dal rinvenirsi macroscopicamente o microscopicamente,
di parte di amnios o di corion.
Quando si rinviene un feto di un certo sviluppo, bisogna determinarne l'et, tenendo
presenti 3 seguenti caratteri dello sviluppo del
feto.
i" mese. Embrione lungo da 5 a 8 mm.,
curvo sopra s medesimo a guisa di navicella,
trasparente, gelatiniforme : l'estremit cefalica
grande quasi la met di tutto il corpo, la caudale acuminata.
20 mese. Embrione lungo 11, 14, 17 mm
,
peso 4 grammi o pi: testa assai grande in
proporzione del piccolissimo corpo: naso formato ma impervio comunicante con la fenditura della bocca: padiglioni delle orecchie distinti: arti superiori ed inferiori formati con
dita distinte per solchi, ma non ancora se'parate fra loro: inizio del cordone ombelicale.'
30 mese.
Feto
lungo
65
a 90 mm. peso 30

a 35 grammi: palpebre che si toccano nei


bordi per tutta la loro estensione e coprono
interamente gli occhi: bocca ancora molto
ampia, divisa dal naso: padiglioni delle orecchie meglio formati: pelle sottilissima, tra-

404

sparente: dita delle mani e dei piedi divise,


apparenze esterne del sesso ben determinate.
4 mese. Feto lungo da n cm. a 13 7gi pesa
145 grammi: palpebre adese che restano cos
fino al sesto mese: esistenza della membrana
pupillare che dura fino al settimo mese: pelle
rosea con lieve e radissima lanugine biancoargentina specialmente sul capo: unghie rudimentali, cutanee: assenza di pliche nella pelle
delle articolazioni delle falangi: organi genitali estemi meglio sviluppati e riconoscibili:
inserzione del cordone ombelicale assai prossima al pube. Traccie di meconio nell'intestino.
5" mese. Feto lungo 18 a 32 cm., pesa
145 a 280 grammi: formate le fontanelle e delineate le suture del cranio, molto ampie tanto
le une che le altre: pelle di colore roseo pi
vivo dei mesi precedenti, unghie pi consistenti e molto brevi.
6 mese. Feto lungo 30 a 34 cm., pesa
700 a 1000 grammi: capo grande rispetto al
resto del corpo; pelle pi consistente, di color rosso-fosco massime in certe regioni (palme
delle mani, piante dei piedi, faccia, labbra,
orecchie, piegature del corpo), coperta da vernice sebacea: inserzione del cordone ombelicale in un punto che corrisponde assai pi
in basso della met della linea tirata dalla
cartilagine ensiforme al pube: genitali esterni
completi : nell'uomo, scroto rosso, liscio, senza
testicoli, pieno di siero; nella donna, grandi
labbra piccole, poco sviluppate in guisa che

4o5
le ninfe si vedono molto sporgenti. Nel calcagno, nucleo osseo di 5 mm. e nell'astragalo

di

2 mm.
7 mese. Feto lungo 38 a 43 cm., peso da
1000 a 1500 grammi; articolazioni rilasciate,

tessuto adiposo sottocutaneo poco sviluppato


d'onde l'aspetto vecchieggiante del volto del
feto, pelle pi soda, di color rosso-porporino;
unghie che giungono quasi all'estremit dei polpastrelli; inserzione del cordone ombelicale un
po' pi in basso della met della linea sternopubica ; capelli assai pi lunghi e pi coloriti della
rimanente lanugine del corpo: palpebre scollate; membrana pupillare dileguata. Nell'uomo, testicoli molto vicini all'anello interno
del canale inguinale, scroto meno sottile,
meno rosso e trasparente, poco rugoso; nella
donna, grandi labbra pi sviluppate ma ancora incapaci a nascondere le ninfe; nell'astragalo, nucleo di 5-8 mm.
8 mese. Feto lungo 40 a 46 cm., peso
1650 gm. a 2 kg.: pelle rosea, consistente, coperta da poca vernice sebacea, capelli piuttosto
lunghi (2 cm.), unghie che raggiungono le estremit dei polpastrelli : pronunziate le pliche trasversali della pelle : fontanella anteriore grande
quanto il polpastrello di un dito pollice di adulto:
piccola la plica cutanea che pu formarsi con
la compressione dell'un parietale verso l'altro:
padiglioni delle orecchie completamente formati, ma ancora attaccati alla testa ; inserzione
del cordone ombelicale molto vicino alla met

46

della linea sterno-pubica; nell'astragalo nucleo


df 5-6 mm. Nucleo, nell'epifisi superiore della
tibia.
9 mese. Il feto completamente maturo:
lunghezza 46 a 50 cm. e pi (fino a 57'cm.), peso
2 a 3 kg. e pi (fino a 5 kg.). Cordone ombelicale d'ordinario lungo quanto il corpo del
feto, di colore bianco-sporco, inserito nel
mezzo della linea sterno-pubica; pelle rosea
coperta dalla vernice sebacea rappresa; lanugine meno appariscente per maggiore floridezza della pelle; testa coperta di capelli ben
colorati lunghi circa un pollice: ossa del cranio ancora alquanto mobili, ma assai giustaposte da non lasciare tra loro infossamenti,
n sollevare alcuna plica cutanea; fontanella
anteriore rappresentata in ampiezza dal polpastrello del dito indice di adulto; diametri
(pccipito frontale) centimetri n a 12; (occipitomentoniero) 13 a 13 % ; (biparietale) 9 ; occhi
aperti : membrana pupillare intieramente dileguata ; cartilagini del naso e delle orecchie
elastiche consistenti; pinne del naso tese; padiglioni degli orecchi staccati dal capo; unghie
sode e cornee, alle mani tanto lunghe da sorpassare i polpastrelli, nei piedi a livello di essi;
nella donna grandi labbra che nascondono intieramente le ninfe e combaciano tra loro; nell'uomo testicoli discesi nello scroto e di colore
uniforme a quello della pelle ; nucleo osseo del
Bclard (epifisi inferiore del femore) di 5-6 mm.
il quale solo eccezionalmente manca nel feto

maturo. Nucleo di ossificazione


-

47

anche nel cu-

boidc e dell'epifisi dell'omero.


Come criterio della maturit del feto si
pu anche tener conto dell'esame del sangue,
Nei feti prematuri si trovano numerose emazie nucleate e una discreta linfocitosi, e tali
caratteri ematologici vanno man mano cessando con la raggiunta maturit, e scompaiono
del tutto alcuni giorni dopo la nascita.
Per calcolare molto rapidamente e con una
certa esattezza la lunghezza del feto nelle varie epoche di sviluppo, si suole moltiplicare
la cifra di ogni mese lunare per s stessa
fino al 5 mese, e dopo sempre per 5 fino al

io0 mese.
Es: i mese lunare feto di cm.
20

x
x

2
2
7 X 5

= 4
= 35

Esame della madre.

Sul vivo, l'esame deve essere rivolto a dimostrare la pregressa gravidanza e l'avvenuta
espulsione del prodotto del concepimento.
I segni della gravidanza saranno tanto pi
dimostrativi per quanto pi essa era avanzata ;
nel primo e nel secondo mese nessuna traccia
si pu ritrovare nella madre, poich l'emorragia da cui l'aborto pu essere accompagnato
non si pu differenziare da un' abbondante
mestruazione. Per nei mesi che seguono, il
feto sviluppato in modo che non pu essere

48
espulso, senza che si produca (specie dopo il

quinto mese) una certa distensione del canale


genitale di cui si possono riconoscere le traccie,
che si avvicineranno pi o meno a quelle prodotte dal parto.
Anche in queste questioni, come stato
detto per la gravidanza, il perito potr ricorrere come sussidio diagnostico alla sierodiagnosi.
Per ci che riguarda il periodo di tempo trascorso dopo l'aborto, la diagnosi tanto pi
difficile per quanto pi tempo trascorso,
poich a meno che non siano intervenute complicazioni, i fenomeni scompaiono tanto pi rapidamente quanto pi 1' aborto fu precoce.
Se si esamina la donna cadavere, la diagnosi
pi agevole, poich si possono prendere in
considerazione le modificazioni macroscopiche
ed istologiche della muscolatura uterina che
rimane pi o meno ipertrofica, e tra le cui
fibre si riscontrano cellule giganti del corion
(Fraenckel).
L'esame sar completato con tutte le notizie
anamnestiche relative al fatto (accogliendo con
grande riserva le notizie fornite dalla donna)
e coll'esame delle sostanze e degli istrumenti
repertati in casa della donna e dei suoi complici, valutandone l'uso in rapporto ai risultati
delle osservazioni e delle notizie specifiche.

409

Aborto spontaneo o procurato.

Fatta la diagnosi di aborto, compito del


perito ricercarne le cause.
Cause dell'aborto spontaneo.

L'aborto spontaneo molto pi frequente


nelle prime settimane della gravidanza, che
dal terzo mese in poi. Esso pu avvenire:
a) per malattie generali della madre (febbri
infezioni, sifilide (che produce l'aborto in circa
il 30 per cento dei casi), malattie cardiache o
renali, ecc. Queste ultime, specie se hanno dato
fenomeni eclampsici, assumono speciale importanza, perch spesso danno luogo a sospetto
di aborto criminoso;
b) per malattie uterine, specie metriti ed endometriti di origini blenorragiche, che rendono
impossibile una normale evoluzione della mucosa uterina, deviazioni uterine, tumori, ecc.;
e) per malattie dell'uovo e delle membrane
che portano alla formazione di mole, degenerazioni grasse della placenta ;
d) per anomalie di sviluppo del feto e degli
annessi;
e) per traumi addominali non provocati
(cadute, ecc.).
Con tutto ci, non sempre il perito in condizioni di poter eliminare tutte le cause naturali, specie nei primi mesi di gravidanza in

4io
cui l'uovo delicatissimo, poco solidamente
impiantato, e l'utero ha una sensibilit notevolmente aumentata verso tutti gli eccitamenti.
L'intervento del perito inoltre molto spesso
tardivo, ed egli non ha agio di poter esaminare il prodotto espulso, e non pu quindi
escludere in modo assoluto l'espulsione di un
prodotto morboso.

Cause dell'aborto provocato.

L'aborto pu essere procurato sia con mezzi


interni presi per via orale, che agiscono sull'utero per via indiretta, che con mezzi esterni
meccanici, che agiscono sull'utero pervia vaginale o attraverso le pareti dell'addome.
a) Mezzi abortivi interni chimici. Contrariamente alla credenza popolare, non esistono
sostanze abortive vere e proprie. Quelle che
vanno sotto il nome di abortive fanno indirettamente contrarre'l'utero, o perch essendo
tossiche producono la morte del feto agendo
attraverso il filtro placentare, il quale, come dimostrarono il Mirto e il De Arcangelis, ecc.,
lascia passare molte sostanze; o perch producono disturbi nella madre (vomito, irritazione
gastrica, e intestinale) che in via riflessa eccitano le contrazioni uterine (specie durante i
primi mesi di gravidanza o le ricorrenze mestruali), o perch producono spasmi vasali, che
rendendoli sangue ipervenoso stimolanoi centri

4ii

spinali contrattivi dell'utero o producono ostacolo sul ricambio gassoso del feto.
Devono inoltre esser tenute in conto le differenze individuali, poich mentre in alcune
donne bastano deboli stimoli per produrre contrazioni ed aborto, in altre, ogni stimolo riesce
inutile, e si possono produrre gravi malattie
materne ed anche pu aversi la morte senza
aver avuto l'aborto.
Molte sono le sostanze cos dette abortive.
Tra queste la pi conosciuta la segala cornuta e i suoi derivati (ergotina, ergotinina,
ecc.). Queste sostanze sono potenti vasocostrittrici, producono anemia e quindi eccitazione dei
centri cerebrospinali e parenchimah dell'utero,
e indirettamente contrazioni sul muscolo uterino. Agiscono inoltre anche come tossici.
La dose tossica della segala di circa 5 gr. ;
quella dell'ergotina di y2 gr., dell'ergotinina
di 10-20 milligrammi.
I sintomi che si osservano dopo la ingestione
della segala a dose elevata sono: nausea, vomito, secchezza alla gola, dolori gastro-intestinali, rallentamento del polso, delirio, coma.
Talora si osservano anche cangrene periferiche
(ergotinismus gangrenosum) dovute all'acido
ergotinico.
All'esame microscopico del vomito si possono riconoscere le particelle di segala come
tessuto costituito da cellule poligonali assai
strette e collegate l'una all'altra, e contenente
una sostanza grassa incolore.

412

Chimicamente la segala e i suoi composti si


riconoscono con diverse reazioni, fra cui quella
de! Jakobi (estrazione con alcool del pigmento,
aggiunta di acido solforico, colorazione rossa).
Si pu anche trattare la sostanza sospetta
con soluzione di potassa; si ha cosi sviluppo
di trimetilammina, riconoscibile all'odor di salamoia di aringhe.
Vi anche per la segala una reazione microchimica: si tratta sul portaoggetti un briciolo del residuo secco della sostanza da esaminare, da cui si estratto il pigmento, e vi
si aggiunge una traccia di ammoniaca, e si ha
cos un bel colore violetto.
La segala infine si pu riconoscere allo spettroscopio, perch la soluzione acida presenta
due strie di assorbimento pallide e sottili nel
verde, e una nel turchino; e la soluzione alcalina, due strie nel verde.
Altre sostanze vegetali usate come abortive
sono: la sabina, il cui principio attivo un
olio etereo che determina sintomi di gastroenterite e di nefrite emorragica, e agisce come
tossica; il ginepro, la ruia, lo zafferano, ecc.,
che agiscono in modo simile alla sabina.
Usate sono anche le cantaridi, che agiscono
specialmente sui reni, provocando in questi
gravi lesioni.
Sono anche usati i purganti drastici e specialmente l'aloe, la gialappa, ma la loro efficacia anche indiretta non affatto accertata,
ed altre sostanze medicamentose (acido sali-

4i3

cilico, preparati di ferro e specialmente chinino) ma la loro azione in questo campo

tutt'altro che dimostrata.

Inoltre abbiamo da citare alcuni veleni pre-

conizzati come abortivi. Ora tutti i veleni


possono provocare l'aborto, per l'intossicazione
che producono. Tra i veleni sono specialmente
usati il fosforo (in Svezia e in Finlandia) e l'arsenico, ma anche questi veleni non hanno
affatto azione specifica.
Finalmente un enorme numero di sostanze
le pi diverse sono state consigliate ed adoperate cosi il rosmarino, il sapone verde, la
fuliggine, la limatura di ferro, la trementina,
etc. Si comprende che ciascuna di queste sostanze pu produrre dei disturbi e indirettamente l'aborto; ma nessuna ha una efficacia

diretta.
Il perito, in presenza di un aborto che si
crede provocato per ingestione di una data
sostanza, deve anzitutto considerare: la qualit
e la quantit della sostanza presa e la coincidenza tra i sintomi provocati e quelli che la

tossicologia insegna che seguono all'ingestione


della sostanza sospettata; deve tener conto
inoltre del tempo trascorso tra l'ingestione e
la comparsa dei sintomi e accuratamente raccogliere ed esaminare i residui vomitati od in
altro modo espulsi.
b) Mezzi abortivi interni meccanici (vedi figura 24). a questi mezzi, ai quali pi che
ad ogni altro, ricorrono le abortitrici di pr-

414

fessione, e tra questi a quelli che lasciano meno


traccia di s. Sono espletate le manovre abortive il pi delle volte con valenta e con sicu-

Fig. 24. Mezzi abortivi meccanici pi comuni.

rezza di ostetrico, di modo che raramente tali


reati vengono scoperti, e anche pi di rado,
pu il perito raggruppare tale copia di fatti da
poter sicuramente far diagnosi di aborto criminoso.

415

Tra i mezzi pi usati citiamo specialmente:


i. La puntura delle membrane, con la quale
l'aborto si ottiene dopo 12-48 ore, eccezionalmente dopo il quarto giorno. Esso tanto
pi precoce, per quanto pi bassa fu fatta la
puntura e per quanto pi rapidamente le
acque uscirono.
2. Introduzione nell'utero di corpi estranei
che provocano l'aborto, sia per distacco dell'ovulo dalla parete uterina, sia perch l'utero
tende, contraendosi, ad espellere detto corpo
estraneo (candelette, ferri da calza, bacchettine, ecc.).
L'aborto si produce nelle pluripare non di
rado immediatamente, nelle primipare dopo
poche ore, eccezionalmente dopo 5-6 giorni.
3. Iniezioni endouterine. Agiscono molto rapidamente; l'aborto secondo il Tardieu si esplica
al pi tardi dopo 24 ore, in media dopo 3-18 ore.
4. Vescichette di Barnes, Kolpentynter, dilatatori, ecc.
Tali mezzi vengono per lo pi praticati non
dalla gravida ma da altra persona, poich, le
difficolt di esercitare su s stesse queste manovre, sono, se non insormontabili, gravissime,
e ci si comprende conoscendo l'estrema mollezza del collo uterino gravidico.
Altri mezzi son dati da iniezioni vaginali
caldissime, introduzione nella vagina di sostanze irritanti (pepe, aglio) o venefiche (arsenico), ecc., mezzi tutti che per difficilmente
riescono a produrre l'aborto.

416

Traumi addominali provocati. Sono


mezzi usati o dai profani o dalle donne stesse,
e consistono in colpi o scosse violente sul
ventre, massaggio, compressione sistematica
sull'utero, applicazioni di elettricit, ecc.
Di tutti questi mezzi raramente rimangono
traccie, tranne che nelle contusioni addominali o nelle cadute provocate, in cui si possono ritrovare i segni della contusione sull'addome, e le conseguenze del trauma anche
sul prodotto del concepimento.
Queste manovre possono secondo la loro intensit, e secondo la maggior o minor resistenza
individuale della donna, provocare oppur no
l'aborto in tempo pi o meno prossimo.
e)

Conseguenze dell'aborto procurato.

Notiamo anzitutto:
a) Le gravi emorragie per incompleta retrazione uterina dovuta ad inerzia o, pi
spesso, a ritenzione di membrane. Le emorragie sono anzi quasi la regola in tutti gli
aborti sia spontanei che provocati.
b) Le lacerazioni vaginali ed uterine pi o
meno vaste, prodotte dall'introduzione di corpi
estranei con tutte le conseguenze settiche. Queste lacerazioni possono interessare il collo uterino, le pareti vaginali ed uterine, ed essere
pi o meno profonde ed estese, uniche o
multiple. Possono prodursi anche negli aborti
spontanei, specie se l'aborto fu precipitoso.

417

la donna primipara con canale poco distensi-

bile o viziato, ed il feto grosso. Per le lacerazioni spontanee risiedono per lo pi nel collo,
o vicino a questo, o fra il collo e il corpo dell'utero e decorrono trasversalmente, o un poco
oblique o anche pi spesso longitudinalmente.
Le rotture provocate, in punti svariati, per lo
pi sul prolungamento dell'asse del canale
genitale o a volte sul fondo dell'utero, sono
talora accompagnate da lesioni di altri organi

particolarmente dell'intestino.
Le rotture spontanee accadono quasi sempre nella gravidanza inoltrata o a termine, o
per accidenti traumatici esterni o per alterazioni della parete interna, e sono sempre di
dimensioni molto maggiori delle abortive s
da permettere spesso al feto di passare nella
cavit addominale.
Le lacerazioni possono produrre infezioni
settiche locali e generali e non di rado mortali.
e) Le iniezioni forzate nell'utero producono talora rotture dell'utero o penetrazione
di liquido nelle tube. Inoltre spesso vengono
adoperati liquidi o asettici (decotti di th,
acqua saponata), o troppo antisettici (soluzioni forti di sublimato, ecc.) o troppo bollenti si da determinare perfino coagulazione
del sangue nelle vene uterine.
e

27 A scartili.

418
Diagnosi dell'aborto procurato.

Tenendo presenti le cause dell'aborto spontaneo o provocato, le conseguenze che possono sopraggiungere, i segni che i mezzi usati
possono lasciare sia sulla madre che sul feto,
la gravit dei fenomeni con cui decorre l'aborto criminoso e le frequenti infezioni, si pu
riuscire a formulare la diagnosi di aborto provocato. Infatti il Gallard dice che quando
in seguito ad un aborto, dopo pochi giorni si
manifestano i sintomi di un grave processo
settico, legittimo il sospetto che vi sia stata
di mezzo qualche manovra, e che quindi si
tratti di un aborto procurato .
Lo stesso Gallard sostiene anche, che quando
l'aborto avviene in due tempi, cio prima l'espulsione del feto e poi quello delle membrane
lacerate, se la gravidanza non pi avanzata
del terzo mese, trattasi quasi sempre di aborto
procurato, con apertura artificiale delle membrane, perch negli aborti spontanei prima
dei tre mesi, feto e membrane vengono espulsi
in blocco.
In ogni modo per la diagnosi sempre
difficile, specie se fatta sul vivo. Il perito tra
l'altro non deve trascurare il criterio psicologico.
Il nascondere l'aborto avvenuto, l'occultare
il ferino, l'indagine sulle cause che possono aver
spinto la donna ad abortire, ecc., sono tutti
elementi dei quali bisogna tener in gran conto.

419

L'aborto terapeutico.
Spesse volte sono stati incolpati i medici di
aver procurato aborti, con il pretesto che l'aborto era reclamato dalle condizioni della donna.
Non si pu mettere in dubbio che possa il
sanitario provocare in una donna l'aborto per
impellenti necessit cliniche, allo scopo di salvare la vita alla madre. Infatti in questi casi
provocando l'aborto, si toglie una vita in
istato potenziale per salvarne una attuale.
In tutti i casi per in cui il medico crede
necessario procurare l'aborto, egli deve essere
estremamente prudente, e procedere all'operazione solo col consenso dei parenti della
donna e con quello di altri sanitari che egli
deve chiamare ad assistere all'atto operativo.
Il segreto medico nell'aborto.

Un medico che tiene in cura una donna


per provocato aborto non deve in modo assoluto far denunzia del reato a lui noto.
Per, allorch la donna morta in seguito
alle subite pratiche abortive, il medico pu,
nel certificato di morte, indicare la causa prima
della morte, ed anche farne esplicita denuncia,
perch questa non pu pi nuocere alla sua
paziente. Alcuni medici legali per sostengono, che siccome il buon nome di una persona
deve essere tutelato come la persona stessa,
la discrezione del medico deve mantenersi anche oltre tomba.

XI.
QUESITI MEDICO-LEGALI
SULL'INFANriCIDIO.

Disposizioni legislative. Vita e vitalit dell'infante. Le prove di vita La vitalit.


nascita.
Epoca
della
Epoca
della
morte.

Causa della morte.


Disposizioni legislative.

Le disposizioni di legge relative ai quesiti


che andremo svolgendo sono contenute negli
articoli 364, 369 e 388 del C. P. e 182 del
C. P. P. :

Art. 364. Chiunque a fina di uccidere cagiona la morte di alcuno, ecc


Art. 369. Quando il delitto preveduto nell'art. 364 sia commesso sopra la persona di un
infante non ancora iscritto nei registri dello
stato civile, e nei primi 5 giorni della nascita
per salvare l'onore proprio, o della moglie,

della discendente, della figlia adottiva o della


sorella, la pena
ecc.
,
Art. 388. Quando il colpevole commetta il
delitto preveduto negli articoli precedenti
(morte per abbandono) sopra un infante non

422

ancora iscritto nei registri dello stato civile, ecc.,


come nell'art. 369, la pena
Art. 135 C. P. P. Quando siavi sospetto di
infanticidio, i periti dichiareranno altres se
il bambino sia nato vivo e se fosse in istato
di vivere fuori dell'alvo materno.

La Scuola positiva penale, come si detto


per l'aborto, vorrebbe punire tal reato con mitissimi pene, stante la poca temibilit dell'infanticida, tanto pi che il reato ha spesso le
sue radici nella costituzione sociale. Infatti, le
infanticide sono il pi delle volte delinquenti
d'occasione spinte al delitto in momenti di
abbandono e di disperazione, terrificate dal
pensiero di essere indicate al pubblico disprezzo, e dal pensiero che questo disprezzo
ricadr anche sul figlio innocente.
Gli elementi costitutivi del reato d'iafanticidio, sono :
i che vi sia l'intenzione di uccidere secondo il disposto dell'articolo 364;
20 che il reato sia commesso sopra la
persona di un infante non iscritto nei registri
dello stato civile, e nei primi cinque giorni

dalla nascita;
3 che il reato sia commesso honoris causa.
Il primo e il terzo elemento (intenzione di
uccidere, e honoris causa) sono di spettanza
esclusiva del magistrato; il perito deve esclusivamente pronunziarsi sul 20 elemento che
si scinde in tre quesiti che sono di importanza
capitale dal punto di vista medico-legale, e cio :

trattasi d'infante;
423

i se
2 se
3 se

questo ha meno di cinque giorni;


soccombette a morte violenta, e

quale.
In linea accessoria, il perito deve pronunciarsi
sulla vitalit del feto (art. 135 C. P. P).
Vita e vitalit dell'infante.

i Se trattasi d'infante. infante colui


che nato vivo, e che ha vissuto per lo meno
un attimo.
Cosa intendasi per vita. Prima di passare ad illustrare tutte le prove addotte per
dimostrare la vita di un infante, d'uopo
tener parola di un altro quesito che corollario del primo : che cosa s'intende per vita.
Le opinioni al riguardo sono disparatissime.
Anzitutto la scuola classica italiana, rappresentata dal Filippi, dallo Ziino, dal Pellacani, ecc., sostiene che vivere respirare e
non pu esservi vita senza respirazione ampia
ed estesa . Altri invece, come il Severi, dicono
che, vivere respirare, ma non vi bisogno
di una respirazione ampia ed estesa, sibbene di
una respirazione parziale da permettere all'infante la vita. Il Severi ha chiamato questo
limite nella respirazione dell'infante : vita
giuridica dell'infante . Questo concetto, secondo noi, entra nel principio della vitalit,
che il pernio su cui si aggira l'ammissione
della vita giuridica.

424

Il Filomusi-Guelfi ed anche la scuola francese, dicono che per ammettere la vita dell'infante, basta che il bambino abbia respirato
parzialmente, e che il perito trovi nei polmoni traccie dell'avvenuta respirazione, la
quale ha grande valore per dire che il feto
nato vivo, mentre la negativa non basta per
dire che nato morto. Noi andando pi
in l, seguiamo la dottrina inglese, secondo
la quale vita ogni atto spontaneo dell'organismo, appena uscito fuori dall' utero materno . Ed a questi concetti si ispirano anche
i codici tedesco e austriaco, che fanno rientrare
nell'infanticidio, anche la soppressione del feto
durante il parto.
Infatti, vi sono numerosi casi in cui, dopo
il parto, i feti vivono per parecchi giorni,

eppure, quando muoiono e si esaminano i


loro polmoni, non si trovano in questi, traccie
di respirazione.
Il Pellacani cita 14 casi del genere, e spiega
il fenomeno ammettendo una respirazione esclusivamente bronchiale. Nel periodo di tempo, invero, che corre tra il parto e la morte dell'infante, avvenuto un ricambio materiale, una
circolazione diversa da quella che avviene nel
feto; l'infante si mosso, ha vagito: dunque
secondo noi ha vissuto. Gli oppositori dicono,
invece, che l'infante non vive una vita propria,
ma una vita intrauterina residuale. Il Severi
aggiunge alla respirazione bronchiale, posta
in essere dal Pellacani, anche lo scambio gas-

425

soso che avviene attraverso le mucose della


retrobocca, della faringe; dello stomaco, dell'intestino, ecc., e spiega lo scambio gassoso
con un giuoco d'aria, in maniera che tale
scambio, basta per mantenere in vita l'infante ;
spiega poi i vagiti anche con questo giuoco
d'aria; e infine il ricambio materiale come un
rimasuglio di vita intrauterina, la quale quando
si sar spenta, porter alla morte del feto.
Ma ci non pu senz'altro ammettersi.
Se p. es. avvenisse l'uccisione di un feto,
in quello stato di asfissia postpartum tanto
frequente ad avverarsi, e che talora si pro-

lunga per pi minuti non saremmo di fronte


a un infanticidio ? Coloro che sostengono che
vivere respirare , affermano che in tali
casi non si tratta di vero e proprio infanticidio, e hanno immaginato una nuova figura
di reato; feticidio (uccisione di quell'essere che
non ha ancora respirato). Lo Ziino cita il
caso di un tale che decapit il feto appena
fuoruscito, e il Bellot il caso di una donna la
quale dopo aver partorito un bambino si accorse di averne un altro, e allora schiacci
la testa al secondo con un zoccolo
Questi casi, secondo alcuni, non sarebbero
infanticidi. In tali casi per, si possono trovare traccie di violenza fatte in vita, e la
dimostrazione della violenza elemento di
pritn'ordine per ammettere il reato. Si deve
poi tener conto di un criterio psicologico.
Dal punto di vista della temibilit uguale

426

la criminalit di colei che uccide il proprio


figlio il quale ha ampiamente respirato, e la
criminalit di colei che uccide egualmente
e con lo stesso mezzo il proprio figlio, il
quale, perch debole, immaturo o malato,
non ha avuto la capacit di respirare. L'intenzione criminosa eguale nelle due donne,
e quindi psicologicamente non si intende perch
debba essere diversa la loro imputabilit : quindi
deriva da ci che l'uccisione di un essere, appena nato, abbia o non abbia respirato, do-

vrebbe rientrare nell'infanticidio.


Le prove di vita sono date da due sorta
di segni: la respirazione e la circolazione. La
prima come criterio di vita estrauterina pu
eccezionalmente mancare.
Allorch un feto fu espulso dall'utero materno, se pur non compie atti respiratori polmonari e il suo cuore per qualche ora seguita
a pulsare, ci da considerarsi come fenomeno
di vita, intesa questa nel senso biologico della
parola, e non intesa in altro modo; altrimenti
si entra nel concetto della vitalit.
N tali casi possono essere considerati come
un prolungamento di vita fetale, poich la
circolazione si compie in modo tutt'affatto
diverso, e la circolazione abbiam detto esser
fenomeno di vita.

427

Le prove di vita.

Queste furono chiamate docimasie, le quali


prndono un attributo speciale secondo l'organo
su cui si praticano e il genere della prova.
Le pi importanti docimasie sono le polmonari, perch, il fattore pi importante della
vita costituito dalla respirazione.
a) La docimasia polmonare ottica.

Consiste nel valutare le modificazioni di


volume, aspetto, colore, prodotto nei polmoni dalla respirazione. Appena i polmoni
hanno respirato, il loro volume aumenta, essi
occupano gran parte del cavo toracico e i margini tendono a ravvicinarsi; la superficie da
liscia si fa lievemente ineguale ed anche il
colorito cambia. Mentre i polmoni fetali hanno
un colorito pallido, uniforme, con lievi differenze tra le parti anteriori e le ipostatiche; gli'
aereati divengono rosso-chiari, acquistano un
aspetto marmorizzato ed aumenta la differenza
tra parti anteriori ed ipostatiche posteriori.
Il feto per morto asfittico, con atti respiratori precoci pu avere polmoni scuri, aereati
oppur no.
Quindi i termini chiaro e scuro da un lato,
vuoto e aereato dall'altro, non sempre corrispondono.

428

I polmoni fetali hanno consistenza uniforme


piuttosto dura, gli aereati invece sono soffici
coin cuscini, crepitanti.
b) Docimasia idrostatica.

la pi importante di tutte. fondata


sul diverso peso specifico del polmone aereato,
pi leggero dell' acqua e quindi galleggiante,
e del polmone non aereato pi pesante, che
va a fondo.
II cambiamento del peso specifico tra polmone fetale e aereato era noto fin da Galeno
(onde anche il nome di docimasia galenica),
e fu applicato alle esigenze medico-legali
nel 1683 dallo Schreyer.
Il peso specifico dei polmoni di 1045-1056,
quindi basta pochissima aria perch la prova
idrostatica sia positiva, per lo meno in alcuni
frammenti.
Nell'eseguire la prova (vedi per la tecnica
pag. 173), si potr avere anche un criterio sul
grado di respirazione avvenuta, constatando
se i polmoni galleggiano immersi nell'acqua anche uniti al cuore, o al timo o da soli, o solamente in frammenti, ecc.
Valore della docimasia idrostatica. Il valore di questa docimasia molto grande, tanto
che si pu affermare con certezza che, se la
prova completamente positiva, il neonato ha
respirato ampiamente ed ha vissuto. Dubbi
possono sorgere solo Hei galleggiamenti par-

429
ziali, in quanto vi possono essere dei casi in
cui i polmoni affondino pur avendo il feto vissuto ed anche respirato, e casi in cui i polmoni galleggino senza aver respirato.
I casi in cui i polmoni galleggiano senza
aver respirato, sono dati specialmente da:
a) Putrefazione. Quando la putrefazione
abbia raggiunto lo stato gassoso.
La diagnosi differenziale tra galleggiamento
da putrefazione e da aereazione non difficile.
Si pungano le bolle da putrefazione e si comprimano i pezzetti di polmone per scacciarne
i gas, e se dopo i frammenti polmonari prima
galleggianti affondano, si pu essere quasi sicuri che si era in presenza di processi putrefattivi, poich nei polmoni aereati non si riesce
a scacciar tutta l'aria se non con fortissima
pressione.
Inoltre secondo le ricerche del Magnanimi,
l'andamento della putrefazione diverso nei
polmoni che hanno respirato, poich mentre
in questi la putrefazione pi rapida con formazione di grosse bolle, nei polmoni fetali le
bolle sono piccole, scarse, e la putrefazione

pi lenta.
II galleggiamento putrefattivo solo eccezionale, ed anzi alcuni medici legali stentano
anche ad ammetterlo (De-Crecchio, Tamassia,
Bordas, Magnanimi, ecc.)
Ad eliminare infine ogni dubbio al riguardo,
bisogna che il perito tenga conto non solo della
putrefazione dei polmoni, ma anche della pu-

organi,

43

trefazione di altri
come il fegato, la
milza, ecc., e constati se anche in questi
visceri la putrefazione ha raggiunto il medesimo periodo e ha indotto le medesime modi-

ficazioni di peso specifico.

Nei gradi molto avanzati di putrefazione


per, in cui il tessuto polmonare trasformato
in una poltiglia, ogni diagnosi differenziale
impossibile, e il perito deve dichiarare che con
la docimasia idrostatica non si pu stabilire
se il feto abbia respirato dopo la nascita.
b) Insufflazione. L'insufflazione o tentativi di respirazione artificiale sono atti che
tendono a richiamare in vita il feto, atti che
non vengono eseguiti quando si ha desiderio
di sbarazzarsi dell'infante. Quindi il quesito
solo eccezionalmente pu venire in discussione.
Si tenga in ogni modo presente che l'aria
insufflata distende pi che i polmoni, il canale
gastro intestinale, e mai si riesce, secondo le
ricerche del Pellacani, a riempire uniformemente con l'insufflazione i polmoni, notando
spesso in questi zone di enfisema interstiziale.
I polmoni che galleggiano per aria insufflata
sono rosei, a chiazze, specie all'apice e agli
orli, non presentano le fini arborizzazioni vascolari contornanti gli alveoli, e i frammenti
polmonari spremuti sott'acqua lasciano fuoriuscire bolle d'aria non accompagnate da nappo
sanguigno.
e) Per respirazione intra-partum. L'aria
pu penetrare negli alveoli fetali spontanea-

43i

mente, sia dopo il disimpegno della testa e


prima del disimpegno del resto del corpo che
non avviene normalmente e si prolunga per
un certo tempo; sia per atti respiratori anticipati, quando ancora la testa nel canale genitale, in parti molto difficili e laboriosi.
Tali casi sonorarissimi ma possono avvenire,
e non vi sono note differenziali assolute. Bisogna ricorrere ad altre prove docimastiche.
d) Permanenza in alcool. Talora il perito, nell'esame di un feto in condizioni svantaggiosissime, pu mettere i polmoni nell'alcool;
i polmoni naturalmente si impregnano di alcool
e poich l'alcool ha un peso specifico minore
dell'acqua, potr determinare nei polmoni immersi^ di poi nell'acqua, un galleggiamento. In
questo caso, per eliminare ogni dubbio, ed
emettere un giudizio esatto bisogner lavare
bene i polmoni e liberarli dall'alcool.
e) Congelamento. I polmoni congelati
galleggieranno per effetto del loro diminuito
peso specifico. Per ovviare ad ogni inconveniente, si disgela il polmone e si ripete la prova.
I casi in cui i polmoni affondano pur avendo
il feto vissuto ed anche respirato sono dati
specialmente da:
a) Apnea fetale. Il feto nasce in uno
stato, asfittico; il sangue cio poco ossigenato
non capace di eccitare il centro respiratorio
e cosi il feto non compie i movimenti respiratori
(feti apnoici). Sono molti i casi registrati nella
letteratura, di feti specialmente immaturi (Pel-

Nikitin, Ottolenghi,
432

lacani,
Ascarelli, ecc.),
che hanno compiuto degli atti ed hanno vagito, anche per molte ore, e nei quali si
riscontra una prova idrostatica polmonare ne-

gativa.
Ci per insufficiente capacit contrattiva dei
muscoli respiratori, per difetto di trama elastica polmonare (Ottolenghi), per insufficiente
sviluppo dei centri respiratori o perch la capacit respiratoria fu paralizzata da cause non
dimostrabili, ecc. Talvolta la vita resa possibile perch, alla respirazione polmonare supplisce la respirazione bronchiale, la respirazione
cutanea, lo scambio gassoso che avviene attraverso le mucose della bocca, che basta a
provvedere per qualche tempo alla vita del
feto, data la sua scarsa massa sanguigna, lo
scarsissimo ricambio e la resistenza enorme
che i feti offrono alle cause asfittiche.
6)

Impedimento meccanico. Si possono poi

aver avuti movimenti respiratori ma tuttavia


la respirazione pu esser stata impedita o
perch il feto fu partorito avvolto dalle membrane in modo che l'aria non pot penetrare,
o perch le vie aeree furono tappate da pezzi
di membrana o da aspirazioni di liquido amniotico, o perch i polmoni erano epatizzati.
(Pneumonia alba p. es. processo congenito di
epatizzazione dovuto a diffusione del connettivo
interstiziale e a metamorfosi adiposa dell'epitelio alveolare, proprio dei feti sifilitici, riconoscibile per il colorito bianco gialliccio dei

433

polmoni e microscopicamente per gli alveoli


che si ritrovano pieni di epiteli degenerati in
grasso).
L'impedimento respiratorio, pu esser dato da
compressione indiretta determinata da enorme
ipertrofia del timo, da gozzo, da ernia diaframmatica, da reni cistici, ed infine da influenze
esterne sia accidentali che criminose (parto
nell'acqua, sotto le coltri, ecc.).
e) Putrefazione che ha raggiunto lo stato
colliquativo o quasi.
d) Ateclasia secondaria. Vi sono poi casi,
citati da alcuni autori, che riguardano feti vissuti per qualche tempo, e che all' autopsia
dimostrarono polmoni aereati, i quali dopo un
certo tempo si mostrarono anectasici.
Si tratterebbe cio di un ritorno allo stato
atelectasico. Per ci non stato affatto ben
dimostrato; la maggior parte degli esperimenti sono riusciti negativi e non vanno esenti
da forti critiche, e se vi sono alcuni medici
legali (Giovannardi, Badstiibner, De Arcangelis, ecc.) che in via eccezionale e sotto determinate condizioni (permanenza prolungata
in acqua dei polmoni in cui si avrebbe cos
un'imbibizione) lo ammettono, molti di pi ve
ne sono che negano assolutamente il fatto (Tamassi, Pellacani, Ottolenghi, Mirto, ecc.) dicendo o che mai vi fu respirazione o che la docimasia non fu praticata scrupolosamente.
e) Alta temperatura. Una condizione, per
cui i polmoni che hanno respirato possono mo28 A scartili.

434

'

strarsi anectasici, fu messa in evidenza dal


Montalti, il quale rilev l'influenza del calore.
Trov che i polmoni si coartano e si svuotano
dell'aria se fatti bollire o se scaldati alla fiamma
o allorch si espongono a forte calore.
Per se il polmone ha respirato, si ha lo
scoppio degli alveoli il quale non si produce
nei polmoni vuoti di aria.
La docimasia polmonare idrostatica che costituisce la prova pi importante per la dimostrazione di vita vissuta di un feto, va, in
alcuni casi, (dei quali ampiamente si discusso)
integrata con altre prove.
e) Docimasia istologica.

una prova che si pu dire italiana, perch


specialmente da autori italiani fu applicato
lo studio del diverso aspett istologico del
polmone fetale e non fetale alla scienza e
alla pratica medico-legale (Tamassia nel 1897,
Mirto nel

Ottolenghi nel 1902, ecc.).


Gli alveoli dei polmoni che non hanno respirato si presentano uguali fra loro, piccini e
circondati di una fibra elastica, tortuosa, con
vasi sanguigni decorrenti nei setti intraalveolari e con pochi globuli, mentre i polmoni che
hanno respirato hanno alveoli dilatati, assottigliati i setti intraalveolari, fibre elastiche ben
colorate a decorso curvilineo senza ondulazioni. Tale prova di straordinaria importanza,
e ad essa si deve ricorrere sempre, allorch
1901,


la docimasia idrostatica lascia al perito anche
435

il minimo dubbio.
La diagnosi istologica non difficile: maggiore importanza assume il comportamento
delle fibre elastiche che si mettono in evidenza
col metodo Weigert, e l'ampiezza degli orifici
alveolari. La putrefazione non infirma i risultati microscopici per la grande resistenza
delle fibre elastiche alla putrefazione (Ottolenghi-Rossi) e perch nel polmone putrefatto fetale i batteri sono scarsissimi negli
alveoli, assenti nei vasi sanguigni, e abbondanti
nel connettivo; nel polmone aereato invece i
batteri esistono dovunque, e specialmente negli alveoli e nei vasi sanguigni. Nell'insufflazione la dilatazione alveolare avviene irregolarmente e facilmente si riconosce (Mirto).
La docimasia istologica serve inoltre come
criterio di maturit del feto, che si deduce

dalla robustezza, abbondanza e colorabilit


delle fibre elastiche (Ottolenghi).
d) Docimasia polmonare radiografica.

Introdotta dall'Ottolenghi. Il radiogramma


del polmone fetale uniforme e la sua ombra
gradatamente meno intensa quanto pi si avvicina ai margini; il radiogramma del polmone
aereato mostra un'ombra a chiazze pi o meno

chiare.

436
e) Altre docimasie polmonari.

Altre docimasie polmonari sono la sanguigna del Daniel e Ploucquet basata sul peso
del polmone aereato e fetale, quella del Ferro
dello Zalescki basata sul contenuto in ferro,
la emato-pneumo-epatica studiata dal Severi,
Corrado, Borri, Tamassia, e basata sul contenuto sanguigno del polmone paragonato con il
contenuto ematico del fegato.
f) Docimasia gastro-intestinale o di Breslau.

Si basa sul fatto che, mentre lo stomaco


e l'intestino dei feti, sono vuoti di aria, coll'iniziarsi della respirazione, il feto deglutisce
aria che penetra nello stomaco e nei tratti
superiori dell'intestino da cui piano piano
si diffonde a tutto il tubo digerente. Se lo
stomaco di un neonato, in cui si avuto cura
di non far penetrare aria durante l'autopsia,
galleggier, e pi ancora se galleggier il tratto
superiore dell'intestino, (duodeno) il feto avr
respirato, e la respirazione sar stata tanto
pi ampia per quanto pi profondamente l'aria
sar penetrata nel tubo intestinale. La prova
di grande importanza, per sottoposta a
tutte le obiezioni gi fatte per la docimasia
polmonare idrostatica; cio possiamo avere
galleggiamenti per putrefazione, per insufflazione, per congelamento, ecc., non ostante che

437

il feto non abbia respirato; e viceversa pos-

siamo avere affondamento, non ostante che


i! feto abbia respirato, per movimenti respiratori mancati, per occlusione dell'orificio aereo ed esofageo, per fuoruscita spontanea dell'aria dallo stomaco e dall'intestino, ecc.
g) La docimasia auricolare.

Consiste nel vedere se nella cavit timpanica penetrata aria.


Tecnica. Per eseguire questa docimasia
auricolare, si taglia il padiglione dell'orecchio
rasente alla inserzione cranica e si immerge
nell'acqua completamente il capo del feto; poi
con un ago si punge la membrana del timpano
e si osserva se fuoriescono delle bolle di aria
che dimostreranno la penetrazione dell' aria
nella cavit timpanica.
i) Docimasia batteriologica.

Il Malvoz e poi il Binda, dimostrarono che


nei feti nati morti il meconio sterile, e che
in essi non esiste bacterium coli.

h) Altre prove di vita.

Non si d importanza medico legale alla posizione dello stomaco. Questa sarebbe perpendicolare nel feto, pi o meno trasversale dopo
la nascita. Il cambiamento avviene per gra-

438

datamente. Non ha nemmeno importanza l'eevacuazione di urina e di meconio, che avverrebbe solo nei feti nati vivi, la presenza di
infarti urici nei reni, ecc.
Se il feto nato vitale.

Il requisito della vitalit, di cui all'art.

135

C. P. P., pu avere ed ha importanza per la

valutazione della pena, e potr essere valutato


o come possibile causa della morte, o potr giustificare la scusa allegata dall'infanticida.
La vitalit invece richiesta per tutte le
questioni relative al Codice civile, e specie
dall'art. 224 C, il quale dice che: Sono incapaci di succedere: i ..
; 20 coloro che
non sono nati vitali .
Cause di non vitalit.

Le principali cause di non vitalit sono date


da immaturit, da mostruosit e da malattie
del feto.

Immaturit. Abbiamo l'immaturit quando


il feto nasce prima dei 180 giorni, perch prima
di quest'epoca potranno, per difetto di sviluppo, non esservi le condizioni necessarie alla
vita. (Per la diagnosi dell'et vedi pag. 403).
Mostruosit. Tra le mostruosit che possono impedire il prolungarsi della vita, citiamo:
l'anencefalia totale o parziale; le ernie cerebrali; l'acrania; l'incompleta chiusura della ca-

mostruosit doppie, l'atrest


439

del
vita toracica; le
piloro, ecc., ecc.
Si tenga conto che molte mostruosit sono
compatibili con la vita.
Malattie. Infine vi sono molte alterazioni
morbose acquisite nell'utero con cui la vita
incompatibile (pneumonite alba, p. es., ecc.).

Epoca della nascita e della morte.


Epoca della nascita: L'indagine solo possibile quando la putrefazione non sia molto

avanzata.
Il quesito molto importante, perch al di
l dei cinque giorni non si pu pi parlare
d'infanticidio, ma di omicidio. Per giudicare
quanto tempo il neonato ha vissuto dobbiamo
tener stretto conto dei seguenti caratteri (dal
Raffaele: Guida pratica alle perizie med. leg.
Napoli, 1895).
Dalla nascita alla quarta 0 quinta ora: Esistenza del tumore di parto, e in caso di parto laborioso, pelle coperta da vernice caseosa e anche
da sangue; stomaco vuoto di gas con succhi
ialini; cordone ombelicale cilindrico, compatto,
bene aderente all'anello addominale; arterie
ombelicali, vena ombelicale, condotto venoso,
condotto arterioso e foro del Botallo pervii,
meconio nell'intestino crasso.
Da cinque ore a ventiquattro: Stomaco contenente muco aereato, cordone ombelicale alquanto avvizzito, floscio; vasi ombelicali pervii,

- 440

talvolta con qualche coagulo di sangue, lieve


inizio di obliterazione nel condotto arterioso
e nel foro del Botallo; intestino retto senza
meconio con mucosa verdognola
Da un giorno a tre: Intestini distesi da gas;
cordone ombellicale schiacciato, nastriforme,
aderente all'anello ombelicale e disseccato, se
il cadavere stato ad aria libera; arterie
ombelicali quasi obliterate verso l'anello; canale venoso e vena ombelicale ancora pervii;
forame e dotto arterioso del Botallo abbastanza
ristretti; mucosa del retto meno verde; principio di esfoliazione della pelle della fronte e

della faccia.
Da tre giorni a cinque: Stomaco ed intestino
molto distesi da gas; stralcio del cordone ombelicale distaccato o prossimo a cadere; arterie
ombelicali, condotto venoso ed arterioso pi
innanzi nell'obliterazione, foro del Botallo sufficientemente chiuso; estesa esfoliazione epidermica.
Da cinque giorni ad otto: Stomaco ed intestini dilatati, se il bambino prese latte, o avvizziti per inedia; la" piaga risultante dal distacco del cordone in fase di cicatrizzazione;
i condotti venoso ed arterioso quasi obliterati ;
esfoliazione epidermica diffusa agli arti, il nucleo d'ossificazione all'epifisi femorale sei millimetri e pi.
Epoca della morte: Il giudizio sul tempo
della morte di un infante pu essere facilmente erroneo, non solo per le difficolt ine-

giudizio anche nell'adulto,


441

renti a questo
in
vista delle oscillazioni dei fenomeni cadaverici,
ma anche per l'impossibilit di conoscere tutte
le minute circostanze che possono influire sui
processi cadaverici. Il parere quindi spesso
non potr esser dato che in via di probabilit.
Causa della morte.

Pu esser naturale o violenta. Le cause naturali di morte possono avvenire per malattia
materna o fetale, e di esse gi abbiamo tenuta
parola, parlando dell'aborto e della vitalit.
Le morti violenti possono essere accidentali
o criminose.

Morti violenti accidentali.


Queste possono avvenire prima, durante, e
dopo l'espulsione del feto. Prima dell'espulsione, pu accadere che il feto si trovi col cordone avvolto intorno al collo in tal modo, da
non essere possibile l'inizio della respirazione.
Durante l'espulsione, possiamo avere quelle
cause che stanno a rappresentare la difficolt
di un parto laborioso, e la morte del feto pu
avvenire sia perch essso non ha resistito
al lungo meccanismo del parto, sia per le
manovre ostetriche e chirurgiche sul feto
compiute. Questi casi sono molto importanti,
perch si possono riscontrare nel feto traccie

442

di violenza che possono condurre in talune


evenienze, a sospetto di reato.
Oltre a queste morti violenti accidentali durante la espulsione, abbiamo anche le morti
violenti accidentali dopo la espulsione, le.
quali sono date da alcune condizioni inerenti
al parto stesso, e principalmente al parto
precipitoso, parto cio che avviene in pchi
minuti ed determinato il pi frequentemente
da un'ampiezza del bacino in rapporto alla
piccolezza del feto.
Morti violente criminose.
Le lesioni pi frequenti che si riscontrano
negli infanti uccisi sono quelle determinate
da colpi contundenti e da asfissie.
Infanticidio per mezzo di colpi violenti.
Questi sono inferti specie sul capo e possono
produrre contusioni, lacerazioni del cuoio ca-

pelluto, fratture, ematomi sottocutanei, sottoperiostei od endocranici, lacerazioni meningee, ecc.


In taluni casi quando l'azione violenta fu
molto intensa la diagnosi s'impone e il perito
non avr difficolt speciali.
Ma talora possono alcune anomalie o lesioni accidentali prestarsi a false interpretazioni e dar luogo a gravissimi errori.
Tra le alterazioni congenite, citiamo specialmente i difetti di ossificazione delle ossa
del cranio.

443

Queste lacune ossee si riscontrano talora


anche in feti normalmente sviluppati e possono esser presi per fenditure e fratture violente. Esse si hanno specialmente fra le bozze
parietali e la sutura sagittale sotto forma
di lacune pi o meno circolari, o sotto forma
di fenditure per lo pi simmetriche perpendicolari all'osso occipitale, o isolate sulla
squama dell'occipitale, o sotto forma di un'incisione decorrente dalle fontanelle. La distinzione con lesioni traumatiche, possibile oltre
che per la sede suaccennata, anche perii fatto
che lo spazio esistente tra i margini delle fessure congenii e colmato da cartilagine embrionale alla quale aderiscono abbastanza saldamente, da un lato il pericranio, e dall'altro
la dura madre, come avviene nelle suture.
I difetti di ossificazione sono anche importanti per la facilit con cui possono verificarsi
fratture anche per minime violenze, data la
estrema sottigliezza e la fragilit delle pareti
ossee.
Talora, in parti difficili e laboriosi, o per
compressione esercitata dall'orifizio dell'utero
sul capo, o per pressione del capo contro le
ossa del bacino, si pu produrre o un enorme
cefaloematoma o spostamenti delle ossa con
lacerazipni vasali e stravasi intra od endocranici. Saranno caratteri differenziali la sede
delle lesioni ossee in rapporto col cefaloematoma, la limitazione delle ecchimosi, la enorme
fragilit ossea, l'assenza di soluzione di con-

444
tinuo sulla cute, la forma e la grandezza del
feto, la dimostrata distocia, ecc.
Con tutto ci, queste lesioni avvenute intrapartum, specie s'intende se non conducono
a subita morte del feto, in modo che questo
nasca vivo, e muoia dopo che ha pi o meno

completamente respirato, possono costituire


difficolt grandissime.
Un'altra condizione che pu far confondere
la produzione di lesioni naturali con quelle
procurate violentemente, quella del parto precipitoso, sebbene difficilmente nei parti precipitosi il feto riporti lesioni gravi.
H perito non dovr in tali casi valutare
solo le lesioni riscontrate, ma tener conto della
possibilit del parto precipitoso: feto piccolo
e vagina ampia, cordone ombelicale rotto.
Questo deve ess2r sottile o aiterato di consistenza, poich normalmente il cordone sopporta un peso di pi di 5 kg. e l'altezza del
punto di caduta deve esser sufficiente per potersi determinare una distensione tale del cordone da cagionarne la rottura.
Nel parto precipitoso inoltre, si avvera la
espulsione della placenta quasi insieme al feto ;
la rottura del cordone avviene vicino all'inserzione placentare, le lesioni craniche sono
circoscritte ad una sola regione, quella che
ha urtato al suolo; infine la donna deve esser
primipara, perch non si potrebbe supporre altrimenti che essa ignori i segni precursori del

parto.

deve
presente la possibilit
445

Inoltre si

tener
che le lesioni rinvenute sul cadavere sieno
state prodotte da manovre ostetriche o da
autosoccorso, per manovre cio fatte di-Ila
partoriente per accelerare il parto.
Per queste manovre si possono talora pr
durre gravi lesioni, specialmente contusioni
per pressioni delle dita, unghiature alla faccia, e
pi che altro lesioni negli organi del collo, (suggellazioni, ecchimosi negli sterno-cleido, ecc )
perch la partoriente cerca favorire il parto
con trazione del collo. In tali casi poi il feto,
pi che per azione violenta, muore per asfissia
da compressione del cordone ombelicale.
cosa affatto eccezionale che si presentino casi d'infanticidio per colpi su le altre
parti del corpo, fuori della testa; ed anche
quando si presentano sono per solito combinate con lesioni del cranio.
Ed anche eccezionali sono gli infanticidi
per ferite da taglio o da punta, e tali casi
(tra cui meno raro lo scannamento) non
danno luogo a difficolt speciali, se ne togli
le ferite da punta praticate attraverso le aperture naturali o le fontanelle, che possono
completamente sfuggire ad un perito poco
accorto.
Infanticidio per asfissia. Anche i mezzi
asfittici sono tra i pi frequentemente usati
negli infanticidi e tra questi sono preferiti
lo strangolamento, lo strozzamento e la soffocazione.

446

I reperti cadaverici del feto strangolato sono

gli stessi di quelli che si riscontrano nell'adulto (Vedi pag. 307). Mancheranno le note
di resistenza ma si riscontrer sempre un solco
pi o meno marcato secondo che il laccio era
duro o molle; emorragie puntiformi sottocutanee e subpleuriche, suggellazioni ed ecchimosi
nei muscoli sternocleido-mastoidei, ecc. L'emorragie si possono talora produrre anche nei
parti spontanei, e nelle manovre praticate
dalla donna stessa per facilitare il parto.

Talora potranno sorgere "difficolt nel fare


la diagnosi differenziale tra lo strangolamento
e l'asfissia da avvolgimento del cordone intorno al collo.
In quest'ultimo caso per il solco prodott dal
cordone d'ordinario profondo, perlopi molle,
e corrisponde alla grossezza del cordone. Inoltre,
siccome la morte avviene prima della respirazione, le prove docimasiche saranno negative o
al massimo attesteranno un'iniziale respirazione, e le note asfittiche saranno pi marcate
e profonde per la lentezza con cui si svolta
l'asfissia. All'esame del cordone poi, si riscontreranno suggellazioni nella guaina, infiltrazioni sanguigne nella gelatina di Warton, sangue coagulato nei vasi.
Anche nell'asfissia da strozzamento e nella
soffocazione manuale, i reperti saranno simili
a quelli che si riscontrano negli adulti: all'esame esterno cio, unghiature, escoriazioni,
ecchimosi, e all'esame interno note asfittiche.

Non bisogna confondere

447

con note di violenza


il disseccamento delle labbra (di origine cadaverica) e lo schiacciamento accidentale del
naso, molto marcato nei feti che vengono lasciati bocconi.
Nella soffocazione per introduzione nella
bocca di corpi estranei, e nel seppellimento
sotto sostanze polverulente e granulose si ritroveranno tracce della sostanza nella bocca,
nella trachea, nei bronchi, nell'esofago, nello
stomaco, ecc. Nella soffocazione con cuscini o
corpi molli, non si ritroveranno invece che le
sole note di asfissia interna, spesso tanto incerte e fallaci.
Nella immersione in latrine, il feto pu morire per lesioni che si producono nella caduta,
per asfissia da gas irrespirabile, per annegamento. Ma, ad ammettere l'infanticidio baster il rinvenimento del feto nel condotto
della latrina e la dimostrazione ch'esso era nato
vivo. Per, in tali casi, spesso si allega a scusa
il parto precipitoso, ed allora il perito deve
decidere sulla verit dell'asserzione della donna
in base al reperto cadaverico ed ai criteri
presi di gi in esame, e deve altres, prendere
in rapporto i diametri della testa e delle spalle
fetali, con la grandezza del foro della latrina, per
escludere che il feto sia stato spinto a forza
nel tubo di questa.
Si sono avverati pure infanticidi per annegamento, in cui la madre per lo pi adduce a scusa
di aver partorito inconsapevolmente nel bagno.

448

In questo caso bisogna che il perito valuti


se il parto nel bagno sia avvenuto dolosamente o accidentalmente. Se l'infante morto
per annegamento, si verificher il liquido di
sommersione nelle vie polmonari ; se invece
nato nell'acqua in modo che non abbia avuto
il tempo di respirare, i segni di sommersione
non si riscontreranno. In tal caso sar ammissibile la scusa addotta dalla madre.
Infine si sono spesso avuti infanticidi per
combustione. In tali casi i reperti saranno gli
stessi che negli adulti morti per ustione. Talora
per la diagnosi presenta enormi difficolt
perch il materiale di cui pu disporre il perito costituito talora solo da avanzi di organi pi o meno informi, ed anche solamente
da ceneri.
Infanticidio per abbandono od omissione di
cure (art. 388 C. P.). Appena nato, l'infante
reclama alcune cure necessarie per l'inizio
della vita. Queste sono: togliere le mucosit
dalla bocca, liberare il feto dalle membrane
amniotiche che talvolta ne ricoprono il viso,
allacciare il cordone, ecc.
"Per valutare il reato di omissione o di abbandono, bisogna tener s cretto conto delle condizioni in cui il parto avvenuto, perch pu
l'omissione essere involontaria o colposa.
La causa che pi spesso viene in discussione, la mancata allacciatura del cordone.
Ora, tale omissione, non porta sempre per
conseguenza la morte per emorragia, pprch

449

quando la respirazione polmonare s'inizia in


modo normale ed esteso, e la circolazione si
stabilisce secondo il corso fisiologico, l'emorragia spontaneamente cessa ; ma se trattasi di
infante immaturo o molto debole che non
possa resistere nemmeno alla perdita di pochi
grammi di sangue, o se la respirazione per
accidentale impedimento nelle vie aeree (presenza di muco, ecc.) non pu ampiamente iniziarsi, la mancata allacciatura sar causa di
morte, a determinare la quale avr agito una
altra causa preesistente.
Stato mentale dell'infanticida
e sua responsabilit.

Nella valutazione della responsabilit penale della donna infanticida, dobbiamo tener
presente l'infanticida che partorisce in condizioni relativamente normali di mente, e l'infanticida pazza. Gi abbiamo detto altrove
come si possano avere delle malattie mentali,
determinate dal parto e dal puerperio che alterino talmente la psiche femminile, da condurre la donna ad atti di violenza. L'infanticidio commesso in tali condizioni d'incoscienza
morbosa, sfugge di certo ad ogni responsabilit.
La maggior parte delle infanticide sono, come
gi si detto, delinquenti occasionali.
Queste donne che durante la gravidanza sono
agitate da diversi sentimenti, come la vergo29 Ascarclli.

450

gna, l'angoscia, il dolore per il tradimento e


per l'abbandono della famiglia, e la preoccupazione per 1' avvenire, giungono al puerperio in grave stato di esaurimento psichico
aggiunto alla grave debolezza fisica determinata dal parto. Sapendo poi che esse sole
dovranno sopportare il peso di una colpa bilaterale, e che il loro seduttore rimarr impunito (non essendo permessa quella ricerca della
paternit che costituirebbe certo un gran freno
contro tali reati) vengono spinte all'uccisione
in condizioni di volont e di coscienza tali,
da non poter essere ritenute completamente
responsabili.
Diversamente da queste delinquenti occasionali, va considerata l'infanticida delinquente
abituale, o criminaloide o delinquente nata,
donna che considera il suo reato come un episodio della sua vita criminale, e che va colpita con tutti i rigori della legge.
Come figura di delinquenza grave, dobbiamo
anche considerare colei o colui che uccidono

altri.
il
da
nato
il
proprio
nato,
ma
non
questa la figura del delinquente nato che si
allontana da quella dell'infanticida, perch
mancano nel caso, gli estremi voluti dalla legge
a creare il reato d'infanticidio, e specialmente
l' honoris causa .
Sono questi individui gli abortitori e le abortitrici di professione che andrebbero anche colpiti in modo severissimo.

XII.
QUESITI MEDICO-LEGALI
SUI REATI SESSUALI.

Violenza carnale. Conseguenze della violenza


carnale Violenza contro natura Resistenza da parte della vittima. Aiti di libidine.

La legislazione che si riferisce a tali reati


dettata dagli articoli 331, 332, 333 e 338 del
Cod. Pen.
Il pi grave di tutti i reati sessuali quello
dello stupro, la cui figura giuridica 4 compresa nell'articolo 331 C. P.
La violenza carnale prevista e punita dall'articolo 331 consiste essenzialmente nella
congiunzione carnale, ossia nella penetrazione dell'asta virile nella vagina o nell'ano, con violenza reale (morale o fisica), con
violenza presunta, (minorenni, alienate, ecc.)
o con mezzi fraudolenti. L\ reato esiste anche
se il congiungimento non fu completo, e anche
se fu compiuto su donna non vergine, o su
donna vergine ma senza deflorazione.
Le perizie medico-legali in tema di afrodi-

452

siologia forense, offrono enormi difficolt sia


per la constatazione e interpretazione dei reperti, sia perch la vittima e gl'imputati deviano il medico con facilit, con abilit, e molto
spesso con successo. Oh errori medico-legali
perci sono innumerevoli.
Non esitiamo quindi a mettere in guardia
il sanitario che non ha avuto mai occasione
di fare queste osservazioni, consigliandogli di
rifiutare l'incarico peritale che pu venirgli
offerto, o per lo meno accettarlo associandosi
un medico legale specialista; poich questo
capitolo del tutto originale nella medicina
forense, non rientra nel compito del venereologo, n si apprende dopo lunga pratica ostetrico ginecologica.

Violenza carnale.

L'articolo 331 parla di congiunzione carnale


con persona dell'uno o dell'altro sesso; noi
dapprima per tratteremo il quesito solo riferendoci alla donna.
Le indagini da farsi debbono essere rivolte
all'esame sia dei genitali della donna, che di
tutto il suo corpo, e all'esame dell'imputato.
a) Esame dei genitali muliebri. In questo
esame bisogna procedere in modo preciso e
metodico. (Cfr. Gurrieri. L'imene in medicina
legale. Bologna, 1912).

La donna deve essere posta in posizione ginecologica su una sedia ostetrica, e bisogna rifiu-

453

tare di praticare l'esame su una sedia, o sopra


un divano del gabinetto del magistrato, e senza tutti i possibili comodi. Divaricate le
grandi labbra, esaminate se queste o le parti
vicine portano note di traumatismo o qualunque alterazione da dover rivelare, si passa all'esame delle piccole labbra e dell'imene servendosi magari dell'aiuto di una lente.
Bisogna astenersi il pi possibile dall'usare
strumenti; si adoperi al pi uno specillo o una
sottile sonda, per distendere le parti.
Potr, in rari casi, e solo in donne adulte,
esser permessa l'introduzione in vagina del
polpastrello del mignolo. Per mettere in evidenza l'imene, si pu introdurre un sottile
catetere e poi a tenue pressione immettere un
po' d'acqua, la quale fuoriuscendo dalla vagina distender la membrana imeneale. Si osserver tutto con grande circospezione, con calma
ed obiettivit massima, non tenendo in alcun conto n ci che dice la donna o l'imputato, n ci che risulta al magistrato dalle
sue indagini. Si di gi ricordato la difficolt
dell'esame e i frequentissimi errori.
Bisogna avere inoltre un esattissimo concetto dell' anatomia delle parti, e specialmente

dell'imene che variabilissima, tanto che il


Filippi dice che sono pi frequenti le forme
atipiche che le normali.
La forma tipica dell'imene quella anulare,
che fa scorgere una plica mucosa sporgente a
mo' d'anello, tutto all'intorno deU'ostio vagi-

454

naie, e che si mantiene in ogni parte della


stessa larghezza circoscrivendo un' apertura
centrale rotonda. (Vedi fig 25-F).
Per lo pi l'apertura imeneale non centrale, ma pi alta, pi avvicinata cio alla
parte superiore, formando cos l'imene semilunare abbastanza frequente
Tra queste due forme poi, esiste tutta una
serie di forme di passaggio, costituite dalVampiezza dell'apertura imeneale e dalla sua
forma.

L'ampiezza dell'apertura pu essere variabilissima: da un'atresia completa ad un sottilissimo pertugio, o ad un'apertura tanto ampia da ridurre l'imene ad un velo mucoso
basso e sporgente.
La forma del foro pu essere rotonda, od
ovale, per lo pi con massimo diametro sagittale.
Talora il diametro sagittale esageratamente
pi lungo del trasverso, sicch superiormente
e inferiormente l'imene ridotto ad un basso
orlo mucoso. Dalle parti invece si formano
due labbra abbastanza ampie (imene labiato),
che se raggiungono un certo grado possono
dare l'aspetto di un terzo paio di labbra.
L'orlo dell'imene che delimita l'apertura
pu esser netto, ma pu anche presentare intaccature profonde, e ci importante perch
tante incisure possono essere prese come conseguenza di fatti traumatici. Le incisure congenite per, si riscontrano per lo pi nella parte
superiore, e precisamente,- secondo l'Hofmann

455

F'g. 5.

I<e diverse forme

d'imene.

- 456

all'unione del terzo medio col terzo superiore,


e per lo pi sono simmetriche.
Queste incisure congenite possono essere non
solo numerose, ma anche profonde, interessando talora tutto il margine imeneale si da
dividerlo in tutta la sua lunghezza fino al
margine d'inserzione, venendo cos a costituire l'imene lobato. Talora siccome si ha una
profonda incisura a destra e a sinistra, l'imene forma un doppio lobo (imene bilobato)

con quattro spicchi.


Se il margine libero dell'imene formato da
tante piccole incisure come fosse formato da
ciglia, si ha l'imene fimbriato. (Vedi fig. 25 D).
Una forma interessante d'imene l'imene
a ponte o imene bipartito, in cui cio una
bendarella mucosa divide in due l'apertura
imeneale. Se il setto completo si possono
avere due aperture ben distinte l'una dall'altra,
se incompleto, e la benderella comincia dall'estremit superiore o dall'inferiore o da ambedue, si possono avere due linguette libere,
l'una che parte dal cercine imeneale inferiore, l'altra dal cercine superiore. (Vedi figura 25 A, B).
L'imene pu esser pi o meno resistente, e
talora tanto resistente da apparire quasi tendineo, e da doversi incidere chirurgicamente;
talora invece cosi poco consistente, cosi sottile, da apparire come un velo, e l'assottigliamento arrivare al punto da dare delle lacune,
s da apparire cribrato (imene cribriforme).

Resistenza speciale presentano le imeni delle


457

bambine, di modo che in queste di rado si


trova lacerazione totale dell'imene.
Altro carattere la distensibilit, carattere
che sta in gran rapporto con la consistenza.
Si comprende come pi l'imene consistente
meno distensibile, per esiste una speciale
forma di imene, la quale molto consistente
eppur abbastanza distensibile, un imene cio
in cui si ritrova del tessuto connettivo e muscolare, che d alla membrana una certa elasticit. Questa forma d'imene, pu talora senza
esser lesa, permettere l'ingresso in vagina anche ad un piccolo speculum.
L'imene per pu anche mancare, ma ci
eccezionalmente raro; l'Hirtl dice che l'imene
manca quando la vagina bipartita, l'Hofmann
al contrario trov in tali casi sempre l'imene,
l'Heitzmann trov mancanza totale d'imene
in un caso di atresia della vagina.
Bisogna portare attenzione anche sul meato
orinario, il quale secondo lo Jayle pu essere
assai grande e talora maggiore dell'orifizio vaginale. Il meato si presenta quasi sempre di
forma irregolare, e cogli anni sembra tenda
a restringersi e a farsi circolare ed ovalare.
Accennato cosi all'anatomia dell'imene, brevemente tratteggiamo i caratteri diagnostici
della verginit.
Scarsissima importanza hanno le grandi
labbra sode ed accollate e nascondenti le piccole labbra, il vestibolo ristretto, la vagina
.

458

rugosa, lo stato delle mammelle, ecc. Grande


importanza ha invece l'imene integro, sebbene
anche ci possa constatarsi dopo il coito, o
per enorme resistenza e distensibilit della
membrana, o per la ristrettezza delle parti
che non permisero 1' introduzione dell' asta
(come avviene per lo pi nelle bambine), o
per speciale forma e struttura dell' imene
(imene lobato, foro molto ampio).
D'altra parte si pu rinvenire imene lacerato anche in donne che mai hanno subito il
coito, o per traumi pregressi (caduta a coscie
divaricate) o per pratiche masturbatorie. Sono
per casi rarissimi. Meno raro il caso di lacerazione per introduzione violenta del dito
da altre persone (atti di libidine).
Conseguenze della congiunzione carnale.

Talora lo stupro non lascia alcuna traccia,


non solo se consumato su donna non vergine,
ma anche su donna vergine, e ci accade,
allorch l'atto sessuale non ha determinato,
per abnorme resistenza o distensibilit dell'imene, deflorazione e non sono state prodotte
lesioni. La conseguenza immediata della congiunzione carnale data dalla deflorazione.
Questa caratterizzata da emorragie prodotte
dalla lacerazione della membrana imeneale.
L'emorragia pu anche mancare, ed essere al
contrario abbondantissima ed infrenabile. Molti
AA. citano anche casi di morte.

Nella deflorazione, la rottura dell'imene


459

avviene nella maggior parte dei casi nel margine inferiore, in cui si scorge una lacerazione
per lo pi lineare, che pu estendersi a tutta
la lunghezza della membrana stessa. Per le
lacerazioni possono anche esser molteplici, e
differire fra loro per profondit e per ampiezza. Si tenga presente in ogni modo, che
l'imene labiato si lacera per lo pi inferiormente, in modo che si formano due lembi longitudinali; l'imene semilunare si lacera in due
punti e lateralmente, di modo che si forma
un lembo mediano triangolare; l'imene anulare si lacera per lo pi in 4 punti, in modo
che si formano 4 lembi pi o meno regolari :
nell'imene a ponte per lo pi si ha lacerazione
di una met della membrana e il ponte, nella
maggioranza dei casi, rimane integro, essendo
dotato di particolare resistenza ed elasticit.
Per tutto ci, pu subire moltissime modificazioni date specialmente dalla diversa consistenza dell'imene, o di alcune sue parti.
Il perito deve stare molto attento nel giudicare di queste lacerazioni, e non prendere per tali, delle incisure naturali dell'imene,
che. come abbiam visto parlando delle varie
forme di questa membrana, sono molto frequenti.
Le lacerazioni, si presentano a margini non
netti, lievemente ecchimosati, alquanto edematosi, dolenti; le incisure congenite sono per
lo pi simmetriche, hanno i margini arroton-

460

dati, non rivestiti di mucosa, non dolenti, non


ecchimosati n edematosi.
La guarigione delle lacerazioni imeneali avviene rapidamente in 2 3, io giorni, e quando
tale guarigione avvenuta difficile riconoscere le lacerazioni e differenziarle dalle incisure congenite.
Le cicatrici che rimangono dalla guarigione
di lacerazioni epiteliali sono biancastre, ed il
rivestimento tenue, ma pi che altro ha importanza la forma dell'incisura e il posto in
cui essa si presenta.
Quando le lesioni sono profonde, allora ben
si comprende come le cicatrici sono pi manifeste e non difficili a riconoscersi per i soliti
caratteri delle cicatrici sulle mucose.
Le lesioni che si producono nel coito, possono non limitarsi alle semplici lacerazioni
dell'imene, ma presentare una gravit pi o
meno manifesta. Ci accade specialmente
quando l'atto fu compiuto con brutalit nelle
donne non giunte alla maturit sessuale e pi
frequentemente ancora nelle bambine. Anzi
molti AA. sono d'accordo nell'ammettere, che
un coito vero e proprio non possa avvenire
nelle fanciulle al disotto dei io anni senza
che si producano gravi lesioni.
Si possono quindi avere in seguito a stupro
lesioni di diversa natura:
a) Lesioni vaginali e vulvari. Queste consistono per lo pi in lacerazioni della forchetta,
la quale pu esser lacerata per tutta la sua

461

lunghezza e la lacerazione prolungarsi anche


nel piano perineale. Sono stati citati anche
casi di lesioni delle piccole labbra, della fossetta navicolare e della vagina. Evidentemente
le lesioni saranno tanto pi gravi quanto pi
grande sar stata la sproporzione delle parti.
In casi eccezionali si avuto in seguito a
lesioni da stupro, anche la morte della bambina. In tali casi letali, la morte per lo pi,
non sol dovuta alle lesioni genitali, o alle
complicazioni in diretto rapporto con esse, ma
anche ad altre violenze (strangolamento, strozzamento, soffocazione, ecc.). Cosi in un caso
da me descritto, di stupro violento su una bambina di 7 anni, lo stupratore aveva prodotto
per l'atto sessuale rottura completa dell'imene,
lacerazione ampia della forchetta e del perineo,
lacerazione della parete posteriore della vagina
e dello sfondo del Douglas ; queste lesioni
erano state complicate da tentativi di soffocazione, per cui la bimba era rapidamente
morta.
Ad obicttivare il risultato dell'esame, il perito potr riprendere il disegno o meglio la
fotografia della parte. Il Lacassagne usa di
contornare il disegno da un quadrante da orologio (vedi fig. 26), per indicare i punti dove
si trovano le lesioni o le lacerazioni.
b) Lesioni extra genitali. Oltre che dai
sgni che ci fornisce l'esame dei genitali nei
casi di stupro, il perito deve prendere in esame
altre lesioni esistenti in altre parti del corpo,

462

che possono prodursi nello stupro e che sono


prodotte dalla violenza dello stupratore e dai
tentativi di difesa della stuprata.

Fig. 26. Quadrante del I,acassagne.

Queste lesioni sono per lo pi date da escoriazioni ed ecchimosi alla superficie interna
delle coscie, alle spalle e al collo, prodotte
dalle unghie e dalle mani dello stupratore
che vuol tener ferma la vittima nell'accompimento del suo atto brutale.
e) Malattie comunicate. Talora si riscontrano nella donna o nella bambina su cui fu
consumato o tentato lo stupro, segni di contagio venereo (blenorragia, sifilide, ulceri). Il
perito deve per tener stretto conto dello sta-

463
dio della malattia, per vedere se corrisponde
al tempo in cui si pretende che il morbo venereo sia stato comunicato. Si ricordi anche,
che nelle bambine si hanno molto frequente-

mente vulviti e vaginiti spontanee determinate o da poca igiene del corpo, o da linfatismo,
da ossiuri, ecc. E, l'esame batteriologico del
secreto, pu far riconoscere anche i gonococchi in casi di vulviti non da contagio venereo

(Vibert, Bordas, De Amicis, ecc.).


La diagnosi differenziale tra le diverse forme
di vulvite, difficilissima, poich clinicamente,
nulla permette d'affermare che una data vulvite sia dovuta ad attentati al pudore, come
nulla permette di concludere in modo assoluto
per una vulvite blenorragica.
Nella blenorragia comunicata si ha per lo
pi un decorso pi lungo e pi grave, e spesso
insorgonocomplicazioni (cistiti, bartoliniti, ecc. )
Resistenza della vittima
e impiego di mezzi fraudolenti (art. 331-333C. P. )
Che un solo uomo, possa defiorare una donna

adulta, in grado di opporre valida resistenza


fatto eccezionalmente raro. Quando una
donna, abituata al coito, o a maggior ragione
se vergine, vuole resistere davvero, e incrocia
le gambe, rinserra le coscie, si dimena, l'assalitore potr consumare un simulacro di coito,
ma non una copula. Uno stupro, poi quasi
impossibile che possa avvenire da parte di un

464

sol uomo; perch quando la donna violentemente resiste, lo stupratore obbligato a reggere con le proprie mani, le mani della vittima
per impedirle ogni sorta di movimento, e ad
esercitare il coito a pene libero nella qual
condizione non pu compiere una deflorazione,
poich l'introduzione pu essere facilmente
impedita da movimenti del corpo e specialmente del bacino.
In una parola : la violenza sempre presunta
su donne che abbiano meno di 12 anni o che
siano estremamente deboli; all'opposto sempre presunto il consentimento pi o meno simulato e mascherato da deboli manovre difensive e da una pseudoresistenza, in donne adulte
e bea conformate.
Per ci non costituisce regola. Vi sono delle
eccezioni, per quanto meno numerose di quel
che si potrebbe supporre. Spesso, infatti, la

donna stuprata, dice che ha cercato di resistere con tutte le sue forze, poi non stata
capace di sostenere a lungo tempo la lotta, e
vinta dalla, stanchezza, esaurita psichicamente
per l'emozione, per lo spavento, per il timore
di maggiori pericoli, caduta in deliquio o ha
ceduto, incapace a resistere ulteriormente.
Ora tutto ci possibile; per non frequente.
L'esaurimento fisico e psichico, sopravviene il
pi delle volte, allorch la lotta tra vittima e
stupratore cessata; non durante la lotta in cui
la donna che vuole opporre una vera resistenza
sostanziale, mette in opera tutte le sue energie.

465

In questi casi il perito trover poi traccie


evidentissime della lotta sostenuta.
In molti casi la lotta per impossibile.
Quando per esempio lo stupratore ha compiuto
il delitto di stupro dopo aver commesso sulla
vittima altre violenze fisiche (tentato strangolamento, percosse, ecc.) o morali (intimidazioni, minaccie) che hanno tolto la coscienza
o la forza alla vittima stessa; oppur quando
la vittima si trova in tale stato mentale
(idiozia, ubbriachezza, frenopatia, ecc.) da non
comprendere l'atto minaccioso; o quando sono
impiegati mezzi fraudolenti.
Una questione pi volte sollevata riguarda
la possibilit di coito durante il sonno.
Nel sonno naturale pu essere compiuto il
coito, senza che la donna ne abbia coscienza,
se colui che compie l'atto sessuale l'uomo
che coabita abitualmente con quella data
donna; ma non pu nel sonno naturale compiersi uno stupro e tanto meno una deflorazione. Qualche caso di stupro nel sonno in
una donna ancor vergine, citato nella letteratura, ma come avvenuto o nel sonno postepilettico, o nel sonno da ubbriachezza.
Non rarissimi sono gli stupri durante il sonno
provocato da narcotici, commessi per lo pi
da medici o da dentisti, che hanno cloroformizzato la donna con una scusa qualsiasi. Si
tenga conto per, che sotto l'azione del cloroformio spesso si hanno dei sogni erotici, e
quindi nell'atto di risveglio, la donna ancor
30 A scarelli.

466

sotto l'impressione dell'allucinazione onirica


avuta, pu essere condotta ad una falsa accusa.
Violenza contro natura.

Quando l'esame del perito fatto poco tempo


dopo la violenza anale, specie se vi tu sproporzione tra l'ampiezza anale e la grandezza
del pene, si potranno ritrovare segni di trauma
(arrossamento, gonfiore, escoriazioni,ecchimosi,
lacerazioni, ecc.) che renderanno facile la diagnosi.
Quando per trascorso un certo tempo
non si rinviene pi alcuna traccia dell'atto
pederastico.
Anche della pederastia abituale non rimangono sempre traccie permanenti ed assolute,
ed ormai le specifiche deformazioni che si
ritenevano direttamente causate da determinati atti contro natura (ano ad imbuto,
ipertrofia della mucosa anale, prolasso e catarro del retto, pliche anali spianate, dilatazioni e rilasciamento degli sfinteri, ecc.) non
hanno pi quel valore che un tempo loro si

attribuiva.
Il Perrando, in numerose pubblicazioni, ha
sostenuto e dimostrato che le varie deformazioni genitali ed anali che si vollero causate
dalla diretta e speciale qualit dei viziosi
rapporti carnali, trovino invece pi logica e

467
scientifica spiegazione. Secondo il Perrando,
un notevole numero di deformazioni anali e
vulvari, si producono in via indiretta per le
alterazioni indotte dal pi facile attecchimento
di malattie infiammatorie settiche o veneree
in relazione alle pervertite abitudini libidinose;
molte altre variazioni poi, sono preesistenti e
congenite (PERRANDO. Congresso di medicina
legale di Bruxelles, 1910).
Per, pur convenendo col prof. Perrando in
tesi generale, io credo non si possa esser cosi

assoluti.

Per la grande pratica acquistata in pi


anni di servizio chirurgico nell'ospedale di
San Gallicano in Roma ove vengono ricoverate le prostitute affette da morbi venerei,
ho potuto convincermi che talora (in rari casi
a dir vero) pu la sola abitudine pederastica
passiva indurre modificazioni anali, e specialmente un enorme rilasciamento dello sfintere
ed una depressione delle natiche, non giustificata n da malattie pregresse n da malattie
in atto, di qualsiasi natura e grado. D'altra
parte, vi sono dei morbi si pu dire specifici
della pederastia passiva, e quindi la diagnosi
della malattia costituisce un prezioso elemento
per ammettere la pederastia.
Cosi le stenosi rettali basse, le flogosi indurative delle mucose rettali, possono esser pr
dotte da molte cause, ma la maggior parte
delle volte sono causate da abitudini pederastiche inveterate.

468

Si vede quindi quanto difficile sia il compito del perito in tali evenienze, e come egli
non possa dare una risposta esauriente se non
quando si trovi dinanzi ad esiti di recente violenza traumatica, o quando intervengano altri
elementi, a suffragare il suo giudizio,
Per completare la perizia in tema di violenza carnale, il perito dovr anche procedere
all'esame sospetto delle macchie di sangue o

di sperma, dovr esaminare il secreto vaginale


ed anale costatandone la natura (blenorragica
catarrale, semplice, ecc.); dovr constatare e
diagnosticare la natura di ulcerazioni, segui
di sifilide, ecc., vedere e nel caso esaminare, se
si rinvengono impronte del reo (peli, ecc.); esaminare infine anche il supposto reo, in rapporto all' et, alla forza, alla conformazione
degli organi genitali, e alle impronte (escoriazioni, peli, macchie) che su di esso possono
riscontrarsi.
Atti di libidine.

Consistono in manipolazioni sui genitali


della persona ch' passiva del reato; manipolazioni che possono produrre lesioni pi o
meno gravi e manifeste, secondo la brutalit
con la quale vengono commesse.
Nel constatare, se una data persona fu passiva di atti di libidine, il perito deve compor
tarsi nello stesso modo detto per la diagnosi
di violenza carnale.

469
La constatazione per oltremodo difficile,
e se non si rinvengono traccie di violenza sui
genitali (escoriazioni, rossore) p su altre parti
del corpo della vittima o dell'imputato, o se
non si riscontrano sugli indumenti o sulla biancheria macchie di sperma, ben si comprende
come nulla potr autorizzare il perito ad ammettere o ad escludere il reato.

XIII.
L'ANTROPO-PSICOLOGIA FORENSE.

L'imputabilit. L'antropologia criminale.


La psichiatria forense.
Molto brevemente tratteremo questo capitolo, perch il criminale pazzo e il pazzo criminale difficilmente cadono sotto 1' osservazione del medico pratico. Infatti per lo pi,
in tali casi i magistrati si rivolgono a medici
legali, o a psichiatri, ed anzi nel nuovo progetto di Codice di procedura penale ci tas-

sativamente stabilito.
Il perito alienista pu venir chiamato tutte
le volte che il sospetto sull'anormalit delle
facolt psichiche dell'imputato, dovrebbe escludere o diminuire la responsabilit o l'imputabilit di questo. Pu essere richiesta l'opera
del perito durante l'istruttoria direttamente
dal magistrato, o su conforme istanza della
difesa, o durante il dibattimento per domanda
della difesa o dell'accusa.
Pu inoltre il perito esser chiamato a giudicare sulle condizioni mentali di un individuo
in casi di richiesta interdizione o inabilitazione

472

Dell'imputabilit e delle cause


che la escludono o la diminuiscono.
Negli articoli 44-58 del Codice penale sono
elencate tutte le circostanze che diminuiscono

od escludono l'imputabilit.
ART 44 Nessuno pu invocare a propria
scusa la legge penale.
ART. 45. Nessuno pu essere punito per un
delitto se non abbia voluto il fatto che lo costituisce, tranne che la legge lo ponga altrimenti a suo carico, come conseguenza della
sua azione od omissione (lesione colposa).
Nelle contravvenzioni ciascuno risponde della
propria azione od omissione, ancorch non si
dimostri che egli abbia voluto commettere un
fatto contrario alla legge.
In questo articolo si suppone la libera volont di commettere il fatto; s presuppone cio
il libero arbitrio. Non commentiamo questo
presupposto del Codice, da molti ritenuto un
vero assurdo psicologico.
ART. 46. Non punibile colui che nel momento in cui ha commesso il fatto era in tale
stato d'infermit di mente da togliergli la coscienza 0 la libert dei propri alti.
Il giudice, nondimeno, ove stimi pericolosa
la liberazione dell' imputato prosciolto, ne ordina la consegna all'autorit competente per
i provvedimenti di legge.
ART. 47. Quando lo stato di mente indicato
nell'articolo precedente era tale da scemare
grandemente la imputabilit, senza escluderla,
la pena stabilita per il reato commesso diminuita secondo le norme seguenti:

473
Gli articoli 46-47, sono gli articoli pi im-

portanti dal punto dell'antropsicologia forense.


Nell'articolo 46 si esclude completamente la
responsabilit per coloro che sono infermi di
mente (vizio totale di mente); nell'articolo 47
si prevede uno stato intermedio tra infermit
e sanit mentale, per cui la responsabilit
grandemente diminuita, ma non esclusa.
Abbiamo poi questi altri articoli del C. P.
ART. 48. Le disposizioni contenute nella prima
parte degli articoli 46-47, si applicano anche
a colui che, nel momento in cui ha commesso
il fatto, si trovava nello stato preveduto in
detti articoli a cagione di ubriachezza accidentale.
Ove si tratti di ubbriachezza volontaria le
pene sono cos modificate...
Le diminuzioni di pena, stabilite nel presente articolo non si applicano, se l'ubbriachezza sia stata procurata per facilitare l'esecuzione del reato o per prepararne una scusa.
ART. 51. Colui che ha commesso il fatto
nell'impeto d'ira o d'intenso dolore, determinato da ingiusta provocazione, punito.. ..
ART. 53,54, 55, 56. In questi articoli si prende
in considerazione per escludere o diminuire la
responsabilit, l'et del soggetto. Questo ritenuto irresponsabile prima che abbia compiuti i 9 anni, poi la responsabilit gradatamente si accresce dai 9 ai i4anni, dai 14ai 18,
dai 18 ai 21.
Non ci addentriamo, nella facile critica di
questi articoli, i quali tassativamente prescrivono che l'individuo ad una data et abbia
quel quantum di responsabilit, non considerando che lo sviluppo delia mentalit individuale offre notevoli variazioni, e che la co-

- 474

scienza intellettuale e morale in rapporto a


quanto l'individuo vede fare, alle sensazioni
che riceve, all'ambiente in cui vive, ecc.

al sordomuto, nel
quale anche diminuita la responsabilit
penale.
Interdizione 0 inabilitazione. Sono gli articoli 324, 326, 335 e 338 del Codice vile e
gli articoli 339, 340, 342 che si riferiscono
all' interdizione e all' inabilitazione.
ART. 57, 58. Si riferiscono

L'interdizione la totale perdita dei diritti


alla vita civile; l'inabilitazione la perdita
parziale; l'una produce il suo effetto sugli atti
anteriori e posteriori al giudizio, l'altra non
agisce che sull'avvenire (Legrand du Saulle).
L'aiilropologia criminale.
La scuola positiva. Studio somatico, funzionale e psichico del criminale. La classificazione dei delinquenti.

La scuola positiva.

Ora, dopo i classici studi del Lombroso, del


Ferri, del Garofalo e di tutta la scuola lombrosiana, si deve considerare il reato come un
vero fenomeno naturale morboso, non dipendente da una libera volont pi omeno malvagia, ma che ha riscontro, nelle sue classiche
linee, anche al di fuori dell'umanit civile.

475

E son notissimi gli studi di Cesare Lom-

broso e della scuola lombrosiana sugli equivalenti dei delitti fra gli animali, fra i selvaggi, nell'et infantile, ecc.
In contrapposto all' antica scuola classica
vanno ingigantendosi e imponendosi, i dettami
della scuola positiva antropologica criminale,
per cui il delitto la manifestazione di una
anormale funzionalit, determinata da anomalie
strutturali, fisiche, psichiche, antropologiche,
e da cause congenite od acquisite, che agiscono predisponendo o determinando l'uomo
a delinquere.
Il delitto quindi, un prodotto di molti
e diversi fattori, che porta ad una speciale
condizione neuro-psichica, che per natura ed
origine ha intimi rapporti con altre nevrosi
(specie con l'epilessia). Come la psichiatria, per
mezzo dell'esame del malato viene alla diagnosi di infermit mentale, cos l'antropologo
criminale viene, con l'esame del delinquente
e con metodo ugualmente clinico, alla diagnosi
di criminalit.
Tutta la teoria lombrosiana si pu sintetizzare nella felicissima frase del Van Hamel:
La scuola classica esortava gli uomini a conoscere la giustizia; la scuola positiva esorta
la giustizia a conoscere gli uomini . La scuola
positiva tende infatti a sostituire al concetto
del reo quello del reato e sprona alla conoscenza biologica del delinquente.

476

Il ritenere per morbosa, la natura del de


litto, non vuol dire che non debba la societ
guardarsi e difendersi, con il maggior rigore
possibile, dai criminali che rappresentano il
massimo pericolo sociale. Non si pu ammettere per che essi siano internati nei comuni manicomi, perch questi verrebbero inquinati dai delinquenti, dato specialmente il
moderno ordinamento manicomiale. Si dovrebbe dar mano a tutti quei mezzi terapeutici
del delitto, consigliati dalla scuola positiva
italiana (sentenza indeterminata, detenzione
in colonie agricole od in altri istituti .speciali)
e intensificare i mezzi profilattici sociali di cui
molti gi esistono (lotta contro l'alcolismo,
istituti, scuole, patronati per i minorenni, ecc.).
Finch questi istituti speciali non vi saranno,
pur non cessando dalla massima e pi attiva
propaganda, per diffondere che la pena deve
essere una difesa sociale, non una vendetta
della societ la quale deve limitarsi a difendersi dal criminale, ci si dovr adattare al
minor male, internando nelle carceri i delinquenti.

477

Studio del criminale

Dopo aver raccolto nel modo pi completo


l'anamnesi, lo studio del criminale deve essere
orientato alla conoscenza somatica e psichica
dell'individuo (i).
Lo studio somatico tende a rilevare nel delinquente i caratteri degenerativi che esso presenta, sia nel campo anatomico che nel campo
funzionale. Ci per non vuol dire che questi
caratteri non possano riscontrarsi anche in
persone normali, o che essi costituiscano
stigmate assolute di criminalit, o che sempre
si riscontrino nei criminali.
Essi, per, sono senza dubbio pi numerosi
e pi gravi nei delinquenti, e tanto pi numerosi e tanto pi gravi e frequenti per quanto
pi temibile il delinquente, e per quanto pi o
meno, costui rispecchia il tipo del delinquente
nato, quel selvaggio perduto nella civilt, come
chiama il Lombroso, il criminale congenito.
Lo studio psichico tende a rilevare tutte le
anomalie e deviazioni psichiche, nel campo
dell'intelligenza, della volont, del sentimento
dei diversi delinquenti.
(i) Rimandiamo per le modalit dell'esame
anamnestico e per maggiori dettagli sull'esame
somatico psichico al volumetto del Policlinico
del dott. Tramonti Guida alla diagnosi delle
affezioni del sistema nervoso 1909 , e specialmente al trattato dei proff. S. De Santis e
Ottolenghi di Psichiatria Forense (Societ edi-

trice libraria).

- 478

Caratteri degenerativi somatici.


Questi possono essere :
Atavici, se si riferiscono a caratteri che esistono normalmente nelle razze inferiori o negli animali, e che anormalmente si riscontrano
nel soggetto in esame (cosi per es. prognatismo
e progeneismo molto accentuato, appendice
lemuriana della mandibola, fronte molto sfuggente, diastemi dentari, ecc.).
Patologici, note somatiche determinate da
processi morbosi. Fra queste le pi importanti
sono i caratteri di asimmetria cranica (plagiocefalia) o facciale (plagioprosopia); di asimmetria degli arti, ecc.
A tipici. Malformazioni individuali che si allontanano da quella euritmia delle forme, che
l'ideale della costituzione normale (Ottolenghi).
Invertiti. Cio caratteri d'infantilismo nell'adulto, e di senilit nel giovane; caratteri mascolini nella donna, femminili nell'uomo: caratteri di razza negra o mongola nell'europeo, ecc.
Dallo studio di tutte queste particolarit
somatiche, si potr risalire alla diagnosi del
tipo: comune, invertito per et, per sesso, per
caratteri etnici, tipo fine o rozzo, asimmetrico
degenerato patologico, antieuritmico, regressivo
inferiore o atavico.
o

In ciascun tipo, pu poi riscontrarsi una

espressione di ferocia, un occhio criminale che


rappresenta il tipo criminale del Lombroso. Il
pi delle volte l'espressione criminale si ri-

TAVOI^A

Tipo negroide.

I. Tipi cranico-facetati.

Tipo antieuritmico-misto.

Tipo asitumetrico-criminale.

TAVOLA

II.

Tipo inferiore-misto-criminale.

81

Asoarelli.

Tipi cranico-facciali.

IyO

stesso, di profilo

Tipo iuferiore-inisto-crimlnale.

479
scontra in individui che presentano numerosi

caratteri anormali ma qualche volta, sebbene


meno frequentemente, si riscontrano individui
senza caratteri anomali, ma con espressione

criminale. (Ottolenghi-Ascarelli).
Questa la classificazione dell'Ottolenghi,
che classificazione eminentemente clinica.
Infatti come per riconoscere un morbo si
esamina un individuo, e si raccolgono seconlo
le fisse leggi della semeiotica i sintomi morbosi
che esso presenta, cosi si deve procedere nella
diagnosi del tipo cranico facciale Si deve dapprima esaminare la totalit dell'individuo, poi
le diverse parti del corpo, e i diversi segmenti
del cranio e della faccia; quindi analizzarli, valutarli in confronto gli uni con gli altri ed isolatamente e ricercare in ciascuno di ess: tutte
le anomalie di simmetria, di forma, di dimensioni che vi si possono eventualmente riscontrare.
Si descriver, per esempio, dapprima il capo
in totalit (troppo grande o troppo piccolo),
poi la sezione cranica e la facciale in rapporto
fra loro (deficienza, prevalenza o proporzionalit
dell'una coll'altra), quindi la sezione cranica,
il segmento frontale, il parietale, l'occipitale
in rapporto l'uno coli'altro e separatamente, e
cos pure la sezione facciale, il segmento
fronto-orbitale, il naso-zigomo-auricolare, ed il
mascellare. (S. Ottolenghi, Trattato d Polizia
Scientifica, voi. i", identificazione. Soc. Editr.
libraria, 1910). Si passer infine all'esame del
tronco e degli arti.

480

Dall'esame dell'individuo cos sistematicamente eseguito, nulla potr sfuggire, ed in


complesso considerando i risultati dell'esame
stesso, dal prevalere di date anomalie su altre,
e dal grado delle anomalie riscontrate, balzer
chiaramente la diagnosi del tipo individuale.
Caratteri funzionali.
Questi riguardano le funzioni di senso, di
moto, organiche.
Funzioni d senso. Nei delinquenti si riscontra con impressionante frequenza una diminuzione della sensibilit generale, tattile, e specialmente dolorifica. Ci un carattere eminentemente atavico, e contrasta infatti con le
leggi evolutive.
Notevolmente ottusa o alterata pu esser
nei delinquenti la sensibilit olfattiva, mentre
pu esser pi sviluppata l'acuit visiva; a ci
per fa contrasto il trovare frequentemente un
restringimento del campo visivo.
In rapporto con la diminuita sensibilit dolorifica, sta spesso il tatuaggio che cosi frequentemente si ritrova nei delinquenti. Questi infatti si sottopongono alla manovra del
tatuaggio (che si pratica per mezzo di numerose punture ravvicinate l'una all' altra
secondo un prestabilito disegno, fatte con strumenti intrisi in nerofumo o in sostanza colorante), senza preoccuparsi del dolore che esso
provoca.

481

Il tatuaggio, oltre ad esser segno di insensibilit dolorifica, ci rivela anche preziose caratteristiche della psiche del delinquente. Esso, se-

condo il soggetto che riproduce, pu essere


osceno, etnico, religioso, affettivo, politico, ecc.
Funzioni di moto. Per lo pi nei delinquenti si ha una notevole attivit motoria,
specie nei movimenti riflessi e nelle reazioni
vasomotorie. Si nota frequentemente il mancinismo per asimmetria motoria funzionale, la prensilit del piede che ha significato atavistico, ecc.
Tra le funzioni motorie debbono essere altres studiate l'andatura, la mimica, la parola,
la scrittura, ecc., che possono presentare frequenti deviazioni dalla norma.
Funzioni organiche. L,o studio somatico
del delinquente deve essere inoltre completato
con lo studio di tutte le sue funzioni organiche,
e specie del ricambio materiale il quale non
di rado si mostra alterato.

Caratteri psichici dei delinquenti.


Lo studio dei caratteri psichici, compreso
nella psicologia criminale, che senza dubbio
la parte pi difficile e pi importante della
biologia criminale.
Intelligenza. A parte i criteri che possono

trarsi dallo studio dell' atteggiamento, della


mimica, del contegno, degli scritti, delle parole, e, sopratutto dallo studio dell'espressione
e della fisionomia, i caratteri predominanti

482

nelle manifestazioni intellettuali del delinquente sono due: i deficienza intellettuale

per arresto di sviluppo;

20

alterazioneideativa

per fenomeno morboso.


Legate alla deficienza intellettuale sono le
note d'infantiiismo; i delinquenti sono degli
eterni fanciulli, disse il Dostojewski.
I delinquenti infatti hanno una relativa incapacit di attenzione, un' incoerenza, una
logica primitiva, e sopratutto una leggerezza
ed imprevidenza.
In rapporto all'anormale ideazione troviamo
l'esagerato sentimento della personalit, le frequenti idee di persecuzione, e l'umorismo, sicch essi fanno dello spirito sulle cose pi tristi
e sui delitti pi gravi. Il desiderio di cose nuove
poi colpisce il delinquente e lo spinge ad operare in modo da soddisfare le sue brame.
Lo studio delle facolt intellettive, va infine completato con quello del linguaggio e
specialmente del gergo, (modo speciale di
parlare dei delinquenti), con lo studio degli
scritti, dei lavori, delle manifestazioni artistiche, ecc.
In sintesi l'intelligenza dei delinquenti, pu
essere pi o meno sviluppata, e talora anche
geniale. Per anche nei reati, che sembrano
concepiti e attuati con la pi grande intelligenza (direi meglio scaltrezza), si ritrovano il
pi delle volte caratteri d'imprevidenza, di
leggerezza, d'infantilismo, d'imbecillit parziale, di rudimentale paranoia, ecc.

483

Volont. La forza del potere volitivo, cio


la forza con cui l'individuo capace di far
funzionare i propri poteri inibitori, in quasi
tutti i delinquenti diminuita. E questa debolezza di volont si manifesta con la pigrizia,
con la suggestionabilit e con l'istinto d'imitazione, che costituisce la ragion d'essere di
tante azioni criminose. Intimamente connesso
alla debolezza della volont ed allo scarso
potere inibitorio, si riscontra l'eccitabilit e
l'impulsivit dei delinquenti, per cui ad eccitamenti di poco momento, seguono reazioni
gravi e sproporzionate.

/ sentimenti.
Lo studio degli eccitamenti sentimentali
importantissimo per trovare talora la spiegazione delle azioni criminose.
Sentimento della personalit. Gi abbiam

detto, quanto questo sia elevato nei delinquenti, i quali sono vanitosi della propria
forza, del proprio coraggio, dell' abilit nel

delinquere, ecc.
Sentimento affettivo. I delinquenti sono
capaci di fortissimi affetti. Per sono anche
oltremodo instabili ed essi passano rapidamente dal pi esagerato amore all'odio profondo che li spinge al delitto. Il famoso brigante Thomas, p. es., amava assai sua madre,
ma in un momento di collera la precipit dalla
finestra. (Lombroso. Uomo delinquente).

44

Talora si hanno sentimenti affettivi abnormi,


e frequente la zoofilia. Briganti famosi,
p. es., Lacenaire, hanno arrischiato la vita
per salvare un gatto.
Sentimento sessuale. Questo per lo pi
precoce, esagerato, violento. Talora il bisogno
sessuale quasi inestinguibile, talaltra libidinoso ed osceno; in alcuni casi invertito o
pervertito.
Sentimento religioso. Spesso i delinquenti
sono religiosi fino al bigottismo e alla superstizione, ci che non impedisce loro di commettere delitti. Musolino, p es., prima di uccidere qualcuno, si raccomandava a San Giuseppe,
di cui costantemente portava l'immagine.
La religione pel delinquente non ha alcuna
efficacia morale, e il sentimento religioso non
ha mai ostacolato il delitto, spesso lo ha favorito. del resto noto che la religione non
sia moralizzatrice che
su chi gi morale (Carrara).
Talora si riscontra nei delinquenti un esagerato sentimento antireligioso, spinto fino al
contegno pi violento e malvagio contro ogni
idea religiosa.
Sentimento politico. I delinquenti non
nutrono quasi mai vero sentimento politico,
ma sfruttano questo sentimento per compiere
azioni criminose, tentando di mascherare sotto
forma di reato politico, reati volgari. Essi rappresentano i violenti di ogni partito, di ogni
manifestazione politica.

485

Sentimento morale. il prodotto di una


completa evoluzione che compie il nostro organismo e la nostra psiche.
Nel delinquente invece si ha un cieco morale,
che non riesce cio a concepire cosa sia la
morale, e a distinguere un'azione immorale

da una morale.
E questa cecit morale la si rivela in ogni
suo atto, in ogni sua esplicazione nell'ambiente
in cui vive. La passione al gioco, al vagabondaggio, all'alcool, all'orgia, sono tutte manifestazioni della sua immoralit. I delinquenti
hanno un'insensibilit psichica, in rapporto
spesso con la insensibilit fisica gi notata;

non provano dolore, e non concepiscono il


dolore altrui, e cos presentano un'atrofia del
sentimento di piet e di compassione, ed uccidono, tormentano, seviziano senza cagione,
o per futile motivo.
Il sentimento morale del delinquente va
studiato anche in rapporto al reato compiuto,
e al contegno tenuto prima e dopo il reato.
Non si creda che quanto abbiamo esposto
sui caratteri antropologici, funzionali e psichici dei delinquenti, si ritrovi sempre anche
nel soggetto eventualmente osservato dal perito. No. Non esiste il delinquente tipo, e
ciascuno si allontaner pi o meno, enormemente o poco, dal tipo delineato, il quale
sintetizza e raccoglie nel maggior numero e
nel modo pi accentuato, quanto nel delinquente pu riscontrarsi.

486

Seguendo per lo schema accennato, potr


il perito venire alla diagnosi di criminalit,
con metodo clinico, in seguito all'esame obiettivo completo del soggetto, dal punto di
vista anamnestico o antropologico funzionale
e psichico; esame che dovr essere integrato
con lo studio dell'ambiente e con tutti i fattori genetici del delitto, personali e sociali.
Classificazione dei delinquenti.

L'Ottolenghi, ha ultimamente proposto una


classificazione eziologica dei delinquenti, tenendo specialmente conto dell'organismo fisico
e psichico, e dell'ambiente penale in cui l'individuo vissuto. (Vedi Atti Soc. Med. leg.,
Roma, anno I, e il Trattato di psichiatria forense dell'Ottolenghi).
L'Ottolenghi divide i delinquenti in due
grandi classi : non infermi di mente e infermi
di mente. (Per questi vedi Psichiatria forense).
Delinquenti non infermi di mente.
a) Normali

delinquenti d'occasione.

per

jdeliquentinati,
attitudine

congenita

(criminaloidi.

permanenti
t> Anormali

attitudine
per
'<*

[minorenni
educati,

non

^Si'awl
tuati al reato.

delinquenti temporanei .

per passione.

487

Delinquenti normali. (Rei d'occasione).


Hanno caratteri somatici e psichici che corrispondono alla norma, e sono spinti al delitto
dalle condizioni di ambiente in cui si trovano
Costituiscono un esiguo numero di delinquenti.
Si riconoscono, non solo dalla loro normalit
fisiopsichica, ma dall'esatta proporzione tra la
causa delittuosa ed il delitto, e dalla coscienza
etica che l'individuo ha del reato compiuto.
Il delinquente d'occasione, non fugge dopo il
reato ma si costituisce, e spesso tenta di uccidersi; sente i gravi effetti che derivano dal
delitto commesso, si pente, cade nelle carceri
in stato di profonda depressione, si difende
male e non recidiva mai.
Delinquenti passionali.
Sono coloro che
si trovano in uno stato anormale temporaneo,
per una forte passione d'animo che non permette loro di proporzionare l'effetto alla causa
che li spinge ad azioni criminose.
Anche il delinquente passionale non si discosta dalla normalit per i caratteri fisici e
sentimentali. Spesso pu avere precedenti ereditari che lo predispongono allo stato di passione. Talora presenta grande sensibilit ed
emotivit e una facile irritabilit. Egli spinto
alla reazione criminosa da moventi emozionali
o passionali ispirati a giuste cause; non studia
n prepara con diligenza il reato (sebbene
possa in alcuni casi anche averlo premeditato).
Colpisce quasi inconsciamente o disordinatamente.

488

Compiuto il crimine, spesso piange sulla


vittima uccisa, talora si uccide o tenta di
uccidersi, si costituisce, si pente, soffre della
vita carceraria, durante la quale tiene con-

dotta irreprensibile.

Delinquenti abituali.

i
Sono
coloro
quali

trascinati al delitto una prima volta per occasione, o per l'influenza deleteria dell'ambiente in cui vivono, entrano nelle carceri
pressoch normali; non hanno predisposizione
congenita, ma non hanno la forza di resistere
al disfacimento morale determinato dall'ambiente carcerario. Continuamente a contatto
con i peggiori criminali, deboli di volont,
facilmente suggestionabili, subiscono l'influenza
nefasta di costoro, e si contagiano di criminalit. Usciti dal carcere, spinti all'ozio, poich non trovano lavoro per le loro condizioni

risultanti dalla condanna subita, fatalmente


tornano a delinquere.
S'inizia cos il loro andare e uscire dal carcere, e la loro delinquenza abituale, che man

mano si aggrava e si intensifica.


Minorenni non educati. Anche costoro,
pur non avendo predisposizione congenita,
sono a poco a poco resi delinquenti dalla sinistra influenza dell'ambiente.
Il minorenne cresciuto in seno a famiglia, in
cui l'immoralit e il mal costume sono dominanti, o costretto dalle occupazioni dei genitori
a vivere sulla strada in mezzo alla corruzione
e alla criminalit, non acquista il discerni-

Spinto dai sentimenti


489

egoistici
mento etico.
infantili, non avendo alcun ritegno per la
menzogna cui ogni fanciullo istintivamente
portato, soggetto all' infantile impulsivit e
allo spirito d'imitazione che domina tutta la
vita del fanciullo, e ricevendo continuamente
eccitamenti che lo portano a compiere atti
immorali (ad appropriarsi, per esempio, della
roba altrui, o a reagire violentemente) il minorenne inizia la sua vita criminale, senza aver
nemmeno la coscienza della gravit dei reati
che compie Cosi entra nel carcere, e da questo
momento egli quasi irremissibilmente condannato alla delinquenza.
Criminaloidi. Sono coloro che pur avendo
una notevole predisposizione congenita alla
delinquenza, hanno bisogno di un'occasione
qualsiasi che faccia esplodere questa loro criminalit latente.
I criminaloidi pur avendo una costituzione
organica, psichica ed ereditaria atta a delinquere, se crescono in un ambiente che cerchi
di modificare le loro criminose attitudini, se nel
corso della loro vita non vengono lesi i loro
sentimenti egoistici, non delinquono. Hanno
uno scarsissimo sentimento morale, che si rileva specialmente dal loro contegno famigliare,
e dal contegno che tengono negli affari. Sono
individui senza scrupoli che rasentano il codice penale ad ogni momento, ma che non
delinquono, o perch non hanno bisogno di
delinquere o perch sfuggono all'impero della

49

legge. Qualora per, l'occasione a delinquere si

presenti, commettono il reato, dal quale non


hanno la forza di volont di difendersi, ed al
quale sono spinti con facilit per la fatale
attrazione che il morbo criminoso esercita su
di essi. Sono coloro di cui giustamente il Garofalo dice: Non l'occasione lo ha fatto ladro;
ma l'occasione ha fatto s che il ladro abbia
rubato. Numericamente, costituiscono la gran
maggioranza della popolazione carceraria.
Delinquenti nati. Il Lombroso, nel desi
gnare il delinquente nato ha voluto dire che si
nasce predisposti alla delinquenza. Col nome di
delinquente nato s'indica colui, che nella societ
si addimostra affetto da cecit morale; colui
che presenta per lo pi caratteri degenerativi
somatici, funzionali e psichici, accoppiati ad
un'espressione truce (Ottolenghi); colui che
inadattabile alla vita sociale; colui che crea l'occasione per delinquere essendo spinto al delitto
da un'attivit criminosa congenita, qualunque
possa esser l'ambiente in cui nato e vissuto.
Certo anche questa sua congenita predisposizione, pu esser mitigata dai vari fattori sociali; ma ci si osserva solo in coloro
nei quali l'alterazionedegenerativa non molto
profonda
a questo tipo classico che rappresenta
circa il io % di tutti i delinquenti, che noi
ci siamo riferiti nell'accennare i salienti caratteri anatomici, funzionali e psichici della
criminalit.

491

La psichiatria forense.

/ frenastenici (idioti - imbecilli) -

I parafrenici

(pazzi morali - epilettici - isterici - psicopatici


sessuali mattoidi - fobiac - ossessi, ecc.)

Frenopatici {alcoolisti,

ecc).

La psichiatria forense comprende lo studio


sia dei delinquenti infermi di mente sia dei
pazzi delinquenti (di coloro cio che a causa
del loro squilibrio psichico sono spinti a commettere un reato), sia dei delinquenti impazziti.
I delinquenti infermi di mente, seguendo la
classificazione Morselli-Ottolenghi, si dividono
in frenastenici, parafrenici, frenopatici. Di queste
varie categorie, daremo pochi cenni, trattando
solo le forme pi importanti per il perito.
Frenastenici.

I frenastenici sono degli infermi di mente,

per arresto di sviluppo fisiologico e psichico.


Comprendono gl'idioti e gl'imbecilli.
Gl'idioti e gl'imbecilli.
Gli idioti non sono mai oggetto di studio
medico-legale perch in essi lo sviluppo intellettuale ed etico oltremodo limitato.
Gli imbecilli si caratterizzano per deficienza
mentale da deviazione intellettuale e sentimentale, e per gravi alterazioni nella sfera morale.
Essi sono incapaci di coordinare le loro azioni

492

ad un dato scopo e si manifestano oltremodo


imprevidenti.
Molto frequentemente presentano gravi alterazioni antropologiche, anatomiche (deformit
fisiche) e funzionali (alterata sensibilit) impotenza, profonda labe ereditaria. Spesso commettono reati, specie contro il buon costume, o
reati d'incendio per vendetta, od anche furti.
Vi sono poi gl'imbecilli parziali, nei quali
accanto a caratteri di deficienza ed arresto di
sviluppo, si hanno manifestazioni intellettuali
molto superiori alla norma, ma ristrette, ed
orientate ad una parziale facolt dell'intelligenza. Per es. i calcolatori prodigio, molti
dei verseggiatori improvvisati, ecc., se li facciamo oggetto di attento esame fisio-psichico,
spesso hanno gravi lacune pi o meno larvate
e sicuri caratteri d'imbecillit (imprevidenza,
incoerenza, cecit morale, debolezza di volont,
pigrizia, facile suggestionabilit, sentimenti
esagerati e deficienti, incapacit di tutelare
i propri interessi, prodigalit eccessiva, incapacit di comprendere l'importanza e la gravit di determinate azioni, ecc.).
Questi imbecilli parziali, spesso commettono
reati di falsa testimonianza, d'incendio o di
omicidio per vendetta. Facilmente essi accolgono nella loro mente idee delittuose e si lasciano indurre anche al regicidio (Acciarito).
S'intende che gl'idioti e gli imbecilli totali
sono del tutto irresponsabili e incapaci anche
di vita civile.

493
Gl'imbecilli parziali, sono per delle persone
molto temibili e pericolose, che dovrebbero
essere allontanate dalla societ e tenute in
speciali stabilimenti, ma che d'altra parte

non potrebbero esser condannate in base alla


responsabilit. In assenza per di questi istituti
speciali, bisogna che il perito valuti il grado
d'imbecillit parziale caso per caso, concludendo per l'applicazione dell'articolo 46 o 47.
La societ ha per il diritto di premunirsi
contro i facili attacchi di questi insufficienti
pericolosi. Essi non possono nemmeno esser
considerati del tutto capaci di vita civile.

Parafrenici.

In costoro si ha squilibrio delle facolt mentali, cio una deviazione psichica parziale o

totale.
I parafrenici si distinguono in degenerati ereditari, paranoici e psicopatici critici. Tra i parafrenici, i pi importanti di tutti dal punto
di vista medico legale sono i degenerati ereditari e specialmente i pazzi morali, alcuni
neuropsicopatici (isterici ed epilettici), gli psicopatici sessuali, i mattoidi, ossessi, ecc.
Pazzi morali.
Sono individui ereditariamente predisposti,
somaticamente inferiori, con anomalie sensitive
e motorie, e con numerose lacune psichiche come
si riscontrano negli imbecilli parziali. Tali ma82 A scarelli.

494

lati sono impotenti a dirigere e moderare i


propri atti. Le concezioni morali non sono
comprese., e restano allo stato di nozioni
astratte. La causa a delinquere intrinseca,
legata al funzionamento delle cellule cerebrali,
come l'accesso di furore del maniaco, le convulsioni dell'epilettico. Commettono gravissimi
reati e sono trascinati al delitto senza ragioni
plausibili; compiono delitti con estrema ferocia, e con la pj brutale malvagit.
Sono chiamati pazzi morali perch sem-

bra che una forma di pazzia abbia colpito il


loro sentimento morale, tanto gravi ed inesplicabili sono le azioni delittuose che commettono. Sono quindi, come ben dice il Lombroso, l'esagerazione dei delinquenti nati.

Le due forme di pazzia morale e delinquenza


congenita si fondono insieme, come esaurientemente dimostrarono il Lombroso e la sua
scuola, per l'analogia dei caratteri fisici, biologici, psichici. I caratteri differenziali tra le

due forme sono scarsissimi. La pazzia morale


ha un'eredit morbosa pi grave e un andamento progressivo; spesso caratteri sessuali
abnormi.
Sono come si vede differenze pi di grado
che di sostanza.
La responsabilit di costoro, va discussa
caso per caso. In tali individui il bene e il
male si identificano nella concezione inferiore
dell'utile e del dannoso a loro stessi.
Quindi in costoro non pu ammettersi una

495

coscienza morale, una consapevo ezza intrinseca della criminosit degli atti, e quindi una
capacit normale media, di correggere l'adattamento erroneo dei propri sentimenti. Manca
in essi la lotta tra le tendenze antagonistiche
utili (morali) e le svantaggiose (immorali), manca quindi la libert dei propri atti e quindi la

responsabilit
Sono per degli esseri pericolosissimi che
debbono essere per sempre esclusi dalla societ perch incorreggibili, data la loro imbecillit morale per arresto di sviluppo psichico.
L'esclusione dalla societ dovrebbe essere
fatta in stabilimenti speciali, perch i pazzi
morali sono inadattabili al manicomio ed al
carcere; in mancanza di questi il perito
deve stabilire caso per caso, se deve invocare
per essi l'articolo 46, sempre per chiaramente
dimostrando che il soggetto tanto pericoloso
da dover esser perpetuamente segregato dalla
societ.
Neuropsicopatici

Epilettici.

L'epilessia una psicopatia proteiforme che


si manifesta con disturbi occasionali della
coscienza, associati o no ad intense convul-

sioni generali.
Il momento pi importante nella eziologia
della malattia l'eredit diretta o similare (epilessia.alcoolismo, delinquenza, paranoia,etc).
Altro momento eziologico, che molto interessa

496

il medico legale il trauma, poich stato


accertato che anche piccoli traumi possono

destare un'epilessia latente in individui pi


o meno predisposti, e sono state osservate
epilessie traumatiche dirette.
Negli epilettici sono frequentissime, quasi
costanti, le asimmetrie somatiche e funzionali
associate pi o meno a caratteri degenerativi
d'inferiorit, ed alle pi diverse alterazioni
funzionali, come diminuzione della sensibilit
dolorifica, ristrettezza del campo visivo, anomali funzioni sessuali, ecc.
Nella sfera psichica predomina il cosiddetto
carattere epilettico, che si rileva fin dall'infanzia
con scarsa giovialit, ostinazione, tendenza
alle reazioni violente, ecc.
Questo carattere va poi man mano esagerandosi con lo sviluppo del sentimento sessuale, e questi giovanetti divengono impulsivi, irascibili, per il poco sviluppo dei centri inibitori, sicch spesso commettono atti
sproporzionati all'eccitamento.
Intellettualmente sono in media inferiori
alla norma, sebbene vi stano casi di geni epilettici; sono svogliati, incostanti nei loro desideri, torpidi, con tono sentimentale depresso,
dediti al vagabondaggio, di labile memoria, e
spesso hanno delle amnesie, importantissime
a conoscersi dal medico legale.
Sono esageratamente emotivi ed eccitabili,
sessualmente precoci e violenti, talora invertiti
o pervertiti, mistici pi che religiosi. Presen-

497

tano infine gravi lesioni del sentimento morale,


che pu essere deficiente, mancante, anomalo.
L'elemento essenziale della malattia costituito dall'accesso epilettico.
Questo si pu presentare sotto forma di accesso convulsivo motorio (epilepsia major) molto
noto ma poco importante dal punto di vista
medico-legale; sotto forma di piccolo male (epilepsia minor) caratterizzato da un periodo di
incoscienza che si produce rapidamente e rapidamente scompare, e sotto forma di equivalenti epilettici.
Questi costituiscono le manifestazioni pi
importanti medico legali dell'epilessia e possono essere svariatissimi : sensori (allucinazioni,

nevralgie, emicranie); vasomotori (ischemie ed


iperemie improvvise); termici, viscerali, onirici (sogni spaventosi, incubi); sonnambolici,
sessuali (priapismo, esibizionismo, necrofilie,
sadismo, ecc.); motori (vertigini, crisi di riso,
di pianto, automatismi, convulsioni limitate
ad una data regione (epilessia jaksoniana) e,
pi importanti di tutti, psichici.
Gli equivalenti psichici consistono in crisi
spaventose di violenza contro gli altri, o contro
s stessi; in atti immorali, piromanie, vagabondaggio, tutti atti che rivestono la maggior parte
delk volte, figure di reato. in preda appunto
a questi accessi di epilessia psichica che vengono
commessi i pi feroci reati, i cos detti misdeati.
Tali epilessie psichiche, hanno qualche carattere che pu servire ad identificarle, poich

498

spesso sono succedute da crisi motorie rudimentali. Si tenga inoltre conto dell'anamnesi
individuale, dello stato psichico abituale specie in ordine al carattere epilettico, del modo
improvviso con cui si presenta l'accesso, dell'enorme impulsivit, della sproporzione dell'atto, e soprattutto, del periodo di esaurimento postaccessuale accompagnato da sonno
profondo, di modo che l'omicida dorme tranquillo accanto alla vittima. Durante l'accesso,
l'individuo pu esser del tutto incosciente, ma
anche serbar rudimentale memoria (quasi
sempre fallace e lacunare) dell'atto commesso.
Accanto a queste forme di epilessia, si deve
far cenno anche alle psicosi epilettiche. Tra
queste va notato lo stupore epilettico, in cui
l'individuo come estraneo al mondo che lo
circonda, per un'interna angoscia determinata
da spaventose allucinazioni che spesso lo spingono ad atti violenti e criminosi.
Questi stati possono seguire il grande e il
piccolo accesso, e sorgere anche in periodo intervallare. Ricordiamo anche la mania epilettica, caratterizzata da agitazioni motorie accompagnate da idee deliranti e terrifiche, e
la mania sine delirio in cui l'ammalato spinto
ad atti di violenza, pur rimanendo presente a
s stesso. Ed infine gli siati sognanti o crepuscolari, in cui per effetto di idee deliranti o
allucinatorie, vengono compiuti atti coordinati,
ma come in sogno. Manifestazione frequente

di tali stati crepuscolari l'automatismo.

499
enorme l'importanza medico-legale di questi stati per spiegare casi di diserzione militare, atti di rivolta ed altri reati che sembrano commessi in stato mentale apparentemente sano. Per il perito, lo stato crepuscolare
il pi importante di tutta la sindrome epi-

lettica.
Dobbiamo infine accennare alla pazzia preepilettica che consiste in un' esagerazione del
carattere epilettico, in un sovrapporsi di allucinazioni e deliri, in un disordine mentale che
termina dopo un periodo pi o meno lungo,
con la convulsione, che pu del resto anche
mancare; ed alla pazzia postepilettica. In questa,
dopo il risveglio, l'ammalato si trova in uno
stato di stupore seguito talora da delirio allucinatorio, talora da una sindrome paranoica, o
lipemaniaca con delirio depressivo di autocolpabilit o demonomaniaco. A questi periodi
di frenosi postepilettica, che possono prolungarsi per pi settimane, segue un'amnesia pi
o meno totale.
In questi stati di pazzia epilettica il malato pu commettere qualsiasi reato. Facile
la diagnosi del reato epilettico commesso nei
grandi accessi psichici, reati che si caratterizzano per l'impetuosit, mancanza di causale,
o causa sproporzionata, subitaneit, malvagit,
sonno, ecc.
Ma j delitti commessi in stato crepuscolare,
che sembrano premeditati con tanta scaltrezza,
e durante l'esplicazione dei quali, l'individuo si

5o

trova in uno stato di seconda coscienza che


lo dirige durante la sua segregazione dalla vita
ordinaria, sono molto difficili a riconoscersi.
Da quanto si detto, appare un'analogia tra
delinquente nato, pazzo morale, ed epilettico.
L'epilessia, infatti, riunisce e fonde insieme
tutte queste forme in una stessa grande
famiglia naturale (Lombroso). Ci dimostrato dall'analogia dei caratteri antropologici
funzionali e specialmente psichici delle tre
forme, e dal meccanismo con cui si produce
l'atto criminoso e l'accesso epilettico (Lombroso). L'epilessia psichica sarebbe la forma
acuta della pazzia morale, e questa l'esagerazione della delinquenza nata. Un'altra analogia la si trova nell'azione dannosa che su
questi individui, esercita l'alcool che costituisce un delicato reagente delle manifestazioni morali, esagerando l'impulsivit e spesso
determinando o l'accesso o la scarica criminale

(Ottolengh).
Responsabilit degli epilettici. Non vi
dubbio che si debba concordare sull'irresponsabilit di colui che commise il fatto in condizioni di psicosi epilettica o di equivalente
epilettico. L'incertezza nasce quando il reato
commesso nel periodo intraccessuale, ma anche
in tali casi l'epilettico dovebbe essere ritenuto
irresponsabile. Per, essendo come il pazzo
morale, pericolosissimo, dovrebbe essere per
sempre segregato dalla societ, o in manicomi
criminali o in stabilimenti speciali.

5oi
Neuropsicopatiei

Isterici.

Anche l'isteria una nevrosi che trova la sua


espressione clinica specialmente nel carattere.
Come si sa pi frequente nelle donne, ma
non ne vanno esenti n gli uomini, n i

bambini.
Per lo pi a base ereditaria, e negli individui predisposti pu insorgere per emozioni,
stati morbosi, traumi.
Gl'isterici difficilmente hanno intelletto superiore e per lo pi presentano debolezza di
attenzione e di memoria, e grande deficienza
di volont, in modo che sono molto suggestionabili, per straordinaria recettivit cerebrale,
sia per le rappresentazioni ideative che provengono dall'ambiente, sia per quelle che si
presentano spontaneamente alla coscienza (autosuggestione).
Frequentemente si riscontrano anche turbe
sentimentali, date specialmente dalla mancanza
di uniformit e di proporzione, sicch passano
dall'amore all'odio, dalla gioia alla tristezza
con indicibile facilit. Moralmente, gli isterici
sono spinti alla menzogna e alle menzogne pi
complesse.
Essi hanno l'anima infantile, sessualmente
adulta ed anmala ; come i fanciulli sono mo
bili e capricciosi, obbediscono alla potenza dell'istinto, e per procurnrsi un piacere eludono
la vigilanza di chiunque (Bianchi).

52

Caratterizzano l'isteria i disturbi della sensibilit (parestesie, anestesie, iperestesie) per


lo pi instabili, vari, transitori; i disturbi
della motilit, che talora vanno dai grandi
accessi isterici convulsivi, a disturbi parziali
(contratture, spasmi, paralisi, singhiozzi, disfagie, disturbi vasomotori), e i disturbi funzionali o trofici. Importanti sono anche gli
stati ipnoidi di catalessi, letargo, sonnambulismo, stati che possono essere in rapporto
con il grande accesso o apparire isolati con
quadro di sonnambulismo, e di delirio allucinatorio Vi sono anche stati crepuscolari isterici, e talora si osserva quasi uno sdoppiamento
della personalit (secondo stato) che pu protrarsi per mesi e mesi, durante i quali il
carattere e il contegno del malato sono del
tutto cambiati. Come vi una pazzia epilettica,
cos vi una pazzia isterica di grande interesse medico-legale.
Il disordine psichico pu essere transitorio
e dato da un'esagerazione degli stati ipnoidi,
o da forme passionali patologiche, con allucinazioni, illusioni, deliri, in cui possono esser
compiuti i pi gravi e i p' vari reati. Talora
si hanno vere sindromi lipemaniache, maniache,
o paranoiche isteriche. Una forma importante
quella che il Kraft-Ebing, chiama follia
ragionante, in cui le malate discorrono a fil
di logica, cercando di giustificare azioni le pi
perverse. ) una vera pazzia morale isterica.
Reati propri degli isterici sono le false te-

503
stimonianze e le false accuse in rapporto col
loro speciale carattere menzognero; per possono essere commessi sotto l'impulso isterico,
tutti i reati.
Responsabilit.
Se il reato commesso in

istato isterico non pu parlarsi di responsabilit, non esistendo n la coscienza n la volont degli atti compiuti; negli altri casi pu,
secondo il nostro codice attuale, che siamo
chiamati ad applicare non a commentare, parlarsi di semiresponsabilit od anche di completa responsabilit, qualora l'isteria si manifesti con cai atteri sporadici o poco gravi Ad
ogni modo non si pu avere una massima costante, ma il caso speciale, che ogni volta
ci detter la via da seguire.
Psicopatici sessuali.
Molto importanti per il medico legale sono
anche le degenerazioni psichiche, orientate specialmente alle manifestazioni della vita sessuale.
Anche gli psicopatici sessuali il pi delle
volte provengono da genitori neuro o psicopatici o alcoolisti; talora la deviazione del
loro sviluppo psichico effetto di traumatismo o di malattia (rachitide, processi di encefalite, iperemie meningee, ecc.). Obiettiva
mente spesso presentano alterazioni nella
sensibilit (iperestesie, nevralgie, emicranie),
nella motilit ed anche nella sfera sensoriale
e vasomotoria.

504
Ma ci che pi caratterizza tali malati, sono

le anomalie dell'istinto sessuale ohe possono

consistere (Kraft-Ebing) in:


i. Abnorme intensit dell'istinto sessuale. Appetito sessuale che non cessa mai, assorbendo
tutta l'individualit psichica del soggetto, ed
il cui mancato eccitamento pu spingere ad
azioni violenti e criminose (stupro, sodomia,

bestialit).

Istinto eccitato da
fatti od idee che normalmente non eccitano
2. Pervertimento sessuale

alcun sentimento sessuale, od anche che ripugnano.


Si hanno diverse forme di pervertimento
sessuale.
Il sadismo, nel quale il pervertito durante
l'atto sessuale sente irresistibile l'impulso di
mordere, produrre dolore e in cui atti crudeli
agiscono come afrodisiaci. una esagerazione
di quella correlazione che anche nei casi normali esiste tra dolore e volutt, ma che qui
assume aspetto morboso. Talora l'istinto sadistico cosi accentuatamente patologico da
spingere sino all'omicidio e agli atti pi crudeli immaginabili, per libidine.
Il masochismo l'opposto del sadismo. Istinto
sessuale soddisfatto solo sotto l'eccitamento
passivo degli impulsi dolorosi (farsi flagellare,
umiliare, ecc.). Ha scarsa importanza medicolegale.
Il feticismo, soddisfazione dell'istinto sessuale
solo al contatto o alla vista di singole parti

505

del corpo femminile (treccie di capelli, mano


o piede) od anche di soli oggetti di vestiario
della donna (biancheria, scarpe, ecc.). Questi
feticisti possono essere spinti a commettere i
pi strani reati (taglio di treccie di capelli, furti
di biancheria o di altri oggetti muliebri, ecc.).
3. Invertimento sessuale. Assenza di senso erotico con gl'individui del senso opposto, e inclinazione sessuale, il pi delle volte impetuosa,
per gl'individui del proprio sesso (ermafroditi
psichici). Sono questi gli individui che spesso
sono spinti a commettere reati contro il buon
costume.
Di tutti questi degenerati ereditari non si
pu parlare di responsabilit, quando la degenerazione assuma il carattere e l'importanza
di una vera psicosi. Irresponsabile sar colui
che commette il reato sotto l'impulso specifico della sua degenerazione psichica, e irresponsabile colui nel quale, con il completo
esame fisio-psichico, si rivela una tara organica e il carattere della morbosit. Non detto
per che tutti gli atti sessuali pervertiti dipendano da perversione morbosa, perch spesso
possono essere compiuti da delinquenti non
infermi di mente.
Mattoidi. Fobiaci. Ossessi.

Altre categorie di degenerati ereditari sono


date dai mattoidi, dai fobiaci, e pi importanti
dal punto di vista medico-legale, dagli ossessi.

56
delle idee fisse, od

La malattia
in senso pi
largo delle ossessioni, rappresentata da un
fatto psichico a base astenica od emotiva, determinato, il pi delle volte, da un percepito
inassimilabile che, senza distruggere o scomporre la personalit, rimane impiantato come
elemento estraneo nella coscienza (Bianchi).
Talora questi malati sono spinti a compiere
atti morbosi (impulsioni morbose al furto, all'incendio, all'omicidio, a reati contro il buon
costume, ecc.) la cai conoscenza della pi
alta importanza medico-legale.
Frenopatici.
Sono individui pi o meno congenitamente
o ereditariamente predisposti, che, in seguito
a cause morbose (malattie infettive, sifilide
costituzionale, ecc.), tossiche (alcool, nicotina,
piombo, morfina, cocaina, etere, cloralio, cloroformio, ecc ), o a dispiaceri, lotte morali, inanizione, ammalano di una qualsiasi forma di
malattia mentale.
Dal punto di vista forense tutte le diverse
forme di alterazione mentale, in cui ben si
comprende che ogni responsabilit esclusa,

non hanno molta importanza.


Le forme pi interessanti sono le cerebropsicopatie tossiche e specialmente l'alcoolica,
di cui faremo breve cenno.

507

Alcoolismo.

L'alcoolismo pu determinare le pi gravi


alterazioni mentali, e l'effetto malefico si ripercuote sui discendenti che mostrano predisposizioni alla delinquenza, e alla pazzia.
L'alcool determina infatti un progressivo
indebolimento mentale per infiammazioni croniche meningee e per processi atrofici della
corteccia cerebrale. (Noft parliamo qui delle
altre alterazioni morbose dell'economia prodotte dall'alcool: arteriosclerosi, miocardite,

epatite, ecc.).
Alcoolismo acuto. Sono noti anche ai profani i comuni sintomi dell'ebbrezza la quale

esercita un'enorme importanza in tutta la vita


psichica del soggetto, producendo tra l'altro,
fenomeni pi o meno intensi di eccitazione
psico-motoria, influenzati in modo diverso
dalle caratteristiche individuali.
E, ci che importantissimo, gli che anche una piccola quantit di alcool pu fare
insorgere in individui predisposti uno stato
di follia acuta, o determinare in epilettici un
equivalente psichico, con sospensione totale
della coscienza e senza nessuno dei comuni
segni dell'ubbriachezza.
Lo stato di ebbrezza diminuisce ed esclude
in molti casi la responsabilit dell'individuo,
e ci il Codice gi riconosce (art 48), ritenendo
diminuita l'imputabilit in colui che abbia

-|5o8
commesso il reato in istato di ebbrezza, a meno
che questa non sia stata procurata per facilitare l'esecuzione del reato o per preparare
una scusa.
Alcoolismo cronico. L'abuso dell' alcool
determina pi o meno rapidamente dannose
conseguenze a carico di tutti gli organi, e specialmente a carico del sistema nervoso.
Le prime manifestazioni morbose, si riscontrano nella sfera psichica, specialmente in disturbi della memoria ed in una decadenza del
potere di appercezione e di critica.
Ma il fenomeno pi importante costituito
dalle alterazioni che si presentano nella sfera
morale, nei rapporti con la famiglia e con la
societ. Gli alcoolisti in preda ad un vero abbrutimento alcoolico, non sentono alcuno stimolo inibitore, e pi che altro non sono capaci
di resistere alla passione per l'alcool che sempre
pi li vince e li soggioga. Per quanto facciano
proponimento di rinunziare alle bevande alcooliche, presto il loro vizio e il decadimento
morale nel quale sono di gi caduti ha il sopravvento, ed essi con pi indomabile stimolo
sono di nuovo spinti a bere.
Intanto le alterazioni psichiche aumentano,
gli alcoolisti diventano irritabili, collerici, reagiscono impulsivamente, specie se si trovano
in una fase di alcoolismo acuto.
Per la loro emotiva eccitabilit sono spinti
a pronte azioni violente, ad una mania di
litigio, e quindi al reato.

59

Questi disturbi sono accompagnati e seguiti


da alterazioni della sensibilit (parestesie ed
anestesie), da gravi disturbi sensoriali (ronzii,
vertigini, allucinazioni): e da disturbi della
motilit (tremori, ecc.) che giungono fin quasi
ad uno stato paretico, accompagnato da un
grande decadimento intellettuale.
Sorgono poi idee deliranti, come una specie
di paranoia, e negli uomini caratteristico il
delirio della gelosia, mantenuto e sostenuto
sia dall'impotenza che spesso l'alcool induce,
sia dalla ripugnanza che desta alla donna, l'individuo ubriaco. Questo delirio dell'infedelt
coniugale (Kraft-Ebing) compare nei periodi
pi inoltrati ('ell'alcoolismo, e le sue conseguenze non sono solo le sevizie, i maltrattamenti, le percosse, ma possono esser date da
reati anche molto pi gravi fino a giungere
all' uxoricidio.
Sulla base alcoolica cronica, possono poi
svilupparsi speciali alterazioni psichiche a quadro clinico ben definito, tra cui va specialmente ricordato il delirium tremens caratterizzato psichicamente da false percezioni illusorie e allucinatorie a contenuto per lo pi
terrifico, da una incapacit di fissazione e da
frequenti illusioni mnemoniche, da irrequietezza, e in breve da marcati e numerosi disturbi psico-sensoriali in forma fantasmagorica
(Kraepelin). Si comprende per che i sintomi
pi appariscenti di questa forma sono nel
campo della motilit determinati da attacchi
33

Ascnrelli.

5io
epilettiformi, da aumento dell'eccitabilit riflessa e, pi che altro dal tremore.
Dal punto di vista medico-legale, la conoscenza di questa forma morbosa importantissima, per i frequenti reati che possono
esser compiuti sotto l'impulso delle allucina

zioni e dei deliri.


Responsabilit degli alcoolisti. Certo non
possono gli alcoolisti esser ritenuti responsabili di reati commessi sotto fasi allucinatorie
o deliranti, ma la loro temibilit grande e
pu sorgere improvvisamente. Essi sono individui estremamente pericolosi a s ed agli
altri. Quindi pur tenendo conto della loro
degenerazione psichica e del loro progressivo
indebolimento mentale, anche se siano stati ritenuti pi o meno completamente responsabili, debbono essere senz' altro isolati dalla
societ.
Sintesi.

Da quanto stato esposto, risulta che qualunque sia la ragione per la quale il perito
chiamato ad esprimere il suo parere sullo
stato mentale di un individuo, egli non si
deve mai lasciar trasportare ad emettere un
giudizio cos delicato e di tanta importanza,
se non dopo aver compiuto un esame completo del soggetto, sia somatico che psichico.
Il perito deve indagare nel modo pi ampio
i precedenti del reo, ricavandone esattamente

l'anamnesi diretta e collaterale, prossima e remota; deve soffermarsi in special modo sulle
manifestazioni del carattere, sullo sviluppo dei
sentimenti, specie morali e sessuali, sulle attitudini, ecc., ricostruendo cio, nel modo pi
minuzioso e scrupoloso la vita dell' individuo.
All'anamnesi, deve far seguire l'esame obiettivo funzionale (sensibilit, motilit, sensi specifici, funzioni della vita vegetativa, ecc.), e
l'esame psichico, valendosi di tutti i dati e
di tutti i mezzi forniti dalla psicologia sperimentale, e cercando cos di avere per quanto
possibile, pi un'esatta conoscenza del reo,
che del reato. Su quest'ultimo invece orientata tutta la vigente procedura.
Compiuto il completo esame del reo, il perito
potr trarne il concetto diagnostico di normalit, di pazzia, di criminalit secondo le
norme accennate.

XIV.

IL MEDICO LEGALE IN LABORATORIO.

Ricercie sul sangue - sullo sperma - macchie di


meconio ed altre macchie. - Ricerche sui peli
e

sui capelli.

Il medico legale spesso, per risolvere i quesiti rivoltigli dal magistrato, deve ricorrere
ad esami istologici, chimici e batteriologici,

esami che non possono esser eseguiti se non


da chi ha pratica di laboratorio.
Molte di queste ricerche, appartengono alla
patologia generale e all'anatomia patologica,
altre esclusivamente alla medicina legale (ricerche sul sangue, sperma, peli, ecc.)

Ricerche sul sangue

(i)

Il medico legale chiamato ad esaminare una


macchia che si sospetta esser di sangue pu
esser chiamato a risolvere questi quesiti:
(r) Per le ricerche sul sangue cfr. tra i molti
autori anche O. LEERS, Die forensische Blutuntersuchung. Berlin, 191 o e H. MARX, Prakticum der gerichtlichen Medizin, Berlin, 1907.

5*4
i La macchia realmente di sangue ?
2 A che epoca rimonta?
3 La macchia di sangue umano o di
altra specie animale e di qual specie ?
4 Nel caso che sia di sangue umano di

tale o tal'altro individuo?


5' Da qual regione del corpo il sangue
fuoriuscito ? (epistassi, emottisi, ematemesi.
metrorragia, sangue rettale, ecc.).
6 ' Quanto sangue fu versato ?

I. Se la maochia realmente di sangue.

un gran numero di casi, in cui basta


gettare uno sguardo su una macchia per riconoscere ch'essa formata da sangue; ma
spesso sia per il tempo trascorso, sia per le
manipolazioni che la macchia ha subito, la
diagnosi resa difficile.
D'altra parte non mancano macchie che
hanno tutta l'apparenza (forma, colore, aspetto)
di impronte sanguigne e non lo sono (alcune
macchie di tabacco, feci), quindi il perito chiamato a dare il suo giudizio sull'origine di una
macchia deve fondare la risposta su prove
scientifiche, e giudicare solo sui risultati ottenuti, mai sull'impressione ch'egli riceve dalla
Vi

semplice osservazione della macchia.

515

Dimostrazione della sostanza colorante


del sangue.
Prove di orientamento chimiche.

Allorch il perito trovasi a risolvere il problema se una macchia sia oppur no, costituita
da sangue, deve anzitutto, mediante alcune
prove di orientamento, accertarsi se la macchia potr esser di sangue.
Queste prove preliminari sono tutte prove
di ossidazione, basate cio sulla propriet che
ha l'emoglobina (Hb) di farsi trasportatrice di
ozono.
Nessuna di esse specifica, e sin da ora diciamo, che mentre l'assenza di una di queste
prove, specie delle pi delicate, esclude in modo
assoluto che si tratti di macchia sanguigna, al
risultato positivo non devesi concedere che un
valore di probabilit, cio: la macchia probabilmente costituita da sangue.
Prova con acqua ossigenata (Schonbein).
Devesi usare l'acqua ossigenata a 30 volumi
(Perydrol Merck) diluita al terzo. Con una
pipetta si pone una goccia di HaO! sulla macchia sospetta. Si vedranno, in caso di reazione positiva, svolgersi numerose bollicine,
tanto pi rapidamente e tumultuosamente per
quanto pi recente e solubile sar la macchia.
Oltre il sangue, a tale prova reagiscono positivamente gli ossidi metallici, la ruggine, tutti

- - tutti
5i6

metalli nobili, i fermenti,


i corpi albuminoidi, molti batteri, funghi, legno, terra, ecc.
La prova dello Schonbein, va usata con
molta attenzione, e solo quando si abbia una
certa quantit di materiale a disposizione.
L'acqua ossigenata infatti distrugge l'emoglobina, e non permette sulla macchia ulteriori
ricerche (Magnanimi).
Prova con tintura di "uaiaco e trementina
(Van Deen). Il reattivo va preparato al
momento di servirsene. Si raschia al centro,
un pezzo di resina di guaiaco, e di questo
raschiato se ne fa una soluzione al 15-20 %
in alcool a 830.
In un tubo di saggio o in una capsula di
porcellana, si pongono alcune goccie della soluzione con un frammento della macchia o
della soluzione acquosa di questa, agitando
ben bene per mescolare le due sostanze; poi
vi si aggiunge qualche goccia di vecchia trementina, che contenga ozono, agitando ancora.
Se vi sangue, si vedr comparire rapidamente
una bellissima colorazione azzurra. La reazione
che compare dopo pi di 2-3 minuti non ha
alcun valore dimostrativo.
La prova sensibile sino ad 1 : 25,000. Oltre
che con il sangue essa riesce positiva con
quasi tutti i composti del ferro, con solfato
di rame, permanganato di potassa e con molte
sostanze organiche di diversissima origine
(latte, caseina, estratto d'orzo, succhi organici glandolari e viscerali, gomma arabica,
i

maggior parte di queste

517

cuoio, ecc.). Per la


sostanze danno la colorazione bleu prima dell'aggiunta della trementina.
Questa prova si pu fare anche bagnando
col reattivo un pezzettino di carta bibula e

poi premendo con una bacchettina di vetro,


sulla macchia: la carta si colorer in azzurro
(impronta di Taylor).
A questa prova sono state introdotte molte
modificazioni, tra cui importante quella del
Bardach e Silberstein. Questi AA. aggiungono
5 gocce di soluzione alcoolica fresca di resina
di guaiaco ed altrettante di una soluzione
di 30 cmc. di acido acetico con 1 gr. di perborato di sodio o persolfato di sodio (Massi,
Stockis), a 5 cmc. del liquido sospetto.
Se vi son anche tracce minime di sangue
(1:50,000) si ottiene una colorazione azzurra.
Un'altra importante modificazione quella
del Florence, specialmente applicabile allorch
si tratta di macchie molto piccole, o poste
sopra substrati che male si prestano alla prova
(corpi porosi come mattoni, ecc.). Per esaminare queste macchie, che il Florence chiama
al
reatcritiche

bene
aggiungere
macchie
,

tivo di guaiaco e trementina una goccia di


piridina. Tale sostanza ritarda un pochino la
reazione, ma la rende pi netta e pi evi-

dente.

Metodo di Mayer. Si deve anzitutto preparare il reattivo. Perci si fa bollire in un

matraccio :

518

Ha0
cmc. 100
Potassa caustica anidra, gr. 20
Fenoftaleina
2

Polvere di zinco.
20

...

fino a che la miscela da rossa diviene incolora ;


poi si filtra.
Per la reazione si prendono 2 cmc. del materiale d'esame ridotto in istato liquido e leggermente alcalinizzato, e si addiziona a 1 cmc.
di reattivo e a 2-3 gocce di acqua ossigenata
fresca a 12 volumi. In presenza di minime
tracce di sangue si deve ottenere, ma istantaneamente, un colore rosso rubino.
La prova sensibile sino a 1 : 300,000, si
addimostrata non strettamente specifica perch reagisce anche in presenza di bicarbonati
alcalini, di succo gastrico, ecc.
Metodo dell'eosina (Ganassini). Si sciolgono circa cgr. 20 di eosina pura cristallizzata
in gr. 200 di soluzione di potassa caustica al
20 % a caldo. La soluzione cosi ottenuta di
colore azzurro indaco intenso, si versa in un
bicchiere contenente 55 cmc. di acido cloridrico puro (densit 1.19). Il colore si fa gialloarancio. Il liquido cosi ottenuto si filtra e il
precipitato ottenuto sul filtro si lava a pi
riprese in acqua distillata; poscia si estrae
con alcool a 950 in quantit di cmc. 25. Il
reattivo cos preparato e pronto per la ricerca; il colore giallo-arancio con fluorescenza
verde. Si potrebbe anche essiccare il precipi-

5!9
tato in stufa, e la polvere cosi ottenuta scioglierla in alcool.

Sensibilit circa 1:50,000.


Facendo delle ricerche di controllo il dottor
Bellussi ha dimostrato che i sali di rame e
di cobalto in soluzioni diluite all'i %0 danno
risultati identici alle soluzioni sanguigne.
Metodo di Regler. Consiste nel trattare la
macchia con una soluzione alcoolica di soda,
o potassa, con aggiunta di solfato d'idrazina
(alcool a 95 gr. 100, potassa o soda al io %
gr. 1000, solfato d'idrazina gr. 5). Il reattivo
agisce come un riduttore energico che trasforma l'ematina in emocromogeno dando cos
alla macchia una colorazione rossa speciale
che sparisce al contatto dell'aria.
Questa prova poco sensibile, ma ottima
specialmente per rendere pi appariscenti le
macchie poco visibili.
Essa fu modificata alquanto da Kolisko e
da Fraenckel i quali invece della soda usarono
l'ammoniaca con l'aggiunta del 5 % di idrato
d'idrazina.
Metodo della benzidina (Adler, Ascarelli).
Si prepara una soluzione di benzidina alcoolica (una piccola punta di coltello di benzidina pura Merck o anche Kahlbaum e si scio glie in io cmc. alcool assoluto).
Ad un centimetro cubo di questa soluzione
si aggiunge un cmc. di acqua ossigenata a
30 volumi diluita al terzo. Si aggiungono inoltre una o due goccie di acido acetico glaciale.

52o
Il reattivo, che deve essere preparato volta
per volta, cosi pronto, e ad esso si pu aggiungere la sostanza da esaminare o in soluzione, o direttamente in sostanza. Se vi
sangue, subito compare un bel colorito bleu
che non lascia alcun dubbio sull'esito della
reazione. Bisogna per avere l'avvertenza di

usare recipienti perfettamente tersi, ed eseguire ogni volta una prova di controllo, per
non correre il rischio, di avere risultato positivo, non perch vi sia sangue nella sostanza
in esame, ma per la presenza di traccie di
sangue nel recipiente non puiito.
La reazione non deve tardare oltre uno o
due minuti: in caso contrario, deve considerarsi negativa, o, perlomeno, dubbia. Si possono preparare anche cartine di benzidina: si
bagnano delle striscioline di comune carta da
filtro nella soluzione gi pronta e si lasciano
essiccare. Al momento dell'esame, si fa cadere
una goccia della soluzione da esaminare, e si
osserva se la cartina assume un colorito bleu,
il quale deve apparire subito e cominciare dal
punto centrale, l dove caduta la goccia.
Si pu anche fare in quest'altro modo: una
strisciolina di carta da filtro si bagna con poche goccie di soluzione alcoolica di benzidina e
con una goccia di acido acetico; poi vi si lascia
cadere sopra qualche goccia della soluzione
sospetta, o si frega la cartina sull'oggetto in
esame, ed infine si aggiunge qualche goccia di
acqua ossigenata Subito, in caso positivo, dal

52I

centro propagandosi versola periferia, appare


la caratteristica colorazione bleu.
La reazione positiva fino ad i : 200,000 ed
anche pi.
Danno risultato positivo, seguendo rigorosamente la tecnica suesposta, poche sostanze
tra cui il permanganato di potassa, lo iodo,
lo ioduro di potassa, il ferrocianuro (Merckel).
Il tannino ostacolerebbe la reazione.
Oltre tutte queste prove di orientamento,
ve ne sono anche altre. Le descritte sono per
le principali, e quelle della benzidina una delle
pi facili e pi sicure.
Accertatosi con una di queste indagini che
con grande probabilit la macchia pu esser
di sangue, il perito deve avere la prova di certezza la quale pu essere per quanto riguarda
la dimostrazione della Hb., microchimica o
spettroscopica.
Prove di certezza.
a) Prove d certezza microchimiche
e cristallografiche.
Si pu ottenere la certezza che una data
macchia o un dato liquido contenga sangue,
cercando di ottenere la formazione di prodotti
cristallini dall'emoglobina o da alcuni suoi derivati, ematina o emocromogeno.
Tralasciamo i cristalli di emoglobina che
sono molto difficili ad ottenersi, e che per ci

hanno scarsa importanza.

522

Cristalli di emina.
Prova del Teichmann (1853). Questi cristalli, chimicamente definiti dall'Hoppe-Seyler
come cristalli di cloridrato di ematina o cloro-ematina, sono piccoli cristalli prismatici a
forma di parallelogrammi allungati, di diversa
grandezza, isolati o sovrapposti a croce a
stella, solubili in alcali concentrati grandi da
1
a 20 ;J.. Al microscopio si presentano bruni,
e trattati con tintura di guaiaco cambiano
colore. Vanno esaminati a 400-700 diametri.
<i.

(Vedi fig. 27).

Flg.

27.

Cristalli di emina.

523

Tecnica di preparazione. Si mette prima


di tutto a bollire dell'acqua in una capsula

di porcellana in modo che l'ebollizione non


avvenga tumultuariamente. Si pone poi una
goccia del materiale da esaminare (un frammento della macchia o un po' della sua soluzione o del suo raschiato) su un portaoggetti,
si aggiunge una goccia di cloruro di sodio
al 3 % e poi si pone il preparato sopra la
capsula quando l'acqua in ebollizione. Allorch la goccia ha preso un aspetto sciropposo e sta per evaporare alla periferia, dopo
averla inumidita ai vapori dell'acqua in ebollizione, si ricopre con il coprioggetti. Quindi
con una bacchetlina di vetro si aggiunge
a goccia a goccia acido acetico glaciale nel
contorno del vetrino, in modo che gradatamente per capillarit, si spanda sul preparato.
Si torna ad aggiungere acido acetico ogni
volta che si vede che il preparato comincia in
qualche punto a essiccarsi. Si continua cos
per almeno 20'; facendo attenzione a che l'acido acetico penetri tra vetrino porta e coprioggetto.
Si pu anche mescolare la particella di sostanza con 2-3 goccie di acido acetico glaciale,
aggiungere un invisibile cristallino di cloruro
di sodio, coprire con coprioggetti e riscaldare,
su una lampada, fino a che si veggono formare delle bolle bruniccie.
Questo metodo, pi sollecito, riesce anche
senza aggiunta di cloruro di sodio.

524

In ogui modo per la buona riuscita del preparato sono necessarie tre condizioni: poco

sale, una certa solubilit della macchia, non


eccessivo riscaldamento.
Il Sarda consiglia di sostituire la soluzione
di cloruro di sodio con soluzioni di bromo o
di iodo, si ottengono cosi preparati di bromoemina e di iodoemina. Tali cristalli si otterrebbero pi facilmente di quelli di Teichmann di cloro-emina.
Ultimamente, il Lecha Marzo e il Welsch
hanno consigliato di sostituire al cloruro di
sodio, il fluoruro di.sodio all' i %.
Si fa evaporare lentamente una goccia della
soluzione posta su un vetrino porta-oggetti,
vi si aggiunge poi una goccia di fluoruro di
sodio e si lascia di nuovo evaporare. Infine
si aggiunge una goccia di acido acetico glaciale. Si formano subito numerosi cristalli
rossi, romboidali, o a forma di bastoncini, di
grani di canape, di foglie d'albero, di pietre
d'affilate, ecc. (cristalli di fluoroematna).
Questi cristalli si disciolgono con una goccia
di piridina o solfuro di ammonio, e sul disciolto si osserva il microspettro dll'emocromogeno.
Valore della prova. Talora i cristalli di
emina non riescono: la loro formazione ostacolata dalle alte temperature, e dal sangue
bruciato non si ottengono che raramente p
chissimi e piccolissimi cristalli (Ottolenghi,
Tamassia). Anche il sangue tenuto lungo tempo

525

al sole perde la propriet di dar cristalli (Ferrai).


La putrefazione influisce sulla loro formazione
(Tamassia, Ottolenghi) ed anche difficilmente
si ottengono cristalli dal sangue mescolato con
sali di metalli facilmente ossidabili (Mirto) o
con sali di ferro (Tamassia) (armi rugginose)
sicch consigliabile disciogliere prima la ruggine con acido cloridrico (Dannemberg). Poco
alterano il sangue i veleni (Ottolenghi), abbastanza gli acidi organici (Tamassia).
La presenza dei cristalli sicura dimostrazione di sangue; per vi possono essere delle
cause di errore. Per es. l'indaco (e molte stoffe
sono colorate coli'indaco), d con acido acetico dei cristalli rombici che si differenziano
da quelli di emina per il loro color turchiniccio, e perch non cambiano di colore se trattati con tintura di guaiaco; cos pure il porporato di ammoniaca, d cristalli simili a
quelli di emina, che per divengono violetti
trattati con potassa.
N vanno confusi i cristalli di emina con
quelli dello sperma.
Queste fonti di errore non si avrebbero secondo il Lecha-Marzo con i cristalli di fluoroematina.

Cristalli di emocromogeno.
L'emocromogeno di Hoppe-Seyler od ematina ridotta di Stockes, un derivato dell'ematina che d cristalli caratteristici, alla cui
dimostrazione si pu ricorrere specie quando
34 Ascateni.

526

la quantit di sostanza da esaminare molto


scarsa. La presenza di questi cristalli sicurissima per la dimostrazione generica del sangue.
Sono cristalli rombici, a stella, aghiformi,
isolati o aggruppati a croce, a stella, in arborizzazioni, di color rosso arancione o rosso

Fig. 28. Cristalli di emocromogeno.

porpora, bellissimi, solubili negli acidi minerali e al calore, birifrangenti al polarimetro


(v. fig. 28) e che al microspettroscopio mo
strano i caratteri dell' emocromogeno.
Tecnica di preparazione. Moltissimi sono
i metodi proposti per ottenere i cristalli di
emocromogeno e tutti molto semplici. Si pone

527

una piccola particella di sangue disseccato, o


una gocciolina della soluzione della macchia
sospetta estratta con potassa, o con soda al
io %, o con ammoniaca, su un vetrino, e vi si
aggiunge una goccia di piridina e poi una di
solfuro di ammonio rapidamente coprendo con
portaoggetti (metodo Donogany). I cristalli
compaiono dopo qualche ora, e, se se ne facilita
la formazione col riscaldamento, in pochi minuti. La piridina pu essere rimpiazzata con
la piperidina (Cevidalli),' o con il solfato d'idrazina in soluzione sodica al 5 % (De Dominicis).
Secondo De Dominicis la formazione facilitata con l'aggiunta di una gocciolina di

potassa caustica al terzo.


Da molti preferito il sistema di LechaMarzo, cio: dissoluzione della*"traccia di sangue con la piridina facilitata da lieve riscaldamento, aggiunta di soluzione di ioduro di
potassio (1 gr. 4KI2 -HaO 100), e riscaldamento fino ad evaporazione; quindi aggiunta
di una goccia di piridina, poi di una di sol-

furo di ammonio.
Si ottengono cos, dopo alcune ore a freddo,
rapidamente a caldo, cristalli di iodidrato di
ematina e di emocromogeno molto belli e
chiari.
Bisogna aver l'avvertenza di fare la preparazione sul vetrino porta-oggetti, e molto rapidamente ricoprire col vetrino copri-oggetti.
I preparati possono anche conservarsi lutando

528

con balsamo del Canada. Il Lecha-Marzo ha


proposto anche di trattare la traccia di sangue con una goccia di soluzione- di acido pirogallico, eseguita estemporaneamente. Vi si
aggiunge una goccia di piridina e si riscalda
con attenzione il preparato.
Valore della prova. La formazione dei cristalli di emocromogeno pi facile di quella
dei cristalli di emina, e altrettanto sicura per
la dimostrazione del sangue. Tale ricerca ha
dei limiti molto pi larghi di quelli che circoscrivono l'applicazione dei cristalli di emina ;
cosi riesce anche con il sangue riscaldato fino
a i2o, col sangue disseccato su ferro e mescolato a ruggine. D'altra parte l'indaco e i colori
di anilina, se le macchie sono state e^tratte
con ammoniaca, non ostacolano affatto la reazione.
Per talora la prova non riesce, perch per
quanto semplice, la tecnica richiede una certa
pratica, si raccomanda specialmente di non
eccedere nel riscaldamento, di agire rapidamente, di non usare i reagenti con eccesso, ecc.
b) Prove di certezza spettroscopiche.

L'emoglobina assorbe in modo caratteristico


determinati raggi dello spettro, e in modo diverso, ma sempre caratteristico, li assorbono
tutti i derivati dell'emoglobina.
Su tale propriet si fondano tutte le prove
spettroscopiche del sangue.

529

Per la comune pratica, basta esser provvisti di un piccolo spettroscopio Browning a


mano, che costa circa 50-60 lire secondo le
fabbriche, munito di prisma di paragone e di
un piccolo sostegno per sostenere la provetta
con la soluzione in esame.
Sono buoni anche quelli del nostro Koristka.
Bisogna che il perito abbia una buona pratica del suo istrumento, in modo che l'uso
gli sia famigliare e possa subito apprezzare
anche le pi lievi sfumature che si delineano
sullo spettro.
Ci assolutamente indispensabile. Ed anche
indispensabile che il perito non solo conosca
gi da tempo l'uso del suo apparecchio ma
anche che ben conosca e sappia far la diagnosi, dai diversi spettri, dei derivati del sangue. Dopo essersi addestrato in tali ricerche e
specialmente nell'uso delle sostanze riducenti
l'emoglobina, bisogna che sappia bene adoperare tutte queste nelle analisi spettroscopiche.
Delle moltissime sostanze riducenti ne ricorderemo solamente tre:
i Solfuro di ammonio. E sostanza di
cattivissimo odore, che facilmente si altera all'aria. Quindi va sempre usata fresca. Si adopera a goccie. Di azione non molto rapida.
2 Idrato o solfato d'idrazina, che si usa
in soluzione del 50 %. di azione rapida e
in molti casi preferibile al solfuro di ammonio.
3 Idrosolfito di soda. Si usa in polvere,

530

in piccole quantit. anche di effetto molto


rapido, non d alcun cattivo odore, poco si
guasta col tempo.

/ diversi spettri del sangue.


Gli spettri pi importanti e quelli che specialmente soglionsi ricercare nella pratica medico-legale sono (Vedi fig. 29) :
1. Ossiemoglobina (OHb). Esaminando

dinanzi alla fessura dello spettroscopio una provettina che contenga una soluzione sanguigna
all' 1-1V3 % (fino all' 1 /oo ai molto pratici) si
scorgono ben distintamente due strie tra le
linee D ed E di Frauenhofer, l'una pi sottile
nel giallo, l'altra un po' pi ampia nel punto
di passaggio tra il giallo ed il verde. (Vedi
fig. 29 A).

Se alla soluzione si aggiunge una sostanza


riducente (2-3 goccie di solfuro di ammonio,
o di solfato d'idrazina, o una punta di coltello d'idrosolfito di soda, su io cmc. di soluzione) si ha un cambiamento nel comportamento spettroscopico: si ottiene cio lo spettro
dell'emoglobina ridotta. (Hb). (Vedi fig. 29 C).
In luogo delle due strie suaccennate, si vede
una larga banda di assorbimento, che occupa
la maggior parte dello spazio tra le linee D
ed E. Tale comportamento assolutamente
caratteristico del sangue.
Le soluzioni diluite di carminio danno due
strie simili a quelle delPOHb, che scompaiono

Fig. 29. I pi importanti spettri del sangue.

Spettro dell'ossiemoglobna (OHb).


della carbossiemoglobina (CoHb).
B
dell'emoglobina ridotta (Hb).
C
dell'emocromogeno (Hchg).
D
dell'ematoporfirina (Hfp).
E A .-

532

per con l'aggiunta di una sostanza riducente;


le soluzioni di cocciniglia danno anche due
strie simili, che permangono pur aggiungendo
il riduttore; una soluzione diluita di fucsina
acida d una banda simile a quelle dell'Hb,
la quale non si modifica pur tornando ad ossigenare la soluzione, agitandola fortemente

all'aria.
Questa prova, non pu per essere adoperata se non quando la macchia sia solubile in
acqua (quindi recente) e di una certa estensione, in modo che si possa da essa ottenere
una soluzione concentrata almeno al '/a %
2. Spettro della metemoglobina (MetemHb).
Allorch
il

disseccato,
putresangue

fatto, o venuto in contatto con urina, feci,


o anche con altre sostanze (fenacetina, antifebbrina, anilina, permanganato di potassa, ecc.),
le sue soluzioni lasciano vedere lo spettro della
metemHb solo o associato a quello dell'OHb.
La metemHb pu trovarsi in soluzione acida
(bruna) ed allora d uno spettro formato da
tre strie, di cui due al posto delle strie dell'ossiemoglobina (cio tra il giallo ed il verde)
ma poco intense, ed una molto intensa nel
rosso tra le linee C e D.
Questo spettro si pu anche ottenere artificialmente, aggiungendo alle soluzioni sanguigne un po' di soluzione concentrata di ferricianuro di potassa.
Dalla metemHb acida, con aggiunta di p
che gocce di ammoniaca si passa alla metemHb

533
alcalina (rossa), il cui spettro quello dell'OHb pi un'altra stria quasi della medesima intensit tra la linea C e la linea D
ma molto vicino alla linea D, vicino cio all'arancione. La ricerca di questi spettri non

molto usata nella pratica.


3. Spettro dell'ematina (HE). Nelle vecchie macchie di sangue che hanno perduto il
loro colorito rosso o rosso bruno acquistandone
uno decisamente bruno, la sostanza colorante
si cangiata in ematina.
Questa non solubile n in acqua n in liquidi indifferenti, (Na CI) e quindi per estrarre
la macchia e dissolverla in un mezzo liquido,
necessario adoperare dei forti solventi, tra
cui l'alcool ammoniacale al io %, una soluzione di soda o potassa al io %. cianuro di
potassa al io %, alcool ferrico al 50 %> alcool
solforico al 50 /0> eccSe si saranno usati solventi alcalini si avr
una soluzione rosso o rosso bruna di ematina
alcalina il cui spettro caratterizzato da una
larga banda di assorbimento situata per la maggior parte nel rosso, di poco sorpassando verso
il giallo la linea D di Frauenhofer.
Se si saranno usati solventi acidi, si otterranno
soluzioni brune di ematina acida il cui spettro
caratterizzato da un'intensa stria nel rosso, e
da altre tre sottili strie tra il giallo e il verde.
Gli spettri dell'ematina si ottengono difficilmente, con grande lentezza, e scompaiono
con grande rapidit; ma essi sono molto im-

534
portanti a conoscersi perch dalle soluzioni
di ematina che si ottengono altre prove spet

troscopiche importantissime.
4. Spettro dell'emocromogeno (Hchg). Lo
spettro dell'emocromogeno di Hoppe-Seyler
o dell'ematina ridotta si pu ottenere, sia direttamente dalla macchia o dalla sostanza in
esame, sia dalle soluzioni di ematina alcalina
o acida alcalinizzata, mediante aggiunta di
un riducente.
Lo spettro dell'emocromogeno senza dubbio
il pi importante in medicina legale, per la
facilit con cui si ottiene, per la poca quantit di materiale necessario ad ottenerlo, per
la evidenza dello spettro, visibile perfino in
soluzioni diluite all'i : 10,000.
Tale spettro caratterizzato da due strie,
di cui una molto intensa ai limiti del giallo
tra D ed E, l'altra un po' pi larga ma sbiadita ai limiti del verde vicino alla linea E.
(v. fig. 29 D).

Per ottenere tale spettro direttamente dalla


sostanza ecco come si procede :
Si prende un piccolo frammento della sostanza in esame, e lo si pone in una provetta
della capacit di 2-3 cmc. che contenga una
soluzione a parti uguali di alcool assoluto e
soluzione di potassa caustica al 33 %. Ci
serve per dissolvere i sangue contenuto nella

macchia o nella sostanza in esame. La dissoluzione pu essere facilitata con cauto riscaldamento, e agitando il tubetto.

535
Si aggiungono poi 1-2-3 gocce di piridina, e
di nuovo si agita, formandosi cos un'emul-

sione, ed infine si aggiunge una goccia di solfuro di ammonio, o di altro mezzo riducente,
agitando ancora. Quindi si lascia per alcuni
minuti il preparato in riposo.
La piridina con la maggior parte della sostanza colorante contenuta nella soluzione
verr a galla, e la potassa rimarr al fondo.
Nello strato superficiale sar dimostrabile in
modo molto evidente lo spettro dell'emocromogeno (metodo di Leers).
Si pu anche usare, come sostanza estrattiva l'ammoniaca, che secondo le ricerche di
Stockis un solvente perfetto del pigmento
sanguigno, non discioglie n l'indaco n i comuni colori di anilina, in modo che si presta
molto bene per l'esame dei tessuti tinti con
queste sostanze. L'ammoniaca inoltre un
perfetto chiarificante e non discioglie n gli
oggetti metallici, n la ruggine, n la clorofilla, sostanze che possono trovarsi spesso mescolate col pigmento sanguigno nelle macchie.
All'estratto ammoniacale si possono aggiungere pochi granuli di idrosolfito di sodio, ed
ottenere cosi rapidamente lo spettro dell'emocromogeno (Ascarelli).
I sali di ferro, talora mascherano la reazione
spettroscopica dell' emocromogeno, quindi
consigliabile di usare per la dilacerazione o il
raschiamento della sostanza in esame aghi di
platino od oggetti di acciaio.

- 536-

Ematoporfirini. Anche la dimostrazione


dell' ematoporfirina molto raccomandabile
per i pronti risultati e perch, come 1',emocromogeno, la si ottiene con scarsissime quantit di sangue, e perch infine il solo spettro
che si pu ottenere con sangue cotto, o con
macchie comunque assoggettate ad un calore
superiore ai 1500 (ferro d stiro per es.) dalle
quali non si ricavano n spettri, n cristalli
di emina o di emocromogeno.
Lo spettro dell'ematoporfirina caratterizzato da due strie, simili a quelle dell'ossiemo-jlobina, ma alquanto spostate a sinistra
verso il rosso (v. fig. 29 E).
Per ottenere l'ematoporfirina si lascia macerare per un'ora e anche pi, la traccia sospetta in acido solforico purissimo (1-2 cmc).
L'acido non deve colorarsi in giallo brunastro
(poich ci indicherebbe la presenza di una
sostanza perturbatrice).
Nella soluzione dimostrabile lo spettro
dell'ematoporfirina.
Se alla soluzione si aggiunge acqua distillata, si ha un precipitato di ematoporfirina in
fiocchi bruno-rossastri che lavati e sciolti in
acqua danno un altro spettro, quello dell',smatoporfirina alcalina che presenta quattro
strie disposte alternativamente, due pi strette
e due pi larghe.
Meglio che usando le soluzioni solforiche
della macchia, lo spettro riesce, agendo diret5-

fhacchiato,

537

tamente sul tessuto


o sul raschiato
della macchia.
La prova dell'ematoporfirina si adatta molto
bene alle cos dette macchie critiche del
Florence (macchie cio molto esigui o sopra

substrati porosi).
L'ematoporfirina si pu anche formare intra-vitam in alcune gravi malattie croniche,
e in alcuni avvelenamenti (sulfonal, trional,
morfina, piombo) nei quali anche l'urina pu
contenere ematoporfirina.
6. Carbossiemoglobina (CoHb). Nell'avve-

lenamento per ossido di carbonio, il sangue


dell'avvelenato, allorch contiene ossido di
carbonio in una certa quantit, ha uno speciale comportamento spettrale (v. fig. 29 B).
Le soluzioni sanguigne cio mostrano allo
spettro le due strie dell'OHb; ma queste
strie non si cambiano in un'unica banda con
l'aggiunta di sostanze riducenti, ma restano
immutabili.
Secondo le ricerche di Strassmann, si pu
ritrovare ossido di carbonio anche negli individui posti in un'atmosfera carbonica t postmortem , potendo l'ossido di carbonio penetrare attraverso la superficie cutanea e diffondersi.
In tali casi per, l'ossido di carbonio si ritrova specialmente nei muscoli pi che negli
organi, e in questi solo alla periferia. Dalle
ricerche del Mirto, risulta molto importante,
per la diagnosi differenziale, l'esame del f

- 538

gato. Questo, nella diffusione postmortale dell'ossido di carbonio contiene il gas solo alla
superficie che appare rossa, mentre le parti
interne prive di ossido di carbonio appaiono
scure; nell'avvelenamento invece, il fegato ha
un colorito uniforme e il CO ugualmente

distribuito.
Per avere una prova assoluta, l'esame non
va per limitato al fegato, ma a tutti gli organi interni e specialmente al cuore, alle me-

ningi, ecc.

e) Prove microspettroscopiche.

In questi ultimi tempi l'uso del microspettroscopio divenuto di comune pratica

applicazione medico-legale.
necessario per, un discreto esercizio nell'uso dell'apparecchio per poterlo usare con
successo.
Il microspettroscopio offre il vantaggio di
dare direttamente la lunghezza d'onda di ogni
punto della zona spettrale, per mezzo della
proiezione nello spettro di una scala micrometrica divisa e numerizzata in micromillimetri.
Il microspettroscopio (v, fig. 30) si introduce
come un solito oculare nel tubo del microsco
pio, e vi si fissa a mezzo di una vite di pressione
A. La posizione migliore per l'osservazione
quella in cui tanto lo specchio del microscopio
che quello B del prisma di paragone ricevono la

539

luce da una stessa direzione. C una scatola


d'ottone posta fra la lente dell'occhio e la
lente collettiva di
un oculare acromatico, e che contiene il meccanismo
della fessura ed il
prisma di paragone. D un tubo
posto sopra l'oculare, e contiene il
prisma d'Amici (a
visione diretta). A
questo tubo si in-

nesta lateralmente
un secondo tubo E,
Fig. 30.
Microspettroscopio Koristka.
nel quale si trova
un piccolo obbiettivo acromatico, e nel fuoco di esso la scala
micrometrica G.
La montatura della lente superiore dell'oculare entra a sfregamento nel tubo esterno
dello strumento, e vi spostabile onde permettere l'adattamento all'occhio delle linee di
Frauenhofer : per questo adattamento si mette
lo spettroscopio sul tubo di un microscopio a
guisa di un solito oculare, si restringe bene la
fessura e poi si sposta in su od in gi (mediante il bottoncino H che scorre nella scanalatura elicoidale) la lente oculare, fino a che
le linee nere dello spettro appaiono ben distinte: queste linee nere devono poi apparire

54

decise insieme alle divisioni della scala, in


modo che, movendo l'occhio, non si presenti
alcun movimento parallatico.
7 un tavolino munito di due fermagli a
molla per fissare dei tubetti contenenti liquidi
dei quali si voglia esaminare lo spettro e paragonarlo a quello della luce naturale: lo
specchio B articolato e manda la luce attraverso il liquido e da questo sul prisma di
paragone : questo prisma unito ad una leva
(non si vede nel disegno perch si trova posteriormente alla scatola C) la quale pu portarlo avanti a coprire una met della fessura,
oppure escluderlo dal campo visivo.
La vite L regola la larghezza della fessura,
la quale si tiene pi o meno chiusa a seconda
dell'illuminazione che si ha, e si pu anche
aprire totalmente per osservare il preparato.
La vite M, posta sotto il tubetto E, serve
alla rettifica della scala micrometrica, la cui
posizione deve essere tale da combinare il
tratto 0.589 colla linea d di Frauenhofer (linea
del sodio) : per mettere la scala micrometrica
parallela allo spettro, si gira la sua montatura G; lo specchietto O rischiara la scala
stessa. Questa, oltre ad essere girevole nel
tubetto, pu essere spostata con esso nel senso
dell'asse per l'adattamento distinto all'occhio

dell'osservatore.
Se il preparato da esaminare in volume
notevole e liquido, si applica al tavolino I
posto nei tubetti uniti allo strumento; altri-

54i
menti pu anche venir

messo sul tavolino del


microscopio, e allora lo specchietto B manda
la luce naturale sul prisma di paragone. In
questo caso poi, se il preparato sufficientemente esteso, non occorre alcun obbiettivo;
altrimenti si adatter al microscopio un obbiettivo debole. Occorrendo esaminare preventivamente il preparato al microscopio, non
ci sar che aprire completamente la fessura,
per mezzo della vite L, e girare da parte attorno al perno P il tubo D dello strumento,
dopo aver disimpegnato, mediante una leggiera
pressione sulla leva Q, il dente che lo tiene
centrato sull'asse ottico dello strumento stesso.
(Questa descrizione corrisponde al microspettroscopio Abbe della fabbrica Koristka).
Si ricorre alla prova microspettroscopica allorch la macchia da esaminare molto esigua,
e quindi quando la scarsezza del materiale
non permette le prove macroscopiche, cristallografiche o spettroscopiche gi descritte.
Tutte le manipolazioni vanno eseguite sul
vetrino portaoggetti, ma talora, specie se si
tratta di soluzioni di macchie, si possono
usare vetrini a gocciapendente.
Al microspettroscopio si possono esaminare
tutti gli spettri finora studiati, per, in pratica
esso si usa specialmente per la dimostrazione
dello spettro dell'ematoporfirina e dell'emocromogeno. perch sono gli spettri che pi facilmente si ottengono dalle macchie di sangue
anche vecchissime e piccolissime.
86 A scarelli.

542

Microspettro dell' ematoporfirina.


Vi si ricorre specialmente quando si tratta di macchie
che si suppone siano state esposte ad elevate
temperature o deposte sopra substrati difficili
(macchie critiche del Florence).
La particella sospetta viene posta in un vetrino portaoggetti con una piccola goccia
di acido solforico concentrato purissimo. Si
copre il preparato con un vetrino coprioggetti e si lascia in macerazione per qualche
tempo.
Osservando poi, al microspettroscopio, allorch i margini hanno assunto una tinta rossovioletta, si vedranno allora pi o meno nettamente le strie dell' ematoporfirina acida.
Si pu, poi, far penetrare per capillarit tra
i due vetrini una goccia di piridina, ed apparir lo spettro dell'ematoporfirina alcalina.
La formazione dell'ematoporfirina imme-

diata.
Secondo le ricerche del Magnanimi, il riconoscimento spettroscopico dell'ematoporfirina,
fatto direttamente sul tessuto macchiato,
sempre possibile e^ non ostacolato nemmeno
quando la macchia trovasi su un substrato
colorato con una sostanza che di per s d
un fenomeno spettroscopico in regioni vicine
a quelle dell'ematoporfirina acida (indaco).
Microspettro dell'emocromogeno. Si mette
la particella di sostanza da esaminare (una
piccola goccia di soluzione, o un po' del raschiato della macchia, o un frammento di

543

filo del tessuto macchiato) sul vetro portaoggetti e vi si aggiunge una goccia di potassa
caustica al 33 % e una piccolissima goccia di
solfato o d'idrato di idrazina al 50% (non si
deve mai usare come mezzo riduttore il solfuro

di ammonio, perch intorbida il preparato).


Si vede pian piano, che dai margini s'inizia
una colorazione rossa, che dimostra come nella
macchia si vada formando l'emocromogeno.
Si osserva il punto arrossato al microspettroscopio e si scorgeranno le strie dell'emocromogeno.
Talora la formazione di questo ritarda per
qualche tempo (due, tre ore). Il preparato pu
conservarsi, lutandone i margini con paraffina,
con balsamo di Canada, ecc.
Quando la sostanza da esaminarsi sia scarsissima, e quindi non sia possibile aggiungere
la potassa caustica e il riducente, allora ci si pu
limitare all'uso di una piccolissima goccia di
potassa caustica al 33 % o di piridina.
In tal modo si ottiene ugualmente per autoriduzione della sostanza ematica lo spettro
dell'emocromogeno: per questo pu ritardare
anche 24 ore e pi. In questi casi, bisogna,
subito dopo eseguito il preparato, impedirne
la evaporazione, lutandone i margini con paraffina o con altra sostanza, in modo che la
essiccazione sia impossibile.
Questo mezzo di autoriduzione era usato dal
Fethbaldi sin dal 1904 per la ricerca clinica
delle tracce di sangue.

544

d) Spettrofotografia.

Per dare una prova obbiettiva delle ricerche


spettroscopiche eseguite, si pu ricorrere alla
fotografia (Mirto) sia dello spettro, che del
microspettro.
Le ricerche spettrofotografiche sono anche
molto interessanti, perch per mezzo della fotografia si possono vedere le strie di assorbimento anche in soluzioni diluitissime e quasi
completamente incolori. Con la prova spettrofotografica si riesce anche a mettere in evidenza la cosiddetta terza stria del sangue,
descritta dal Soret nelle sue ricerche sull'assorbimento dei raggi violetti ed ultravioletti,
stria che si trova nella parte esterna del violetto, tra le linee G ed H di Frauenhofer.
Dimostrazione dei corpuscoli rossi del sangue.

Anche la dimostrazione delle emazie in una


macchia che si sospetta di sangue, costituisce
una prova di certezza. Essa si pu ottenere
sia con prove microscopiche che con la visione
diretta dei corpuscoli rossi del sangue mediante speciali apparecchi.

a) Prove di certezza microscopiche.


Queste riescono facilmente, quando la macchia sia di recente data, ancora solubile cio
in cloruro di sodio.

In tali casi, basta raccogliere


545

una piccola
porzione della sostanza in esame, in una goccia
di cloruro di sodio al 0.85 %, ed osservare al
microscopio, per riconoscere gli elementi morfologici caratteristici.
Ma tale facilit, in pratica non si riscontra
che eccezionalmente.
La regola invece, quella, di dover esaminare macchie pi o meno antiche.
La ricerca delle emazie nelle antiche macchie riesce, sebbene molto difficile, possibile
anche dopo molti anni, specie se la macchia
deposta in sottil strato. Per nella macchia
di antica data, la dimostrazione non pu essere fatta senz'altro direttamente, ma necessario trattare la macchia in modo speciale servendosi dei cosi detti liquidi ripristinatori per
i quali i corpuscoli del sangue si possono rendere visibili.
Tra i liquidi ripristinatori ricorder: il cloruro di sodio 0.75 %, la glicerina diluita, il sublimato 0.50%, la potassa caustica 30 % (liquido
di Bizzozzero), il liquido del Pacini (acqua 300,
glicerina 100, cloruro di sodio 3, sublimato 1);
il liquido del Roussin (glicerina 3, acido solforico 1, acqua quanto basta per avere la densit di 1028), il liquido del Rezzonico (soluzione acquosa di acido ossalico), del Tamassia
(soluzione di cianuro di potassio al 10% e di
ioduro di potassa al io %), il liquido del Puppe
(formiolo e potassa a parti uguali), del Richter
(glicerina pepsinica), etc.

546

In genere un liquido ripristinatore tanto


migliore per quanto meglio presenta queste
tre propriet: i non disciogliere la sostanza
colorante; 20 rigonfiare i corpuscoli raggrinziti;
3 isolare il pi possibile i corpuscoli l'uno
dall'altro.
Ora queste propriet potranno esplicarsi
meglio con l'uno o con l'altro liquido, secondo
l'et della macchia e il substrato in cui essa
posta.
Secondo le ricerche del Tamassia, confermate
dal Coraini, i liquidi pi attivi sarebbero le
soluzioni di cianuro e quelle del Pacini e del

Rezzonico.
Tecnica. Con un bisturi si raschia la macchia essiccata, o con un ago, specie se la mac
chia su tessuto, si scalfisce, tenendo il tessuto appoggiato sul portaoggetti. Se c' sangue,
per lo pi si vede che l'ago lascia una stria
rosso bruna e sai vetrino si vede cadere una
finissima polvere rosso-brunastra.
Ci fatto, vi si mette una goccia del liquido
ripristinatore, oppure il liquido si fa penetrare
per capillarit dopo coperto il raschiato col
coprioggetto, e si osserva al microscopio a
500 diametri. Quest'ultimo mezzo da molti
autori preferito, perch con esso gli elementi
morfologici si rendono man mano visibili nelle
zone dapprima amorfe.
Alcuni AA. fanno anche inumidire la macchia
per un po' di tempo nei liquidi ripristinatori
deboli, e poi fanno le osservazioni sull'acqua

pu riuscir
547

solo quando la
di lavaggio. Ci
macchia recente, negli altri casi no, perch
il liquido pu dissolvere troppo l'Hb. e non
lasciar pi vedere nulla.
Nei casi favorevoli si possono non solo ritrovare le emazie, ma anche i leucociti, di cui
si mettono in evidenza i nuclei con acido
acetico.
I globuli per lo pi si mostrano dentellati,
o moriformi; talvolta la concavit del globulo
sostituita da una sporgenza che gli d l'apparenza di una sfera; spesso i globuli sono
incolori e contengono delle granulazioni. Possono ritrovarsi isolati, o addossati, molto appiattiti per la scambievolecompressione; talora
gii ammassi prendono forma di placche poliedriche angolari, rosso-brune, come una specie
di mosaico.
Cause di errore. Non bisogna dimenticare
che le spore di certi funghi inferiori, p. es.
Porfiridium cruentum e dell'Achorion Schnlein
hanno grande somiglianza coi corpuscoli rossi.
Carattere differenziale la grande resistenza
di queste spore agli acidi e agli alcali.
Anche le cellule di fermenti e le goccioline
di grasso possono mentire le emazie e bisogna
ricorrere, per differenziarle, all'etere, alla benzina, allo xilolo, ecc.
Valore della ricerca. La ricerca molto
spesso fallace; le esperienze del Tamassia, confermate poi dal Bizzozzero, Brouardel, Hofmann, hanno affermato che la dimostrazione

- 548 -

delle emazie irta di tali incertezze da non

poter formare un dato veramente positivo per

la diagnosi generica del sangue. Quando si


tratti di macchie di poche settimane si possono ottenere preparati dimostrativi, ma
molto difficile con macchie antiche ottenere
figure che autorizzino una diagnosi assoluta,
quale richiedesi per le ricerche medico-forensi.
La diagnosi pu talora esser facilitata con la
misurazione degli elementi che si riscontrano al
microscopio e che si credono corpuscoli rossi,
usando l'oculare micrometrico, e sapendo che
le emazie umane hanno un diametro di circa
7.7 ;;..
Ma anche ci infido, perch si possono

trovare elementi non corpuscolari di quella grandezza, perch i globuli talora non riacquistano
le primitive dimensioni e rimangono o raggrinziti e molto pi piccoli, o si rigonfiano apparendo pi grandi. noto inoltre che anche
la luce ha un forte potere emolitico. Quindi
quando la macchia anche se non troppo antica stata tenuta molto tempo alla luce e
specialmente alla luce solare, non potranno
da essa in alcun modo essere isolati i corpuscoli rossi.

Per tali ragioni, la ripristinazione dei globuli rossi del sangue, non rimasta come
mezzo di ricerca medico-legale che per le macchie
recentissime, ed stata del tutto sostituita con
le prove spettroscopiche e microspettroscopiche.

549

b) Esame diretto dei corpuscoli rossi.


Nell'anno 1907, il Florence ha introdotto per
la ricerca delle macchie di sangue, un nuovo
metodo, il quale stato molto favorevolmente
accolto ed applicato largamente alle esigenze
medico-legali.
Il metodo consiste nella visione diretta dei
corpuscoli rossi del sangue, mediante l'impiego
di un apparecchio di rischiaramento interno.
L'apparecchio (vedi
fig. 31) consiste in un
obiettivo speciale il
quale porta innestato
poco al di sopra della
lente un tubo orizzontale. Neil' interno di
questo tubo v' una
piccola lente convessa
interna che raccoglie
i raggi da una forte
sorgente luminosa
(lampada a becco Auer,
o meglio forte lampada elettrica) e li riu
nisce su di un prisma Fig. 31. Apparecchio Florence-Nachet per l'esame
dal quale vengono
diretto
dei
globuli.
proiettati sull'oggetto
che deve essere rischiarato. Il tubo illuminatore fornito al suo
estremo libero di un diaframma iride che gradua

l'intensit luminosa. Il livello della sorgente lu 55Q

minosa deve costantemente mantenersi uguale


a quello del tubo, e ad una distanza non maggiore di io centimetri.
L'apparecchio posto fra due colonne metalliche, le quali sorreggono una macchina per
microfotografia.
L'apparecchio di Florence, non pu essere
usato con buon successo, altro che nella ricerca
del sangue su oggetti metallici (armi) o lucidi
(avorio, madreperla, porcellana). (Vedi fig. 32 A).
Riesce poi discretamente bene nelle macchie
su legno, carta monetata, ed anche su stoffe

Fig.

aspetto che assumono le emazie secondo


il substrato. - Esame diretto con l'apparecchio Florence.
32. Diverso

55i

molto lucide come seta, e pur discretamente


su fili isolati di tela (De Dominicis-Persiani).
Non applicabile alle macchie su substrati
porosi (mattoni, carta). Non esercita grande
influenza la tinta del substrato; il rosso per
disturba alquanto l'osservazione.
I globuli appaiono ben conformati, talora
un po' pi piccoli del normale (sui tessuti, sul
legno), (V. fig. 32 B) tal'altra (su vetro) pi
grandi (V. fig. 32 C).
La prova riesce bene anche quando la macchia
sanguigna stata sottoposta a forte calore
(fino a 1500) per un certo tempo (pi ore),
(Persiani) (V. fig. 32 D).
L'applicazione di questo metodo non danneggia affatto la macchia, quindi pu sempre
essere impiegato in prove preliminari, anche
se per il substrato sul quale la macchia posta
non si attendono risultati molto dimostrativi..
Sostituendo all'oculare un microspettroscopio,
si pu eseguire direttamente sull'oggetto, come
hanno dimostrato il De Dominicis e il Fraenckel, la prova dell'emocromogeno, lasciando
cadere sulla macchia una gocciolina di piridina e una di solfuro di ammonio.
II metodo di Florence quindi un prezioso
strumento, ma esso non pu essere utilmente
usato che da colui il quale ha una buona pratica di laboratorio e dell'apparecchio in specie.

552

Esame spettroscopico diretto.

In questi ultimi tempi, allorch si deve pro-

cedere all'esame di una macchia di sangue, si


ricorre, non all'estrazione della macchia con
un solvente pi o meno attivo ed energico,
ma si preferisce, usando lo spettroscopio o il
microspettroscopio (Florence), ricorrere all'esame diretto della stoffa o dell'oggetto macchiato, eseguendo tutte le prove su descritte,
sia su un frammento del tessuto, sia su un
pelo, sia sul raschiato della macchia.
Gi abbiamo fatto cenno di ci, spiegando
la tecnica per l'uso del microspettroscopio, per
la ricerca dello spettro dell'emocromogeno e
dell'ematoporfirina. Ma ci piace richiamare
l'attenzione del perito specificatamente su
questa particolarit tecnica, e ricordare il metodo proposto dal dott. Brandino, per facilitare appunto l'esame diretto delle macchie di
sangue deposte su stoffe, carte, ecc.
Si taglia una listerella della stoffa o della
carta macchiata di sangue e la si imbeve con
una sostanza diafanizzante, per esempio, olio
di mandorle dolci, che non scioglie il sangue,
facilmente eliminabile, dotato di alto potere rischiarante e infine non altera, sensibilmente il substrato. Quando il tessuto completamente impregnato (dopo 4-5-10 minuti
secondo lo spessore della sostanza), il che facilmente si rileva con il controllo del miero-

5S3

scopio a piccolo ingrandimento, si libera dall'eccesso di liquido comprimendolo con un


cuscinetto di carta bibula. Poi si colloca il

pezzettino di stoffa tra due vetrini portaoggetti tenuti a contatto per mezzo di elastici
applicati alle due estremit, e si esamina
con un piccolo spettroscopio a mano, ricercando le strie dH'ossiemoglobina e dell'emoglobina. Quando la macchia molto antica, si
ricerca lo spettro dell'emocromogeno, su un
filo del tessuto o sull'impronta della macchia.
Si applica cio su un punto limitato della
macchia una listerella di carta bibula, inumidita con potassa diluita, mantenuta con una
certa pressione sul punto da esaminare, fino
a che una traccia della sostanza colorante sia
passata sulla carta. Si aggiunge su questa una
gocciolina di solfato di idrazina e si pone la
cartina tra i due vetrini. Il fenomeno spettroscopico dell'emocromogeno appare in molti
casi evidente senza bisogno di ulteriori ricerche
microspettroscopiche.

IL Et della macchia.
Lo stabilire l'epoca alla quale la macchia
rimonta, cosa molto ardua, perch la diagnosi non si basa su caratteri certi.
Il perito deve considerare specialmente la
solubilit della macchia e il suo colorito.
Una macchia recente solubile con acqua
distillata, e la soluzione mostra lo spettro

dH'ossiemoglobina quella vecchia di pi giorni


554

si scioglie anche in acqua distillata ma lentamente, e mostra vicino allo spettro dH'ossiemoglobina la stria nel rosso della metemoglobina, o solubile in cloruro di sodio; quella
di pi settimane si scioglie con glicerina o
meglio in debole soluzione alcalina (KOH 2 %);
quella di mesi, si scioglie solo nei pi energici

liquidi ripristinatori; quella di anni solo in forti


soluzioni alcaline (KOH 33 %, cianuro di p
tassa in soluzione concentrata).
Per non solo con il tempo cambia la solubilit della macchia, ma anche con la sua esposizione all'aria e alla luce; ed una macchia esposta al sole pu perdere la sua solubilit dopo
pochi giorni, e mantenerla invece se tenuta
lontano da questi elementi atmosferici (Ferrai).
Sulla solubilit della macchia in glicerina
fondato il metodo del De-Dominicis, che riguarda per solo le macchie che hanno imbevuti i tessuti.
Questo metodo secondo la descrizione dell'autore si pu dividere in due parti:
La prima parte diretta a precisare le condizioni di solubilit delle macchie sottoposte
al nostro giudizio, ed a mantenere la soluzione
colorata, in modo che possa servire di controllo per la seconda parte del metodo.
Nella seconda parte si riproduce, in un altro
punto dello stesso tessuto, con sangue fresco,
una macchia per quanto possibile simile a
quella di cui si vuole determinare la data.

-nel vedere
555

Tutto sta ora

se questa macchia di controllo mostra, in ordine al tempo


ed all'intensit di colorazione, un comportamento identico a quello della macchia su cui
ci dobbiamo pronunziare.
Della macchia di cui si vuole determinare
la data si asporta anzitutto un'estensione
possibilmente imbevuta in modo uniforme: di
questa si sottopone alla prova un quadratino
di 5 millimetri.
La reazione si compie in provette del diametro di 12 mill. (escludendo quelle di vetri
con riflessi verdastri), della capacit di un cmc.
In una di queste provette si versa esattamente i cmc. di glicerina (Merck - pr analysi
- 1.23), e vi si lascia cadere il pezzettino di

tessuto macchiato segnando esattamente l'ora.


Si scuote subito il tubo da saggio, per imbevere il tessuto completamente di glicerina.
Bisogna ora determinare in quanti minuti
la glicerina, lievemente agitata tratto tratto,
per esempio ad intervalli di un minuto, assume sensibile colore giallastro.
L'apprezzare tale lieve colorazione non presenta difficolt, qualora si stabilisca un confronto con glicerina pura, e l'osservazione si
compia a luce incidente dietro uno schermo
bianco, particolarit che non pu venire trascurata.
Determinato esattamente questo tempo, subito si estrae con un ago il tessuto macchiato;
si conserva il liquido colorato chiudendo con

- finita
la prima
556

tappo di gomma. Cos


parte
del metodo, cio la constatazione delle condizioni di solubilit della macchia sottoposta al
nostro giudizio, e la conservazione della glicerina colorata in giallastro.
La seconda parte del metodo diretta ad
ottenere una macchia simile alla precedente
sullo stesso tssuto, ed avere da questa un
analogo comportamento di fronte alla glicerina, il che nella sua esattezza facilitato dal
confronto colla glicerina colorata in giallastro
della prima parte del metodo.
Questa macchia per la seconda parte del metodo, si potr farla co) sangue ottenuto per
puntura del nostro dito,
Ottenuta questa macchia di confronto, per
quanto possibile simile a quella che stata
sottoposta al nostro giudizio, tutto si riduce
a vedere dopo quanti giorni 5 mmq. di
questa macchia saranno in grado di colorire
un cmc. di glicerina in egual tempo e colla
stessa intensit.
Questo, il metodo del De-Dominicis, al quale
per non va dato che un valore molto approssimativo. Esso poi non applicabile nelle
macchie che sono insolubili in glicerina.
Anche il colore della macchia varia col
tempo. Il caratteristico color rosso del sangue
rimane solo per poco tempo e gi dopo 1-2 ore
scompare, cambiandosi in rosso bruno e poi
in bruno. Le macchie vecchie di mesi ed anni,
appaiono completamente grigie.

557

Questi cambiamenti, dovuti al trasformarsi


dell'emoglobina in metemoglobina e poi in
ematina, avvengono tanto pi rapidamente
per quanto pi la macchia stata tenuta alla
luce diffusa.
Sul diverso colorito della macchia secondo
la sua et fondato il metodo del Tomellini.
Questi ha formulato una tavola cromatica di
12 tipi, secondo il colore pi omeno cupo che
acquista una goccia di sangue su un tessuto
bianco, dopo diversi tempi (vedi Archives d'Anthropologie et Mdecine legale, ag. 1907).
Il metodo per, ha scarso valore, perch si
riferisce solo a tessuti bianchi, e non tiene
conto di tutti gli altri coefficienti ricordati,

che possono modificare il colore della macchia.


In conclusione, il perito, richiesto sull'et di
una macchia di sangue, non potr dare che
una risposta molto approssimativa, specialmente se trattasi di macchie su armi, o su
legno, pavimento, ecc.

III.

specie
Determinazione
della
di
sangue.

Per determinare da quale specie animale provenga una data macchia di sangue, il perito
ha a sua disposizione mezzi di certezza assoluta.
Questi mezzi hanno completamente ridotto
a valore storico tutti gli altri fin qui usati,
come la diversa forma dei cristalli di emoglobina nelle varie specie animali, la diversa re30

Ascarelli.

sistenza agli alcali delle diverse specie di


558

emoglobina (Magnanimi-Ziemke); il maggiore o minor numero delle granulazioni neutrofile dei


globuli bianchi (Erhlich-Corin); la misurazione
delle emazie ripristinate da una macchia di

sangue.
Ci per la difficolt della ripristinazione
stessa, perch questa non si avvera mai in
modo uniforme e completo, e perch moltissimi animali hanno le emazie di dimensioni
simili a quelle umane. Infatti i corpuscoli rossi
dell'uomo hanno una grandezza media di p. 7.7
oscillanti per tra i p 9 e i . 6; il cane ha le
emazie di 7.3 /, il cavallo di 7.2, il topo
di 7.2, il coniglio di 7.15, il maiale di 6, il
montone di 6.8, il gatto di 6.4, la pecora eia
capra di 4.9 e 3.9.
N ha maggior importanza la prova del Van
Itallie basata sulla maggior resistenza del sangue umano alle azioni catalitiche.
I metodi ora in uso comune nella pratica
medico-legale, sono i metodi biologici e di
questi tre specialmente: dell'agglutinazione,
dei sieri precipitanti, dell'anafilassi.
a) Siero-reazione precipitante.

noto, come la reazione biologica per la


diagnosi del sangue fu introdotta nella pratica
medico-legale da Uhlenhuth e WassermannSchtze, con l'applicazione alla medicina forense della scoperta del Bordet sulle propriet

di alcuni anticorpi speciali, cio delle


559

pitine

preci-

Se si inietta un animale A (per esempio,


coniglio) con siero di sangue, o con sangue

defibrinato, o non defibrinato di altro animale


B (per esempio, uomo), il siero dell'animale
A acquista la propriet di intorbidare una
soluzione anche diluitissima del siero dell'animale B, per un antisiero che nel primo animale
si forma, il quale contiene le cosi dette precipitine. Quindi basta mettere in contatto, in
determinate quantit, un pochino dell'antisiero
cos preparato con una soluzione della macchia da esaminare, ed osservare se nel tubo da
saggio, si forma oppur no un intorbidamento.
Nel primo caso, la macchia sar costituita da
sangue umano (se l'antisiero era preparato per
l'uomo), nel secondo caso la macchia sar di
altro animale, non di uomo.
Il metodo sembra semplicissimo: invece
una delle pi delicate ricerche di Medicina
legale, e spesso ci si imbatte in difficolt tecniche che difficilmente vince con sicuro successo chi non ben addestrato in simili reazioni.

Ora, siccome tale prova biologica entrata


trionfalmente nella pratica, specie all'estero, e
poich finora in Italia , si pu dire, riservata
ai soli cultori specializzati nella Medicina forense, bene, io credo, dettare alcune norme
per cui sia possibile a tutti esperimentare questo mezzo diagnostico di cos alto valore.

56o

Preparazione del siero. L'animale che


meglio di ogni altro si presta alla preparazione dei sieri, il coniglio. Bisogna scegliere
conigli grossi e robusti, di non meno di kg. 2
di peso. Durante la preparazione i conigli
vanno ben nutriti; si visto che negli animali tenuti digiuni o mal nutriti non si producono antisieri molto attivi.
Materiale da iniezione. Si usato per la
iniezione sangue puro, siero di sangue, sangue
defibrinato, sangue cadaverico, sangue ottenuto da operazioni chirurgiche, ed anche trasudati (Perrando).
Meglio di tutto, impiegare o il sangue
placentare o il sangue preso da salassi. ,
Per prendere il _sangue placentare, appena
avvenuto il parto, si pone l'estremo del cordone ombelicale del feto in un vaso cilindrico
previamente sterilizzato, e con pressione sull'utero si raccoglie un po' di sangue; in media
20-30 cmc.

I vasi vengono dopo chiusi con ovatta sterile.

Meglio ancora praticare dei salassi con


tutte le regole asettiche e raccogliere cos

di sangue.
Se invece che un antisiero per il sangue
umano, si deve prepararne uno per altra
specie di sangue (pecora, maiale, cavallo,
pollo, ecc.) si prende uno di questi animali e
si salassa, preferibilmente dalla vena giugulare, ed usando sempre le pi scrupolose regole asettiche.
100-200 gr.

raccolto si deve
56i

Dal sangue
separare il
siero; poich molto meglio impiegare questo,
che il sangue defibrinato.
Per raccogliere il siero, si lascia dapprima
il sangue raccolto, alcune ore in riposo, poi
lo si pone in ghiacciaia. Quando il coagulo si
completamente formato, con una pipetta
sterile si aspira il siero, lo si mette in una
provetta e lo si centrifuga per renderlo anche
pi chiaro.
Il siero da impiegarsi deve essere asettico,
trasparente, quasi incolore.
Ottenuto il siero, questo pu conservarsi,
in provette sterili, fino al momento di usarlo
per l'iniezione dell'animale.
Per essere pi sicuri nel mantenere sterile
il siero, si pu aggiungere una piccola quantit di cloroformio (nella proporzione del io %)
o poche gocce di soluzione fenica all'i % o di
cloruro di sodio al 3 %
Per, se possibile, meglio usare il siero
senza aggiunta di altre sostanze.
Iniezioni nell'animale. Si possono fare
iniezioni sottocutanee (non consigliabili), endoperitoneali, intravenose.
Queste, sebbene pi difficili, sono preferibili, perch si prepara l'animale con minor
numero di iniezioni, in pi breve tempo, e
con minor materiale.
L'animale prescelto, viene legato su un tavolo, e l'orecchio viene ben insaponato, rasato,
e pulito con etere. Poi si fa pressione alla base

562

dell'orecchio per gonfiare la vena marginale,,


e quindi con una siringa sterilizzata si iniettano in questa vena 1-2 cmc. di siero per
chilogramma di coniglio.
Subito dopo l'iniezione, l'animale ha un breve
schock, da cui ben presto si rianima.
Dopo l'iniezione, si stringe l'orecchio sull'ago-cannula, si sfila l'ago, in modo che il siero
non fuoriesca, e si chiude la piccola ferita con
collodion.
L'iniezione si ripete ogni 3-4 giorni.
Per solito l'animale preparato dopo tre
iniezioni.
Iniezione intraperitoneale. S'iniettano nel
cavo peritoneale 5 cmc. di siero ogni chilogramma di animale, ogni 4-5 giorni. L'animale preparato in media dopo quattro iniezioni.

Durante la preparazione, i conigli vanno


molto ben sorvegliati e deve tenersi conto dell'andamento del peso, della temperatura, del
decorso dei fenomeni clinici, ecc.
Non si deve credere che si ottengano sieri
pi attivi e pi rapidamente per quanto pi
frequenti sono le iniezioni e maggiore la quantit di siero iniettato volta per volta.
Prova di saggio. Allorch si crede che il
coniglio sia preparato, bisogna, prima di ucciderlo, saggiarne il siero.
Si raccolgono da una vena, per aspirazione
con una punta di Pravaz, 3-5 cmc. di sangue,
in una provettina sterile. Se ne lascia separare

'563

il siero, che poi si aspira con una pipettina e


si centrifuga e poi si filtra. Si ottiene cosi un

siero abbastanza chiaro.


Si prende poi cmc. 0.9 di una soluzione all'i %0 del siero che servito alla preparazione
e vi si aggiunge cmc. o 1 del siero ottenuto
dal salasso dell'animale, e si osserva se si ottiene dopo 2-3 minuti un intorbidamento.
L'apparire di questo dimostra che l'animale
pronto.
Se invece questo intorbidamento non si ottiene, allora necessita un'altra iniezione, la
quale deve essere preferibilmente praticata nel
cavo peritoneale, perch spesso nelle iniezioni
intravenose gli animali muoiono.
L'esperienza insegna, che talora alcuni animali danno un siero poco o niente attivo, ci
per cause individuali, di cui la ragione ci
sfugge.
Bisogna quindi preparare per lo meno due

animali.

Uccisione dell'animale. Dopo che il coniglio preparato si lascia 5-6 giorni in riposo,
poi un giorno a digiuno e quindi si uccide.
Si pu o tagliare la carotide al coniglio e raccoglierne il sangue in un tubo sterile, come si
pu anche aprire il torace dell'animale cloroformizzato, metterne allo scoperto il cuore, tagliarne la punta, e raccogliere il sangue in

vasi sterilizzati.
meglio per seguire questo metodo: Si
cloroformizza il coniglio, poi si mette allo sco-

- 564 -

perto la carotide. S'introduce quindi nel vaso


carotideo un tubicino di vetro capillare lungo
25 cm. ripiegato un po' ad una estremit, e si
raccoglie cos il sangue direttamente in vasi
sterili e tenuti a bassa temperatura (contornati
di ghiaccio).
Preparazione dell'anlister. I vasi, in cui
il sangue stato raccolto, si lasciano in riposo
per qualche ora, poi si mettono in ghiacciaia
per facilitare la separazione del siero. Quando
questa avvenuta, si toglie il siero con una
pipetta e lo si chiarifica filtrandolo in filtri
Berckfeld sterilizzati. Si lascia poi in riposo
per qualche giorno e se non ben chiaro lo
si filtra di nuovo. Quindi lo si mette in fialette scure di un cmc. di capacit, che poi si
conservano in luoghi scuri e freschi. Per meglio conservarlo vi si pu aggiungere nel rapporto dell' 1 %, una soluzione fenica al 3%
in cloruro di sodio fisiologico.
Con gli antisieri cos ottenuti si possono
anche preparare delle cartine, ohe per non
sono molto usate nella pratica.
Cause di errore nella preparazione del siero.
dipendere:
Queste
possono

1. Dalla cattiva scelta dell'animale (animale malato, gravido, ecc.);


2. Dalle condizioni del materiale da iniettarsi (sangue raccolto male o siero mal separato) ;

erroneo rapporto tra materiale iniettato, peso dell'animale, tempo trascorso tra
3. Da

l'altra iniezione, iniezioni


565

l'una e
troppo frequenti o troppo ripetute, ecc.
I sieri cosi preparati non debbono essere n
troppo attivi, n poco attivi, ed essere inoltre
strettamente specifici
Determinazione del valore del siero. Gli
antisieri ultraattivi possono infatti dare intorbidamento, non solo in sangui affini, ma anche
in altre specie di sangue, quando le soluzioni
sieno troppo concentrate. quindi di assoluta
necessit conoscere il valore dell'antisiero che
si adopera. Per determinare il valore di un antisiero si fanno soluzioni i : iooo, i : 10,000,
1 :100,000 del siero iniettato ; e con l'orologio
alla mano si determina quando in ciascuna di
dette soluzioni in una quantit determinata
(o 9 cmc.) con l'aggiunta di 0.1 cmc. di antisiero, avviene l'intorbidamento. Per gli scopi
medico-legali sufficiente usare quell'antisiero
che nelle proporzioni sudddette d intorbidamento nelle soluzioni all'i : 1000 al massimo
dopo tre minuti di osservazione. Se si usano
antisieri di valore superiore all'i 10,000 debbono aversi minutissime accortezze: anzi
bene non adoperarli.
Specificit del siero. Si comprende come
anche la specificit dell'antisiero sia elemento
indispensabile per la buona riuscita della reazione. Per determinare la specificit bisogna
saggiare l'antisiero con soluzioni di sangue
:

provenienti da un gran numero di animali


(per lo meno 5), alla concentrazione di 1:1000.

risultati debbono
-

566

S'intende che i
essere negativi sempre, meno che con la soluzione del
siero iniettato.
Esecuzione della prova biologica. Frammenti della sostanza da esaminare (piccolo
pezzo della stoffa macchiata, p. es. di 0.5 cmq.
raschiato di macchie, ecc.) si mettono in un
tubicino da saggio con una piccola quantit
di cloruro di sodio al 0.85 %.
Siccome le soluzioni di cloruro sono un debole mezzo estrattivo, cosi bisogna tenere,
talora per molto tempo, la sostanza in macerazione per rendere possibile il dissolversi di
tutta la sostanza albuminosa contenuta nella
macchia.
Allorch le macchie sono molto vecchie ed
assolutamente insolubili <in cloruro di sodio,
si pu seguire il procedimento dello Ziemke,
il quale consiglia di estrarre la macchia con
cianuro di potassa, alcalinizzare l'estratto ottenuto con acido tartarico, diluire poi con cloruro di sodio, e su quest'ultima soluzione eseguire la reazione nel modo che sar ora de-

scritto.
Possibilmente si deve agire per soluzione
di macchie limpide, trasparenti, incolori, ed
a concentrazione dell'i %0.
Questo titolo corrisponder a quella soluzione che quasi incolore a luce incidente o
lievemente colorata in gialliccio; che agitata,
lascia per un certo tempo schiuma biancastra;
che con acido nitrico d opalescenza.

- 567 -

E meglio del resto fare con sangue tolto


dalla puntura di un dito una soluzione all'i
per 1000 e regolar poi sul colore di questa soluzione campione, la soluzione della macchia.
Molti e frequenti errori dipendono poi dalle
vetrerie non bene lavate. A ci si pone riparo
con il pi grande scrupolo nella pulizia dei
recipienti (che vanno lavati con alcool, etere,
acqua distillata, soluzione fisiologica), ed anzi
nelle prove di straordinaria importanza bene
usare materiale nuovo. Specialmente accurata,
in ogni modo, deve essere la pulitura delle can-

dele da filtrazione, in cui facilmente possono rimanere particelle di sangue o di altra sostanza.
Dalla soluzione della macchia cos preparata se ne prendano 0.9 cmc. e si mettano in
un piccolo tubo da saggio di 2 cmc.
Si fanno poi soluzioni di sangue o di siero
di sangue all'i :iooo in NaClo.85% di diversi
animali (p. es., capra, cavallo, bue, maiale,
pollo) e di ciascuna soluzione si prendano anche 0,9 cmc. e si mettano in tanti recipienti
diversi, di 2 cmc. di capacit, avendo cura
s'intende di usare per ogni soluzione una pipetta diversa. Si prepara inoltre un tubicino contenente solo 09 cmc. di cloruro di sodio, ed un altro con 0.9 cmc. del siero di sangue usato per preparare l'animale, e di cui si
conosce il modo di reazione avendolo di gi
esaminato nella prova di saggio.
In ciascun tubo s'introduce 0.1 cmc. di antisiero.'

reazione deve avvenire


568

La
a temperatura
ambiente dopo 2-3 minuti di osservazione, e
si rende palese con un lievissimo opacamente
della soluzione della macchia (se la macchia
era costituita dal sangue umano), mentre tutte
le altre soluzioni debbono rimanere perfettamente limpide (compresa quella della macchia se questa non era costituita da sangue
umano).
L'osservazione va fatta contro uno schermo
nero, poich cosi si apprezza meglio il lieve
opacamente indice della reazione; e se questa
non avvenuta dopo 5-6 minuti, la si deve
considerare senz'altro negativa, perch molto
spesso dopo poco tempo si veggono intorbidate anche altre soluzioni
Un'ultima raccomandazione da farsi: il
perito deve essere alieno da ogni criterio aprioristico, poich non difficile che egli vegga
opacamenti in quelle soluzioni in cui non ve
ne sono, o viceversa, dato che il pi delle
volte l'opacamento tenuissimo.
Valore della prova biologica. Le obiezioni
pi importanti da farsi a tale prova sono tre :
i I sieri cos preparati non sono specificatamente attivi per il sangue, ma per l'albumina; cio un siero preparato, d formazione
di- precipitine non solo su una soluzione di
Sangue dell'animale per il quale era preparato,
ma anche per qualunque soluzione di sostanze
proteiche della stessa specie dell'animale, reagendo perci con il latte, sperma, sputo ecc

- 569

Tra il sangue e queste sostanze albuminoidi le


differenze non sono che quantitative.
2 Che i sieri preparati non riescono attivi
esclusivamente per l'animale per cui sono stati
preparati, ma anche, sebbene meno potentemente per gli animali di specie affini ; cos p. es.
il siero preparato per il sangue di uomo reagisce anche per il sangue di scimmie antropomorfe; quello dei polli per i piccioni, quello
del maiale per il cinghiale, ecc.
3 Sieri molto attivi possono dar precipitati

anche in sangue etcrologo.


La prima obiezione vinta facilmente quando
con i sicurissimi metodi d'indagine chimica e
spettroscopica si faccia precedere alla diagnosi
specifica del sangue la diagnosi generica.
La seconda obiezione ancora non stata
vinta, ma molto difficile in pratica di aver
innanzi una macchia di sangue di scimmia.
Al caso si pu titolare la reazione avuta e confrontarla con sangue di uomo e di scimmia e
in tal modo risolvere il quesito.
Per evitare il terzo inconveniente occorre
adoperare dei sieri precipitanti non molto attivi, e di cui ben si conosca il titolo.
Si ricordi infine, che il siero rimane inattivo,
allorch la macchia stata esposta a pi di
130 gradi per un'ora, e a 140 per 20 minuti
(Biondi-Ferrai), e che notevoli influenze possono
esercitare varie sostanze chimiche (Carrara)
che portano alla distruzione delle albumine
(come p. es. la formalina, il sublimato, il liso-

57 solfato di
il solfato di ferro,
.

formio, il
rame,
il nitrato d'argento, il permanganato di potassa, il timolo, il fenolo ed anche la ruggine
(De Mattei e Nuttal).
Con tutto ci se il perito terr conto sia nella
preparazione del siero, che nel corso della reazione, di tutte le cautele sopra suggerite, egli
potr ritenere matematicamente certo il suo
giudizio.
Sieroreazione col metodo capillare di Hauser.
Allorch la sostanza da esaminare sia molto
esigua e non si possano da essa ottenere che
poche goccie di soluzione si ricorre al metodo
capillare di Hauser.
Si prende un tubo capillare di vetro e lo si
pulisce e sterilizza facendovi penetrare per
capillarit dell'acqua distillata ed esponendolo
quindi alla fiamma. L'acqua evapora lasciando
il tubetto ben terso e del tutto sterile. Poi,
s'introduce nel tubo la goccia del materiale
da esaminare e una goccia di antisiero. Se la
reazione positiva, si former tra i due liquidi
un anello opalescente che si scorger bene
osservando il tubetto contro uno schermo nero.
Anche nell'esecuzione di tale prova bisogna
avere tutte le precauzioni suaccennate ed eseguire tutte le prove di controllo gi descritte.
In commercio si trovano i sieri di gi preparati per le diagnosi medico-legale per
non sono consigliabili. meglio che il perito

57i
stesso l'antisiero.

prepari egli

Dei sieri in commercio non si conosce infatti il titolo, e non


si possono usare con assoluta sicurezza.
b) Metodo

dell'agglutinazione dei globuli.

Questo metodo fu proposto dal Marx e dall'Ehrnroth, e si basa sulla conoscenza della
propriet che hanno i corpuscoli rossi di una
specie animale di venire agglutinati e disciolti
dal siero di sangue di altra specie animale,
per la presenza in ogni siero di eteroagglutinine
ed emolisine.

Questo potere dei sieri di animali etcrologhi specialmente evidente nel siero di sangue umano.
Una causa di errore data dalla presenza
nel sangue oltre che di eteroagglutinine anche di isoagglutininr, le quali quindi possono
dare fenomeni agglutinanti anche su corpuscoli della stessa specie, propriet questa che
stata poi utilizzata per la diagnosi individuale delle macchie (vedi pag. 574).
La tecnica della prova la seguente (Marx) :
Si discioglie la macchia sospetta in cloruro di
sodio al o 60 %, cercando di ottenere una soluzione di forte concentrazione. Della soluzione
concentrata della macchia, se ne prende una
grossa goccia, che si pone in un vetrino a gocciapendente in contatto con una goccia di
sangue presa dalla puntura di un dito.

572

Si osserva, dopo una ventina di minuti, se


si avuto il fenomeno dell'agglutinazione e

di dissoluzione. La reazione positiva denota la


presenza nella macchia di eteroagglutinine
ed emolisine, e ne accerta quindi l'origine non
umana; la reazione negativa esclude le eteroagglutinine e dimostra che la macchia costituita da sangue di uomo o da specie affine
(scimmia). In caso negativo si pu fare anche
una prova di controllo (Pfeiffer) per accertarsi
che la soluzione ottenuta dalla macchia era a
sufficiente concentrazione.
Si prova cio una goccia della soluzione
della macchia su una goccia di sangue di un
animale qualsiasi (cavia, coniglio, ecc.), e se si
otterr il fenomeno dell'agglutinazione saremo
certi, sia che la concentrazione della macchia
era sufficiente, sia che questa era costituita da
sangue di uomo.
La prova per non costante, e soggetta a
causa d'errore come pi sopra si accennato.
Essa per, per la sua rapidit di esecuzione,
pu servire, nel caso in cui si abbiano macchie
numerose ed abbondanti, come prova di orien-

tamento.

e) Metodo anafilattico.

Da quando si riconosciuta la specificit


dei sintomi anafilattici negli animali reiniettati con sieri della medesima specie, si pensato di utilizzare questa rigorosa specifica-

573

zione per determinare l'origine delle macchie


di sangue.
Ecco come si procede (Minet e Ledere q):
Si discioglie la macchia in una piccola dose
di soluzione fisiologica alcalinizzata con traccie
di soda.
La soluzione ematica, pu anche essere sterilizzata per riscaldamento a bagno-maria, circa
a ioo gradi.
Poi si preparano una serie di cavie, e a ciascuna di queste si inietta per le vene i cmc.
della soluzione cos ottenuta.
Dopo 15-20 giorni, ad una cavia si reinietta
1 cmc. di siero di sangue umano, ad un'altra
1 cmc di siero di montone, di cavallo, ecc.
Se la macchia era di sangue umano, solo la
cavia che fu reiniettata con siero di sangue
umano presenter fenomeni anafilattici (inquietudine, difficolt e accelerazione di respiro,
abbassamento di temperatura, incontinenza di
urina e di feci e talora anche convulsioni e
morte).
Se invece la macchia era di sangue animale,
la cavia che ricevette siero umano non presenter alcun fenomeno; e l'anafilassi si avr
solo con quell'animale che ricevette un siero
della medesima natura di quello contenuto
nella macchia.
Il metodo anafilattico offre una specificit
altrettanto rigorosa che la reazione precipitante, per meno rapida e soggetta a maggiori cause di errore.
87 Ascarelli,

574

Sulla reazione di Uhlennuth offre il vantaggio


di poter essere utilizzata quando la macchia
stata sottoposta a calore o a manipolazioni
diverse, e quando non si possono avere soluzioni chiare e limpide.
Quindi essa, pur non rimpiazzando la specifica reazione di Ulenhuth. servir al medico
legale come un ottimo mezzo cui ricorrere, ogni
volta che la reazione precipitante non potr
essere eseguita.
Oltre questi metodi, sui quali ci siamo principalmente intrattenuti, ve ne sono anche altri,
come quello fondato sulla fissazione del complemento e sulle eritroprecipitine. Questi metodi per non sono ancora entrati nella comune
pratica medico-legale per la determinazione dell'origine delle macchie.
IV. Diagnosi individuale delle macchie di
sangue.
Si cercato, in questi ultimi tempi, oltre

che di stabilire l'origine della specie animale


da cui una data macchia di sangue costituita,
anche di determinare l'origine individuale
della macchia: stabilire cio se una macchia
fu formata dal sangue di un individuo piuttosto che da quello di un altro individuo.
Finora per non si giunti ad un metodo
preciso e assolutamente dimostrativo, come
richiede l'esperienza pratica della medicina

575

legale per questa prova

-cosi delicata ed im-

portante.

Di due soli metodi faremo breve cenno:


Metodo di Weichardt. Si prepara Tantisiero per una data specie animale secondo la
tecnica descritta ; adoperando per per la preparazione, il sangue di quell'individuo che si
suppone abbia fornito la macchia.
Al siero cos preparato si aggiungono, nella
quantit di cmc. o.i per ogni cmc. di antisiero, sieri di altri uomini B, C, D, ecc.
Si otterr cos un precipitato che contiene
tutte le precipitine degli individui B, C,D, ecc.,
e non quelle dell'individuo A.
Si centrifuga e si allontanano cosi le precipitine che hanno agito sul siero di B, C,
D, ecc.
Il liquido residuale dar un precipitato solo
con il siero dell'individuo A che non era stato

aggiunto in principio.
Il metodo non per entrato nella pratica.
Metodo delle isoagglutinine. noto che
il siero di sangue umano non rappresenta un
mezzo indifferente per i corpuscoli umani di
provenienza diversa dalla propria, ma pu su
di essi determinare fenomeni di agglutinazione
per la presenza di sostanze speciali che furono
dette isoagglatinine. noto altres che in
condizioni normali il siero di sangue umano
non agglutina i corpuscoli di quell'individuo
da cui esso proviene, perch non possiede delle
autoagglutinine.

576

Su questi principi basata la ricerca medico-legale per stabilire la diagnosi individuale


di sangue umano, studiato da numerosi autori italiani e stranieri (Landsteiner, Richter,
Biffi, Florence, Carrara, Baecchi, ecc.).
Quest'ultimo autore, avrebbe dimostrato che
le isoagglutinine conservano a lungo inalterato
il loro potere agglutinante, resistono abbastanza alla putrefazione e si attenuano leggermente con il riscaldamento di mezz'ora a 56
gradi C.
Inoltre tanto la capacit isoagglutinante del
siero, che il grado di agglutinabilit dei corpuscoli si manterrebbero, secondo le ricerche
del Baecchi, costanti nello stesso individuo per
lungo tempo.
Dato ci, e considerato che ogni sangue
umano dimostra una spiccata individualit
nelle sue qualit isoagglutinanti, sarebbe possibile nel maggior numero dei casi decidere
della -non appartenenza di una data macchia
ad una data persona ; e in circostanze favorevoli, sarebbe anche possibile stabilire la provenienza diretta del sangue da una data persona, giungendo cosi alla diagnosi individuale.
Ecco la tecnica (Baecchi):
Una goccia di sangue raccolta per puntura
del dito dell'individuo di cui si vuole personificare la macchia, si lava due volte con 1 cmc.
di soluzione fisiologica al 0.9 %, e si sospende
in un altro centimetro cubico di soluzione
fisiologica.

estratto il pi concentrato
577

Si fa poi un
possibile della macchia sospetta in cloruro di
sodio al o.go %.
Si prendono poi due goccioline di estratto
della macchia ed una di emulsione corpuscolare, e si mescolano in un vetrino a goccia

pendente.
I preparati, che bene tenere in termostato
a 37, si osservano a pi riprese, e la lettura
si esegue al termine di un'ora, distinguendo,
l'agglutinazione, che si nota in: agglutinazione
in traccie, leggera, discreta, forte, fortissima.
Se si osservano fenomeni di agglutinazione,
si pu (in linea di probabilit) dire che la
macchia non appartiene all'individuo esami
nato, perch il sangue umano non contiene
autoagglutinine; se non si osserva alcuna agglutinazione con il sangue dell'individuo in
esame, mentre tali fenomeni si osservano con
il sangue di molti altri individui da utilizzarsi
come controlli, sempre in via di probabilit,
si potr dire che la macchia appartiene all'individuo esaminato.
V. Da qual regione del corpo
il sangue fuoriuscito.

Per la soluzione di questo quesito il perito


deve fondarsi quasi esclusivamente sull'esame
microscopico dell'estratto della macchia, tenuta in macerazione in cloruro di sodio o in
altro liquido ripristinatore.

La macchia pu anche
578

essere inclusa, con i


comuni metodi istologici, in paraffina e in celloidina, e di essa possono farsi delle sezioni
microtomiche da esaminarsi, previo il solito
trattamento delle sezioni e previa colorazione,
preferibilmente in ematossillina ed eosina.
Il metodo dell'inclusione, sezione e colorazione preferibile a quello dei preparati a
fresco, perch non solo rende talora pi facile l'osservazione, ma anche ci permette di
avere dei preparati stabili.
Sangue mestruale. Il sangue mestruale si
riconosce per l'abbondanza di globuli bianchi,
di epiteli pavimentosi vaginali, di cellule prismatiche uterine e di microfiti, come l'oidium
albicane, o infusori come il tnchomonas vaginalis.
Il Magnanimi, per ben mettere in evidenza
queste cellule, consiglia, nei preparati a fresco,
l'uso di soluzione fisiologica con l'aggiunta di
alcune goccie di bleu di metilene.
Per il sangue mestruale si possono utilizzare, secondo le ricerche del Rossi, anche le
propriet isoagglutinanti del sangue. Il Rossi
avrebbe visto che la soluzione di una macchia
di sangue mestruale specialmente agglutinante per il sangue della stessa donna da cui
proviene la macchia, e che questo potere va
man mano perdendosi con lo scomparire delle
mestruazioni.
Lochi. Le macchie dei lochi si riconoscono con gli stessi criteri detti per le macchie

579

mestruali. Si ritroveranno inoltre sfaldamenti


epiteliali, abbondanti cellule di pus, cellule
deciduali con grossi nuclei, goccioline adipose
e cristalli di colesterina.
Sangue rettale, vomito sanguigno, ecc. Si
troveranno oltre gli elementi epiteliali dell'intestino o dello stomaco, frammenti di fibre
muscolari, di alimenti, di peli, di materie fecali, ecc., secondo la provenienza della macchia.
VI.

Prova quantitativa del sangue.

Talora pu essere importante su estese macchie di sangue, stabilire la quantit di sangue


impiegato a produrre la macchia, e indirettamente la quantit di sangue versato dalla vittima. Vi sono per ci vari metodi.
i. Metodo colorimetrico (Strassmann-Ziemke).
Si
discioglie
porzione
del
data
tessuto
una

macchiato, in una determinata quantit di


acqua distillata. Nelle soluzioni si determina
il tasso emoglobinico con un comune emoglobinometro. Si prepara poi con sangue normale
una soluzione del medesimo titolo emoglobinico della prima. Si pu riuscire cosi, con appropriati calcoli, a determinare fino all'85 %
dell'originale quantit di sangue. Questo metodo riesce molto bene per le macchie recenti.
2. Determinazione della sostanza secca. Per
le antiche macchie, Strassmann e Ziemke hanno
determinato la sostanza secca stabilendo la
differenza di peso tra il pezzo di stoffa mac-

580

chiara ed un ugual pezzo della medesima stoffa


non macchiata.
Gli autori riuscirono a misurare circa l'8o %
dell'originale quantit di sangue.
3. Determinazione del peso specifico della so-

luzione sanguigna. (Marx). Se si aggiunge


acqua al sangue, si determina nel miscuglio
un aumento di peso specifico, in diretto rapporto con la quantit di sangue impiegato.
S'indica la quantit di sangue da ricercarsi
con X, la quantit dell'acqua impiegata nella
soluzione della macchia con A; si sa che il
peso specifico del sangue 1055. S'indica poi
con P il peso specifico del miscuglio a 15
gradi, e si avr che X : A ::P: 1055, quindi

x=A2^L.
1055

Questo metodo dal Marx raccomandato


specialmente per le grandi quantit di sangue.
4. Metodo biologico (Schulz). Quest'autore
ha determinato la concentrazione dell'estratto
della macchia basandosi sul tempo in cui avveniva nella medesima soluzione l'intorbidamento specifico, coli'aggiunta di sieri il cui
valore precipitante era nettamente conosciuto.
Il metodo non ha dato sicura applicazione.
Sintesi.

L'esame delle macchie di sangue sulla cui


diagnosi e sul cui trattamento tanto ci siamo
intrattenuti, per l'enorme importanza pratica

58i ha nella medicina legale, c'impone

che esso
un brevissimo riassunto, e c'impone di tracciare una falsariga al medico-perito.
Se si ha molto materiale in esame si po-

tranno fare tutte le indagini accennate e le


ricerche non presenteranno alcuna difficolt.
Se il materiale scarso, ci dovremo limitare
a poche prove. Anzitutto su un infinitesimale
frammento della macchia (p. es. un millimetro
di un filo macchiato) si eseguir la prova di

orientamento dando la preferenza al metodo


della benzidina.
Risultata la prova positiva, e convenuto cosi
che la macchia pu essere di sangue, su un'altra
piccola porzione si eseguiranno le prove di
certezza.
Per queste si ricorrer alla dimostrazione
dello spettro o del microspettro dell'emocromogeno, agendo direttamente sulla sostanza
in esame, e trattandola solamente con potassa
caustica al 33 % o con potassa e solfato di
idrazina. Se la macchia si crede sia stata sottoposta ad elevate, temperature o ad altre manipolazioni, va ricercato lo spettro o il microspettro dell'ematoporfirina.
Se una di queste prove riesce positiva, in
modo che il perito abbia la certezza di trovarsi in presenza di una macchia di sangue,
sul resto della macchia si eseguir la reazione
biologica di Uhlenhuth, ricorrendo al metodo
capillare di Hauser se la sostanza molto
scarsa.

Allorquando la pochezza del materiale


582

non
ci permettesse queste tre prove, bisogna lasciare la prima ed eventualmente la terza. La
pi necessaria sempre la prova di certezza
microspettroscopica.
Se la macchia, per quanto esigua, deposta
su un oggetto lucido, si pu prima di raschiarla
ed esaminarla al microspettroscopio, osservarla
con il microscopio a visione diretta del Florence, ed eseguire la prova microspettroscopica
sull'oggetto stesso.
Macchie che possono simulare le macchie
di sangue.

Macchie di escrementi di pulci. Si osservano negli indumenti, specie nelle mutande e


nella camicia. Si presentano rotonde, di i^-3
millimetri di diametro, rosso-cariche, solubili nell'acqua. Al microscopio vi si vedono
spesso delle granulazioni bruno-giallastre rifrangenti, che si sciolgono nei solventi dei
grassi. Talora nelle soluzioni si riscontrano i diversi spettri del sangue poich vi pu essere mescolato il sangue prodotto dalla puntura delle
pulci, e ci importante appunti pel perito.
Escrementi di cimici. Sono piccole gocciolette sferiche od ovoidali, bruno-rosse, che al
microscopio presentano cristalli losangici, isolati o riuniti in fasci. Se si trattano con acido
solforico emanano l'odore caratteristico aelle
cimici.

poi ritrovare le
-583

Si possono
uova, le trachee,
gli uncini dell'apparecchio masticatorio di quest'insetto, e si possono trovare altre partico-

larit che illuni'nano la diagnosi.

Ruggine. Le macchie di ruggine si presentano rosso giallastre, a superficie rugosa. Si


differenziano dalle macchie di sangue perch
sono solubili in HC1, insolubili con H 20, e
perch danno tutte le reazioni dei sali ferrici
(con ferrocianuro danno bleu di Prussia) e si
polverizzano al calore.
Talora per se la ruggine si innesta su una
lama macchiata di sangue, la materia colorante del sangue si combina con l'ossido ferrico nascente, determinando un composto insolubile, di modo che le macchie perdono tutte
le loro caratteristiche. Da esse allora si possono ottenere i cristalli di emidina del Dannenberg.
Sostanze vegetali. Il succo di ciliege, fragole, vino rosso, alcune soluzioni di anilina,
le macchie di tabacco, possono dar l'apparenza
di macchie sanguigne. La diagnosi differenziale facile, se si tien conto dei caratteri
chimici e spettroscopici delle macchie di sangue.

54

Ricerche sullo sperma.


H perito pu essere chiamato ad eseguire
ricerche sullo sperma, sia che si tratti di
macchie depositate su biancheria o sopra altri
substrati, sia che si tratti di esaminare liquidi o secrezioni organiche in cui si sospetta
la presenza dello sperma.

Esame delle macchie.


Lo sperma disseccato si presenta in modo
diverso secondo il substrato sul quale si trova.
Sulla biancheria, le macchie spermatiche si
presentano spesso a forma di carta geografica,
di colore ora grigio ora giallastro, con contorni pi scuri, a consistnza aumentata; sulla
lana e sui tessuti impermeabili si mostrano come una vernice biancastra brillante; sul legno
levigato come un sottil strato rilevato qua e
l da piccole bollicine, ecc.
Questi caratteri non sono per costanti, potendo esser modificati da numerose circostanze, e potendo molte altre macchie (di
urina, di sputo, scolo uretrale, ecc.) assumere
lo stesso aspetto. Cosi i caratteri macroscopici di una macchia non potranno in alcun
modo servir di base ad una diagnosi medicolegale.

585

Prove di orientamento.
Come per le macchie di sangue, cosi per
quelle di sperma, il perito deve anzitutto ese-

guire delle prove preliminari, le quali hanno


il valore, di escludere la presenza dello sperma
(in caso negativo) o di ammetterne la possibilit in caso positivo.
Le prove preliminari sono tre:
a) prova del Florence,
6) prova del Barberio,
e) prova del De Dominicis.
Sono tre prove microchimiche, tra cui la
pi importante, la pi conosciuta e la pi
usata nella pratica medico-legale la prova
del Florence.
Prova del Florence. una prova microchimica cristallografica, poggiata sul fatto che
una soluzione iodo-iodurata in presenza di sostanza che contenga sperma, d luogo alla formazione di cristalli speciali.
Tecnica. Una piccola quantit del ra-'
schiato della macchia, o qualche filo del tessuto macchiato, o una goccia del liquido in
esame, si pone a macerare su un vetrino
porta oggetti in una goccia di soluzione cosi
composta: Ioduro di potassio gr. 1.65, iodio
metallico gr. 2.50, acqua distillata gr. 30. Si
prolunga la macerazione per pi o meno
tempo secondo l'et della macchia.

poi al microscopio,
586

a forte ingrandimento, e si vedranno in caso positivo


numerosissimi tipici cristalli, pi o meno bruni,
a forma di parallelogrammi, simili ai cristalli
di emina ma molto pi grandi (V. Fig. n. 33).
Si osserva

Tali cristalli non possono per essere confusi con quelli di emina, perch si ottengono
con processo del tutto diverso, e perch hanno
diverse propriet chimiche. Sono infatti solubili in acqua, alcool ed etere; si producono a
freddo, ed anzi basta un lieve riscaldamento
per farli scomparire.

587

La reazione sensibilissima fino alla diluizione di i per 500.


Essa riesce positiva anche se le macchie sono
state esposte ad elevate temperature, ed anche per macchie di molti anni; la putrefazione per ostacola la reazione. Questa poi
impedita totalmente o parzialmente dalle soluzioni concentrate di soda, potassa, ammoniaca, nitrato di argento, acetato di piombo, ecc.
Valore della prova. Il Florence credeva
che la reazione fosse caratteristica dello
sperma, anzi dello sperma umano, tanto che
chiam i cristalli suddetti, cristalli di vrispernina. Ma ulteriori ricerche hanno dimostrato
che essa si pu ottenere anche con lo sperma
di animali, purch questo non sia fresco, e
purch si prolunghi l'azione del reagente per
qualche tempo (Tamassia).
Oltre che con lo sperma, si possono ottenere
con il reattivo di Florence cristalli, anche con
succhi organici di uomini e di animali (cervello,
fegato, milza, ecc.) appena sia in questi iniziato il processo di putrefazione (Richter),
perch con la putrefazione avviene la decomposizione della lecitina e la liberazione della
colina cui dovuta la reazione.
E siccome lo sperma, anche freschissimo,
d la reazione, cosi il Richter ammette che
nello sperma si abbia molto facilmente e precocemente questa decomposizione della lecitina.
In ogni modo, il valore della reazione del

588

Florence molto grande nella pratica medicolegale.


Essa corrisponde a quello che nelle macchie
di sangue la reazione del Van Deen, della
benzidina, ecc.
Prova del Barberio. Una nuova prova
microchimica e cristallografica dello sperma
stata proposta dal Barberio.
Tecnica. Se ad una goccia di soluzione
di sperma, deposta su portaoggetti, si aggiunge una mezza goccia di soluzione acquosa
satura di acido picrico, e dopo pochi minuti,
coperto il preparato con vetrino, si osserva a
500-600 diametri, si vedono numerosi cristalli
gialli, aghiformi, romboidi, rotondeggianti,
isolati od anche raggruppati.
Il Cevidalli ha sostituito la soluzione acquosa di acido picrico con una soluzione picrica in glicerina.
La reazione sarebbe dovuta alla spermina;
si otterrebbe raramente con lo sperma di animali, e non si otterrebbe con altri umori.
Essa per riesce meno facilmente che quella
di Florence, e non ha affatto sostituito questa.
Infatti offre pi cause di errore, ed i cristalli
sono pi difficili a vedersi per il loro colore e
per le diverse forme che possono assumere.
Si credeva, dapprima che i cristalli di Barberio si formassero solo nello sperma emesso
dal vivente, e mancassero nella eiaculazione
postmortem, e in tutti quei casi nei quali l'eia-

589

clazione non fosse accompagnata da emissione


di liquido prostatico.
Ci per, risultato erroneo secondo un esauriente studio dell' Hervieux eseguito su 170 ca-

daveri.

Prova del De Dominieis. Quest'A. propone per la ricerca delle macchie di sperma,
di trattare una traccia della macchia su un
vetrino portaoggetti con una goccia di soluzione acquosa satura di tribromuro d'oro, applicando Un vetrino coprioggetti e riscaldando
fino all'inizio di ebollizione. Si otterrebbero
cos dei cristalli a croce, molto belli, di color
rosso granato e forme allungate gialle, dovute secondo l'A. alla colina e alla spermina.
Tale reazione pi appariscente delle altre,
rappresenterebbe quasi la sintesi delle reazioni
di Florence e di Barberio.
Quest'ultima reazione stata proposta da
troppo poco tempo, per poter dare su di essa
un pieno giudizio.

Prove di certezza.

Stabilito mediante una delle prove suddette


e specialmente con quella del Florence, che
la macchia o il liquido esaminato pu contenere sperma, necessario dare di ci una dimostrazione assoluta, con la ricerca degli elementi essenziali del liquido spermatico, mettendo cio in evidenza gli spermatozoi. Ci si
ottiene mediante prove microscopiche,
88 A scartili.

590
Talora questa ricerca riesce nel modo pi facile, e spesso negli stessi preparati eseguiti con il
reattivo di Florence, si vedono accanto ai tipici

cristalli, anche gli spermatozoi.


Cos nei casi facili basta inumidire con
acqua il punto macchiato e spremerlo con un
bastoncino di vetro, su un vetrino, esaminando
direttamente a 500 diametri il liquido terbidiccio che si ottiene dalla spremitura; oppure
lasciar macerare la macchia per qualche ora
in soluzione debolmente ammoniacale (Filomusi-Guelfi) ed esaminare, magari colorando il
preparato con eosina e con verde di metile
all'i %, illiquido di macerazione, che pu esser
previamente centrifugato (Fraenchel-Corin).
Ma, spesso, la ricerca difficilissima e non
si riesce, in macchie certamente di sperma, a
dimostrare gli spermatozoi. Ci pu avvenire
o perch la macchia molto vecchia, o perch
nell'esecuzione dei preparati per maltrattamento della macchia, gli spermatozoi, che sono
fragilissimi, si sono spezzati e pi non sono
riconoscibili, o perch l'elemento spermatico rimane aderente al substrato e non pu essere
ben differenziato.
Infatti non ci si deve lasciar indurre ad
emettere una diagnosi medico-legale, solo rinvenendo dei corpiccioli che vengono interpretati come code o come teste di spermatozoi.
No, questi frammenti isolati possono essere
fonte di numerosissimi errori, e non hanno
importanza specifica. Per la diagnosi sicura,

591

deve esser constatata al microscopio la presenza di spermatozoi completi.


La ricerca adunque degli spermatozoi talora difficilissima, e ci spiega il numero enorme
di mezzi proposti per la dimostrazione delle
macchie di sperma.
Noi non citeremo che qualcuno di tutti
questi metodi, alcuni dei quali sono poggiati
sulla colorazione dello spermatozoo, altri sulla
distruzione del substrato e consecutiva liberazione dell'elemento spermatico.
Metodo Corin-Stockis. Si sfila un frammento del tessuto e il filamento s'immerge in
una soluzione ammoniacale di eritrosina a saturazione, per qualche minuto. Gli spermatozoi
appaiono fortemente colorati e si differenziano
bene dalle fibre del tessuto che rimangono incolori.
Metodo Baecchi. Il Baecchi ha soppresso
la colorazione del tessuto, lasciando cosi pi
differenziati gli elementi spermatici.
Il suo metodo consiste nella colorazione di
un filamento del tessuto in una soluzione acquosa concentrata di fucsina acida (15-30 secondi), decolorazione del filamento in alcool
cloridrico (alcool a 6o cmc. 100, HC1 cmc. 1)
finch non prende un colore rosso pallido,
disidratazione in alcool assoluto (15 20 secondi),
dissociazione rapida in una goccia di xilolo sul
portaoggetti, montaggio in balsamo. Le fibre
del tessuto (cotone, canapa, lino, seta, lana)
appaiono del tutto incolori, alcune lievemente

592

rosee, tutte trasparenti, mentre gli spermatozoi


si vedono intensamente colorati, sicch la ricerca se ne pu fare facilmente e rapidamente
con piccoli ingrandimenti (circe ioo diam.). A
maggiori ingrandimenti (600 diam.) si vedono
ottimamente le code pure ben colorate. L'A.
propone anche una colorazione al bleu di metile
con decolorazione in alcool a 700 e rapidissimo passaggio in alcool cloridrico, per poi
montare in balsamo come nel metodo precedente. Infine il dott. Baecchi raccomanda vivamente un metodo di doppia colorazione che
l'associazione del metodo alla fucsina con
quello al bleu di metile. Con questo le code
appaiono colorate intensamente di bleu, ed i
preparati raggiungono un'evidenza perfetta.
Metodo Grigoriew-De Dominicis. Si mette
sopra un portaoggetto, con una bacchetta
di vetro, una goccia di acido solforico concentrato e ci si pone su, un frammento del
tessuto macchiato, grande come un grano di
miglio. Poi si porta alla fiamma e si tiene a
tale distanza che il tessuto ingiallisca non
molto rapidamente (in qualche secondo). Quindi
si allontana dal calore, e quando il tessuto
carbonizzato si asporta dall'acido e si pone
su di, un altro porta-oggetti, si sfibra con gli
aghi e si esamina. Poi si copre anche l'altro
vetrino ove era stata deposta la goccia di
acido e si esamina.
Si sono cosi ottenuti due preparati. Nell'uno

593

0 nell'altro si potranno ritrovare gli spermatozoi colorati in nero.


Il De Dominicis, ulteriormente, ha descritto
anche un altro metodo. Si dissocia una fibra
del tessuto macchiato in una goccia di reattivo cupro-ammoniacale di Schweitzer, che si
lascia lentamente evaporare, e vi si aggiunge
poi una goccia di ammoniaca, colorata in rosa

con l'eosina.
Si copre con il vetrino, e al microscopio con
obiettivo ad immersione, si ricercano gli spermatozoi.
Metodo del Marique. Dal tessuto macchiato, scegliendo quel punto che appare maggiormente sospetto, si distacca un frammento
di i cmq. In una provetta si pongono 4 cmc.
di acido solforico concentrato cui si aggiunge
1 cmc. di acqua distillata, avendo cura di
non agitare il tubo : poi si introduce in questo
il pezzettino di stoffa macchiata e si agita
fortemente Cos si ha in pochi minuti la distruzione della maggior parte del tessuto e
si ottiene un liquido limpido, leggermente tinto
in giallo, che si tiene in sospensione dagli elementi macroscopici. Si aggiungono rapidamente nel tubo 15 cmc. di acqua fredda, e
si veggono allora venire alla superficie delle
piccole bolle gassose e dei piccoli grumi costituiti da tutti quei prodotti che non furono
distrutti dall'acido solforico.
Si raccoglie questo detrito, che conterr gli
spermatozoi contenuti nella macchia, lo si

594

depone per strisciamento su un vetrino che,


dopo essere stato passato 34 volte alla fiamma,
pu esser colorato in eosina e montato in glicerina.
Metodo del Penando. Un frammento del
tessuto macchiato si colora in toto con eosina
ammoniacale (eosina gr. 3, ammoniaca gr. 3,
acqua gr. 100).
Il frammento cosi colorato si include in una
soluzione di gomma (gomma arabica pura
gr. 40, zucchero di canna gr. 20, acqua gr. 100).
Dopo essiccamento, si asportano con un rasoio gli strati gommosi, sino a lasciare aderente al vetrino un sottile straterello di tessuto, sul quale aderiscono gli spermatozoi.
L'osservazione vien fatta nella stessa soluzione gommosa che servita per l'inclusione,
con l'aggiunta di una goccia di acqua ammoniacale al 31 %.
Esame diretto. Talora, in circostanze favorevoli, sopra macchie deposte su oggetti lucidi
o su seta ed anche su tela, si pu ricorrere con
buon esito, alla visione diretta degli spermatozoi usando l'illuminatore dei corpi opachi
del Florence, come per le macchie di sangue.
Prove biologiche. In questi ultimi tempi
sono stati esperimentati, per le macchie di
sperma, metodi biologici, ma finora sia la preparazione di sieri precipitanti, sia il metodo ana"filattico non ha dato sicuri e pratici risultati.
Questi i metodi migliori per la ricerca degli
spermatozoi.

Secondo gl'insegnamenti

595

dettatimi dalla pratica, io consiglio i periti, allorch dal metodo


prescelto non ottengono risultato positivo, di
provarne degli altri. Spesso, laddove un mezzo
non riesce, da un altro si ottengono ottimi
risultati. Ed per tale ragione che io ho descritto diversi metodi per la diagnosi delle
macchie di sperma.
Per tra mezzi citati, io ho ottenuto migliori
e pi contanti risultati dal metodo Grigoriew
e da quello del Marique.
Macchie di meconio (1).
H meconio una sostanza vischiosa, tenace,
verde scura, che si ritrova nell'intestino fetale
dal quarto mese di vita intrauterina, e la cui
identit talora importante a riconoscersi dal

perito, sia per determinare quanto tempo un


neonato ha vissuto, sia per ricercare un elemento importantissimo nei casi di infanticidio.
Il meconio costituito da tutte le sostanze
che si accumulano nell'intestino del feto, durante il corso della gravidanza, sia per la deglutizione fisiologica del feto di particelle di
liquido amniotico, sia per la desquamazione
epitaliale del tubo gastro-enterico fetale, sia
sia per i prodotti di secrezione del fegato e
delle glandole digestive.

et LECI,ERCQ. Annales d'Hygine publique, mars 1912.


(i)

DERVIEUX

Quindi all'esame microscopico del meconio


596

si riscontrano elementi di origine gastro-intestinale (muco-granulazioni, cellule del tubo


digerente), elementi di origine epatica (muco-cellule, cristalli di colesterina, bilirubina),
elementi di origine amniotica (cellule epidermiche, peli fetali), e corpuscoli del meconio.
Questi ultimi, di origine mista, biliare e intestinale, si presentano come corpicciuoli arrotondati od ovoidi (5-40 [/.), giallo-brunastri,
a contorni netti.
Le macchie di meconio fresco si presentano
di colore bruno-verdastro, a contorni netti,
con superficie splendente e regolare, specie se
la sostanza vi deposta in forte pressione.
Le macchie di meconio disseccato appaiono
invece opache, pi scure, a bordo giallastro,
facilmente staccantesi a scaglie.
Spesso le macchie di meconio sono accompagnate da altre macchie, di sangue, di liquido amniotico, ecc.
Il meconio nell'acqua si rigonfia alquanto e
comunica alla soluzione una lieve tinta gialloverdastra, mentre al fondo precipitano piccoli
grumi filamentosi.
Le soluzioni danno leggermente le reazioni
del muco (intorbidamento con acido acetico),
dell'albumina, dei pigmenti e degli acidi biliari e della colesterina.
Ma, il perito, senza indugiarsi in questi
esami chimici, bene ricorra subito all'esame
microscopico.

597

Si raschia la macchia, e un po' del raschiato

si pone in alcune goccie d'acqua, dissociando


minutamente i grumi.
La preparazione pu farsi direttamente su

vetrino.

Si pu anche usare un liquido colorante,


per es. l'eosina (Pellacani). Si esamina a forte
ingrandimento e con diaframma stretto. Si
scorgeranno i corpuscoli di meconio, e tutti
gli altri componenti gi accennati (cellule,
cristalli, peli, ecc.),
Se tra i vetrini si fa scorrere per capillarit
una goccia di acido nitrico nitroso, si vedranno
i

corpuscoli del meconio assumere una tinta

violetta.
Con l'esame microscopico, si riesce a far la
diagnosi di meconio, e a differenziare le macchie da quelle di bile, nelle quali non si riscontrano mai n granulazioni, n cellule
epidermiche, n peli, e da quelle di materie
fecali dei bambini lattanti, nelle quali si notano abbondanti goccioline di grasso e assenza

di peli e di cellule epidermiche.


Talora l'esame microscopico pu riuscire negativo, sia quando la macchia molto vecchia
e putrefatta, sia quando stata sottoposta a
forti temperature in modo che gli elementi
si sono dissociati, sia quando il meconio mescolato a terra, polvere, ecc.
Dall'esame microscopico della macchia si
pu anche dedurre un criterio approssimativo
sull'et del feto, perch, nel meconio di un

-di vita-intrauterina
598

feto di 5-8 mesi


non si
riscontrano gli elementi del liquido amniotico
(peli, cellule epidermiche)
Fatta la diagnosi di meconio, bisogna stabilire se il meconio di origine umana.
Per ci si ricorre ai sieri precipitanti. La
preparazione degli animali pi difficile che
per l'antisiero delle macchie di sangue.
Si prepara una soluzione il pi possibile
omogenea di meconio (io gr.) in cloruro di
sodio al 0.85 % (60 gr.), e dopo averlo tenuto
a 570 per una mezz'ora e dopo aver ripetuto
un paio di volte questa operazione, si iniettano sottocute dei conigli.
Le iniezioni, alla dose di 5 cmc, vanno ripetute per 5-6 volte ogni tre giorni.
Quindi, dopo aver saggiato il siero del coniglio, questo vien dissanguato per prepararne
il siero precipitante.
Si ottiene cos un antisiero, il quale attivo per il meconio ed anche per le altre albumine umane. (Gli autisieri preparati per il
sangue umano non reagiscono per sulle soluzioni di meconio).
La reazione si esegue mettendo in un piccolo
tubo da saggio io goccie di antisiero e io
goccie della soluzione della macchia, e tenendo
i tubi in stufa a 370.
Al punto di contatto dei due liquidi, in
caso positivo, dopo pochi minuti si osserva
un precipitato biancastro. La reazione va sempre eseguita con prove di controllo su me-


conio fresco diluito al decimo,
599

e su siero di

coniglio non preparato.


I sieri mal reagiscono sulle macchie vecchie
di pi di un anno e molto putrefatte.
La reazione si ha anche nelle feci dei lattanti nei primi cinque o sei giorni dalla nascita, poi scompare, a meno che le feci non
contengano sangue.
stato esperimentato, ma senza molto
successo, anche il metodo anafilattico.

Ricerche su altre macchie.


Spesso il perito chiamato a diagnosticare
l'origine di macchie o di frammenti di sostanze che si credono provenienti dal corpo
umano e che si sono riscontrate su armi, biancheria, ecc.
Macchie di sostanza cerebrale. Le deposizioni di sostanza cerebrale si presentane grigie,
cornee, untuose, e si rigonfiano con acqua.
Trattate con acido solforico, la sostanza si
scioglie e il liquido prende un aspetto violaceo persistente (Orfiia). All'esame microscopico si possono riconoscere le cellule e le fibre
nervose.
Tali macchie si lasciano macerare in acido
osmico all' i %, per 24 ore, poi, si lavano
ripetutamente. Una goccia della soluzione o
del raschiato lascia vedere al microscopio gli
elementi nervosi (Galippe e Beaurgard),

6oo

Ultimamente il Mansuino ha consigliato la


macerazione della macchia in soluzione fisiologica per 24-48 ore o la fissazione del frammento in soluzione satura di sublimato in
cloruro di sodio 0.85%; dilacerazione del tessuto o del frammento, colorazione per 20 minuti in bleu di metilene (Nissl), differenziazione in soluzione alcoolica al io % di olio di
anilina, passaggio in alcool, xilolo, montaggio
in balsamo.
Macchie di tessuto cellulo-adiposo. I fram
menti si presentano come piccole macchie
rossastre o brune, se ricoperte da particelle di
sangue, altrimenti giallastre o grigie.
Questi frammenti o la macchia, si lasciano
macerare in acqua esaminando poi il liquido o i
detriti della sostanza. Si vedranno nettamente
i fasci di tessuto cellulare, a strie parallele,
che scompaiono trattando il preparato con
acido acetico, il quale mefte in evidenza le
fibre del tessuto elastico.
Si vedranno altres le cellule adipose, grosse,
sferiche od ovalari, a contorni netti e che si
rompono, (talora anche sotto l'occhio dell'osservatore) lasciando sfuggire delle goccioline
di grasso di variabili dimensioni.
Del resto per identificare frammenti di organi umani si pu ricorrere sia alla reazione
precipitante di Uhlenhuth che alla reazione
anafilattica. Tanto per l'una reazione che per
l'altra si proceder come per le macchie di
sangue.

601

Poich i sieri preparati per il sangue umano


reagiscono, come si detto, anche su tutte le
albumine di origine umana, non solo per le
siero-albumine del sangue umano, cos anche
le cavie iniettate con soluzioni saline di frammenti di organi o tessuto, provocano negli
animali una sensibilit anafilattica specifica,
che permette di determinare l'origine umana
della sostanza iniettata (Uhlenhuth, Haendel,
Ranzi, Minet e Leclerq).
Macchie di pus. Si presentano per lo pi
piccole, arrotondate a bordi regolari, grigiastre.
Per esaminarle, si lascia macerare la macchia
in acqua distillata per una mezz'ora, esaminando quindi il liquido di macerazione o un
po' del raschiato della macchia, si vedranno
leucociti pi o meno decomposti, cellule diverse, fibre elastiche, secondo la provenienza
del pus. Si possono usare anche metodi colorati, per mettere in evidenza le diverse specie

batteriche.

Macchie di vernice caseosa fetale. La ver-

nice caseosa una sostanza molle, untuosa,


saponosa, non solubile inacqua, che al microscopio si mostra costituita di cellule pavimentose e poliedriche, senza nucleo, con piccole
granulazioni. Talora vi si ritrovano anche
lembi di epidermide fetale, e qualche pelo del
feto, pallido, incolore, e senza canale midollare (vedi peli e capelli).
La presenza di queste macchie, su lenzuoli,

panni, ecc., attesta l'avvenuto parto.

602

Macchie di liquido amniotico. Il liquido


amniotico non che una soluzione albuminosa di acqua e di sali, che contiene in sospensione i prodotti di sfaldamento epidermico fetale (epiteli, peli, ecc.).
Forma macchie molto estese, il cui reperto
simile a quello della vernice caseosa chiaro
e citrino nei primi mesi della gravidanza, e

quindi verdastro
Macchie di colostro. Il colostro forma
macchie spesse, giallastre, a bordi irregolari.
L'esame microscopico di queste macchie fa
vedere leucociti, globuli di grasso e corpuscoli
di colostro (corpicciuoli arrotondati, voluminosi, granulosi). Se si fa pervenire una goccia
di iodio sotto il preparato, i corpiccioli granulosi si colorano in bruno ; si colorano in nero
con l'acido osmico; in rosso con il sudan, ecc.
I corpuscoli di colostro permangono 5 6 giorni
dopo il parto, nelle donne che allattano; per
pi tempo in quelle che non allattano; i leucociti scompaiono dopo 2-3 giorni.
Macchie di latte. Sono macchie grigie o
giallastre, che microscopicamente lasciano vedere i globuli del latte (piccole sfere di volume
variabile) che non si disciolgono sotto l'azione
dei solventi da grassi, forse perch avvolti da
membrana, ma danno tutte le reazioni da
grassi, suaccennate per il colostro. Resistono
abbastanza alla putrefazione.
Il latte contiene anche dello zucchero, che
pu essere messo in evidenza nel liquido di

603

macerazione della macchia con i soliti reattivi


dello zucchero.
Per risalire all'origine umana del latte o del
colostro, allorch non sembrano sufficienti i
metodi-microscopici, si pu ricorrere alla prova
anafilattica. I sieri precipitanti non sono utilizzabili per l'aspetto torbido che assumono le
soluzioni di latte anche diluitissime.
Macchie di sputo o di muco. Queste macchie somigliano a quelle di sperma. Per, lasciato macerare ed esaminato il liquido di
macerazione al microscopio, si riconoscono le
cellule pavimentose ed epiteliali della bocca e
del faringe, globuli d muco irregolari e leucociti, i cui nuclei si mettono in evidenza con
acido acetico.
Macchie di muco vaginale o leucorroiche.
Anche queste somigliano un po' alle macchie
di sperma.
Oltre i soliti metodi di ripristinamento delle
macchie e ricerca microscopica delle cellule
vaginali vi anche un'altra reazione, che sarebbe secondo gli autori (Wiegmann e De Dominici) specifica.
Si raschia la macchia sospetta, e il raschiato
si mette in una goccia di cloruro di sodio
al 0.85 %, si riscalda un pochino senza fare
bolLre e si lascia raffreddare; poi si aggiunge
una gocciolina di soluzione iodo-iodurata (iodo
gr. 0.2, ioduro di potassio gr. 0.3, acqua di-

stillata gm.

65).

Gli epiteli vaginali si colorano in rosso acaj.

604

Tale reazione specifica servirebbe non solo per


le macchie vaginali, ma anche per riconoscere
l'origine mestruale del sangue, per l'esame di
strumenti adoperati per aborti, ecc.
Macchie di urina. L'urina forma macchie
giallastre pi o meno estese, che talora possono
assumere l'aspetto di macchie di sperma. I,a
loro natura si pu riconoscere ricercando nella
soluzione della macchia i diversi composti dell'urina. Balthazand, ha ultimamente consigliato, i' impiego di uno speciale reattivo, il
quale in presenza di una soluzione di urina
con aggiunta di soda, darebbe una colorazione
bleu. 11 reattivo composto di acido cloridrico
gr. 5, acqua gr. 250, fostotungstato di soda
gr. 25. Sul tessuto macchiato si pone una goccia
del reattivo e una di soda normale, e ben presto
appare la colorazione bluastra. I,a reazione
riesce positiva anche con altri liquidi organici.
Macchie di feci. Tali macchie si riconoscono per il loro colorito giallo o bruno e talora mentiscono per il loro aspetto anche
macchie di sangue.
Sono costituite soprattutto da detriti vegetali (trachee a spirale, cellule e peli vegetali),
fibre muscolari, materie granulose e, talora da
cristalli, funghi, spore, batteri multipli, ecc.
Tutti questi elementi si riscontrano facilmente in semplice soluzione acquosa quando
le macchie sono ricoperte da croste; invece
quando la macchia formata per imbibizione
del tessuto dalla parte liquida delle feci, o pr-

6o5

da sfregamento, il reperto scarsissimo,

dotta
e la diagnosi difficile.
bene in tali casi raschiare la macchia e
lasciarla macerare a lungo in soluzione fisiologica, e poi praticare l'esame sul centrifugato
del liquido di macerazione. Riescono bene anche i preparati in glicerina.
Per risalire all'origine umana della macchia,
sono stati preparati anche dei sieri precipitanti
(Biondi, Brezina, ecc.), ma tal prova non
entrata finora nella pratica medico legale.
Macchie blenorragiche. Sono macchie gialle,
verdastre o grigie che ispessiscono fortemente
il tessuto e che talora sono coperte di crosti cine.
Microscopicamente mostrano cellule pavimentose, leucociti, e se le macchie sono recenti, possono anche mettersi in evidenza i gonococchi.
Quando si abbia a che fare direttamente
con il pus blenorragico, o con scolo direttamente raccolto dall'uretra o dalla vagina, con
un'ansa di platino si distende il materiale su
un vetrino, si fissa alla lampada a si colora.
I migliori metodi di colorazione sono: a) metodo di Gram. - Violetto di genziana per 4-5 secondi, lavaggio ad acqua corrente; immersione
n soluzione iodo-iodurata di IjUgol. Si passano poi i preparati fino a quasi totale decolorazione, in alcool acetico, quindi in acqua,
infine colorazione in fucsina; lavaggio in acqua
disseccamento, montaggio in balsamo; b) metodo di Marino - Doppia colorazione per circa
un minuto con un miscuglio di fucsina acida
89 A scarda.

6o6

al io % (i cmc.) e Brillant kresylblau all'i %


(50 cmc). Lavaggio in acqua, differenziazione
in alcool ordinario, assoluto, xilolo, montaggio
in balsamo.
Ricerche sui peli e sui capelli.
Quando vi siano da esaminare dei peli, ci si
debbono proporre tre quesiti:
i se si tratta di pelo di uomo o di
animale;
2 da qual parte del corpo provenuto il pelo;
3 se il pelo esaminato quello di una
data persona.
1. Pelo di uomo 0 di animale. Il pelo
costituito da una cuticola esterna di cellule
epidermoidali embricate come tegole, di una
sostanza corticale composta di cellule cornee
allungate, e di una sostanza midollare, composta di cellule rotonde o poliedriche con granuli di pigmento e bolle di aria.
Nei capelli umani molto abbondante la
sostanza corticale, pochissimo sviluppata la
sostanza midollare; nei peli umani, la sostanza
midollare quasi assente, ed in questi inoltre
non si trova mai la dentellatura della cuticola. L'esame per molto pi difficile di
quel che possa apparire.
Negli animali si ha l'inverso, abbondante
sostanza midollare, scarsa sostanza corticale.
In ogni animale varia l'aspetto del pelo, ed

6o7

avendo un certo numero di peli da


esaminare, determinare la specie animale da cui
provengono, mediante uno studio comparativo.
Per mettere in evidenza i diversi strati del
pelo, questo vien prima trattato con etere, o
con soluzione diluita di acido nitrico, e poi
abbondantemente lavato, e quindi esaminato
al microscopio a 300 diametri, previo montaggio in glicerina.
Se il pelo lungo si pu esaminarlo a sezioni.
2. Da qual regione proviene il pelo. I capelli possono talora diagnosticarsi dalla lunghezza, ma il vero elemento diagnostico e dato
dal diametro, che si precisa microscopicamente
con un oculare micrometrico.
Si pu anche includere il pelo in paraffina
e farne poi delle sezioni trasversali e cosi misurarle con pi esattezza.
Diametrodei capelli da mm, 0.05 amm. 0.10.
Diametro del pelo della barba da mm. 0.104
a mm. o. 125.
Diametro del pelo del pube in media millimetri 0.121.
Diametro del pelo del sopracciglio, in media
mm. 0.080.
Diametro del pelo delle ascelle, in media
possibile,

mm. 0.079.

Diametro del pelo delle ciglia, in media

mm. 0.076.
La sezione del pelo, a cono, netta ed obliqua,
sfilacciata, rileva se esso stato tagliato e se

il taglio stato oppur no recente. Il pelo sar

6o8

stato strappato, se il bulbo appare aperto alla


sua estremit inferiore, sar caduto, se il bulbo
si presenta pieno, a forma di clava.

individuale del pelo. Bisogna comparare il colore e le dimensioni dei


peli dell'individuo sospettato, eon il colore e
le dimensioni del pelo in esame, tenendo conto
che i pli di uno stesso individuo possono presentare differenze di colorito.
La peluria dei feti e dei neonati potrebbe essere confusa con la peluria che ricopre pi parti
del corpo, perch in ambedue (e specie nel feto)
non si riscontra quasi mai canale midollare.
Per il pelo fetale a punta sottile e netta,
quello dell'adulto a punta ottusa; lo spessore
del pelo fetale di rado sorpassa i 50 u., mentre
il pelo dell'adulto un po' pi spesso.
3. Identificazione

Giunto al termine del mio lavoro, con il vivo


desiderio di aver appagato la giusta aspettativa dei colleghi, chiedo loro venia, se non
sono riuscito nell'intento propostomi.
Ho cercato di esporre, il pi sinteticamente
possibile i principali argomenti della medicina
legale. La ristrettezza dello spazio, non mi ha
concesso di trattare alcune questioni con quell'ampiezza che esse meritavano; n mi ha
permesso di dare al lettore tutte quelle indi-

6oa

cazioni bibliografiche necessarie, per approfondire i problemi medico-forensi che sono appena
delineati in questo volumetto.
Oltre ai classici trattati di Medicina legale
dell'Hofmann-Kolisko (Soc. edit. libr.), dello
Strassmann tradotto dal Carrara (Unione tipog. editr. torinese), del Filippi, Severi, Montarti, Borri, Biondi (edit. Vallardi), dello Ziino
(Soc. edit. libr.), dello Schmidtmann (Hirschwald di Berlino), del grande trattato del
Dittrich (Braumiiller di Lipsia), del Brouardel (Baillire di Parigi) nel quale in quattordici volumi sono trattate le principali questioni di Medicina forense; il perito potr
ricorrere con profitto a molte altre fonti bibliografiche oltre a quelle accennate nel testo.
Ricordiamo per quel che riguarda il capitolo
sul Sopraluogo giudiziario il Gross Polizia
giudiziaria , traduzione Carrara (edit. Bocca),
il Niceforo Polke et Enqute judiciaire (Paris, librarne universelle), etc; perla Tanatologia
la Diagnostica anatomo-patologica dell'Orth,
traduzione Carrara (Unione tipogr. edit. torinese) e il Borntraeger Gerichtrztlichen
Praxis e il Filomusi-Guelfi (I fenomeni cadaverici asfissie, voi. 2 gi edito, del trattato in corso di pubblicazione dalla casa Jovene di Napoli). Per la Traumatologia la
bellissima opera del Borri : G' infortuni
del lavoro, sotto il rispetto medico-legale
(Soc. ed. libr.), per gli avvelenamenti il Kobert Lehrbuch der Intoxicationen o i due

6io

buoni volumi dello Chapuis e del Vibert


Toxicologie che si completano a vicenda
per la parte chimica e medico-legale ; e per
Yantropopsicologia, i trattati gi citati di Polizia scientifica dell'ttolenghi e di Psichiatria
forense dell'ttolenghi e De Sanctis, nonch i
moderni trattati del Bianchi, Kraepelin, Tanzi,
e le classiche opere del Lombroso (Uomo delinquente), Ferri (Sociologia criminale), Garofalo
(Criminologia), Kraft-Ebing (Psicopatologia
forense), ecc.
Per approfondire poi in memorie speciali lo
studio di singole questioni, indichiamo ai colleghi le collezioni di alcuni periodici, e specialmente quelle del : Vierteljsahrscrift fiir gerichtliche Medizin, diretto dal prof. Strassmann e
pubblicato dall'Hirschwald di Berlino, degli
Annales d'Hygine et Mdecine legale diretti
dal Thoinot, editi dal Masson di Parigi, degli
Archivi di antropologia, psichiatria e medicina legale diretti dal Carrara ed editi dal
Bocca, Torino; degli Archives internationales
de Mdecine legale, diretti dal Corin e Gilbert
di Bruxelles, degli Archives d'anthropologie
criminelle et Mdecine legale diretti dal Lacassagne e pubblicati dal Rey di Lione.
In queste collezioni, lo studioso trover tutti
quegli elemeatUdicui potesse aver bisogno per

DISPEPTICI ED URICEMICI
preferite per combattere le vostre sofferenze

l'Acqua Minerale Naturale


DI

SANGEM1NI

Essa facilita la digestione e corregge


l'acidit dello stomaco; impedisce la formazione dell'acido urico, scioglie le concrezioni e le renelle, mentre essendo a base
di bicarbonato calcico non debilita l'organismo come avviene coli'uso delle acque a
base di soda.
RICHIESTE E SCHIARIMENTI
presso l'Amministrazione

in SANGEMINI (Umbria)